Obrigada Brazil!

ITINERARIO DI VIAGGIO
L’itinerario lo abbiamo per lo più studiato nei mesi che hanno preceduto la nostra partenza, ma, durante il percorso, ha subito qualche modifica.

• Rio de Janeiro (stato di Rio De Janeiro)
• Salvador (stato di Bahia)
• Chapada Diamantina (stato di Bahia)
• Recife – Olinda (stato del Pernambuco)
• Praia da Pipa (stato del Rio Grande Do Norte)
• Fortaleza (stato di Cearà)
• Jericoacoara (stato di Cearà)
• Caburè (stato del Maranhao)
• Barrerinhas – Lençois Maranhenses (stato del Maranhao)
• Sao Luis (stato del Maranhao)
• Morro de Sao Paulo (stato di Bahia)

GLI INDISPENSABILI
Oltre al passaporto e ai biglietti aerei non si può dimenticare:

• Macchina fotografica (ho fatto molte più foto di quante potessi immaginare)
• Infradito (calzatura nazionale)
• Mp3 (per le tantissime ore di viaggio e perché, alcuni posti, richiedono assolutamente una colonna sonora)
• “Il brasiliano in tasca” grammatica tascabile di lingua brasiliana (l’inglese lo parlano solo a Rio e poi è stato bello immergersi totalmente nella loro cultura provando a comunicare nella loro lingua)
• Maglia pesante e sciarpina (sui mezzi di trasporto, siano essi onibus o aerei, l’aria condizionata è fortissima)
• Agenda e penna (utilizzati per raccogliere gli appunti di viaggio e i recapiti delle persone straordinarie incontrate lungo il nostro cammino)

DIARIO

Quattordici ore di volo e sono a Rio De Janeiro. La “cidade meravilhosa” mi lascia incantata. Resto ammaliata non appena raggiunta la vetta del Pao de Açucar, promontorio dal quale gli occhi hanno accesso a tutti i luoghi più caratteristici della città, tra i quali la celebre spiaggia di Copacabana di cui molto è stato scritto e molto è stato cantato e il Cristo Redentor che dall’alto domina l’intera città. Lo stadio di Maracanà, tempio del calcio mondiale, è un luogo in cui passato e presente trovano un’armoniosa fusione. Il quartiere di Santa Teresa offre invece contrasti tra antiche case coloniali, lussuose ville, strette stradine e favelas poverissime, che gli donano un caratteristico fascino bohémien.
A Salvador de Bahia mi ritrovo catapultata in una realtà completamente diversa da quella di Rio. Qui dominano i colori e la musica è ovunque. Il Pelourinho, centro storico della città, è un sali-scendi di vie di case coloratissie e una miriade di negozi d’artigianato. L’influenza della cultura africana è palpabile.
La tappa nella Chapada Diamantina, regione situata nella parte interna dello stato di Bahia, mi permette di conoscere una parte del Brasile meno nota ma non per questo meno interessante. Mi immergo in scenari composti da montagne che ricordano, per forma e colore, la più famosa Monument Valley e grotte le cui acque si vestono di un azzurro intenso non appena irradiate dalla luce. Ripercorro i suggestivi sentieri di terra rossa battuti in passato dai cercatori di diamanti.
Tornando sulla costa mi sposto verso nord per visitare Olinda, pittoresca cittadina vicina a Recife che si estende in mezzo a maestose palme.
Ancora più a nord raggiungo Praia da Pipa, luogo in cui ho l’occasione di vivere un’esperienza inebriante: il bagno in mare aperto con i delfini. Osservandoli nuotare a pochi metri da me ho un solo pensiero: “qui ed ora, non vorrei essere in nessun altro posto”. Indelebile nella memoria il paesaggio offerto da Praia do Amor, dove un’imponente scogliera sovrasta la spiaggia bianca lambita dalla foga delle onde dell’oceano.
Il paesaggio che attraverso con la 4X4 per raggiungere Jericoacoara è magnetico e la luce del tramonto non fa che aumentarne il fascino. Jericoacoara nasce come piccolo paese di pescatori che, nel corso degli anni, ha conosciuto un notevole sviluppo grazie al turismo che però non ne ha deturpato il fascino. Camminare a piedi nudi tra le sue strade sabbiose è una sensazione liberatoria e ammirare il tramonto dalla duna Por Do Sol, bevendo una caipirinha, regala incomparabili finali di giornata. Ho un pensiero che mi accompagna da quando sono qui in Brasile ogni volta che alzo gli occhi verso l’alto: “in questa terra c’è un sacco di cielo!”. Sembra di poterlo toccare, è immenso e le nuvole paiono disegnate.
Da Jericoacoara inizio un percorso tanto avventuroso quanto indimenticabile. Raggiungo Camouncin con una 4X4 sfruttando chiatte spinte a remi per attraversare i corsi d’acqua che incontriamo lungo il percorso. Con una corriera mi sposto a Parnaiba. Qui mi imbarco su una piccola e malconcia imbarcazione per risalire il fiume e raggiungere Tutoia. Osservo il sole calare seduta sul tetto di latta della barca e la notte da navigante mi regala l’incanto di un fantastico cielo stellato. Da Tutoia affronto, sempre a bordo di una 4X4, un percorso accidentato per arrivare a Caburè, un piccolo centro abitato situato su una penisola stretta tra le impetuose onde dell’oceano e le calme acque del Rio Preguiça. Qui assaporo un senso estatico di pace. Con altre 2 ore di navigazione su una lancia veloce giungo a Barrerinhas, nota come porta d’ingresso dei Lençois Maranhenses. Lo spettacolo che riservano i Lençois Maranhenses è davvero unico al mondo: 155 mila ettari di dune di sabbia bianca e finissima tra le quali si sono formati laghi d’acqua piovana di un azzurro intenso. Il mio sguardo viene rapito dallo scenario circostante, le parole vengono a mancare e cado in un’estasi contemplativa che solo un paesaggio di tale splendore può regalare. Cammino tra le dune che si perdono a vista d’occhio e mi lancio sulle ripide discese per godermi il bagno tra le acque calde e cristalline dei laghi.
Il punto più a nord che tocco è Sao Luis, città coloniale nonché capitale dello stato del Maranhao. Volo poi di nuovo nello stato di Bahia, ma questa volta per passare gli ultimi giorni sull’incantevole isola di Morro De Sao Paulo.
In conclusione posso dire che è stato uno di quei viaggi che ti arricchiscono a tal punto da renderti migliore. Questa terra mi ha lasciata infinite volte senza fiato, mi ha emozionata e mi ha trasmesso gioia. Tutti i miei sensi sono ancora oggi pervasi da sensazioni visive, uditive e tattili inebrianti. Il mio cuore invece è colmo d’amore per coloro che rappresentano il vero valore aggiunto di questa nazione, ovvero i suoi abitanti, i brasiliani, un popolo multietnico e multiculturale dal quale ho tratto insegnamenti preziosi.

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