Viaggio solidale – campo lavoro in Benin

“Non possiamo fare grandi cose su questa terra, solo piccole cose con grande amore”
(Madre Teresa di Calcutta)

Un piccolo estratto dal mio diario di viaggio, viaggio solidale/campo di lavoro in Benin cui ho un bimbo adottato a distanza:

Africa, parola magica, misteriosa che, forse, suona nell’orecchio a tutti, a me, invece, che ho potuto vedere con i miei occhi la condizione del paese, significa oltre alla povertà, miseria, abbandono, odori e colori, anche gentilezza, dolcezza, sorrisi.….
Quando pensavo alla loro gentilezza, ai lori sorrisi che coprivano la loro disperazione ho pensato che bisognerebbe portare un po’ di Africa nei paesi industrializzati (la nostra Europa) dove regna egoismo, maleducazione, inciviltà, disprezzo.
Africa, il tempo sembra fermo, l’orario sembra non esista, scorre il ritmo della tranquillità, della pacatezza, dove mai sono ansia e stress? Allora è vero che noi siamo pazzi e nevrotici, la nostra ansia, il nostro stress quotidiano, ce lo cerchiamo noi….

Raccontare il viaggio è un’attimo, basta mettere date, programmi, percorsi, ma raccontare le emozioni è come scrivere un libro senza fine…., perché quando mi soffermo un’attimo mi arrivano lampi del Benin, con tutta la sua problematica e con esso la mia testa comincia ad elaborare ed affiorare nuove sensazioni, nuove emozioni….

L’emozione più grande è stata quella delle due piccole bambine di Abomey, cercavano la mia mano e volevano essere prese in braccio…il mio cuore ha cominciato a sussultare e mi sono chiesta “perché hanno scelto me?”
Non hanno scelto “me”, cercavano solamente il calore, l’affetto di una mano, una mano qualsiasi.
Piccoli scriccioli….di cui ho ancora l’immagine impressa che difficilmente si affievolirà.
L’altra emozione è stata a Kpossegan, quando dovevamo raggiungere un villaggio in mezzo alla brousse, la litigata dei due bambini per avere la mia mano mentre l’altra era già occupata.
Li ho accontentati tutti e due, due manine nella mia mano destra.
Questo “cercare la mano” forse sarà insignificante per alcuni, ma per me è un cadeau!

I bambini, si accontentano di “niente”, i bambini beninesi!
Sempre pronti a rincorrerti, qua e là, ti regalano sorrisi, occhi incredibilmente vivaci, sorridenti.

Emozione. Per non parlare dell’incontro con Gislain, il mio piccolo Gislain.
Avrei voluto portarlo via con me…. Mi ha commosso il suo sguardo triste, ha cercato di sorridermi ma era un sorriso senza luce.
Non è giusto, non è giusto….. Avrei voluto spazzare via la sua malinconia.

Come mi piaceva salire sul pulmino azzurro, (l’autista non sapeva una parola di italiano), il suo finestrino aperto, il vento che scuoteva i miei capelli, così come la mia mente dove passavano fiumi di pensieri e parole che si ammucchiavano sempre di più e ormai non sapevo dove mettere perché tanto c’era da pensare…
Mi sentivo in pace durante i viaggi.
Sentivo che non ero più io, una sensazione nuova, mai provata…

Le foto, per fortuna ci sono le foto che ritraggono tutte le mie emozioni, le guardo, riguardo e riguardo ancora e poi scopro che… non sono identiche a ciò che ho visto con i mie occhi, le metto a confronto con la mia mente, con i miei ricordi: mancano gli odori, le nuvole di polvere della terra rossa, “la gioiosità” degli occhi dei bimbi al rituale del saluto, il loro giocare alle ruote e bastoni, le loro danze, i loro canti, le loro corse davanti alla macchina fotografica per esseri i primi …quante cose mancano nelle foto!

Ora ne sono certa, sono stata contagiata…mi è preso il MAL D’AFRICA….
D’altronde come evitarlo, là è tutto diverso…dai colori al profumo della terra rossa, dall’aria, al cielo con milioni di milioni di stelle, mai visto tante stelle, i suoni, le albe e i tramonti…dalla gente…gli animali.. tutto là è differente…

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Ci sono 8 commenti su “Viaggio solidale – campo lavoro in Benin

  1. Flower…molte volte ho pensato al campo lavoro in Africa…tu hai avuto il coraggio, complimenti, chissà ..un giorno forse….
    La mano dei piccoli, ogni gesto che cerca affetto…è un desiderio comune in Africa, ho provato lo stesso in Kenya un mese fa…come fare a dimenticare??:(

  2. Eccomi! Quello che scrivo è un parere mio personale, rispetto i pensieri/commenti altrui.
    Non credo ci voglia coraggio a partire…è una cosa che viene dal cuore.
    E’ il cuore che dice quando e dove, perché l’ Onlus cui sono partita non è nuova al turismo solidale.
    E’ stato deciso all’ultimo, dettato forse dal mio stato d’animo, non so…forse avevo bisogno di essere arricchita.
    E’ stata una bella esperienza, molto sofferta quando sono tornata alla realtà quotidiana.
    Ritornerò in Benin, ritornerò a salutare ed abbracciare gli orfani di Abomey, i bambini abbandonati di Perma, i bambini dei villaggi di Kpossegan, Natitingou, Lokossa e Condij.
    Ritornerò con la speranza di non trovare altri nuovi orfani ed abbandonati.

    Per Ely80, è difficile dimenticare, sono cose che ti rimaranno per sempre nel cuore, anche se pieno di ricordi, dolori, gioia e tristezza, c’è sempre un piccolo spazio per i bambini. Tutti i bambini del mondo, neri, bianchi, rossi, gialli.
    Anzi, non bisogna dimenticare!!!

  3. ..hai ragione Flower, è sicuramente una cosa che ti deve venire dal cuore prima di tutto ma il mio “ci vuole coraggio” sta a significare il coraggio di saper affrontare e vivere certe situazioni con lo spirito giusto; io sono una sentimentalona e piagniucolona di carattere…:(penso a questo…ho paura di non essre d’aiuto;
    Oltre al cuore , secondo me, occorre anche predisposizione caratteriale, non puoi alzarti una mattina e dire: “sai cosa?..vado in Africa in un campo lavoro”..poi magari per te è successo così ed è andata benissimo lo stesso…ma in generale un campo lavoro non è una cosa da sottovalutare, soprattutto a livello di sentimenti!:)

  4. Ely, tu dici “penso a questo…ho paura di non essere d’aiuto”.
    No, non credo, perchè la presenza è un’aiuto, è un dono. Io ora ho capito.
    Basta poco, quando consegni ad un bambino un foglio di carta e un gessetto colorato lo hai già aiutato a far sorridere…e “ridono tantissimo” quando insegni i giochi di gruppo!!!

    Sono d’accordo quando dici “Oltre al cuore , secondo me, occorre anche predisposizione caratteriale”.
    Anch’io sono una piagniucolona, una sentimentale, mi commuovo facilmente e sono molto sensibile… quando sono tornata si sono moltiplicate quanto scritto… :(:(
    è stata dura perchè me ne sono resa conto quanto i paesi poveri hanno veramente bisogno di noi.

    Non voglio fare propaganda ma esistono anche i viaggi solidali senza fare campo di lavoro.

    Ciao

  5. la mano che cerca la mano….un gesto per noi abitudinario spesso fatto più per dovere che per piacere…ma per loro che hanno poco o niente è tutto….un nostro sorriso un piccolo gesto di affetto vale molto di più di tante altre parole, di tanti “finti” aiuti umanitari che servono solo a far diventare più ricchi i ricchi e più poveri i poveri.

  6. Non ho resistito a stare lontana dal Bénin….sono ritornata a Natale.
    Dovevo stare via 18 giorni, invece sono rimasta 30 giorni! :(
    E’ stata un’esperienza indimenticabile…accompagnata dalla sofferenza morale.
    ma anche gioia immensa.
    Appena possibile farò un piccolo racconto…
    Ritornerò ancora in Bénin, parto il 25 marzo:-D

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