Gangga Island – Indonesia

GANGGA ISLAND – Nord Sulawesi – Indonesia

Si parte!
Ci svegliamo alle 2 di notte del 15/10. Fuori piove e l’alba è ancora lontana, ma per arrivare a Malpensa alle 5.15 non c’è altro da fare. Alle 3.30 arriva il taxi e, mentre la città dorme ancora, ci avviamo verso Cadorna per prendere il primissimo pulman che puntuale arriva alle 4.20.
Sbrigato il check-in non ci resta altro da fare che prenderci un cappuccino in attesa del nostro primo volo per Francoforte – prima tappa del viaggio.
Il volo della Lufthansa parte in orario e in un’oretta e mezza siamo a Francoforte dove passiamo gironzolando le prossime 3 ore.
Prossimo volo è quello tosto: destinazione Singapore – totale ore di volo 13.30!!! Beh, almeno è con la Singapore Airlines di cui abbiamo sentito cantare le lodi da tutti; in più abbiamo i posti sull’uscita di emergenze, così avremo sicuramente più posto per allungare le gambe!
Ci imbarchiamo, sempre in orario. L’aereo è mastodontico! Il motore sull’ala è grosso come una cinquecento! E’ anche a due piani! Insomma, quando ho visto la quantità di gente nella sala d’imbarco, ho pensato che non saremmo riusciti a starci tutti, poi ho capito! Non so come siano la Raffles e la First Class, ma in economica i sedili sono strettissimi! Sembrano fatti a misura di asiatici e probabilmente lo sono. Chi non è più che longilineo, avrà problemi ad incastrarcisi dentro! Ci stavo stretta pure io! Pazienza, almeno le gambe le possiamo allungare! Però bisogna dire che le hostess sono veramente bellissime e gentilissime!
La nostra paura era come avremmo fatto a sopportare tutte quelle ore, ma, devo dire che, sinceramente, sono volate! Fra 3 film, qualche ora di sonno, pranzo, merenda e cena, non abbiamo neanche aperto il libro che ci eravamo portati!
Alle 6 del mattino del giorno dopo atterriamo a Singapore. Il tempo è abbastanza schifino, ma FA CALDO!!! Dovendo aspettare altre 3 ore circa il prossimo aereo, facciamo conoscenza dell’aeroporto. Ovviamente, cerco subito la sala fumatori e sbuchiamo su una terrazza detta “giardino dei girasoli”. E’ da non credere: sembra che i girasoli siano più apprezzati delle orchidee! A noi sembra strano, ma da loro le orchidee sono comunissime! Il tempo passa in fretta e arriva l’ora dell’imbarco. L’ultimo volo ci porterà in 3 ore e mezza a Manado in Indonesia. Voliamo con la SilkAir che fa sempre parte della famiglia di Singapore Airlines. Il volo è tranquillo e dopo il pranzo atterriamo finalmente a Manado.
Sbrigate le formalità e ritirati i bagagli, usciamo dall’aeroporto e incontriamo una coppia – Lorena e Cristian – che vanno anche loro a Gangga. Accendo la sigaretta (non per niente mi chiamano Tabacca!) e, attesa di due minuti, che arrivano due fuoristrada che ci porteranno al porto d’imbarco per Gangga. La strada (se così si può definire…) si snoda, stretta e piena di buchi, in mezzo ai villaggi locali e alla giungla. Notiamo subito una cosa curiosa: in ogni villaggio ci sono almeno tre chiese cristiane. Il nostro conducente ci spiega che il 90% della popolazione del Nord Sulawesi è cristiano. Un’altra cosa curiosa è che ci sono anche le miniere d’oro a cielo aperto, dove gli abitanti raccolgono la terra in enormi sacchi che poi setacciano come i cercatori d’oro del Klondike!
Siamo cotti dal viaggio, ma guardiamo curiosi i villaggi e la gente per strada. Molti di loro ci salutano con dei grandi sorrisi.
L’ultimo pezzo è strada sterrata, per cui si procede a passo d’uomo. Dopo circa mezz’oretta di scossoni, arriviamo all’imbarco. I nostri bagagli vengono scaricati dei fuoristrada e caricati sulla barca. Partiamo.
Purtroppo il tempo è ancora nuvoloso e il mare è di un color grigio non particolarmente attraente.
Dopo un’oretta di barca vediamo avvicinarsi l’isola di Gangga.
Ci accoglie la moglie del direttore del resort: Hanna. Una signora con un sorriso grandissimo che all’inizio ci parla inglese, ma appena si accorge che siamo italiani, passa all’italiano. Ovvio che lo sappia, suo marito, Gaspare Davì, è italiano! Passando sotto una tettoia ricoperta di buganville di ogni colore possibile ci porta verso la reception.
Siamo sempre più intontiti e, dopo un breve briefing, di cui capiamo poco o niente, ci accompagna nei nostri bungalows.
I bungalows sono 15. Tutti doppi e vi si accede percorrendo una stradina a sinistra del pontile (di fronte al quale si trovano il ristornate, il bar e la reception). Sono tutti fronte mare e i numeri partono da 1 che è quello più vicino al ristornate. Alternandosi, ogni coppia di bungalows è leggermente rientrata rispetto alla spiaggia, ma si tratta solo di un paio di metri. Sono semicircolari e l’unico punto di incontro fra le due unità è la parete dei due bagni. Sono tutti sollevati da terra come fossero palafitte. Il nostro è il n. 10A ed è quasi in fondo al vialetto, con davanti uno stupendo albero di frangipane pieno di fiori bianchi – profumatissimo!!!


E’ molto carino! Vi si accede da una scaletta che porta ad una veranda con due comode poltrone e un tavolino in bambù. Davanti alla scaletta c’è il rubinetto per sciacquarsi i piedi dalla sabbia che sbuca da una montagnetta di conchiglie: molto bellino!

Entrando all’interno la stanza è circolare: sulla destra c’è il letto, sempre in bambù, con la zanzariera; sulla sinistra il mobile con la TV, il tavolo e la specchiera sopra il quale c’è il condizionatore; accanto ad esso l’armadio a tre ante di cui l’anta centrale è un grande specchio; in fondo c’è l’angolo relax con due poltrone, un tavolino e un altro mobile dov’è appoggiato il bollitore e il necessario per farsi il the ed il caffè!

Fra l’armadio e l’angolo relax c’è la porta del bagno (con doccia, lavandino, specchio, WC) che è spazioso anche se al chiuso. Vediamo subito che vengono forniti anche i teli mare, lo shampoo e il bagnodoccia; c’è pure il phon (che non useremo)!! Inoltre, in bagno c’è anche un distributore d’acqua da 20 litri per nostro uso e consumo! Evviva! Renato è entusiasta!
L’interno è molto allegro: sulle pareti ci sono maschere locali, ventagli, mentre le tende ed il copriletto sono in batik a colori sgargianti! E’ veramente accogliente e bellissimo!
La prima cosa da fare è disfare i bagagli per poter fare il primo bagno in mare!
Non ci vuole molto: le valige sono piene di attrezzatura sub – i bagagli sono ridotti all’osso! Detto – fatto!
Ed eccoci in spiaggia! Il tempo è sempre nuvoloso ed il sole sta tramontando, ma non ci importa! La sabbia è bianca e morbida – i nostri piedi se la godono un mondo! Ci raggiungono anche Lorena e Cristian. Ci tuffiamo subito nell’acqua della laguna! Ahhhh, che meraviglia!!! E’ caldissima e anche abbastanza profonda. Ci accorgiamo subito che c’è anche una corrente notevole, ma ridendo e scherzando ci godiamo il nostro bagno e restiamo in acqua quasi un’ora!
Torniamo nel bungalow, perché è ormai buio, per farci la doccia.

In non più di 15 minuti siamo già vestiti e pronti per esplorare il resort. Usciamo sulla veranda e ci accorgiamo che piove! Afferriamo l’ombrello che abbiamo visto nel bungalow e ci dirigiamo verso il ristorante.
Il ristornate, il bar e la reception sono in un’unica costruzione, sempre costruita su basse palafitte, di forma circolare al cui centro si trova un piccolo giardino. Non ci sono finestre, ma solo l’alto tetto in paglia. Praticamente la reception diventa il bar che diventa il ristorante che ridiventa la reception: tutto in tondo! Il bar è particolarmente carino con le poltrone coi poggiapiedi: comodissime per prendere l’aperitivo praticamente sdraiati!
Mentre chiacchieriamo con Lorena e Cristian ci raggiunge Mario: l’istruttore del diving. Mario è argentino e parla uno simpaticissimo italiano spagnoleggiante! Vive lì da 4 anni e parla pure l’indonesiano! Ci dice che a Gangga la giornata inizia prestissimo – con la colazione alle 7!!! – perché il sole tramonta già alle 17.00 e quindi bisogna approfittare di ogni ora! Ci scambiamo fra tutti un’occhiata perplessa: ma come? Siamo in vacanza e ci tocca alzarci alle 6.30???!!! Intanto Mario prosegue con la spiegazione: alle 8 si parte con la barca per le prime due immersioni del mattino… Come due immersioni del mattino??!! Ormai siamo quasi scoraggiati – non capiamo dove siamo finiti! … poi si torna sull’isola, si pranza e alle 15.00 c’è l’immersione del pomeriggio. Si possono organizzare a richiesta immersioni al tramonto per vedere i mandarin fish… Ci guardiamo di nuovo fra di noi: pesci a forma di mandarino? pesci arancioni? pesci dalla pelle a buccia d’arancia? Boh! … immersioni notturne. Ci sono anche immersioni full day nel parco marino di Bunaken – full day perché il parco è abbastanza lontano: circa 1.30 di barca – e quella sullo stretto di Lembeth. Per queste si parte alle 7.30!!! Ormai abbiamo capito che qui non si dorme fino a tardi (che eufemismo!!!)!
Ogni giorno viene organizzato lo snorkelling e la barca, sia la mattina che il pomeriggio, vi porta sui vari reef vicino all’isola ed è tutto gratis. Insomma, non c’è da annoiarsi!
Ancora un po’ scossi dalla prospettiva di alzatacce mattutine, uniamo i tavoli, per cena, con Lorena e Cristian. Stasera la cena è a buffet, ma è l’unica volta: sia i pranzi che le cene sono serviti al tavolo. Il cibo è vario: c’è sia carne che pesce che verdure, frutta e dolci. L’acqua è a volontà! La portano sempre fresca in grandi brocche di vetro. Chiacchierando scopriamo che Lorena e Cristian si fermeranno solo 5 giorni a Gangga e che il resto della vacanza lo faranno a Walea! Gli raccontiamo dell’esperienza di Francesco e sono entusiasti nello scoprire in che posto fantastico andranno.
Arriviamo a fine cena sbadigliando: in fondo sono quasi due giorni che non dormiamo come Dio comanda in un letto! Una volta nel bungalow crolliamo distrutti e ci addormentiamo all’istante!
Mi sveglio ad una certa ora di notte perché sto morendo di freddo! Certo: il condizionare è puntato direttamente sul letto anche l’abbiamo messo a 27°C! Quindi metto il plaid (che continuerò ad usare per tutta la vacanza!) e mi rimetto a dormire.
Alle 8.30 veniamo svegliati da qualcuno che bussa alla porta: è uno del personale che vuole rifare la camera. Visto che ci ha svegliati ci alziamo, ci vestiamo e, usciti sulla veranda, ci accoglie un sole splendente! Via a colazione e poi subito in spiaggia!
Ad ogni bungalow sono assegnati due lettini da spiaggia in bambù, con i materassini, sormontati o da una tettoia in paglia o posti all’ombra di un albero. Fantastico!


Ma dov’è finito il mare?!? Ci ricordiamo vagamente che Hanna ci ha parlato della marea: è vero! La mattina l’acqua è bassissima: arriva sì e no al polpaccio! E la barriera è vicinissima! L’escursione della marea raggiunge anche 2 metri e mezzo!
Ci godiamo il sole e le puciate nell’acqua bassa e caldissima: 36°C!!! Verso mezzogiorno arrivano anche Lorena e Cristian che erano addormentati talmente profondamente che non hanno neanche sentito quello che voleva rifare la stanza!

Andando verso il ristorante per il pranzo ci godiamo lo spettacolo: ovunque ci sono alberi, frangipani, palme da cocco, banani, cespugli, e fiori vari! L’aria è profumata e il sole picchia forte!
Mentre mangiamo, ci raggiunge Mario e, dopo averci chiesto chi di noi avesse l’attrezzatura propria, ci spiega come funziona il diving. Una pacchia! Ci dice che dopo pranzo verrà nel nostro bungalow un ragazzo del diving per ritirare la nostra attrezzatura e ci farà compilare un foglio dove dobbiamo indicare tutta l’attrezzatura che gli consegneremo. In questo modo ad ogni immersione ci aspetterà la nostra attrezzatura già montata sulle bombole e noi non dovremmo fare altro che infilarla e tuffarci! Fantastico! Ma non è finita: alla fine di ogni immersione, al rientro della barca, la nostra attrezzatura sarà trasportata nel diving dove verrà sciacquata e riposta per la prossima immersione! Favoloso! E c’è altro: una volta riemersi, non dovremmo arrampicarci sulla barca con l’attrezzatura addosso – troppa fatica! – basterà togliere tutto in acqua e i ragazzi del diving ci penseranno a tirare il tutto in barca! Magnifico!!! In più, a fine vacanza, ci verrà riportato tutto in camera pulito e asciutto, pronto per essere messo in valigia! Il bello della subacquea senza nessuna fatica! Non ci pare vero!
Dopo pranzo infatti arriva il ragazzo preannunciato e, dopo avergli consegnato il tutto, io torno in spiaggia a godermi le poche ore di sole che rimangono, mentre Renato e Cristian, per non perdere tempo avevano già prenotato l’immersione e, alle 15.30 partono. Torneranno entusiasti!
Alle 18.00 siamo di nuovo in camera, perché ormai è buio, e ci prepariamo per cena!
Come ho detto prima, la cena è servita al tavolo. I camerieri, come tutti il personale del resort, sono ragazzi e ragazze giovani e talmente gentili e disponibili che uno si sente quasi imbarazzato! Qualsiasi cosa uno chieda sono in tre a precipitarsi! Inoltre, durante la cena lo staff ci intrattiene con canzoni. Tutti, dai ragazzi del diving, alle signore che raccolgono foglie sulla spiaggia, cantano e suonano divinamente! Sia a pranzo che a cena c’è un’ampia scelta di piatti: due cosiddetti appetizer, due insalate, due primi, tre secondi e tre dolci! La cucina è internazionale, anche se c’è sempre la possibilità di gustare i loro piatti tipici che non sono sempre così piccanti come ci si aspetterebbe!
Durante la cena passa fra i tavoli Mario che prende le adesioni per le immersioni del giorno successivo: Renato, Cristian ed io ci prenotiamo! Quindi si inizia: alla reception chiediamo la sveglia alle 6.45! Con questo pensiero in mente decidiamo che è meglio se andiamo a dormire subito!
La mattina successiva, naturalmente all’ora stabilita, ci sveglia il telefono: bisogna alzarsi! Alle 7 siamo già a colazione. Sbadigliamo tutti in continuazione!
Alle 8 siamo già in barca e partiamo. La nostra attrezzatura è già montata e pronta! In mezz’oretta raggiungiamo il primo punto d’immersione. Ci vestiamo e siamo già in acqua. Ci immergiamo e… finiamo nel paese delle meraviglie!

Già da subito vediamo un reef assolutamente e incredibilmente colorato e soprattutto vivo! Grandi gorgonie di ogni colore, spugne, coralli, anemoni… E’ tutto splendido! Non sappiamo dove volgere lo sguardo! Uno potrebbe passare un’ora guardando un metro quadro di superficie e non annoiarsi mai! Dovunque si posi lo sguardo si vedono cose bellissime: coloratissimi nudibranchi, giganteschi pesci pagliaccio, stranissimi pesci mai visti prima, vermi Cristmass Tree di ogni colore…. Siamo abbagliati! Il fatto che la corrente è quasi assente rende possibile fermarsi e guardare anche le cose più piccole! Infatti la guida ci indica una gorgonia. Siamo un po’ perplessi sul perché ci faccia vedere proprio quella: ce ne sono talmente tante – cos’ha di speciale? Ci fa cenno di avvicinarci. Lo facciamo, ma non capiamo ancora. Ci fa cenno di avvicinarci ancor di più. E, quando tocchiamo quasi con la maschera la gorgonia, capiamo: attaccato con la codina e perfettamente mimetizzato c’è il raro pigmy sea horse – il cavalluccio marino che vive sono in questa zona e che misura da adulto solo qualche millimetro! Fantastico!!!
Ci sembra che sia passato un minuto quando ci accorgiamo che l’aria è quasi finita e che bisogna risalire.
Una volta in barca ci guardiamo muti per un istante e quindi, in contemporanea, cominciamo a parlare tutti! Sembra che non ci siamo mai immersi: hai visto questo? hai visto quello? e quell’altro? Non ci sono quasi parole per descrivere la nostra meraviglia!
Io, essendo la pigrona che sono, ovviamente non ho fatto la seconda immersione, ma Renato mi ha detto che non era da meno!
Rientrati per pranzo troviamo Lorena che ci aspetta per pranzo. Lei non fa immersioni, ma è andata a fare snorkelling e ci racconta di aver visto anche lei cose fantastiche, oltre ad aver visitato la piccola isoletta deserta che c’è di fronte al resort e dove c’è una bellissima spiaggia bianca.
Mario di nuovo passa fra i tavoli e invoglia Renato e Cristian a fare l’immersioni al tramonto. Perché al tramonto? Perché è l’unico momento in cui è possibile vedere i famosi e timidissimi mandarin fish. La barca parte alle 16.30, al tramonto appunto. Si raggiunge il sito e ci si tuffa. Durante tutta l’immersione si sta praticamente sdraiati sul fondo al buio. Poi, all’improvviso si accende la torcia e se si è fortunati si vedrà la coppia di mandarin fish durante il corteggiamento! I mandarin fish non sono né a forma di mandarino, né arancioni, ma sono così chiamati perché sono colorati in modo tale che il loro corpo è colorato come gli abiti degli imperatori cinesi!
Al loro rientro Lorena ed io li abbiamo presi in giro perché facevano i guardoni!
L’indomani mattina ci tocca il full day a Bunaken. Quindi: sveglia alle 6.15! … sempre più presto!
In barca conosciamo meglio altre persone del villaggio e fra una chiacchiera e l’altra l’ora e mezza di barca passa in un attimo!
Avvicinandosi all’isola di Bunaken, che è l’isola più grande e principale del parco, all’orizzonte si vede il vulcano di Manado Tua. E’ esattamente come uno si immagina un vulcano: un cono senza cima!
Arrivando ancor più vicino vediamo una cosa incredibile: in mezzo alle casette malconce nelle quali vive la popolazione locale, si erge, bianca e rosa, una cattedrale gotica in miniatura, completa di guglie! Assolutamente incredibile!
La prima immersione si fa praticamente davanti al villaggio. Anche qui si vedono cose incredibili, anche se c’è un pochino di corrente, giusto quella che ti fa scorrere il reef davanti come se fossi al cinema!
Terminata la prima immersione, approdiamo sull’isola, scendiamo per pagare la tassa (5 euro) d’ingresso e approfittiamo dell’occasione per visitare il mercatino. I banchetti sono tenuti esclusivamente da donne e vendono magliette e simpaticissimi gioiellini fatti di conchiglie, semi, pietre e pezzi di cocco. Scherzano e ridono con noi!
Renato e Cristian, come d’altronde tutti gli altri sub (fra cui un signore americano, che abbiamo ammirato molto, che cammina a malapena con il bastone, ma che è un sub bravissimo!) sono ormai irrimediabilmente contagiati e fanno tutte e tre le immersioni della giornata! Io, sempre ovviamente, no! Io mi godo una snorkellata di un’ora e mi crogiolo al sole in barca!
Si rientra al resort al tramonto: una doccia veloce, un aperitivo in compagnia per confrontare le foto fatte durante le immersioni, la cena e a nanna! Ovviamente, sveglia alle 6.45! Ci stiamo abituando!
Fra immersioni, pranzi, cene, nuotate in laguna il tempo passa velocemente e arriva il momento per Lorena e Cristian di partire per Walea. La sera prima della partenza Hanna ci invita ad un aperitivo in piscina. Sì, c’è anche la piscina, anche se non abbiamo capito a cosa serva (oltre che farci la festicciola) visto che non abbiamo visto nessuno dentro! Comunque è abbastanza bellina e ben tenuta; è, ovviamente, riempita di acqua salata visto che sull’isola l’acqua dolce scarseggia. Infatti in ogni bungalow ci sono le solite istruzioni per non sprecare l’acqua dolce.
Quindi la sera, cioè verso le 19, ci riuniamo tutti in piscina dove hanno organizzato, decorando le palme con ghirlande di fiori, un buffet con cocktail, ostriche e stuzzichini vari. Arrivano anche i ragazzi del diving che ci intrattengono con musica e canti.
L’indomani mattina, a colazione, salutiamo Lorena e Cristian e ci ripromettiamo di incontrarci al rientro all’aeroporto di Manado.
Come ormai mi capita ad ogni vacanza subacquea, io ho mal d’orecchi dovuto al plancton presente nell’acqua, anche se dopo ogni immersione mi le sono sciacquate con la soluzione disinfettante, per cui non posso immergermi e mi riempio le orecchie di gocce nella speranza che il dolore passi presto. Quindi Renato è andato a farle da solo e, in barca, ha conosciuto un gruppo di romani molto simpatici con i quali abbiamo passato diversi giorni divertenti. Anche questo gruppo si è fermato solo qualche giorno prima di trasferirsi all’isola di Siladen dove hanno continuato la loro vacanza.
Gli ospiti del resort, che durante tutta la vacanza non era mai stato pieno, sono veramente internazionali: inglesi, americani, tedeschi, francesi, spagnoli. La maggior parte sono sub, e, anche se qualcuno di loro non parla nessun’altra lingua eccetto la propria, ci capiamo lo stesso. Simpaticissimo, in particolar modo il gruppo degli spagnoli, soprattutto Raul che, avendo fatto una gita ad un mercato alimentare locale, è tornato esterrefatto dicendoci che gli è stato offerto: “el ratton con un palo su per il c..o”! Abbiamo riso fino alle lacrime!
Gli ultimi giorni li abbiamo trascorsi in compagnia di Fausto e Patrizia, una coppia dalle parti di Bergamo, con cui abbiamo condiviso, oltre alle immersioni, anche colazioni, pranzi e cene, nonché qualche bottiglia di vino australiano!
A parte il primo giorno, il tempo è stato ottimo, anche se c’era molto caldo e tanta umidità. L’unica altra volta che ha piovuto è stato durante un’altra gita a Bunaken. Eravamo appena risaliti da un’immersione, quando il cielo si è fatto nero ed è venuto giù un acquazzone con i fiocchi!
Poi, il mare… ahhhh.. me lo sogno ancora: bellissimo e caldissimo! La temperatura in superficie era di 35-36°C e anche a 30 metri sotto non era da meno: temperatura minima 29°C!!! Da sballo!!!
La vacanza è passata anche troppo in fretta. I giorni sono volati.
All’aeroporto di Manado incontriamo, come promesso, Lorena e Cristian. Ci raccontano che Walea è veramente stupenda, ma noi lo sapevamo già: vero Franci?
E così iniziamo il viaggio di ritorno… che brutta cosa! Io mi sono offerta di rimanere a raccogliere foglie cadute sulla spiaggia, ma avrei tolto lavoro ai locali; mentre Renato, avendo passato più tempo sott’acqua che sulla terra, ha cercato di infilarsi di straforo nello staff del diving e rimanere come braccio destro di Mario (che lo aveva quasi adottato) e con i bravissimo dive-masters indonesiani, ma anche per lui non c’è stato niente da fare! La vacanza è finita… e non ci resta altro da fare che scrivere il diario!
Però, quella fetta di mondo ci è piaciuta talmente tanto che ci ritorneremo sicuramente! Indonesia, aspettaci!!!

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