La nostra crociera in Grecia con un bimbo di 2 anni

16 maggio 2009
Partenza da Venezia per una nuova vacanza, una nuova esperienza, una crociera, questa sconosciuta a noi viaggiatori fai da te.
La nave è la Costa Victoria della Costa Crociere, appena arrivati in porto ci rendiamo conto che la vacanza non sarà come le nostre solite vacanze, ci danno subito la precedenza all’imbarco perché abbiamo un piccolo duenne, mi aiutano a salire perché ho in braccio il piccolino, e mi danno una salvietta per rinfrescare me e il mio ometto.
Le valige le abbiamo comodamente “abbandonate” a terra per ritrovarle poi nella cabina poco dopo il nostro arrivo.Ci siamo imbarcati abbastanza presto rispetto agli orari indicati, quindi abbiamo aspettato circa mezz’ora ai tavoli della piscina, stuzzicando qualcosa dal ricco buffet.
Arriviamo in cabina, piccola, ma più grande di come ci aspettavamo,con un grandissimo oblò dal quale ho poi ammirato il mare e i paesaggi durante tutto il viaggio, solo mancava il lettino da bambino che avevamo chiesto e il nostro cameriere, si è subito prodigato per portarcelo e per prepararcelo come lo volevamo noi.
Ore 18 partenza da Venezia, la città è sempre bella, ma vista dal mare ha un fascino diverso, se possibile è ancora più affascinante.
Una notte di navigazione ed arriviamo ad Ancona, tappa che noi nemmeno abbiamo tenuto in considerazione, essendo nati a pochi km e avendoci vissuto, ma siamo scesi dalla nave per salutare i nostri genitori che non vedevano il loro nipotino da più di un mese.
Abbiamo scelto questa crociera anche se aveva la tappa di Ancona, che non ci interessava, perché a noi affascinava moltissimo Atene e questa ci offriva la possibilità di visitarla.
Passando due giorni in nave ci rendiamo conto bene di che vita si fa, ma io che per anni ho servito i turisti come cameriera mi rendo conto della vita che fa il personale di bordo, sono persone estremamente gentili e disponibili, da quello che fa le pulizie (vogliamo parlare delle pulizie? Ogni angolo, ogni vetro ogni cm è perfettamente pulito e continuamente pulito) al maitre agli animatori.
I camerieri sono per lo più filippini e sono di una gentilezza unica, se non riescono a comunicare bene in italiano parlano benissimo in inglese, mi sono anche vergognata di farmi servire così tanto e così bene, io che mi trovavo spesso dalla loro parte, il cameriere a tavola che mi aiuta a mettere il piccolino nel seggiolone, il cameriere della cabina che mi incontra nei corridoi di pomeriggio e mi chiede se ho bisogno che mi venga riordinata la camera, ma come? Me la riordini già la mattina e mentre sono a cena, io preferirei che ti riposassi un po’.
Un giorno di navigazione, un giorno di piscina, idromassaggio, lettino e sole, purtroppo non abbiamo vissuto molto l’interno della nave, come la piscina coperta perché vietata ai più piccoli e gli spettacoli serali perché il mio piccolino aveva paura e ci ha fatto passare tutte le sere ad ascoltare piano bar (ottima musica) e a guardare le persone che ballavano il liscio. C’è da dire che per i bimbi più grandi c’è un’opportunità, dai 3 anni c’è un miniclub aperto fino alle 23 in cui si possono lasciar giocare i bambini.
La sera della navigazione c’è la famosa serata di gala, la serata in cui si conosce il comandante e l’equipaggio, la serata in cui l’abito consigliato è elegante, ma c’è veramente gente vestita in ogni modo, anche uomini con bermuda e maglietta; non so però se ai miei occhi fosse più ridicolo quell’uomo vestito con i bermuda o il mio Blunight con la cravatta, che s’è lamentato tutta la sera dicendo che la cravatta è una tortura e andrebbe vietata.
Martedì mattina arrivo a Santorini, sbarco in lancia ci hanno detto………booo, chissà che barchetta sarà questa lancia??? Altro che barchetta, ci stavano 40 persone e comunque eravamo molto vicini al porto e anche per chi soffriva il mal di mare non è stato un problema, io ho capito che il mio piccolino non soffre il mal di mare, forse proprio perché è piccolo, ma non ha mai risentito nemmeno dei movimenti della nave.
Ma torniamo a Santorini, bellissima isola, non avevamo molto tempo e con la Lonely Planet alla mano (non ci spostiamo mai senza questa guida) abbiamo capito che per prima cosa volevamo salire e vedere la città di Santorini che è in cima ad una roccia e per salire ci sono 2 possibilità : farsi trasportare da un asino lungo il percorso degli asinelli o la funivia, io, che soffro di vertigini e dico categorici NO alla funivia, volevo ovviamente andare su a cavallo del povero asinello, ma Blunight non mi ha nemmeno lasciato il tempo di pensare, mi ha detto: prendimi 4 euro! E in pochi secondi mi sono trovata seduta sulla funivia con lo sguardo rivolto verso il basso che avvisavo i miei vicini che avrei anche potuto urlare, ma sono stata bravissima, anche perché sono una mamma e non posso permettermi il lusso di avere paura, io sono quella che deve tranquillizzare adesso.
Ci facciamo un bel giro a Santorini , tra mercati del pesce e hotel a 5 stelle per poi prendere un autobus che ci porti fino a Oia, bellissimo paesino , anche questo completamente costruito su una roccia, mezz’ora di autobus per 1,20 a persona per tornare poi in taxi pagando 15 euro, ma sempre meno dell’ escursione organizzata dalla Costa.
Il paesino di Oia è spettacolare, affascinante casine bianche come quelle di Santorini, ma non so perché qui il fascino è diverso, tetti e finestre azzurri come il mare, come in quella cartolina che mi spedì la mia amichetta Lucia quando avevamo 7 o 8 anni e lei ci ando’ con i suoi genitori, quella cartolina che tanto guardavo cercando di capire perché lei era andata in Grecia e io non avevo mai fatto un viaggio più lungo di 35 km per arrivare a casa di mia nonna.
Non ho fatto altro che scattare foto, anche le Chiese hanno i tetti azzurri e tutto sembra così surreale, a me sembra non essere vero , il mare così vicino e così lontano perché ci divide la roccia a strapiombo, ma io stranamente non ho paura, non ho le vertigini, mi sento bene.
Purtroppo è ora di tornare in nave e il pomeriggio siamo già a Mykonos, qui ci accoglie un vento abbastanza fresco, ma che da una magia particolare a questo posto che mi evoca strane sensazioni, aiuto non so che succede, sento di esserci già stata, sento di conoscere i posti , le strade, i profumi di pesce passando davanti ai ristoranti, ma come è possibile? Io non sono mai stata in Grecia, eppure ho questa strana e netta sensazione, mi sembra di conoscere tutto e tutti, il quartiere della piccola Venezia, con le chiese una attaccata all’altra sembra che mi stiano parlando il bianco delle mura, i mulini a vento e le tavole apparecchiate con le tovaglie sventolanti che s’affacciano sul mare e poi…….un regalo, sì Mykonos ci regala un bellissimo tramonto sul mare, io che dal mio mare ho sempre visto l’alba e mai il tramonto rimango incantata, affascinata, estasiata da questa vista, dal regalo che l’isola ci presenta.
Ci fermiamo a mangiare nella trattoria Antolini, consigliata dalla nostra infallibile Lonely Planet e qui ci servono spiedini greci, insalata greca e delle polpette da un sapore davvero speciale, due birre grandi per un prezzo davvero da trattoria e con la gentilezza e l’ospitalità di una trattoria.
Il tramonto ci accompagna in nave e dolcemente il mare mosso ci culla e ci fa addormentare sereni.
La mattina dopo ci aspetta la visita della città di Atene, la città è enorme e con un bimbo piccolo non è pensabile di girare da soli rischiando di non vedere qualcosa di importante, quindi abbiamo acquistato l’escursione della Costa, la più lunga, ma la più completa. Si arriva nel porto del Pireo , che è una città unita ad Atene, anche come conteggio di numero di abitanti, ma per arrivare ad Atene ci sono alcuni km di autobus e mentre percorriamo questi km la guida ci racconta un po’ la storia di Atene, io non sto a raccontarla perché si può leggere su qualunque libro, mentre questo è il racconto del NOSTRO viaggio.
Passando per Atene arriviamo all’ Acropoli, che dire? Straordinario, a parte trovarsi in luoghi che ci hanno sempre e solo raccontato, a parte ammirare l’arte studiata sui libri e capire l’entusiasmo dell’insegnate quando ce la spiegava, sembra proprio di vivere tornando indietro nei secoli, la mia mente cancella dalla scena le persone, ne lascia solo alcune e le traveste come gli antichi greci, così vivo per alcuni istanti nella storia e mi sento protagonista.
Credo proprio che l’Acropoli abbia la facoltà di far sentire protagonista ogni visitatore, basta solo chiudere gli occhi un secondo e si riaprono in un’altra era.
Finita la visita dell’Acropoli ci fermiamo a vedere lo stadio, dove si svolsero i primi giochi olimpici e ci facciamo un giro alla Plaka, la zona dei negozi, ma noi giriamo poco per negozi e molto alla ricerca delle viuzze più particolari e alla ricerca di uno scorcio dell’Acrolopoli.

Purtroppo anche la visita ad Atene è terminata e noi ci saremmo rimasti almeno altri due giorni, ma Corfu’ ci aspetta.
E l’indomani sbarchiamo in questa meravigliosa città che sembra essere ancora controllata dalle due fortezze, la vecchia e la nuova, noi ci dirigiamo immediatamente verso la vecchia c’è una bella salita da fare e considerando il gran caldo e lo spingere il passeggino tutto si fa ancora più faticoso, ma ne vale la pena, vale la pensa anche pagare 3 euro per l’ingresso nonostante dentro non ci sia niente, perché il panorama che si vede da lassù non ha prezzo. Approfittiamo del fresco nei passaggi dentro la fortezza per far addormentar il piccolo turista impeccabile, sì perché va detto che in tutti questi spostamenti lui è stato il più bravo, il meno insofferente, e non ha mai fatto un capriccio.
Scendiamo di nuovo in città con l’idea di andare a vedere l’altra fortezza, ma volevamo passare per il Liston, passeggiata particolare sotto portici dal gusto parigino, dove dicono i numerosi turisti si fermano a bere un caffè.
Purtroppo prendiamo la direzione sbagliata e un gentile signore che vendeva le pannocchie di mais arrostite oltre a darci indicazioni (ovviamente le comunicazioni avvengono in gran parte in inglese), ci ha anche regalato una cartina ben dettagliata.
Con la nostra nuova cartina ci dirigiamo verso la vecchia fortezza, girando per le viette piene di negozi, che espongono merce di molte firme anche italiane, puro tarocco, questo lo deduco dai prezzi, davvero non riesco a capire come sia possibile, ma i negozi per la maggior parte esponevano merce, soprattutto borse “firmate”!
Arriviamo al Liston e non possiamo non fermarci a bere una birra fresca approfittando pure del sonnellino del piccolo, andiamo in una specie di piccolo fast food, ma paghiamo veramente poco la birra, rifocillati riprendiamo il cammino visitando le Chiese che ci indica la Lonely Planet, fino ad arrivare alla fortezza nuova, un giro in un parco giochi per correre un po’ dopo il sonno e prima di ripartire volevo anch’io bere un caffè, quindi torniamo nel nostro piccolo fast food e ci prendiamo due caffè shakerati.
Torniamo in nave e lì ci aspetta la cena di arrivederci, in cui tutti i camerieri al momento del dolce si fermano in piedi con musica di sottofondo per ringraziarci, ma io continuo a non capire, perché sono loro a ringraziare noi? Siamo noi che dovremmo STRAringraziare loro e infatti è tutto così commovente per me.
Ultimo giorno Dubrovnick, Croazia, anche qui sbarco in lancia, ma è tutto così ben organizzato che non ci sono code e stavolta le lance erano le scialuppe di salvataggio della nave, sembravano piccoline attaccate alla nave, ma sono grandi pure quelle.
Dubrovnik è strana, sembra nuova, perché ricostruita nel XVII secolo dopo un terremoto che fece ricostruire quasi interamente la città, circondata interamente da bellissime mura , è divisa in due da una strada che parte dal porto, una zona pedonale piena, troppo per i nostri gusti, di turisti, infatti noi ci avviamo subito per le vie del centro, ma è tutto così faticoso , piccoli vicoli, pieni di scale da fare tenendo a turno il passeggino con tanto di zavorrino dentro.
E’ piccola la città, ma bella e vale la pena visitarla, anche solo mezza giornata.
La mattina dopo arriviamo a Venezia, le operazioni sbarco, i bagagli lasciati la notte prima lungo il corridoio delle cabine e ritrovati molto facilmente in porto divise per targhette colorate, e la navetta fino al piazzale Roma, hanno reso tutto facile e poco faticoso. Sembra così strano che con un’ora e mezza di treno ci siamo ritrovati già in vacanza, ma è così e la parte più faticosa di tutto il viaggio è stato oltrepassare il ponte che unisce piazzale Roma alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia con bagagli, visto che sono tutti scalini, bassi e lunghi, ma sempre scalini, nota positiva però è che c’è un cartello che dice che stanno costruendo (o progettando) la rampa accanto al ponte.
Tutto sommato a chi mi chiede se vale la pena fare una crociera io rispondo di si, ma con i bimbi, noi senza figlio non l’abbiamo fatta, ma non è tipo di vacanza che si addiceva a noi prima, invece con i figli è l’ideale, ci sono tutti i tipi di confort, tutti i tipi di cibo per loro e le comodità basta cercarle perché ce ne sono, forse troppe, al punto che mi sentivo in colpa di essere lì e in più i minori di 18 anni non pagano nulla.

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