La nostra Polinesia

Vorrei raccontarvi il viaggio più bello,più coinvolgente,più incredibile,più tutto della nostra vita.
La Polinesia era nei nostri sogni da sempre ma mai avevamo preso seriamente in considerazione l’idea di andarci,sapevamo che prima o poi sarebbe successo ma non sapevamo quando. Complice il fatto che a maggio avevamo 3 settimane disponibili,complice tutti i racconti letti abbiamo deciso che quest’anno era la volta buona. A luglio 2006 abbiamo iniziato a scegliere le isole e a settembre abbiamo prenotato tutto con Kia Ora (grazie!!).Christian(che io chiamo “paranoia”) era molto diffidente perchè Kia Ora Viaggi era un’agenzia trovata in internet quindi mi stressava tutti i giorni dicendomi che era un’agenzia fantasma e che non esisteva nè MIchele nè il suo Gulliver.Non contava il fatto che lo avessimo visto anche in tv,non contava il fatto che sul forum tutti ne parlassero:erano tutti d’accordo nel dire delle bufale! Finalmente sono arrivati i documenti di viaggio(che Chri pensava non sarebbero mai arrivati) e il 3 maggio 2007 siamo partiti alla volta di Tahiti. Il nostro itinerario di volo: Linate-Parigi Parigi-Papeete (con scalo tecnico a Los Angeles).

2 MAGGIO 2007 BOLOGNA-MALPENSA
A mezzogiorno mio babbo e mio fratello ci portano a Bologna dove prendiamo un volo Alitalia per Malpensa. Appena atterrati chiamiamo un taxi che ci porta all’Hotel Air Linate. Arriviamo in camera, guardiamo la semifinale di Champions (ovviamente il Milan stravince),mangiamo e poi ci addormentiamo.

3 MAGGIO 2007-11-09 LINATE-PARIGI PARIGI-PAPEETE
Alle 4.00 siamo già in aeroporto perchè la cara Alitalia ha proclamato uno sciopero di 24 ore. Dopo varie urla e litigi alle 7.00 il nostro volo (l’unico di tutta la giornata) parte per Parigi. Nel frattempo conosciamo Stefano e Valentina (una simpatica coppia in viaggio di nozze) e Luigi e Silvana (un’altra simpatica coppia di mezza età). Arrivati a Parigi facciamo il check-in e, dopo un’attesa interminabile, saliamo sul bellissimo aereo Air Tahiti Nui dove abbiamo subito un primo assaggio di Polinesia. Iniziamo a cercare i nostri posti a sedere, peccato solo che siano già stati assegnati ai due infermieri che assistono il paziente che trasporteremo fino in Polinesia! A quel punto aspettiamo che tutti si siedano per poterci poi sedere negli ultimi 2 posti rimasti liberi. Quando risaliamo a Los Angels dobbiamo fare la stessa cosa… Il volo comunque è andato benissimo, è passato in un baleno e anche Christian, che solitamente si lamenta dal decollo all’atterraggio, ha dormito tutto il tempo. Atterriamo a Papeete e la sensazione è bellissima: il gruppo che suona, l’umidità che ti soffoca e la bellissima collana di fiori con cui ci accolgono (la mia è stupenda con dei fiori coloratissimi). Salutiamo i nostri amici che vanno all’hotel Intercontinental con l’accordo che l’indomani ci sentiremo al telefono per andare in giro assieme. Saliamo sul pulmann che ci porta al Le Mandarin. Sistemiamo un po’ di cose, facciamo una bella doccia e ci addormentiamo, finalmente dopo quasi 24 ore, in posizione orizzontale!!

4 MAGGIO 2007-11-09 PAPEETE
Alle 4.30 siamo già svegli, fuori è ancora buio, ci guardiamo in faccia: cosa facciamo, cosa non facciamo? Iniziamo a fotografare dalla finestra, a leggere qualche depliants, a sistemare un po’ la camera e alle 6.00 siamo già a fare colazione (per la gioia della scorbutica cuoca-cameriera del Le Mandarin )e alle 6.30 siamo al mercato che tra l’altro dista solo 5 minuti a piedi dall’hotel.
Facciamo il nostro giro,tutti le persone che incrociamo ci salutano e noi(che ci siamo imparati le tre parole Polinesiane fondamentali) ricambiamo nella loro lingua.Per tre settimane non diremo mai né buongiorno,né arrivederci,né grazie ma diremo ia orana, na na e maururu. Cambiamo i soldi in banca,gli impiegati sono bellissimi con i loro costumi tipici e le collane di fiori,questo posto ci piace un sacco.
Poi prendiamo un divertentissimo truck con direzione Hotel Intercontinental dove salutiamo Stefano e Valentina che partiranno per Rangiroa e preleviamo Luigi e Silvana per portarli un po’ in giro per Papeete. Facciamo un altro giro al mercato e acquistiamo alcuni oggetti che poi portiamo in albergo. Arrivati qui, alla reception ci comunicano che c’è un messaggio per noi: ha telefonato Michele del Gulliver e ci ha lasciato il suo recapito. Gli telefoniamo subito, lui ci dice di essere molto preoccupato perchè il giorno prima c’è stato un tempo da cani e lui non è riuscito a partire in orario da Raiatea e non sa nemmeno a che ora arriverà a Bora per imbarcarci sul Gulliver. Michele dice che manderà un suo amico a prenderci al porto di Bora e che poi dovremo aspettarlo allo Yacht Club, un posto che conosce, molto carino, dove potremo bere qualcosa nell’attesa del suo arrivo. Dopo di che decideremo insieme,in base al tempo,il da farsi. Così Christian inizia con la solita storia(Michele non esiste,ecc…) e io ho cerco di convincerlo di non fasciarsi la testa prima di essersela rotta!! Dopo di che andiamo a mangiare nel bellissimo ristorante L’O A LA BOUCHE (per niente Polinesiano ma che mi ispira molto )segnalato dalla Lonely Planet dove mangiamo un mai-mai in salsa di zenzero spettacolare(per chi ci volesse andare è consigliata la prenotazione perchè non si trova mai posto).Finito di rinfocillarci ben bene ci dirigiamo all’ufficio del turismo ma ci dicono che è troppo tardi per organizzare qualche escursione. Decidiamo di chiedere ad un Polinesiano che non si tira indietro e ci porta a vedere le cascate di Faarumai(la prima raggiungibile in 5 minuti,infatti vediamo solo questa!Siamo troppo stanchi per proseguire) e il Trou du soufleur(significa “buco che soffia”.Le acque dell’oceano passano sotto la strada per uscire, compresse in un getto potente e tonante, lungo la scogliera scoscesa).Inutile dire che durante il tragitto tornando in albergo io e Christian ci addormentiamo come dei ghiri!!!Arrivati all’hotel dopo esserci scambiati i numeri di telefono,salutiamo,con molto dispiacere,i nostri amici perchè l’indomani le nostre strade si divideranno. Saliti in camera,sono più o meno le 17.30,ci addormentiamo.

5 MAGGIO 2007 PAPEETE-BORA BORA
Ci svegliamo presto perché dobbiamo chiudere le valigie,abbiamo comprato talmente tante cose(sinceramente erano già belle piene dall’Italia) che dobbiamo salirci sopra in due per chiuderle.Dopo un po’ di fatica siamo pronti per partire per Bora. Purtroppo il tempo non è dei migliori quindi la visuale di Bora dall’alto non è come ce l’eravamo immaginata ma comunque già il mare all’aeroporto ha un colore meraviglioso. Arrivati al porto di Vaitape arriva l’amico di Michele(già questo è un buon segno) che,come promesso,ci porta allo Yacht Club. E’ un bel posto con un pontile come attracco ma immaginate il nostro stupore quando ci guardiamo intorno e non vediamo anima viva ed è tutto chiuso: ma non doveva essere un locale carino dove bere qualcosa?Pensate alla faccia di Christian che mi dice:te l’avevo detto che Michele non esiste e che l’agenzia ci ha rubato i soldi,solo il volo ci hanno dato…Finalmente dopo poco è arriva un Polinesiano pazzo e simpaticissimo,gli spieghiamo che eravamo lì(nel suo locale!)ad aspettare Michele del Gulliver(se esiste lo conoscerà pure?) e lui ci risponde:Michele chi?? Panico,Christian sta per svenire ma per fortuna questo uomo ci spiega che ha appena comprato il locale e che lo sta ristrutturando quindi non conosce ancora i clienti. Parliamo molto poi lui va a finire i suoi lavori dicendoci che possiamo stare quanto vogliamo e che per qualsiasi cosa di cui abbiamo bisogno possiamo chiamarlo. Dopo qualche minuto arrivano i suoi due bellissimi figli con due grossi pompelmi da mangiare:qui abbiamo la conferma che i Polinesiani sono un popolo meraviglioso:mi viene da piangere. Intanto le ore passano e di Michele nessuna traccia,tra l’altro si è fatto mezzogiorno e la fame si fa sentire…lascio Chri lì ad attendere e vado a cercare lungo la strada qualcosa da mangiare(trovo 2 pacchetti di patatine) e una cabina telefonica per telefonare. Quando finalmente la trovo chiamo Michele che mi dice di guardare in mare verso l’orizzonte Corro da Chri e guardando,insieme, verso l’orizzonte vediamo il Gulliver avvicinarsi. E vai!!!!!!Michele esiste!!!!!!!!Finalmente arriva con il suo “Gulliverino” e possiamo conoscerci. E’ proprio lui,inconfondibile con i suoi tatuaggi e la sua coda. Per lui è il primo charter del 2007, con noi aprirà la stagione ed è la prima volta che torna a Bora dopo un anno passato in Italia,quindi non sa nulla del cambio di gestione dello Yacht Club!Enigma risolto!!Salutiamo il nostro amico polinesiano e i suoi bambini,saliamo in barca e Miki ci comunica che saremo gli unici ospiti:non sappiamo se essere contenti perchè avremo tutta la barca per noi o se essere dispiaciuti perchè non faremo qualche bella amicizia.
Il Gulliver è una bella barca ma ovviamente gli spazi sono ridotti quindi Miki,che ci rimprovera per il peso delle valigie, ci fa togliere tutto ciò che ci serve dalle per la settimana e poi ce le fa chiudere(ma senza metterle in stiva) perchè non dobbiamo più riaprirle ( noi ovviamente le apriremo mille volte tutti i giorni) Parliamo,mangiamo ancorati allo Yacht Club(ormai è troppo tardi per fare qualche giro)e poi andiamo a nanna.

6 MAGGIO 2007 BORA BORA
Il mattino è bellissimo svegliarsi e trovare la colazione pronta in pozzetto,che bello mangiare in mare!Partiamo e andiamo a fare un bel giro dentro la laguna di Bora. Ancoriamo davanti a dei bei motu e ci tuffiamo in un mare bellissimo. Tornando indietro Miki fa guidare la barca a Chri che si diverte molto. La sera andiamo al famoso Bloody Mary e beviamo “qualche” aperitivo poi di nuovo in barca per una nuova squisita cena di Miki.

7 MAGGIO 2007 BORA-BORA
Stamattina si va a Punta Matira un posto meraviglioso con una spiaggia e un mare molto Maldiviano, prendiamo il sole e pranziamo in uno snack sulla spiaggia da un’anziana donna Polinesiana bellissima. Miki mangia poisson cru e noi, diffidenti ancora non entrati nella vita Polinesiana,due panini. Finito il pranzo vorrei lasciare la mancia alla simpatica nonnina ma Miki mi spiega che è un’offesa,quindi….Lasciata Punta Matira ci dirigiamo in un bellissimo negozio di perle(Paradis Pearls)dove Chri mi regalerà la perla da me accuratamente scelta e l’anello su cui farla montare. Lui invece si è regala una bellissima collana in caucciù con una perla verde come i suoi occhi. Siamo molto felici anche se ci sarebbe piaciuto comprarle tutte…Usciti dal negozio andiamo alla pasticceria vicina dove ci godiamo dei buonissimi dolci,facciamo un giro per i vari negozietti e spendiamo un bel pò di soldini(prendo pure la carta Vini perchè non posso stare senza chiamare mio fratello tutti i giorni!).Quindi con le tasche un bel pò più vuote ma molto soddisfatti torniamo in barca,facciamo una bella doccia,ceniamo divinamente,chiacchieriamo in pozzetto e poi via a letto:domani ci aspetta la traversata per Tahaa.

8 MAGGIO 2007 BORA BORA-TAHAA
Dopo un bel po’ di ore arriviamo a Tahaa e la sua laguna è davvero meravigliosa,così come la sua vegetazione,che ti lascia senza parole. Ancoriamo al Marina Iti e ci facciamo un bel bagno nella laguna poi scendiamo a terra e andiamo al Marina Iti a prenotarci per la serata con buffett e spettacolo Polinesiano(solitamente Miki predilige la serata dell’Ibiscus ma hanno cambiato il giorno quindi….).Torniamo in barca,ci rilassiamo,ci prepariamo e torniamo a terra pronti per la nostra serata Polinesiana. Iniziamo subito a giocare con i bambini e i loro sorrisi rimarranno sempre scolpiti nella mia mente. Il buffet è buono e lo spettacolo molto bello,addirittura il giovane Polinesiano mi prende la mano e mi fa ballare(io che non riesco a tenere il tempo nemmeno con le mani):non vi dico le risate di Miki e Chri.Che vergogna,comunque abbiamo passato una bellissima giornata,siamo molto stanchi e andiamo a letto contenti.

9 MAGGIO TAHAA
Sveglia presto come al solito,colazione e poi via in giro per la laguna di Taha.Ci fermiamo davanti a un motu e ci godiamo la tranquillità del posto,facciamo snorkeling anche se non c’è molto da vedere ma ci divertiamo comunque perché il mare è stupendo. Oggi Miki ci cucina poisson cru e noi non possiamo tirarci indietro,anche Chri, che già dall’Italia aveva deciso non lo avrebbe mangiato(vi ricordate come lo chiamo io?…paranoia)lo mangia e ci piace tantissimo,grazie Miki per avercelo fatto conoscere!Nel tardo pomeriggio scendiamo a terra,facciamo un giro poi andiamo alla fondazione Hibiscus dove vediamo qualche tartaruga,cerchiamo Leo, il proprietario amico di Miki,ma la moglie ci dice che è a Tahiti in ospedale,ci dispiace molto,Siamo molto tristi. Andiamo al bancone del bar per bere qualcosa,ci torna il sorriso perché ci vuole servire una bellissima bimba(figlia di un’amica della moglie di Leo),ci accomodiamo con a bere nella veranda sul mare e la bimba ci porta anche qualche patatina da sgranocchiare:è troppo carina! Ritorniamo in barca,facciamo una doccia,ceniamo e poi su in pozzetto:il cielo non è mai stato così stellato,le stelle si specchiano nel mare,è uno spettacolo meraviglioso. Iniziamo a parlare come sempre ma stasera,forse complice le stelle ci sciogliamo e facciamo una chiacchierata più lunga del solito parlando delle nostre vite. Lui è un gran ascoltatore ma come sempre dà ragione a Christian su tutto!!!

10 MAGGIO TAHAA
Questa mattina siamo molto contenti:si va al giardino dei coralli. (è un bellissimo punto per lo snorkeling e si trova nella hoa(canale) tra l’hotel Private e un altro motu. Arriviamo a destinazione,ci fermiamo,caliamo l’ancora,siamo senza parole,sembra di essere sospesi in aria,il mare è talmente limpido che si vedono i banchi di coralli a una profondità di non so quanto,è stupendo,siamo estasiati. Caliamo il gommone e man mano che ci avviciniamo a terra lo stupore sale,il posto è proprio come piace a me:acqua caldissima,bassissima,di un colore talmente trasparente da sembrare invisibile. Ci addentriamo dentro l’isola,Miki ci deve portare nel punto adatto per entrare nella famosa hoa dei giardini di corallo,io ho un po’ paura perché non sono una gran nuotatrice e poi l’acqua è piuttosto bassa quindi i banchi di corallo sono molto alti e vicini. Entriamo comunque in mare perché non possiamo perderci questa occasione, Miki ci segue da terra,i coralli sono molto vicini,la corrente abbastanza alta,abbiamo paura,urliamo,chiamiamo Miki che cerca di rassicurarci un po’ e poi che fa? Sparisce… benissimo,dobbiamo farci forza da soli,pian piano prendiamo confidenza con i nostri nuovi amici(pesci e coralli) e ci divertiamo un mondo. Mi sono messa,dietro consiglio di Miki(dov’è andato quel ********???),un costume coloratissimo così tutti i pesci mi vengono incontro,è stupendo,io e Chri sembriamo due bambini,siamo felicissimi,non vogliamo più uscire dall’acqua .Non c’è quasi nessuno,ma dove sono gli ospiti del Private?A sì dai,saranno in piscina,mi sembra anche giusto,meglio la piscina per certa gente…..così noi ci godiamo il posto con poca gente intorno! Quando arriviamo verso riva c’è Miki, ci guarda contento:è riuscito a far vincere “ai suoi due bambini” la paura dei coralli! Ci fermiamo a riva,Christian inizia a fare 1000 foto,io sono estasiata e faccio i miei bagnetti:questo è il paradiso,non vogliamo più andarcene!!Viene invece il momento di tornare in barca,lasciamo questo posto sperando di poterci tornare prima o poi. Pranziamo divinamente come al solito e poi partiamo perché dobbiamo lasciare Tahaa per raggiungere Raiatea prima che faccia buio, domani sarà l’ultimo giorno con Miki. Arriviamo al carenage di Raiatea appena dopo il tramonto,siamo molto stanchi e molto tristi,questa sarà l’ultima notte sul Gulliver.Ceniamo,chiacchieriamo,ci accordiamo per l’indomani. Miki dovrebbe sbarcarci al mattino ma si offre per farci da guida in giro per Raiatea e noi siamo molto felici. Andiamo in cuccetta a chiudere le valigie. Un disastro:non ci sta niente,non sappiamo come fare,oltre alla tanta roba portata da casa ne abbiamo altrettanta comprata in questi giorni;ci armiamo di pazienza e,non si sa come,riusciamo a chiuderle. Sinceramente mi vergogno di avere una valigia tanto pesante ma sono una donna quindi….(Miki dice che me la tirerebbe in mare) Scrivo il diario di bordo poi ci addormentiamo,domani è un altro giorno…

11 MAGGIO RAIATEA
Anche stamattina è una bella giornata,andiamo all’Europcar a noleggiare l’auto(una pandina gialla),Miki si mette al volante e iniziamo il giro di Raiatea. E’ un’isola molto grande con una bellissima vegetazione,vediamo una piantagione d’ananas,scendiamo a fare tante foto e Miki ci fa l’immancabile lezione di botanica. Dopo aver macinato un bel po’ di km arriviamo al marae di Taputapuatea che è il luogo sacro più importante di tutto il triangolo Polinesiano,fortunatamente c’è Miki a spiegarci tutta la storia dei marae altrimenti ci sarebbe sembrato un posto senza significato.
Lasciato il marae ci dirigiamo a Uturoa,il paesino principale,dove ci fermiamo a mangiare qualcosa in un posto molto carino(ovviamente Miki mangia poisson cru).Mentre mangiamo sentiamo qualcuno che ci chiama,ci giriamo e chi vediamo?Il nostro amico Polinesiano conosciuto allo Yacht Club!!Che sorpresa!Finito il pranzo andiamo a fare shopping,compriamo parei,marmellate,magliette ma soprattutto Miki ci porta da una donnina a comprare la vaniglia più rinomata e pregiata della Polinesia(appesi al muro del magazin ci sono tutti gli attestati che la donnina ha conseguito per la coltivazione della vaniglia),compriamo 50 euro di vaniglia ma siamo molto contenti!!!Si è fatto tardi,è ora di andare,dobbiamo partire per Maupiti. Arriviamo in aeroporto dove dobbiamo lasciare la macchina,ci sediamo al bar a bere qualcosa e Miki ci regala due belle collane di conchiglie,siamo molto emozionati e commossi e anche lui dietro quell’aspetto da duro ci sembra triste per la nostra partenza,parliamo un po’ poi ci accompagna all’imbarco,lui deve andare perché deve fare l’autostop per tornare al Gulliver,noi dobbiamo andare a Maupiti,è arrivato il momento dei saluti,ci abbracciamo,ci promettiamo di incontrarci in Italia,lo ringraziamo per tutto e poi lo guardiamo allontanarsi con la sua coda e il suo andamento:sentiamo già che ci mancherà molto questo nostro nuovo amico.

MAUPITI
Siamo però contenti perché a Maupiti incontreremo Beppe(Beppe2004)e Laura,due ragazzi conosciuti su questo forum. Il volo dura davvero poco e in un batter d’occhio atterriamo nel piccolo aeroporto di Maupiti dove troviamo Jean(cugino dei titolari della pensione che al momento sono in Francia) del Kuriri ad accoglierci con due splendide e profumate collane di tiare:sta aspettando solo noi. Prende la mia valigia e mi sento molto in colpa(pesa 30 kg) però non insisto per portarmela da sola,è troppo pesante!!Saliamo sulla barca che ci condurrà sul motu Tiapa,il Polinesiano che guida va come un dannato ma ci divertiamo molto anche perché riusciamo a scorgere l’isola di Maupiti con la sua chiesetta rosa. Arriviamo sani e salvi al Kuriri e ci precipitiamo in spiaggia dove finalmente conosciamo Beppe e Laura:sono simpaticissimi. Jean,che è un ottimo padrone di casa,ci spiega qualcosa su Maupiti poi chiede se è un problema mangiare con Laura e Beppe nella veranda sul mare dal momento che la pensione è piena quindi non c’è posto per tutti nel tavolo della sala da pranzo. Per noi va benissimo,avvertiamo i nostri nuovi amici poi Jean ci accompagna al nostro farè(bungalow) Ovale:è molto spazio(dopo 7 giorni di barca ne abbiamo proprio bisogno),arredato in stile locale con tanti fiori di Hibiscus sparsi ovunque,pavimento in legno,salottino con tavolino e divanetto con fantasia floreale e un bel letto grande con zanzariera.Facciamo una bella doccia dentro al bagno e ,dopo 7 giorni di doccia in mare,non ci sembra vero. Ci spruzziamo l’autan e andiamo nella sala da pranzo,beviamo un aperitivo e poi ci accomodiamo con Beppe e Laura al nostro tavolo con vista sul mare mentre gli altri ospiti(tutti francesi)cenano nella sala da pranzo. Ceniamo divinamente serviti dalla meravigliosa Patricia che ci descrive portata per portata e ci regala ogni volta degli splendidi sorrisi. Mentre mangiamo approfondiamo la conoscenza con i nostri nuovi amici e dopo pochissimi minuti ci sembra di conoscerli da sempre. Ci accordiamo per andare, domani,sull’isola di Maupiti poi andiamo a dormire perché siamo molto stanchi.

12 MAGGIO MAUPITI
Come al solito alle 6.30 siamo già svegli,sistemiamo un po’ di cose poi usciamo per la colazione che viene servita all’aperto,c’è anche la frutta e Patricia con i suoi sorrisi. Stiamo un po’ nella spiaggia del Kuriri che è bellissima.

Verso le 10.00 saliamo in barca con Jean direzione Maupiti,la laguna è bellissima.Dopo 10 minuti arriviamo sull’isola,noleggiamo 4 biciclette e salutiamo Jean che ci consiglia,per pranzo, di andare allo snack “Tarona” ma ci ricorda che alle 13.30 chiude. Partiamo con le nostre bici senza freni(si frena pedalando all’indietro),il sole scotta tantissimo,passiamo davanti alle due chiese(una avventista e una protestante),siamo colpiti dai tanti fiori che vediamo e dai giardini curatissimi anche davanti a case molto umili. Quasi tutte le case hanno la propria tomba in giardino e questo mi colpisce molto perché penso sia una bella cosa. Pedaliamo molto,dobbiamo arrivare alla spiaggia di Tereira,ma dopo un bel po’di km la bici di Laura si buca(era già messa male alla partenza)quindi le presto la mia mentre io salgo con Chri,ormai siamo troppo vicini alla spiaggia per tornare indietro. Mentre proseguiamo incrociamo un ragazzo tedesco che va in direzione noleggio bici quindi gli chiediamo di dire di portarci una bici nuova. Arriviamo alla spiaggia di Tereira:è stupenda ma dobbiamo tornare indietro perché altrimenti lo snack Tarona chiude. Fuori da una casa vediamo un Polinesiano che lavora e si offre di sistemare la bici di Laura ma senza risultato quindi carica Beppe e Chri e le loro bici sul pick-up per portarli a prendere una nuova bici. Intanto io e Laura pedaliamo come due dannate per andare a prendere il posto allo snack. Quando,dopo molti km,arriviamo siamo distrutte,penso che se avessimo dovuto fare altri 100 mt non ce l’avremo mai fatta. Beppe e Chri ci raccontano che hanno incrociato i ragazzi del noleggio(avvertiti dal ragazzo tedesco)con le nuove bici quindi tutto a posto,siamo pronti per pranzare. Peccato solo che non ci sia un posto nemmeno a pagarlo oro. Aspettiamo quasi un’ora e nel frattempo facciamo amicizia con Jhon, il ragazzo tedesco incontrato precedentemente e, quando finalmente si libera un tavolo, ci sediamo tutti e cinque assieme. Mangiamo molto bene e passiamo due ore bellissime:4 italiani che parlano un po’ d’inglese con un tedesco che parla un po’ d’inglese e non si sa come ma siamo riusciti a comunicare e a parlare di tantissime cose:magie di Maupiti! Jhon ci dice che ha 23 anni e che sta facendo un “piccolo” giro di due mesi da solo. Ridiamo tantissimo anche perché la padrona dello snack è scorbutica da morire quindi ci divertiamo a prenderla un po’ in giro… Rimontiamo in sella,entriamo nelle tante casette adibite a botteghe d’artigianato e curiosiamo un po’ poi ci fermiamo a parlare con dei giovani Polinesiani che stanno ascoltando musica a tutto volume e Chri e Beppe riescono a farsi vendere due dei loro cd,i ragazzi sono un po’ fuori di testa e ridiamo tanto. Salutiamo con molto dispiacere Jhon e ci dirigiamo verso il porto(nel frattempo si buca anche la mia bici) dove Jean verrà a prenderci per riportarci al Kuriri.Arriviamo sul nostro motu e ci godiamo un bellissimo tramonto. Ceniamo e andiamo a dormire.

13 MAGGIO MAUPITI
Questo,per Beppe e Laura è l’ultimo giorno a Maupiti,oggi pomeriggio partiranno per Rapa Nui. Dopo colazione decidiamo di esplorare il nostro motu,ci faranno compagnia anche i due cani della pensione:Aito e Pato.Non ci mollano un attimo,si mettono in prima fila e ci fanno da guida,se entriamo in acqua ci seguono,se ci fermiamo si fermano:sono le nostre guardie del corpo!Il motu è molto bello,facciamo tante foto e stiamo molto in acqua a goderci questo mare cristallino ridendo e scherzando in un silenzio totale,ci siamo solo noi quattro(e i cani)e questa è una cosa meravigliosa. Pranziamo in pensione,oggi hanno preparato le tagliatelle,apprezziamo il gesto ma io e Chri siamo Romagnoli quindi…. Siamo molto tristi,è arrivato il momento:Beppe e Laura devono partire. Ci salutiamo promettendoci di rivederci in Italia(così poi è stato). Salutiamo anche le tre coppie di francesi presenti al Kuriri quindi rimaniamo in pensione solo io e Chri. Abbiamo Aito e Pato tutti per noi(che gioia!!!),non ci mollano un secondo,prendiamo il sole e io ne approfitto per iniziare a leggere “La fine è il mio inizio” di Terzani,ci sentiamo un po’ soli…. Facciamo una nuotata poi andiamo nel nostro farè a riposarci un po’,mi lavo i capelli e li asciugo al vento nella zona relax mentre leggo(con i miei fidi cani vicini).Dopo poco arrivano tre nuove coppie di Francesi,due giovani e una di mezza età. Sono tutti simpatici ma noi non conosciamo il francese quindi… dialoghiamo un po’ in inglese ma non riusciamo a fare grandi conversazioni. Questa sera ceniamo nella sala da pranzo con loro e ci accomodiamo vicino a Jean. Passiamo una bella serata,con la coppia di mezza età (Alain e Martina)cerchiamo di capirci a vicenda e,complice Jean,riusciamo a dialogare. Beppe e Laura ci mancano molto. Stasera Patricia ci serve tartare di tonno:è squisita.

14 MAGGIO MAUPITI
Questa mattina decidiamo di fare il giro del motu al contrario rispetto a ieri, i cani ci seguono solo fino ad un certo punto perché poi non è più loro territorio. Passiamo davanti a varie pensioni e completiamo il giro del motu. Pranziamo con le coppie giovani perché Alain e Martina sono a Maupiti.Il pomeriggio lo passiamo oziando sotto il sole e facendo snorkeling. Andiamo in camera a prepararci,stasera sarà la nostra ultima cena al Kuriri,domani partiremo per Rangiroa. Come al solito è tutto squisito,ceniamo poi salutiamo tutti, a parte Alain e Martina che partiranno con noi, facciamo le foto con Jean e Patricia. Patricia ci lascia il suo indirizzo così le potremo spedire le foto. Andiamo al nostro farè,chiudiamo le valigie(che fatica)e cerchiamo di dormire,fa molto caldo questa sera e dopo poco inizia a piovere a dirotto. Nel bel mezzo della notte mi devo alzare dal caldo per andare in bagno a bagnarmi.

15 MAGGIO MAUPITI-RANGIROA
Ci svegliamo molto presto e ho un raffreddore incredibile per colpa della mia idea di questa notte di bagnarmi. Facciamo colazione,salutiamo Patricia,Aito, Pato e il Kuriri pensando a quanto siamo stati bene in questi quattro giorni. Jean ci accompagna in aeroporto,ci salutiamo sperando di poterci incontrare di nuovo:Jean è una persona meravigliosa,ci ha dato tanto in questi giorni e ci dispiace moltissimo doverlo lasciare. Raggiungiamo Papeete da dove prendiamo il volo che ci porterà a Rangiroa.Quando atterriamo notiamo subito la differenza tra le Tuamotu e le Isole della Società. Arriviamo che è quasi ora di pranzo,troviamo ad accoglierci Alain,il buffo proprietario della Pension Bounty.Ci carica nella sua Jeep e ci porta in pensione. La pensione non è per niente tipica, consiste in quattro camere a schiera e una zona comune per la cena. La camera è molto fredda e non ha nulla a che vedere con il romanticismo del Kuriri,comunque è molto pulita. Alain ci spiega alcune cose poi se ne va e noi decidiamo di andare a pranzare all’Hotel Kia Ora,l’unico resort dell’isola. L’hotel è molto bello ma non si respira per niente l’atmosfera Polinesiana,pranziamo velocemente,non vediamo l’ora di andarcene perché ci sembra tutto molto finto(il fatto che le cameriere ai nostri maururu rispondano grazie ci sembra un tantino eccessivo) e poi non sopportiamo l’idea di vedere così tanta gente in piscina. Torniamo alla nostra pensione e prendiamo in prestito le bici a disposizione per esplorare l’isola. Ci dirigiamo verso Avatoru e notiamo che Rangiroa non è curata come ci aspettavamo e rimaniamo un tantino delusi. Dopo qualche km siamo distrutti e tanti turisti ci passano davanti con delle bellissime macchinine open,decidiamo di noleggiarne una ma non la troviamo. Siamo già oltre metà strada per arrivare ad Avatoru quindi ci conviene proseguire anche se non ce la facciamo più,pedaliamo come dei dannati e tutte le macchine che incrociamo ci salutano,ogni tanto ci fermiamo per fare qualche foto. Finalmente arriviamo ad Avatoru ma non c’è niente che meriti questa pedalata,torniamo indietro e quando vediamo la nostra pensione in lontananza ci sembra un miraggio. Abbiamo fatto 24 km,non muoviamo più le gambe e il nostro sedere non ne può più!!!Io ho un raffreddore pazzesco e un gran mal di gola,sto ripagando la nottata di Maupiti e forse anche l’aria condizionata dei piccoli aerei. Riusciamo comunque a trovare la forza per rimontare in sella e andare alla pass di Tiputa dove,alle 17.00,dovrebbero passare come tutti i giorni i delfini. Aspettiamo tanto ma dei delfini nemmeno l’ombra,siamo proprio sfortunati!Torniamo in pensione delusi,facciamo una bella doccia poi usciamo in veranda a rilassarci un attimo,dopo poco arrivano le due coppie di Italiani che erano in escursione alla laguna blu,sono Andrea e Manuela di Ferrara e Adriano e Luisa della Sardegna.Ceniamo tutti assieme con Alain e con una coppia di Francesi molto simpatici. Mangiamo molto bene e ci divertiamo un sacco perché i ragazzi sono simpaticissimi e,se anche loro si conoscono già da diversi giorni, ci coinvolgono subito nel loro piccolo gruppo. Apprezziamo molto questa cosa. Finito di cenare programmiamo la giornata di domani:loro andranno a visitare la farm perlier mentre noi andremo alla laguna blu.
16 MAGGIO RANGIROA
Ci svegliamo,io non sto per niente bene,il mio raffreddore è aumentato così come il mal di gola, mi sembra di avere la febbre e mi è venuta una lieve dissenteria. Inoltre il tempo è davvero poco bello, decidiamo quindi di annullare l’escursione alla laguna blu, non me la sento di affrontare un’ora di barca in queste condizioni,per di più con un tempo che non promette nulla di buono. I ragazzi allora ci chiedono di unirci a loro per la visita alla farm perlier,considerando che non dista molto dalla nostra pensione accettiamo e, dopo aver fatto colazione, saliamo tutti e sei nel piccolo pullman che ci porterà a destinazione. La farm perlier si trova proprio sul mare,arriviamo e la nostra guida italiana ci mostra tutte le fasi della coltivazione delle perle. Ogni operaio ha il suo ruolo. E’ tutto molto interessante e quando alla fine la guida apre un’ostrica e preleva la perla è un’emozione grandissima.
Finiamo il tutto visitando l’annesso negozio di perle,non è bellissimo come quello di Bora dove abbiamo preso le nostre ma compro comunque un bel braccialetto in caucciù con una bella perla verde per il mio fratellino(anche se ha 20 anni per me sarà sempre il mio “fratellino”).Il pullman ci riporta in pensione,piove a dirotto,ci sediamo a fare due chiacchiere nel tavolo della sala da pranzo ma dopo poco Alain ci dice che ci dobbiamo spostare perché ci si può stare solo per colazione e per cena. Questa cosa ci lascia un po’ perplessi anche perché sta diluviando quindi non è che possiamo andare in spiaggia… Ci spostiamo nella veranda di Luisa e Adri, cerchiamo di trovare qualcosa da fare, iniziamo a parlare di tatuaggi,Luisa dice che le piacerebbe molto farsene uno mentre Chri vorrebbe farselo disegnare per poi farselo tatuare in Italia. Decidiamo allora,visto che sta piovendo meno,di andare a cercare qualche tatuatore. Andiamo in strada e facciamo l’autostop ma siamo in sei quindi è difficile trovare il posto,ma dopo poco si ferma un piccolo pullman che ci carica e pagando(è il suo lavoro)ci porta davanti a casa di un tatuatore ad Avatoru. L’autista scende a chiamarlo poi se ne va:il tatuatore è un ragazzo enorme,direi piuttosto grasso e molto alto,ci fa accomodare nella sua veranda,parliamo e l’unico che capisce qualcosa è Christian che non sa una parola di francese(ancora non ci spieghiamo come sia successo) poi inizia a farci vedere dei libri di tatuaggi e alcuni articoli di giornale. Inutile dire che il posto è spartanissimo e che l’igiene è ai minimi termini; quando gli chiediamo di farci vedere i macchinari che utilizza sparisce in casa per poi tornare con in mano una scatola di un mp3 dove dentro c’è la macchinetta per tatuare… Christian sta per svenire, Luisa dice che ci deve pensare e che alloggiamo alla pensione Bounty quindi se volesse venire a tatuarla là nel pomeriggio lei ci sarebbe. Dopo aver salutato e ringraziato ce ne andiamo e iniziamo a dire a Luisa che è pazza,ma ha visto le condizioni igieniche?In effetti anche lei è un tantino preoccupata,comunque ci ridiamo sopra anche perché siamo sicuri non verrà mai in pensione a tatuarla. Ci incamminiamo e dopo un pochino ci accorgiamo che è ora di pranzo quindi ci fermiamo in un locale sulla strada dove ci affoghiamo di panini e patate fritte spaventando Luisa nel ricordargli che nel pomeriggio si dovrà tatuare!!!!!!Mentre siamo a sedere ricomincia a diluviare e quando smette ci rimettiamo in marcia per tornare in pensione(Luisa ha un impegno!!!) ma dopo un bel po’ di km non ne possiamo più quindi facciamo l’autostop e saltiamo tutti e sei nel retro di un pick-up che ci porta per qualche km. Poi ne troviamo un altro che ci porta fino in pensione .Ci sediamo in veranda tutti assieme,ci scambiamo opinioni sulle isole visitate prima di Rangi e Chri intrattiene tutti elencando una a una le sue paranoie,ridiamo come dei matti. Io mi misuro la febbre e ne ho qualche linea,anche Andrea non si sente bene infatti ne ha 38,prende qualcosa e va a riposare. Noi continuiamo a parlare,fortunatamente (per Luisa)il tatuatore non si fa vivo quindi con Adri e Luisa andiamo alla spiaggia del Kia Ora a vedere il tramonto e a fare una passeggiata. Alla solita ora andiamo ad aspettare i delfini alla pass che puntualmente non arrivano. La sera a cena c’è anche Andrea,fortunatamente sta meglio,mangiamo molto bene poi facciamo qualche domanda ad Alain.Gli chiediamo che lavoro faceva prima di aprire questa pensione e lui ci risponde Jumping,noi non capiamo ma Chri dice di aver capito benissimo:faceva l’istruttore di banging jumping.Allora noi gli facciamo un sacco di complimenti pensando che era molto coraggioso e quando gli chiediamo quante volte si buttava in un giorno lui ci risponde 7-8 volte. A quel punto diventa il nostro mito,chi se lo aspettava da un uomo come lui che peserà 40 kg e che sembra abbia paura anche dell’aria?(chi lo conosce può capire ).Dopo un bel po’ che ne parliamo ci dice che forse abbiamo capito un’altra cosa,infatti è così,non faceva l’istruttore di bunging jumping bensì il fantino. Iniziamo a ridere a crepapelle,non riusciamo nemmeno più a parlare e lui ride con noi. Questa sarà l’ultima sera con Andrea,Manu, Adri e Luisa perché domani tornano in Italia,siamo molto tristi. Alain ci prenota l’escursione alla laguna blu. Diamo la buonanotte ai ragazzi,ci saluteremo domani mattina.

17 MAGGIO RANGIROA
La giornata non è delle migliori,il cielo è grigio e il sole non si vede,siamo un po’ demoralizzati. Fisicamente mi sento decisamente meglio. Facciamo colazione con i ragazzi e ci scambiamo le ultime battute promettendoci di rivederci in Italia,andiamo in camera a prendere le borse e arriva il pick-up a prelevarci. E’ arrivato il momento di salutare i nostri amici,baci,abbracci e poi via ognuno per la sua strada. Passiamo da qualche pensione a prendere altre coppie(tutte Francesi),nel frattempo il tempo è migliorato e si intravede uno spiraglio di sole, arriviamo al porto e saliamo sulla barca guidata da un giovane Polinesiano che ci porterà alla famosa laguna blu. Dopo circa un’ora di navigazione più o meno tranquilla la barca si ferma,prendiamo le nostre cose e indossiamo le scarpette,dobbiamo scendere per raggiungere il motu. Scendiamo in un punto in cui l’acqua è abbastanza alta. Sono un tantino spaesata anche perché ho le varie borse da spiaggia e in più Chri ha le borse con telecamera e macchina fotografica quindi non mi può aiutare:non sia mai che si bagnino i suoi gioielli!! Comunque dopo il primo attimo di smarrimento ci piace tantissimo camminare in questa stupenda laguna con gli squaletti che ci girano intorno. Arriviamo sul motu,appoggiamo le nostre cose,ci guardiamo intorno,il posto è bellissimo ma il sole non splende come dovrebbe quindi non riusciamo a vedere il posto nel pieno del suo splendore. I ragazzi della barca ci dicono che il pranzo sarà pronto alle 12.00 quindi con le nostre scarpette e muniti di k-way c’incamminiamo per andare ad esplorare il motu degli uccelli che si trova di fronte al nostro. Camminiamo nella laguna con l’acqua bassissima,il cielo minaccia ma noi non ci diamo per vinti e dopo un bel po’ arriviamo sul motu.Ci sono degli uccelli bianchi bellissimi,facciamo tante foto e quando giriamo intorno al motu rimaniamo a bocca aperta:il mare è trasparentissimo e si formano delle lingue di sabbia stupende,vediamo una razza e gli squali,facciamo una miriade di foto,non ci accorgiamo nemmeno del tempo che passa… Ad un certo punto guardiamo l’orologio e capiamo che è ora di rientrare al nostro motu.Troviamo il pranzo quasi pronto,i ragazzi hanno cucinato riso,tonno alla griglia,pane al cocco e una strepitosa torta al cioccolato. Anche loro mangiano con noi,uno di loro parla abbastanza bene l’italiano quindi conversiamo un po’ e ci divertiamo con il suo bambino che è bellissimo. Finito di pranzare non riusciamo a stare fermi e ci dirigiamo verso il motu di fianco al nostro dove ci sono gli ospiti dell’Hotel Kia Ora con i loro lettini in acqua. Conosciamo due simpatici ragazzi italiani e ci scambiamo qualche opinione sulla Polinesia.Intanto il sole è uscito dalle nuvole e la laguna ha acquistato il suo splendore,guardando verso il motu dove abbiamo pranzato siamo senza parole,i colori sono accecanti,il mare è bellissimo e un sacco di squaletti ci girano vicino alle gambe. Arriva anche il momento di partire,saliamo in barca e ci fermiamo in un punto in cui nuotiamo con tantissimi squali:è un’emozione grandissima.

Arrivati in pensione molliamo le borse e con le bici andiamo alla pass a vedere i delfini che puntualmente non arrivano. Facciamo allora un giretto al villaggio di Tiputa dove compriamo qualcosa da bere e da mangiare in un negozietto. Tornati in pensione troviamo le nuove arrivate:sono Mara,Angela, Mirna e Lucia,quattro amiche italiane di mezza età. Sono simpaticissime e a cena decidiamo di farci prenotare da Alain l’escursione alle sabbie rosa per domani.

18 MAGGIO RANGIROA
Facciamo colazione, poi con le nostre nuove amiche saliamo sul pick-up che ci porterà al porto di Tiputa dove ci attendono i due ragazzi Polinesiani(uno è bellissimo…..) che,con la loro barca,ci porteranno alle Sabbie Rosa. Al pass di Tiputa ci fermiamo e finalmente vediamo i delfini che nuotano e saltano vicino a noi. Dopo poco ripartiamo, la traversata dura quasi due ore ma passa benissimo,chiacchiero tanto con Mirna poi mi faccio una quarantina di minuti in piedi perché lo spettacolo è stupendo,non riesco a stare a sedere,devo godermi ogni angolo che mi circonda,l’acqua ha un colore meraviglioso e vediamo anche una manta. Ad un certo punto ci fermiamo in un isolotto stupendo dove uno dei due ragazzi scende a raccogliere le foglie delle palme poi risale e lo facciamo di nuovo scendere, dopo poco, in un’isola dove lo lasceremo a preparare da mangiare mentre noi proseguiamo. Quando finalmente arriviamo alle Sabbie Rosa ci sentiamo immensamente ripagati della lunga traversata,di posti belli ne abbiamo visti(Maldive,Mauritius,Los Roques,Barbados,Grenadines)ma questo è in assoluto il più bello,è ciò che ho sempre sognato di vedere: acqua bassissima,caldissima,trasparentissima, senza coralli frantumati,con gli squaletti che ti girano intorno,una sabbia rosa accecante morbida come borotalco…. Sto in acqua ogni minuto che ci hanno concesso,Christian fa tantissime foto e alla sua richiesta di fargliene qualcuna rispondo di no:non posso assolutamente uscire da questo paradiso. Si arrangia comunque perché si fa qualche autoscatto appoggiando la macchina allo zaino.

Anche le donne si divertono molto e sono molto contente. L’oretta che ci hanno concesso passa in fretta e,amareggiati,risaliamo in barca. Raggiungiamo l’isola dove dobbiamo pranzare e troviamo la tavola apparecchiata con le foglie di palma e il cibo pronto:è tutto molto buono,specialmente il pane al cocco. Arriva anche il momento di lasciare questa isola quindi risaliamo in barca per fare ritorno a Tiputa,durante il tragitto ci fermiamo in un punto che i Polinesiani chiamano acquario e facciamo snorkeling con una miriade di pesci colorati,ci divertiamo un mondo e quando risaliamo in barca i ragazzi ci offrono pompelmo fresco buonissimo. Ripartiamo e dopo poco arriviamo al porto dove il ragazzo ci carica sul pick-up e ci porta in pensione;lo paghiamo e lo ringraziamo per la splendida giornata che lui e il suo amico ci hanno regalato. Io e Chri prendiamo le bici e andiamo al supermercato a comprare il vino e la birra per Lucia,torniamo facciamo una bella doccia e ci prepariamo per l’ultima cena a Rangiroa.Come al solito è tutto molto buono,ridiamo, scherziamo, facciamo le foto con Alain e le donne poi andiamo in camera:domani mattina si parte per Tikehau e ci sono le valigie da chiudere!Aiuto!!

19 MAGGIO RANGIROA-TIKEHAU
E’ arrivato il momento di partire,salutiamo le nostre amiche con un arrivederci perché ci raggiungeranno a Tikehau,anche se non alloggeranno nella nostra pensione. Alain ci porta in aeroporto e dopo poco ci ritroviamo in aereo. Non c’è molta gente quindi ci sistemiamo uno a destra e uno a sinistra così come uno di noi avvista qualcosa di bello chiama l’altro,infatti riusciamo a vedere la laguna blu ma riusciamo anche a prendere un bel “bulirone”(o *****atone) dall’hostess, con la coda tra le gambe chiediamo scusa e ci sediamo immobili fino all’arrivo a Tikehau!!Arrivati in aeroporto troviamo ad attenderci il mitico Henry della pensione Aito Motel Chez Colette che,con il suo piccolo pullman adibito a “ghiacciaia”(l’aria condizionata a palla),ci porta in pensione.

La pensione è composta da una palafitta con il ristorante e 5 bungalow a palafitta con terrazzino a pochi metri dal mare. Ci accompagna al nostro bungalow,entriamo e notiamo che è piuttosto spartano,di sicuro il posto più spartano in cui abbiamo alloggiato. Siamo un pochino demoralizzati e iniziamo a pensare che almeno per gli ultimi giorni di vacanza potevamo aver scelto un resort come il Pearl;ancora non sappiamo che il soggiorno da Henry e Colette si rivelerà il più autentico e divertente di tutti i 20 giorni. Guardando fuori dalla finestra vediamo il mare ed è talmente vicino che sembra di esserci dentro. Iniziamo a capire che questo è il vero lusso:solo 5 bungalow a due passi dal mare senza un’anima viva intorno. Iniziamo a preparaci per andare in giro per l’isola,prenotiamo a Henry il pranzo e,con le bici messe a disposizione dalla pensione,iniziamo ad andare in giro per Tikehau.Ci rendiamo conto che questa è un’isola ancora poco battuta dal turismo infatti la gente ci guarda un po’sorpresa e i bambini ci segnano con il dito esclamando:.Noi comunque salutiamo tutti con il nostro iaorana e tutti ricambiano con gentilezza e un sorriso. In giro c’è comunque pochissima gente. L’isola è molto bella e selvaggia; pedalando sotto il sole cocente facciamo il giro completo e ci rendiamo conto che è arrivata l’ora di pranzo quindi rientriamo in pensione dove troviamo Colette con il pranzo pronto. Avevamo chiesto pollo e pollo abbiamo avuto. Finito di pranzare andiamo in camera e parlando ci rendiamo conto di esserci dimenticati di prelevare i soldi in banca a Rangiroa. Abbiamo solo 300 euro quindi chiediamo aiuto a Henry che ci risponde che a Tikehau non ci sono banche e che solo il Pearl(che è su un motu)accetta le carte di credito. Siamo disperati,dobbiamo stare qui solo tre notti ma vogliamo fare almeno due escursioni. A questo punto mettiamo via i soldi per la tassa di soggiorno,per il pranzo appena consumato e per l’acqua che preventiviamo di bere durante le 3 cene. Siamo arrabbiati con noi stessi,ci sediamo nelle nostre poltroncine e mi metto a leggere la Lonely Planet,ad un certo punto leggo che al Tikehau Village accettano le carte di credito quindi inforchiamo le bici e ci dirigiamo verso questa pensione per chiedere se possiamo prenotare un’escursione con loro ma quando arriviamo alla pensione è tutto chiuso,quindi anche questo tentativo è fallito! Continuiamo a girare in bici fino a quando non arriva buio,rientriamo in pensione,andiamo da Henry per prenotare l’escursione per domani e ci propone di andare con Maui,un Polinesiano che ci porterebbe sul suo motu. Chiediamo a Henry una bottiglia d’acqua e mentre stiamo per pagargliela ci dice che non vuole soldi,noi insistiamo e paghiamo. Andiamo verso la camera pensando a quanto sia carino Henry nei nostri confronti. All’ora di cena ci presentiamo al ristorante dove troviamo Henry in pareo che suona e canta.
Si cena ognuno al proprio tavolo e oltre a noi ci sono solo una coppia di Francesi e una ragazza Francese quindi è come avere uno spettacolo di musica privato:questo è un lusso vero!!!! La cena è squisita,mangiamo il poisson cru più buono che abbiamo mai mangiato e appena Colette finisce di servirci si siede vicino a Henry e inizia a cantare con lui.

A me viene la pelle d’oca dall’emozione e Chri non smette un attimo di riprendere con la telecamera,siamo molto felici perché iniziamo ad apprezzare l’autenticità di questo luogo e ci sentiamo davvero fortunati. Andiamo a dormire e facciamo fatica ad addormentarci forse perché c’è molta umidità,forse perché fuori si sentono dei rumori,forse perché siamo molto emozionati.

20 MAGGIO TIKEHAU
Ci svegliamo come al solito alle 7.00 e ci godiamo il panorama dal nostro terrazzino,andiamo a fare colazione e troviamo Henry al solito posto(la mattina però non suona!!) e mentre mangiamo parliamo con lui,sentiamo che sta nascendo una bella amicizia. Finita la colazione ci incamminiamo verso il porto dove poco dopo arriva Maui con la moglie,ci fa salire sulla sua piccola barca e partiamo per il motu. Mentre andiamo Maui e sua moglie ci fanno notare l’Hotel Pearl Beach, noi gli diciamo che sicuramente è molto bello ma che secondo noi non è quella la vera Polinesia ma che la vera Polinesia sono loro. Vediamo che a queste parole i loro occhi s’illuminano e ci sentiamo contenti perché tutto ciò che diciamo ci viene dal cuore. Arriviamo al motu e rimaniamo senza parole dalla bellezza del posto,scendiamo dalla barca aiutandoli a portare il frigo con il cibo,entriamo nella loro casa,ci togliamo i vestiti, ci spalmiamo la crema e, mentre Maui pulisce la spiaggia e sua moglie fa i lavori in casa, ce ne andiamo in giro da un motu all’altro facendo snorkeling e tanti bei bagnetti fino a quando non ci chiamano per dirci che il pranzo è pronto.

Ma vi rendete conto? Un motu tutto per noi con due splendide persone che ci ospitano per pranzo nella loro casa,se non è lusso questo….Ci sediamo a tavola emozionati per il privilegio che abbiamo avuto e gustiamo tutto ciò che hanno preparato parlando con loro di tante cose e capiamo quanto questa gente sia meravigliosa. Finito di pranzare abbiamo ancora un’oretta per fare tutto quello che vogliamo prima di ripartire quindi ci ributtiamo in acqua convinti che un posto così non lo rivedremo più(se non ritornandoci) e cerchiamo di sfruttare ogni minuto in questo paradiso. Purtroppo arriva anche il momento di ripartire,durante il tragitto ci fermiamo sul motu degli uccelli dove scendiamo e facciamo un piccolo giro ma non è niente di speciale. Risaliamo in barca e ripartiamo,arriviamo al porto,paghiamo l’escursione e salutiamo i nostri nuovi amici con la speranza di poterci rivedere prima o poi. Torniamo in pensione e andiamo a fare un giro lungo la spiaggia,poi torniamo in camera,facciamo la doccia e andiamo a cena. Troviamo Henry al solito posto che suona, una nuova coppia di giovani Francesi e la coppia della sera prima. Da mangiare c’è l’aragosta ed è buonissima… Ascoltiamo Colette e Henry che cantano e poi alle 21.30 andiamo a dormire perché siamo troppo stanchi.

21 MAGGIO TIKEHAU

Facciamo colazione e parlando con Henry decidiamo di andare al Pearl visto che c’è la navetta gratuita così possiamo pranzare lì pagando con la carta di credito. Verso mezzogiorno arriviamo al Pearl,il posto è molto bello ma ci sembra un tantino fuori luogo pensando alla semplicità del villaggio di Tikehau. Ci sediamo al ristorante e pranziamo spendendo un capitale, il cibo è abbastanza buono ma nulla in confronto a ciò che cucina la nostra Colette. Finito di pranzare ci stendiamo a prendere il sole,il mare è bello ma niente di spettacolare,non vediamo l’ora di tornare alla nostra pensione,qui è tutto troppo finto. Alle 16.30 prendiamo la navetta e finalmente torniamo “a casa”. Arrivati Henry ci chiede com’è andata e noi gli spieghiamo che la nostra Colette è nettamente superiore ai cuochi del Pearl,lui ne è molto orgoglioso e ci spiega come,a differenza delle pensioni, in questi hotel si cucinino molti prodotti congelati. Chiediamo una bottiglia d’acqua e,come di consueto,dobbiamo litigare per pagarla.
Ci stendiamo un po’ al sole e chi arriva dopo poco? Mirna,Angela,Lucia e Mara,le nostre amiche di Rangi.Mi hanno persino portato il cappello di paglia che avevo dimenticato al Bounty. Ci raccontiamo le varie esperienze poi ci salutiamo. Entriamo in camera per fare la doccia e ci viene in mente che quella di questa sera sarà la nostra ultima cena in Polinesia quindi ci andrebbe una bella bottiglia di vino. Iniziamo a cercare in tutte le tasche delle monete e riusciamo a racimolare 20 euro. Chri li porta a Henry così per cena troviamo una bottiglia di vino sul tavolo. Ceniamo divinamente e, dopo aver cantato come al solito,cerchiamo di goderci fino all’ultimo questa serata cantando con Henry e Colette e facendoci le foto con loro

21 MAGGIO TIKEHAU-PAPEETE

Ci svegliamo e andiamo a fare colazione,Henry dice che possiamo tenere la camera fino all’ultimo momento. Il volo per Papeete parte alle 16.30 quindi abbiamo ancora mezza giornata da passare qui.
Ci rilassiamo sulle nostre sedie a prendere il sole,vengono le nostre amiche a salutarci,andiamo in camera e racimoliamo i soldi per andare al market a prenderci da mangiare per il pranzo. Abbiamo 6 dollari(sono quelli che tenevo nel portafoglio dal viaggio di anno scorso a Barbados!!) Torniamo in pensione e ci mettiamo nel nostro tavolino sulla spiaggia: il pranzo di oggi consiste in: 2 pacchetti di patatine(quelle arancioni che macchiano tutta la bocca),una sprite e una birra. Ci sentiamo due “morti di fame” ma siamo felici ugualmente. Andiamo da Henry a comprare l’acqua e litighiamo per pagarla. Torniamo a prendere un po’ di sole poi facciamo la doccia,chiudiamo le valige(che fatica) e andiamo da Henry per pagare il conto. Per tutta risposta lui non vuole farci pagare niente,vi rendete conto? Quest’uomo è talmente preoccupato del fatto che abbiamo pochi soldi che non vuole farci pagare. Gli spieghiamo che quando arriveremo a Papeete non avremo problemi perché abbiamo le carte di credito,
“litighiamo” come al solito e gli lasciamo i soldi sul banco. Nel frattempo arriva Colette in divisa da Hostess,sta andando in aeroporto a lavorare quindi la saluteremo quando partiremo.
Stiamo ancora un po’ in veranda poi arriva Henry e ci carica,insieme alla coppia di giovani Francesi,sul pullman (“ghiacciaia”) e ci dirigiamo verso l’aeroporto. Arrivati ci sediamo a parlare con Henry fino a quando non arriva il nostro turno e Colette ci fa il ceck-in: che strano trovare Colette anche qui!!! Dopo poco arriva il momento di partire,salutiamo Henry con le lacrime agli occhi ringraziandolo per tutto ciò che ci ha regalato in questi giorni,ci avviamo verso l’aereo che ci porterà a Papeete, ci voltiamo e Henry è ancora lì che ci saluta,saliamo sulla scaletta dove Colette ci stacca il biglietto,ci bacia e ci abbraccia,ringraziamo anche lei,ci sediamo ai nostri posti e guardando dal finestrino vediamo Henry allontanarsi e ci sembra triste come noi…. Grazie Henry e Colette,non vi dimenticheremo mai.
Durante il volo inizia a piovere fortissimo quindi siamo costretti a fare scalo a Rangi,come entriamo all’aeroporto troviamo Alain del Bounty che aspetta dei turisti,ci saluta con affetto e scambiamo quattro chiacchiere poi viene il momento di ripartire. Atterriamo a Papeete,andiamo allo sportello a prelevare i soldi e ci facciamo portare da un taxi all’Hotel Intercontinental dove ci concediamo una bella cena. Mangiamo poisson cru ma quello di Colette rimane sempre il top. Finita la cena il taxi torna a prenderci e ci riporta in aeroporto dove,dopo una fila interminabile,riusciamo a fare il ceck-in per tornare a casa. Arriviamo a Parigi alle 8.00 e ci dicono che il volo Alitalia delle 10.00 per Milano è stato cancellato quindi dovremo prendere quello delle 16.30 di Air France. Nell’attesa giriamo per l’aeroporto e conosciamo due ragazzi che erano in aereo con noi e dopo un paio di chiacchiere scopriamo che sono stati sul Gulliver con Michele la settimana dopo di noi. Andiamo a pranzo in un bel ristorante poi ci salutiamo perché il loro volo parte prima del nostro. Arriva anche il nostro turno quindi saliamo sull’aereo per Malpensa. Atterrati aspettiamo le 20.30 per prendere il volo Alitalia per Bologna ma sorpresa delle sorprese è stato cancellato. Quindi dopo spintoni,urla,litigate riusciamo a salire sul pullman messo a disposizione dall’aeroporto e all’una di notte arriviamo,stremati,a Bologna dove troviamo ad attenderci mio fratello e un nostro amico. Dopo 90 km di macchina arriviamo a casa e ci buttiamo a letto distrutti.

Andate in Polinesia non solo per la bellezza dei luoghi ma soprattutto per la bellezza dei suoi Abitanti,godetevi ogni attimo in questa terra piena di colori,di fiori,di profumi e di suoni,tornerete molto più ricchi di quando siete partiti.

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Ci sono 6 commenti su “La nostra Polinesia

  1. Che piacere rileggerti qui Particella :):) visto che di la è tutto morto .. o quasi :) mi sono riletto il racconto qui :cool: e nei passaggi del tuo racconto sul Kuriri con Jean e sul Gulliver di Michele “Il Capitano” ho rivisto i momenti vissuti a maggio dell’anno scorso :(:(:(:(:( voglio tornareeeeeeeeee :yeah::yeah::yeah:

    Ciao Grazie :bacio:

  2. ciao a tutti e grazie per i complimenti :oops:
    purtroppo ho il mio pc rotto e tutte le foto erano lì:x …appena riesco a scaricarle in questo pc vi prometto che le inserirò :serenata: abbiate pazienza :-P:D

    @anto123:il racconto l’ho scritto 3 anni fa :ok:

    @wally:ciao wally e bentrovato :rose: anche io vorrei tanto tornare in polinesia e sopratutto sul gulliver :(

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