Islanda: Fredda o calda?

Diario di viaggio in Islanda

L’Islanda è una delle ultime terre emerse del pianeta, ma il suo volto è primordiale. Forgiata dal fuoco, modellata dai ghiacci, è ancora oggi una sorta di “officina della natura “ che svela al viaggiatore l’insolito fascino dei suoi paesaggi profondamente segnati da immani mutamenti. E’ il paese più giovane d’Europa dove la salvaguardia dell’ambiente è uno dei principali fondamenti della cultura islandese.
Le sorgenti geotermali forniscono il riscaldamento a tutto il paese.
Vedi foto: Reykjavik – Area geotermica.
Il paesaggio islandese è estremamente vario: si passa infatti dai ghiacciai eterni alle sorgenti di acqua calda, dalle verdi vallate ai vulcani ancora in attività e dalle zone interamente ricoperte di lava ai famosissimi geyser (impressionanti e violenti getti di acqua e vapore che raggiungono anche i 30 metri di altezza).
L’elettricità è in prevalenza di origine idroelettrica.
Le strade interne raramente sono aperte prima di luglio e sono già chiuse a metà settembre. In caso di nevicate eccezionali rimangono chiuse del tutto.
Vedi foto: Una strada principale.
In tutto il fascino islandese c’è un inconveniente: i prezzi qui sono i più alti d’Europa perché è necessario importare quasi tutto perciò i prodotti alimentari,gli alloggi ed i trasporti sono piuttosto costosi. Solo qui ho potuto vedere in vendita in un vassoio 1 solo peperone od 1 solo zucchino (merce veramente preziosa che cresce, per la maggior parte dell’anno, in serre illuminate con lampade..)
Anche qui, come in Australia, sono severi i controlli all’ingresso di piante od animali al fine di evitare contaminazioni all’ambiente.
La polizia non è armata (non serve), le mamme lasciano i bimbi nel passeggino mentre entrano nel negozio per fare le spese, non esistono cancelli attorno alle case, i giochi dei bimbi vengono lasciati all’aperto davanti casa.
La maggior parte delle persone è molto riservata, perciò non si viene proprio importunati.
Gli autobus avviano il servizio all’inizio di giugno e lo terminano col 15 settembre.
Vedi foto: Fiumi senza argini.
Nelle zone interne è facile trovare fiumi privi di ponti per attraversarli, in quanto i fiumi qui scorrono liberi, senza sponde, e spesso cambiano il loro percorso. L’acqua non è molto profonda , ma abbiamo visto jeep in panne in mezzo all’acqua. Il problema è aspettare (anche per ore) che passi qualcuno che abbia un cavo per trainarti fuori. Gli islandesi hanno il cavo, ma in particolare” vedono” ad occhio nudo dove è meglio transitare per far si che l’acqua non entri nell’abitacolo e sanno dove possono trovare sabbia o ghiaia sotto le ruote.
E’ simpatico vedere che la strada che stai percorrendo finisce nell’acqua e continua dall’altra parte: non hai troppe scelte devi deciderti ad attraversare !!
Nel mese di giugno il sole non tramonta mai completamente nel nord del paese.
Molti islandesi scelgono di svolgere due o più lavori per mantenere un alto tenore di vita.
I bambini iniziano a lavorare, durante le vacanze estive a 8 anni e vengono insegnati lavori vari ( falegnameria, ortocultura…..); gli studenti delle scuole superiori vengono impiegati nella manutenzione pubblica, in particolare nell’edilizia.
Viene loro corrisposto un compenso ed applicati contributi.
Le scuole si trovano in alcuni punti strategici stradali e fungono da convitto per gli studenti che sono pochi e molto sparsi nel vasto territorio all’intorno. Frequentano la scuola per 4 gg e per 3gg tornano a casa. Per la maggior parte di loro il rientro a casa è poco piacevole perché non hanno le comodità ed i diversivi che si trovano nella scuola. Nella scuola possono utilizzare la piscina, andare a cavallo, i locali sono ben riscaldati…..
Gli studi possono essere frequentati da tutti, basta che vengano raggiunti dei risultati. Anche l’accesso all’Università è possibile con un prestito statale che dovrà essere rimborsato appena si inizia l’attività lavorativa.
Parlano quasi tutti più di una lingua e fin dalle elementari si studia l’inglese ed il danese. In televisione vengono trasmessi films in diverse lingue.
Il clima agevola la lettura ed è uno dei più salubri e meno inquinati al mondo ed il servizio sanitario è di alta qualità.
Vedi foto: Cavalli islandesi.
A proposito di cavalli la razza islandese è forte, più piccola della nostra, può stare all’esterno anche d’inverno perché si allunga ed infoltisce il pelo.
Visitiamo l’area geotermica che fornisce acqua calda a tutta Reykjavik. Un pozzo alla profondità di 2000 metri raggiunge la temperatura di 400° e trasporta per 46 km l’acqua calda alla capitale in un tubo molto coibentato. In questa zona si registrano anche 80 scosse al giorno del terreno perché in questo punto la crosta terrestre è spessa solo 30 km circa.
A Pingvellir c’è una spianata che è da sempre servita agli islandesi per raduni e dove un Parlamento ( il primo sorto al mondo) risolveva le faide tra i vichinghi. Chi sbagliava non era degno di vivere in società e veniva esiliato. Se non rispettava queste regole, poteva essere ucciso da chi avvicinava. Vi sono grotte dove si racconta siano vissuti degli esiliati. Parecchie canzoni, piuttosto malinconiche, narrano la dura vita di questi esiliati lontano dagli affetti con la sola disponibilità di acqua. Vi sono anche canzoni o leggende che parlano di gnomi, giganti e gigantesse, streghe, battaglie ed eroi. Le saghe vengono ancora raccontate ai bimbi nelle lunghe serate invernali.
Altra zona geotermale è il Geysir dove lo Strokkur esplode una bolla con una colonna di vapore ed acqua ogni 3 o 5 minuti. Tutto intorno polle ribollenti, sbuffi e soffioni ci fanno chiaramente comprendere che cosa abbiamo sotto i piedi!!
Le cascate ( Dettifoss, Gulfoss, Seljalandsfoss, Aldeyjarfoss, Hafragilsfoss, Svartifoss…) spesso di basalto sono di tutti i tipi, grandi, grandissime, enormi si alternano a paesaggi deserti con pianure dove scorrono liberi i fiumi e montagne rocciose piene di felci lunghe appena 5 cm….Non hanno il tempo di nascere che già la loro vita termina col gelo.
Vedi foto: Lava nera e sabbia bianca ad Hafragilsfoss
Cascata di Seljalandfoss
Cascata di Svartifoss
Cascata di Dettifoss.
L’acqua proprio non manca!!!
I vulcani ( Askia, Vatnajokull, Laki, Ekla Krafla, …. ) sono tanti, spenti od attivi che hanno eruttato, anche per mesi o anni, materiale di diversi minerali( pomice, tefrite…), anche tossici, portando modifiche al territorio a seconda del tipo di eruzione a cono od a fessura. Quelle a fessura si allungano nel terreno anche per 30 km… ed il danno maggiore viene portato non dalle colate laviche ( non vi sono abitazioni) ma dalla polvere lavica che vola e si deposita sull’erba che viene mangiata dagli animali. Vi sono state anche carestie in Islanda per i danni portati dalle eruzioni. Per mandare qualcuno all’inferno si suole dire “ma vai all’Ekla”.!
Vedi foto: Caldera di Askja.
Le caldere dei vulcani si riempiono di neve che si scioglie e rimane l’acqua calda dove alcuni fanno il bagno nudi. Il colore di queste acque è di un blu intenso molto bello.
Non mancano gli animali come le sterne,i gabbiani, i pulcinella di mare,la volpe artica, l’oca selvatica ed i candidi prati fioriti del cotone artico,od il rosso della Latifoglia Epilopio.
Vedi foto: Fioritura islandese.
La pesca al salmone è molto utilizzata nei fiumi, ma solo l’elite può venire da tutta Europa per i costi inavvicinabili. Sono stati ospiti :Agnelli, il re d’Inghilterra ….

Ogni tanto si legge in un cartello: “qualcuno sa dove stai andando?” Vuole ricordare che non si può azzardare nulla da queste parti perché, anche uno prudente, può trovarsi con un cambio di tempo improvviso e qui la natura è dominante sugli uomini.
Vedi foto: Atterraggio sulla luna.
In questa zona desertica ed ostile pare siano state fatte esercitazioni per l’allunaggio ed i maligni dicono che le riprese televisive dell’atterraggio sulla Luna siano state fatte qui e non sia un fatto accaduto realmente.
Bah! Solo loro sanno la verità!!
Lungo l’itinerario percorso, nei luoghi dove non c’erano hotel, siamo stati alloggiati nelle scuole :nelle camerette a 2 letti con 2 armadi e 2 scrivanie ed abbiamo mangiato nella sala mensa scolastica. Suppongo che il Preside diriga gli alloggiamenti ed il personale scolastico diventi personale d’albergo durante la brevissima stagione estiva. Inutile dire che era tutto pulito, nel massimo ordine e non avremmo detto che i locali erano frequentati da giovani studenti. Abbiamo molto da imparare da questo popolo almeno in campo sociale!.
Gli islandesi sono longevi, ma utilizzano olio di fegato di merluzzo abitualmente a colazione.
La pesca in mare è fruttuosa ed i pescherecci salpano per tre mesi consecutivi preparando i filetti di nasello o merluzzo già congelati. Gli uomini a bordo hanno vita dura, però hanno tutti i confort (computer, palestra) durante le ore di riposo. Sulla costa vediamo un essicatoio di teste di pesce che verranno poi pressate in blocchi ed inviate nei paesi poveri come integratori alimentari.
Vedi foto: Essicatoio di teste di merluzzo.
Le donne islandesi, abituate all’assenza continuata dei loro uomini, si sono abituate all’indipendenza,alla gestione della casa e dei figli, al lavoro esterno ed a provvedere ad ogni necessità. Per questo possono
essere interpretate in modo sbagliato se prendono l’iniziativa per esempio, di invitarti al bar.
A Namaskard, oltre ai soffioni, alle polle ribollenti, ai vapori già visti a Geysir, c’è nell’aria un fetido odore di uova marce che denota la presenza di anidride solforosa.
Vedi foto: Fumarole a Namaskard.
Come anteprima dell’inferno non è male!
La nostra guida Hliff, sposata ad un milanese ora trapiantato in Islanda, ci ha promesso una grande sorpresa: ha preparato per noi un rinfresco speciale che qui si usa offrire durante i pranzi di nozze o feste importanti. Ci fa assaggiare tocchetti di squalo che viene messo a frollare per lungo tempo sotto ghiaia e che neanche i cani dissotterrano per mangiarselo. L’odore di ammoniaca che emana dal pezzetto di squalo che mi trovo infilzato nello stuzzicadente è ripugnante, ma come è mia abitudine, non rifiuto mai la partecipazione ad una usanza per non recare offesa. Vedo che anche i miei 13 compagni di viaggio sono perplessi ed aspettano che qualcuno se lo porti alla bocca. Ingolliamo volentieri un bicchierino di distillato di patate che però non riesce a togliere il sapore dello squalo.
Sapete che le patate possono uscire dalla terra già cotte lessate? E che il pane lasciato sotto terra per 24 ore esce cotto? Naturalmente in zona geotermica.
Vedi foto: Laguna ghiacciata.
Ammiriamo il terribile Vatnajokull, maestoso, che nel 1996 attirò l’attenzione di tutti per l’eruzione avvenuta sotto il ghiacciaio e che sollevò la crosta di ghiaccio ed un muro di iceberg ed acqua alto 5 metri si riversò all’intorno distruggendo tutto.
Vivendo in queste situazioni estreme si può capire come un islandese si ritiene di essere un piccolo re: può decidere da solo e subito cosa è meglio fare.
A Landmanna Laugar si incrociano due fiumi: uno freddo ed uno caldo e si crea una bella piscina con acqua alla temperatura giusta; però il vento che soffia è gelido ed io non mi tuffo. Alcuni turisti invece approfittano dell’occasione.
Altra usanza islandese è quella di avere a disposizione in alcuni locali delle vasche con acqua a diversa temperatura 37°, 39°,41° e di immergersi in una di queste a scelta, restando esposti al sole; nel frattempo socializzano chiacchierando e godendosi l’idromassaggio.
Un bellissimo ricordo è quello sui piumini dei letti: molto soffici, leggerissimi ed estremamente caldi. Inoltre anche se il letto è matrimoniale i piumini sono due, perciò non si deve fare la lotta per aggiudicarsene un pezzo: ognuno ha il suo e se lo gestisce come vuole.
Abbiamo fatto ritorno a Reykjavik dove veniamo condotti alla Laguna blu, una fonte geotermale ed un posto stupendo! Inaugurata nel 1999 l’acqua che contiene silice, ha una temperatura variabile a seconda se ti avvicini o allontani dal getto che fuoriesce dal terreno. In genere si mantiene sui 40° e si può alternare l’acqua calda all’aria fredda o passare nella grotta per la sauna. C’è anche la nursery dove lasciare i bambini a giocare( nell’acqua naturalmente!) con i sorveglianti.
L’acqua è lattiginosa, ma spiace dover lasciare questo posto unico ed incantevole!
Termina il nostro viaggio di 14 giorni lasciandoci un’ottima impressione di questo popolo da antica data socialmente molto evoluto, che assomiglia tantissimo alla terra dove abita: è freddo di fuori, ma caldo dentro!

Viaggio effettuato unendo i partecipanti di 3 Tour operator :14 persone. (noi con Tucano)
Agenzia locale:IT ICELAND TRAVEL
Itinerario: Reykjavik – Thingvellir – Geysir – Egulfoss – Valle di Thorsmork – Hella – Aldeyjarfoss- Lago
Mivatn – Dettifoss – Penisola di Tjornes – Husavik – Askja – Egilsstadir – Fiordi orientali – Laguna
glaciale – Laki – Landmannalaugar – Reykjavik.
Alloggi: Hotel, ove presenti, e scuole.
Abbigliamento: quasi ovunque piumino o giacca a vento pesante, berretto, sciarpa,scarponcini trekking,
pile.
Cucina: ottimo pesce ed il pranzo sempre al sacco “essendo fuori rotta”

BUON VIAGGIO A TUTTI !!

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Ci sono 10 commenti su “Islanda: Fredda o calda?

  1. Bellissimo e utile il tuo diario… è incredibile pensare di vivere così!!!
    Oggi ho scoperto tantissime cose che non sapevo e sinceramente non mi ero mai chiesta sull’Islanda!!!
    Complimenti deve essere una terra bellissima!!!

  2. Un viaggio in Islanda è un mio pallino da MOOOLTO tempo…ci avevo anche seriamente provato ma il tour operator non ci permetteva di avere la camera tripla!!!
    Complimenti per il tuo diario ricchissimo di dettagli , sembra un documentario…casomai mi decidessi mi farò viva per qualche dritta!:cool:

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