Martinica, St Vincent e Genadines

Viaggio organizzato completamente fai-da-te, traendo ispirazione da un racconto che avevo letto su questo sito un po’ di tempo prima e che parlava di una crociera in barca a vela alle Grenadines. Cercando un po’ su internet (il periodo era considerato ancora di bassa stagione e non c’era tantissima disponibilità) ho trovato posto su una crociera in maxi-catamarano di una settimana in partenza dalla Martinica; abbiamo quindi deciso di fare anche una settimana su quell’isola.
Partenza sabato 14/11 da Milano Linate a Parigi Orly con Alitalia e dopo qualche ora di scalo ripartiamo con Airfrance per la Martinica (volo diretto). Arriviamo in serata e subito prendiamo un taxi per raggiungere il molo dove il catamarano ci aspetta.
Ci accolgono il capitano Jean Marie, l’aiutante Nicolà e la cuoca Marie Anne: tutti francesi, così come il resto dei passeggeri (4 coppie). Grazie al cielo il capitano parla un ottimo inglese, così riesco a capire anch’io le spiegazioni; infatti solo il mio fidanzato Stefano parla qualche parola di francese. Ma questa non sarà una limitazione con i nostri compagni di viaggio: anche se non giovani abbiamo trovato tutta gente molto simpatica ed avventurosa. La barca è enorme: 25 metri di lunghezza con un albero altrettanto alto e non è al completo, ci sono almeno un paio di cabine libere.
Iniziamo subito con l’aperitivo tipico locale, che ci accompagnerà per tutta la vacanza: il Ti Punch (un po’ di sciroppo di zucchero di canna, una spruzzatina di lime e rum agricolo della Martinica, ovvero prodotto con la canna da zucchero e non con la melassa come quello industriale).
Il mattino di domenica si salpa alle 4,00 mentre stiamo ancora dormendo e il mio timore di soffrire il mal di mare è presto fugato: anche se nei tratti tra un’isola e l’altra il mare è abbastanza mosso continuiamo a sonnecchiare fino alle 7,00 e poi ci alziamo pieni di appetito. Colazione meravigliosa a base di pane e marmellata… alla banana, all’ananas, al cocco, al mango e alla goyave!!! Buonissime. :cool:
Durante la navigazione ecco la nostra prima emozione: una delle due canne da pesca attaccate dietro al catamarano si tende improvvisamente. Il capitano ferma i motori e si affretta a recuperare la lenza: è un tonno bello grosso! Sarà la nostra cena, cucinato sul barbeque della barca. Continuiamo a navigare verso sud fino all’isola di Bequia, ormeggiando nella grande baia di Admiralty Bay. Scendiamo in una bellissima spiaggia di sabbia bianca coronata dalle palme e da un mare azzurrissimo, in cui subito ci tuffiamo per fare snorkeling in mezzo ai pesci tropicali. Più tardi facciamo anche una passeggiata nel paese, dove oltre alle povere case dei pescatori troviamo anche splendide villette probabilmente di proprietà di ricchi stranieri.
Il lunedì partiamo in direzione di Mustique, l’isola più “in” delle Grenadines. Scendiamo in un’altra spiaggia da sogno, con mare meraviglioso che degradava dolcemente, ricchissimo di fauna subaquea. Nel pomeriggio saliamo sul pulmino guidato da un folcloristico abitante dell’isola (discendenti degli schiavi importati dall’Africa) che ci scarrozza tra le mega-ville di personaggi come Merrill Lynch, Bryan Adams, Lacoste, Tommy Hilfinger… Arriviamo in un’altra spiaggia famosa dell’isola: Macaroni Beach; bellissima sabbia bianca circondata dalla scogliera, ma il mare è più agitato perché siamo sul versante oceanico. Verso sera si riparte per l’isola di Macero, dove passiamo la notte in una baia. Durante la serata i nostri compagni di viaggio si divertono ad illuminare l’acqua con delle pile per individuare le sagome degli squaletti che girano attorno alla barca.
Il giorno dopo ci sbarcano sull’isola, dicendoci di attraversarla perché ci verranno a riprendere sull’altro lato (è piuttosto piccola). Ci arrampichiamo sulla collina, attraversando il villaggio locale, e ridiscendendo sbuchiamo… nella spiaggia più bella che io abbia mai visto!!! Di sabbia bianchissima, la spiaggia è leggermente ricurva, racchiusa da una corona di palme e delimitata da speroni rocciosi ricoperti di vegetazione; davanti l’acqua della baia è calmissima, di un azzurro meraviglioso, ed attorno le uniche costruzioni che si vedono solo un pontile di legno e la baracca degli abitanti locali che vendono magliette. :D
Dopo un paio d’ore lasciamo a malincuore questo paradiso, ma la nostra destinazione non è da meno: le Tobago Cays sono infatti un gruppo di piccolissime isole disabitate, protette dalle onde dell’oceano da una piccola barriera corallina; nel centro dell’arcipelago l’acqua non è più profonda di 4 metri e di un azzurro incredibile. Abbiamo passato 24 ore nuotando tra un’infinità di pesci tropicali, tartarughe, mante, squali e persino un barracuda. A coronare il tutto non poteva mancare un barbecue serale sulla spiaggia a base di aragosta, accompagnati dalla musica dei borghi. :yeah:
Mercoledì dopo pranzo ripartiamo tristemente verso nord, ma la malinconia è presto cancellata da alcuni incontri emozionanti. Sulla nostra rotta incrociamo prima un gruppo di capodogli, poi un bel gruppo di delfini che ci accompagna per alcuni minuti correndo e saltando tra le prue del nostro catamarano, infine un altro gruppo di mammiferi acquatici belli grossi (una via di mezzo tra un delfino e una balena) che scopriremo poi chiamarsi Globicefali di Gray.
Arriviamo in serata all’isola di St Vincent, ricchissima di vegetazione e di insenature che nascondono piccole spiagge. Passiamo davanti alla baia dove hanno girato “I pirati dei Carabi” e attracchiamo nella baia successiva: veramente un posto da pirati! Non poteva mancare un locale a tema (il Black Baron). Dopo cena sbarchiamo per assistere in un bar sulla spiaggia ad un concerto di percussionisti locali; gli strumenti sono bellissimi, tutti ricavati da bidoni o pezzi di macchinari!
Il giorno dopo ci aspetta un veloce tour dell’isola, che ci condurrà anche a fare un bagno in una cascata a cui si arriva letteralmente arrampicandosi all’interno del ruscello. Io e Stefano scambiamo anche qualche parola con un rastaman locale, il quale si è messo a raccontarci che qui si sta bene, il clima è buono, non ci sono pericoli, puoi dormire nella giungla, “non c’è problema”. Scopriremo poi che questo è il motto di tutte queste isole (loro dicono “pa ni problem”). Ripartiamo quindi verso l’isola di St Lucia, ormeggiando vicino a due coni rocciosi alti più di 700 metri (Gros Piton e Petit Piton).
Anche qui la mattina successiva partiamo per un tour sull’isola, stavolta più approfondito. La prima tappa è La Solferie, dove ci portano all’interno della bocca di un vulcano dove in alcuni punti si vede il fumo che esce dal terreno e l’odore di zolfo impregna l’aria… La tappa successiva è un’altra cascata dove è possibile fare un bel bagno rinfrescante, circondata da una giungla di fiori tropicali. Poi ci guidano in una valle in cui ci sono delle sorgenti di acqua calda che arriva direttamente dal vulcano; ci sono delle vasche dove bagnarsi con l’acqua che arriva con temperature differenti. Durante il percorso a piedi, la guida con il suo macete taglia per noi una noce di cocco estratta dal terreno e un frutto di cacao pieno di semi ricoperti da una gelatina bianca dolcissima. Ripartiamo in pulmino, facendo tappa in una fabbrica artigianale di focacce alla manioca, ed arriviamo infine alla splendida Marigot Bay, porto turistico più famoso e più “in” di St Lucia, dove ci sta aspettando il nostro catamarano. Salpiamo subito per arrivare prima del buio sulle coste della Martinica.
Il sabato mattina torniamo al porto di Le Marin, sbarchiamo salutando i nostri compagni di viaggio e tutta la ciurma ed iniziamo la seconda parte della nostra vacanza.
Dopo aver ritirato l’auto (una piccola Twingo che arrancherà a fatica sulle ripide stradine dell’isola) ci dirigiamo verso il Pierre & Vacances che avevamo prenotato (catena francese di hotel che fornisce camere con angolo cottura). La nostra camera sarà pronta solo nel tardo pomeriggio, così decidiamo di rilassarci un po’ d’ore in piscina.
Il giorno dopo iniziamo il nostro vagabondaggio. Dato che è domenica evitiamo le spiagge più rinomate e andiamo nella piccola spiaggia di Anse Noire, che avevo letto essere molto apprezzata da chi fa snorkelig. Appena ci immergiamo ci troviamo a galleggiare sopra ad un tappeto di pesciolini argentati! :shock: Li seguiamo fino alla scogliera rocciosa, ma ce ne sono così tanti che non riesco quasi a vedere le altre specie… La sera per la cena andiamo in cerca di alcuni ristoranti segnalati sulla mia guida, ma scopriamo che la domenica sera ce ne sono tantissimi di chiusi. Scegliendo a caso finiamo in un ristorantino a Le Diamant con dei tavoli di plastica direttamente sulla spiaggia: non male!
Il lunedì ci dirigiamo verso la spiaggia più famosa della Martinica: Grande Anse Des Salines. Piuttosto grande, sabbia bianca e mare cristallino, tavoli e panche nascosti tra le palme; c’è anche un ampio parcheggio e le docce a disposizione… Decisamente bella, ma ovviamente più affollata delle altre (anche da venditori ambulanti). Nel tardo pomeriggio andiamo a visitare La Mauny, una delle distillerie di rum più grandi dell’isola. Facciamo anche il percorso guidato all’interno della fabbrica dove ci spiegano tutti i passaggi della fabbricazione e ce ne andiamo con qualche souvenir. Alla sera cena a Sainte Anne al ristorante Poi et Virgine: non economico ma molto bello e si mangia bene.
Il martedì attraversiamo l’isola per visitare un’altra meta famosa: i Baignoire de Josephine. Si tratta di un punto nel mare, distante alcune centinaia di metri dalla costa, dove la barriera corallina ha creato un accumulo di sabbia cosicché ci si ritrova a passeggiare in mezzo al mare con l’acqua che arriva sotto il torace. Sono chiamati così perché pare che l’imperatrice di Francia Josephine, originaria della Martinica, amasse fare il bagno in questo punto… Al molo troviamo un pescatore che per 50 euro ci porta là con la sua iole, ci da un bicchierino di rum ed è anche disposto ad aspettarci se decidiamo di farci una passeggiata in qualche isoletta.
Terminata quest’uscita, ci rechiamo poi alla penisola delle caravelle, un promontorio collinoso che si allunga verso l’oceano Atlantico. Facciamo anche una passeggiata nel parco naturale fino a raggiungere il faro, dove si gode una bellissima vista di tutta la penisola. Il mio sguardo cade sull’insenatura sotto di noi, la baia Du Tresor, dove l’acqua azzurrissima lascia intravedere affioramenti corallini, il tutto protetto da un’altra barriera che si trova all’imboccatura della baia.
Lo spettacolo mi piace così tanto che il giorno successivo convinco Stefano ad andare fino alla spiaggia della baia. Sulla mia guida c’è scritto che si raggiunge con mezz’ora di passeggiata. Scopriremo invece che ci vuole almeno un’oretta, attraversando nel caldo torrido la vegetazione tropicale ed una foresta di mangrovie. Le nostre fatiche vengono però premiate: sbuchiamo in una spiaggia meravigliosa, circondata da mangrovie abitate da granchi e manguste (ne vediamo un paio). Ci tuffiamo nell’acqua splendida per vedere l’affioramento corallino e passiamo la giornata in relax; pochi turisti oltre a noi si sono avventurati fin questo paradiso. La sera ci rechiamo nel ristorante Case Coco di Sainte Luce e ci concediamo un bel menù aragosta…
Giovedì puntiamo verso la parte nord dell’isola. Prima tappa alla distilleria Neisson, che secondo la mia guida produce uno dei migliori rum agricoli bianchi del mondo. Stefano non rinuncia alla degustazione anche se sono solo le 9.30 del mattino! :cattivo: Subito dopo arriviamo a Saint Pierre, ai piedi del vulcano Pelèe, la montagna più alta dell’isola. Questa città era stata per secoli la capitale della Martinica, finché fu completamente distrutta da un’eruzione nel 1902 che uccise in pochi minuti tutti i sui 30.000 abitanti. :???: Ora la città è rinata sulle fondamenta di quella antica, anche se ancora punteggiata di antichi ruderi (impressionante vedere i resti delle prigioni, le cui mura massicce hanno protetto un carcerato che fu uno dei due unici sopravvissuti dell’eruzione).
Dopo pranzo ci dirigiamo verso la distilleria Depaz, situata su uno splendido altopiano ai piedi del vulcano. Il luogo è davvero bello e la distilleria è tenuta benissimo, con un percorso punteggiato di cartelli che spiegano il processo di fabbricazione del rum e un magnifico castello che era l’antica dimora dei proprietari.
Ci rimettiamo in marcia e raggiungiamo Grand’Riviere, il paese situato più a nord, da cui si possono intravedere le coste della Domenica. Tornando verso sud facciamo tappa alla distilleria JM, ubicata anche questa in una bella valle.
Il venerdì, seguendo le indicazioni della mia guida, raggiungiamo a Ducos il Fun Kayak, dove possiamo affittare un kayak a due posti e affrontare un percorso nella foresta di mangrovie. Ci mettiamo a pagaiare di buona lena nell’acqua bassa circondata da questa foresta, con pesci di varie dimensioni (uno davvero enorme) che saltano fuori dell’acqua al nostro passaggio. Addirittura un pescetto è saltato dentro al kayak in mezzo alle gambe di Stefano! Non vi dico le risate. :evil: Dopo un paio d’ore, sfiniti, restituiamo l’imbarcazione e ci dirigiamo verso la distilleria Trois Rivieres, dove approfittiamo dell’ennesimo assaggio e dei vari negozi di souvenir che ci sono all’interno. Il resto della giornata decidiamo di passarlo sulla spiaggia di Grande Anse Des Salines.
Per la nostra ultima cena decidiamo di andare a Sainte Luce, in un semplicissimo baretto sul porto dove i proprietari servivano ricche porzioni di pollo alla griglia, frequentato sia da turisti che da gente del posto. Il Ti Punch che abbiamo bevuto lì ci ha proprio steso!
Sabato è il nostro ultimo giorno. Dopo aver restituito la stanza passiamo la giornata rilassandoci nella piscina dell’hotel, prima di prendere la strada dell’aeroporto per il nostro lungo rientro. Tra voli, soste in aeroporto e auto ci mettiamo un giorno intero a tornare a casa, stanchissimi ma veramente contenti!!!

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Ci sono 9 commenti su “Martinica, St Vincent e Genadines

  1. Elena che sogno :serenata::serenata::serenata:
    ho avuto la straordinaria fortuna di essere portata in quelle isole da ragazzina dai miei genitori (tenevamo la nostra barca a Grenada) e le tue parole mi hanno riportata alla magia di quei giorni. Bequia l’isola dei balenieri, i Tobago Cays, San Lucia ah che nostalgia.

    bellissime foto, complimenti

    g

  2. Wow,wow,wow!!!
    Che foto, e che viaggio stupendo!!
    I Caraibi un po’ fuori dalle solite mete, che, pur bellissime, sono molto inflazionate!!!!
    Adoro questi diari xche danno spunti interessanti, proprio come hai preso spunto tu Elena!!!

    X non parlare delle foto…….stupende!!!
    Peccato solo tu non abbia trovato il mitico Jack…Sparrow s’intende…il pirata + sexy dei Caraibi :oops:!!!!

    Lola:rose:

  3. Ciao,
    bellissimo diario e splendido viaggio, tutti i miei complimenti. :ok:

    Sto considerando il Pierre et Vacances della Martinica per un viaggio da fare nel 2010 con due bambini piccoli. Qui o meglio ancora nel topic apposito potresti darmi qualche dettaglio su questo villaggio limitatamente alla tua esperienza? Grazie 1000!

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