Aruba, One Happy Island!

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Questa spiaggia è una piccola laguna protetta dalla barriera corallina (qui si riesce a fare un po’ di snorkeling), il mare ha colori meravigliosi, azzurri, verdi e blu… la sabbia è quasi rosa, peccato la raffineria sullo sfondo.
Ci sono “parecchi” turisti (ovviamente nulla di paragonabile alle spiagge della Liguria!), sembra più affollata di Eagle Beach, solo perchè è più piccola e meno dispersiva.
Nel tardo pomeriggio ritorniamo verso nord e ci fermiamo all’amata Eagle Beach per fotografare il tramonto.
Ci fermiamo ai Divi Divi Trees per fare un po’ di reportage… c’è anche una coppia che si è sposata e sta facendo le foto con la famiglia!

Dopo cena andiamo a fare una passeggiata a Palm Beach, qui ci sono diversi locali (soprattutto ristoranti), negozi, bar e tanti tanti turisti! Camminiamo un po’, arriviamo fino all’Hard Rock Cafè e torniamo indietro verso la macchina. Ci rendiamo conto come questa zona sia stata costruita appositamente per i turisti (in prevalenza americani), non ha quasi nulla di caraibico e di caratteristico…decidiamo di tornare al nostro appartamento, variopinto come la maggior parte delle case abitate da chi su quest’isola ci vive.

5 gennaio
La giornata è un po’ nuvolosa, ma soffia tanto vento, come al solito. Le nuvole non si fermano mai sopra quest’isola!!
Decidiamo di andare di nuovo a Baby Beach, ci dedichiamo allo snorkeling… noi abbiamo le nostre maschere, niente pinne. La corrente è molto forte, ma spinge verso l’interno della laguna dove l’acqua è bassa, quindi anche senza pinne si possono andare a vedere un po’ di pesci. Comunque, per chi ne avesse bisogno, nel piccolo bar della spiaggia affittano tutto il necessario
Lo snorkeling è piuttosto breve…non c’è molto da vedere, pochi coralli morti…ma per lo meno incontriamo un discreto numero di pesci.
Lasciamo Baby beach e ci fermiamo a Rodger’s Beach, vicinissima.


La spiaggia è praticamente deserta, a parte tre ragazze che prendono il sole… il mare è calmo e l’acqua calda… purtroppo vicino alla spiaggia c’è la raffineria che deturpa completamente il paesaggio. Dopo aver visto questo mostro per la prima volta ci siamo informati un po’ con la signora del Del Rey sull’inquinamento che provoca. Le acque lì nei dintorni sono cristalline e pulite…possibile? Questa è la domanda che ci eravamo posti. La risposta sta nell’altro lato dell’isola, quello più selvaggio, col mare impetuoso, a est, dove i turisti non vedono. Qui c’è un tratto di mare completamente inquinato dagli scarichi della raffineria. Come sempre l’uomo è in grado di rovinare dei veri e propri paradisi.
Rimanianmo giusto per rinfrescarci un po’ in acqua, quindi ripartiamo e andiamo a vedere la spiaggia di Punta Basora, ideale per il windsurf e altri sport, ma non per la balneazione, i venti sono troppo forti e il mare troppo mosso.
Ci rimettiamo in viaggio e torniamo verso nord. Per strada vediamo le indicazioni per il Natural Bridge, abbiamo una Yaris… ma decidiamo di tentare comunque e così ci addentriamo nell’isola per raggiungere la costa est.

Quasi tutto il tragitto è asfaltato, solo l’ultimo pezzo è strada sterrata… ma dopo aver percorso la Monument Valley con una Cobalt, possiamo dire che questa è decisamente più semplice!
Arriviamo così al famoso Natural Bridge. Ci sono alcuni pullman delle escursioni organizzate e diverse auto. Il mare è impetuoro e si infrange contro la costa rocciosa che prosegue in lontananza verso sud. Molto bello. Foto di rito e di nuovo in auto.
Prima di rientrare, ci fermiamo nuovamente a Eagle beach per il fantastico tramonto.

6 gennaio
Per oggi abbiamo prenotato un jeep safari di mezza giornata, così potremo vedere posti che con la nostra macchina non potremmo raggiungere!
Abbiamo prenotato con ABC Tours, ci vengono a prendere puntuali alle 8,30, partenza alle 9. La nostra guida è Gabriel, un ragazzo imponente e molto simpatico. Saremo due jeep, una guidata da Gabriel e una da un ragazzo americano…i nostri compagni di gita sono tutti americani della East Coast.
Prima tappa le Rovine di Bushiribana, un piccolo edificio diroccato sulla costa vicino alla miniera di oro, da qui venivano avvistati i pirati. Tutto intorno ci sono migliaia di pietre accatastate una sull’altra a creare tante piccole torri, opera dei turisti…”monkey do what monkey see”, dice Gabriel!.
Ripartiamo con la jeep e via verso la Natural Pool! in questo caso è praticamente impossibile arrivarci senza un mezzo adeguato, la strada è completamente dissestata, si balla parecchio nella jeep! Botte da tutte le parti…uno spasso!!


La Natural Pool è l’unico punto della costa est in cui si riesce a fare il bagno senza grossi problemi. E’ una piccola conca protetta dagli scogli, molto carina e suggestiva. Per raggiungerla bisogna scendere una lunga scalinata ricavata tra le rocce. E’ possibile stare in questa “vasca” ad ammirare i tanti pesci colorati che vi si rifugiano. L’unico problema è che c’è parecchia gente.
Risaliamo in jeep e ripercorriamo la strada di prima!!
Entriamo nel Parco Nazionale dell’Arikok, la prima tappa sono delle grotte, Fontein Cave.
Sono grotte minuscole, in realtà si tratta di barriera corallina emersa dal mare. All’interno alcune formazioni rocciose, stalattiti, stalagmiti e alcune pitture rupestri, purtroppo però ci sono anche molte scritte di persone che sono passate di là…come sempre, ci viene da dire, ci sono quelli che non sanno dove mettersi le mani! Prima di spostarci ci fanno notare come i primi “vandali” a lasciare autografi sono stati alcuni tra i primi comandanti olandesi giunti sull’isola.
Dopo la caverna andiamo a visitare alcune formazioni rocciose particolari, Ayo Rock Formation. Si tratta di rocce tondeggianti dalle quali è possibile ammirare il panorama di tutta l’isola. Ci sono molti turisti, quindi è molto difficile riuscire a salire in vetta.
Finisce così la nostra escursione, ci riaccompagnano alla nostra macchina.
È primo pomeriggio, troppo caldo per andare subito in spiaggia così decidiamo di andare a vedere Alto Vista Chapel.

È una chiesetta che si trova in mezzo a una distesa di cactus e gode di una splendida vista sulla costa. Lungo la strada che percorriamo vediamo tutte le stazioni della via crucis.
La chiesa è piccolina e molto semplice, all’esterno ci sono panchine per accogliere i fedeli durante le celebrazioni.
Lasciamo Alto Vista Chapel e in dieci minuti arriviamo a Palm Beach, parcheggiamo nei pressi del Radisson e andiamo in spiaggia…. Diamo una rapida occhiata… non fa per noi! Troppe persone, troppi hotel, troppo di tutto, ci giriamo e torniamo indietro!
Arriviamo ad Arashi Beach, questa zona (vicina al California Lighthouse) è davvero bella, case enormi e fantastiche con il loro pezzetto di spiaggia di fronte… un sogno!

La spiaggia è abbastanza grande e nemmeno troppo frequentata. Passiamo il pomeriggio a mollo…. sognando una casa come quelle….
Per cena abbiamo prenotato (tramite la signora dell’appartamento) il Driftwood, a Oranjestad. Questo ristorante è rinomato per il pesce, organizza uscite di pesca durante la giornata e la sera si può gustare il pesce fresco. Avevamo chiesto alla reception del Del Rey dove si poteva comprare del buon pesce, ma la risposta è stata scoraggiante. Il pesce viene venduto tutto ai grossi hotel, quindi ai locali, a meno di conoscere qualche pescatore amico, non rimane che rifornirsi nel reparto surgelati dei supermercati!…Optiamo quindi per il ristorante.
Arriviamo ad Oranjestad un po’ in anticipo, ma i negozi sono già tutti chiusi! Facciamo un giro per Mainstreet e il lungo mare. Arriva l’ora di cena. Il pesce è fresco, cucinato in modo particolare (con aglio) uno e impanato l’altro…. Insomma non ci fa impazzire. Purtroppo quando andiamo in giro per il mondo abbiamo spesso “problemi” con la cucina locale….
Dopo cena facciamo ancora un giro a piedi, quindi prendiamo la macchina per raggiungere la zona dei supermercati, dove avevamo visto un palco montato. Ad Aruba inizia il carnevale. Sul palco gruppi caraibici. Alcune ragazze ballano di fronte alle telecamere della TV locale. Troppo divertente! Il ritmo è coinvolgente…e la gente si diverte!
Volevamo vedere qualcosa di veramente caraibico…l’abbiamo trovata!

7 gennaio
Oggi abbiamo deciso di poltrire in spiaggia! Andiamo a Eagle Beach e affittiamo due sdraio, ci piazziamo sotto un ombrellone e tra un bagno e un po’ di sole passa la mattinata….nel primo pomeriggio ci rendiamo di esserci arrostiti! Siamo rossi come due gamberi!! Forse è meglio tornare a casa….
Dopo una doccia rinfrescante e un barattolo di crema idratante usciamo per andare a visitare Oranjestad.


La cittadina è in stile coloniale, ci sono case con la tipica architettura olandese tutte colorate! Facciamo un giro per i negozi, compriamo ancora qualche souvenir e qualche cartolina.
Rientrando ci fermiamo ovviamente per il tramonto.

8 gennaio
Oggi abbiamo un’altra escursione! Lo snorkeling con Jolly Pirates.
Ci imbarchiamo sulla nave “dei pirati” a Moomba Beach, a bordo sono tutti americani. L’escursione consiste in 3 tappe di snorkeling, è incluso l’open bar e il pranzo.
La prima tappa è l’Antilla Wreck, è il relitto di una fregata tedesca della seconda guerra mondiale. Il relitto è molto vicino alla costa, infatti è in fondali abbastanza bassi e quindi si riesce a vedere qualcosa anche non facendo immersioni. È obbligatorio indossare i giubbini di salvataggio poiché le correnti sono molto forti.


Vediamo la nave adagiata sul fondo, ci sono tantissimi pesci e riusciamo a vedere anche una tartaruga! Molto bello.
Torniamo in barca, si riparte alla volta di Boca Catalina.
Ci fermiamo e di nuovo tutti in acqua, qui c’è un po’ di barriera e qualche pesce che ci nuota in mezzo, facciamo la nostra nuotata in pieno relax.
Terza e ultima tappa Malmok Beach, qui lo snorkeling è meno interessante degli altri due punti, è comunque un punto bello in cui si può fare un bagno rilassante. Qui ci servono anche il pranzo: riso, pollo e melone. Non male…
Intorno alle 14 rientriamo a Moomba Beach e andiamo alla solita spiaggia… Eagle beach, per il tramonto, ovviamente.
Dopo cena decidiamo di fare un giro a Palm Beach. Passeggiamo parecchio tra locali e bancarelle e ci fermiamo a bere un ottimo Mojito (se non lo sanno fare qui…)

9 gennaio
Purtroppo questo è l’ultimo giorno sulla “Happy Island”, sveglia presto per poter andare a fare l’ultimo bagno. Decidiamo di andare ad Arashi Beach, la giornata è parecchio nuvolosa. La spiaggia inizialmente è deserta…che bello!
Torniamo al nostro appartamento, doccia, chiudiamo le valigie e facciamo il check out.
Il volo per New York parte intorno alle 15, consegniamo l’auto a mezzogiorno e ci accompagnano alle partenze.
È consigliabile essere in aeroporto 2/3 ore prima del volo per le partenze verso gli Stati Uniti. Infatti ci sono code lunghissime ai check in (noi facciamo in fretta perché siamo arrivati con largo anticipo), superati i controlli si devono recuperare le valigie e passare attraverso la dogana americana (le procedure di entrata negli USA vengono effettuate direttamente ad Aruba, una volta a New York usciremo direttamente senza passare altri controlli!), dopo aver superato tutto si rispedisce il bagaglio.
Il terminal è piccolino ma ben strutturato.
Finalmente arriva l’ora dell’imbarco, saliamo a bordo dell’aereo (dopo essere stati perquisiti, come prevedono i controlli). Per fortuna questo aereo è un po’ più nuovo di quello dell’andata, ogni sedile ha il suo video, si possono vedere film, tv, giocare… insomma passano 5 ore.
Arriviamo a JFK intorno alle 20.
Usciti dall’aeroporto con AirTrain e metro arriviamo a Manhattan.
Abbiamo prenotato l’hotel Herald Square sulla 31a strada, praticamente dietro l’Empire State Building, comodissimo per girare la città e per fare shopping!
Stanchi morti riusciamo ad andare a mangiare qualcosa intorno alle 22,30… troviamo un Kentacky Fried Chicken (non è il massimo…ma ci fermiamo lo stesso) ancora aperto… mangiamo qualcosa di simile ad ali di pollo e patate… tutto sommato poteva andarci peggio!

10 gennaio
Ultimo giorno di vacanza…
Abbiamo visitato New York lo scorso anno… così, visto che abbiamo una giornata, ci dedichiamo allo shopping!
Lasciamo la camera (abbiamo il volo alla sera) e lasciamo i bagagli nelle cassette chiuse dell’hotel. Usciamo e andiamo a fare colazione.
Su Herald Square c’è una specie di self service dove avevamo mangiato anche lo scorso anno, si trova all’angolo tra Broadway e la 32a strada, “Speedys”. Qui si può mangiare qualcosa di “fresco”, sia per colazione che per pranzo, per lo meno si trovano brioche e biscotti per la colazione e della frutta, pollo arrosto, patate al forno per il pranzo… infatti nella giornata facciamo due tappe qui dentro!
Macy’s è la nostra meta (dall’altra parte della strada) ma apre alle 11 (è domenica) così passeggiamo fino a Times Square, entriamo in qualche negozietto e poi dentro gli M&M’s.
È una bella giornata, ma fa freddissimo! Alle 11 entriamo da Macy’s al caldo!
Dopo qualche ora di shopping usciamo per andare a sgranocchiare qualcosa (Speedys).
Torniamo in hotel, sistemiamo i nuovi acquisti (riempiendo anche il nuovo trolley) e andiamo in aeroporto.
Il volo di ritorno parte in orario per Francoforte… il volo è pieno… quindi stavolta niente free upgrade!!
Arriviamo a Francoforte, dove scopriamo che, causa neve, il giorno prima sono stati cancellati 200 voli!! Per fortuna la nostra coincidenza per Torino parte solo con un paio di ore di ritardo…
Eccoci a Torino…al freddo!
“One happy island” nel cuore…un nuovo viaggio in testa!

Cristina e Enzo

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Ci sono 11 commenti su “Aruba, One Happy Island!

  1. Decisamente… bello, bello, bello ed ancora bello!
    Isola molto colorata e sicuramente da prendere in considerazione!
    Il tuo diario ha tutte le info giuste che piacciono a me, lo tengo buono per il futuro!

    P.S.: solo ieri leggendo un diario sulla polinesia (non ricordo nemmeno come ci sono arrivata :???:) ho capito il significato del tuo nick!!!

  2. Bhe, che viaggio, che diario, che foto!!!!
    Utile, esaustivo, con tante belle foto…questi sono i diari che ci piacciono!!!!
    E complimenti per il viaggio, inusuale, personalizzato, molto molto interessante!!!!
    Bravi bravi bravi!

    Lola:rose:

  3. Grazie!!
    @Cinzia, in effetti Aruba è una meta non molto frequentata dai turisti italiani… La zona più turistica è Palm Beach (dove ci sono soprattutto turisti americani), il resto dell’isola è meno “commerciale”.
    Un bel posto per rilassarsi un po’!!
    :rose:

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