Cuba 2009

E’ stato bellissimo, ma con un difficile inizio.
La partenza il 6 marzo era prevista alle ore 8 da Malpensa con convocazione alle 5(!) in aereoporto.
Svegliatici alle 3 e mezza, siamo partiti da Monza alle 4 e arrivati alle 5 in aeroporto dopo anche aver lasciato l’auto a Malpensa 2000. Di positivo c’è che le strade erano libere a quell’ora! Lì però abbiamo saputo che l’aereo sarebbe effettivamente partito alle 11,30, ma che la Blu Panorama gentilmente ci lasciava fare il check in.
L’operatrice della Presstour ci ha dato i biglietti, i voucher e per il disagio ci ha offerto la colazione. Purtroppo per noi che avevamo già fatto colazione si trattava, rigorosamente, di cappuccino e brioche, non scambiabili con qualcosa di pari valore.
L’aereo non è partito neanche alle 11,30, infatti alle 11 quando eravamo in zona per l’imbarco davanti ai nostri occhi hanno cambiato la partenza per le 12.30 e poi per fortuna si sono fermati lì e siamo partiti.
Non mi era mai capitato di fare un volo intercontinentale con un charter. (Preciso che solo altre 3 volte ho attraversato l’Atlantico, ma con meravigliosi voli British o Luftansa sempre in orario in cui oltre ad avere il televisore personale, in classe economica, sono sempre stata abbondantemente nutrita ed abbeverata e fornita di pasto “differenziato” e di “intrattenimenti” per il bimbo.) Durante le undici ore di viaggio abbiamo praticamente fatto una dieta a base di una colazione fornitaci verso le 13,30 (quella delle 9 se il volo fosse stato in orario) e due film di seguito annacquati con acqua naturale che le hostess portavano sul vassoio con dei bicchieri di carta e una cena striminzita un’ora prima di scendere dall’aereo. All’arrivo all’albergo di L’avana alle 19 eravamo stanchi (l’una, ora italiana) , ma un po’ per la curiosità e un po’ per la fame siamo usci dall’albergo in avanscoperta e per scambiare i soldi in pesos convertibili e pesos cubani. Abbiamo mangiato dei bocconcini di aragosta in un ristorante “Boca Bologna” e ascoltato musica e stanchissimi, ma felici siamo andati a letto alle 22 ora locale.

SOLDI: All’ufficio di cambio ci siamo accorti che i dollari che avevamo portato soprappensiero ci sarebbero costati una commissione del 20% anziché del 10% come sugli euro; inoltre i pesos cubani non servono quasi per niente e la cassiera ci ha consigliato di cambiare in dollari cubani solo 10-20 euro perché “sono un sacco di soldi” ovvero 200 pesos cubani se non ricordo male. e’ meglio portare euro e cambiarli man mano in pesos convertibili che è ormai l’unica moneta che vogliono i cubani, per avvicinarsi poi all’acquisto di beni occidentali. i pesos cubani invece sono accettati nei mercati ecc… non per beni di consumo….

Albergo a L’Avana: L’albergo è il Palacio O’Farrill, bellissimo ottima la colazione servita in uno scenografico patio. Questo albergo nel catalogo fa parte dell’offerta Esploracaffé che comprende per chi vi alloggia anche una mezza giornata di escursione guidata che si effettua in gruppo la mattina successiva all’arrivo. Noi siamo in genere allergici a fare viaggi di gruppo o comunque guidati, in questo caso, forse per la rilassata atmosfera cubana, che ti fa sentire bene e non gallina da spennare, ci siamo presentati all’appuntamento all’hotel Palacio San Miguel. C’erano altre sei persone, è stato un bel tour de l’L’Avana vecchia e questo grazie alle brave guide cubane corrispondenti del T.O.: Raoul che ci ha dato tutte le indicazioni al mattino a colazione raggiungendoci in hotel e Wanda che ci ha fatto da guida per L’Avana Vecchia, tenendo per mano il mio bimbo di 9 anni e aspettandoci per fare le foto, rispondendo alle domande che facevamo. Wanda ci ha consigliato di pranzare al ristorante sulla terrazza dell’Hotel Santa Isabela. È chiaro che aveva il suo interesse in questo, ma il panorama era ottimo e il cibo pure. Fanno dei menù fissi costituiti da antipasto (insalata fresca), portata principale (carne o pesce alla griglia) e il dolce (tipo creme caramel) a 20 o 25 euro a seconda che sia carne o pesce tutto compreso.
Alla sera ci siamo trovati a prendere l’aperitivo al Palacio San Miguel con tutto il gruppo del mattino e con una coppia siamo andati a vedere lo sparo del “ cannone (“Cañonazo”) alla Fortezza. Non è un gran ché, c’è un po’ di cerimonia in costume poi uno sparo alle 9 precise. Le altre sere ci siamo accorti che si sente da ogni punto della città.
Il giorno dopo abbiamo visitato il Palacio de la Revolution e abbiamo fatto un giro per le strade de L’Avana vecchia, era domenica e c’erano persone davanti alle case a giocare a domino, bambini che giocavano a calcio nelle piazze, abbiamo mangiato pop corn acquistato al prezzo di 5 $ cubani. E’ stata l’unica occasione in cui abbiamo usato i dollari cubani, poi per finirli li abbiamo lasciati di mancia alla cameriera della camera che invece li accettava.
L’ultima sera abbiamo cenato al Ristorante La Catedral che è nella piazza della cattedrale barocca dove oltre ad essere buono è abbondante.
Mi dispiace di non aver provato i ristoranti fuori dal circuito dei ristoranti statali i cosiddetti paladares e tantomeno le case particular.
Il lunedì 9 marzo dopo aver aspettato 2 ore nella Hall dell’albergo il trasporto per varadero, siamo partiti alle 12,30. abbiamo fatto una sosta d’obbligo nell’unico posto di ristoro nella zona tra L’avana e varadero (ci sono le raffinerie di petrolio) e dove aspettavano i polli per vendere gustose caipirine naturali.

Arrivati a Varadero all’Hotel Melià, da noi scelto, mentre salivamo in camera prendendo uno degli ascensori trasparenti, siamo stati accolti alle 14,30 dal cuore di luce solare proiettato attraverso il soffitto su una parete coperta di edera dell’area verde circolare centrale. Uno spettacolo!
Il Melià Varadero è architettonicamente un casermone, ma è stato ben inserito nel territorio, terra che come ha detto la guida era quella della villa di Monsieur Du Pont, sì quello delle padelle, ovvero armi durante la seconda guerra mondiale.
Noi prima di partire lo abbiamo guardato su Google earth: è un’enorme stella con al centro un giardino circolare con palme, fiumiciattoli che girano poi nella hall e edere rampicanti sulla parete, su cui appunto nel primo pomeriggio il disco solare viene trasformato in un cuore di luce.

Piscina e mare: Dalla zona piscina, si accede alla spiaggia. La zona intorno alla piscina è splendida molto ombreggiata da palme, molto varia, con anche una zona terrazza sul mare, perfetta al pomeriggio per prendere il sole fino al tramonto. La spiaggia è bella, lunga in cui si affacciano il Melià Varadero e il melià las americas, poi cè una specie di promontorio e dopo comincia la spiaggia lunga che arriva fino a Varadero paese.

Ristorazione: oltre al ristorante a mega buffet, ci sono un ristorante di pesce, uno cinese, uno francese, uno argentino, uno che fa solo paella a pranzo e uno aperto 24 ore su 24 tipo fast food. Abbiamo mangiato benissimo!

ANIMAZIONE. Programma soft diurno di animazione cubana. Alla sera c’erano bellissimi spettacoli nel teatro all’aperto dell’hotel fatti da uno splendido corpo di ballo. Peccato che a marzo faceva freddino quest’anno alla sera e così si stava fuori poco volentieri!

BAMBINI: Nostro figlio di 10 anni si è divertito moltissimo, nonostante i maestri lo avessero riempito di compiti, quando si annoiava andava al miniclub, ma da qui poiché non c’erano altri bambini la responsabile del miniclub lo portava al Sol Pellicano che è un’altra struttura di proprietà del melià, dove trovava altri banbini e soprattutto l’amata playstation.

Corrente elettrica: abbiamo portato gli adattatori delle prese americane, quelli che hanno le 2 lamelle parallele. Negli alberghi dove siamo stati l’unica presa a 220 era nel bagno, mentre la televisione, le lampade sono attaccati a prese a 110 volt, per cui per caricare cellulari, macchina fotografica, telecamera bisogna attaccarli a turno alla presa del bagno.

BUONA AZIONE: ho chiamato così questa parte perché lasciare qualcosa a Cuba significa aiutare queste persone che vivono da anni sotto embargo. Molti che vanno a Cuba lo fanno. Noi non ci abbiamo pensato prima di partire, e così eravamo impreparati. Mentre facevamo una passeggiata per L’Avana vecchia ha attaccato discorso un cubano, gradevole, ma dopo poco ci accorgiamo che se pur gentilmente chiede un aiuto a noi, un paio di jeans perché quelli che ha sono lisi, un paio di occhiali da sole, materiale per la scuola per la figlia… Non ci opprimono i suoi modi, non è invadente. Ci parla della sua situazione e vorremmo dargli qualcosa, anche se noi viaggiamo sempre con il minimo indispensabile, sappiamo che possiamo ricomprarcelo al ritorno! Poiché ha problemi ad un occhio sarebbe meglio dargli un paio di occhiali da sole, pensiamo, ma proprio il giorno prima mio marito aveva rotto l’attacco di una lente. Appena glielo abbiamo detto li ha voluti vedere e ha detto che erano aggiustabilissimi. Che a Cuba si aggiusta tutto.

Il ritorno con Livingstone è stato Ok. ho sentito però che quando siamo arrivati noi al check in chiedevano se qualcuno voleva restare, perché avevano fatto overbooking. Per noi sarebbe stato un grosso problema se ci avessero lasciato giù!
A parte le compagnie aeree consiglio a tutti le nostre scelte, abbiamo fatto una vacanza piacevolmente rilassante….

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