Il meraviglioso deserto libico

1 giorno – Sabato 26 dicembre

Partenza alle 8 da Torino, un paio di soste caffè, lasciamo la macchina al Parking, navetta per Malpensa terminal 1.
L’aereo decolla con solo mezz’ora di ritardo! Arriviamo a Tripoli alle 15,30. Un’ora e mezza per passare con il visto collettivo poi una lunga attesa nell’ingresso dell’aeroporto. Passano le ore, si cena in aeroporto, finalmente, dopo 5-6 ore (non ricordo bene) dal nostro arrivo a Tripoli voliamo per Sebha. Qui con un pulmino percorriamo ancora 170 chilometri per arrivare a Germa.
Pare un sogno ma alle 2 circa arriviamo al Dar Germa Hotel. Grazioso esternamente e con camere semplici. Un paradiso in cui svengo dopo pochi minuti.

2 giorno – Domenica 27 dicembre – Germa – Dar Auis km 340

Al risveglio uno splendido sole filtra dalla finestra … sotto ci sono già le jeep che aspettano. Comincia ora la vacanza! Colazione e poi via! Con noi salgono Margherita e sua figlia Fulvia, il nome dell’autista è così difficile che non so ripeterlo. Il gruppo totale è composto di 5 jeep. Un poliziotto sarà sempre con noi.
Durante il tragitto il panorama cambia, ampie zone di pianura e sullo sfondo la catena dell’Acacus.

Prima sosta per il te, biscotti e datteri. Piu’ tardi altra sosta per un pranzo veloce e poi, verso il tramonto raggiungiamo il campo tendato fisso Dar Auis Sahara, gestito da Silvia, una bolognese troppo tosta! Sorge in uno spazio piano chiuso da dune di sabbia e rocce di arenaria.
La tenda è confortevole, due letti a una piazza, il bagno interno e un piccolo terrazzino. Occorre prestare attenzione a non sciupare l’acqua, il bene qui più prezioso. La luce viene tolta verso le 23.
Ceniamo e ci rendiamo conto che Silvia ha istruito benissimo i cuochi, ricordo un piatto di spaghetti favoloso e tipici piatti libici. Dopo cena due passi nel campo per ammirare il cielo stellato e poi nanna ….
L’escursione termica è molto forte. Di giorno nel deserto si toccano i 30 gradi, di sera la temperatura si abbassa intorno ai 5.

3 giorno – Lunedì 28 dicembre

Oggi la giornata è dedicata all’esplorazione delle aree settentrionale (Auis) e centrale (Tin Lalan) con percorsi in fuoristrada e passeggiate a piedi.
Meravigliosi pinnacoli si innalzano ed è bellissimo camminare a piedi in mezzo a tanta bellezza …

Scopriamo di avere un servizio catering a nostra disposizione. Intorno alle 14, affamati, troviamo in un luogo prestabilito il tavolo già apparecchiato. Ci aspettano insalata di verdure fresche, uova sode, ceci, fagioli, formaggio, scatolame e frutta.

Al tramonto si ritorna al campo.

4 giorno – Martedì 29 dicembre – i rilievi dell’ Acacus

Millenni di anni fa il Sahara era ricoperto d’acqua e la vegetazione ricca e rigogliosa, ora il vento continua la sua opera di erosione, modificando in continuazione il panorama.
La vegetazione è rada, scompare completamente quando raggiungiamo le dune, incontriamo pianure nerastre, archi pietrificati.

Tantissime incisioni e pitture rupestri che hanno tramandato sino a noi momenti di vita e di caccia.
Al rientro al campo, dopo la cena, nella tenda beduina, punto d’incontro di tutto il campo, ci viene preparato il pane cotto nella sabbia sotto la brace. Niente male! E’ la nostra ultima notte al campo. Sinceramente mi piace, e molto!

arco costruito da noi, fateci sapere se esiste ancora! grazie:rose:

5 giorno – Mercoledì 30 dicembre – le dune di Uan Kaza – Germa km 340
Salutiamo Silvia e attraversiamo l’Erg di Uan Kaza, una catena dune che si estende tra l’Acacus e l’altopiano Messak Mellet.
Con i fuoristrada si entra nel cuore delle dune dove appare uno spettacolo naturale sorprendente.

Qui il nostro autista, il più pazzo del gruppo, puo’ fare sfogo alla sua abilità. Veramente emozionante cavalcare quei pendii sabbiosi, salire e discendere le dune a mezzaluna o a forma di piramide.
Il divertimento termina e raggiungiamo la strada asfaltata, circa 200 km per arrivare a Germa. Ritorniamo all’Hotel Dar Germa.

6 giorno – Giovedì 31 dicembre – Messak Settafet

Mohamed, la nostra mitica guida, ci avvisa che la giornata sarà impegnativa. Accidenti, altro che impegnativa! Il tragitto è veramente pesante, scossoni a non finire, la cervicale è in serio pericolo ma resiste anche questa volta.
Raggiungiamo i siti rupestri di Mathendush e di Galghien.
I graffiti sono veramente notevoli, scene di caccia, giraffe, elefanti, coccodrilli,
ippopotami, scene pastorali e i mitici gatti mammoni.
Il catering ci aspetta davanti al sito, organizzatissimo come al solito.
Vicino a noi un gruppo di cammelli ci degna di una piccola occhiata. C’è un fiume con un po’ d’acqua. Cerco refrigerio nelle sue acque e devono venire a tirarmi fuori, parevano sabbie mobili.
Si riparte per Germa, ci aspetta nuovamente quel tragitto molto pesante …. Contiamo i pezzi all’arrivo, ci sono tutti.
Sostiamo al Mercato di Germa dove acquistiamo spezie varie, arance …. Ci sono parecchi banchi di verdura. Coloratissimi!

Poi sosta al piccolo museo di Germa dove sono conservati oggetti antichi e le immagini dei graffiti più importanti sparsi per l’Acacus.
Passeggiata serale a Germa. Troviamo i venditori locali. E’ mia un’altra collana berbera! Troppo bella!

7 giorno – Venerdì 1 gennaio i laghi tra le dune – Sebha – Tripoli

E’ il giorno più bello, attraversiamo un mare di dune per arrivare all’erg di Ubari, dove all’improvviso si scoprono una serie di laghi, profondi anche qualche metro, circondati da ricca vegetazione e palmeti.
Una volta erano abitati dai Dauada, popolazione paleonegritica che per secoli ha vissuto riparata in questo ambiente cibandosi di datteri e di piccole larve che si riproducono sulla superficie delle acque.

Ecco il lago Mandara interamente coperto da una crosta salata, ecco Oum el Maa (madre delle acque) il più piccolo e il più bello dalla caratteristica forma a imbuto, poi Mafù e infine Gabron.

Fa molto caldo, così in mutande e reggiseno e in mutande anche gli uomini un tuffo dell’acqua del lago.
Un fenomeno molto strano. Il primo metro d’acqua è piuttosto fredda, se allunghi le gambe verticalmente sotto l’acqua è bollente, insopportabile! Si sente la presenza di parecchi gamberetti, pizzicano!

Pranziamo sotto una tettoia e guardiamo l’enorme duna che ci sta davanti. Un uomo tenta con scarso successo di scendere con gli sci. Un fuoristrada eccede e si ribalta, tutti accorrono ma per fortuna nulla di grave

Riprendiamo la strada nell’Erg in direzione nord-est, sono gli ultimi momenti in cui possiamo fermarci, sdraiarci nella sabbia, ammirare senza parlare questo spettacolo magnifico.
Le jeep si inseguono, una corsa che si interrompe solo quando si incontrano dune particolarmente ripide.
Una doccia per liberarci dai chili di sabbia, valigia e via per Sebha! Da qui voliamo verso Tripoli.

8° giorno – sabato

All’1 e trenta, ci portano al Corinthia, 5 stelle. Senza senso fermarsi in un hotel del genere per 4 ore. Comunque si approfitta di quel lussuoso bagno e alla volta dell’aeroporto: partenza per Milano, anche questa avventura è finita ….

Posso essere incorsa in qualche piccolo errore durante le escursioni, vi chiedo scusa, non c’era tempo e voglia di prendere appunti, molto meglio godere appieno delle meraviglie che il deserto offriva.

Il deserto affascina ogni momento, qualcuno potrebbe dire che sono sempre e sole dune. Non è così. Ogni angolo di sabbia, ogni ombra offre un dipinto diverso, lascia senza fiato. Vorresti trascorrere ore e ore seduta sulla sabbia e guardare quel mare dorato …. senza pensare a nulla, perchè davanti a una delle più belle meraviglia delle natura non c’è nulla sa dire o pensare ….

Un paragone fra questo e altri deserti? Sono tutti molto belli e ognuno ha le proprie particolarità. Personalmente il primo posto va sempre al Gran Mare di Sabbia e al Deserto bianco in Egitto.

Nulla da togliere però al Deserto Libico.

Nell’album degli Hotel trovate qualche immagine di dove abbiamo soggiornato.

Grazie al favoloso gruppo Blu! :yeah:

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Ci sono 62 commenti su “Il meraviglioso deserto libico

  1. Barbuda wrote:
    Bel diario e foto stupende, come sempre.
    Le dune, il lago, i graffiti…
    Ma la penultima e’ semplicemente deliziosa.
    :cool:

    Ciaoo!

    quella dove sono sdraiata nella sabbia? troppo bello, sembra di essere tutt’uno con il deserto… un momento fantastico! grazie di cuore:bacio:

  2. Mamma mia Wanda, quant’è affascinanate il deserto!!! Confermo la bellezza delle foto…quella del lago, quella delle dune…mi associo a chi ha detto che quella in cui sei sdraiata sulla sabbia è splendida, trasmette il senso di pace e di serenità che sicuramente provavi in quel momento. E molto carina anche lultima:ok:. Bravissima, come sempre!

  3. … l’hai scritto in modo così semplice che sembra una passeggiata:???:… ma io so che una passeggiata non e’ visto che un tour tra le dune l’ho gia’ fatto!!!!… parliamo di cervicale a quelche settima di distanza… noie?????*-)
    Complimenti per le foto….:rose:
    P.S. avevate chiesto la dia prima di edificare l’arco?:yeah:

  4. Lg wrote:
    Wanda… che viaggi meravigliosi che fai!!!
    E poi, tra diari e foto fai venire una voglia di partire che non ti dico…
    Ovviamente BRAVISSIMA e poi… quando riusciremo a partire insieme?????? :cattivo::D:bacio:

    penso che ci saremmo divertite tantissimo insieme … condividere poi la jeep e urlare saltando le dune è troppo divertente. Chi non si divertiva tanto era Tanga visto che eravamo in tre donne. L’autista rideva come un pazzo :D

  5. Da64 wrote:
    … l’hai scritto in modo così semplice che sembra una passeggiata:???:… ma io so che una passeggiata non e’ visto che un tour tra le dune l’ho gia’ fatto!!!!… parliamo di cervicale a quelche settima di distanza… noie?????*-)
    Complimenti per le foto….:rose:
    P.S. avevate chiesto la dia prima di edificare l’arco?:yeah:

    Hai ragione non è proprio una passeggiata, comunque io arrotolo una felpa e la metto dietro la nuca, in questo modo la cervicale è molto meno sollecitata.

    Non ho chiesto la Dia!:shock: chissa se l’hanno già demolito, povero arco:(

  6. Scusami Wanda… ma come mai ti è piaciuto di più il deserto dell’Egitto?
    Intendi come colori, come organizzazione, come campi tendati, come paesaggi, ….. ??
    Mi piacerebbe provare un tour nel deserto e, siccome non so se ci potrà essere anche un “bis”, tanto vale che scelga il pesaggio più scenografico…. :rose:

  7. Lg wrote:
    Scusami Wanda… ma come mai ti è piaciuto di più il deserto dell’Egitto?
    Intendi come colori, come organizzazione, come campi tendati, come paesaggi, ….. ??
    Mi piacerebbe provare un tour nel deserto e, siccome non so se ci potrà essere anche un “bis”, tanto vale che scelga il pesaggio più scenografico…. :rose:

    Fra i due tornerei in Egitto principalmente per la bellezza del deserto bianco. In Libia il deserto è fantastico, ma è fantastico anche il Gran Mare di sabbia in Egitto. Se al gran Mare di Sabbia aggiungi il panorama lunare del Deserto Bianco non ci sono dubbi ….
    Io ti consiglierei l’Egitto, più panorami diversi da vedere ….
    In quanto a organizzazione vince la Libia, anche perchè noi ci siamo rivolti a un TO egiziano con poche pretese.
    Nel campo tendato in Libia avevamo il bagno. Il Egitto avevano una tendina simile a quella dei bambini e come bagno le dune. che bello però!
    In ogni caso anche in Egitto trovi delle sistemazioni migliori di quella che abbiamo scelto noi.

    grazie a tutti:rose:

  8. Ormai chi mi ha preceduto ha detto tutto quello che c’era da dire…. io rimango meravigliato da due cose:
    il vostro spirito d’avventura e il paesaggio mozzafiato che avete incontrato.

    le foto sono semplicemente favolose e concordo sulla penultima foto (tu sdraiata sulla sabbia): dai l’idea di “galleggiare”.

    Brava Wanda e complimenti anche a Tanga.:rose::rose:

  9. Wanda non avevo ancora letto il tuo diario su questo ennesimo e bellissimo viaggio che hai fatto e che ci dai la gioia di condividere con te!! Brava bel racconto e complimenti a voi due che ci fate sempre emozionare !!:rose:

  10. grazie di cuore ragazzi!
    Sì, è stato proprio emozionante ….
    e lo spettacolo intorno a noi mozzafiato. Forse le foto rendono un poco quello che abbiamo visto.
    Ma quello che abbiamo provato è difficile da spiegare. Un’emozione grande: noi piccoli uomini in quell’immensità che è la natura ….
    un bacione :bacio::bacio:

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