Grandi Laghi USA e dintorni: Chicago, Amish county, Mackinac Island, Porcupine Park, Milwakee…

Io (Giorgio), Silvia e la piccola Ginevra (4 anni e mezzo), dopo Tobago dello scorso marzo, siamo partiti da Roma Fiumicino alla volta di Chicago O’Hare International airport , venerdì 21/8/2009 alle 10.20.
Dopo varie ricerche abbiamo scelto il volo Alitalia che, per c.ca un mese, aveva proposto biglietti a tariffe promozionali davvero interessanti, acquistabili con largo anticipo via Internet (acquisti effettuati a metà maggio, dunque tre mesi prima). Via e-mail, sono arrivati i biglietti elettronici, pochi minuti dopo l’acquisto.
Il check-in elettronico era possibile, ma noi lo abbiamo fatto direttamente in aeroporto.
Il viaggio è stato organizzato “fai-da-te”, come nostra consuetudine, qualche mese prima.
La nostra intenzione era quella di vedere posti decisamente “fuori mercato europeo” (tranne Chicago naturalmente), scoprendo luoghi del middle north-east americano che difficilmente sono raggiunti dal turismo cosiddetto di massa.
La Lonely Planet e alcuni siti Internet sono stati i nostri strumenti di preparazione.
Per Chicago ce n’è di tutto di più in Rete e quindi, riteniamo superfluo indicare i siti di riferimento; per il resto del viaggio, invece, consigliamo:
Per gli Amish: www.visitamishcountry.com;www.thetravelersfriend.com
Per Mackinac Island: www.mackinac.com
Per il Porcupine Wilderness State Park: www.exploringthenorth.com www.porcupinemountains.com
Se si ha una buona disponibilità economica e tempo, è molto bella l’Isle Royale, sempre sul Lake Superior, di fronte al Porcupine Park, ma è piuttosto costosa e difficilmente raggiungibile e quindi, opzionabile se si hanno almeno 4 settimane di vacanza a disposizione.
Un buon periodo per fare questo tour è proprio la nostra estate; consigliamo di non andare oltre metà settembre perché il tempo peggiora rapidamente e le piogge potrebbero rovinare, almeno in parte, il viaggio.
Per fare un buon tour, con i giusti tempi per apprezzare i luoghi ed avere comunque a disposizione almeno 1 o 2 giorni di “scorta”, occorreranno c.ca 3 settimane (compresi A/R in aereo).
Complessivamente il viaggio di 19 giorni (partenza 21/8 e ritorno 7/9, con arrivo a Roma l’ 8/9), ci è costato c.ca € 4.250.
Voli = € 1.000.
Assicurazione privata viaggio/infortuni/bagagli = € 230.
Bolli passaporto (ndr: anomalia, per non dire altro, solo italiana) = € 121.
Autonolo = € 550 (14 giorni).
Benzina e pedaggi stradali = € 120.
Pernottamenti = € 1.250.
Pasti = € 500.
Ingressi vari, traghetto / gite in barca, drinks e altro = € 480.
Tutto compreso, nulla escluso (dalla scorta dei giornali alla partenza fino al caffè al ritorno, a Fiumicino).
Chiaramente, i pernottamenti e i pasti variano molto a secondo di dove si sta; noi abbiamo usufruito di buone strutture quando siamo rimasti alcuni giorni in un determinato luogo, mentre ci siamo avvalsi degli ottimi Days Inn, per i pernottamenti “di passaggio”.
Anche per mangiare, durante gli spostamenti ci siamo recati nei vari fast food che si trovano lungo la strada (un po’ come i nostri Autogrill). Nelle località dove restavamo qualche giorno, il pranzo era piuttosto semplice e veloce (panino, sandwich, torta e caffè, fast food, etc.) mentre la cena era sempre comoda e decisamente più sostanziosa.
Il cambio al momento della vacanza è stato 1 € = c.ca 1,42 US$.
Le persone sono state piuttosto cordiali e gentili, anche nella stessa Chicago, una metropoli che non ti aspetti. Per il resto del viaggio, dove spesso gli autoctoni sono rimasti sorpresi di vedere turisti europei e per di più italiani, tutti si sono mostrati disponibili nel darci informazioni o aiutarci con la telefonia locale, visto che, in alcuni posti, il telefonino non aveva copertura o il roaming internazionale non era attuato dall’operatore locale.

ARRIVO ED ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO
Il consiglio che diamo per iniziare il tour è quello di prenotare dall’Italia giusto l’hotel quando si arriva, dopodiché, tutto il resto dovrebbe essere gestito “working in progress”, benché bisogna essersi ben preparati sugli alberghi, ristoranti, luoghi d’interesse, moli d’imbarco, orari e giorni apertura di strutture da visitare o delle agenzie di autonoleggio dove ritirare o riconsegnare l’automobile, distanze kilometriche e tempi medi di percorrenza tra i luoghi da raggiungere, etc..
In effetti, noi avevamo preparato una sorta di miniguida con tutte le infos sopra elencate, con tanto di cartine più o meno dettagliate, scaricate da Internet e ci eravamo procurati una cartina Michelin proprio dei Grandi Laghi.
Riteniamo importante segnalare che all’aeroporto di Chicago non ci sono i soliti banchi delle società di autonoleggio, ma bensì dei touchscreen su cui consultare i numeri di telefono per contattare dette agenzie; in pratica, la scelta dell’auto da affittare e degli optional avviene telefonicamente, nel caos della hall dell’aeroporto; dopodiché, una volta fatta la scelta, ci si reca all’uscita e si prende il pullman gratuito che vi porterà agli uffici dell’autonoleggio per le consuete procedure di contratto e ritiro dell’auto.
Prenotare l’auto dall’Italia è una possibilità ma poi, per quanto riguarda l’assicurazione, ci si deve comunque rivolgere ai desk dell’autonoleggio, quindi, a questo punto, i consigli che diamo sono:
1) Se si parla un buon inglese, si possono fare le chiamate dal touchscreen dell’aeroporto e scegliere lì l’agenzia dove andare poi, per firmare il contratto di noleggio;
2) Se l’inglese non è fluent, allora, è meglio uscire dall’aeroporto, prendere il primo bus di un’agenzia di autonolo che passa (si riconoscono perché hanno i colori e le scritte dell’autonoleggio) e andare direttamente agli uffici, per poter meglio interpretare quello che proporranno. Considerato che tutte le agenzie sono attaccate, una volta avuto il preventivo di una, uscendo a piedi dall’area di “questa società” si passa nel recinto di “quell’altra”… Un paio di preventivi comunque saranno sufficienti a fare la scelta. Consigliamo sempre di rivolgersi ad ALAMO e/o THRIFTY, che, in tanti anni di USA, si sono sempre dimostrate le più convenienti;
3) Se si va a Chicago downtown e non si vuole perdere tempo, allora, è meglio prendere un taxi (costo c.ca 40 US$) e poi, l’indomani andare al 203 di La Salle street (nella parte poco più a nord del “Loop”), agli uffici ALAMO e NATIONAL e prendere lì, la macchina in affitto.
Se avete bambini che necessitano di seggiolino per auto, sempre che la macchina la terrete almeno una settimana, i consigli che diamo sono:
1) Portarlo dall’Italia (lo imballate con pluriball e lo mettete in uno scatolone); non costa nulla; solo che al check-in non può passare nel rullo bagagli da imbarcare e quindi, una volta dichiarato e registrato, con tanto di etichetta bagaglio da apporre sopra, si dovrà consegnare ad altro desk dell’aeroporto per l’accettazione dei “bagagli fuori standard”.
2) Acquistarlo direttamente in un supermarket in USA; se ne trovano di diversa qualità e comfort, a prezzi molto convenienti (da c.ca 50 US$ a c.ca 80 US$). Poi lo si potrà sempre riportare in Italia, senza costi aggiuntivi.
Insomma, noleggiare il seggiolino insieme all’auto non conviene, perché costa c.ca 9 US$/giorno e comunque, bisogna sempre montarlo da soli (enjoy).
Se il viaggio itinerante inizia la mattina successiva all’arrivo a Chicago (come lo è stato per noi) allora converrà prendere un albergo molto vicino all’O’Hare International airport. Si evitano noie di ambientamento alla guida, di orientamento sulle highways e soprattutto di traffico.
Noi abbiamo selezionato, attraverso uno dei noti portali Internet per la prenotazione sicura on-line degli alberghi, l’hotel Holiday Inn Chicago – O’Hare Area a 5615, North Cumberland Avenue.
Facilissimo da raggiungere dall’autonoleggio, funzionale, carino, con tutti i comfort, con parcheggio esterno gratuito (anche coperto). Prezzo di una doppia con 2 letti double (una piazza e mezzo) c.ca 57 US$ (tasse incluse).

AMISH COUNTRY
L’esperienza di passare qualche giorno nelle contee degli Amish è veramente eccitante ed in qualche modo esclusiva. Di europei, in genere, non ve n’è traccia. L’unica cosa che riporta all’Europa sono alcuni cartelloni pubblicitari di famiglie Amish o Mennonite che vendono i propri prodotti caseari (tra l’altro discreti), facendo leva sulle loro origini svizzere.
Noi abbiamo scelto la comunità dell’Ohio, la più estesa degli USA.
Partendo da Chicago, bisognerà affrontare un viaggio di oltre 600 Km. e quindi è raccomandabile partire molto presto al mattino, cosicché, dopo c.ca 7 ore di guida (attenzione ai limiti di velocità), attraversando l’Indiana e metà Ohio, si arriverà ancora con il giorno e si avrà il tempo di scegliere la sistemazione che più piace.
La premessa d’obbligo è quella di organizzare il soggiorno in maniera tale che, se la permanenza in queste località è di Domenica, si tenga presente che è praticamente tutto chiuso e quindi, per mangiare, ad esempio, si potrà usufruire solo di McDonald’s. Sembra di essere in città fantasma.
Per selezionare la località dove soggiornare, ci siamo avvalsi dei siti indicati all’inizio e traendo le altre infos generali dalla “solita Lonely”.
Le cittadine più gettonate e dove c’è una buona ricettività sono Millersburg, Berlin e Walnut Creek. Noi consigliamo Berlin. Millersburg è più “paesotto”, con tanto di centro storico, bar, locali e supermercati; Berlin è il giusto compromesso, piuttosto tranquilla e decisamente più confacente all’atmosfera che si vuol respirare in questi luoghi. Walnut Creek è molto piccola e più isolata e quindi, poi, per qualsiasi cosa bisogna riavvicinarsi a Berlin; comunque carina anche Walnut Creek.
Dopo una ricerca in loco dove soggiornare per almeno tre giorni, abbiamo avuto la fortuna di trovare Zinck’s Inn (www.zincksinn.com); ma attenzione, invece di stare al corpo centrale dell’hotel (carino ma molto “hotel”), è bene verificare se c’è disponibilità allo Zinck’s Carriage House, un piccolo cottage composto da 6 unità abitative, poco distante dal corpo centrale, molto accogliente e decisamente più carino, che si trova al 5453 East street di Berlin. E’ molto più isolato, a c.ca 200 mt. dalla strada principale, con intorno qualche villetta, una chiesa, un campo recintato con le mucche al pascolo e vicinissimo ad un bel boschetto dove fare belle passeggiate. A piano terra, c’è a disposizione h24, ad uso comune, una veranda-salotto ed una veranda con frigorifero, coffee-maker e prodotti vari di caffetteria per prendere tè, caffè o cappuccino americani “free”. Parcheggio davanti al cottage. Prezzo di una camera con letto matrimoniale e divano letto c.ca 64 US$/notte (tasse incluse).
Allo stesso prezzo e sempre carino, che però che da sulla main road, è l’altro “Zinck’s Lodging on the Square”.
Unica “noia” è che per fare colazione (inclusa nel prezzo), la mattina si deve andare (meglio in macchina) al corpo centrale (allo Zinck’s Inn) che dista c.ca 600 mt..
Ad ogni modo, alberghi, cottages e B&B ce ne sono in abbondanza (alcuni un po’ costosi però) e quindi, non c’è assolutamente bisogno di prenotare dall’Italia. Prima di partire è doveroso fare una selezione di quelli più a portata delle tasche o delle necessità e una volta arrivati, si dovranno investire un paio d’ore per visionarli in loco ed eventualmente contrattarne il prezzo se si rimane 3 o 4 giorni.
Nei giorni di permanenza in queste località, si vedranno spesso passare i famosi carretti trainati da un cavallo; i cosiddetti “buggies”; l’uomo barbuto con cappello a larga falda sarà alla guida, la donna al suo fianco con la tipica cuffietta in testa. Nei buggies più grandi (un po’ come le nostre station wagon), dietro ci sono i sempre sorridenti bambini, abbigliati come il papà e la mamma, a seconda che siano maschi o femmine.
Gli Amish sono molto tranquilli e schivi. Passando, se li guardate, vi saluteranno. Attenzione però, non gradiscono assolutamente di essere filmati e/o fotografati, quindi, visto che una volta lì, non si può non “portarsi a casa” un ricordo di loro, è bene utilizzare le macchine o le videocamere con discrezione.
Dove si può un po’ socializzare con gli Amish è presso alcune fattorie i cui proprietari, un po’ più orientati al business, fanno visitare le loro case, i loro magazzini le loro stalle con gli animali e vi spiegheranno, in c.ca 1 ora, le loro attitudini, il loro stile di vita, il loro rapporto con il prossimo e con la religione.
Tutto viene svolto in maniera piuttosto sobria e divertente. Chi avrà il compito di farvi da guida, di solito parla un buon inglese e quindi non dovrebbero esserci grosse difficoltà a capirli (almeno in buona parte).
Noi consigliamo assolutamente di andare alla Yoder’s Amish Home (www.yodersamishhome.com[/U]); luogo molto carino, molto vicino a Berlin, sulla strada tra Walnut Creek e Winesburg, con un piccolo parco giochi per i bambini, dove poter fare anche un pic-nic. Si possono anche acquistare marmellate, miele e dolci fatti in casa Yoder; noi li abbiamo presi e sono decisamente buoni. Prezzo ingresso 7 US$ adulti e 4 US$ i bambini (escluso il breve tour sul buggy che, onestamente, è troppo turistico, a scapito di quei poveri cavalli).
Per avere altre infos sugli Amish e sui Mennoniti, si può visitare anche l’ Amish and Mennonite Heritage Center (www.behalt.com[/U]) al 5798 County Road 77di Berlin (non facilissima da trovare). Un luogo più “turisticizzato” dove però, in una grande sala con la parete “perimetrata” da un lunghissimo dipinto (di discutibile fattura e valore artistico), la guida vi spiegherà tutta l’evoluzione di Amish e Mennoniti, dalle loro origini europee fino ai giorni nostri. C’è anche una vecchia scuola, dove la guida illustrerà quali sono le attività didattiche per gli Amish. Prezzo ingresso 11 US$ adulti, free i bambini fino a 4 anni.
Per mangiare Amish, vi sono diversi ristorantini tipici, ma noi consigliamo Der Dutchman Restaurant (www.derdutchman.com) al 4967 Walnut street di Walnut Creek. Buona cucina e cortesia. Parte della cena sarà al buffet, mentre il main dish si ordina alla cameriera. Prezzo medio 15 US$/persona.
Ad ogni modo, qualunque sia il ristorante dove si mangerà, è bene ricordare che alle 20.00 la cucina chiude improrogabilmente e non si entra più. Ergo, si dovrà necessariamente ripiegare al solito fast food.
Durante il soggiorno nella contea, non potrà assolutamente mancare un “giretto” in qualche farm di prodotti caseari e dolciari. Noi siamo stati (ed abbiamo acquistato formaggi e dolci) da Heini’s (www.heinis.com), una graziosa fabbrica-negozio dove si può anche fare un breve tour (free) con una guida che racconterà un po’ di curiosità sulle origini della famiglia e sulle tecniche di produzione acquisite negli anni, grazie anche al contatto con le aziende italiane e svizzere.
Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, è assolutamente vietato non andare a comprare e gustare lì per lì, degli squisiti cioccolatini o altri prodotti di cioccolateria di ottimo livello da Coblentz Chocolate Company (www.coblentzchocolates.com).

MACKINAC ISLAND
Mackinac Island è un posto incantevole, a dir poco meraviglioso, dove per qualche giorno si ritorna al 1800, se non fosse che alcune comodità sono tipiche del 2000.
Per arrivarci, partendo dall’Ohio e comunque volendo passare la mattina ancora tra gli Amish, siamo partiti nel pomeriggio e quindi, dopo aver guidato per c.ca 3 ore, abbiamo fatto una tappa a Flint (poco sopra Detroit), passando la notte in uno dei sempreverdi Days Inn (camera 2 letti double a c.ca 65 US$, tasse incluse).
L’indomani, piuttosto presto, siamo partiti per Mackinaw City (viaggio di c.ca 350 Km. e durata 3 ore), dove abbiamo preso il piccolo battello per raggiungere Mackinac Island.
Ci sono diverse compagnie di traghetti. Noi abbiamo scelto la Star Line (www.mackinacferry.com[/U]) perché è quella che, a parità di costo con le altre, ha il parcheggio custodito e recintato gratuito.
I battelli partono ogni 30 minuti, dalle 7.30 alle 20.00 (in alcuni periodi estivi, anche oltre); il tragitto dura c.ca 45 minuti. Il biglietto A/R costa 24 US$/adulto, i bambini under 13 non pagano.
Arrivati a Mackinac Island l’atmosfera è piuttosto surreale; non esistono macchine o moto. Tutto quello che può trasportarvi è la bicicletta, la carrozza o il cavallo. La mitica US Postal Service, ha un bel carro trainato da 2 enormi cavalli, simile al classico furgoncino che si vede spesso nei film, solo che i cavalli sono veri ! Tra l’altro una razza poco conosciuta, molto alti e con gambe massicce. Anche per UPS è la stessa cosa; singolare.
Mackinac Island è, per età, il secondo parco degli USA (dopo Yellowstone). E’ un vecchio presidio Inglese, durante la Rivoluzione americana, con il suo Forte, visitabile e molto ben tenuto. Si trova nel Lago Huron ed è grande come Ponza.
Nell’organizzare il viaggio, è bene evitare il soggiorno a Mackinac Island durante il week end, per due semplici motivi: Prezzi degli alberghi che lievitano e troppo caos. E’ molto frequentata dal turismo locale !
Se ci si trascorre il week end, e si parte in pieno Agosto, potrebbe essere utile pensare di prenotare dall’Italia, altrimenti, non si avrà alcuna difficoltà a trovare una sistemazione migliore per location e portafogli.
Noi abbiamo soggiornato per 2 notti nel carinissimo B&B di HART’S (www.hartsmackinac.com), nella più tranquilla Market street, in pratica la parallela alla Main street, dove si arriva con il traghetto. Appena di esce dal molo della Star Line, sarà sufficiente prendere la viuzza pedonale che si trova di fronte (leggermente sulla sinistra) e una volta percorsa (100 mt.) ci si trova davanti all’insegna di Hart’s, riconoscibile con il simbolo del vaso di gerani. Se disponibile, sono preferibili le camere n° 1 o 2, perché sono quelle esterne, un po’ più riservate, che hanno un salottino comune con poltroncine e lampada, molto utile e carino per farci colazione la mattina, se fuori la temperatura o il tempo sono dei migliori. Pernottamento e prima colazione a c.ca 111 US$/notte (tasse incluse).
Sul sito di Mackinac Island indicato all’inizio del racconto, comunque, si possono vedere quasi tutte le sistemazioni che si trovano sull’isola. Alcune a dir poco deliziose, tipo Cloghaun o Metivier Inn, ma in queste splendide ville, il prezzo, a notte, si aggira sui 200 US$; fate vobis. Non male anche il Chippewa Hotel waterfront o l’Island House Hotel.
Impossibile non mangiare il Fudge, un dolce di caramello e cioccolato, servito in varie fogge e che ha reso famosa l’isola; è decisamente troppo dolce, ma altresì buono; è molto suggestivo vedere, dalla vetrata dei negozi, come i mastri pasticceri lo preparano in diretta ed un volta preparato, ne diffondono il profumo sulla strada, come si faceva all’origine, per attirare gli avventori.
Immancabile deve essere anche il giro dell’isola in bicicletta. Il noleggio di una mountain bike (assolutamente consigliata) costa 8 US$/ora. Se avete bambini piccoli al seguito, a Mackinac Island non esistono i classici seggiolini da bicicletta che abbiamo in Italia, bensì si affittano, come dire, delle piccole tende a guscio con tre ruote, chiamate burley, che si attaccano al retro della bicicletta e quindi, vengono trainate da voi. Il piccolo sta seduto, dunque, dentro questo trasportino. Costo noleggio burley, altri 8 US$/ora. Tempo minimo di noleggio delle bici/burley, per poter fare il giro dell’isola in tranquillità, 2 ore. Durante il tour, consigliamo una fermata per visitare l’arco di roccia naturale che si trova sulle alture di Mackinac Island.
Un buon pomeriggio lo si passerà nel visitare Fort Mackinac (www.mackinacparks.com/fort-mackinac). E’ un fortino in ottimo stato, dove si può capire come vivevano i soldati in questo luogo e l’evoluzione della vita sull’isola, grazie a stanze arredate e ricche di cimeli, alla buona cartellonistica e rappresentazioni didattiche. Divertente il momento dello sparo del cannone (nulla a che fare con quello del Gianicolo a Roma… scusate il campanilismo). Ingresso al Forte 10,5 US$/adulto, bambini gratis.
Per mangiare a Mackinac Island non si hanno problemi. Non ci sono fast food (grazie al cielo, almeno qui), ma tante possibilità, dal ristorante lussuoso alla pizzeria a taglio, passando per una svariata tipologia di ristorantini o caffetterie (Starbucks included). Prezzo medio dei pasti, in locali di medio livello, c.ca 12 US$/persona.

PORCUPINE MOUNTAINS WILDERNESS STATE PARK
E’ un bel Parco che prende il nome dal tipico “animaletto” (si fa per dire) che lo abita; molto simile al nostro istrice, un po’ più grosso e dagli aculei più corti.
Si trova nella regione dell’Ontonagon e si affaccia sul Lago Superior. La zona vicino all’ingresso del Parco è quella consigliata per soggiornare (vedere siti ad inizio racconto).
Partendo da Mackinac Island abbastanza presto la mattina, abbiamo affrontato un viaggio di c.ca 500 Km. che, traghetto compreso, ci è “costato” quasi 8 ore di trasferimento.
Arrivando di sera ed essendoci ritrovati sul posto durante il Porcupine Mountains Music Festival, abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare un alloggio; ma alla fine siamo stati premiati, potendo soggiornare in una cabin molto carina e spaziosa, con tanto di cucina completamente attrezzata. Stiamo parlando del Lake of the clouds Resort (www.lakeofthecloudsresort.com[/U]), un grazioso insediamento di 5 o 6 cabins, tutte full equipped, disposte su un bel prato. Forse un po’ troppo vicino alla strada è vero, ma di macchine ne passano davvero poche e quindi, questo non è un disturbo per chi soggiorna. Unico punto a sfavore è che le casette in legno non sono sul lago ma, appunto, dal lato opposto della main road. Prezzo cabin con un letto double, un divano letto e cucina, c.ca 95 US$/notte (tasse incluse).
Effettivamente pensavamo di trascorrere i 2 giorni e mezzo programmati al Porcupine Park, in un bel cottage fronte lago e se anche voi avete questa intenzione, allora si può verificare la disponibilità in un paio di strutture piuttosto carine che si trovano nella zona e che ovviamente sono un po’ più costose. Parliamo del A Beach Retreat Cottage on the shores of Lake Superior, che costa c.ca 160 US$/notte e del Superior shores Resorts, un po’ più distante dall’ingresso del Parco e che costa poco più di 100 US$/notte.
Un buon hotel, vista anche la posizione, è l’Americ Inn Silver City, solo che è proprio “hotel” e da queste parti, è decisamente meglio starsene in un cottage e prepararsi un bel BBQ la sera, al ritorno dalla gita nel Parco o dalla giornata passata in riva al lago.
Ad ogni modo, favoriamo la scelta di accomodation nei pressi di Silver City; nella zona non c’è nulla; il supermarket del vicino Konteka Resort a White Pine è utile per una prima spesa, ma poi, per un buon soggiorno, è necessario andare a fare compere a Ontonagon (c.ca 40 minuti di macchina), dove c’è un po’ tutto, compresa la lavanderia a gettone.
Il Porcupine Mountains Wilderness State Park (www.mi.gov/porkies[/U]) si può visitare in un paio di giorni; diciamo che il primo giorno si potranno vedere le attrazioni principali ed affrontare i percorsi più agevoli (dunque indicato per chi ha bimbi al seguito); i tre punti che al Visitor Center and Park Headquarters consigliano di vedere sono:
1. Lake of the Clouds scenic area; si arriva in macchina fino al parcheggio e poi si fanno c.ca 15 minuti a piedi. Da qui si ha una bella panoramica del Parco e si può ammirare il bel “Lago delle nuvole”.
2. Summit Peak side trail; si arriva in auto fino al parking e poi si continua a piedi, per c.ca 30 min., fino a raggiungere una torretta di osservazione. Da qui si può anche optare di proseguire la camminata fino al Mirror Lake, ma in questo caso, con i bambini più piccoli, la cosa si fa ardua.
3. Presque Isle; decisamente suggestiva questa parte del Parco. Come per i due punti precedenti, ci si arriva in automobile fino ad un parcheggio e poi inizia il cammino per andare a vedere diverse cascate dai nomi indiani pressoché impronunciabili.
il secondo giorno lo si può riservare ai percorsi di trekking un po’ più impegnativi e sicuramente meno frequentati.
Ingresso al Parco 8 US$/auto/giorno (se la targa auto è del Michigan, l’ingresso è gratuito). Mettete ben visibile sul cruscotto il cartoncino che vi consegneranno al Visitor Center.

MILWAUKEE
Questa città, nota soprattutto ai noi 40enni, per il famoso serial Happy Days (di cui non ci risulta esserci alcun particolare riferimento, tranne una statua dedicata a Fonzie, che non abbiamo visto) e ai motociclisti, perché è il luogo di nascita delle famose Hurley-Davidson, è una località industriale sul Lago Michigan.
La parte sul lago è piuttosto bella, caratterizzata dal museo di arte contemporanea disegnato dal famoso architetto Santiago Calatrava e quindi, è piacevole trascorrerci una mezza giornata. La mattina è “obbligatorio” andare a visitare il museo dell’Harley-Davidson (www.harley-davidson.com); consigliamo questa visita piuttosto che andare alla fabbrica, sia perché i bambini non possono entrare, sia perché il tour in fabbrica è molto tecnico e quindi, associato alle spiegazioni in inglese, si rischia di non capirci nulla; il museo invece, molto ben fatto e tenuto, si può girare da soli, è costituito da 2 piani e vi sono innumerevoli modelli di motociclette, dalla prima del 1903 fino ai giorni nostri, passando per cimeli vari, tipo le moto utilizzate nel famoso film “Easy Rider” a quelle utilizzate dall’esercito USA durante le guerre, piuttosto che quelle da competizione. Una bella rassegna di moto, poi, è godibile già al parcheggio davanti al museum, visto che è sempre pieno di “harleysti” che vi fanno un vero e proprio tour spirituale. Ingresso al museo 16 US$/adulto.
Dormire a Milwaukee non è assolutamente un problema. Si hanno a disposizione innumerevoli offerte che si possono trovare su Internet, ma ancor più facilmente, percorrendo la highway che dal nord Michigan porta in Wisconsin e poi in Illinois. La cartellonistica ai lati dell’autostrada segnala frequentemente quali fast food, rifornimenti di carburante ed alberghi saranno disponibili alla prossima uscita; e ce ne sono davvero tanti. Noi, all’imbrunire, abbiamo optato di passare la notte alle porte della città, anche per evitare il traffico del centro; il pernottamento costerà molto meno che in downtown. Noi siamo stati presso un altro must degli alberghi low budget degli USA, vale a dire al Super 8, di Waukesha. Una notte in camera con due double bed, microwave, colazione e free Internet costa c.ca 75 US$ (tasse incluse).

CHICAGO
Chicago è stata una vera e propria sorpresa. Sono necessari almeno 4 giorni per visitare i luoghi di maggior attrattiva e comunque godersi un po’ di relax al Millennium Park o in una spiaggetta sul Lago Michigan, all’altezza della Chicago street (c.ca 800 mt. a nord dal Navy Pier).
E’ una bella città, chiaramente multirazziale e molto bel progettata, a prova di turista. E’ naturale che il nostro giudizio è totalmente basato sull’esperienza avuta girando in “lungo e largo” il Loop o zone limitrofe, stando a Millennium Park (dove c’è il famoso bean), piuttosto che al Navy Pier, non addentrandoci nei quartieri periferici, soprattutto in serata e quindi mai di notte. La sera, in Downtown invece, si può tranquillamente passeggiare.
Il Loop, il cuore di Chicago, offre notevoli opportunità di soggiorno. Noi consigliamo di prendere nota di tariffe ed ubicazione di 5 o 6 alberghi e poi, una volta arrivati in città, andare direttamente al desk dell’hotel e verificare se si può negoziare ulteriormente il prezzo della camera; questo è possibile perché la concorrenza è notevole. La prima selezione l’abbiamo fatta sui siti di TUI o Venere.
Buone opportunità si trovano nelle vie adiacenti al Loop, stiamo parlando di camminare per 100-200 mt. in più per raggiungere le attrazioni del centro.
Noi avevamo optato per lo Sheraton (www.sheratonchicago.com[/U]) che, una volta sul posto, ci aveva offerto una camera doppia con due letti double a 159 US$/notte (tasse incluse, che a Chicago, per gli hotel, arrivano al 14,5%). Piscina inclusa, palestra ed Internet esclusi.
Avendo ancora a disposizione l’auto, abbiamo fatto un altro giro ed abbiamo fortunatamente individuato l’Hampton Inn & Suites (www.hamptonsuiteschicago.com/[/U]) in Illinois street; è una catena di alberghi del gruppo Hilton che già conoscevamo come buona struttura ed ottimo rapporto qualità/prezzo; tra l’altro consigliato anche dalla Lonely Planet. Infatti, andando a parlare direttamente alla reception, abbiamo trovato una Suite, con salotto, TV 42” LCD e divano letto, cucina completa e grande camera con letto Kingsize ed altro TV 42” LCD a 147 US$/notte nei giorni feriali e 182 US$/notte il week end. Totale spesa, c.ca 805 US$ per 5 notti, tasse, piscina coperta, palestra ed Internet inclusi.
Se si vuole spendere meno, si può verificare la disponibilità al Red Roof Inn Downtown in Ontario st. (www.redroof-chicago-downtown.com[/U]), che ovviamente, costando meno, è un po’ più distante dal centro.
Sul mangiare a Chicago non ci dilungheremo, visto che è impossibile non trovare qualche posto di gradimento. Oltre al solito fast food, si può mangiare una buona bistecca, contorno e birra a c.ca 15 US$.
Un bel mega-sandwich con bevanda in un locale carino sulla Michigan Ave, di fronte a Grant Park, si mangia con c.ca 10 US$.
Una cena in un ristorante di buon livello, costa dai 15 ai 20 US$; ovviamente una portata unica, tipo bistecca e contorno, più birra o coca-cola. Se si vuole bere del vino o mangiare altro, i prezzi possono variare sensibilmente.
Chiaramente qualsiasi sito Internet, guida sugli USA o meglio ancora sui Grandi Laghi, potrà fornire un’infinità di informazioni sui luoghi da non perdere. Noi, con il solito spirito di essere utili a chi vorrà pianificare un viaggio tipo il nostro o comunque andare a Chicago, consigliamo i così da noi chiamati “fantastici 4”:
1. Field Museum of Natural History (www.fieldmuseum.org/[/U])
2. Art Institute of Chicago (www.artic.edu/aic/[/U])
3. Sears Tower (www.theskydeck.com[/U])
4. Navy Pier (www.navypier.com/index.html[/U])
1. Il Museo di storia naturale di Chicago è da sempre riconosciuto come uno dei più belli al mondo. Il solo vedere uno scheletro del Tirannosauro Rex (battezzato dagli archeologi Sue), con ossa vere al 90% vale il biglietto; ma ci sono tanti altri scheletri di dinosauro, con una percentuale di resti originali sempre del 90%. Bella e divertente la rappresentazione di Dinosaurs Alive ! , in sala 3D, della vita durante il regno dei dinosauri (biglietto extra da richiedere alla cassa all’ingresso)
Bella anche la mostra (temporanea) Real Pirates dedicata ad una vera nave pirata, la Whydah (ex nave per il trasporto di schiavi), ritrovata a largo di Cape Cod con il suo tesoro, e alla vita e alla sorte di alcuni membri dell’equipaggio (biglietto extra da richiedere alla cassa all’ingresso).
Altre mostre/attrazioni extra, per le quali si devono acquistare biglietti aggiuntivi, sono quelle dedicate all’ “Acqua” e al “Mondo degli insetti” (anche queste crediamo temporanee). Decisamente deludenti, non tanto la prima quanto quella sugli insetti, più assimilabile ad una cattiva rappresentazione di maxi pupazzi al Luna Park. E abbiamo detto tutto.
Consigliamo di arrivare all’apertura, la mattina alle 9.00, perché la visita “prenderà” l’intera giornata, considerando soprattutto che alle 16.50 vi “esorteranno energicamente” ad uscire, visto che il Museo chiude alle 17.00. Biglietto ingresso 15 US$/adulti, 10 US$ bambini e c.ca 5 US$/persona ogni extra.
2. L’Istituto d’Arte di Chicago vale la pena di essere visto. Noi abbiamo approfittato dell’ingresso gratuito che, grazie ad uno sponsor, è permesso ogni giovedì, dalle 17.00 alle 20.00, orario di chiusura. Meravigliosi quadri di grandi pittori, da Cézanne a Degas, da Gauguin a Van Gogh, Manet, Monet, Renoir e tanti altri.
Bella la mostra dell’arte asiatica e delle “Armi ed Armature”. Se si vuole visitarlo meglio è però necessario andarci la mattina, all’apertura.
3. La famosa Sears Tower, che da quest’anno si chiama Willis Tower (dal Gruppo assicurativo che ne ha acquisito i diritti scaduti dei supermercati Sears), è in fondo il simbolo di Chicago. E’ stata la torre più alta del mondo fino a 10 anni fa e comunque, anche adesso fa parte delle big five. Veramente suggestiva la vista dall’alto, anche se per noi, “modestamente”, non è una novità, essendo già stati sulle Torri Gemelle di New York e sulle Petronas di Kuala Lumpur. Ingresso c.ca 15 US$/adulto e c.ca 10 US$/bambino.
4. Il Navy Pier è un luogo di ritrovo e di gran caos, soprattutto nel week end. Ristoranti, locali vari, negozi, piccolo Luna Park (piuttosto costoso, ma come non spendere qualche dollaro per fare il giro sulla ruota panoramica ?), moli per le gite sulla barca (consigliamo quella tra le architetture della Downtown, che passa sul Chicago River ; costo 34 US$/adulto; in alternativa, quella fatta anche da noi, chiamata Skytour che, a largo del Lago Michigan, vi farà ammirare il panorama dei grattacieli; c.ca 30 min. a 17 US$/adulto). Se ci si trova a Chicago nel fine settimana, sono veramente belli da vedere, seduti su qualche panchina del Navy Pier, i fuochi d’artificio sul Lake Michigan.
Se rimane altro tempo, se si ha la macchina a noleggio ancora a disposizione e se, chiaramente, si hanno bambini da 3 a 10 anni, potrebbe essere carino andare anche a Legoland (www.legolanddiscoverycenter.com/chicago[/U]) , a nord-ovest dell’aeroporto O’Hare.
A dire il vero non è un posto memorabile, da non perdere; è una struttura carina, con qualche giostra all’interno, tutte a tema con i famosi “mattoncini” e tanti, tanti lego con cui giocare. Legoland Chicago si trova
all’interno di un Mall piuttosto deludente. Ingresso a Legoland 19 US$/adulto e 15 US$/bambini (un po’ troppo, onestamente).

LO SHOPPING ed ALTRO
Il dollaro debole e i convenienti prezzi dei prodotti made in USA, tipo Polo Ralph Lauren, Nike, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Timberland, Columbia, GAP, Crocs, etc., favoriscono lo shopping “sfrenato” negli Outlets o nei Malls disseminati nelle cittadine satellite delle grandi città.
Noi siamo stati ad un outlet della catena Johnson Creek Premiun Outlets (www.premiumoutlets.com[/U]), ad est di Milwaukee (a c.ca 30 minuti di macchina da Waukesha, la località dove abbiamo dormito quando siamo stati a Milwaukee) e ad un altro sulla strada che da Milwaukee ci riportava a Chicago, il Prime Outlet (www.primeoutlets.com[/U]) di Pleasant Prairie. Tra i due, abbiamo preferito il secondo, molto più grande e fornito; tutti gli outlets sono progettati e strutturati allo stesso modo, con negozi a schiera, non dissimili dagli outlets nostrani. Per chi non ha mai fatto shopping in un outlet USA, consigliamo vivamente di riservare un’intera giornata a tale attività (e fidatevi, non esageriamo).
Si arriva all’apertura, breve stop per pranzo (tanto dove mangiare non manca) e poi ci si rituffa in questa piacevole ma altrettanto frenetica occupazione. Sia arriva alla sera sfiniti ma soddisfatti, soprattutto quando, convertitore alla mano, ci si rende realmente conto di quanto poco è stato pagato il maglioncino di Polo o la scarpa Nike che in Italia deve ancora arrivare.
Con enorme soddisfazione abbiamo potuto verificare che a Chicago non esistono outlets e quindi, la buona spesa dovrà essere fatta prima di arrivare in città. Ci sono un paio di Malls, ma i prezzi sono pressoché proibitivi.
Come scriviamo sempre alla fine dei nostri racconti, speriamo di non esserci dilungati troppo, visto che nelle nostre consultazioni preferiamo i racconti brevi, ma non è facile condensare in poche pagine tutte le informazioni che riteniamo importanti fornire. Per altre infos, contattateci **************.

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Ci sono 2 commenti su “Grandi Laghi USA e dintorni: Chicago, Amish county, Mackinac Island, Porcupine Park, Milwakee…

  1. Bell’itinerario, molto originale!!
    Sono in molti ad avermi detto che Chicago è una bellissima città…molto più di quanto ci si possa aspettare, quindi…il tuo diario non fa che confermarlo, facendo di Chicago una delle mete della mia “infinita” wish list!
    Peccato tu non abbia postato qualche foto!!!

    Lola:rose:

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