A zonzo per le Ande

24 maggio giovedí: Il volo da Milano per Lima è con la KLM via Amsterdam, costo intorno ai 1000 euro, servizio impeccabile e orari perfetti (siamo persino arrivati con circa mezz’ora di anticipo).
Ritiriamo l’auto alla Budget all’aeroporto di Lima, un Nissan Sentra marrone, che sembra una vecchia auto fine anni 70, ma di fatto é nuova e immatricolata in febbraio. Dopo le quasi 24 ore di viaggio (compreso il transfer a Milano) la Sentra ci sembra estremamente scomoda. Il primo contatto con Lima è sufficiente per farci capire che le indicazioni stradali in Peru sono pressoché inesistenti. Impariamo anche subito che in Peru basta andare sempre dritti che prima o poi si arriva a destinazione.
Dopo aver percorso le principali arterie di Lima nell’orario di punta e aver provato l’ebbrezza di spostarsi tra le orde di trasporti collettivi riusciamo in qualche modo ad avvicinarci al quartiere di Miraflores e caschiamo a fagiolo nell’avenida Diez Canseco, proprio davanti all’Hostal el Patio, Diez Canseco, 341 Miraflores, Lima tel 51-1-444-2107, http://www.hostalelpatio.net/ , (minisuite per 45 USD) che avevamo prenotato via Internet. Il posto è accogliente e particolarmente tranquillo considerando che si trova nel pieno centro del quartiere di Miraflores. Cena al ristorante “La Trattoria” un pó caro, ma il posto merita sicuramente, le paste fatte in casa sono una delizia. La proprietaria si sorprende “Come arrivate dall’Italia e venite subito a mangiare la pasta?”, ma per noi che arriviamo dall’Africa e che abbiamo passato solo 3 giorni in Italia, una buona pasta è quello che ci vuole.

25 maggio venerdí: Sveglia tranquilla, partiamo alla carica della budget per vedere se c’é la possibilitá di prendere un’auto piu comoda, ma purtroppo niente di disponibile, la gentile signorina ci dice che il Nissan Sentra con cambio meccanico, é comunque l’auto ideale per le province, chissá? Non avendo alternative ci teniamo il Sentra e si parte sulla carretera Panamericana e sorpresa oggi la Sentra sembra particolarmente comoda, qualche problemino per gli occupanti del sedile posteriore per fare uscire i piedi calzati con scarponcini, ma per il resto niente male, probabilmente ieri eravamo veramente molto stanchi dopo il viaggio. Sosta per il pranzo al Brisas de Mar, uno dei tanti ristorantini locali lungo la panamericana poco prima di Pisco, Vivamente sconsigliato, eh si non ci becchi piú!
Sosta a Ica per un caffé e un dolcetto nella Plaza de Armas e si riparte verso Nazca, lasceremo la visita alle linee per il ritorno. L’Hotel Alegria a Nazca è un’ottima sorpresa, ben situato, pulito, tranquillo e soprattutto molto economico per il servizio offerto (27 USD la doppia). Hotel Alegria: J. Lima 168, .
“El Porton”, a pochi metri dall’Hotel ci delude invece in quanto a cena. Il clima é freschino un maglioncino non guasta.

26 maggio sabato: la tappa di oggi prevede il trasferimento Nazca – Arequipa, partiamo di primo mattino con una visita al cimitero di Chauchilla (30 km circa a sud di Nazca), 12 tombe scavate in cui sono state ordinate parte delle ossa ritrovate sul luogo e parte delle mummie cha hanno incredibilmente conservato le lunghe trecce. Il cimitero è cosparso un pó dappertutto di ossa, frammenti di tessuto, pezzi di cotone usato per le mummie. Riprendiamo la Panamericana e dirigiamo a sud, il paesaggio si rivela fantastico, la strada si snoda tra l’oceano pacifico ed il deserto costiero, costeggiando dune di sabbia incredibilmente alti. La strada a tratti è sommesra dalla sabbia, ed incontriamo cantonieri indaffarati a spostare questo mare di sabbia. In un passaggio non protetto dai venti oceanici le dune hanno praticamente invaso completamente la strada, per fortuna qui c’é in azione una ruspa che ci apre rapidamente la strada. Per il pranzo sostiamo ad Atico al “Don Oscar”, ottimo per i frutti di mare, e qui ci facciamo il primo “chicharones de marisco” seguito da ricci freschi (tanto per gradire). La panamericana dopo Ocona si inerpica a strapiombo sulla scogliera, senza protezioni laterali diventa veramente un pó impressionante, ma gli scorci sull’oceano sono fantastici. Ci perdiamo con le soste per le foto ed arriviamo a Camana poco prima del tramonto. Siamo terribilmente in ritardo, ma non ci possiamo perdere la sfilata di bambini in costume nella piazza principale, mi affianco ai fotografi ufficiali per scattare qualche coloratissima foto, che spediremo poi. Ci “toccano” le ultime tre ore di strada con il buio e considerando la strada e l’intensificarsi del traffico di camion e bus nelle ore serali, meglio stare tranquilli e impiegarci qualche minuto in piú. Ad Arequipa l’Hotel Casa del Melgar; tel 054- 222459, http://www.lacasademelgar.com/ – 40 USD la doppia, non viene meno alle nostre aspettative. Avevamo visto le immagini su Internet, ma effettivamente il posto vale, ci si immerge giá nell’atmosfera settecentesca e nella storia della citta bianca. Ben scelto! Siamo abbastanza fusi dopo i circa 600 km, ma c’é ancora il tempo per una cena al “Camaroncito”, niente male. Primo approccio con il vino peruviano, un pó deludente dopo i bei ricordi dei vini argentini e cileni.

27 maggio domenica: giornata dedicata alla visita di Arequipa, il monastero di Santa Catarina con i suoi caldi colori, il museo Andino, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare esposta la mummia di Juanita, spesso sotratta per le analisi nei laboratori. La mummia ritrovata solo pochi anni fa in seguito allo scioglimento dei ghiacciai su di un vulcano nelle prossimitá di Arequipa, si trova particolarmente ben conservata ed intatta.
Cena allo “Zingaro”, ambiente gradevole e cucina buona.

28 maggio lunedí: Abbiamo programmato il viaggio in modo da abituarci gradualmente all’altitudine. Due giorni ad Arequipa a 2800, una notte nel Canon del Colca a 3300 e poi 2 giorni a Puno 3800, 2 giorni a La Paz 3600, per poi attaccare i 5000 metri della Bolivia. Ma oggi abbiamo il primo approccio ai 5000 con il passo di Patapampa (4910). La strada per il Colca passa da Yura e contorna il vulcano Chachani ed il Misti. A Canaus si abbandona la strada per Puno per imboccare la deviazione per Chivay, si sale ormai da diversi kilometri, attraversiamo la riserva nazionale di Salinas e Aguada Blanca dove incrociamo i primi gruppi di vigogne. Poco prima del passo di Patapampa, saremo intorno ai 4500, a Mari viene la brillante idea di fotografare gli alpaca. Accostiamo e iniziamo a scendere nella valletta per avvicinare il branco. La risalita all’auto ci sará fatale, il soroche inizia a farsi sentire sotto forma di forte mal di testa. Si sale ancora arriviamo al passo (quasi ai 5000) e quando scendo dall’auto mi sento particolarmente leggero, inizia a girare tutto e ci manca poco per non cadere senza sensi a terra. Riprendo colore solo dopo aver attaccato la bistecca di alpaca al ristorante “Pozo del Ciel” di Chivay 2000 metri piu in basso. Ottimo il gelato di Chirichuelo. Su consiglio dei locali ci buttiamo quindi con il mate de coca, che sembra aiuti a superare il mal di montagna. Dopo Chivay la strada che costeggia il Canon é sterrata, ma il paesaggio é incantevole. I diversi mirador permettono delle viste sul Canyon e sui terrazzamenti Inka tuttora utilizzati a scopo agricolo, sosta al famoso Cruz del Condor dove gli ultimi condor si attardano in volo nel fine pomeriggio.
Raggiungiamo Cabanaconde, villaggetto di montagna con l’aria rilassante. La strada che parte dalla chiesa e raggiunge l´Hotel Kunturwassi (http://www.arequipacolca.com/) -50 USD la doppia) è al limite della praticabilitá e onde evitare di lasciare qualche pezzo della Sentra in questa sperduta valle del Peru, tutti giú e si sale a piedi. Il fiatone ci ricorda subito che siamo ancora olte i 3000. Le viette di Cabanaconde sono percorse da asini, pecore e vacche che si ritirano poco prima del tramonto. Cena all’Hotel con piatti a base di quinoa, un cerale locale simile al sorgo, e alpaca. Piú che sufficiente!

29 maggio martedí: Dal terrazzo del Kunturwassy c’é un ottima vista sulla cordigliera della Chilca e sul villaggio sottostante che si risveglia lentamente. Ripercorriamo di nuovo la strada che costeggia il versante meridionale del Colca soffermandoci un pó nei villaggetti di montagna (Yanke). Riconquistiamo i 5000 metri del passo Patapampa, questa volta senza troppi problemi. Al bivio di Canaus ci concediamo un sandwich e l’ormai immancabile mate de coca, in compagnia di un alpaca birichino che si diverte a svuotare le zuccheriere e a frugare tra i sacchetti degli avventori. Riprendiamo la statale in direzione Puno rientrando nella riserva naturale di Salinas e Aguadas Blancas, di nuovo un passo a 4500, ma ormai chi ci fa piú caso? Siamo a Lagunillas, una serie di lagune di alta montagna, paradiso per gli uccelli tra cui numerosi fenicotteri.
FIESTA!!! All’entrata di Juliaca ci imbattiamo in un’altra fiesta. Anche qui una fiera di colori e costumi. Diverse bande musicali e gruppi di danza si esibiscono sulla pista all’aoerto di un campo di basket. Bancarelle, frittelle, pesce fritto e tanta Cusqueña, la birra locale. Riusciamo a ripartire verso Puno e dopo essere sopravissute al caos del centro di Juliaca, sommersi dalle bici taxi, eccoci in vista del Titicaca. Puno si presenta con il suo Puma che domina la cittá dall’alto di una collina. Alloggiamo alla Posada Don Giorgio, http://www.posadadongiorgio.com/ (30 USD la doppia), modesto ma centrale a due passi dall’Avenida Lima, l’isola pedonale di Puno. Il proprietario parla italiano ed é molto disponibile. Confermiamo l’escursione per il giorno seguente alle isole galleggianti e a Taquile, poi cena all’UKUKU´s che ci accoglie con un grande braciere ardente all’entrata. Le serate di Puno (3800 mt) sono particolarmente fresche (maglione e giacca, siamo in inverno).

30 maggio mercoledí: Escursione alle isole galleggianti della popolazione Uros e all’isola di Taquile sul lago Titicaca. 17 USD a testa escluso pasto, (10 soles che si paga direttamente alla famiglia presso cui si pranza sull’isola di Taquile). Partenza alle 7.15 e rientro alle 17.30. Cena al Porton Colonial di Puno, deludente!

31 maggio: Lasciamo l’auto a Puno e la recuperermo al ritorno dalla Bolivia.
Partiamo da Puno alle 7h30 con un bus della Tour Peru, con destino La Paz (30 soles a testa). Dopo aver passato il confine boliviano a Yumguyo, raggiungiamo Copacabana verso le 12h30 (ora locale, 1 h in piú rispetto al Peru). A Copacabana abbiamo il tempo di pranzare prima di passare sul bus boliviano. Da Copacabana la strada si inerpica sulle montagne con notevoli scorci panoramici sul lago Titicaca e sulla cordigliera Real. Si ridiscende al lago per traghettare e ripartire in direzione di La Paz dove arriveremo verso le 17. Da El Alto a quota 4000 metri, La Paz ci appare nella vallata sottostante con i suoi 3600 metri di altezza. Il bus si ferma nella zona centrale di La Paz proprio a lato del decantato Hotel Rosario. Nonostante via Internet ci avessero comunicato che l’Hotel era completo proviamo lo stesso a chiedere e con fortuna riusciamo a trovare ancora 2 camere libere. Ne è valsa la pena! L´Hotel Rosario é veramente molto accogliente e relativamente economico (45 USD la doppia compresa colazione), dotato di accesso gratuito a Internet, un ristorante di ottimo livello ed una colazione a buffet molto ricca e variata. Aprofittiamo delle ultime luci della giornata per organizzarci la trasferta per Uyuni, acquistiamo quindi i biglietti per il bus per Oruro e del treno da Oruro a Uyuni. Ancora il tempo per percorrere la zona artigianale nelle viuzze attorno all’Hotel Rosario e poi cena in Hotel. Un filetto di lama accompagnato da un ottimo Cabernet boliviano, prodotto nella regione meridionale in prossimitá del confine argentino.

1 giugno: Il bus per Oruro parte alle 10 dal terminal terrestre di La Paz, giungiamo ad Oruro verso le 13. Ci resta il tempo per pranzare al ristorante Nayama (a circa 300 metri dalla stazione ferroviaria di Oruro), prima di prendere il mitico Expreso del Sur, il treno che ci porterá a Uyuni. Alle 15.30 il treno parte in perfetto orario, come tutti i mezzi pubblici presi sinora. La prima ora di viaggio é altamente spettacolare, il treno corre letteralmente sulle acque del lago Oruro, tra fenicotteri e numerosi uccelli acquatici. Il paesaggio ci lascia con il fiato sospeso sino alle ultime luci del giorno con un tramonto spettacolare. Raggiungiamo Uyuni verso alle 22.20, il freddo inizia a farsi sentire, siamo giá alcuni gradi sotto zero!! Alloggiamo all’Hotel Kutimuy, gestito dall’agenzia Colque Tour, che si rivela basico e senza acqua calda.

2 giugno: organizziamo il tour di 3 giorni nel salar e nelle lagune con l’agenzia Colque Tour, che ci fornisce autista e un Land Cruiser. Dopo aver acquistato l’essenziale per i prossimi tre giorni verso le 11 ci addentriamo nel Salar, prima sosta alle saline di Colchani da cui si estrae ancora il sale consumato in Bolivia e seconda sosta all’Hotel de Sal. Puntando verso l’Isla do Pescado il paesaggio diventa indescrivibile. Siamo nella regione piú luminosa del mondo con la sua distesa bianca di sale di 12000 kmq ed il sole nitido dei 4000 metri. Ogni anno con le piogge che trasportano nel lago i minerali dalle montagne circostanti si forma una nuova crosta di sale di circa 3 o 4 cm. In alcuni punti il sale accumulato supera il metro e mezzo. All’isola del Pescado consumiamo il nostro primo pic nic, prima di visitare la piccola riserva naturale, una foresta di cactus centenari che si ergono nella enorme distesa di sale. Si prosegue poi nella distesa di sale per raggiungere il piccolo villaggio di Chuvica dove passeremo la notte nell´Hostal della Colque Tour che é decisamente migliore dell’Hotel di Uyuni. Anche stasera niente doccia calda!

3 giugno: partenza alle 8.00, abbandoniamo il Salar e ci inoltriamo nei paesaggi montani e indescrivibili del sud boliviano, la temperatura si mantiene largamente sotto lo zero. Ci inerpichiamo tra valli e vulcani e raggiungiamo i 4600 metri prima di raggiungere la prima serie di lagune (Canapa, Hedionda e Colorada). Lungo il percorso incontri ravvicinati con vigogne, fenicotteri e volpi. Attraversiamo il deserto di Siloli in un paesaggio lunare prima di arrivare al famoso albero di pietra. Una serie di rocce erose dal vento che hanno assunto forme particolarmente curiose. Per la notte ci fermiamo in un rifugio estremamente basico nei pressi del campo Ende sulla laguna Colorada. Appena il sole scende la temperatura precipita e durante la notte arriviamo attorno ai 20 negativi. Il sacco a pelo di piumino si rivela estremamente utile!

4 giugno: La sveglia è alle 5.30 e si parte alle 6 ancora in piena oscuritá, la temperatura é estremamente bassa, in poco piu di 30 minuti raggiungiamo a 5200 metri di altezza i Geyser del Sol de la Mañana, che a contatto con le temperature basse del mattino avvolgono tutta la zona di un vapore sulfureo. I Geyser sono una serie di calderoni in cui ribolle un fango bollente che sprigionano vapori di zolfo, una zona estremamente pericolosa perché i calderoni comunicano tra loro con passaggi sotteranei e le volte superficiali spesso cedono. Attenzione quindi a dove si mettono i piedi. Il sorgere del sole in questo paesaggio infernale é uno spettacolo eccezionale e la luce indescrivibile. Proseguiamo verso le sorgenti termali a quota 5000 metri. Le pozze di acqua calda sembrano surreali soprattutto se si osserva il ghiaccio tutto attorno. Si prosegue in un atmosfera di luce e di paesaggi straordinari sino a raggiungere Laguna Verde ai piedi del vulcano Licancabur che segna il confine con il Cile. Da qui chi prosegue per S. Pedro di Atacama in Cile, cambia veicolo. Ritorniamo sui nostri passi per raggiungere di nuovo laguna Colorada, che ci appare ora con una colorazione rosata delle acque. Eccezionale. Iniziamo poi la discesa verso Vila Mar edopo una breve sosta per il pasto si continua per Uyuni.
L’autista della Colque Tour ci lascia al terminal della Todo Turismo che organizza viaggi notturni di rientro a La Paz. Si parte alle 20.00, il bus é nuovissimo ed il servizio impeccabile, cena e snack compresi. Le prime 6 ore di pista sono estremamente severe, il bus nuovo sembra estremamente fuori luogo. Una volta raggiunto l’asfalto si prosegue con piú tranquillitá e raggiungiamo La Paz alle 6 del mattino. Il personale del bus affida i passeggeri ai taxisti “ufficiali” e raggiungiamo di nuovo l’Hotel Rosario.

5 giugno: ci concediamo una giornata a La Paz, un pó di acquisti. La Bolivia é molto piú economica del Peru! Tanta voglia di fare una discesa in bike sulla strada della morte. Una discesa che in poco piú di 40 km percorre un dislivello di 3500 metri per raggiungere Coroico. Ma sará per la prossima volta.

6 giugno mercoledí: Rientro in Peru via Desaguadero, partenza da La Paz alle 8.00 e arrivo a Puno alle 13.00. Hotel Posada Don Giorgio. Pranzo alla “Casona” con la sua collezione di ferri da stiro a carbone e cena all´Hosteria (non male) entrambe situate sull’avenida Lima, l’isola pedonale di Puno.

7 giugno 2007 giovedí:
Dopo la visita in Bolivia i bagagli sono letteralmente lievitati e nonostante le diverse varianti geometriche sperimentate nel tentativo di stipare tutto nel portabagagli della Sentra, questi si rifiuta di chiudersi. Abbiamo anche un pó accentuato la bombatura del baule, ma niente da fare. Comunque dopo varie peripezie riusciamo a conciliare i bagagli con lo spazio e riparata la foratura abbandoniamo Puno, dove fervono i preparativi per la festa del Corpus Domini.

Anche a Juliaca tutto il centro é bloccato per la festa. Facciamo rifornimento prima di attaccare la vasta zona di montagna che ci separa da Cusco. La strada scorre tra vallate costellate da alpaca, siamo sempre attorno ai 4000 metri di altezza. Circa a metá strada tra Puno e Cusco, qualche chilometro prima di Raqchi, sosta al ristorante “Filipon”, ottimo buffet molto vario.

A Raqchi é in corso la festa locale del Corpus Domini, tutta una serie di gruppi folcloristici locali danzano e suonano sulla piazza della chiesa, situata proprio all’entrata delle rovine INCA. Il tempio di Raqchi era uno dei piú grandi del Cusco.

Si riparte per Cusco che raggiungiamo verso le 7 del pomeriggio. Tutte le strade del centro sono ancora bloccate per la processione del Corpus Domini, uno dei principali eventi del calendario cattolico del Peru. Dopo aver percorso una serie labirintica di strade conquistiamo la Piccola Locanda (Hotel Piccola Locanda Cusco, calle Resbalosa 520, Cusco, tel 0051 084 252551 http://www.piccolalocanda.com/famiglia_ita.htm -130 soles). La locanda é ben situata a pochi passi dal centro di Cusco, l’ambiente é gradevolissimo e dispone di un ottima cucina casalinga italiana.
La festa a Cusco continua, nelle varie piazze si radunano ancora i gruppi con musiche e danze, la vietta a lato della cattedrale è trasfomata in un vero ruscello di urina.

8 giugno 2007 venerdí:
Per la visita ai musei e siti archeologici di Cusco e dintorni acquistiamo il boleto turistico.
Iniziamo con la visita al museo inka, per passare poi alla cattedrale, al museo precolombiao, alla chiesa di Santo Domingo e al Corikancha. Nel pomeriggio acquistiamo i biglietti per il trenino per Macchu Picchu, previamente prenotati via Internet. Cuzco è una cittá veramente interessante e ci perdiamo volentieri tra le viuzze incassate tra le mura Inka, bighellonando tra i negozietti di artigianato. Acquistiamo i tori in terracotta che vengono collocati sui tetti delle case come portafortuna. Purtroppo uno dei due nonostante l’imballaggio non reggerá al trasporto. Cena alla Piccola Locanda.

9 giugno sabato:
Il programma di oggi prevede il trasferimento da Cuzco a Ollantaytambo, percorrendo tutta la Valle sagrada.
Prima sosta alle rovine di Saqsaywaman dove vale la pena ingaggiare una guida per riuscire a scoprire parte dei segreti delle pietre delle rovine Inka. Nella spianata antistante le rovine sono giá in corso i preparativi per la festa in costume in cui viene rievocata la battaglia con Pizarro.
Passando poi per Q’enqo e Puka Pukara, raggiungiamo Pisac. Anche se il famoso mercato si tiene il giovedí e la domenica, la Plaza de Armas è occupata tutti i giorni da bancarelle con articoli di artigianato. Pranziamo nella Plaza de Armas, nel pomeriggio si parte per la visita alle rovine di Pisac, dove arriviamo un pó troppo tardi per il tipo di percorso che ci aspetta. Le rovine sono infatti disseminate sulla parete e sulla cresta della montagna che domina Pisac, un giro completo delle rovine richiede probabilmente 3 o 4 ore. Noi abbiamo solo un paio ore di luce e ci limitiamo quindi al precorso ridotto, che contempla comunque alcuni passaggi suggestivi e un pó esposti. Riconquistiamo l’auto dopo un paio d’ore un pó stremati per la sgambata in altitudine e per il forte vento. Percorriamo quindi il resto della Valle Sagrada ormai nell’oscuritá. A Ollantaytambo poernottiamo all’Hotel Munay Tika situato sulla strada che conduce alla stazione dei treni (tel 0051 084 204111, 084 9933665, 30 USD a notte a camera [EMAIL=reservas@munaytika.com]reservas@munaytika.com[/EMAIL]). La cena abbastanza deludente al ristorante Kusiloyuor.

10 giugno domenica:
Sveglia alle 6 per la colazione e per prendere il treno per Aguas Calientes, localitá d’accesso alle rovine di Machu Pichu. La compagnia inglese che gestisce la ferrovia per Aguas Calientes attua una vera e propria truffa legalizzata. Si tratta infatti del treno piú caro al mondo, un’ora e venti circa di treno al prezzo di circa 80 USD a testa! Non essendoci alternativa plausibile (il trekking a piedi ci trova un pó giú di allenamento) ci lasciamo “spennare” in questo modo indegno (in ogni caso é bene ricordarsi che i biglietti possono essere acquistati solo a Cuzco alla biglietteria centrale e con almeno un giorno di anticipo). I posti sono numerati, é bene quindi cercare al momento dell’acquisto di chiedere i sedili sul lato sinistro del vagone, che permettono i migliori scorci e vedute sul fiume sottostante.
Aguas Calientes é molto molto deludente, quasi nulla rimane del villaggio originario e tutto è costruito e situato in funzione dell’enorme flusso turistico che ogni giorno passa obbligatoriamente per raggiungere Machu Picchu. Il furto per la visita a Machu Picchu non é ancora terminato, il pulmino per la trasferta da Aguas Calientes alle rovine costa 12 USD a testa, a questo si deve poi aggiungere il biglietto d’entrata alle rovine e eventualmente il costo della guida.
Lo spettacolo é comunque maestoso le rovine situate su una serie di picchi dominanti le vallate sottostanti lasciano senza fiato e non solo per i dislivelli e per la scarpinata in quota. La visita guidata dura circa un paio d’ore dopodiché ci godiamo la vista dalle diverse angolazioni. La vista dalla casa del guardiano é comunque quella piú affascinante. Ci intratteniamo con i giardinieri quadrupedi (lama) che mantengono l’erba nello spazio archeologico sempre a modo di tappeto inglese (ci sará qualche attinenza con la compagnia che gestisce la ferrovia??).
Il ritorno in pulmino a Aguas Calientes é caratterizzato da una corsa tra i ragazzini a piedi ed il pulmino. I ragazzini tagliano i tornanti scendendo nella foresta e riescono regolarmente ad arrivare prima dei pulmini, in tempo quindi per una buona mancia.
Viaggio a ritroso con il trenino sino a Ollantaytambo. Cambiamo ristorante ed il ristorante Mayupata si rivela una gradevole sorpresa.

11 giugno lunedí:
Sulla via di ritorno verso Cuzco, visitiamo le salinas di Maras, un’interminabile distesa di vasche di decantazione, rifornite dalle acque di un torrente sotteraneo ricco in Sali minerali. Procediamo quindi per Moray per la visita al laboratorio agronomico Inka, una sorta di anfiteatro a terrazze, in cui si puó trovare un microclima diverso in ogni terrazza.
Raggiungiamo poi Chincero, villaggio tipico delle Ande, visita alla chiesa coloniale costruita come nella maggior parte dei casi sulla mura del tempio Inka. Chincehero non offre molte alternative per il pranzo, ci dirigiamo quindi alla trattoria della famiglia Castro sulla strada principale.
Rientro a Cuzco e cena alla Piccola Locanda.

12 giugno martedí:
Grande tappa di trasferimento: 900 km attraversando l’intera cordigliera delle Ande.
Tutti erano abbastanz perplessi sulla possibilitá di trasferirsi in gironata da Cuzco a Paracas, circa 900 km di strade con almeno quattro passi oltre i 4000 metri e altrettante discese nelle vallate. Ci proviamo! Tentativo di partenza da Cuzco alle 5 del mattino fallito, perché la guardiana del parcheggio che ci aveva garantito di aprire le porte per permetterci di recuperare l’auto, ha continuato imperterrita a dormire nonostante i sassi e poi pietre lanciate sul tetto in lamiera nel tentativo di svegliarla. Riusciamo comunque a svegliarla alle 6. recuperiamo l’auto completamente coperta da uno strato di ghiaccio e si parte.
Scendiamo nella vallata dell’Apurimac, risaliamo ad Abancay, scendiamo e risaliamo ogni volta sono circa 1500 o 2000 metri di dislivello. Saliamo di nuovo sulla cordigliera di Huanzu, scendiamo a Puquio e di nuovo su a 4000 metri nel Parco naturale di Pampa Galeras. Il paesaggio é incantevole ma la strada é proibitiva, una serie interminabile di curve e nonostante il traffico esiguo incontriamo ben tre veicoli usciti di strada, un auto, un camion e un bus con tutto il suo carico di passeggeri. Siamo ormai al tramonto quando raggiungiamo Nazca, al termine quindi della traversata delle Ande, circa 12 ore per percorrere 700 km, praticamente senza soste.
Ci restano ora solo 200 km di Panamericana per raggiungere Paracas che raggiungiamo alle 20. Ci siamo risuciti!! 14 ore come programmato, molto stanchi!!! Pernottamento e cena all’Hotel el Mirador – Paracas 130 soles, http://www.elmiradorhotel.com/espanol/index.html . All’Hotel prenotiamo anche l’escursione in barca alle isole Ballestas per il mattino seguente.

13 giugno mercoledí: L’escursione per le isole Ballestas é prevista per le 8h00 con partenza da el Chaco a Paracas. La bruma invernale riduce la visibilitá a poche centinais di metri e la partenza viene quindi ritardata in attesa che il tempo migliorii. Dopo quasi 3 settimane passate attorno ai 4000 metri, passeggiando ora al livello del mare ci si sente molto piú leggeri. Riusciamo a partire per le Isole alle 11h00. L’escursione dura un paio d’ore circa, un piccolo paradiso per gli uccelli marini. Molti pellicani, cormorani, sulle, pinguini e qualche leone marino. Al rientro per il pranzo c’é solo l’imbarazzo della scelta, a lato dell’imbarcadero c’é tutta una serie di piccoli ristorranti che offrono ottimi piatti di “mariscos” e naturalmente ceviche.
Verso le 15 ripartiamo per quel di Lima.

14 giugno giovedí: L’ultimo giorno lo dedichiamo ad una visita al centro di Lima poi una corsa verso l’aeroporto per restituire l’auto e per rientrare in Italia con volo KLM.

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