Kihaad

SI PARTE! Lunedì 8 luglio 2002: dopo un viaggio estenuante per lunghezza e varietà dei mezzi utilizzati finalmente siamo arrivati alla nostra bella isoletta. Tenete conto che io ero partito da casa alle 11 a.m. di domenica 7 per arrivare a Kihaad, dopo la tratta Modena-Carpi-Malpensa-Male-Kihaad, alle 14 di lunedì ora locale. Contando che nell’isola vige un fuso orario particolare rispetto a Male (+4) a spanne siamo rimasti in balia di automobli, aeroplani e barche più o meno veloci per poco meno di un giorno solare.

La vacanza alle Maldive era un’esperienza che un po’ mi spaventava: chi mi conosce bene sa che vado in grossa difficoltà nei posti troppo tranquilli e la prospettiva di una vacanza del genere lasciava in me qualche dubbio. Certo la meta scelta era particolare perché comunque Kihaad è un resort di dimensioni superiori alla media delle Maldive e la gestione Valtur mi dava grandi speranze in termini di animazione e di attività da fare. La vacanza a Kihaad è stata un esperienza diversa anche perché mi sono calato in una realtà, che per me era nuova, di un resort molto più lussuoso rispetto a quelli in cui ero stato in precedenza, a contatto con personaggi più o meno famosi e coccolato da uno staff alberghiero di prim’ordine. Sono stato anche fortunato perché, malgrado ci fossero ovviamente molte coppie in viaggio di nozze, ho trovato molti giovani con voglia di divertirsi, come piace a me. E alla fine ho avuto anche poco tempo per riposarmi…

IL VILLAGGIO: Dopo tre ore di barca veloce, o una di idrovolante, finalmente arrivate al villaggio Valtur Kihaad. La barca attracca al lungo pontile, ci sono animatori ed addetti a fare gli onori di casa. Dopo avere ritirato la chiave della vostra camera vi conducono alla stessa.

Eccolo finalmente! Dopo avere ammirato le foto sul catalogo e su internet finalmente siete di fronte al vostro bel bungalow! Da fuori è bellissimo: a due passi dalla spiaggia è anche dotato di un porticato da dove ammirare le intense sfumature di colori del reef. Girate la chiave, entrate e vi ritrovate in un’accogliente camera dotata di un letto a baldacchino “queen size”, un divano e due poltrone per i momenti relax, tv satellitare e frigo bar. Il letto è al centro della stanza e dietro ad esso vi è un muro dall’altra parte del quale vi è un lavabo con un grande specchio.

Uno dei punti di forza del vostro bungalow è sicuramente il bagno. Le zone dei servizi sono definite “open air” in quanto in parte all’aperto. Vi è infatti una pensilina che ricopre i sanitari e la doccia poi vi è un giardinetto con un’altra doccia. Le camere “De Luxe” hanno in più un’ampia vasca idromassaggio per due persone. Sicuramente è tutto molto caratteristico

Girando per i vialetti di Kihaad, circondati da palme ed altre piante tropicali, vi imbattete nello staff maldiviano dell’isola. Nel centro di Kihaad infatti vi è un vero e proprio villaggio nel villaggio nel quale lo staff alberghiero locale ha, oltre ovviamente alle abitazioni, una propria Moschea, un campo da calcio ed uno da pallavolo. Tenete presente che Kihaad è un villaggio abbastanza grande per lo standard maldiviano e quindi da lavoro a molte persone.

Il villaggio è veramente ricco di strutture! Vi è uno spettacolare ristorante bordo oceano dove consumare i pasti principali e due bar nella zona piscina, ai lati della quale troviate anche due vaschette idromassaggio. Le attrezzature sportive prevedono, oltre all’immancabile campo da beach volley, campi da tennis, badmington e squash ed un’attrezzata “casa vela” dove troviamo catamarani e canoe, oltre all’attrezzatura per lo snorkeling.

Continuando a curiosare, di fianco al ristorante trovate un pontile che ci conduce al centro benessere. Qui oltre ad avere la possibilità di farvi massaggiare da esperti indiani potrete farvi una sauna o un idromassaggio nella spettacolare vasca panoramica con vista oceano. Inoltre alle 17 vi verrà servito un the sulla terrazza del centro stesso.

Dopo la cena all’aperto a pochi metri dall’Oceano Indiano ci si trasferisce nella zona piscina dove vengono allestiti gli spettacoli: a Kihaad infatti manca un vero e proprio teatro quindi ci si arrangia come si può. Una sera la settimana viene programmato uno spettacolo recitato a copione che viene allestito nella hall del villaggio debitamente “trasformata” per l’occasione. Dopo lo spettacolo la proposta varia di sera in sera passando dalla discoteca in spiaggia, al piano bar, alla partita di pallavolo notturna contro lo staff locale. Volendo, avrete la possibilità di concedervi una partita a stecca o a bigliardino (calciobalilla) nella sala a fianco del bar.

LA NOSTRA GIORNATA. Kihaad ha due spiagge: la spiaggia animazione nella zona piscina dove venivano svolte tutte le attività del villaggio ed una spiaggia “relax” sul lato dell’isola dove avevamo il bungalow nella quale la pace regnava sovrana. Noi solitamente trascorrevamo la mattinata nella prima anche per sfruttare le attività dell’animazione, dai giochi, allo snorkeling guidato, all’acqua gym, insomma quello che più ci andava. In due settimane siamo stati chiamati alle imprese più disparate: “body painting”, gara di biglie, snorkeling nell’isola “di fronte” con attraversamento dello stretto in canoa (troppa fatica) ed attività ludico-ricreative varie. Io solitamente concludevo la mattinata, mentre le donne si dedicavano all’acqua gym appunto, con un breve accascio terapeutico nella vasca idromassaggio sotto il sole e con la mia bella birretta sul bordo della vasca stessa.

Dopo un parco ed ipocalorico pasto generalmente era il momento del riposino nella spiaggetta di fronte al nostro bungalow. Se mai andrete a Kihaad prendete assolutamente una camera fronte mare: dopo la già citata birretta pre-pranzo ed una bella mezza (?) bottiglietta di vinello a pasto non c’è niente di meglio che arrostire al sole dei tropici nella veranda del proprio bungalow a due passi dall’Oceano Indiano.

Alle 16 iniziava il torneo sportivo e quindi i nostri eroi riemergevano dal letargo per cimentarsi nella disciplina sportiva proposta. Dopo il torneo in genere si concludeva il pomeriggio nella zona animazione dove di volta in volta venivano proposte varie attività dall’happy hour alla prova di massaggi indiani alle immancabili ginnastiche. La variazione sul tema era rappresentata da un the caldo alle 17 sulla terrazza del centro benessere, un salone in mezzo al mare collegato a Kihaad da un pontile dal quale godere di panorami stupendi.

Dopo un romantico tramonto si fa ritorno al bungalow dove ci si prepara alla cena (se possibile ancora più parca ed ipocalorica del pranzo). Le serate a Kihaad erano molto varie: essendo un villaggio non proprio da baracca venivano poste in essere le manifestazioni più disparate (e talvolta disperate): ci siamo così cimentati nella caccia al tesoro correndo come vu’ cumpra’ inseguiti dalla GDF da una parte all’altra dell’isola, nello spettacolo ospiti, in divertenti nottate danzanti sulla spiaggia, in rilassanti serate al piano bar, nella sfida notturna a pallavolo contro gli indigeni e nell’elezione di Mister Euro, il reginetto del villaggio.

VITA VISSUTA: L’isola dei pescatori. Se mai andrete alle Maldive, un escursione che vi verrà sicuramente proposta a prescindere dal resort nel quale alloggerete sarà la visita ad una vicina isola dei pescatori. Le norme locali sono molto precise al proposito: vuoi costruire un villaggio? Benissimo, ma devi fare qualcosa anche per le isole vicine; Valtur così, per gestire Kihaad, ha dovuto costruire su un isoletta vicina un generatore di elettricità ed impegnarsi a portare in visita tot. turisti all’anno per dare impulso alle attività commerciali dell’isola stessa.

Su queste isole troverete un popolo molto ospitale che vive in una dignitosa semplicità e potrete fare acquisti a prezzi molto più contenuti rispetto alle boutique dei resort. L’offerta di gadget va dai parei, alle magliette, all’ottimo the cingalese, ad oggettistica varia.

I Maldiviani amano il calcio e grazie a potenti antenne paraboliche seguono con assiduità il nostro campionato. Succede quindi che mentre la comitiva dei turisti si aggira nelle stradine dell’isola alcuni di questi si mettono a palleggiare con alcuni ragazzotti locali: viene così messo in piedi un improvvisato Maldive-Italia nel campetto locale. Tra gli azzurri si riconoscono Riccardo Ferri (ex Inter, una sessantina di partite in nazionale) ed ovviamente il Prof, cioè me, (vice-campione d’Italia CSI 2000 con il Jolly Sport). Inizia il match e i locali ci mettono alla frusta, corrono troppo e me inizia a venire su il pranzo; dopo qualche minuto i Maldiviani passano in vantaggio con un gol di uno che indossa la maglia di Sheva (a Ferri devono aver fischiato le orecchie). L’entusiasmo è alle stelle, in pochi minuti intorno al campetto di sono raccolti un centinaio di locali (e vi giuro che non la sto pitturando) che fanno un tifo d’inferno per gli amici.
Sono scalzo, in boxer da bagno e rischio una congestione (o peggio un cioppone): inizio ad avere visioni, ma ho già perso con i Maldiviani a pallavolo e non mi va di bissare anche a calcio. Prendo palla e dribblo uno che mi molla una stecca (con i tredici tacchetti sui piedi nudi, Dio lo maledica), ma tengo biglia e lancio Riccardo che arriva sul fondo e crossa: la palla sembra lunga per tutti ma non per me che entro in spaccata e bollo rischiando di demolire con una craniata il muretto dietro la porta; 1 a 1 e palla al centro. Gli isolani accusano il colpo, è il momento di metterli sotto anche perché mogli, morose ed accompagnatrici varie iniziano a sbuffare: vogliono andare a fare shopping! Allora riprendo palla e delizio la platea con l’unico colpo da giocatore che mi è rimasto: il lancio lungo; per fortuna pesco Ferri che insacca il 2 a 1. Ormai siamo alla frutta: io vedo la Madonna sulla traversa e San Giuseppe di fianco al palo… Per fortuna vedo anche Riccardo che insacca il 3 a 1 chiudendo le ostilità e consentendoci di accompagnare le gentili a spendere un po’ di soldi. Non prima però di una bella foto di gruppo!

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