Viaggio in Tunisia

Oggi vi racconto del mio viaggio tra Djerba e Zarzis.
Il villaggio in cui siamo stati 1 anno fa’, il Club Sanghò, è situato a sud della costa tunisina a metà strada tra la tranquilla cittadina di Zarzis e la caotica isola di Djerba.

E’ un villaggio molto gradevole esteticamente, completamente immerso nel verde è costituito da strutture tutte bianche in stile “manzel” (le loro abitazioni tipiche) digradanti verso il mare. Una bella spiaggia di sabbia chiara,ornata di palme da datteri e mare caldo che a conferivano al paesaggio un aspetto quasi tropicale. L’unico aspetto negativo riguarda l’igiene in quanto sia le camere che tutte le strutture comuni non godevano certamente di un attenta pulizia.

Fuori dal villaggio vi è solo un piccolo agglomerato di case con prevalenza di negozi di artigianato e souvenirs, qualche sala da tè (ottimo e digestivo quello alla menta zuccherato con miele anche se troppo dolce per i miei gusti) , bar e ristoranti . In questi locali è però vietato servire alcolici, questo divieto è stato imposto in quanto i locali solevano bere molto con le conseguenze che potete immaginare. Questo è quanto ci ha spiegato Kanoun,un ragazzo con cui abbiamo fatto amicizia e che ci ha fatto un po’ da Cicerone portandoci a vedere i dintorni ,vari paesini con le loro costruzioni bianche o di tenui color pastello,una salina ed anche la discarica, dove abbiamo incrociato alcuni contadini che su un carretto trainato da cavalli andavano a depositare i loro rifiuti domestici.

Il venerdì ci ha portati al colorato mercato di Zarzis (loro lo chiamano”souk”), qui si può trovare di tutto e nell’aria si respira un insieme di profumi di essenze e di spezie che si fondono con gli odori del cuoio lavorato delle stoffe e delle ceramiche, non è il classico mercatino costruito ad uso e consumo del turista qui agli abitanti del luogo si recano per fare acquisti ed ho notato che anche tra loro mercanteggiano sul prezzo.
Sulla strada del ritorno ci siamo fermati all’abitazione di una sua amica dove si stavano volgendo i preparativi di un matrimonio, sono rimasta affascinata nel constatare quanto sono ancora vivi i costumi e le tradizioni, le donne si stavano facendo dipingere le piante dei piedi con l’hennè e pur essendo una perfetta estranea sono subito stata invitata ad unirmi a loro Kanoun ci ha successivamente spiegato che i riti dei matrimoni lì hanno ancora i toni di una grande festa folcloristica.
L’ultima sera ci ha condotti all’imbrunire ad ammirare uno stupendo tramonto sul deserto: uno spettacolo indimenticabile.

Credo che quest’anno ci tornero’!

Ciao Anny

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