Thailandia la terra del sorriso

THAILANDIA MARZO 2009

LUNEDI MARTEDI 02/03 MARZO 2009:

Tutto pronto, allora si parte destinazione Thailandia, la terra del sorriso!!
Dopo una notte insonne con in corpo l’adrenalina pre-partenza, ci siamo svegliati alle 5.00 am e con l’aiuto di mio papà siamo arrivati alla stazione di Trento, per prendere il treno delle 6.09 destinazione Milano. Cambio a Verona con coincidenza per Milano, giusto il tempo per una sigaretta e poi dritti verso Milano Centrale.
Arrivati in stazione prendiamo i biglietti per il bus navetta che ci porterà fino al terminal di Malpensa, piccolo inconveniente rischiamo di scendere dal pulman al Terminal 2 invece che all’1, per fortuna all’ultimo controllando i biglietti ci siamo accorti dell’errore!!!Iniziamo bene!!
Arrivati all’aeroporto facciamo subito il check-in per alleggerirci un po’ con i bagagli e dopo aver aspettato l’imbarco, saliamo sull’aereo della compagnia Egypt Air, economica e di conseguenza non molto accogliente, ma non ci preoccupiamo, abbiamo I-pod, libri, riviste e settimane enigmistiche per passarci un po’ il tempo durante il volo.
Facciamo scalo al Cairo, ma non potendo uscire dall’aeroporto in quanto ci vuole il visto, aspettiamo girovagando per i Duty-free.
Finalmente partenza per Bangkok e dopo un lungo volo si intravede la terra!!!

L’impatto a Bangkok è a dir poco allucinante, traffico ovunque, taxi multicolore e tuk-tuk impazziti che ronzano e fanno a zig-zag fra le macchine. Siamo stanchi ma non ci vogliamo perdere nemmeno un minuto, Bangkok ci aspetta!!!
Dopo aver sistemato tutto nella camera dell’hotel “Twin Towers Hotel” (il nome non è il massimo ma l’hotel stupendo), ci rinfreschiamo con una doccia e via per le strade di Bangkok.
Prima impressione: un odore talmente forte di cibo, traffico e non so cosa che si fa fatica a respirare e un caldo umido che in 3 secondi ti trovi tutto il trucco colato!!!!
Per il primo giorno decidiamo di andare al centro commerciale MBK, ci hanno detto che è conveniente, economico e soprattutto gigantesco. Noi non immaginiamo quanto finchè non ce lo troviamo davanti….grandissimo, molto moderno nell’architettura…il paradiso delle donne oserei dire!!!
Entriamo in una delle tante entrate con le gradinate e poi quando è ora di uscire non ci ricordiamo più la nostra uscita….e ci perdiamo a soli due km dall’hotel…ci abbiamo messo circa 2 ore ma finalmente ecco spuntare da una delle tante vie il nostro hotel!!! perfortuna…giornata rilassante all’insegna dello shopping e del cibo giapponese, buonissimo!!!

MERCOLEDI 04 MARZO 2009:

Oggi sveglia alle 5.40, colazione ottima e partenza alle 6.30 per il Floating Market. Dopo circa un’ora di bus, arriviamo al paese dove saliamo su una motolancia, tipica barca tailandese. Questo è un “villaggio” sul fiume, passiamo infatti davanti alle case, ci sono persone che si lavano, che mettono i panni ad asciugare e come ogni tailandese che si rispetti ci salutano con il loro tipico gesto buddista e ci sorridono divertiti.
Arrivando al mercato galleggiante ci si trova davanti ad un vero e proprio mercato sull’acqua, i venditori allestiscono il tutto sulla barca e vendono dai tessuti, alle spezie ai souvenirs di ogni genere. Lo scenario è variopinto e multicolore dovuto appunto ad una miriade di vestiti tipici locali, tessuti e manufatti artigianali, la gente passa con le proprie barchette e acquista la merce.
Io compro un vestito ricamato, il kimono, l’ombrellino e le bacchette per i capelli per il prossimo carnevale!!!
Tornati sulla terra ferma, visitiamo il mercato del legno, spettacolare!!!Da vedere con quanta precisione questi artisti riescono ad intagliare il legno di tek ed a farci delle vere e proprie opere d’arte.
Infine ultima tappa la più grande pagoda della Thailandia dove abbiamo assistito al momento della preghiera da parte di fedeli buddisti.
Ritornati all’hotel, dopo aver cenato, con un tuk-tuk pazzo siamo andati al Night Bazar di Bangkok, dove abbiamo comprato un po’ di regalini da portare in Italia, qui abbiamo conosciuto un’altra coppia italiana che alloggia nel nostro stesso hotel, ci siamo conosciuti e siamo andati tutti assieme in un pub all’aperto con musica locale a bere qualcosa.
Tornati all’hotel, appena abbiamo toccato il letto, ci siamo addormentati subito.

GIOVEDI 05 MARZO 2009:

Anche oggi sveglia prestissimo, colazione doccia e poi aspettiamo davanti al nostro hotel il pulmino che ci porterà alla visita di Palazzo Reale, vari templi e i vari Buddha situati li vicino.
Prima visita Palazzo reale, arriviamo all’entrata con il pullman e la guida ci obbliga a indossare i pantaloni lunghi….un caldo allucinante!!!!
Visitiamo e ammiriamo la residenza Reale ed il giardino con le torri d’oro….bello ma un po’ kitch.
Io e Giacomo siamo stanchissimi e in un tempio, mentre la guida parla incessantemente, noi quasi ci addormentiamo, la visione di tutte queste pietre e questo oro è un po’ mistica, nel senso che è talmente rilassante che si fa fatica a tenere gli occhi aperti.
La guida ci mostra come il fedele Buddhista ringrazia con la preghiera.
Il rituale sta nel prendere un fiore di loto chiuso, e mediante una tecnica ben precisa che si impara fin da piccoli, si apre e lo si porge in segno di ringraziamento, si prende poi una foglia d’oro e la si attacca sulla statua del Buddha che si sta venerando, infatti ci sono molte figure del Buddha ritratto in varie posizioni, esse stanno ad indicare i vari giorni della settimana.
Nel pomeriggio ci rechiamo alla visita dei templi, dal Buddha sdraiato al Buddha di Smeraldo.
Il Buddha di Smeraldo è una piccola statuetta , che i fedeli vestono a seconda dell’alternarsi delle stagioni.
Il Buddha sdraiato invece ci ha colpito moltissimo, in quanto è veramente enorme e così ne abbiamo approfittato per scattare un bel po’ di fotografie.
Ultima tappa fabbrica dei diamanti dove la guida ci mostra la lavorazione di questa costosissima pietra, giriamo infine nel negozio dove una commessa ci segue dappertutto costringendoci quasi a comprare qualcosa…….purtroppo i prezzi per lavoratori operai come noi sono un po’ inaccessibili e così ci siamo limitati a guardare!!!
Rientro in hotel, doccia e via in cerca di regalini a Suan Luk Night Bazar, al ritorno abbiamo visto un incidente di un ragazzo locale in motorino, era in mezzo alla strada e penso proprio fosse morto, la gente stava attorno e guardava paralizzata e scioccata e noi ci siamo rattristati molto.
Al rientro in hotel abbiamo salutato Diletta e Marco e poi a letto presto domani ci aspetta una dura giornata!!!

VENERDI 06 MARZO 2009:

Eccoci di nuovo in partenza, sveglia alle 4.00 am, questa volta per il nord della Thailandia, destinazione Chang Mai. Siamo veramente contenti di partire per un luogo più tranquillo, Bangkok è una città bellissima ma una coppia come noi abituata al Trentino e alla calma delle montagne non ci resiste per più di tre giorni!!!
Siamo tornati all’aeroporto di Bangkok e sull’aereo abbiamo conosciuto un ragazzo giapponese che ci ha lasciato il suo indirizzo, esattamente Osaka per andare a trovarlo……magari!!!
Il viaggio è stato bellissimo, siamo scesi e siamo arrivati quasi subito all’hotel “Chang Mai Plaza” che ci ospiterà per una sola notte. A dir poco spettacolare, in quanto a sistemazioni noi abbiamo solo da imparare, strutture meravigliose a prezzi stracciati!!!Da noi un hotel come questo sarebbe costato un occhio della testa!!
Riposiamo fino alle 16.00 e poi massaggio tailandese con olio della durata di due ore!!! Ci voleva proprio… Ci sentiamo leggerissimi e privi di stanchezza, così la sera decidiamo di andare a cena in qualche ristorantino di Chang Mai. Troviamo lungo la strada un ristorante carinissimo con cucina tailandese e indiana, situato in un giardino con in mezzo dei tavolini vicino ai quali c’erano delle zanzariere per scacciare gli insetti.
Facciamo subito amicizia con il cameriere che ci insegna l’uso delle bacchette, all’inizio è stata una vera e propria tragedia ma provando e riprovando siamo diventati dei maestri!!!
Dopo aver mangiato tantissimo e benissimo andiamo al night Bazar del centro, questo mercato a differenza di Bangkok è più economico e incentrato sulla vendita di manufatti artigianali tipici locali.
Giacomo ha comprato uno zaino della North Face, che ci servirà per l’avventura nella giungla.
Rientro in hotel e lunga dormita in un letto vero, da domani infatti dormiremo solo con asciugamani!!!!

SABATO 07 MARZO 2009:

Tanto per cambiare sveglia presto anche oggi, abbiamo preparato gli zaini con l’essenziale che ci servirà per il trecking nella giungla, pronti per l’avventura nei villaggi del Nord.
Colazione abbondante e poi aspettiamo davanti all’hotel la nostra guida, che dopo circa dieci minuti vediamo scendere da un Pick up. Tipica fisionomia tailandese, capelli neri, con pettinatura a padella, si presenta e subito intuiamo che non parla italiano ma solo inglese, ma non ci preoccupiamo, del resto faremo un po’ di lezione nel parlare una lingua straniera.
Saliamo sul Pick up e ci fermiamo in un mercato “Mae Ma Lai Market” dove Mont, così si chiama la guida del Trecking, ci consiglia di comprare l’essenziale per l’avventura nella giungla.
Il mercato non si può descrivere, va visto…un’insieme di colori e odori impressionante, tutto ammucchiato senza un ordine preciso, ma la cosa che ci ha stupito di più è stata la carne… mucchi di carne su tavoli di legno, sopra, un mini ventilatore con attaccati degli asciugamani per scacciare le mosche all’attacco….Abbiamo optato per comprare solo la carta igienica e le sigarette, il resto può attendere.
Tornando al Pick up notiamo che Mont ha comprato un sacchetto con della carne immersa nel ghiaccio per tenerla fresca…considerando che dovremo camminare tutto il pomeriggio, non sappiamo quanto durerà il ghiaccio e speriamo che non sia la nostra cena….
Dopo un lungo viaggio in auto finalmente arriviamo alla prima visita della giornata, lo Snake Farm, dove hanno girato la parte iniziale del film John Rambo, assistiamo ad uno spettacolo di serpenti e scimmie, la nostra impressione non è stata delle migliori, in quanto questi animali ci sembravano malnutriti e resi dementi dalla moltitudine di turisti di passaggio.
Seconda tappa la serra delle orchidee e delle farfalle, un’insieme di colori e profumi dettati dalle diverse specie di questi meravigliosi fiori. Finite le varie visite, dopo circa mezz’ora di macchina ci fermiamo in un “ristorantino” lungo la strada, dove pranziamo.
Il posto non da proprio l’impressione della pulizia e i ragni lo fanno da padrone, io e Giacomo andiamo in bagno e con nostro orrore troviamo un ragno gigantesco proprio vicino allo sciacquone, inutile dire che abbiamo aspettato e abbiamo optato per farla nella giungla…ma in compenso lo abbiamo fotografato usando molto zoom per paura di avvicinarci..
Finito il pranzo torniamo alla macchina e dopo circa 1 ora e mezza giungiamo alla partenza per il trecking, salutiamo l’autista che ci ha accompagnato e ci incamminiamo lungo un sentiero per raggiungere la tanto attesa giungla.
L’immagine è ben diversa da come ci immaginavamo, la foresta è alquanto secca, ma Mont ci spiega che ci sono foreste di diverso clima e temperatura…..
Il caldo si fa sentire e anche la fatica ma Mont ci intaglia con il macete che si porta appresso due bastoni per facilitare il nostro cammino.
Qualche pausa per delle fotografie e per riprendere fiato, all’inizio Mont è timido poi inizia a parlare e scopriamo una persona veramente cordiale e molto disponibile, che ci porteremo nel cuore al ritorno in Italia.
La giungla è splendida, dopo Bangkok qui si respira un’aria pulita e i rumori della foresta ci accompagnano lungo il cammino, le farfalle sono multicolori e grandissime come del resto le orchidee che crescono qua e là e si presentano in varie forme e colori.
La giungla sembra non avere regole, ma il tutto risulta ugualmente in perfetta armonia…piante di banane, giganteschi alberi di Bamboo e anche molte tane dei tarantola (per fortuna solo quelle).
Nel cammino Mont che ci precedeva sempre ha visto un serpente, purtroppo o per fortuna lo ha scacciato così non siamo riusciti a vederlo, ma l’adrenalina ci è salita alle stelle lo stesso!!!
Finalmente dopo tre ore di cammino arriviamo al primo villaggio Ban Pong Noi della tribù dei Karen, il primo impatto è stato di enorme tristezza e di smarrimento, ma presto abbiamo capito che queste persone vivono in pace con tutti e hanno la ricchezza nell’animo.
All’inizio gli abitanti ci studiavano da lontano e sussurravano fra loro parole incomprensibili, ma dopo il primo impatto hanno cominciato a conoscerci, se così si può dire (loro infatti parlano la lingua loco, una lingua incomprensibile anche per un thialandese).
Mont però sapeva parlare la loro lingua, così abbiamo rivolto ai Karen alcune domande sulla vita fuori dal mondo “civilizzato”. Sono stati molto disponibili e sempre sorridenti, e da questo momento abbiamo capito che mai ci saremo scordati questo viaggio.
Dopo una visita al villaggio dove abbiamo scattato un po’ di foto, siamo tornati dai Karen che ci ospitavano, abbiamo mangiato su tavole di legno e panchine scomodissime e dopo cena abbiamo giocato ai mimi degli animali e alle ombre cinesi con un bambino Karen, di cui però non ricordo il nome, troppo difficile.
E’ stato uno dei momenti che mi ricorderò per sempre, due popoli che si incontrano, ridono assieme, si capiscono, pur non avendo niente in comune, né la religione, né la lingua, né lo stile di vita, solo il sorriso e la voglia di stare in pace con il mondo….e di conoscerlo….
Quando tutti sono andati a dormire noi siamo stati con Mont che ha continuato a bere birra e grappa ed ha iniziato a parlarci del tenore di vita e delle tradizioni del popolo Tailandese.
Ci ha riassunto tutta la storia dei Re, da Rama I a Rama IX e una cosa che mi ha colpito è stata la sua risposta alla mia domanda: “Preferiresti che in Thailandia ci fosse Monarchia o la Repubblica come da noi??” Lui mi ha risposto con tutta la determinazione e con l’orgoglio nel cuore: “Thailand is not Thailand without a King”…credo che questa risposta riassuma l’orgoglio e il patriottismo che questa gente porta per il proprio paese e per il proprio Re, pur non avendo una vita agiata come la nostra.
E’ ora di dormire, ci aspetta un letto fatto di asciugamani e stoffe varie con sopra una zanzariera per proteggerci dagli insetti…del resto siamo nella giungla e il comfort non è una prerogativa del nostro viaggio…a domani

DOMENICA 08 MARZO 2009:

Sveglia alle 9.00, dopo una notte insonne, a me scappava la pipì ma avevo paura di uscire, essendoci il pericolo degli animali di notte, quindi l’ho tenuta per circa due ore, alle 3.00 i galli hanno iniziato a cantare e finalmente alle 4.00 mi sono decisa ha chiamare Giacomo per farmi accompagnare, anche lui era sveglio o almeno solo in dormiveglia…dobbiamo ancora abituarci alle notti nella giungla. Dopo essere usciti assieme nel bagno in comune, ci siamo addormentati e questa mattina siamo stati svegliati da Mont che da vero cuoco ci ha preparato una colazione molto buona e abbondante.
Dopo aver scattato le ultime foto al villaggio e aver salutato gli abitanti (un’ anziana del villaggio ci ha dato la benedizione), siamo ripartiti e abbiamo attraversato in quattro ore di camminata un altro tipo di foresta, il caldo qui è insopportabile così ci siamo fermati molte volte per riprendere fiato.
Dopo metà tragitto ci siamo fermati al secondo villaggio per una sosta, chiamato villaggio “Ban Mae Ma Nai”, dove ci siamo riforniti d’acqua per proseguire il cammino. Questo villaggio devo dire che ci è sembrato molto più disordinato del primo, infatti Mont ci ha spiegato che le tribù hanno stili di vita e tradizioni diverse.
Siamo subito ripartiti per giungere dopo circa due ore in un villaggio situato lungo il fiume Taeng River, chiamato villaggio Pang Pa Ka Nai., dove abbiamo pranzato e scattato un po’ di foto al ponte che attraversava il fiume.
In lontananza abbiamo visto arrivare un’enorme elefante e abbiamo capito che di li a pochi istanti saremo stati noi i piloti di quell’animale maestoso. Era entrambi la prima volta che salivamo su un elefante e solo quando ormai ci eravamo seduti sopra abbiamo capito l’altezza che avevamo raggiunto. Il viaggio è stato entusiasmante, dall’alto si aveva una veduta della giungla indescrivibile, tutt’intorno silenzio, solo in sottofondo il mormorio dei boschi.

Terminata la passeggiata a dorso d’elefante, dopo un breve tratto di strada a piedi siamo arrivati in un altro villaggio, chiamato Ban Pong Ngoen, dove vive la tribù Lahu.
Il clima qui è molto più caldo e umido essendo lungo il fiume, e appena arrivati le donne del villaggio si sono fiondate per venderci le loro collanine. Devo dire che sono state alquanto insistenti, ma Giacomo ed io abbiamo comprato alcuni anelli e braccialetti.
Abbiamo pranzato e dopo ci siamo addormentati nella nostra nuova “cameretta” simile a quella della notte precedente.
Mentre riposavamo un bimbo incuriosito entrava nella nostra camera e ci sorrideva così ci siamo alzati e lo abbiamo coccolato un po’. Questo è stato il momento più bello del mio viaggio in Thailandia, ho conosciuto Bum, un bimbo stupendo e sempre sorridente che ho tenuto in braccio e ho giocato con lui per tutta la permanenza al villaggio. Al ritorno in Italia ho stampato la fotografia che lo ritraeva e ho disegnato il suo ritratto, è questo il riassunto del mio viaggio ed il ricordo che ancora adesso mi fa sorridere e mi rende felice.
La sera abbiamo cenato e poi abbiamo chiacchierato davanti al fuoco con Mont e con Jumbo un ragazzo del villaggio. Di fronte a noi la foresta ed il fiume….A volte rumori di animali e nient’altro… solo le nostre voci…
Mont vuole continuare a parlare, noi invece siamo troppo stanchi e alla fine riusciamo a salutarci e a dormire sonni tranquilli.

LUNEDI 09 MARZO 209:

Sveglia alle 9.30, ormai siamo quasi abituati ai ritmi dei villaggi e questa notte abbiamo dormito proprio bene. Subito colazione con frittata, toast e marmellata e poi mi sono fiondata a coccolare per l’ultima volta Boom, che dispiacere dover partire. Il momento dell’addio ti lascia sempre l’amaro in bocca, specialmente quando un bimbo ti guarda andare via e ti saluta con la manina.
Siamo partiti con la zattera e io ho guardato Boom finchè non è diventato nient’altro che un puntino invisibile, anche se non lo rivedrò più, di lui mi rimarrà un ricordo indelebile nel cuore.
La discesa lungo il fiume con la zattera si può riassumere come un misto di paura, serenità e adrenalina, il paesaggio circostante…. Mozzafiato.
Un’ora e venti di Bambolo-Rafting lungo il fiume con la paura che la mia macchina fotografica si bagnasse e con il desiderio di toccare terra!!!
Finalmente scendiamo, e ci sentiamo sollevati anche se l’esperienza è stata sconvolgente ma stupenda, arriviamo in un altro villaggio chiamato “Ban Sop Kai” della tribù dei Thais.
Questo villaggio non è primitivo come gli altri, dotato di elettricità, e soprattutto di mezzi di trasporto come macchine e piccoli camioncini.
Durante il Rafting lungo il fiume con noi è venuta anche una donna del villaggio Lahu, il suo bambino aveva un’infezione alla gamba e per lei era l’unico mezzo di trasporto che l’avrebbe portata all’ospedale più vicino. E’ scioccante con quanta tenacia queste donne affrontano i problemi anche più gravi, durante la discesa lungo le rapide il suo volto era segnato dalla preoccupazione, ma non si è persa d’animo nemmeno un istante e ha continuato per tutto il tragitto a cantare canzoni in lingua loco a suo figlio per placarlo e farlo addormentare.
Finito il pranzo siamo ripartiti destinazione Chang Rai, il viaggio è stato a dir poco terribile.
L’autista era un vero e proprio pazzo….
Quattro ore d’interminabile viaggio e finalmente siamo giunti a Chang Rai, nuovamente nel mondo civilizzato, ci manca già la pace della giungla, anche se questo paesino è molto tranquillo e spirituale, tipico dei paesi del Nord.
Arrivati all’hotel ci siamo fatti una signora doccia, negli ultimi giorni cominciavamo ad assomigliare sempre di più agli abitanti dei villaggi in quanto a igiene personale..
Avendo dormito scomodamente per giorni, decidiamo di riposare un po’ e dopo cena ci dirigiamo verso il centro di Chang Rai.
Questo paesino è a dir poco stupendo, tranquillo e rilassante, mercatini notturni sparsi ovunque dove io e Giacomo abbiamo comprato delle cartoline disegnate a mano con il carboncino da un donna del posto. Ritorno in hotel con il tuk-tuk (qui vanno pianissimo altro che a Bangkok) e finalmente un letto sul quale dormire come dei Re.

MARTEDI 10 MARZO 2009:

Driiiiin!!la sveglia anche oggi si fa sentire e con un po’ di rammarico pensiamo ai giorni che seguiranno e al relax che ci spetterà…. Da una parte non vediamo veramente l’ora di tuffarci nel mare!!!
Alla reception aspettiamo Mont e l’autista pazzo del giorno prima, che ci verranno a prendere per il tanto atteso Golden Triangle.
Un’ora di viaggio e siamo giunti al confine fra Thailandia e Myanmar, ex Birmania. Qui molta gente arriva per fare acquisti di ogni genere, in special modo pietre preziose, oro e gioielli.
Visitiamo una piccola fabbrica dove lavorano le pietre grezze e le trasformano in gioielli e poi girovaghiamo per le bancarelle lungo la strada, in cerca di regali da portare in Italia.
Ci mettiamo di nuovo in viaggio dopo una breve sosta e da lontano ecco spuntare il Triangolo d’oro.
Panorama mozzafiato del punto di incontro e del confine della Thailandia con il Myanmar e il Laos, peccato per la nebbia che ha reso quasi impossibile vedere tutto l’orizzonte.
Mont ci ha spiegato che nel periodo delle piogge il cielo si tinge di colori azzurri accesi, mentre a causa di molti incendi, nella stagione estiva c’è molta foschia e quindi risulta difficile godersi al meglio il panorama.
La veduta del Mekong dall’alto è terrificante, questo fiume che attraversa anche il Vietnam oltre ad essere enorme, ha un colore spaventoso, torbide acque marroni ospitano minuscole e fragili barchette, e in una di quelle siamo dovuti salire anche noi per raggiungere il territorio del Laos.
La differenza con la Thailandia si nota a prima vista e il livello di povertà è sicuramente superiore.
Abbiamo subito notato tre bambini che si riparavano dal sole sotto un albero, indossavano vestiti sporchissimi, ma i loro visi erano talmente dolci che non ho resistito nel scattare alcune foto.
Loro sembravano imbarazzati, ridevano mentre si mettevano in posa e si prendevano in giro l’uno con l’altro. Dopo le foto ci hanno chiesto se avevamo una caramella e noi ormai con il cuore straziato nel vedere i loro sorrisi e le loro suppliche, siamo andati e gli abbiamo comprato dei sacchetti di patatine per ognuno di loro e delle caramelle.
La scena ha cui abbiamo assistito dovrebbe essere raccontata a tutti i bambini occidentali che si lamentano sempre pur avendo tutto, loro invece quatti quatti dopo averci ringraziato si sono appartati sotto l’albero e hanno aperto solo un pacchetto dei tre che gli avevamo regalato, hanno diviso il cibo e contenti lo hanno mangiato di gran gusto.
Noi siamo stati ad osservarli estasiati e poi abbiamo girovagato un po’tra le bancarelle dove abbiamo trovato molti prodotti artigianali tipici del territorio del Laos.
Terminato il giro siamo ritornati in Thailandia attraversando nuovamente il Mekong, abbiamo visitato un’enorme struttura simile ad una nave dove al centro s’innalzava la figura del Buddha in tutto il suo sfarzo e la sua grandezza. Vicino ad esso c’erano tre statue di Buddha più piccole, che stavano a simboleggiare La Cina, il Vietnam e la Thailandia.

Al ritorno dopo esserci fermati in un ristorante abbiamo salutato Mont e l’autista all’aeroporto di Chang Rai e gli abbiamo lasciato la mancia per ringraziarlo di questo magnifico viaggio al Nord, lui si è commosso e noi siamo stati felici di averlo conosciuto.
In volo per Pucket passando da Bangkok, all’arrivo troviamo subito un’autista che ci porta nel centro per trovare una camera nel quale dormire per una notte.
L’impatto è stato desolante, dopo il la pace del Nord, qui sembra di essere in Occidente, traffico ovunque, discoteche, pub e soprattutto tanta prostituzione….Rimpiangiamo già la giungla e i Villaggi del Nord!!!
Almeno abbiamo fortuna e troviamo subito una camera senza finestra, per 800 bath a notte, usciamo per tastare un po’ il territorio e dopo due ore siamo già di ritorno frastornati e scioccati dall’animazione notturna di questo paese, andiamo a dormire con la speranza di trovare almeno un mare decente.

MERCOLEDI/GIOVEDI 11-12 MARZO 2009:

Questa mattina abbiamo deciso di riposare fino a tardi, così ci siamo svegliati tranquillamente verso mezzogiorno, pronti per una giornata rilassante
Attraversando il centro di Patong, passiamo lungo la via principale e ci fermiamo in un bar per prendere un caffè, amarissimo, però almeno ha il potere di svegliarci definitivamente.
Comperiamo due asciugamani che ci serviranno per la spiaggia e via in cerca del mare!!
Inutile dire che essendo un posto intaccato ormai dal turismo di massa, le spiagge di Patong sono chilometriche, zeppe di ombrelloni e lettini, attrezzate di bar con musica non stop sulla spiaggia e centri acquatici ovunque.
E’ stato alquanto desolante, in quanto noi ci immaginavamo un luogo più incontaminato, immerso nella natura, mentre il mare seppur pulito non era molto limpido e l’atmosfera che si respirava risultava simile alle nostre spiagge della Riviera Romagnola.
Adattandoci ugualmente, decidiamo per l’indomani di spostarci in una delle isole situate li vicino, a noi non interessa il divertimento, vogliamo solamente vivere appieno la calma della natura, delle spiagge bianche e del mare cristallino, rilassandoci un po’, nuotando e facendo snorkeling a pelo d’acqua, dopo le innumerevoli fatiche compiute al Nord.
Tutto sommato passiamo una giornata piacevole, e nel tardo pomeriggio incontriamo Paolo e Christian, due amici di Giacomo anche loro in vacanza in Thailandia, così la sera decidiamo di andare tutti assieme a cena in un ristorante italiano. Cibo buonissimo, peccato che ormai abituati alla cucina leggera tailandese, un piatto di spaghetti alla carbonara preceduto da antipasto di affettati misti non sia stata la scelta migliore per il nostro stomaco, e infatti Giacomo ha avuto un’indigestione che lo ha costretto a letto anche il giorno seguente.
Finita la cena passeggiamo lungo la via principale di Patong, animata da locali con musica assordante, Trans e ballerine di ogni genere, dopo aver salutato Paolo e Christian, frastornati ed esausti torniamo in camera e ci addormentiamo.
Il giorno seguente Giacomo sta ancora male, così decidiamo di spostare la partenza per le Phi Phi Island al giorno dopo, io ne approfitto per andare in spiaggia e mi passo la giornata in solitudine sonnecchiando un po’, leggendo e prendendo il sole.
Ritornata in camera sveglio Giacomo che nel frattempo sta un po’ meglio, cena in camera a base di spiedini di carne e di pesce, organizzando i preparativi per il viaggio in traghetto che ci porterà alle splendide Phi Phi dell’indomani.

VENERDI 13 MARZO 2009:

Sveglia alle 8.00 e partenza dall’hotel di Patong per le Phi Phi Island.
Abbiamo caricato le valige sul tetto di un vecchio pulmino e per tutto il tragitto siamo rimasti immobili ad osservare le vetrine a specchio dei negozi, nella speranza di trovare all’arrivo i nostri bagagli ancora intatti.
Arrivati al porto siamo saliti su una low-boat e dopo aver posizionato le valigie nel vano al coperto siamo risaliti e ci siamo sdraiati in poppa per ammirare il movimento delle onde e per abbronzarci un po’.
Il vento placa la calura mattutina e il mare è calmo, giornata ideale per una gita in barca.
Il tragitto è stato bellissimo, tra fotografie e filmati per immortalare ricordi, il tempo è volato e all’improvviso ecco spuntare l’isola.
Da lontano le spiagge hanno trasformato i nostri visi stanchi in gioiosi sorrisi, il mare cristallino e le barchette in legno davano un tocco d’arte al verde paesaggio circostante, come in un quadro di Monet.
Appena siamo scesi, siamo stati letteralmente assaliti da ragazze e ragazzi che volevano affittare le camere. Noi però siamo andati alla Tourism Agency dell’isola, proprio davanti al porto e per 1.200 bath a notte abbiamo trovato una camera libera per cinque giorni.
Questo posto è il paradiso , non vi sono macchine né motorini, la gente gira al massimo in bicicletta o a piedi.
Accompagnati da un ragazzo che ci ha portato i bagagli fino alla nostra sistemazione, abbiamo camminato fra le strette vie del centro colme di vegetazione, ristoranti e piccoli negozietti e proprio alla fine del villaggio siamo giunti al nostro bungalow. In stile hawaiano, costruito su palafitte in legno, questa camera è stata certamente un’ottima scelta, immersa nel verde a contatto con la natura e a pochi passi dal mare.
Sul letto un’enorme cuore formato da una moltitudine di petali di rosa, talmente grazioso che ci dispiaceva distruggerlo.
Dopo aver ammirato la nostra nuova sistemazione con tanto di terrazza esterna anch’essa in legno, abbiamo disfatto per la prima volta le valigie e ci siamo incamminati lungo il sentiero in cerca del mare.
Il primo impatto è stato un po’ deludente, l’acqua era si cristallina ma colma di alghe e bottiglie immerse ovunque.
Solo la sera abbiamo capito il vero motivo di tanto sudiciume in mare.
La notte l’isola si animava e si trasformava in beach party sparsi ovunque con danze di fuoco a ritmo di musica Dance, Reagge e R’n’B.
Alcuni abitanti dell’isola si esibivano facendo roteare corde infuocate , trasformando la festa in veri e propri fasci di luce davvero coinvolgenti.
Dopo le varie esibizioni il volume della musica triplicava e all’improvviso fra cocktail serviti in secchielli, tutti gli spettatori cominciavano a scatenarsi con balli e prove di coraggio con il fuoco.
Noi ci siamo limitati ad osservare i gruppi di inglesi ubriachi che saltando nei cerchi infuocati si ustionavano la schiena divertiti; scene scioccanti e di cattivo gusto direi!!
Tornando in camera abbiamo passato una notte insonne a grattarci continuamente per colpa dei petali che erano sul letto al nostro arrivo, era diventato un piccolo covo di zanzare e moscerini che non ci hanno lasciato dormire nemmeno un attimo.

SABATO 14 MARZO 2009:

La mattina seguente ci siamo svegliati ancora assonnati, ma decisi a non perdere nemmeno un minuto di mare e di sole.
Abbiamo percorso un lungo tragitto a piedi costeggiando il mare fra le rocce, in cerca di una spiaggia meno affollata e più naturale.
Lungo il cammino abbiamo scoperto un piccolo golfo immerso nel verde, dove non molto lontano si trovava una graziosa taverna costruita interamente in legno e addobbata con enormi conchiglie, vecchie reti da pesca e regali portati dalle onde del mare.
Dopo aver preso le sdraio, anch’esse costruite a mano con legno e bamboo, abbiamo trascorso una meravigliosa giornata nuotando e facendo snorkeling tra le acque ancora vergini delle Phi Phi Island.
Nel tardo pomeriggio passeggiando lungo la spiaggetta abbiamo raccolto moltissime conchiglie e sassolini colorati di diverse forme e dopo aver scolpito con la sabbia un corpo di donna le abbiamo usate per dare un tocco di colore alla figura, creando così un mosaico.
Il risultato non è stato molto soddisfacente, ma non l’abbiamo distrutta, l’abbiamo abbandonata in attesa che il mare la cancellasse con la forza delle onde.
Verso le 18.00 ci siamo incamminati verso il nostro bungalow e con nostro stupore abbiamo osservato il mare ritirarsi fino ad 1 km di lunghezza, creando un varco per una passeggiata romantica al tramonto.
Nascosti nel terreno spuntavano moltissimi granchi e paguri, dando vita ad una moltitudine di minuscoli buchini nella sabbia bagnata.
Inoltre moltissime barche che la mattina dondolavano fra le onde, si trovavano ora in secca, appollaiate sul terreno asciutto della spiaggia….Spettacolo unico!!!
La sera dopo aver cenato siamo ritornati in spiaggia per divertirci un po’ e poi a letto presto, domani abbiamo deciso di visitare la tanto famosa Maya Bay. Buonanotte!

DOMENICA 15 MARZO 2009:

Sveglia alle 8.00 a.m. destinazione Maya Bay. Questa spiaggia incontaminata è diventata famosa grazie al film “The Beach” con protagonista Di Caprio nei panni di un’inglese che si ritrova a vivere per sua volontà in una comunità segreta a contatto con la natura e con i pericoli della giungla.
Il film è stato girato quasi integralmente in Thailandia e la spiaggia scelta è proprio quella che andremo a visitare oggi.
Passeggiamo fra le vie per arrivare al porto dove un capitano si offre per portarci a visitare l’intera isola in un giorno.
Ci spiega però che a causa dei disastri compiuti dallo Tzunami, l’isola non è più rigogliosa come un tempo e le piante stanno cominciando ora a rinascere, ma il mare cristallino e il paesaggio circostante sono rimasti intatti, grazie all’assenza di Resort e strutture alberghiere.
Saliamo su un Taxi-boat tipico tailandese, addobbato con nastri multicolore sulla parte superiore della barca e ci dirigiamo a tutta velocità verso l’isola più piccola delle Phi Phi Island.
Dopo circa 30 minuti di “navigazione”, il capitano getta l’ancora in mare e noi armati di maschera e boccaglio ci tuffiamo nelle acque cristalline in prossimità degli scogli.
Lo scenario sott’acqua è indescrivibile!!!
Il momento dell’immersione sembra un teletrasporto, il livello dell’acqua funge da confine fra due mondi paralleli ma totalmente diversi. Sott’acqua la vita è dettata dal silenzio, non un minimo rumore, branchi di pesci multicolore nuotano assieme contemporaneamente, formando scie colorate che si bloccano e cambiano velocemente direzione all’arrivo di un pesce più grande.
I coralli sembrano decorazioni artistiche e quando vengono colpiti dai fasci di luce che filtrano dalla superficie, si animano di colori accesi e sfumature meravigliose.
Le lancette dell’orologio che scandiscono lo scorrere del tempo sembrano fermarsi all’improvviso e la sensazione che si prova quando ci si tuffa e si riapre gli occhi è di rinascere e diventare di nuovo bambini: osservare a bocca aperta ogni minimo particolare di un mondo misterioso e pieno di fascino, continuare ad ammirare impietriti la bellezza e la perfezione della natura.
Il capitano ci chiama, è ora di risalire in superficie, costeggiando l’isola scopriamo delle strette grotte scavate nella roccia, sono delle zone molto preziose, dove all’interno si accampano i pescatori e di giorno cercano una specie di crostaceo molto rara che poi rivendono a caro prezzo.
Ancora qualche minuto di tragitto e ci fermiamo all’interno di una baia racchiusa da verticali e altissime pareti rocciose, dove l’acqua è talmente trasparente che si vede il fondo formato da bianchissima sabbia.
Inutile dire che appena la barca si ferma noi ci tuffiamo immediatamente…sembra una piscina naturale!!!
Risaliti nuovamente in superficie, ci affrettiamo a compiere l’ultima tappa del viaggio, la tanto attesa Maya Bay.
La spiaggia è bellissima e il mare cristallino, unico inconveniente, che data la sua popolarità è colma di turisti intenti ad osservare e ricordare le scene del film.
Vicino alla riva tre innocui Barracuda ci fanno compagnia mentre facciamo il bagno, continuando a girarci attorno incuriositi. Dopo la breve nuotata ci addentriamo nella giungla, tra palme di cocco e sentieri strettissimi , purtroppo ad un tratto la stradina si interrompe e un’enorme roccia sbarra la strada ai turisti avventurosi. Un po’ delusi torniamo indietro e restiamo sulla spiaggia ad ammirare le meravigliose acque di questa baia.
Nel tardo pomeriggio ritorniamo all’isola dove alloggiamo, giusto il tempo per il diluvio universale: all’improvviso il cielo diventa buio, la gente corre in cerca di un riparo ….1, 2, 3 gocce e poi si salvi chi può!!! È la prima volta che assistiamo ad una pioggia tropicale!!
Aspettiamo che la pioggia si plachi un po’ e ritorniamo in camera. Siamo davvero contenti di aver trascorso questi giorni in queste due meravigliose isolette, ma è tempo di cambiare posto, nuova destinazione Kho Lanta!!

LUNEDI 16 – MARTEDI 17 – MERCOLEDI 18 – GIOVEDI 19 – VENERDI 20 MARZO 2009:

Decisi a cambiare isola, questa mattina dopo aver preparato tutto ci spostiamo con il traghetto che collega le due isole, destinazione Kho Lanta, zona tranquilla adatta per trascorrere gli ultimi giorni in perfetto relax.
Sul traghetto conosciamo un ragazzo che ci propone un carinissimo Resort a gestione familiare economico e molto accogliente.
Guardando le foto che porta con sé rimaniamo colpiti e accettiamo con entusiasmo l’offerta.
Scesi dal traghetto percorriamo la strada principale di Kho Lanta fino a raggiungere la nostra nuova sistemazione. Quest’isola è più grande della precedente e noi ormai abituati all’assenza di rumori ci troviamo catapultati nuovamente “nell’era moderna” fra Tuk-Tuk, automobili e scooter.
Arrivati al Resort scopriamo che la nostra “casetta” si trova nella zona più bella e funzionale: accanto il bar, di fronte la spiaggia, davanti la piscina e a pochi passi il ristorante!!! Perfetto!!!
Durante il soggiorno di una settimana a Kho Lanta, siamo stati perlopiù in piscina, dato che il mare non era bellissimo e ci siamo dati al cibo di ogni genere.
Il cuoco del Resort era veramente bravissimo e ci preparava colazioni, pranzi e cene a prova di chef.
La sera restavamo quasi sempre all’interno della struttura poiché c’era un bar piccolino veramente grazioso e suggestivo, costruito interamente in legno, con luci multicolore e cuscini sui quali sedersi per terra.
Proprio qui abbiamo fatto amicizia con i ragazzi che lavoravano all’interno del Resort, tutti molto simpatici e umili, così la sera come loro consuetudine giocavamo a forza 4 scherzando e bevendo cocktail.
Armonia rilassante e familiare…
SABATO 21 MARZO 2009:

L’ultimo giorno di permanenza a Kho Lanta, prima del ritorno in Italia, abbiamo deciso di visitare l’isola vicina, famosissima per i subacquei e gli amanti dello snorkeling, Kho Rock.
Quest’ultima è un’isola vergine immersa nel verde della natura, dove è possibile passare la notte solamente in tenda, non c’è l’ombra di un albergo e nemmeno il rombo di un’auto, ideale per terminare il nostro viaggio in Thailandia.
La mattina al nostro risveglio però il tempo non è dei migliori, ma ormai avendo prenotato l’escursione il giorno prima non ci resta che rischiare.
Arriviamo in un piccolo porto e saliamo in compagnia di alcuni turisti tailandesi su uno Speed-Boat (motoscafo).
Per me è la prima esperienza su una barca veloce ma per fortuna il tempo, seppur brutto, ha retto per tutto il tragitto fino all’isola vergine di Kho Rock.
Non per molto però, perché dopo alcuni secondi è arrivato il diluvio , continuando a piovere per tutto il giorno.
Esperienza da incubo da dimenticare, ma del resto viaggiando a volte è normale correre dei rischi.
Le nuvole hanno coperto il sole e noi non abbiamo potuto osservare al meglio i miracoli della natura dell’ambiente sottomarino.
Bagnati fradici e infreddoliti ci siamo riparati sotto una tettoia, dove nel frattempo avevano preparato il pranzo.
Eravamo molto dispiaciuti ma la pioggia non sembrava voler smettere, così dopo vani tentativi di prove-snorkeling, il capitano a deciso di riportarci a Kho Lanta.
Il viaggio di ritorno è stato a dir poco terribile, a causa del forte vento e delle incessanti piogge il mare era molto mosso e noi abituati alla montagna abbiamo avuto una paura atroce (soprattutto io a dire la verità)!!!
Un’ora e mezzo di interminabile incubo, con la promessa che se avessi toccato terra mai e poi mai avrei rimesso piede su un motoscafo.
La barca oscillava ed io paralizzata contavo i secondi che passano, nella speranza di raggiungere il prima possibile il porto di Kho Lanta.
Perfortuna siamo arrivati sani e salvi ma delusi e amareggiati per aver trascorso l’ultimo giorno nel peggiore dei modi. Ora non ci resta che aspettare, preparare definitivamente le valigie e al ritorno in Italia ricordare le avventure di questo meraviglioso viaggio.

Ricordare la Thailandia, come la terra della spiritualità, del sorriso, del rispetto, della pace e dei paesaggi unici che ci hanno fatto innamorare dei viaggi, e al nostro ritorno ci hanno fatto aprire gli occhi sulle piccole cose di tutti i giorni.

E un pensiero ci accompagnerà per sempre:

CON IL CORPO IN ITALIA…
CON IL CUORE IN THAILANDIA

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Ci sono 9 commenti su “Thailandia la terra del sorriso

  1. Peccato effettivamente tu non abbia messo foto dei paesaggi…però devo dire che le foto dei bimbi che hai pubblicato sono a dir poco stupende. Emozionanti. Intense.
    Bello il diario, e bello il viaggio sopratutto!!!

    Complimenti.

    Lola:rose:

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