Mauritius, un vecchio sogno divenuto realtà…

Mauritius…
Ci penso e ci ripenso, e non riesco più a ricordare il momento preciso in cui per la prima volta ho realizzato di aver deciso di volerci andare. Non capita anche a voi? Guardate questo e quello, vi documentate su mete diverse e poi, improvvisamente, vi rendete conto che dentro di voi avevate già deciso. Ma una cosa è sicura, parliamo di un giorno di tanti anni fa.
Quello che invece ricorderò per sempre era quel giorno del 2006. Stavo organizzando il viaggio a Mauritius per distrarmi dal pensiero di quel figlio tanto desiderato che tardava un po’ ad arrivare. Era tutto pronto, tutto organizzato, ma mia moglie esitava, non si decideva. Sapeva qualcosa che non osava ancora dirmi. Mi si avvicinò e mi disse di lasciar perdere. Era incinta, di Carlo, il mio primo figlio.
Quando ne avemmo la certezza, Mauritius com’è giusto passò in secondo piano. Accantonata, ma mai dimenticata, bisognava pensare ora al bambino e aspettare che avesse l’età giusta.
Ci credereste? Mauritius risaltò fuori due anni dopo, volevamo fare il viaggio prima che Carlo compisse i fatidici due anni che comportano tanti costi aggiuntivi. Ma l’uomo propone e Dio dispone, e così si annunciò Azzurra. E Mauritius fu messa di nuovo da parte. Ma nel frattempo accumulavamo esperienza, un paio di piccoli viaggetti in aereo, così, per vedere la reazione di Carlo, per studiare e inconsciamente sognare mete più lontane.
Mai voluto più di due figli, il momento giusto si avvicinava, insieme ai miei 40. E quale occasione migliore? Cominciammo a risparmiare un po’, viaggiare in quattro non è come viaggiare in due, e che rivelazione quando scoprii che Eden Viaggi permetteva di volare a Mauritius in un villaggio apparentemente troppo bello per essere vero con la formula del “bambino gratis” per Carlo. Azzurra non avrebbe avuto ancora due anni e quindi pagava… poco e il traguardo dei 40 capitava in quel novembre 2009 che sembrava perfetto per l’oceano indiano anche come clima. Tutto sembrava incastrarsi a perfezione. Il giorno del mio 39° compleanno mia moglie mi fece una torta con sopra una palma e la scritta: “Quasi 40, quasi Mauritius”. Ho prenotato a febbraio il viaggio che avrei fatto a novembre, con grande ilarità e stupore dell’amico dell’agenzia che ha curato la pratica.
Ecco, ora sapete.
Ed ora capirete la voglia, il desiderio, le aspettative.

Oggi sono partito ed, ahimè, anche tornato. Che dire? Il viaggio è stato semplicemente MERAVIGLIOSO. Ho scoperto che il Paradiso Terrestre esiste ancora e non solo per la indiscutibile bellezza del posto, per il sole, il mare, le spiagge. Non solo per il clima dolce e carezzevole, per gli incredibili uccelli ovunque, per le scimmiette sugli alberi o le moffette sui bordi delle strade. Ma per la gente: un popolo solare, allegro, gentile, che facevano – loro a me – fotografie ai miei bambini, un posto dove cattolici, induisti, musulmani e buddisti sono amici tra di loro da sempre. Un posto che ha importato la cultura del mondo – i mauritiani sono un po’ olandesi, un po’ francesi, un po’ inglesi, molto indiani – ma non la criminalità.

Una premessa doverosa. Come avrete capito ci sono andato con Carlo e Azzurra, che avevano tre anni e un anno e mezzo rispettivamente. Alle famiglie nelle mie condizioni, che si apprestano a partire con bambini piccoli o piccolissimi e si torturano di dubbi ed incertezze dirò subito una cosa: si può fare. Con poche, semplici accortezze, si può fare tranquillamente.

La scelta del tour operator e del suo mitico “bambino gratis” ha portato quella del villaggio, il “Villas Caroline” di Flic en Flac, sulla costa ovest dell’isola. Le fotografie sul catalogo erano più che promettenti, il villaggio sembrava intimo e carino, ideale per una giovane famiglia, e strategicamente collocato nell’isola, praticamente equidistante dalle coste a nord, ad est ed a sud. I commenti sul internet erano addirittura entusiasti, quanti giramondini ho visto partire, tornare e dirne meraviglie, mentre io aspettavo pazientemente il mio turno. E nel frattempo in me montava la convinzione di aver fatto la scelta giusta.

E a posteriori ora lo posso dire anch’io! Il villaggio è semplicemente BELLISSIMO. Non è molto grande, ma va benissimo così. E’ più intimo, familiare, in due giorni conosci tutti. Molto curato, molto pulito, le casette gialle con i tetti rossi a due piani si incastrano perfettamente tra il verde e le palme. La piscina è proporzionata al resto del villaggio, il bar e il ristorante “aperti” sono piacevolissimi da vivere. Il giudizio è estremamente positivo, l’unica cosa che non mi è piaciuto è un “gazebo” chiuso che sarà anche utile nei giorni di pioggia ma leva parte del panorama della spiaggia e del mare ad una parte dei tavoli del ristorante.

Le camere? Idem come sopra. Molto spaziose, ariose, ben disposte. La mia era la 303 e secondo me tra le più belle del villaggio, si affacciava sul giardino, sulla piscina e sul mare. Pulitissima e ben curata. Mi ha colpito subito il letto a tre piazze, il bel bagno con “finestra” sulla camera da letto (! originale !). Tutte le stanze, credo, sono dotate di cassetta di sicurezza e di computer collegato ad internet (a pagamento). C’è anche il frigo bar (vuoto, te lo riempiono a pagamento su richiesta) e il bollitore per il the, che io usavo magnificamente come scalda-biberon. Ovviamente phon in bagno e fornelletto contro le zanzare, ma portatevi da casa repellenti vari. Ho avuto modo di provare il servizio lavanderia, discreto ed economico.

E veniamo a parlare della spiaggia e del mare perché entrambe hanno molti pregi e qualche difetto. La spiaggia è bellissima, molto ampia e molto fotogenica. Ma sulla battigia ci sono milioni di taglienti frammenti di corallo e le scarpette sono indispensabili. Il mare è molto bello anche se non è il più caldo dell’isola, ma si tocca praticamente sempre, il che è seccante per chi vuole nuotare. C’è solo un punto, a destra, dove si riesce a nuotare liberamente. E’ una caratteristica del mare, ma è un po’ un peccato. Ho trovato questa costa un po’ ventosa, cosa che però non mi dispiaceva affatto, aiutava a tenere lontano le nuvole.

La piscina come ho detto è piccolina, d’acqua dolce, ma graziosa, di tipo “infinity pool”, cioè guardando dal di fuori da’ l’illusione che non ci sia separazione tra piscina e mare. Un adulto tocca ovunque e c’è anche una micropiscinetta interna ancora più bassa per i bambini. Però, è la piscina stessa ad essere un po’ pericolosa: è facile che, correndo, un bambino ci possa finire dentro, perché non è recintata o protetta in alcun modo. Niente di che, ma la sera occhi aperti quando i bambini corrono e giocano tra di loro.

Circa la ristorazione, il famoso cuoco italiano Lele di cui avevo tanto sentito parlare era in ferie. C’era Gianluca, e non ho sentito minimamente la mancanza di Lele. La sua cucina era varia e leggera, ho sempre mangiato in abbondanza e non ho mai avvertito sensazione di pesantezza. Il buffet non è enorme ma abbastanza vario. Ogni volta ci sono due diversi primi, curati personalmente da Gianluca, e diversi secondi di carne e pesce. Non mancano mai i piatti tipici ed ho adorato il loro pesce allo zafferano. Nel corso della settimana, c’è la serata mauriziana, la serata italiana e la serata indiana. Ah, al mattino ci sono le crepes! Cosa potevo chiedere di più?

Il villaggio adotta la “formula club” che non è un all inclusive ma è quasi come se lo fosse perché tra la colazione, il pizza time alle undici in spiaggia con bibite e succhi di frutta, il pranzo, il thè con i dolcini delle cinque e la cena si sente la mancanza, volendo, solo del caffè dopo cena (quello a colazione e quello dopo pranzo sono inclusi) e magari di un cocktail la sera dopo cena.
Di cocktail al bar ne ho assaggiati comunque parecchi. Sono buoni, forse tendono ad essere un po’ leggerini in termini di contenuto alcoolico.
Durante i pasti si beve a volontà acqua, vino (bianco/rosso/rosè al bicchiere), birra alla spina, cola cola, aranciata e sprite al bicchiere. Alla fine di ogni pasto anche dolci (anche locali), frutta fresca a volontà e gelato.

L’animazione è semplice, alla buona, i ragazzi sono simpatici e mai invadenti. Non aspettatevi grandi show e balli la sera, ma la cosa non avrebbe senso visto lo stile del villaggio. Va benissimo la baby dance, lo spettacolino di cabaret, la serata giochi. Va benissimo così com’è.

L’assistenza Eden è sempre presente, mai invadente. Nella mia settimana al villaggio c’era Ilaria, che si è spaccata letteralmente in quattro per ogni mia richiesta. E’ lei, ad esempio, che mi ha procurato la macchina a noleggio che avevo scelto per girare l’isola in autonomia, facendomela trovare al villaggio al mio ritorno dall’isola dei Cervi, di modo che la mattina dopo potessi muovermi di buon’ora, ben prima che aprissero di autonoleggi, e permettendomi di rilasciarla sempre al villaggio, liberandomi di un fardello in termini di tempo perso.

E parliamo quindi delle escursioni: il villaggio ne organizza di tutti i tipi. Non economicissime, si può risparmiare non poco organizzandosele in proprio, con auto a noleggio, taxi oppure tramite le tante agenzie che si trovano in giro: vicino al villaggio ce ne sono almeno due. Comunque ho fatto con loro l’escursione all’isola dei Cervi, trovandomi abbastanza bene a bordo di una vera “nave dei pirati”. E’ stata questa una scelta consapevole, non sempre il risparmio è tutto, la nave pirata dell’isola dei Cervi era protagonista delle favole serali dei miei figli già da mesi. Comunque è stata una bella escursione, abbiamo visto le cascate, fatto snorkelling, mangiato pesce, pollo ed aragosta alla brace e ballato la séga con l’equipaggio (pirati e piratesse!). L’unica perplessità che ho è che ci potevano lasciare sull’isola dei Cervi vera e propria per un po’ di più delle due ore che vi abbiamo passato, perché l’isola è un vero paradiso, merita da sola in viaggio a Mauritius. C’è un po’ di gente, è vero, ma neanche troppa, e basta non fermarsi alla prima insenatura per trovare quelle successive quasi deserte. Non capisco le obiezioni di quelli cui non è piaciuta, io l’ho trovata unica e meravigliosa.

Mauritius invece l’ho girata con l’auto a noleggio. Il primo tour è stato quello del nord: abbiamo visto il tempio di hindù di Triolet, il più antico dell’isola, poi fatto il bagno e passata la mattinata a Mont Choisy. Nel pomeriggio abbiamo fatto il giro di Pont Aux Cannoniers, Grand Baie, Pereybere, visto Cap Malheureaux e la sua incantevole chiesetta con il tetto rosso e l’orto botanico di Pamplemousses. Sia all’andata che al ritorno siamo passati per Port Louis, senza fermarci. Oddio, al ritorno ci siamo fermati… NEL TRAFFICO! Occhio ad evitare Port Louis intorno alle 18 oppure resterete un’ora e passa bloccati… Circa Mont Choisy devo dire che è stata una grande sorpresa. Una spiaggia meravigliosa, enorme, lunghissima, bianchissima, mare caldo e carezzevole, colori caraibici, pochissima gente. Con una “pineta” a pochi metri dal mare. Una scelta azzeccatissima.

Il secondo giro è stato invece quello del sud. Abbiamo fatto la prima sosta a Chamarel per la cascata e le spettacolari terre colorate (meglio vederle al mattino presto), quindi abbiamo proseguito per il lagro sacro di Grand Bassin con visita al tempio. Quindi rotta verso est per arrivare a Blue Bay per passarci il primo pomeriggio e fare il bagno. Per la strada del ritorno, ho optato per evitare l’autostrada e passare per Souillac, dove abbiamo visto le falesie di Gris Gris (bellissime!). Tutta la strada all’estremo sud dell’isola che porta verso Le Morne è stata una piacevolissima sorpresa che vi consiglio: passa vicinissimo al mare, lì meno protetto dalla barriera corallina, e lo spettacolo dell’oceano è bellissimo. Peccato solo che quando siamo arrivati a Le Morne il sole era già tramontato da un po’, ma il giro è stato magnifico lo stesso.

Questi dedicati alle escursioni sono stati tre giorni pieni, e un po’ stancanti, anche per i bambini. Gli altri tre abbiamo deciso di passarli nel nostro meraviglioso villaggio, per riposarci e goderlo appieno.

A proposito del villaggio va detto che tutte le sere tre o quattro bancarelle vengono allestite al suo interno. Alcuni venditori li avevo già visto di giorno in spiaggia. Sulla qualità di ciò che si può comprare si potrebbe parlare per giorni, specie nel ramo tessile, dove probabilmente Mauritius beneficia ancora di una certa fama che oggigiorno non è più totalmente meritata. Probabilmente, solo certi prodotti Napapijri, che notoriamente ha effettivamente la fabbrica sull’isola, si possono trovare effettivamente originali anche al 25% del loro prezzo in Italia. Altri come Burberry, D&G, Prada, Armani, sono probabilmente solo imitazioni, anche se ben fatte, nulla a che vedere con i prodotti venduti nelle nostre strade dai marocchini. Ma dove c’è gusto non c’è perdenza, se vi piacciono, i prezzi sono buoni e si può anche mercanteggiare un po’.

Tenete presente anche che nelle vicinanze del villaggio c’è un grande magazzino Spar che vende a prezzi imbattibili the, caffè, rhum, cartoline, e anche qualche maglietta e souvenir.

Vi do’ un consiglio: moltissimi venditori (anche quelli delle bancarelle al villaggio) accettano l’euro oltre alle rupie ma fanno un cambio “ad occhio”: 1 Euro = 40 Rupie. Invece 1 Euro vale in realtà 44-45 rupie, il che significa che con questo cambio uno ci perde il 10% buono in ogni acquisto e se vi sentite in vena di fare un po’ di beneficenza a questo popolo così gentile va benissimo anche così. Anche sulla carta di credito molti mettono una commissione del 3% dichiarata. Altrimenti sappiate che vicinissimo al villaggio c’è una banca con bancomat da dove potrete semplicemente prelevare, direttamente in rupie, tutto ciò che vi occorre, con l’addebito che seguirà ovviamente il cambio ufficiale. E’ semplicissimo.

Un’ultima parola sul clima. Appena arrivati a Mauritius ci ha accolti uno splendido acquazzone. A pensarci mi vengono ancora i brividi, che paura! Ma poi le cose si sono messe decisamente meglio, non ha praticamente più piovuto (solo una sera, mi pare il sabato, è venuto un temporale dopo cena) e ogni giorno abbiamo avuto sole, anche se magari un po’ velato, oppure tra una nuvoletta ed un’altra. Abbiamo girato tutta l’isola, nord, sud, est e ovest, ed abbiamo trovato sempre sole con poche nuvole sulle coste e un po’ più coperto all’interno.

Dopo il temporale di sabato sera, domenica è stata una giornata perfetta, sole pieno e cielo terso tutto il giorno, e anche lunedì, giorno di partenza, era bellissimo. Si preannunciava una settimana anche migliore di quella che ho avuto io, ma non mi lamento. Abbiamo fatto il bagno tutti i giorni, nelle mie foto c’è quasi sempre sole e cielo azzurro e non ha mai piovuto durante le escursioni!

Il giorno della partenza ci ha colto quasi di sorpresa. Ricordo benissimo, la sera prima, quell’ultimo tramonto sull’oceano indiano. Con mia moglie abbiamo portato i bambini in spiaggia. Il sole scendeva veloce, ammantando la spiaggia, le casette, il villaggio, di un magico colore dorato. I fiori sembravano come brillare in quella luce, l’aria era calda, carezzevole. Il sole scendeva sul mare ed anche i bambini lo guardavano un po’ rapiti ed in silenzio, colpiti dallo spettacolo, in un momento che sembrava fuori dal tempo. Un ultimo paio di foto, per ricordare. Sento gli occhi inumidirsi. Arrivederci Mauritius, ci mancherai moltissimo.

Pin It
Tags:

Ci sono 15 commenti su “Mauritius, un vecchio sogno divenuto realtà…

  1. Complimenti bel diario e belle foto!Capisco tutte le tue emozioni su Mauritius,io sono ritornata il 1 novembre e purtroppo di pioggia nella mia settimana ne ho vista parecchia,soprattutto al sud e nella costa est dove ero…ma Mauritius è talmente bella e offre tante cose da vedere che vale la pena girarla anche con la pioggia!!!:)

  2. Semplicemente splendido diario!
    Io a Mau sono capitata perchè non volevo tornar ancora una volta alle Maldive, e devo darti ragione al 100%… è un Paese splendido, nemmeno le Seychelles, tanto decantate e nelle quali sono stata quest’anno, sono così… perfette!

    Detto questo, permettimi una parola sui tuoi figli… sono splendidi!

    Complimenti ancora!

  3. …ho temuto per te che con la decisione di partire… beh Dio avesse provveduto di nuovo!:???:… concedimi la battuta ma e’ proprio quello che ho pensato tanto ero assorta nel tuo bellissimo racconto… bel diario belle foto… e due angioletti magnifici!:rose:

  4. il tuo diario mi ha dato un sacco di emozioni! è già da pò che penso che il mio prossimo viaggio sarà a Mauritius, e leggendo il tuo diario mi sono convinta ancora di più!:)
    e poi che foto stupende!!che colori! sembrano cartoline!! complimenti!

  5. Fino a qualche mese fa Mauritius non rientrava tra le mie mete di grande inetresse, ma a furia di leggere diari di persone incantate da quest’isola mi è venuta una gran voglia di andarci…:serenata:

    Grazie per le emozioni trasmesse!

  6. Veramente un diario bellissimo (dovresti fare lo scrittore).
    Una sola domanda, non so se nell’atmosfera creata leggendo quelle righe così coinvolgenti mi è sfuggito o non lo hai scritto, ma: in che mese ed anno siete andati?
    Io comunque parto tra 9 giorni esatti per l’identica meta e il tuo diario mi è servito molto ad inquadrare ed impostare la mia settimana la….
    Grazie
    :rose:

Lascia un commento

Commenta con Facebook