Costa D’Avorio

Da dove comincio??? …dalla descrizione di un paradiso incantato e farvi sognare come ho sognato io, oppure volete subito farvi quattro sane risate??? …beh dai… facciamo un mix… Innanzitutto devo precisare che sono partita nel mese di marzo del 1993 insieme a mio fratello Cesare alla volta della Costa D’Avorio e precisamente del villaggio Valtur di “Les Palétuvieres” ad Assouindé ad 80 Km dalla capitale Abdijan… In Italia era un freddo atroce, partimmo da Milano Malpensa con un “Air Europe” super figo… visto il freddo non potevo indossare una gonnellina e una canotta, optai quindi per un fifty-fifty… un paio di jeans, una maglietta di cotone a manica lunga, scarpe da tennis e piumino superimbottito… l’aereo decolla… un’emozione fantastica… era sera… dal finestrino si vedevano tutte le lucine delle città circostanti… un viaggio di 6 ore e mezzo con tutti i confort… all’una di notte atterriamo ad Abdijan… arghhhh… una morsa di caldo da togliere il respiro!!! …con il 90% di umidità si sentivano sulla pelle oltre 40° di calore anche di sera… siamo saliti su un comodissimo pulman air conditioned e dopo 80 km siamo arrivati ad Assouindé dove ci aspettava una tipica imbarcazione locale, la pinassa, per attraversare la laguna e condurci al villaggio… madòòòò che spettacolooooo!!! …durante il tragitto abbiamo ammirato favolose esibizione di sci nautico con le torce… con un contorno musicale da far venire i brividi… all’arrivo al villaggio torce, musica tribale, cocktail tropicale e allegria da tutte le parti in un’atmosfera decisamente africana… e dulcis in fundo… una bella speghettata all’italiana ahahah che alle 3 di notte era perfetta ahahahah…… dopo esserci ristorati mancava solo un bel bagno fresco e un bel cambio d’abito ma… oh oh oh… primo “intoppo”… le valige erano rimaste a Milano… non solo le nostre ma anche quelle di altre 250 persone… “cominciamo bene!!!” dissi… però mi consolavo sapendo che l’indomani ce le avrebbero recapitate… ma non fu così… tardarono ben 3 giorni!!! …immaginatevi voi con quel caldo bestiale senza nessun cambio, niente di niente!!! …gli assistenti del villaggio ci diedero una maglietta di ricambio e ci portarono a fare una visita guidata nella capitale e shopping dei beni di prima necessità presso un grande magazzino… il magazzino era grande ma dentro non c’era quasi niente… avevamo pure un budget limitato procapite… presi quindi un costume bianco ingiallito modello guerra 15-18, un dentifricio, uno spazzolino spelacchiato e un paio di slip… slip????? …mutandoni della nonnaaaaaa!!!! …ok, ok…. Non polemizziamoooo!!! La capitale era piuttosto moderna per certi versi ed estremamente povera per altri… al centro delle strade come spartitraffico kg e kg di mondezza puzzolente…. Madòòòòò il tanfo non vi dicoooo!!! …tentai di fare una foto… la macchinetta mi ha mangiato 5 rullini… quindi niente foto per tutta la vacanza… abbiamo fatto giusto qualche filmato appannato per effetto della condensa a causa dell’umidità… pensate che lavai i mutandoni della nonna e il costume la sera e li misi a stendere… la mattina dopo erano ancora bagnati come la sera prima… dopo 3 giorni di adattamento ecco le tanto sospirate valigeeeeeeeeeee!!! …nella camera tutta fricchettona in legno nero con tendaggi fricchettoni si respirava un’essenza di muffa che si impregnava ovunque e che riuscimmo a portare anche a casa!!! …ogni tanto per il villaggio si aggiravano enormi granchi modello “allucinazione”… cioè li vedevi e dopo un secondo… spariti!!! …riuscivamo a infilarsi sotto la sabbia in un secondo di tempo!!! Pazzesco!!! Appena sentivano che qualcuno si avvicinava… ziiiuummmm… sparivano!!! …occhieggiando qua e là si potevano scorgere tra le foglie dei simpaticissimi animali lucertolosi arancioni e gialli innocui e molto carini… la flora e la fauna erano bellissime e lussureggianti… dove alloggiavamo noi, all’interno della struttura “Valtur” tutto era fantastico e avvolto da un’atmosfera da sogno con musica e colori meravigliosi ma… appena mettevi il becco fuori… povertà, puzza, capanne, mosche, immondizia… insomma a parte la capitale e qualche agglomerato sparso civilizzato per il resto è tutto allo stato brado e gli ivoriani vivono proprio come si vede nei documentari… foresta, capanne, pitture sul corpo, vestiti… ehmmm si fa per dire… insomma indossano manufatti tradizionali… in pratica fanno ancora parte del terzo mondo…
E noi civilizzati all’interno del villaggio dalle mille attrazioni, dai tanti tornei, dall’imbarazzo della scelta dei cibi, dal coinvolgimento totale dello staff vivevamo momenti indimenticabili… la cena di gala a bordo piscina illuminata dalle torce con un sottofondo musicale dolcissimo e con spettacoli mozzafiato… un’atmosfera romanticissima da assaporare col proprio fidanzato… non col proprio fratello!!! ahahahahah… scherzi a parte e sventure a parte siamo ci siamo divertiti tantissimo e siamo rientrati a casa con un tanfo di muffa pazzesco, due maschere ivoriane in legno e un velo di nostalgia africana…

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