Kenya, Malindi – odio o amore?

Siamo atterrati in terra africana il 11/08/2009; seppur la stanchezza volesse prendere il sopravvento, il viaggio Mombasa – Malindi l’abbiamo passato attaccati al finestrino, scene di vita quotidiana passavano sotto ai nostri occhi ; arriviamo al nostro resort, il TAMANI JUA che si è poi rivelato veramente eccezionale sotto tutti i punti di vista.
1° GIORNO (11/08)
Dopo un breve pranzo ci ritroviamo con Juma, il responsabile delle escursioni e ..di tutto cio’ che riguarda i clienti del Tamani..diciamo cosi’..che ci illustra appunto tutto quanto possibile fare..ma noi avevamo gia le idee chiare e gia messo al sicuro safari e safari blu.
Ci facciamo accompagnare da lui in centro a Malindi per comprare la scheda telefonica e cambiare i soldi..ci andiamo a piedi…devo dire che i primi 2 giorni per noi sono stati strani…ci siamo dovuti ambientare un po’ prima di capire che era tutto ok, che potevamo girare tranquillamente da soli, d’altra parte sei in Africa e l’impatto c’e’! Per tornare al Tamani passiamo dalla spiaggia, il mare non è affatto caraibico ma il paesaggio a me è apparso bellissimo, ci sono le dune e niente turisti, solo gente del posto!
Il primo gg passa cosi’ anche perche’ dopo cena, e che cene al Tamani…crolliamo.

2° GIORNO (12/08)
Tramite internet e forum sul Kenya, avevo conosciuto delle persone che a sua volta erano in contatto
con una certa Dama di Sabaki, una signora siciliana che per propri motivi aveva deciso di vivere in una capanna sul fiume Sabaki, vicino Malindi, vi riporto parte di quanto letto su di lei all’incirca a Maggio 2009:
“ Vivo da sei anni in una capanna in un villaggio del Kenya, sull’incantevole estuario del fiume Sabaki, il secondo del paese, abitato tutto l’anno da ippopotami, fenicotteri, pellicani, aironi e altri uccelli acquatici.
La prima domanda che mi porgono le persone che incontro, è il motivo della mia decisione, e molto spesso immaginano sia stato un grande dolore, come la delusione della fine di un amore.. In realtà è così, ma la delusione più grande proveniva dalla vita stessa.. Il rapporto con la gente del Sabaki agli inizi è stato tutt’altro che idilliaco essendo io una “muzungu” (bianca)..
La mia risposta di oggi a questo quesito, è che tentavo di insediarmi in un luogo talmente vicino a Malindi da essere segnato dalla particolare problematica generale legata a questo luogo dell’Africa da troppo tempo marcato da un turismo soprattutto sessuale, invadente, irrispettoso e assolutamente non gradito dalla maggior parte della popolazione kenyota e ancor più non gradito dalla gente dell’entroterra che di questo tipo di turismo ne patisce solo le tristi conseguenze..
A causa di tutto questo mi sono trovata a dover affrontare un muro di ostilità, diffidenza e diciamolo pure in alcuni casi di odio ma..è stato grazie alla particolare condizione del mio stato d’animo che sono riuscita a trovare la formula che mi ha permesso di entrare nel loro cuore..
Insomma, è grazie a loro che ho finalmente recuperato fiducia e speranza nel genere umano..

Come si sopravvive in un villaggio? Attraverso il lavoro e la solidarietà..
E’ già da molto tempo ormai che nessuno mi chiama più Stefania, al villaggio hanno iniziato a chiamarmi Dama, e ormai sono Dama per tutti.. (In Kenya il nome Dama è uno tra i più belli che si possano attribuire: significa “generosa..”)
E così affrontiamo tutti i nostri problemi, e attualmente siamo impegnati nella salvaguardia di questo piccolo pezzo di paradiso che proprio in questi giorni sta ottenendo il titolo di area protetta..
Inoltre, un grande e costante impegno, ci richiede il progetto nel quale sono impegnata con altre sei donne mie vicine di capanna, il “Grey Village, gruppo donne di Sabaki” Lo abbiamo chiamato Grigio, perchè non è mai tutto bianco ma nemmeno tutto nero..”
Il gruppo “Grey Village” nasce formalmente il 12 aprile 2007. E’ costituito da 7 donne (molte altre vi lavorano saltuariamente) che già da 5 anni variamente cooperano imparando alcune arti come la preparazione di pregiate marmellate, salse, pane etc.
Il gruppo e` nato, nella sua origine, dal libero incontro tra vicine di casa del medesimo villaggio in cui la stessa presidentessa (Dama,unica europea del gruppo) risiede stabilmente condividendone la forma e lo stile di vita.
Il “Grey village” opera nel villaggio “Sabaki Bridge” che dista circa 10 km da Malindi e occupa un territorio di circa 20 km quadrati in una importante area sull`estuario del fiume Galana (secondo del Kenya che nel suo ultimo tratto si chiama Sabaki) attualmente in processo di divenire parco.
L’ obiettivo del gruppo è innanzitutto quello dell’ autosostentamento. Attraverso il lavoro e la conseguente gratificazione economica si vuole lottare contro la mercificazione del corpo femminile (attività in continua espansione su tutta l’ area di Malindi) e di dare alle donne attraverso il lavoro dignità e la possibilità di difendere i propri bambini essendo Malindi affetta da turismo pedofilo.
Le principali fonti di vendita sono costituite da un servizio a domicilio o porta a porta (tra i numerosi residenti europei) e da stand di promozione e vendita allestiti a seconda delle occasioni.
Il “Grey Village”, a cui non viene lesinato riconoscimento per il proprio impegno si dibatte purtroppo in una crisi che ha condotto ad una immobilità totale dell’attività produttiva che perdura dall’ ottobre scorso dovuta a deficenza di mezzi e strutture.
– Il pane viene prodotto senza forno (tre pietre con la legna in mezzo) e questo non consente al gruppo di accettare ordini rilevanti.
– Le marmellate non possono essere prodotte per mancanza di barattoli e di un minimo di energia che consenta l’utilizzo almeno di un frullatore.
– Il “Grey Village” non possiede nessun mezzo di trasporto

– Il gruppo non gode di nessuna forma di pubblicità
– Inoltre servirebbe una capanna un po piu` robusta e resistente alla pioggia e un bagno meglio attrezzato o chimico per accontentare le numerose richieste da parte di donne italiane che vorrebbero soggiornare lì per brevi periodi per cooperare o semplicemente usufruire del contatto con le donne del gruppo.
Il gruppo rischia di cronicizzare la propria immobilità e di vanificare il lavoro compiuto sino ad ora se non arriveranno appoggi di istituzioni, gruppi, associazioni europee visto che ha già toccato il limite delle proprie possibilità.”

Questo è quanto. Le amiche di Dama ci hanno chiesto, partendo noi ad Agosto, se potevamo recapitarle vista l’urgenza , 3 frullatori manuali e dei semi e sinceramente non ci abbiamo pensato 2 volte, lo abbiamo fatto con grande piacere..cosi’, tornando al mio racconto, la mattina del 2° gg Dama manda un tuc tuc a prenderci e in 20 minuti di tragitto un po “travagliato” siamo da lei, scendiamo dal tuc tuc ed una figura esile ci viene incontro, è Dama, ci abbracciamo e l’emozione è forte, ci apre le porte della sua casa/capanna e ci fa fare un giro per il villaggio. Con felicita’ noto che rispetto a quanto letto, ci sono molti cambiamenti, la capanna dove vive è nuova, piu’ robusta e molto accogliente e Dama sta ultimando 3 stanzette per gli ospiti, fuori i ragazzi stavano costruendo il bagno nuovo come da programma…per quanto riguarda la pubblicita’ al Grey Village, in rete si è formato un bel passa-parola (anche su F.B )…e i frullatori sono stati la “manna dal cielo”..infatti Dama era molto contenta, abbiamo anche assaggiato il pane che di loro produzione ed è buonissimo!!..al villaggio si respira un’aria di pace, di tranquillità..in lontananza si vedono le donne con i bidoni di acqua sul capo, le dune di sabbia, gli uccelli colorati, i ragazzi che lavorano la terra e piantano i semi, le donne che preparano i barattoli per fare la marmellata…rientriamo in casa e parliamo un po con Dama, mi viene in mente che in borsa avevo 3 zanzariere portate dall’Italia pensando che potessero essere utili a qualcuno e proprio lei doveva fare le finestre alle 3 camerette…che bella coincidenza! Ci parla di lei, ci racconta un po della sua vita e delle vicissitudini che l’hanno portata al Sabaki …mi emoziono, ma purtroppo è arrivata l’ora di andare, il ns tuc tuc ci aspetta, ci salutiamo, Dama ci ringrazia e noi ringraziamo lei per la bella mattinata passata insieme, le promettiamo che la prox volta dormiremo al villaggio passando un’intera giornata a cooperare con loro.
Rientriamo al resort verso le 12:00 felici dell’esperienza appena vissuta, e ora che facciamo? andiamo a Watamu dico io, ma non con il taxi, con il MATATU!..ci “stipiamo” negli ultimi sedili e lungo la strada il matatu si riempie di gente, le mamme prima di salire mettono il piccolo in braccio a chiunque, poi salgono e lo riprendono, io e Andre siamo gli unici muzungu e sapevamo che il biglietto per noi era di 100 scellini ( € 1,00)..pago con 500 sc senza ricevere resto…ci provano sempre…busso intimorita alla spalla del ragazzo chiedendo il resto, mi da subito 300 sc.; ci hanno raccontato che Matatu significa “33” che sarebbe il n° di persone in grado di salire, ci siamo augurati che non fosse il caso della ns corsa, considerando che piu’ o meno ci sono 11/12 sedili, ma poi nei giorni seguenti ci siamo resi conto che è improbabile in quanto le corse sono molto frequenti. A velocita’ a volte folle raggiungiamo Watamu, senza sapere dove scendere, intravedo il Resort Acquarius ed urlo “Acquarius”…il matatu inchioda e ci fa scendere, tutti ci salutano allegramente; ci incamminiamo verso il mare, i turisti erano tutti a pranzo, non c’era una faccia bianca, ci sentivamo 2 gazzelle in mezzo ad un branco di leoni, siamo arrivati in spiaggia con lo sciame al seguito, alla fine ce la siamo cavata con un paio di ciabattine, 2 braccialetti e 2 masai….mi ricordo che ad un certo punto quando tutti ci chiamavano da una parte all’altra, da me..poi da me…hai da cambiare?..safari…guardare costa niente…mi sono messa a cantare..”Jambo..jambo bwana”..e tutti mi hanno seguita ridendo..poi siamo scappati verso il mare per ammirare le bellezze della bassa marea, naturalmente accompagnati da 3 boys..infine, dopo che tutti ci chiamavano “mozzarelle” ci siamo sdraiati a prendere un po di sole ma era davvero fortissimo, pertanto, sempre accompagnati da altro boys, abbiamo preferito fare un giro per Watamu, prima sosta alla gelateria di Andrea dove gustiamo un gelato buonissimo visto che non avevamo pranzato….e poi in giro per il paese e a vedere le altre spiagge…nel tardo pomeriggio rientriamo al Tamani; la serata la passiamo prima allo “Stars & Garten” locale prettamente africano, per una birra insieme a Juma e altri ragazzi del Tamani, poi capatina al Casino’ per cambiare i soldi e poi 2 salti al Fermento che non ci è piaciuto affatto..ma andava visto anche quello!

3° GIORNO (13/08)
Ci alziamo come sempre di buon’ora, Juma ed altri avevano organizzato un pulmino per Watamu ma noi ci eravamo già stati da soli quindi, dopo una lauta colazione ci facciamo portare dal tuc tuc al mercatino turistico o “piazza affari”..anche qui sbagliamo orario, troppo presto, e veniamo letteralmente assaliti, ma in modo molto simpatico devo dire, anche se per fare 50 mt ci abbiamo impiegato 1 ora, impossibile vedere tutti i negozietti in un giorno solo, salutiamo tutti e promettiamo di tornare..( e stai sicuro che loro se lo ricordano) magari quando ci sono anche altri turisti!
Altro giro altra corsa, dal tuc tuc ci facciamo portare al Rosada, la spiaggia convenzionata con il nostro resort….ma le trattative estenuanti al mercatino mi avevano fatto entrare un bel mal di testa quindi preferisco evitare il sole, i beach boys ci chiamano dalla spiaggia, nella zona lettini non possono entrare, “mozzarelle”..venite…guardare costa niente…ma ora proprio NO…ci facciamo coraggio ci alziamo per fare un bagnetto scansando tutti, pranziamo e nel pomeriggio ci addormentiamo come 2 angioletti all’ombra delle palme!
La serata la passiamo al Kelele, un locale che ha aperto da poco, molto carino e tranquillo, con i cuscinoni per sedersi scalzi a sorseggiare una fresca Tusker ; avevo fissato lì con DONATELLA, una donna, anch’essa siciliana che dopo una vacanza mordi e fuggi in Kenya come tutti si è innamorata di un masai e di questo paese, e ha deciso di stabilirsi definitivamente a Malindi dove ora vive con Jhon masai ed il piccolo Solomon ed organizzano safari ed escursioni per tutti (http://donamasai.forumattivo.com)..2[/U][/U][/U][/U][/U][/U][/U][/U][/U][/U][/U] chiacchere in compagnia e ci diamo appuntamento per domani.

4° GIORNO (14/08)
Stamattina ce la prendiamo con calma, aspetto la telefonata di Dona che non arriva, quindi ci avviamo per il pranzo al turistico “Karen Blixen Cafe’”..menu’ tutto italiano..peccato..volevo provare qualcosa di diverso, sarà x la prossima volta; nel frattempo rintraccio Dona che arriva con un’amica e con sua mamma (spettacolare!), il programma di oggi prevede di andare a vedere un villaggetto fuori dai circuiti prettamente turistici e Dona ci accontenta al 1000%, siamo scesi dalla macchina e tutti i bambini erano intorno a noi, ci siamo incamminati senza meta, per le vie del villaggio, appena ho tirato fuori la macchina fotografica i bimbi sono impazziti..nessuno voleva rimanere fuori dall’obiettivo!!..mi sembrava di essere in un film..noi camminavamo e tutti salutavano..jambo jambo…tutti intorno a noi, i ragazzi piu grandi facevano le scarpette, le ho comprate a meno della meta’ di Watamu!
C’era di tutto, fruttivendolo, parrucchiere, siamo entrati nei loro “bar”, al bancone ci sono le sbarre perche’ dopo 3 o 4 birre..non si sa mai!! Ci siamo strapazzati un po quei bimbi e poi siamo rientrati al Tamani rimanendoci anche dopo cena. Al resort non c’è animazione, ma dopo cena venivano organizzati spettacoli di acrobati, danzatori, suonatori di tamburi ecc. ecc. che allietavano le serate.

5° GIORNO (15/08)
Rientrati dal safari i ns inseparabili compagni di avventura, torniamo al mercatino con i rinforzi imbattendoci per la strada in una specie di manifestazione/festa dove uomini e donne nei loro vestiti tradizionali avevano bloccato il traffico marciando e ballando per la strada, ma il ns. autista del tuc tuc sale tranquillamente sul “marciapiede” e ne usciamo indenni…la mattinata scorre veloce tra un acquisto e l’altro, oramai sono esperta nella contrattazione e i gestori dei negozietti sono sempre piu’ simpatici, Mercatone Uno, Picasso prezzo basso, Tommaso acqua in bocca..ecc.ecc.; per il pranzo avevamo appuntamento con Donatella che ci porta finalmente in un locale africano, dove mangiamo cibo africano, buonissimo e con le mani, dove ci sono solo africani..e anche il conto è africano..grazie Dona!
Nel pomeriggio finalmente andiamo in visita in un orfanotrofio, il Blessed Generation Children’s Centre,poco frequentato dai turisti, ci fermiamo prima a comprare biscotti farina e sapone e prendiamo anche le saponette per i carcerati visto che il carcere si trova li vicino…arriviamo, i bambini sono tanti, è un’emozione vederli ma cerco di trattenermi ma quando iniziano i loro canti di benvenuto mi calo disinvolta gli occhiali giu’ dalla testa ..non ce l’ho fatta…quelle voci…mi sembra di sentirle..basta chiudere gli occhi…Dona ci chiama ed io e J. distribuiamo 3 biscotti per ognuno in cambio di un busu, gli altri serviranno per la colazione….si vergognavano da morire, soprattutto quando era il turno di uno di quelli piu’ grandicelli..i piccolini se la ridevano a squarcia gola, per non parlare di quando Andrea voleva un busu dalle ragazzine…mamma mia…è stato bello! Diamo un’occhiata alle camerette e mentre stiamo per andarcene a M. viene in mente che aveva 2 buste di caramelle?..che fare??..le diamo alla maestra che inizia a gridare…”God is good..god is good”..e tutti i bambini accorrevano..mi è venuta la pelle d’oca!!…Dopo l’orfanotrofio facciamo tappa al carcere per lasciare le saponette, i detenuti con cui parliamo noi sono tutti ragazzi che per una sciocchezza, una rissa di troppo o una truffa sulla spiaggia, si fanno 1 anno 1 anno e mezzo dentro, in condizioni igieniche pessime, infatti, ci diceva Dona che molti hanno malattie alla pelle …lasciamo le saponette, e il Direttore dice in inglese ai ragazzi: “Loro sono turisti ma prima di tutto cercate di guardarli come persone”..i ragazzi ci ringraziano, fanno alcune richieste a Dona, oramai abitue’, e ce ne andiamo; fuori incontriamo altri detenuti, con le bestie al pascolo, da soli…non scappano, le guardie hanno l’ordine di sparare a vista!
Direi che anche per oggi la giornata è stata intensa, e prima di rientrare facciamo tappa al Lost per vedere com’è visto che stasera c’e’ la festa di ferragosto, locale carino sulla spiaggia, prendiamo i biglietti..ma io e Andre poi non ci andremo, la sveglia suona alle 03:00 per andare in safari!

DAL 16/08 AL 19/08: SAFARI il safari è il viaggio nel viaggio, è la scoperta di un paesaggio a noi sconosciuto, è la sorpresa di scovare gli animali, è la delusione di non vedere il Kilimanjiaro nascosto dalle nuvole, è l’amarezza nel vedere animali morti per malattia in Amboseli, è l’arrabbiatura quando arrivi al campo da te scelto e c’e’ Overbooking, è la gioia quando vedi la tenda “alternativa”, è lo stupore quando alzi la testa e guardi le stelle, è affacciarsi alla terrazza del lodge e chiederti se quello che vedi ha una fine, è la magia mischiata alla paura di dormire in tenda in mezzo ai cespugli, è svegliarsi all’alba e chiedere a Dio se puo’ fermare il tempo, è ascoltare il sospettoso silenzio della savana …il safari per me è stato tutto questo, con gli imprevisti del caso, con gioie e amarezze ma ogni momento vissuto è sicuramente unico ed irripetibile!

10° GIORNO (20/08):
Dopo 4 gg di safari optiamo per una rilassante escursione in barca, e tra la famosa “Sardegna 2” e Mida Creek” scegliamo sicuramente le mangrovie anche solo per vedere lo spettacolo della natura!
Partiamo da Watamu con la tipica barchetta a 2 piani con un tempo che non prometteva niente di buono, sosta al parco marino per un bagnetto rinfrescante con pinne e maschera, finalmente il cielo si riapre, 2° sosta per vedere stelle marine ecc. ecc fino a che entriamo nel canale delle mangrovie, bellissimo, questo paesaggio mi affascina molto, ci soni i pescatori con le loro barchette, all’improvviso una tavola da surf !!??…spunta un vecchietto barbuto dall’acqua, ci mostra con orgoglio le aragoste pescate, rimonta tremante dal freddo sulla tavola e se ne va…vediamo vari tipi di uccelli fino a che sbarchiamo su un’isoletta, Sudi Island, per un favoloso pranzo…e per digerire niente di meglio che un giro su una dondolante canoa in mezzo alle mangrovie ad ammirare paguri dai mille colori e pesci di cui non ricordo il nome perche’ troppo intenta a controllare ogni minimo movimento potesse far “cappottare” la canoa soprattutto quando ci siamo scambiati le macchine fotografiche per la tipica foto ricordo con i ragazzi di un’altra canoa…pensavo alle belle foto del safari…è andata bene!..rientro a Watamu, sempre con matatu , ma questa volta un modello all’ultima moda, tutto colorato, musica a tutto volume, casse altezza orecchio, pieno di adesivi…ci facciamo il segno della croce e torniamo a Malindi , questa volta decidiamo di pagare all’africana, 50 sc. a testa e nessuno dice niente; gelato all’Oasis con tanto di spettacolino improvvisato dei bambini acrobati e rientro al Tamani.

11° GIORNO (21/08):
Oggi decidiamo di andare alle rovine di Gedi con i ns amici e Juma ci accompagna; antica citta’ araba “sepolta” da una ricca e lussureggiante foresta; a fare da padroni di casa alberi secolari e scimmiette ghiotte di banane, la guida per € 3,00 ci racconta la storia e ci illustra le rovine, avvistiamo anche un gufo ma se devo essere sincera non è che mi abbia fatto impazzire…diciamo che non è il tipo di cose che mi interessa..pero’ bella la foresta! Per il pranzo ci fermiamo di nuovo nel posticino africano insegnatoci da Dona e il pomeriggio lo passiamo spaparanzati al Rosada; la sera , sempre in compagnia di Juma, torniamo allo Stars & Garten per una birra anche se io crollavo dal sonno, ma un episodio tutt’altro che piacevole, mi ha svegliata d’un colpo: mentre Juma era in bagno (naturalmente) proprio dietro al ns tavolo, un ragazzo “scaraventa” , prendendola per la gola, una ragazza per la terra, tutti si girano verso di noi, siamo gli unici bianchi ai tavolini…Andrea e M. d’istinto si alzano, la ragazza era in terra dietro di loro, e il ragazzo fermo lì..credo…io li guardo dritti dritti nelle palle degli occhi : “non azzardatevi ad intervenire”..loro erano immobili, non si muovevano…”ragazziiii..andiamo via di qui”..ma niente ..rimanevano li, impalati, siamo tutti scioccati ma finalmente ci avviamo verso l’uscita, appare Juma e gli raccontiamo il fatto, non si sorprende piu’ di tanto, siamo in Africa, hakuna matata, arrivano le guardie…la ragazza viene verso di noi piangendo..”Don’t worry”…ma io worry..tanta worry..il ragazzo naturalmente era sparito…e noi facciamo lo stesso!!
Come direbbe il ns amico Abdi: “Elisa questa esperienza!”

12° GIORNO (22/08):
Oggi in programma “cavalcata” su una 4×4 a Che Shale, la spiaggia doratacon gli inseparabili M. e J., Donatella e altri 4 ragazzi; lungo la strada sosta ad ammirare un baobab di oltre 510 anni, maestoso, poi, attraverso il paesino musulmano di Mambrui arriviamo alla spiaggia ….e via..alla velocita’ del vento! La spiaggia è infinita, la vista della dorata sabbia risplende, è deserta , non ci sono bagnanti tranne lui…l’ippopotamo che vive nel mare…roba da matti!!…ma siamo in Africa e tutto è possibile! Ci dirigiamo verso il ristorante di Che Shale, ordiniamo per dopo e ci mettiamo a prendere un po di sole…altrimenti le “mozzarelle”..tornano a casa sempre “mozzarelle”..quindi bagno e sole..relax e chiacchere; il cielo in un batter d’occhio cambia colore..meno male che è ora di pranzo…vuoi per il brutto tempo, vuoi per un imprevisto, ce ne andiamo dopo pranzo. Ci facciamo scendere in centro, giriamo solitari per le vie di Malindi, andiamo dal Sarto Moderno, da Shakir ed infine in un negozio di elettronica per acquistare un DVD; ci capitano come sempre degli episodi strani ma dopo 10 giorni…hakuna matata..niente ci spaventa più!

13° GIORNO (23/08):
L’agenzia del safari per farsi “perdonare” di un disguido ci propone una giornata di mare e relax a Watamu, con pranzo incluso…e che dire???….okkkkk…i soliti 4..il solito matatu e andiamo!
Abdi ci aspetta da mama Lucy, lo vediamo dal finestrino, ci incamminiamo con lui e suo nipotino che ci fa strada sino alla famosa Isola dell’amore…camminando con la bassa marea sulla barriera 3 venditrici si affiancano a noi..ricordo Lucy davvero simpatica..le dico che non compro niente..”Elisaaa..ma sei pazza???”..”Perche’ niente?”..io rido …allora lei dice….ok solo guardare…ed io “Ok Lucy..guardare costa niente!”..ma dopo pero’..ora sole e relax…prima provo a mettere in testa il carico che portava sul capo…20 kg!..ci rinuncio! arriviamo sull’isoletta ma il tempo fa schifo…inizia a piovere, ci ripariamo sotto le grotte, quando smette, il nipote di Abdi ci porta a vedere i granchi….tantissimi..torniamo, il sole fa capolino e ci spostiamo piu avanti, lontano dai turisti, sull’isola delle tartarughe, siamo solo noi, ci rilassiamo un attimo e…non ci crederete…arriva Lucy & C….Elisaaaaa…tu avevi detto solo guardare….come si fa a non mettersi a ridere!!…un braccialetto e la spunto!
Intanto Abdi ed i suoi amici iniziamo a prepararci il pranzo che consumiamo al riparo sotto le rocce, il tavolo fatto di sabbia coperto da un foulard, non manca niente…mangiamo pesce buonissimo anche se i ragazzi non possono farci compagnia perche’ c’e’ ramadam…sole e relax ancora e piano piano, la marea inizia a salire, la natura ci mostra la sua “forza”…il gioco delle maree è bellissimi….facciamo il bagno…non c’e’ nessuno, che meraviglia…il mare è stupendo…alla fine rimaniamo “intrappolati” sull’isola…ce la godiamo fino all’arrivo del Dowh che ci riportarà a terra, naturalmente io mi cago addosso dalla paura…guardo il capitano…pole pole gli dico..ed è qui che Abdi dice: “vedi Elisa, questa esperienza!”…”Ok Abdi ma se ribaltiamo???”…”Esperienza anche quella!!”..vaff…e cosi’ tutti a ridere e a cantare…10 minuti di panico compresa un’ impennata clamorosa della barca naturalmente dalla mia parte…e tocchiamo terra felici e contenti della bellissima giornata!
Gelato da Andrea e rientro a Malindi

14° GIORNO (24/08):
Mio Dioooo..oggi è l’ultimo giorno! Io e Andre ci guardiamo negli occhi…ci capiamo immediatamente…dovevamo tornare in un orfanotrofio, così da un tuc tuc ci facciamo portare in un market africano, devo dire ben tenuto e ben fornito, e compriamo biscotti e farina. Ci porta al LEA MWANA CENTRE consigliatoci da un’amica, diciamo a James che lo chiameremo noi per tornare a prenderci…qui ci sono pochi bambini, solo 35, il direttore ci accoglie ma ha un impegno e deve andare via; i bimbi ci cantano “Quel mazzolin di fiori”..e anche “Nella vecchia fattoria…”..all’inizio c’e’ imbarazzo..poi iniziamo a distribuire i biscotti e a chiedere i loro nomi…ridono quando io li ripeto…poi diamo loro 2 penne ciascuno portate dall’Italia, ed infine tiro fuori dalla borsa le bolle di sapone…sono contentissimiiiii…passiamo tutta la mattina con loro, giochiamo a calcio, a 1 2 3 stella…alla bandierina…c’e solo una ragazza che li guarda tutti, Judit, le chiedo che numero porta di scarpe…38 mi dice …perche’??..le regalo un mio paio di ciabattine che avevo nello zaino, le stanno alla parfezione!
I bambini si divertono e anche noi…ricordiamo i loro nomi ed è bello poterli chiamare per nome; durante la partita di calcio, uno dei piccoletti prende una pallonata paurosa nel viso, inizia a piangere, lo prendo in braccio e me lo coccolo un po…poi piano piano me lo metto sulle ginocchia a sedere…sta meglio…ma un altro piccoletto, Samuel, ci guarda…si viene a sedere accanto a me..vicino vicino…mi prende il braccio e se lo passa intorno alla vita..anche lui voleva essere abbracciato…non dimentichero’ mai quella scena! E’ l’ora di pranzo per i piccoli cosi li salutiamo, chiamiamo James e lo attendiamo li fuori, ma i bimbi, sapendo che noi eravamo li’..mangiano velocissimi e tornano fuori…gli ultimi emozionanti abbracci e saliamo sul tuc tuc…ci gridano …”See you tomarrow???…domani no…ma presto penso io… e con un bagaglio di emozioni ce ne andiamo.
James ci lascia al Bao-Bab dove pranziamo insieme a M. e J.; vi raccomando le samosa, eccezionali, lasciate perdere la carne..è d’acciaio!..le ultime 2 orette al Rosada dove J. si fa fare le treccine, io mi dimeno tra Gioia e le donne dei parei…anche se come sempre la spuntano loro, e Andrea e M. parlano con un ragazzo che vuole sapere come si fa a fare “cascianga cascianga” senza fare figli….facciamo una tappa alla fabbrica del legno ma i prezzi sono triplicati rispetto al “nostro mercatino” infatti ci facciamo un’ultima sosta..oramai siamo di casa, tutti ci salutano, compriamo le ultime cose sempre trattando allo sfinimento, fino a che, spente le luci rientriamo al Tamani per fare le valige.
E’ l’ultima sera in Kenya, e, anche se la sveglia suona alle 4, decidiamo di passarla con Juma e amici alla festa in spiaggia al Rosada, balliamo e ci divertiamo tutti insieme, e passiamo direttamente dalla spiaggia alla colazione!..E’ l’ora, la nostra avventura è finita!..pulman e aereoporto, naturalmente volo con 2 ore di ritardo..tanto noi eravamo ben svegli!!!!!

CONCLUSIONI:
– Malindi è stata per noi che volevamo vivere il Kenya e girare il più possibile, la location adatta, probabilmente Watamu ci sarebbe stata un po “stretta” per 15 giorni ma vale sicuramente la pena passarci 2/3 gg. di mare…e mi raccomando….andate con il MATATU!!!;
– consiglio il TAMANI JUA RESORT a tutti, davvero ottimo, piccolo, informale, in centro e carino!
Il Kenya per me, per noi, non è stato un semplice viaggio, ma un’ esperienza, una bella esperienza, con il bello …ed il brutto.. questo è un paese che ti dà tanto, ti regala emozioni di cui noi non conosciamo nemmeno l’esistenza, ti appaga in tutto se riesci a viverlo nel giusto modo…il Kenya, Malindi .. o lo ami..o lo odi…e noi chiaramente lo abbiamo amato!
Elisa & Andrea

Ringraziamo: Dama, Donatella, Juma, Abdi , M. e J, ed un grazie particolare ai bambini del Lea Mwana…senza di voi non sarebbe stato lo stesso. :bacio:

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Ci sono 21 commenti su “Kenya, Malindi – odio o amore?

  1. Bello Ely…bello e toccante in alcuni punti… difficile in altri, come pensare di lasciare gli agi di un paese come il nostro e trasferirsi li in pianta stabile!
    Belle le foto… unico appunto, io non metterei le foto dei bimbi…:bacio:…ne ho discusso qualche giorno fa anche con altre persone, se io fossi un genitore non vorrei la foto di mio figlio in giro nel web… di sicuro sono degli amori di bimbi:love:

  2. bel viaggio e veramete belle foto!!:ok:

    il discorso sulle foto dei bimbi è veramente complesso e soggettivo.
    da un lato si puo pensare alla privacy come giustamente fa notare Da64, dall’altro si puo pensare che le foto postate da Ely porteranno altri turisti del giramondo a passare da quell’orfanotrofio e portare dei doni per i piccoli (cibo,vestiario,saponi,soldi…).

    sicuramente sappiamo che la beneficanza viene ad esistere molto più facilmente davanti a “due occhioni di bimbo”.
    difatti quasi tutte le associazioni umanitari hanno un bel bimbo povero nel loro poster..

    inoltre, purtroppo,…non credo che ci siano genitori che non vogliano le foto di quei bimbi sul web..essendo orfani..

    :rose::bacio:

  3. Mun mi permetto di rispondere qui… la tua ultima riga mi porta ad un’unica considerazione…e’ proprio per questo che dovrebbero essere tutelati molto piu’ degli altri, perche’ non hanno un genitore che si batte per loro!

  4. ribadisco..
    secondo me non è giusta in assoluto ne una considerazione ne l’altra.
    aiutarli e tutelarli puo anche voler dire spingere gli altri a far loro della beneficenza (anche attraverso delle foto che possono colpirti nel cuore)

    esempio in cambogia mi è stato espressamente richiesto dai priopietari dell’orfanotrofio di diffondere video e foto perchè (visto che non ricevono sovvenzioni statali) in questa maniera hanno visto che arrivano molte più donazioni e loro hanno potutto migliorare molto la qualità di vita dei bambini ed aumentato il numero di posti letto)

    io personalmente penso che da genitore preferirei che qualche turista,spinto anche dal sorriso di mio figlio se serve, gli portasse cibo,soldi per la scuola e quant’altro..
    piuttosto che tutelare la sua immagine.
    però ,davvero,comprendo benissimo anche il tuo punto di vista e lo ammiro :)

    son punti di vista, per me entrambi corretti..:ok:

    è vero che non avendo i genitori devono essere tutelati molto di più… è solo che avendo due punti di vista diversi vediamo anche un metodo di tutela diverso:)
    bello poterne parlare e confrontarsi :ok:

  5. Bellissimo ed emozionante questo diario…sicuramente hai vissuto questo viaggio nel modo più giusto…abbinando la giusta dose di “turismo” e “vita” che si dovrebbe assaporare in un paese come il Kenia.

    Lola:rose:

  6. un diario bello e toccante, un viaggio che concilia vacanza e solidarietà, deve essere stata una bella esperienza. Sulle foto io la penso come Da64, è vero che la foto di un bimbo tocca il cuore, ma purtroppo non solo quello delle persone perbene.

  7. ..mi dispiace molto se qualcuno possa pensare male delle foto dei bimbi, è giustissimo il fatto che sono minori ecc. ecc…ma vi assicuro che ci sono stati tantissimi momenti in cui avrei voluto prendere la macchina e “scattare”..ma il cuore e la coscienza mi hanno fermato; ma con i bambini è stato diverso…è stato un po come farli giocare, a loro piaceva tantissimo, infatti le foto parlano chiaro, i bambini ridono e si divertono e tutte le volte che facevamo le foto gliele facevamo rivedere nella macchina….abbiamo giocato con i bimbi, non sono stati solo “scatti” per la foto ricordo…:)
    grazie

  8. Avete vissuto l’Africa nella maniera giusta, nessun altro paese e’ cosi’, l’aria che respiri , la sua gente , il suo cielo incredibilmente stellato, i volti dei bambini…….:):bacio:
    anni fa’ ho creduto che fosse il mio angolo di mondo dove vivere, ma sono stata Africana solo qualche mese …spaventata dalla fame , dalle malattie, e le troppe contraddizioni.
    Mi e’ rimasto dentro , un po’ del mio cuore e’ ancora li .
    Brava Ely sei riuscita a riportarmi un po’ di quel Africa che ho vissuto , mi hai fatto sorridere ed emozionare…
    (per le foto dei bambini : io ne ho tantissime , come non farle con quei musetti !!)

  9. Ely80, complimenti!!! :ok:
    C’è solo una cosa negativa che forse è inutile ripetere ma la dico lo stesso, le foto ai bambini. Anche se dici che “non sono scatti per la foto ricordo”, lo so io che scattavo nel momento in cui decideva il mio cuore e sempre chiedendo a loro il permesso, (si, ho scattato anche foto “rubate”….) sarebbe stato opportuno non pubblicare. Nel mio diario non l’ho inserito proprio per rispettare il loro “credo”, le foto scattate sia ai bimbi che agli adulti è portare via la loro anima. Lo so, dispiace molto……
    Scusami, non voglio rimproverarti, è una mia personale opinione.

  10. Flower ci mancherebbe..non lo prendo affatto come un rimprovero, ma resta il fatto che continuo a non condividere il tuo pensiero e ti spiego il perche’….per me scrivere il diario del Kenya significava riportare le mie emozioni e riuscire in minima parte a trasmetterle a chi legge questo diario:
    per me il Kenya è stato: contatto con la gente e safari…e poi viene tutto il resto!….
    guarda le foto e guarda gli occhi di quei bambini…lo vedi…gli occhi parlano!!!…ma a me non dicono ” hei tu…non mi fotografare che mi rubi l’anima”…a me dicono..” grazie ragazza bianca per aver passato un po di tempo a giocare con noi…torna presto!”…lo so, puo’ essere difficile da capire per chi non ha provato, ma vi assicuro che per me è cosi’:(:(:(
    un conto è vedere la foto di un qualunque bambino pubblicata su internet e pensare al fatto che sia un minore ecc. ecc…..altro fatto è guardare negli occhi il piccolo con cui hai passato momenti indimenticabili :)
    grazie a tutti

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