Due bimbi gigi a Fuerteventura

Un violentissimo temporale e l’inquietante presenza di uno scorpioncino nel mio piccolo appartamento, in provincia di Bergamo, hanno segnato il risveglio notturno della nostra partenza per Fuerteventura.
Abbiamo prenotato una settimana di vacanza dal 10 al 17 agosto presso un’agenzia viaggi con il tour operator Phone&Go ad un prezzo di 890 euro a persona (last minute prenotato una settimana prima). Eravamo inizialmente scettici dato che non l’avevamo mai sentito ma ci siamo dovuti ricredere. E’ ben organizzato ed una ragazza gentilissima era presente per quattro ore al giorno in hotel per ogni tipo di richiesta.
Il volo della Eurofly è partito da Verona alle 7.00 del mattino (abbiamo lasciato l’auto al parking Sommacampagna per 32 euro ma, al rientro, c’erano due centimetri di polvere in omaggio che ricoprivano la povera Y appena lavata) e, dopo un noiosissimo viaggio (speravamo nella proiezione di qualche film) e qualche principio di vomito del buon Giorgio che ha terrorizzato la nostra vicina di volo, siamo atterrati dopo quattro ore all’aeroporto di Puerto del Rosario. La gentil fanciulla della Phone&Go ci ha indicato il nostro bus e dopo un’oretta abbiamo raggiunto l’hotel.
Abbiamo soggiornato al Fuerteventura Playa (http://www.phoneandgo.it/it/viaggi-canarie/fuerteventura/fuerteventura-playa.htm[/U]) che ci è stato venduto come un 3 stelle superior ma fuori dalla struttura facevano bella mostra ben 4 stelle (quelle del catalogo erano più veritiere). Non è una struttura lussuosa ma è stata sistemata abbastanza di recente e non abbiamo note negative da segnalare. La struttura è a “C” con all’interno una bella piscina attrezzata. Da segnalare la gentilezza sincera del personale: dalla reception alle signore delle pulizie e dalla barista ai camerieri. Davvero molto disponibili!
La clientela della struttura è prevalentemente costituita da tedeschi (diciamo un bel 70%) e l’animazione è dedicata quasi esclusivamente a loro. La sera i ragazzi dell’animazione preparano degli spettacolini, musical e giochi e, in qualche modo, siamo riusciti a seguirli anche noi. Molto bello lo spettacolo del sabato sera tenuto da un prestigiatore che ha coinvolto un terrorizzato Gio in una danza sfrenata e in un esilarante numero di lancio dei coltelli (esilarante più che alto per le sue faccie!Hehe!).
Il cibo era abbastanza buono e, in ogni caso, la varietà permetteva di soddisfare un po’ tutti i palati. Ogni giorno c’era anche della pasta ma, da italiani intenditori, abbiamo preferito passare al buffet successivo. Direi che le più gettonate a colazione sono state le crepes con cioccolata e melassa! Solo Giorgio è in grado di affrontarne due ogni mattina!
La spiaggia davanti all’hotel effettivamente non è molto bella perché piena di sassi che rendono piuttosto doloroso e difficoltoso l’ingresso in mare (anche se l’acqua è molto bella e ci sono anche numerosi pesci che sguazzano vicini agli scogli). I lettini sono a pagamento. Basta però fare una piccola passeggiata di 5 minuti (si passa accanto ad una scogliera piena di tenerissimi scoiattoli) per raggiungere la famosa spiaggia di Costa Calma. Consiglio a tutti di fare una bella passeggiata e di percorrere un po’ di chilometri perché, più avanti, si susseguono calette deliziose con spiagge bellissime!
Abbiamo deciso di noleggiare un’auto per un paio di giorni in un autonoleggio fuori dall’hotel perché quello proposto dal tour operator (Hertz) aveva tutti i mezzi già riservati (causa boom della settimana di ferragosto). Poco fuori dal villaggio ne abbiamo comunque trovati diversi. Noi ci siamo affidati ad Autos Soto che con 40 euro al giorno ci ha rifilato una fiammante Clio (vecchio modello) di un bel verde acqua, polizza casco inclusa (e lo si poteva anche intuire dallo stato del mezzo!).
Il primo giorno abbiamo raggiunto degli amici di Gio a Corralejo. Non potete assolutamente andare a Fuerteventura senza vedere le sue dune bianchissime che finiscono in mare! Il viaggio, di circa un’ora, attraversa paesaggi desertici e scorci marini.


Finalmente raggiungiamo la meta e perdiamo parecchio tempo scattando fotografie. Il paesaggio è bellissimo e l’azzurro del mare è veramente impressionante!

Raccolta la coppia di amici che soggiornavano nella cittadina di Corralejo (molto turistica ma molto piena di vita, di negozi, di discoteche e luna park) ci siamo diretti alla famosa spiaggia ai piedi dei due ecomostri (ovvero di due orrendi hotel costruiti nel parco naturalistico). Sembra comunque di essere ai caraibi! Che mare ragazzi!

Per il rientro ho la brillante idea di non accendere il navigatore e così imbocchiamo una strada che attraverso tutto l’interno. Gio ha deciso di procedere comunque per scoprire anche altri lati dell’isola e aveva ragione (bravo!). Abbiamo attraversato dei paesaggi lunari, brulli e affascinanti nella loro solitudine. Siamo saliti e scesi per i passi montani, abbiamo visto le caratteristiche caprette e ci siamo lasciati coinvolgere dalla suggestione di quei posti addormentati sotto il cielo grigio e nuvoloso. Sono pure riuscito a convincerlo nel fermarci a visitare alcune chiesette, la minuscola cittadina di Betancuria (ci sono degli angolini molto caratteristici) e la festa paesana di Pajara! Bravissimo!

Il giorno successivo siamo invece scesi nel sud dell’isola. La cartina fornitaci dall’autonoleggio pareva indicare una strada secondaria ma asfaltata… Invece, dopo aver attraversato Morro Jable, abbiamo avventurosamente percorso una strada sterrata per 15 km per raggiungere il faro di Jandia, all’estremo sud dell’isola.

La nostra Clio ha allegramente ballonzolato lungo un paesaggio lunare tra monti e scogliere sul mare, tra caprette e piccoli agglomerati di case. Il tempo uggioso enfatizzava maggiormente il paesaggio attorno al faro e alle sue scogliere.

Alle sue spalle, una romanticissima scogliera era interamente coperta di sassi di pietra lavica ed altri di colore bianco (non ho capito da dove venissero), tutti meticolosamente composti dai turisti che hanno lasciato cuori, scritte e piramidi di pietre sul terreno brullo. Tutto ordinatissimo e sorprendente! Assolutamente da non perdere!

Ritorniamo a Morro Jable dove pranziamo con dell’ottimo pesce e a prezzi modesti (15 euro a testa per una bella griglia mista o calamari alla grigia + acqua + caffè) in uno dei ristorantini sulla spiaggia (mi pare si chiamasse da Joe). Notevole anche la “fauna” che popola la sottostante spiaggia!

Riprendiamo il viaggio in direzione della famosa e lunghissima spiaggia di Sotavento. Con l’alta marea diventa tutta una laguna ma noi arriviamo con la marea ancora bassa. E’ comunque uno spettacolo: una lunga distesa di sabbia chiara, un mare cristallino, il cielo e il mare coloratissimi di windsurf e kitesurf!

Un bagno veloce e ripartiamo alla ricerca di Playa Negra nei pressi di La Pared. L’avventura finisce quando imbocchiamo una stradina sospetta e sterrata che ci abbandona sulla sommità di una scogliera. Prudenzialmente decidiamo di tornare all’hotel.
L’unica escursione che abbiamo fatto tra quelle proposte dal tour operator è stata la gita in catamarano (50 euro) con partenza da Corralejo ed arrivo all’isola di Lobos. A me è piaciuta moltissimo la navigazione (siamo riusciti ad accaparrarci la retina dove si poteva prendere il sole sdraiati)! Il programma prevedeva una sosta per lo snorkeling in un mare azzurrissimo, il pranzo a bordo (e ho pure mangiato bene!) e un paio di ore libere sull’isola che abbiamo investito rilassandoci sulla bella e tranquilla spiaggia (qui l’acqua è anche un po’ più calda rispetto alle altre spiagge di Fuerteventura). Personalmente la consiglio!

A Fuerteventura ci sono un sacco di negozi in cui vendono macchine fotografiche, ipod e altri prodotti tecnologici. Fate però molta attenzione perché i venditori sono bravissimi ad abbindolarvi e la possibilità di fregature è abbastanza alta. Infatti noi abbiamo acquistato una reflex molto bella ma il venditore ci ha poi consegnato il modello più vecchio e non quello che ci aveva mostrato inizialmente. Abbiamo perso una giornata per sistemare il tutto!
Che tristezza alzarsi poi la mattina del 17 e prendere il bus per l’aeroporto… Il volo decolla alle 11.15 e dall’aereo facciamo “ciao ciao” a Fuerteventura che si fa sempre più piccola sotto di noi. Ma nel nostro bagaglio a mano ci siamo portati tante fotografie impresse nella memoria, un meritato relax, delle belle amicizie (Chiara e Sabrina) e tanti bei ricordi con cui scaldarsi per i prossimi mesi!

Tus

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