Dove le favole diventano realtà

Venerdì 14 agosto
Ribe

Con il volo Ryanair da Pisa raggiungiamo Lubecca, la piacevole cittadina del nord della Germania scelta come punto di partenza per il nostro viaggio in Danimarca. La visita della città la lasciamo al ritorno, adesso ritiriamo l’auto prenotata con la Hertz, una Polo nera a cinque porte molto comoda, e alle 14 siamo già sulla strada verso il confine danese. Il nostro tour inizierà via terra dalla penisola dello Jutland per poi ritornare in Germania via traghetto. Alla frontiera facciamo una breve sosta in un ingrosso alimentare (dove sugli scaffali dominano dolciumi e alcolici) per prendere acqua e altri viveri essenziali che ci saranno utili nei prossimi giorni. Poco prima delle 19 siamo già nel centro di Ribe, la più antica città della Danimarca (la sua fonazione risale al 700). Lasciamo le valigie nel B&B che avevamo prenotato su internet, molto carino e accogliente, per andare subito a scoprire questa cittadina che ci regala un tuffo nel passato. Per rivivere l’atmosfera magica e surreale del luogo partecipiamo al caratteristico giro per le vie acciottolate del centro al seguito del guardiano della città, vestito con l’antica divisa, che esegue la ronda per le strade alle otto di sera esattamente come un tempo. E’ un’esperienza molto originale e divertente, la ronda si ferma davanti ai vari punti di interesse del paese dando spiegazioni ai turisti in danese e inglese e intonando canti tipici nel tragitto tra un posto e l’altro. Dopo questo primo assaggio della città vado ad assaggiare anche la mia prima birra locale, Tuborg, in un pub del centro prima di fare ritorno verso il B&B.

Sabato 15 agosto
Ribe – Ringkøbing – Holstebro

La nostra giornata di ferragosto inizia con un’ottima colazione in un panificio del centro, dove possiamo anche prendere un caffè al tavolino mentre ci gustiamo un tipico dolce danese (wienerbrød, una pasta arrotolata farcita con burro e creme, buonissima!). Facciamo un giro in alcune zone della città che ancora non avevamo visto, camminando fra le caratteristiche case a graticcio, fino a scoprire un bel parco che costeggia il fiume, dove nel silenzio totale del luogo si avverte soltanto la presenza dei gabbiani. Dopo una sosta all’ufficio turistico per cambiare un po’ di euro in corone, visitiamo la cattedrale, in stile romanico a cinque navate, e poi saliamo sul campanile per godere di un bellissimo panorama su tutta la zona. In tarda mattinata lasciamo Ribe in direzione Ringkøbing. Puntiamo subito verso la costa occidentale dello Jutland (zona molto ventosa) passando per Esbjerg dove ci colpisce la monumentale scultura con quattro statue di uomini alte 9 metri che volgono lo sguardo verso il Mare del Nord. Poco dopo imbocchiamo uno dei tanti itinerari “Margherita”, strade di campagna panoramiche da percorrere in auto segnalate da appositi cartelli, che ci porta in una zona selvaggia e molto bella dove sbucano fuori tra una collinetta e l’altra casette di villeggiatura completamente immerse nella vegetazione di brughiera dominata da cespugli di erica. Percorrendo una stretta lingua di terra tra il mare e il fiordo di Ringkøbing, paradiso dei surfisti, arriviamo nella cittadina portuale di Ringkøbing che ci appare deserta (i negozi in Danimarca chiudono alle 17.30, per di più il sabato sono aperti solo la mattina e oggi è anche ferragosto!). Facciamo un giro fra le basse casette dai tetti rossi e gli stretti vicoli lastricati dove non passa nessuno e la cosa ci scoraggia un po’ nella ricerca di un posto dove dormire. Decidiamo quindi di proseguire verso nord e ci fermiamo a Holstebro, una tappa non prevista che si rivela molto piacevole. A ogni angolo di strada si trovano sculture d’arte moderna e anche la via dei negozi sembra molto elegante (peccato che anche qui sia tutto chiuso!). Dopo varie ricerche di un alloggio riusciamo a trovare l’ostello della gioventù, che definiremo poi “ostello fantasma”. Nell’ostello, infatti, non c’è nessuno ad accoglierci, la porta è chiusa, allora telefoniamo, ci danno un codice per entrare, ci dicono dove trovare la nostra camera (già aperta, con la chiave sul tavolo e la biancheria pronta) e la mattina dopo paghiamo a una persona che viene a servire la colazione. Un sistema “a fiducia” che ci lascia molto sorpresi in positivo, ma d’altronde siamo nel nord Europa e l’organizzazione degli ostelli non può che essere impeccabile! Usciamo per cenare verso le 20 (pur essendo già tardi per l’orario danese) e rientriamo in ostello dopo un giro in notturna della città.

Domenica 16 agosto
Løkken – Rubjerg Knude – Skagen

Oggi puntiamo verso Skagen per raggiungere l’estremo nord della Danimarca. Passiamo attraverso il Limfjorden, un labirinto di terra e mare popolato da molte specie di uccelli. La strada, molto panoramica e poco trafficata (come del resto tutte le strade della Danimarca), è un susseguirsi di paesaggi diversi ma ugualmente piacevoli e rilassanti: terreni coltivati, boschi e spiagge selvagge dove incontriamo margherite e coccinelle. Facciamo tappa a Løkken, animata località di villeggiatura sul mare dalle caratteristiche case gialle. Ci spingiamo fino alla spiaggia, una distesa di sabbia bianchissima spazzata dal vento che attira qui gli amanti del surf. Poco più avanti arriviamo ad un’altra tappa che ci incuriosisce molto: la duna mobile di Rubjerg Knude. Percorrendo in macchina uno stretto sentiero si staglia improvvisamente all’orizzonte una gigantesca duna alta più di 80 metri che precipita verso il mare e in mezzo alla quale spunta quel che resta dell’antico faro, ormai per metà sommerso dalla sabbia. E’ uno spettacolo unico, reso ancor più emozionante e realistico dal vento che soffia impetuoso proprio contro di noi mentre cerchiamo con fatica di scalare la duna per raggiungere la sommità. Superiamo questa impresa temeraria sfidando una vera e propria tempesta di sabbia come fossimo nel deserto e, una volta arrivati in cima alla duna, riusciamo appena a voltarci per un attimo a vedere il faro e la costa dall’alto, che rimangono impressi nella mia macchina fotografica come ultimi scatti della vacanza (la sabbia purtroppo è stata fatale, per fortuna abbiamo una fotocamera di scorta!). Reduci da questa incredibile avventura che ci ha riempito di sabbia dappertutto, arriviamo a Skagen verso le 16.30 e ci sistemiamo in un bell’ostello dove abbiamo anche il bagno in camera. Usciamo per fare un giro nella città più a nord della Danimarca, un villaggio di pescatori con case gialle e giardini fioriti. Per cena proviamo alcune specialità danesi: una zuppa di pesce e verdure e un dessert a base di fragole e gelato. Il locale è carino anche se non c’è molta gente e il cameriere ci spiega che i danesi, diversamente da noi, non sono abituati a cenare fuori la domenica. In effetti anche dopo cena non c’è nessuno per le strade e, piuttosto che d’agosto, sembra di essere in autunno inoltrato.

Lunedì 17 agosto
Skagen – Aalborg – Århus

Dopo una ricca colazione in una panetteria del centro, ci dirigiamo verso Grenen (“il ramo”), l’estrema punta settentrionale della Danimarca dove si incontrano i due tratti di mare Skagerrak e Kattegat, che collegano il Mare del Nord al Mar Baltico. Il posto è spettacolare, sembra di essere alla fine del mondo! Percorriamo a piedi la lunga lingua di sabbia fino al punto in cui termina la spiaggia e si vedono scontrarsi con violenza le onde dei due mari per effetto dei venti che soffiano in direzioni opposte. Con il riflesso della luce il mare assume delle tonalità che vanno dal celeste all’argentato ed è proprio la particolarità dei colori dell’acqua, oltre a quelli della sabbia e del cielo, ad aver ispirato la corrente pittorica della scuola di Skagen. La natura offre in questo luogo un’atmosfera speciale e camminare su questo lembo estremo di terra sospinti dal vento ci trasmette un grande senso di libertà e di distanza da tutto. Dopo aver comprato delle stampe che riproducono quadri famosi dei pittori di Skagen invertiamo la rotta per cominciare il ritorno verso il sud dello Jutland. Lungo il percorso ci fermiamo ad Aalborg, dove visitiamo l’interessante centro storico e facciamo una pausa pranzo prima di ripartire verso Århus dove arriviamo sotto una pioggia battente. Visto che finora ci siamo trovati bene con la sistemazione in ostello, decidiamo di provare anche quello di Århus che è immerso in un bellissimo parco. Sistemate le valigie in camera, facciamo un giro in centro dove ormai i negozi sono chiusi e anche qui non si vede molta gente per le strade, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Un ragazzo, che ci vede girare con la cartina in mano, si ferma a chiederci se abbiamo bisogno di aiuto, un esempio della gentilezza ed ospitalità che contraddistingue i danesi. La città riserva molti luoghi da scoprire: la Casa della Musica, il Duomo, il teatro, il quartiere latino, fino ad arrivare alla zona che a noi è piaciuta di più, cioè quella dove sono concentrati tanti bar e ristoranti con i tavolini disposti lungo le due sponde del fiume che passa in mezzo al paese e che è solcato da una serie di caratteristici ponti pedonali, un posto molto suggestivo anche con l’illuminazione notturna. Ceniamo all’interno di uno di questi locali perché fuori fa piuttosto freddo, poi torniamo verso l’ostello.

Martedì 18 agosto
Århus – Horsens

Ci svegliamo con un bellissimo sole che ci accompagnerà anche per i prossimi giorni. Prima di lasciare Århus è d’obbligo una visita ad una delle sue principali attrazioni, Den Gamle By (“la città vecchia”), il più grande e completo museo all’aperto di cultura cittadina d’Europa. Prima di entrare nel museo facciamo un giro molto rilassante nell’adiacente giardino botanico, dove ci perdiamo tra prati verdissimi, laghetti con anatre, e tantissime specie di piante e fiori, un posto stupendo! La nostra visita al museo dura circa due ore, in cui facciamo un salto indietro nel tempo fra strade e cortili ricchi di atmosfera con ricostruzioni di antiche case e botteghe dove troviamo anche personaggi veri a lavoro vestiti con i costumi d’epoca. Ci divertiamo ad entrare in ogni portone e scoprire l’ufficio doganale, la farmacia, il laboratorio di un artigiano, la residenza del borgomastro e tanti altri luoghi ricostruiti in tutti i dettagli che prendono vita davanti ai nostri occhi, un’esperienza di museo “vivente” molto istruttiva e coinvolgente che ci fa immergere a pieno nella storia della Danimarca dal 1500 ad oggi. Dopo questo tuffo nel passato proseguiamo il viaggio verso Horsens, una località poco distante sulle rive di un fiordo che dalle nostre guide sembra interessante e dove decidiamo quindi di fare tappa. La città in effetti è molto carina e il centro, con la più vasta zona pedonale della Danimarca, è animato questa volta da molta gente. Per le strade, dove vediamo anche la casa dell’esploratore Bering, fervono i preparativi per il più grande festival medievale d’Europa che si svolge qui alla fine di agosto. Contattiamo un B&B fra quelli della lista che ci è stata consegnata all’ufficio turistico e andiamo quindi a sistemare le valigie per poi uscire ad acquistare qualche genere alimentare in un supermercato locale. Qui, con l’idea di provare il famoso latte danese, finisco per comprare una specie di yogurt liquido acidissimo che non è proprio quello che stavo cercando (evidentemente è un prodotto che piace ai danesi ma che in Italia non si trova). Andiamo poi a fare una bella passeggiata lungo il lago situato subito fuori dalla città, dove ci fermiamo ad ammirare i riflessi del sole sull’acqua solcata da alcune canoe, una ricarica di energia per il corpo e per la mente a contatto con la natura. Ceniamo in uno dei pochi posti ancora aperti verso le 20.30 e torniamo al B&B.

Mercoledì 19 agosto
Billund (Legoland) – Odense

Alle 8.30 partiamo per Billund, dove ci aspetta una giornata di pieno divertimento e ritorno all’infanzia con la visita al parco Legoland, una tappa assolutamente da non perdere! Arriviamo prima dell’apertura dei cancelli, alle ore 10, e c’è già molta gente in fila. Per prima cosa esploriamo Miniland, un’area dove sono stati ricostruiti gli edifici più celebri del mondo con milioni di mattoncini LEGO. E’ affascinante aggirarsi tra questi ambienti riprodotti in ogni minimo dettaglio e che sono resi vivi da personaggi e oggetti in movimento, con tanto di effetti sonori che creano un’atmosfera veramente coinvolgente. Da qui ci spostiamo nella zona del Far West tra cercatori d’oro e accampamenti indiani, per passare poi al paese dei pirati dove facciamo un giro a bordo di una barca nella grotta segreta, con tante figure animate tutte rigorosamente fatte di LEGO. Saliamo su un gommone per affrontare le rapide della giungla, vediamo i bambini che si sfidano sui camion dei pompieri, ci fermiamo a guardare un divertente spettacolo con acrobati in costume e visitiamo il castello medievale con un giro sulle montagne russe. Dopo aver mangiato un gelato super ricco come piace ai danesi (sormontato da pralina di cioccolato, mousse e sciroppo) andiamo a vedere un cartone animato in 4D (con schizzi d’acqua e fiocchi di neve che cadono realmente in sala!) per poi salire a bordo del trenino della miniera. Siamo pervasi dalla voglia di fare tutti i giochi del parco insieme ai tanti bambini che ci circondano, conquistati da una sensazione di spensieratezza e di festa che vorremmo durasse più a lungo possibile. Prima di lasciare il parco facciamo un giro sul trenino panoramico per ammirare da una prospettiva diversa le ricostruzioni di Miniland e poi un giro nel negozio LEGO, un paradiso per la fantasia e la creatività. Ci rimettiamo quindi in viaggio dopo questa bellissima esperienza che regala allegria ad ogni età. Un ponte ci trasporta dallo Jutland sull’isola di Fionia dove facciamo tappa a Odense, la città di Andersen. Passiamo dall’ufficio turistico prima che chiuda per prendere la lista dei B&B della zona e ne troviamo uno al primo tentativo, una villetta a due passi dal centro dove siamo ospitati in una camera in mansarda molto accogliente. Usciamo subito per fare un giro nella zona del villaggio di Andersen per poi andare a cena verso le 19.30 al ristorante “Il Brutto Anatroccolo”, dove gustiamo un buffet di specialità danesi in piena tranquillità dato che siamo gli ultimi clienti del locale. Rientriamo al B&B dopo un giro in notturna per le stradine del villaggio.

Giovedì 20 agosto
Odense – Egeskov Slot – Copenaghen

La giornata comincia con una ricca colazione preparata dalla Signora Marietta, la proprietaria del B&B. Troviamo panini caldi, formaggio, frutta, marmellata, l’immancabile burro danese e anche un uovo bollito. Al tavolo con noi ci sono altri ospiti italiani con i quali ci scambiamo opinioni sui luoghi visti finora. Andiamo subito a visitare la casa-museo di Andersen, dove seguiamo un percorso con spiegazioni dettagliate che ci fa immergere a pieno nella vita del grande narratore di fiabe, una vera e propria “Andersen experience”! Ci spostiamo poi nella zona pedonale del centro, dove incontriamo un gruppo di manifestanti che regalano delle confezioni di latte organico che vogliono sostenere con la loro protesta, quindi ne prendo volentieri una per assaggiare il famoso latte danese dopo la delusione avuta con quello acquistato in precedenza al supermercato. Questa volta niente sorprese, il latte è veramente buono e lo sorseggio con piacere camminando per strada. Vediamo il Municipio, che incredibilmente ha uno stile che assomiglia molto a quello di Siena, e il Duomo. Poi percorriamo di nuovo le stradine acciottolate del villaggio di Andersen con le caratteristiche case basse dai colori accesi, che fanno da romantica cornice al mondo dello scrittore. Il nostro viaggio prosegue verso il sud della Fionia per arrivare a Egeskov Slot, un castello alla cui vista si ha l’impressione che le favole possano veramente diventare realtà. Si tratta di un lussuoso maniero rinascimentale costruito in mezzo a un lago e circondato da uno splendido parco. Approfittando di un sole brillante che dona riflessi incantevoli a tutto il paesaggio, decidiamo di visitare i vasti giardini che comprendono anche un orto con piante officinali, un labirinto di faggi e uno di bambù, musei di carrozze e altri mezzi d’epoca, oltre a una torre panoramica con un percorso di ponti sospesi tra gli alberi, un luogo davvero rilassante che coniuga superbamente le bellezze della natura e dell’uomo. Lasciamo questa meraviglia per puntare dritti verso Copenaghen passando attraverso il ponte sul Grande Belt che supera un tratto di mare di 18 km congiungendo le isole di Fionia e Selandia. Incantati ad ammirare il blu intenso del mare che sembra fondersi con l’azzurro del cielo, siamo più volte costretti a tenere saldo il volante a causa delle improvvise raffiche di vento. Percorrere questo ponte è davvero un’emozione unica! Arrivati nella capitale ci sistemiamo nell’hotel prenotato su internet e poi cominciamo a scoprire la città partendo dal suo caratteristico canale Nyhavn, dove ceniamo con menù a base di pesce in uno dei tanti ristoranti lungo il molo. Facciamo un giro di notte nei dintorni del canale prima di tornare in albergo abbastanza stanchi ma soddisfatti.

Venerdì 21 agosto
Copenaghen

Iniziamo la giornata da “gran signori” con una romantica colazione in camera: il nostro Hotel Tiffany fa onore al suo nome! Nel frigorifero della stanza troviamo infatti marmellata, burro, yogurt e alcuni snack che possiamo mangiare comodamente al tavolino della camera, dove c’è tutto l’occorrente per prepararsi tè e caffè, gustandoci anche i panini freschi che ogni mattina vengono appesi fuori dalla porta insieme al giornale. Dopo questo piacevole risveglio siamo pronti per visitare la capitale e lasciamo l’auto in un parcheggio a pagamento vicino all’albergo, visto che merita sicuramente girare per la città a piedi o con i mezzi pubblici. Una sosta all’ufficio turistico del centro, davvero grande e ben organizzato, ci chiarisce le idee su come strutturare al meglio il nostro itinerario. Acquistiamo una maglietta al vicino Hard Rock Cafe e poi prendiamo un autobus che ci porta a vedere la famosissima Sirenetta. La piccola statua in bronzo posta su una roccia nella zona del porto volge il suo sguardo nostalgico verso il mare e ci rievoca l’atmosfera delle favole di Andersen che in Danimarca si respira ovunque. Dopo le immancabili foto ripartiamo a piedi alla volta di Amalienborg Slot, la residenza dei reali con i suoi quattro caratteristici edifici sfarzosi. Poco più in là ammiriamo una bella fontana circondata da un gruppo di sculture affacciate sul mare dell’italiano Arnaldo Pomodoro e alle 12 in punto siamo di nuovo di fronte al Palazzo Reale per assistere al cambio della guardia. Da qui proseguiamo verso un altro stupendo castello, il rinascimentale Rosenborg Slot, che custodisce oggi i gioielli della corona. Decidiamo di non entrare ma di goderci il bellissimo parco in cui è immerso l’edificio e dove ci concediamo un po’ di relax. Per pranzo torniamo sul Nyhavn e ci mangiamo un’insalata con salmone ottima e veramente abbondante, affascinati dalla vista superba sul canale dove si specchiano le antiche dimore dei pescatori dai colori pastello, quasi un affresco ingrandito dei piccoli villaggi che abbiamo incontrato finora nel nostro viaggio. Per apprezzare a pieno questa meravigliosa città sull’acqua decidiamo di fare un giro su uno dei tanti battelli turistici che partono dal Nyhavn. Il giro dura un’ora e nel nostro turno troviamo anche una guida in italiano. Attraverso i caratteristici canali di Copenaghen scopriamo parti interessanti della città che altrimenti non avremmo visto. Un’esperienza da non perdere! Dopo la parte culturale non può mancare un giro shopping nello Strøget, la zona pedonale più lunga del mondo (quasi 2 km), dove andiamo a caccia di souvenir ed ammiriamo le raffinate vetrine con esposte le famose porcellane danesi. Per cena pensiamo inizialmente di andare nel parco attrazioni di Tivoli, ma il prezzo della sola entrata (più di 20 Euro) e il poco tempo a disposizione ci fanno cambiare idea, quindi torniamo in fretta verso il centro per mangiare un piatto caldo in un mercatino internazionale poco prima che chiuda tutto. Per concludere la serata passiamo due orette in un Irish pub della zona, dove apparecchiamo il tavolo con tutte le cartoline destinate ai nostri amici. Anche la cameriera è incuriosita da questa nostra attività, un’abitudine, forse ormai fuori moda ma per noi ancora piacevole, per ripercorrere le tappe del nostro viaggio, rifletterci sopra e condividere con gli altri le nostre emozioni.

Sabato 22 agosto
Lubecca

Lasciamo a malincuore Copenaghen per iniziare il viaggio di ritorno dirigendoci verso Rødbyhavn, dove prenderemo il traghetto che ci riporterà in Germania. Passiamo questo nostro ultimo giorno in Danimarca per gran parte del tempo in macchina attraversando il sud della Selandia e le isole di Falster e Lolland. Il viaggio scorre veloce tra le vaste pianure coltivate in mezzo alle quali spuntano le imponenti turbine eoliche disseminate in tutto il territorio danese, che movimentano il paesaggio e sembrano quasi un omaggio degli abitanti alla “sacralità” del vento. Arrivati al porto sullo stretto di Fehmarn ci imbarchiamo sul traghetto in partenza senza nemmeno aspettare in fila, un tempismo perfetto! Ci rilassiamo sul ponte rivolti verso il sole mentre la costa danese si allontana e un gabbiano vola basso proprio sopra le nostre teste. Dopo appena 45 minuti arriviamo a Puttgarden sul suolo tedesco. Per finire le ultime corone danesi che ci sono rimaste facciamo un giro in un supermercato di frontiera che è ospitato su una nave. Così come all’andata facciamo fatica a trovare altri generi che non siano alcolici e dolciumi. Alla fine riusciamo ad acquistare una maglietta e una felpa e termina quindi la nostra esperienza con la valuta danese. Dopo non molto entriamo nel cuore di Lubecca, dove abbiamo un appuntamento imperdibile con una pasticceria del centro famosa per il marzapane, che ci ha consigliato una nostra amica e dove valeva davvero la pena fermarsi per un assaggio! La città ci piace a colpo d’occhio. Il centro storico, grande e molto bello, è un’isola circondata da due fiumi sulla quale svettano le torri delle numerose chiese di mattoni rossi. Ci addentriamo nelle vie medievali della città per scoprire tutte le sue meraviglie architettoniche. Fra queste ci colpisce in particolar modo la Holstentor, la più celebre delle porte cittadine appartenenti all’antica fortificazione della città. Vista la bellissima giornata ci sdraiamo sul prato di fronte alla porta che mostra a distanza tutto il suo aspetto imponente. Andiamo poi alla ricerca dell’albergo prenotato su internet, che troviamo con un po’ di difficoltà. Per cena torniamo in centro dove ci immergiamo nel pieno di una tipica festa tedesca con bancarelle, musica e tanta gente per le strade. Ceniamo anche noi nelle tavolate in mezzo alla gente del posto con pane, wurstel e birra. Dopo tutte queste giornate intense cominciamo a sentire una certa stanchezza, quindi torniamo presto in albergo, felici di aver scelto di visitare anche questa città così interessante e animata.

Domenica 23 agosto
E’ il giorno del rientro in Italia. Facciamo una ricca colazione con prodotti tedeschi molto buoni e poi percorriamo il breve tratto che ci conduce all’aeroporto. Dobbiamo fare il pieno di benzina prima di riconsegnare la macchina ma intorno all’aeroporto non troviamo nessun distributore. Allora chiediamo e ci dicono che il più vicino dista 10 minuti tornando verso la città. Per fortuna siamo arrivati con un certo anticipo! Riportiamo poi la macchina al parcheggio della Hertz e facciamo le procedure di imbarco. L’aeroporto di Lubecca è piccolo ma eseguono controlli molto rigorosi, quindi bisogna avere pazienza ed aspettarsi una scrupolosa perquisizione dei bagagli a mano e delle persone (ci controllano perfino le suole delle scarpe!). Durante il volo ripensiamo alle tappe di questi 10 giorni di viaggio in giro per la Danimarca, un Paese che ci ha affascinato per il suo alto livello di civiltà e di qualità della vita, oltre che per le sue bellezze ed attrazioni. Un Paese dove le biciclette vengono prima delle auto, dove se piove non si apre l’ombrello ma si continua imperterriti a camminare, dove si vedono famiglie in giro con tre o quattro bambini piccoli, dove si fa e si respira cultura, dove l’ordine regna sul caos, dove le persone ti fermano per strada per offrirti il loro aiuto, dove l’uomo rispetta la natura e ne sa trarre vantaggio, dove la vita scorre con un ritmo diverso, dove le favole possono diventare realtà. Un sogno che prende vita.

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