Diario di Viaggio in Perù

Salve a tutti,

desidero farvi partecipi di uno dei nostri viaggi. Perù, paese di contrasti, gente semplice, storia Inca affascinante. Abbiam viaggiato in 2, con mio marito e abbiam raggiunto una coppia di amici americani a Miami da dove siam partiti con un gruppo di 10 persone per il Perù. Spero troviate piacere nel leggere il mio racconto.

DIARIO DI VIAGGIO – PERÙ – 30 NOVEMBRE / 6 DICEMBRE 2008

Affrontiamo questo viaggio con emozione e pieni di aspettative. Questo é veramente un viaggio speciale, non é uno dei soliti percorsi turistici, é inoltre lontano dal nostro emisfero, ma non é solo per tutto questo che desideriamo fare questo viaggio: é perché siamo affascinati dal patrimonio dell’umanità rappresentato dal Machu Picchu.

Arriviamo a Miami, Florida, con 2 giorni di anticipo, e questo farà parte di una capitolo separato. Ci rechiamo all’aeroporto dove incontriamo Rick e Janet, i nostri amici americani e il resto del gruppo composto da 3 altre coppie (tutte piu anziane di noi), presentazioni, quattro chicchiere e poi si parte alle 23.30 per Lima, notte insonne in aereo e arrivo a Lima alle 5.30.

Qui a LIMA é già chiaro, si aspetta i bagagli, si passa attraverso le formalità doganali e si esce dall’aeroporto alle 7 dove siamo attesi da Pepe la nostra guida, un uomo gentile, posato, che si occupa veramente di tutto. Ci installiamo in un comodo bus, Pepe si occupa di tutto, bagagli, biglietti, trasporti, non solleviamo mai un bagaglio e non ci preoccupiamo di nulla!

Ci infiliamo nel traffico cittadino di auto malcombinate, vecchi bus carichi di persone dall’indubbia origine peruviana…2 bimbe ci salutano da un vecchio bus che ci affianca. Prima impressione del paese: paese povero, strade dissestate, case povere, nebbia e smog. Lo stato non richiede un controllo tecnico per le auto così l’odore e i fumi dell’inquinamento sono evidenti nell’aria che respiriamo, sulle case annerite e sull’opacità dell’aria che respiriamo.

Il Perù ha una popolazione di 29 milioni di abitanti. Lima ha 8 milioni di abitanti. Solo 5% della popolazione é stipendiata, il resto vive alla giornata o come direbbero gli italiani, sono meno che precari…..
Le cure mediche non sono alla portata di tutti, solo questi ultimi anni si é messo su piede un sistema di Cassa Malati ma solo per gli impiegati di alcune categorie (autotrasporti: bus, taxi, chauffeurs), gli altri devono curarsi con le proprie economie. È molto comune comprare 1 sola pillola, specie nelle zone rurali dove l’accesso alle medicine é un vero e proprio lusso.

Il Perù era anticamente la sede della civilazzazione Andina, e più notevole quella Inca il cui impero cadde per mano degli spagnoli che conquistarono il Perù nel 1533.
I’indipendenza dalla Spagna fu dichiarata nel 1824. Dopo una dozzina d’anni di regime militare, nel 1980 si ritornò a un regime democratico. Alejandro Toledo é l’attuale presidente.

Il paese sorge lungo la costa dell’America del Sud con una fascia costiera lunga circa 2.400 km . È lungo la stretta fascia costiera che si trovano le principali città. Il paese ha ampie zone desertiche. Inoltre una fascia montuosa con cime che si elevano ad oltre 6000 mt. E l’entroterra del paese é composto dalla giungla subtropicale.
Riassumendo: 10 % é zona costiera incluso i grandi deserti a nord e a sud del paese,
30 % é composta dalle montagne Andine e
60 % di foresta pluviale.
Il paese é anche attraversato dalla linea dell’Equatore, che gli conferisce una temperatura sempre mite. Anche la temperature sulle alture é mitigata dalla giungla amazzonica che copre una buona parte dell’interno del paese.

Le risorse del paese sono: oro, argento, rame, petrolio, potassio, fosfato, gas naturale.
Produzione: Antichissima di più di 400 varietà di patate, mais ecc.
Dopo più di un’ora nel traffico cittadino dall’aeroporto arriviamo alla costa, l’oceano si stende davanti a noi. La costa consiste in falesie, dunque le spiaggie sono in basso e la città si trova in alto. Inoltre dal mare si leva costantemente una sottile nebbia che offusca il sole, per cui raramente vi é una limpida giornata di sole.

Passiamo davanti un bel parco con panchine a mosaici, stile Parco Guell a Barcellona. Lo chiamano il parco degli innamorati in quanto vi é una grade scultura stilizzata di una coppia abbracciata. Pochi metri più in là ecco il Marriott, magnifico, domina la baia, dall’altro lato della strada ancora un piccolo parco, sotto il quale han costruito un centro commerciale (uno dei pochi a Lima) che non avremo il tempo di visitare. La camera é stupenda, 2 grandi letti enormi e soffici, bagno in marmo, tutto é accogliente e funzionale con ampia vetrata con vista sul mare.
http://www.marriott.com/hotels/travel/limdt-jw-marriott-hotel-lima/

Sono le 8, dopo una notte in bianco, facciamo colazione, frutta in abbondanza: meloni, anguria, papaya, arance, ananas, kiwi e poi a letto a riposare fino alle 11.30h…finalmente si dormirà un po.
Alle 12h appuntamento con il gruppo per recarci a pranzo.

Il pranzo si tiene all’aperto (fa sui 23°), nel caffé del Museo Larco più specificamente nel suo giardino, curatissimo pieno di piante grasse, e fiori tropicali. Il pranzo é gastronomico, qualità gusto e servizio di prim’ordine. In seguito si passa alla visita del museo stesso.
http://www.museolarco.org/iindex.html
Fondato nel 1926, questo museo privato provvede un’eccellente carrellata sui circa 3000 anni di sviluppo della storia peruviana pre-colombiana.
Situato in una esclusiva dimora vice-reale del 18° secolo, costruita su una piramide pre-colombiana del 7° secolo, circondata da magnifici giardini contiene una vasta collezione delle piu fini manifatture Peruviane di oro e argento, statuette, vasellame, ornamenti. Vi é anche una sezione di reperti di arte erotica. Inoltre é uno degli unici musei dove il visitatore puo anche visitare i magazzini dove sono catalogati oltre 45.ooo oggetti archeologici. Molti di questi reperti archeologici sono considerati icone dell’arte pre-colombiana.
Siamo veramente rimasti annichiliti dall’immensa varietà di vasi e vasetti con le più disparate rapprensentazione di visi e animali, mai visti.

Lasciato il museo, ripartiamo in autobus e passiamo dinanzi a un’area a cielo aperto, sede archeologica di scavi dove si vedono centinaia di piramidi a terrazza portate alla luce ma non ancora da visitare.

Si passa dalla piazza principale di Lima, ci fermiamo e fotografiamo, la piazza con giardinetti, pieni di gente che sta tranquillamente seduta al sole, sia sulle scale della chiesa sia sulle panchine. Vi sono già addobbi natalizi. Vi é il palazzo governativo e delle fontane. In lontananza vi é la collina piena di povere case, il cui numero é andato crescendo con il tempo e, unica nota allegra, sono dipinte di tanti colori che ne rendono piacevole la vista.
Visitiamo poi una chiesa e i suoi sottosuoli, ci soffermiamo a guardare le persone, molti bambini, molti in abito tipico. La zona intorno alla chiesa é stata rinnovata, le palazzine hanno un’aspetto lindo e curato e l’architettura é spagnolo-coloniale, con bei balconcini, molti dei quali in legno ben curato.

Ritorniamo in albergo per ristorarci verso le 18 e alle 19 si riesce per cena in un grande ristorante tipico, stile vecchia hacienda, dove si mangia (di nuovo) molto bene. Poi a letto al più presto perché la sveglia….ecco Pepe ha avuto il coraggio di dircelo: é alle 2.30h! Prenderemo l’aereo per Cuzco alle 5.25 con arrivo alle 7.15h.
Non avremo avuto molto tempo per goderci Il bel Marriott!

Arrivo a CUZCO alle 7.30h, città adagiata tra le montagne andine a 3.300 mt d’altitudie.
Abitanti 450.000, temperatura mite, le minime della notte sui 9-11° costanti, diurna 20-25°.

Interessante che questa città che era la capitale Inca, Cuzco in lingua quechua significa ‘Ombelico del Mondo’, adagiata tra le montagne, fu conquistata dagli spagnoli che arrivando dal mare, si spinsero fin qui a oltre 1.15 h d’aereo da Lima.
Le case son generalmente povere e modeste, generalmente basse, di 2, 3 piani.
La terra é rossa e con la terra mescolata a paglia, fanno i ‘mattoni’ per costruire le povere case.

All’aeroporto conosciamo Jaime la nostra guida che parla inglese, spagnolo e quechua (l’antica lingua inca) insieme a Pepe che é il direttore del tour si prenderanno cura di noi. Dall’aeroporto in bus ci conducono in città per avere un’idea generale della città che attraverseremo soltanto per il momento per recarci in altra località, ma poi vi ritorneremo 3 giorni. Ci fermiamo nella piazza principale, molta bella, tipica, ordinata e pulita. Vi sono 2 chiese e tutt’intorno palazzine basse con bei balconi stile moresco in legno intarsiati introdotti dagli spagnoli che avevano subito l’influenza moresca, balconi con griglie in legno fino in alto affinché le donne musulmane potessero osservare il via vai esteriore senza essere viste.

Lasciamo Cuzco, in autobus per un percorso tra le montagne di circa 1.30h. Si vedono povere case tra le montagne, molti animali in libertà quali galline, asinelli, porci e porcellini, capre e pecore. La vegetazione é sorprendente, malgrado l’altitudine, vi é abbondanza di eucalyptus e pini. Si scende verso la valle di Urubamba a 2.800 mt. d’altitudine. La zona é molto fertile, perfino rigogliosa con ginestre, acacie, fichi d’India, cactus, ciliegi, fichi con frutti maturi, calle, ortensie, agave e yucca in abbondanza, hibiscus e poi campi di mais e patate in abbondanza.
Distanza Cuzco-Macchu Picchu: 110 Km. Urubamba-Macchu Picchu: 49 Km.
La costruzione della ferrovia fu approvata nel 1905 e messa in servizio nel 1925.

Ci fermiamo per pranzo in un lodge-ristorante molto accogliente, bel giardino fiorito. Menu: Crema di funghi, insalata di avocado, cuore di palma e pomodoro, trota fritta con asparagi per uno e per l’altro spezzettato di manzo alla crema con puré di patate e per concludere flan al cioccolatto e torta alla marmellata di mango..mmmmhhh.
Poco lontano vi é la stazioncina del treno che ci condurrà al Macchu. Lo aspettiamo nella sala d’attesa, stile Italia degli anni ’50: piccolo banco bar e panche di legno. Ed eccolo il trenino, molto accogliente, con posti riservati. Ci installiamo e in 1.30h percorreremo i 40 km che ci separano dal Machu Picchu affiancando il fiume Urubamba che scorre impetuoso tra queste montagne e finisce nel Rio delle Amazzoni dove ci sono i delfini rosa.
Vi son gruppi che fanno trekking fino al Machu Picchu con guida su questi sentieri lungo il fiume: tempo 4 giorni.
Lungo il percorso vediamo varie zone con coltivazioni a terrazze che risalgono ai tempi Inca ossia 1200 dC. Visto la natura montuosa e scoscesa del terreno, i terrazzamenti erano il modo migliore di sfruttare il terreno per la coltivazione. La vegetazione intorno, avvicinandosi al Macchu si fa più folta divenendo foresta pluviale.

Ecco, il treno é arrivato. Siamo a Aguacaliente, un piccolo borgo dove vi sono delle sorgenti calde, torrenti, il fiume, poche case ma tanta vita dato che é un importante snodo ferroviario, ma stretto nella gola tra altissime montagne. Attraversiamo un piccolo mercatino coloratissimo artigianale per recarci alla stazione degli autobus dove il nostro ci attende.
Ci installiamo e l’autobus si inerpica per una strada di terra battuta, piove, ma non fa freddo alcune persone sotto i loro impermeabili se la fanno a piedi. E la strada sale, sale inerpicandosi su per la montagna. In 20 minuti di curve arriviamo in cima. Sui tornanti si vede Aguacaliente e il treno sempre più piccoli in fondo alla valle.
Arriviamo, una piccola piazzetta giusto per permettere al bus di fare mezzo giro, 2, 3
bancarelle e l’hotel: Sanctuary Lodge
http://machupicchu.orient-express.com/web/omac/omac_a2a_home.jsp
Poco piu avanti l’ingresso al sito archeologico del Machu Picchu.

Prendiamo possesso delle nostre camere, questo sarà uno dei migliori e più esclusivi alberghi che occuperemo. Bella camera, accogliente e linda, bel terrazzino (ma piove), bel lettone soffice. Lasciamo il bagaglio: sono quasi le 16h, siamo svegli dalle 2.30h ma non c’é tempo, né voglia di riposare: vogliamo subito vedere il Machu prima che chiuda alle 16h. Cosi ci ritroviamo con il gruppo dopo 5 minuti nella hall, con Jaime la guida e ci rechiamo al sito.

Jaime paga l’ingresso e ci dà i biglietti che serviranno anche domani per la visita ufficiale alle 9.30h ma anche se vogliamo venire alle 6, al levar del sole.

Jaime ci dice allora in quechua un detto:
AMA SUA AMA LLULLA AMA Q’ELLA (Rubare, mentire, poltrire) cose aborrite dagli Inca.

Andiamo su un piccolo sentiero, attraversiamo una casupola in pietra col tetto di paglia ed eccoci: meraviglia delle meraviglie, il sito verdeggiante di belle terrazze a ridosso della montagna, vastissimo, lo abbracciamo con lo sguardo, é troppo bello. Ne visitiamo una sezione, lasciando il resto per l’indomani.

Il sito, costruito dagli Inca verso il 1450 dC, era ricoperto dalla vegetazione florida e invadente a causa del caldo-umido clima tropicale. Fu scoperto nel 1911 da Hiram Bingham, un faccendiere, esploratore, avventuriero che era alla ricerca di un altro sito Inca, i contadini locali gli indicarono questo luogo. Nel 1912 vi ritornò con altri studiosi e archeologi cosi si iniziò la restaurazione di questo sito.

Questo sito fu costruito dagli Inca che per raggiungerlo percorrevano sentieri in altura nelle montagne, molti percorsi ancora visibili oggi. Non scendevano nella valle per risalire poi dall’altra parte, ma rimanevano in altura. Si recavano a Cuzco attraverso questi sentieri in una settimana.

Vi sono documenti del 1568 provveduti dagli spagnoli al Perù nei quali si racconta che Fernando il fratello di Pizzarro, arrivò al Machu Picchu confiscando le terre dei nativi.

In realtà Machu Picchu é il nome della montagna, considerata sacra dagli Inca, dietro la quale sorgeva il sole, che sovrasta il sito. In questo sito che é un villaggio, vi sono abitazioni, tempio, casa del re, magazzini, aree di gioco e di coltivazione evidentemente a terrazza.
I muri delle terrazze sono di pietre intagliate e sovrapposte in modo da lasciare l’acqua piovana defluire (conosciuti da noi come muri a seccco), mentre le abitazioni sono costruite con pietre tagliate e posate a incastro perfetto da non lasciar passare un foglio di carta o un filo d’aria. Una di queste costruzioni a forma semicircolare é stata appoggiata su un grosso masso. Ha due finestre aperte nella direzione dell’equinozio di primavera una e l’altra su quello estivo. Le abitazione erano composte di una camera centrale principale, 2 laterali, e un angolo, nella casa del re fungeva da bagno con un buco in terra e canalizzazione attinente scavata nella roccia per l’evacuazione. Ci vien fatto notare tutto un intricato sistema di irrigazione e di scolo delle acque scavato nella pietra.
In una delle case, vi erano come 2 vasche intagliate, rotonde, poco profonde, Si pensa fosse un sistema ingegnoso una volta riempite d’acqua, per osservare il cielo stellato di notte e studiare cosi le costellazioni, dato che lo studio del cielo e degli astri era strettamente legato alla vita e attività degli Inca.

Flora: Qui si trovano oltre 300 specie di orchidee, gromilacee (piante che da noi sono d’appartamento), bambù, felci e begonie.
Fauna: Lama, chinchillà (che sono come un grosso scoiattolo e si aggirano numerosi qui nel sito), zanzare, rondini, passerotti colorati con ciuffo, farfalle.

Stamane ci alziamo alle 5.30H (che fatica essere turisti..) per osservare il sorgere del sole. Veniamo qui sul posto dove le nebbie notturne si levano e mascherano il levar del sole, ma l’ambiente ha un aspetto irreale, magico e ce lo godiamo privo di folle di turisti. Ci aggiriamo a nostro piacimento, scattando qualche foto, alcuni del nostro gruppo son già qui, non potevamo mancare questo avvenimento unico e irripetibile.
Ritorniamo a fare colazione e poi si riviene con Jaime e con tutto il gruppo.

Stavolta andiamo in altura, la salita é pesante, qui a 2.400 mt. facciamo il pieno di ossigeno. Non siamo abituati a tali altitudini, l’unico problema é che si é subito presi dal fiatone, dunque bisogna camminare e salire, tranquillamente. Jaime lo comprende e va a nostro ritmo.

Salendo quissù, tutto in alto, vediamo la zona adibita a magazzini e riserva dei raccolti. Vi é un bello spazio erboso occupato da un gruppo di lama che fanno la gioia dei turisti. Vi é anche un capanno dal tetto di paglia che era un luogo di osservazione per le sentinelle.
Da quissù si gode una veduta globale, anche del lato posteriore della montagna e di tutte le montagne intorno, siamo vicini alle nuvole, ma oggi ecco il sole, che riscalda e arrossisce le pelli non protette. Farà 25°, non sopporto il jeans, almeno non piove come ieri, ma il sole comincia a scaldare e ci vuole il cappello e la crema protettiva.
Piccola fermata per osservare i fiori che in realtà sono orchidee, e poi arriviamo al luogo
Chiamato tempio delle 3 finestre, con le 3 finestre affaciate sulla vallata. Finestre e porte delle costruzioni Inca sono di forma trapezoidale ossia strette su e piu larghe sotto per resistere meglio ai terremoti e conseguenti spostamenti di terreno. Affianco al tempio altra sezione composta di grossi massi intagliati e disposti a meraviglia.
Notiamo una sezione dove vi sono enormi massi adagiati, questa era la cava, il luogo da cui si intagliavano i massi secondo le misure desiderate.

In un’altra costruzione fatta di enormi massi, (come facevano a intagliarli e trasportarli?), Jaime ci fa notare un grosso masso intagliato in modo tale da possedere 32 angoli: stupefacente!

Qui sul sito si é lavorato alacramente durante 5 anni per ripulirlo da piante e erbacce che avevo preso possesso del luogo. Tuttora vi é un costante sforzo per ripulire il sito da piante, radici, muschio che sposterebbero e danneggerebbero i muri.

Qui vi é anche il sito dell’orologio solare, bella piazzola, con pietra intagliata in altura al centro, la cui ombra indicava l’orario e il tempo più proprizio per le culture.

Il Wyna Picchu di fronte é una montagna, sul quale vi sono anche terrazze e un vecchio sentiero Inca, che molti turisti percorrono fino in cima, sentiero non restaurato, pericoloso sul quale alcuni turisti hanno perso la vita. Si scorgono persone che salgono e persone già in cima!

Qui al Machu Picchu si son contati oltre 3000 gradini!
Visitiamo ora il Tempio del Condor. Il Condor é uno dei 3 animali sacri per gli Inca assieme al serpente e al puma.
Il tempio consiste in 2 enormi massi inclinati che emergono dal suolo sul quale si costruì
e sotto i quali si é costruito, scalini e una camera. Piu avanti vi sono alcune pietre in terra, e solo nel 2005 si arrivò a comprendere che l’insieme ha la forma di un condor, con occhi e testa in terra e i due grossi massi sul retro formano le ali spiegate!!!!

Ci é concesso del tempo libero per la visita fino all’ora di pranzo.
La camera del Sanctuary Lodge abbiam dovuto sgomberarla dopo colazione e cosi per rinfrescarci la direzione ha provvisto una camera in terrazza, in un giardino ben curato e fiorito, La camera é un salotto con divanetti, televisione, frigorifero, bevanda e lettura, più una bella doccia con relativi asciugamani. In giardino, attraverso le vetrate si vedono anche dei colibrì che vengono a succhiare lo zucchero in alcune vaschette appese.

Il ristorante del lodge é formidabile. Uno dei migliori mai visto. Il servizio di alto livello.
Ieri sera il bar aperto ci ha servito qualsiasi cosa desiderassimo, ma noi non siamo spugne come il resto del gruppo che non puo fare a meno dell’aperitivo, ogni sera…
Menu di ieri sera; bei colori, bei sapori, bella presentazione: carpaccio di manzo con formaggio caprino e rucola, pollo farcito al salmone affumicato con contorno di verdurine, spighette di mais, peperoni, zucchini, asparagi. Poi ho chiesto un po di mais, che qui é spettacolare ogni chicco sembra un gettone, bianco non giallo come da noi, ma solo bollito.
Il lodge in cui abbiamo avuto l’onore di alloggiare é l’unico qui alle porte del sito archeologico:
http://machupicchu.orient-express.com/web/omac/omac_a2a_home.jsp
un albergo del tutto particolare, di prima categoria, l’unico a 2 passi dal sito, cosa vogliamo di più?
Il servizio a tavola squisito, i camerieri spostano la sedia, te la infilano sotto, ti spiegan il tovagliolo e te lo posano sulle ginocchia. Dopo ordinato, ti portano il piatto da te scelto, al tuo posto, non come si fa molte volte…chi ha ordinato il pollo?…
La camera é riordinata durante la cena, pantofole sistemate da ogni lato del letto, lenzolo piegato, con cioccolattino, camicia da notte piegata, abiti sistemati nell’armadio, quel poco che abbiam lasciato fuori……insomma tutto coccole..

Dopo pranzo, arriva il momento di lasciare questo posto magico e irreale, ne abbiamo profittato appieno. Si riprende l’autobus, si arriva a Aguacaliente, si aspetta il treno, e poi ci si installa ai posti riservati. Durante il tragitto i 3 controllori, (2 ragazzi e una ragazza) ci improvvisano una sfilata di moda, con varie confezioni in lana di lama e alpaca ideati appositamente per le ferrovie Andine, bei capi di qualità, e cosi si passa agli acquisti.

Arrivando a destinazione, ritroviamo il bus che ci attende e ci porta a Urubamba all’hotel Casa Andina http://www.casa-andina.com/peru_hotels/sacred_valley_hotel-2-7-7.phtm
Arriviamo che é quasi buio, l’hotel é magnifico (come tutti finora), le camere si trovano in bungalows a 1 piano, bisogna attraversare il giardino, leggermente in salita e qui a oltre 3000 mt, ce ne accorgiamo subito dal fiatone, cosi bisogna rallentare l’andatura. Rimarremo qui 2 notti. Bella zona, tra le montagne, quiete assoluta, in zona recintata da alti muri con guardiano al cancello. Fuori il villaggio é povero, con povere case….
La camera é anche bellissima, spaziosa, confortevole, con vista sul giardino e il recinto con i lama che si girano a guardarci appena si apre il balcone.
Si cena al tavolo previsto per il gruppo, bella cena gastronomica e poi a letto.

Qui ci troviamo in una zona chiamata The Sacred Valley ossia La VALLE SACRA, considerata sacra dagli Inca a causa della sua fertilità e dell’abbondanza di raccolti che provvedeva; si tratta di una vallata lunga tra le montagne fertilissima, il fiume Urubamba la percorre su tutta la sua lunghezza facilitando l’irrigazione.
L’hotel si trova in questa fertile vallata all’uscita di URUBAMBA, nella località di Yanahuara. Lasciamo l’hotel alle 8 e ci rechiamo in autobus dapprima a SALINAS MORAY a circa mezz’ora .
Usciamo dalla vallata e ci rechiamo in campagna, si arriva sul fianco di un monte dove vi é una salina che consiste in circa 3000 vasche di evaporazione scavate sul fianco di una montagna, che vengono riempite da una fonte salata che sgorga dalla montagna essendo una volta qui l’oceano che ha intriso la montagna di sale. Lavorano qui 280 famiglie ma solo nella stagione secca da Aprile a Ottobre, perché nella stagione delle pioggie, la pioggia scioglie il sale.
Qui intorno vediamo enormi estese di terre coltivabili. Le terre appartengono a piccoli proprietari, a cooperative o alla Chiesa Cattolica. Qui vige il motto: tutti per uno, uno per tutti. Ossia vi é molta collaborazione tra vicini nel lavorare i terreni propri e nell’aiutare gli altri.
Vi sono pochissimi trattori, che appartengono perlopiù a cooperative, la terra si lavora con aratri manuali, con buoi oppure semplicemente a mano, in 5 uomini lavoravano progredendo ognuno sulla sua fila, piegati tutto il giorno….lavoro duro e sfiancante.

Vi é anche uno sforzo da parte del governo di forestazione, abbiam visto infatti gruppi di scolari e studenti mpegnati nei campi a scavare buche per piantare arbusti e alberi, per scavare canali per far defluire l’acqua piovana, insomma bel lavoro di comunità che insegna ai giovani l’amore e il rispetto per la natura.
Qui le scuole si trovano nel bel mezzo della campagna e i ragazzi devono a volte fare 1h, 1 e mezza di strada a piedi per recarsi a scuola. Non vi sono trasporti pubblici e tutti gli spostamenti si fanno a piedi. L’istruzione é incoraggiata e si vuole sconfiggere completamente l’analfabetismo.
Le persone lavorano principalmente la terra, 12, 14 ore al giorno, la vita é molto dura e i guadagni minimi. Si vive anche di pastorizia, si vive quasi esclusivamente del proprio prodotto, vi é dunque poco giro di soldi.

Passando da un povero villaggio, nei quali vi sono alcuni centri medici privati, solo coloro che hanno urgente bisogno possono rivolgersi perché le persone non hanno mezzi per curarsi. Poco lontano da un tale centro vi era una madre con 3 bambini, uno legato sulla schiena e questi bimbi avevano il viso e il naso coperto da croste che tendono a estendersi e la madre che guardava disperata un flacone che forse aveva appena preso al centro medico. Alcuni dal bus che si é fermato, gli hanno dato del danaro…che pena!

Ci rechiamo a MARAS a 3890 mt, qui vi é un sito archeologico rimarchevole.
Qui davanti a noi come in una conca, vi é come un anfiteatro, una ventina di terrazze che vannno giù. Questo era un laboratorio sperimentale degli Inca per lo studio e la coltivazione dei semi. Si é trovato anche terra portata da altrove, si sperimentava il miglior ambiente per le coltivazioni alle varie altitudini. Si é riscontrato che vi é una variazione di 2° per ogni terrazza, esposte al sole durante la giornata i muri si riscaldavano e tenevano i semi protetti. Insomma si puo dire che fosse una banca di semi, un laboratorio a cielo aperto.
Da questo posto si vede la catena di montagne lontano, la punta Veronica innevata a 5.580 mt.
La temperatura qui é sui 18, 20°.

Andiamo poi a CHINCHARO a 3600 mt. a visitare dapprima una zona artigianale, dove donne locali si impegnano nel conservare l’arte della filatura e del tinteggio delle lane di alpaca e lama, che sono la ricchezza locale, ci han mostrato le varie fasi e le radici, foglie e piante usate per la colorazione delle lane. E poi gli articoli finiti che richiedono a volte giorni e mesi di lavorazione, molto belli e colorati.
Fuori il centro vi sono alcune donne e ragazzine che vendono alcuni articoli, vi é Tatiana con 2 bambini: Alejandro che ci aspetta nella speranza che le compriamo qualcosa, ha chiesto il mio nome e si é presentata, la formula locale é: Non compri ora, maybe later….forse dopo…. cosi le ho comprato alcune borsine.
Ci rechiamo poi ad una vicina chiesa costruita su un sito Inca nel 1601, ancora visibili i muri di indubbia costruzione Inca. La chiesa é dedicata alla Madonna di Monserrat, con molti dipinti, dorature, altare stile barocco, il tutto abbastanza scuro e pesante.
Ritorniamo a Urubamba, oggi é giorno di mercato, mercato locale non per turisti e qui ci deliziamo tra la folla rumorosa, tra la frutta, pomodori, cipolle, patate, mais in gran quantità e di ogni specie, e poi animali in vendita, donne davanti alle forme di formaggio, ai sacchi di lenticchie, fagioli, mais giallo, bianco, nero, rosso, variegato, insomma un’esplosione di colori e rumori.
Fuori al mercato vi sono molte API che fungono da taxi, adibite a trasporto persone e merci, riccamente adorne di fronzoli colorati. Abbiam visto un bimbo con appeso al collo un grosso cartello con su la destinazione per il conducente del taxi…..

Poi pranzo con ricco buffet in un bel ristorante stile hacienda, con giardino sul fiume…

Dopo pranzo visita a un sito Inca, sempre nella Valle Sacra a OLLANTAYTAMBO.

Si tratta di un tempio Inca non terminato a causa dell’arrivo dei Conquistadores e anche a causa dei diverbi tra i 2 fratelli di stirpe regale, costruttori del posto.
Davanti a noi, che scendiamo nella piazzetta, c’é la montagna con i suoi terrazzamenti e, coraggio dobbiamo salire in cimaaaaa…….

Ci fermiamo a prender fiato di terrazza in terrazza, osserviamo la sapienza nel costruire i muri di contenimento che venivano riempiti di terra fertile, nei quali si coltivava mais, patate e quant’altro. Arriviamo pian piano in cima, vi sono massi enormi trasportati fin quassù da una montagna a circa 6 km di distanza, erano basi e mura del tempio incompiuto. Di fronte sulla montagna si nota un piccolo insediamento e più su una costruzione con vari ‘finestroni’. Quelli erano i magazzini nei quali si conservavano i raccolti, in altura per tenerli protetti dai nemici che prima di arrivare quassù avevano a che fare con le sentinelle e poi, ventilato cosi che i raccolti non ammuffissero.
Notiamo anche che vi sono 2 fiumi, uno scende da una vallata laterale e raggiunge l’Urubamba, infatti gli Inca costruivano i loro insediamenti quasi sempre tra 2 fiumi per acqua per uso quotidiano e irrigazione.
Siam saliti 180 mt, 250 gradini, ma la vista quassù é stupenda su tutta la fertile vallata.
Ritorniamo al bus dove una ragazzina chiede qualche soldo, non ne ho, poi mi chiede da dove vengo: Italia… e lei: Capitale Roma, Presidente Napolitano…capito? Poi mi chiede un soldo del mio paese e le do cosi un’euro per la collezione della scuola.

Sulla strada del ritorno, ci fermiamo, in una piccola casa dove si fa la birra di mais: la chincha. La si fa fermentare e diventa spumeggiante come la birra, ma il solo a godersela é Jaime, igiene e aspetto ce ne trattengono.

Rientro stanchissimi all’hotel, doccia, cena, letto….che giornate intense!!!

Oggi Giovedì 4 dicembre, sesto giorno del tour lasceremo l’alberto e la Sacred Valley e ci recheremo a CUZCO. Il sole sorge presto qui, verso le 6 ma alle 5 é già chiaro.
La giornata é limpida e calda. Dopo colazione, andiamo in giardino dove assistiamo alla cerimonia a ‘Pacha Mama’ ossia alla Madre Terra.
La cerimonia é fatta da un guaritore-sciamano, che sono in pratica i medici dei villaggi a causa della loro conoscenza delle erbe e piante per la cura di certe malattie.
Le offerte di foglie, fiori, conchiglie si facevano alla Madre terra ossia riconoscendo alla terra la benedizioni di raccolti per la sopravvivenza e anche come dimostrazione di rispetto per la natura. Si metteva tutti questi elementi in una tovaglia e si metteva sul fiume o si bruciava.
I conquistadores proibirono queste cerimonie considerandole ‘pagane’, cosi le famiglie le praticavano segretamente, altrimenti avrebbero rischiato la vita essendo accusati di stregoneria. Bisognava tenere in conto i pregiudizi della Chiesa, il sistema era ermetico. A causa dell’Inquisizione che imperversò fino a metà dell’800, tali cerimonie erano segrete.
Si ricominciò a praticare timidamente e apertamente questa cerimonia, in speciali occasioni dal 1821. Ora si ricomincia a dare il giusto valore a queste antiche tradizioni, che non sono in conflitto con la fede cattolica e che hanno lo scopo di incutere il giusto rispetto per la natura..
Il cappello che porta Luca, il guaritore, é tipico peruviano con due lunghe code sulle orecchie che terminano con un pon-pon, differente secondo le tribu. Quello che porta lui é della tribù Quero.

Dal lato pratico, visto il costo inaccessibile dei medicinali alla gente comune, é ovvio che le persone chiedono i servizi dello sciamano che ha una profonda conoscenza delle piante curative. Oggi la figura dello sciamano é stata dunque rivalutata.

Finita la cerimonia, ci rechiamo in bus a Pisaq. Qui vicino a Urubamba, vi é grande produzione di mais, almeno 16 varietà, e poi patate, cipolle, cavoli tutto per il consumo locale.
Si esportano carciofi e asparagi, si dà impulso alla produzione di vino. Il pisco é un distillato locale dalle uve, stile grappa.

Urubamba si trova nella Valle Sacra, considerata cosi dagli Inca come anche i monti intorno. Gli spagnoli in segno di conquista erigevano piccole cappelle con la croce sulla sommità dei monti. In queste fertili valli, vi sono due raccolti all’anno.
Da Urubamba passiamo da Calca, cittadina abbastanza importante. In piazza vi é la statua di un grande puma che fa un balzo. Il puma era considerato sacro dagli Inca.

Passiamo poi da Coya e infine arriviamo a PISAQ. Ci fermiamo sulla piazza dove vi é la chiesa e dove sin dai tempi Inca si teneva il mercato dove affluivano tutti i contadini per vendere i loro prodotti. Oggi vi é un mercatino multicolore dell’artigianato locale, piu frutta e verdure. Altitudine 2920 mt.
Notiamo un grosso albero con erba appesa come se fossero stracci. Si tratta di erba parassita che chiamano Muschio spagnolo.

Arriviamo a Cuzco, capitale Inca, che giace in un’enorme vallata. 450.000 abitanti, 3377 mt, oggi sole con 23°. L’impero Inca copriva gli attuali Perù, Bolivia, Ecuador, e Cile. L’imperatore Manco Capac con la sua famiglia conquistarono Cuzco nel 16° secolo.
L’impero Inca durò dal 12° al 15° secolo dC., periodo fiorente 14° secolo..

Visitiamo Tawantinsuyu. Tempio Inca di Qorikonche, attualmente Convento di Santo Domingo. Qui son state ritrovate delle ceramiche dell’antica cultura Killke che regnò tra il 10° e il 14° secolo. Qui si erge una chiesa con chiostro costruita su fondamenta Inca ancora visibili. Il chiostro con archi é di ispirazione spagnola. Qui si ergeva un tempio con 5 differenti locali: 1 per il sole, 1 per la luna, 1 per le stelle, 1 per l’arcobaleno, 1 per la luce. Dal primo locale attraverso una finestra si puo vedere fino all’ultimo locale, salendo su una pietra-sgabello.
Il tempio era costruito con pietre di granito e di basalto molto duro da lavorare.
Intorno al tempio vi era un muro di cinta ricoperto di 700 placche di oro puro derubati poi dagli spagnoli. Ancora oggi si estrae oro dalle miniere peruviane di 22 carati.
Questa chiesa dal campanile barocco fu demolita dai terremoti e ricostruita 3 volte.

Vi é poi esposto un calendario agricolo fatto da Felipe Guaman Pena de Ayala nel 1615 su richiesta dei re spagnoli per descrivere i sistemi di coltivazione Inca.
All’esterno, bel giardino con mura di cinta originali Inca.
In un altro locale é interessante vedere una piccola sezione di decorazione murale Inca a colori, ricoperto e poi distrutto dagli spagnoli.
Ancora un ultimo sguardo ad una grossa placca d’oro puro su cui sono incise, sole, luna, stelle, terra, una famiglia..tutti i simboli della vita Inca.

Pranzo in un bel ristorantino, poi a piedi tra le stradine e in 5 minuti siamo in albergo nel centro storico: l’Hotel Monasterio
http://www.monasterio.orient-express.com/web/ocus/ocus_a2a_home.jsp

Magnifico! Antico convento con doppio chiostro. Ristrutturato ad arte. L’entrata, il salone, il lobby ci lasciano a bocca aperta…qui é un museo, vi sono quadri antichi su tutte le pareti. Votato miglior hotel del Sud America per il 2008!!!!!
Nel chiostro all’entrata, vi sono tavolini e sedie per il bar e un grosso albero centrale, il più vecchio di Cuzco, dato che gli spagnoli li abbatterono per fare mobili……
Un hotel cosi non avremmo mai osato riservarlo…¨800 $ per notte piu tasse….
Prendiamo possesso della camera….non vi sono parole.
Tra le altre comodità, vi é un controsoffitto con griglie dal quale a richiesta (e a pagamento) viene emesso ossigeno per coloro che soffrono del male d’altitudine (+ di 60 $).

Andiamo in giro per le stradine, cerchiamo una lavanderia dove lasciamo la biancheria da lavare per un prezzo ridicolo. Bella cittadina, ridente, affollata, traffico impossibile e tanti venditori ambulanti che cercano di vendere di tutto. Anche persone o bimbi che in cambio di un danaro si fanno fotografare con un bebé lama in braccio. Poi persone adulti che portano al guinzaglio lama con fiocchi rossi sulle orecchie.
Un ragazzino chiede di pulire le scarpe…ci dice che abita da solo, ha 8 anni, i genitori lavorano a Lima e lui se la cava da solo….possibile? Stasera si cena per conto nostro con Rick e Janet.

Venerdi 6 dicembre.
Partiamo in bus appena fuori la città. Ci fermiamo in altura per ammirare la città dall’alto. In città vi sono 23 chiese che erano frequentate piuttosto dai ricchi, per il popolo si costruivano piuttosto cappelle.

Visitiamo SAQSAYWAMAN sito Inca per speciali celebrazioni in onore del sole. Oggi ancora si celebra qui il solstizio estivo il 21 giugno con una grande festa popolare, con fuochi d’artificio, bancarelle, discorsi, ecc.
Ci troviamo a 3458 mt d’altitudine. Qui era un tempio con enormi mura a 3 livelli, costruito con grossi massi di basalto di 3, 4 e 5 tonnellate trasportate da 35 km lontano. A terra vi é una pietra rettangolare lunga 4 mt x 60-80 che serviva per la costruzione del ponte sul fiume Saphy. Queste mura mostrano la tecnica formidabile usata nelle costruzioni di mura indistruttibili. Il muro é costruito in zig zag che gli conferisce piu stabilità. Vi sono varie terrazze larghe che permettevano al popolo di ballare mentre salivano in cima.
Gli spagnoli trovarono questo luogo intatto, ma per timore che fosse una fortezza lo presero a colpi di cannone.
Vi avevano lavorato qui circa 20.000 persone. Jaime ci fa notare che le pietre superiori sono arrotondate per permettere all’acqua piovana di scivolare cosi da non sclazare il muro. Si scavava una trincea profonda un metro sul quale si posavano piccole pietre e sabbia poi si
Posavano i grossi massi incastrati tra di loro. Questi massi contengono quarzo simbolo di energia. Una delle grosse pietre é circondata da 7 piu piccole a simboleggiare potere e energia…chi lo tocca si carica di energia!!!!

Sulla collina di fronte, dall’altro lato della spianata, si gode un’ottima veduta dell’intero sito, saliamo piano, col fiatone….a causa dell’altitudine…..ma lo sforzo vale la veduta.
L’attuale festa del 21 giugno é chiamata Imti Raqmi.

Su una collina laterale, che anche domina Cuzco, vi é una statua del Cristo bianca, offerta dai Palestinesi a Cuzco nel 1945, simile a quella che domina la Baia di Rio de Janeiro ma piu piccola.

Breve visita a un laboratorio artigianale di oggetti d’argento di ispirazione Inca.
Visita della Cattedrale in piazza, passando da una chiesa contigua.
Nel 1534 data della fondazione di Cuzco si decise di costruirla ma nel 1650 fu distrutta da un terremoto. Fu riscostruita poi e terminata nel 1745.
L’interno é di calce decorato, nel 18° secolo si aggiunse colori e venature per renderlo simile al marmo. Stile rococò-barocco, piu tardi neo-classico. Vi sono in giro specchi per scacciare i cattivi spiriti. La facciata interna é decorata magnificamente di legno di cedro intarsiato ricoperto poi di placche d’oro.
La cattedrale vera e propria si iniziò a costruirla nel 1560 e si prolungò per 400 anni . Per costruirla si distrusse un tempio Inca e si costruì la cattedrale ispirandosi a quella di Sevilla.
La cattedrale contiene 285 grandi quadri di pittori della scuola cuzchegna, vi sono rappresentazioni di apostoli e scene bibliche per insegnare con metodo visivo, la nuova fede cattolica al popolo.
Qui nella cattedrale, sui lati vi sono 11 cappelle che appartenevano ai benestanti che le decoravano e usavano per le funzioni in famiglia.
Non é una sorpresa apprendere che la Chiesa cattolica é ricchissima, ancora oggi possiede terreni, case e negozi che dà in affitto!!!!
In una delle cappelle vi é un quadro del 1650 ordinato da Alfonso Cortes de Monroy dove il pittore ha voluto mostrare la condizione della città dopo il terremoto.
In molti quadri, la Madonna é raffigurata con una lunga cappa che parte dalle spalle in triangolo per rappresentare le montagne.
In una delle cappelle vi é la statua di un Gesù nero di pietra locale. Abbellito da 20 vasi di bei gladioli gialli.
Vediamo anche la Senora de los Tremblores tutta d’oro, chiamata cosi perché quando vi fu un terremoto la si portò in processione e il terremoto cessò (mica poteva continuare ad aeternum!)
Dietro un’altra statua della Madonna vi sono innumerevoli colonne d’argento del peso di 1250 kg.
In uno dei dipinti Gesù é raffigurato col volto di Pizzarro il conquistatore spagnolo.
In breve questa é una parte della descrizione dei beni e bellezze di questa Cattedrale nella quale non si possono fare fotografie.

Finita la visita, ci ritroviamo sulla piazza centrale davanti al bus dove ci congediamo dalla nostra guida Jaime che é stato molto efficiente. Ci rechiamo a pranzo da una famiglia locale di ceto medio, per poter conoscere modo di vivere e abitudine.
Il marito Eusebio ci riceve e ci fa accomodare nel modesto salotto-sala da pranzo stile anni ’50. La tavola é pronta e la moglie Rosio ha gia preparato tutto. Lui lavora al Comune, lei si occupa delle 3 figlie.
Il menù consiste in: piatto di verdure bollite: patate, broccoli, carote, fagiolini, carota rossa, pomodori, senza condimento……Poi ha preparato una specialità del posto: il porcellino d’India arrosto!!!!!!! Il Guinnypeg….non ho avuto il coraggio di gustare! Quindi una zuppa di quinoa che é il cereale di eccellenza Inca e peruviano, che cominciamo appena a conoscere dalle nostre parti, sul genere del miglio o delle lenticchie, bianco o nero, con aggiunta di pezzi di patate e zucca. In seguito arrosto d’agnello con cipolle e piselli e coriandolo, piu 2 belle spighe di mais bollito (non usano arrostirlo qui, peccato), per concludere una crema di mais rosso (come un flan) alla cannella.
Il mais rosso, molto usato qui, lo si fa bollire, e col liquido con aggiunta di zucchero e limone se ne fa una bevanda rinfrescante. Oppure lo si usa per i dessert, il mais rosso però non si mangia.
Finito il pranzo, ecco che la moglie arriva, non ha mangiato con noi, preoccupata di servire i 9 invitati. Una delle figlie é tornata dalla scuola e si siede con la piccolina e i genitori e offriamo i regali che ognuno ha portato. Noi abbiam comprato un panettone che é considerata una specialità costosa che non tutti possono permettersi, gli occhi della figlia grande (10 anni) si sono illuminati!
Molti iscrivono i figli alla scuola privata cattolica che costa 100 $ al mese ed é migliore della scuola pubblica….ma son soldi..
Dopo le feste di Natale cominciano le ferie estive a scuola di 2 mesi….
Poniamo qualche domanda sulla vita, economia, abitudini e poi ci congediamo dato che il padrone di casa ritorna al lavoro. Esperienza interessante.

Il pomeriggio é libero dato che domattina si parte alle 7 per andare in Ecuador. Ritiriamo i panni in lavanderia e rientriamo in albergo per godercelo un po.
Prepariamo i bagagli, poi ci iscriviamo ad una visita guidata in albergo per vedere i quadri e la cappella….visita che meritava!
Cena con Rick e Janet e poi rientro in albergo sotto una pioggia scrosciante senza impermeabile. Ultima notte in questo magnifico albergo. Domani si va in Ecuador.

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