Mare, pesci, sole e deserto: in breve, Marsa Alam!

Prima vacanza al caldo fuori stagione per la sottoscritta. La meta è stata decisa in maniera abbastanza obbligata: volevo un posto non troppo lontano (avendo a disposizione una sola settimana), con un bel mare, bel tempo garantito e abbastanza a buon mercato… insomma, il mar Rosso. La scelta è caduta in particolare su Marsa Alam sia perché abbiamo trovato una buona offerta, sia perché essendo meno turisticizzata di Sharm e Hurghada mi ispirava di più.

14 marzo
Si parte da Malpensa alle 17.25 (in realtà con un po’ di minuti di ritardo) e tra ritiro bagagli, visto, tragitto in autobus e fuso orario, arriviamo al Tulip Beach resort a mezzanotte inoltrata; di conseguenza siamo andati quasi subito a dormire. La stanza è molto graziosa, peccato solo che sia in una delle palazzine più lontane dalla spiaggia (ma si tratta comunque solo di pochi metri); in realtà in reception ci hanno proposto una stanza vista mare a 5 euro di più al giorno a testa, ma ci sembrava una spesa inutile e abbiamo rifiutato. Sono molto incuriosita dalla settimana che mi aspetta in quanto non amo molto i villaggi e la vita da villaggio, siamo abituati ad andare in vacanza sempre in appartamento e a noleggiarci scooter o auto per muoverci in libertà, perciò ho un po’ il timore di annoiarmi. Ma spero di rifarmi con le escursioni. Si vedrà…

15 marzo
Sveglia relativamente presto per fare una bella colazione prima della riunione con quelli dell’assistenza. La colazione è una delle poche cose che amo di villaggi e hotel, ahhh quante delizie!
Poi riunione dove ci vengono presentati lo staff del diving e dell’animazione e le escursioni proposte per la settimana: sono tutte molto interessanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Dopodiché si va finalmente al mare! Il mare del Tulip (foto 1), entro i primi 700 metri circa, arriva sì e no alle ginocchia; in seguito c’è la barriera corallina e oltre inizia il mare profondo; questa zona è raggiungibile con un pontile in fondo al quale c’è una piattaforma (dove risiede una sorta di custode/guardiano/soccorritore) e delle scalette per entrare in acqua.
Son però finiti i lettini in spiaggia essendo tardi, quindi ci spostiamo in piscina, dove veniamo “assaliti” (nel senso ovviamente buono del termine) dai venditori di escursioni che hanno subito notato che apparteniamo ai nuovi arrivati. Prenotiamo fin da subito quindi l’escursione ad Abu Dabbab e la motorata nel deserto; ne approfitto anche per fare una prova di giro sul quad, alla fine del quale giungo alla conclusione che è decisamente meglio se ne prendiamo solo uno in due perché la mia guida non è delle più sicure, né per me né, soprattutto, per il resto della popolazione. Escludiamo dalla scelta le escursioni culturali a Luxor e Assuan, prima di tutto perché sono una mazzata da fare in giornata (partenza alle 5, quattro ore di pullman…) e poi anche perché il prezzo non è proprio irrisorio (circa 100 euro l’una).
Dopo pranzo una passeggiata sul pontile fino in fondo e un po’ in spiaggia: il vento è molto forte oggi e il mare agitato e non invita a tuffarsi.
La sera cena e spettacolo dell’animazione (fachiro) e poi a letto presto: domani si va ad Abu Dabbab!

16 marzo
Ritrovo al diving (che è a 50 metri dalla nostra stanza) alle 8.30; siamo circa una ventina di persone. Si parte con due pulmini destinazione baia di Abu Dabbab; il tragitto è breve e in un quarto d’ora scarso siamo lì. Chi non li ha (noi compresi) affitta pinne e mezza muta (8 euro in totale; il giubbotto salvagente è gratis), ci accampiamo su dei lettini e ci prepariamo allo snorkeling. Anche oggi purtroppo c’è molto vento, ma forse un po’ meno di ieri, e il mare è molto mosso. Entriamo in acqua in gruppo con due ragazzi del diving che aprono e chiudono il gruppo; quello che si vede sott’acqua è ovviamente meraviglioso, avvistiamo anche una tartaruga e uno squaletto. Nuotare però con quel mare così mosso (foto 2) è davvero faticoso; un paio di persone si sentono anche quasi male e vengono trainate con la boa di salvataggio dai ragazzi del diving. Io stessa quando esco dall’acqua ho una sorta di capogiro e mi viene quasi da vomitare; vado a prendermi un succo di frutta al bar e mi sdraio un po’ per riposarmi.
Dopo un po’ uno dei ragazzi del diving ripropone un altro giro di snorkeling ma solo in 4 hanno le forze per seguirlo: e qui mi mangio le mani, perché il gruppetto avvista e fotografa il dugongo!!! Ecco dannazione me lo sono persa! Mi toccherà tornare a Marsa Alam per rivedere il dugongo!
Alle 13.30 ritorno al Tulip; nel frattempo mi sono anche bruciata, come in ogni vacanza che si rispetti d’altronde…!
Pomeriggio alternato tra lo svacco in spiaggia e la consueta passeggiata sul pontile; guardando in acqua, anche dove l’acqua è più bassa, si avvista sempre qualche pesce.
La sera a letto prestissimo; tra l’altro essendomi scottata ho pure i brividi per il freddo.

17 marzo
Anche oggi il vento soffia inesorabile. Però al diving ci dicono che le previsioni meteo per i prossimi giorni vedono vento in calo, perciò decidiamo di farci un’altra giornata relax e, nei giorni successivi, di affittare la mezza muta per far un po’ di snorkeling lì al Tulip. Perciò la giornata trascorre tra la sdraio e, soprattutto, lunghe passeggiate sul solito pontile e sul lungomare al di fuori del villaggio (la mia capacità di resistere sdraiata sul lettino senza far niente per più di 10 minuti è pari a zero!); durante quest’ultima camminata, ponendo attenzione a dove si mettevano i piedi, abbiamo notato un altissimo numero di paguri (foto 3), alcuni minuscoli, altri di discrete dimensioni.

18 marzo
Alla mattina si passeggia un po’ sul lungomare; oggi finalmente il vento si è un po’ calmato. Alle 15, ritrovo al noleggio dei quad: ci attende la motorata nel deserto. Evviva! E’ da quando ho prenotato sta vacanza che non vedo l’ora di farla! Siamo in tanti, almeno una decina di quad, quasi tutti con in sella due persone. Si parte. All’inizio è un po’ drammatico, nel senso che non riuscivo a trovare una posizione giusta per tenermi e a ogni frenata, accelerata o sobbalzo (e nel deserto se ne fanno parecchi!) mi sembrava di volare via; poi finalmente capisco come meglio tenermi e lì inizia il divertimento. Girare per il deserto roccioso di Marsa Alam è veramente suggestivo; dopo un po’ ci dirigiamo al villaggio beduino, tappa obbligata del giro; la nostra guida ci racconta un po’ di storia dei beduini, dopodiché chi vuole può fare un giro sul dromedario (io l’ho fatto, foto4: che brutta esperienza scendere da un dromedario!), comprare the o spezie dai beduini e infine andare a fumare narghilè e bere the nella tenda. Nel frattempo il tempo passa e giunge l’ora del tramonto, quindi possiamo ammirare il sole sparire dietro le montagne e colorare il deserto: sembra di essere davvero in un altro mondo (foto 5). Prima di andarcene, una signora beduina cucina per noi, sulla pietra, una sorta di pane che gli Egiziani ci hanno descritto come “piadina romagnola”, e in effetti vagamente la ricorda. Dopodiché si riparte direzione Tulip; quando arriviamo al villaggio ormai son calate le tenebre. Durante tutto il viaggio un ragazzo egiziano che era insieme alla nostra guida ci ha ripreso con la videocamera e ci spiegano che volendo, il giorno dopo, sarà possibile acquistare il video della nostra motorata, cosa che noi faremo, per tenere un ulteriore ricordo di questa escursione che consiglio vivamente a tutti, è stata davvero divertente e suggestiva. Unica accortezza: mettere un abbigliamento comodo (con noi c’era anche gente in infradito, ma ve li sconsiglio: rischiate di perderli ad ogni buca) e tenere presente che al ritorno sarete completamente ricoperti di terra dalla testa ai piedi! Ma anche questo è il bello…

19 marzo
Appena sveglia, come di rito, mi affaccio a controllare il grado di inclinazione delle palme: ottimo, a quanto pare anche oggi poco vento! E anche il mare sembra poco increspato. Si noleggiano le mute al diving e oggi ci si dedica allo snorkeling, sia la mattina sia il pomeriggio, oltre la barriera alla sommità del pontile. Quello che si vede è spettacolare, mi avevano detto quanto fosse bello il mar Rosso da sto punto di vista, ma vederlo coi propri occhi, essere lì a nuotare in mezzo a pesci colorati di ogni sorta e tutta un’altra cosa. (foto 6).
La sera escursione a El Quesir: 80 km, un’oretta di pullman; arrivati, giro per bazar e negozietti, con venditori di ogni sorta che cercano di propinarti ogni cosa. Per la cittadina di El Quesir, complice il giovedì sera (che per i musulmani è un po’ come il nostro sabato sera, essendo il venerdì festivo) c’era in giro un sacco di gente, quindi diciamo che abbiamo anche visto uno spaccato di vita locale, ma sicuramente non è un’escursione che mi ha entusiasmata, non la ripeterei né la consiglierei.
Dimenticavo: entusiasta della motorata, ho convinto Dario a farne un’altra (a dire il vero non ho fatto molta fatica a convincerlo: l’idea piaceva anche a lui), ovviamente non più quella pomeridiana ma quella della mattina, con tappa sulla spiagga per fare snorkeling. Quindi domani ci si sveglia presto e si riparte in sella al quad!

20 marzo
Partenza alle 9; stavolta siamo solo in 5 più la guida: la motorata pomeridiana obiettivamente attira molto di più. Oggi non c’è un alito di vento e fa davvero caldo.
Dopo un giretto nel “solito”deserto, ci dirigiamo alla spiaggia di Marsa Shoona: la spiaggia non è un granchè, ma il mare è qualcosa di splendido: calmissimo, una tavola praticamente, si accede alla barriera camminando da riva e sott’acqua si vedono le solite meraviglie. (foto 7) Non sarei più uscita! Al ritorno, altro giro nel deserto dove mi sono lanciata e stavolta ho guidato io il quad! Gran bella escursione anche questa anche se, dovendo scegliere, quella pomeridiana con tappa dai beduini e tramonto annesso ha un qualcosa in più.
Il pomeriggio si è alzato il vento; siamo tornati a fare snorkeling oltre il pontile, ma ora il mare è decisamente molto mosso; con quelle condizioni fare snorkeling è decisamente più pesante e ce lo si gode di meno, ma siamo comunque riusciti a vedere un sacco di cose.
Per la nostra ultima sera al Tulip, festa nella tenda beduina sulla spiaggia: ingresso 10 euro, con musica e open bar (e anche narghilè, ma pagando cifra aggiuntiva); ecco, vi sconsiglio vivamente la vodka egiziana!

21 marzo
Ci è stato confermato l’aereo del ritorno alle 23.40 circa, quindi possiamo goderci un’altra giornata intera, recuperando così quella persa all’andata, anche se, in realtà, in tutta la giornata aleggia un alone di malinconia legata alla fine della vacanza. Il vento è di nuovo diventato forte e il mare è parecchio mosso, oggi niente snorkeling ma relax e passeggiate sul lungo mare, dopodiché a metà pomeriggio iniziamo a sbaraccare la camera (avremmo dovuto lasciarla libera per mezzogiorno, ma pagando 13 euro a testa abbiamo potuto tenerla fino alle 18).
Lasciata la camera, il tutto diventa proprio un’attesa delle 20.45, quando passa il bus per portarci all’aeroporto: lì controlli vari ed eventuali e all’ora prevista ci imbarchiamo e partiamo. Si torna a casa… sigh…:(

Il mar Rosso è veramente uno spettacolo: pesci tropicali di ogni sorta, tritoni maculati, cernie, murene, tartarughe, polpi. Fino all’anno scorso ho sempre detto: non farò mai un’immersione (mi fanno paura), ma dopo aver visto certe cose la voglia mi è venuta, e non escludo che magari uno dei prossimi anni… comunque ci tornerò di sicuro, magari a Sharm dove non sono mai stata, anche se devo dire che quello che mi è piaciuto di Marsa Alam è anche questo essere completamente in mezzo al nulla, circondati solo dal mare e dal deserto.
Da non perdere la motorata nel deserto o comunque un giro nel deserto (c’era anche la jeeppata tra le possibili escursioni).
Sul villaggio non avevo grandi pretese, visto che non andavo lì per fare vita da villaggio, ma posso comunque dire di essermi trovata molto bene: personale molto gentile (tra l’altro quasi tutti parlucchiano italiano, anche considerato che la stragrande maggioranza della clientela è costituita da italiani) e molto laborioso, complesso pulito, cibo buono, animazione poco invadente. Ecco, diciamo che forse sconsiglierei il posto a chi cerca divertimento (la clientela è perlopiù costituita da coppie e anziani, perlomeno in questa stagione) e grande animazione.
Il mare in marzo è abbastanza fresco ma nulla di terribile: se si vuole solo farsi una “pucciatina” ci si riesce tranquillamente a entrare senza muta, altrimenti se si sta dentro a lungo meglio avere la mezza muta (con questa non si sente proprio per niente il freddo).
Di giorno temperatura gradevole, caldo non eccessivo e in più molto secco e quindi sopportabilissimo, inoltre mitigato dal vento. Con questa temperatura c’è di buono che l’aria condizionata non era indispensabile e quindi non dovevamo patire sbalzi termici esagerati che invece saranno inevitabili in estate. La sera era ovviamente più fresco ma un maglioncino di cotone più o meno pesante era più che sufficiente (una sera addirittura son stata in maglietta, ma premetto che io son calorosa).
Unica nota negativa: il vento! Un po’ di brezza è anche piacevole, perché il sole picchia anche a marzo, ma certi giorni era davvero insopportabile e inoltre col mare molto mosso anche fare snorkeling diventa più difficile.

Questa vacanza mi ha veramente soddisfatto, era partita un po’ prevenuta e invece son tornata con una voglia immensa di ritornare a Marsa Alam. E di immergermi in quella miriade di pesci colorati. :serenata:

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