Romania 2008 (Viaggio in Romania)

Dove: Romania – Baia Mare, Surdesti, Plopis, Harnicesti, Budesti, Sapanta, Sighetu marmatiei, Barsana, Calinesti, Ieud, Rozavlea, Viseu de Sus, Moldovita, Sucevita, Humor, Voronet, Rasca, Agapia, Piatra Neamt, Gole di Bicaz, Lacu Rosu, Lazarea, Odorheiu Secuiesc, Targu Mures, Sighisoara, Viscri, Brasov, Bran, Rasnov, Sinaia, Busteni, Bucuresti, Horezu, Curtea de Arges, Transfagarasan, Sibiu, Alba Julia, Hunedoara.
Quando: dal 02 al 20 agosto 2008

Come: in automobile
Budget: < 1000 €/persona[/I] 02/08 Partenza alle 05:30, sveglia alle 05:00. Il primo notiziario traffico comunica 13 km di coda alla barriera di Mestre, dirottiamo verso l’Austria. A Villach, incontriamo molte moto, forse un raduno, riprendiamo finalmente l’autostrada passando da Graz e appena superato Klagenfurt ci imbattiamo in un diluvio con tanto di grandine. Molte auto si fermano al lato della strada, incrociamo un albero spezzato caduto al centro della carreggiata e proseguiamo lentamente. Bello e cattivo tempo si alternano. Oggi è il giorno dell’esodo austro-tedesco, l’area di sosta è zeppa e la coda al distributore di benzina è un serpentone di più di 100 metri. Tutto liscio fino a Vienna, ma dopo poco aver preso l’autostrada per l’Ungheria ci imbattiamo in due ore di coda alla frontiera dovuta al forte volume di traffico, molte auto di emigranti che tornano al paese natio con targa Ungherese e Rumena sono caricate inverosimilmente. Dopo più di due ore scopriamo che la coda è dovuta alla necessità di acquistare la “vignette” per l'autostrada Ungherese infatti al confine sono aperte solo due porte che non eseguono controlli ma poco dopo tutti si fermano per fare carburante ed acquistare la vignette riducendo le corsie di marcia da tre a una. La polizia Ungherese posizionata dopo 300 metri cerca inutilmente di far scorrere il traffico più agevolmente. Pioggia ancora, alcuni rallentamenti, riusciamo a fare anche noi la “vignette” dopo pochi km. Arriviamo a Budapest alle 21:20 stremati e ci rifugiamo in ostello: un dormitorio universitario adibito ad ostello per l’estate (Hostel Universitas). E’ gestito da studenti che svolgono i compiti della usuale reception con il risultato che per le formalità ci si impiega il doppio del tempo. Siamo vicini al Danubio e nell’arrivare abbiamo notato molti locali con musica, ma dopo 16 ore di auto mi butto a letto. 03/08 Ore 08:30 circa: facciamo il check-out e puntiamo l'auto in direzione Romania. Dobbiamo attraversare Budapest, ed un paio di ponti chiusi ed alcune strade nuove, complicano la vita nell’uscire dalla città. Oggi si svolgerà il GP di Formula 1 ed il traffico è sostenuto fino alle uscite del circuito dell’Hungaroring. Proseguiamo, il paesaggio Ungherese è vario, colline e pianura si alternano e la guida è un piacere. L’autostrada si interrompe all'improvviso finendo in un piccolo paese sconvolto dal traffico, la strada fino al confine con la Romania è ora particolarmente dissestata. Alla frontiera veniamo controllati solo dai doganieri Ungheresi, che controllano i documenti di identità e più meticolosamente quelli dell’auto. La frontiera Romena è deserta, sembra quasi abbandonata, proseguendo, la strada è stretta e ancor più dissestata. Improvvisamente un passaggio a livello, senza cartelli di avvertimento. La strada migliora, incontriamo il primo paese (Valea lui Mihai), sembra un cantiere, case diroccate, strada asfaltata a metà con buche che sembrano crateri, non è un bell’impatto. Carri carichi di fieno trainati da cavalli occupano la strada. Decine i venditori vecchi e giovani appostati lungo la strada appena fuori dal paese vendono angurie, meloni, patate ed alcuni funghi. Si incontrano molti carri che trasportano fieno principalmente, ma anche rottame ferroso. Le strade sono per lo più dissestate, le auto rumene vecchie sono lente mentre le rare nuove corrono velocemente irrispettose dei limiti fuori dai centri abitati, tutti comunque non superano mai i 50 km/h nei paesi. Lungo la strada notiamo su molti pali della luce alcuni nidi di cicogne e poco dopo incontriamo anche loro, le cicogne. Attraversiamo la città di Satu Mare, brutta, grigia, “cementosa” la strada è ancor peggio di prima, un susseguirsi di avvallamenti e crateri. Attraversiamo altri piccoli paesi, troviamo un bancomat e finalmente tocchiamo la moneta locale. Sentiamo della musica religiosa proveniente da un altoparlante poco lontano, ci addentriamo nel cortile e, a fianco ad una piccola stazione di polizia, c'è a sorpresa una piccola chiesa di legno ancora in fase di costruzione dalla quale proviene la musica. Arriviamo poi a Baia Mare, la capitale della regione Maramures importante sin dall'antichità per la ricchezza di minerali e soggiorniamo alla Pensiunea Marioara (pensiunea_marioara(at)yahoo.com), posta in centro alla città. E’ domenica, i negozi sono chiusi, solo Kaufland (una catena di grandi magazzini) e i bar sono aperti. Visitiamo la torre, simbolo della città, unica parte sopravvissuta dell’antica Cattedrale di Santo Stefano, la chiesa di fronte che però non è un granchè, passeggiamo per la piazza principale. E' da ieri sera che non tocchiamo cibo e son le 4 di pomeriggio così andiamo al Kaufland. Che bello, riempiamo le borse con solo 8 euro. Dirimpetto al Kaufland c'è una chiesa ancora in fase di costruzione, entriamo passando su delle passerelle di legno. L’interno è decorato con dipinti dai colori molto accesi, in forte contrasto con l'austero aspetto esteriore. Poco lontano, una chiesa costruita completamente in cemento armato e con una bizzarra architettura, si contrappone a questa più recente. Rientriamo alla pensione, un po' di relax, programmiamo la giornata seguente e ceniamo con aringhe e formaggio. 04/08 Colazione abbondante cucinata dalla signora Maria, salame, formaggio, pomodori, pane e caffè slavato. Uscendo da Baia Mare ci imbattiamo nei soliti venditori d'angurie. Surdesti, la prima chiesa di legno che visitiamo, costruita nel 1721 dedicata agli Archangeli Michele e Gabriele è la più alta di tutte, 72 mt. Ci si arriva attraverso un strada stretta e una volta parcheggiato subito una signora intorno alla sessantina esce da casa e munita di chiave ci apre la chiesa. All'interno sembra più piccola di quanto sia effettivamente, le piccole finestre non consentono a molta luce di penetrare e questo crea un atmosfera intima. Lasciamo una piccola offerta alla signora che però rifiuta e ci indica la cassetta dove depositare la questua. Continuiamo la visita all'esterno, intorno alla chiesa c'è un cimitero disordinato con tombe mezze rovesciate. Alcuni contadini stanno falciando l'erba nel campo vicino, attaccano discorso, ma visto che parlano solo rumeno la cosa è alquanto difficoltosa. Riesco solo a capire che erano interessati di sapere quanto costa un tosaerba a motore in Italia, ma non avendone idea non so rispondere e loro comunque mi dicono “molto!” e ridono, forse ad intendere che è meglio falciare a mano che spendere così tanti soldi. Bah! Torniamo all'auto ed una ragazzina intorno ai 10 anni che probabilmente ci ha visti passare in auto dalla propria casa ci sta aspettando, vende collanine fatte a mano e minerali, decliniamo e salutiamo. Ploplis, poco dopo il paese di Surdesti. Plopis è un piccolo villaggio con le strade sterrate e la chiesa costruita nel 1796 dedicata anche questa ai Santi Arcangeli sorge sulla sommità di una piccola collinetta. Risulterà essere internamente la più bella di tutte quelle che visiteremo ed già aperta, ci sono fedeli in preghiera ed è utilizzata normalmente per tutte le funzioni. Attraversiamo Baia Sprie famosa per gli innumerevoli cancelli di legno intarsiati tipici del Maramures. Essi sono una sorta si status symbol, più è grande ed elabolato e più sarà importante e ricca la famiglia che abita quella casa. Harnicesti, la chiesa dedicata alla nascita della Madonna e costruita nel XVII secolo si raggiunge tramite un sentiero dietro la scuola elementare anch'essa con un grande cancello ligneo. Non riusciamo purtroppo a visitarla internamente, è chiusa. Budesti, la chiesa costruita nel 1643 è in restauro e non è possibile visitarla interamente, facciamo due passi per il paesino lungo la strada non asfaltata. Proseguiamo poi lungo la strada, incontriamo i paesi Sarbi e Calinesti, bello il paesaggio bucolico che attraversiamo. Sapinta, molto più turistica di tutte le mete toccate fino ad ora. Visitiamo il monastero in costruzione che dovrebbe diventare la più grande ed alta chiesa di legno. Entriamo tranquillamente nel cantiere senza che nessuno ci fermi. Ci trasferiamo al “cimitero allegro”, molti venditori di prodotti artigianali affiancano l'ingresso del cimitero. Le tombe del cimitero riportano una sorta di vignetta allegorica / satirica sulla vita del defunto, questa tradizione iniziò con un artista locale, nel 1935, Ioan Stan Patras e visto il riscontro positivo avuto dai compaesani sopravvive tutt'oggi grazie ad un artigiano che ha raccolto l'eredità del promotore. E' un peccato non riuscire a capire cosa vi sia scritto su ogni lapide. Una delle più famose recita: “La ţuică è un veleno pulito / che porta pianto e riso / Anche a me li ha portati / La morte mi ha messo sotto i piedi. / Coloro che amano la buona ţuică / Come me patiranno / Perché io la ţuică ho amato / Con lei in mano sono morto. (Qui giace Dumitru Holdis, vissuto 45 anni, morto di morte forzata nel 1958)”. Vadu Izei, la pensione è appena fuori dal centro. Incontriamo molti carretti lungo la strada. La pensione “Casa Muntean” è molto carina ed accogliente (consigliata! Casamuntean(at)yahoo.com) , ci rilassiamo, bevo una birra sotto al pergolato. Ceniamo con una coppia di francesi ed una famiglia di polacchi mangiamo una “Chorba” decisamente saporita con polpette e poi pollo e Ţuică. Facciamo due passi lungo il paesino, c'è un negozio che vende di tutto e fa anche da osteria. Incotriamo una famiglia di contadini di ritorno dal lavoro nei campi, hanno la faccia stravolta dal lavoro, davanti madre a fianco al figlio che tiene le redini del cavallo che traina il carretto con il carico di fieno e dietro il padre con altri due figli. 05/08 Sighetu Marmaţiei, città importante nel nord del Maramures vicino al confine con l’Ukraina. Visitiamo il centro, le chiese di varie confessioni, bella quella piccola in centro alla piazza principale, Museo del Maramures (ingresso 4 lei, ~1,20 €) consigliato per capire la vita quotidiana d’oggi e passata in questa affascinante regione. Sighet ha ospitato negli anni 60 un carcere dove venivano incarcerati gli oppositori politici del Comunismo, l’ex-prigione ora ospita il “Memoriale delle vittime del comunismo”, molto interessante (ingresso 6 lei, ~2 €). Nel complesso Sighet non si può dire essere una bella città, è disordinata e tutt’altro che affascinante, ma il Museo del Maramures e Memoriale valgono certo la visita. Calinesti, costruita nel 1630 la chiesa di legno si raggiunge dopo 1 km circa di strada sterrata, merita decisamente la visita, è molto ben conservata ed ha mantenuto l'aspetto originale nel tempo. Il custode ci chiede 5 lei per aprirci la porta, è poco, ma è molto rispetto alle solite tariffe. Lungo la strada vediamo una piccola chiesa lignea, ma facciamo fatica a trovare l'ingresso, si deve passare nell'aia di una casa privata per poterla raggiungere tramite una serie di scalette. Sta chiudendo, ma una giovane guida ci apre comunque. Vadu Ieuz, la chiesa sorge su di una piccola collina vicino ad una chiesa nuova, anch'essa circondata da tombe maltenute. Rozavlea, la chiesa si trova lungo la strada principale, costruita nel 1720 è ora in restauro sia internamente che esternamente; effettuiamo una visita veloce. All'esterno delle bambine locali tentano di venderci collanine, ma gentilmente decliniamo l’invito. Ieud, la chiesa sorge su di una piccola collina (ingresso 2 lei, ~0,60 €), costruita nella metà del XVII secolo, custodisce all’interno le famose immagini dell'inferno, si raggiunge anche questa tramite una strada sterrata. Stanno restaurando l'abside che si può comunque visitare. Lungo la strada anziane signore vendono tessuti ed altri prodotti artigianali. Barsana, appena fuori dal paese sorge il “manastirea Bârsana”, Convento per Monache Ortodosse curatissimo con una chiesa di legno recente ancora in fase d'arredo, un piccolo museo delle icone religiose ed altri edifici che ricalcano l’architettura delle chiese lignee. Il bel giardino è rigoglioso ed operose Monache se ne prendendo cura con l’aiuto di alcune bambine probabilmente ospiti della struttura. Proseguendo per Viseu de sus attraversiamo un bellissimo paesaggio collinare, forse il più bello che abbiamo visto finora, ci fermiamo più di una volta per godere appieno della vista e per scattare qualche foto. Vediamo i danni dell'alluvione di poche settimane fa che aveva pregiudicato la nostra visita del Maramures, molti degli argini del fiume sono stati abbattuti ed il letto del fiume è zeppo di detriti. Giungiamo a Viseu de sus, la nostra pensione, “Pension Danuta”, è la più “antica” e l'ultima sulla strada che costeggia il fiume straripato e la stazione ferroviaria sulla quale se ne affiancano molte altre nate col turismo del trenino “Mocanita”. Le ruspe stanno ancora lavorando per mettere in sicurezza gli argini e la strada che stiamo percorrendo è nuova in quanto la precedente è stata distrutta dall’alluvione, i campi e i cortili delle case sono ancora pieni di fango. La pensione è vicina alle rotaie dove fino a poco tempo prima passava il “Mocanita”. Il “Mocanita” era un treno a scartamento ridotto che si inoltrava nella valle costeggiando il fiume e che trasportava i lavoratori dalla città ai boschi. Era un importante centro per il legname che scendeva dal nord vicino al confine con l’Ukraina e serviva a tutta la regione, molti i mobilifici presenti nel paese. Oggi il trenino era più che altro un’attrazione turistica. Ceniamo alla Cazare nel soggiorno con pollo e antipasti che verranno riproposti anche per colazione. Passeggiamo lungo la ferrovia dopocena e vediamo altri danni dell'alluvione, i piccoli ponti sui ruscelli dove passa la ferrovia sono stati seriamente danneggiati, i binari sono storti, in alcuni tratti divelti. Incontriamo un uomo che sta ancora spalando la terra trascinata all'interno del suo giardino con il quale facciamo due parole, sempre in rumeno, ancora spaventato per quanto successo ma contento del fatto che la sua casa fosse ancora in piedi. 06/08 Colazione, passo montano tra il Maramures e la Bucovina paesaggisticamente interessante. Monastero di Moldoviţa costruito nel 1532 da Petru Rareş per difendersi dalle invasioni Ottomane (ingresso 3 lei, ~1 €), caratteristici della regione della Bucovina i Monasteri erano fortificati, racchiusi da alte mura difensive per proteggerli dagli attacchi nemici. Al centro la chiesa in muratura con i caratteristici affreschi sulle pareti esterne ed interne che venivano utilizzati per istruire, in un epoca in cui l’analfabetismo era diffuso, gli abitanti della zona. Incontriamo i primi Italiani, anzi un tour di chiassosi camperisti italiani. Pranziamo lungo la strada per Sucevita per soli 8,5 eur circa in due con piatto unico, dolce e bevande. Assaggio per la prima volta uno dei piatti che troveremo poi in tutta la Romania anche se fatto in modi diversi, la Tochitura. Decisamente monto buona! Monastero di Suceviţa (ingresso 3 lei, ~1 €), all'esterno ci sono alcune giostre e uno stand gastronomico, è pieno di Rumeni, non capiamo però che festa stiano celebrando. Il monastero sorge vicino al fiume Suceviţa, la sua costruzione risale al 1585 è difeso da alte mura ed in corrispondenza degli angoli sorgono alte torri difensive. La strada che da Sucevita a Humor scorre dritta lungo il paesaggio prevalentemente pianeggiante. Monastero di Humor (ingresso 3 lei, ~1 €) costruito nel 1530 sulle rovine di un precedente edificio dal Voievod Petru Rareş è dedicato alla Dormizione della Vergine Maria. Molti venditori ambulanti all'esterno vendono tessili, suppellettili vari e le classiche uova dipinte a mano, che acquistiamo. Visitiamo anche l'imponente torre di guardia a difesa. Alloggiamo presso la pensione, anzi Cazare, Gheorghita (Gheorghita Maria, gheorghita-delia(at)yahoo.com) gestita dalla frenetica signora Maria gentile e un po' pazzerella. Singolare l'area relax con vista sui campi adiacenti ricavata nel retro della casa con tanto di pozzo al centro dove ceniamo in compagnia degli altri ospiti, una famiglia di francesi ed una coppia anziana di Rumeni. Bevo Ţuică prima del pasto come usuale in Romania e vino che però è pessimo, il bianco color ambra è bevibile, ma il rosso è un novello fruttoso e dolciastro. Zuppa con polpette di pane e secondo con salcicce di carne, patate e legumi. Passiamo la serata chiacchierando in italo-franco-rumeno. Verso le 22 arriva la madre della signora Maria di ritorno dal lavoro nei campi, non ne ha bisogno economicamente, ma tutti i giorni al mattino si sveglia di buon ora e si reca nei campi, “fin quando si lavora bene di braccia lavora bene anche la mente”, questo il suo motto, che confermo, avrà tra i 75/80 anni e li porta molto bene. 07/08 Colazione nella veranda con il solito antipasto con aggiunta di marmellate fatte in casa e miele, caffè decente. La Bucovina si presenta meglio del Maramures, grandi strade in costruzione, meno carretti, meno venditori lungo le strade, i pochi vendono frutti di bosco. Le case sono quasi tutte in muratura e son poche quelle in legno. Nei campi si vedono mucche al pascolo sole, senza guardiani. Voroneţ, il parcheggio è pieno di venditori. Il Monastero venne eretto nel 1488 da Stefano il Grande per commemorare la vittoria della battaglia di Vaslui dove vide prevalere i 40.000 Moldavi contro i 120.000 soldati Ottomani. Il giudizio universale affrescato all'esterno è molto ben conservato, una guida con un gruppo di spagnoli spiega approfonditamente i significati allegorici dell'opera e vista l'affinità della lingua con l'italiano ne approfitto. Merita la visita (ingresso 3 lei, ~1 €). Rasca, costruito nel 1542 è condotto ora da Monaci Ortodossi, non è una meta molto turistica, incantevolmente quieto, canti gregoriani in sottofondo nel giardino. Incontriamo due bambine che prendono acqua dal pozzo che utilizzano per innaffiare i bei fiori del giardino. La chiesa al centro è dedicata a San Nicola. Naemt, molto religioso, il più grande monastero maschile della Romania, l’inizio della costruzione risale intorno al 1370 per volere di Ştefan cel Mare, ora è in restauro. L'atmosfera è cupa, sono molti i fedeli presenti. Visitiamo anche un piccolo museo di icone, libri miniati e sugli arbori della stampa presente in un’ala del complesso. Incontriamo un cicloturista carico come un asino che avevamo già precedentemente incontrato due volte nei giorni scorsi in Maramures e poi in Bucovina, complimenti!. Visitiamo anche il negozio di souvenir opposto all'ingresso del monastero situato in un bell'edificio, producono anche vin santo che però non acquisto. Agapia, costruito dal Voivode Vasile Lupu intorno al 1645, il convento gestito da monache che vivono in piccole case con bei giardini fioriti situate all'esterno del complesso (ingresso 5 lei, ~1,5 €). E' tutto un fiore, anche qui è molto religioso e meta di pellegrinaggio, sono molti i fedeli presenti. Visitiamo anche il piccolo museo di arte sacra. All’uscita acquistiamo della marmellata prodotta dalle monache. Essendo stati costretti a saltare l’escursione con il trenino “Mocanita” siamo in vantaggio di un giorno sulla tabella di marcia, cerchiamo una pensione lungo la strada e dopo averne visionata una molto caratteristica e colorata in legno preferiamo quella situata all'inizio della strada principale con tanto di piscina e campo da tennis. Ceniamo con frittata di verdure, pollo, patate e dolce Mamalita (100 lei più 30 lei per la cena, ~40 eur in tutto per due adulti). 08/08 Piatra Neamt, città molto viva e trafficata, parcheggiamo a pagamento facendo un po' fatica a trovare monetine per il parchimetro. Al supermercato “del canguro” compriamo la colazione: due brioches pessime e yougurt che mangiamo al parco del centro. Visita della parte vecchia della città, bella, c'è una chiesa che sembra adibita a magazzino, disordinata e cupa ma comunque affollata di fedeli. Visita alla galleria d'arte, c'è una autrice interessante di cui non mi son segnato però il nome. Il museo etnografico è costituito da sole quattro stranze (ingresso 3 lei, ~1 €), c'è la ricostruzione di una tipica casa contadina, attrezzi, abiti,etc.. Al centro della piazza il campanile, la torre di Ştefan cel Mare. Piatra Neamt esprime l'idea di essere una città produttiva e ricca, vediamo il primo grande negozio di elettronica. Su di un edificio tutto a vetri in costruzione un grande display trasmette pubblicità varie, una piccola Piccadilly circus. Per i turisti c'è anche una ovovia panoramica che dal centro città sale poco più in alto al parco più grande della città, ma non sembra molto interessante. Uscendo dal centro ci fermiamo a visitare velocemente una bella chiesa recente dai colori esterni appariscenti. Bicaz, il paese decisamente brutto, fino agli anni 50 l’economia si basava quasi esclusivamente su attività forestali e poi la costruzione di un grande cementificio ne ha cambiato l’aspetto. Cementifici svettano ad ogni angolo, ci fermiamo solo per fare provviste. Proseguiamo per le rinomate “Gole” incontrando altri cementifici, la strada scorre affianco ad un fiumiciattolo, improvvisamente si stringe e compaiono le prime bancarelle. Ci fermiamo, le gole sono poco più avanti e proseguiamo a piedi. La strada stretta, la presenza di molti turisti e le bancarelle in ogni dove fanno si che si crei un bell'ingorgo. Le “Cheile Bicazului” sono state create nel tempo dallo scorrere del fiume Bicaz e sono impressionanti per altezza e particolarità. La strada che le attraversa collega la regione della Moldavia con la Transilvania. Il pezzo di strada che segue è il più panoramico, un susseguirsi di tornanti tra le rocce e gli speroni della montagna. Lacul Roşu, pochi km dopo le gole di Bicaz si arriva al “Lacul Roşu”. Ci sono molte auto e pullman parcheggiati ai lati della strada dato che i parcheggi sono tutti colmi. Pranziamo nel parco fronte lago e ci intratteniamo osservando da lontano un matto che da solo in mezzo al parcheggio sta producendo un monologo che probabilmente solo lui capisce fin quando un poliziotto lo reguardisce ed allora buono buono si mette seduto ad un tavolino del bar continuando a bassa voce i suoi discorsi introspettivi. Legenda del “Lacu Rosu”, narra che una volta a Lazarea viveva una bellissima ragazza di nome Estera. Un giorno disse che sarebbe andata alla festa di Gheorgheni. Qui incontrò un uomo bello e forte che avrebbe potuto combattere cotro un orso. Si innamorarono immediatamente, il giovane le chiese subito di divenire sua sposa, ma il matrimonio non si fece perché dovette partire per la guerra. Estera lo attese. Alla sera quando andava alla sorgente a prender l’acqua piangeva talmente intensamente che anche le montagne si impressionarono. In un pomeriggio di una domenica venne vista da un ladro, la rapì e la porto rapidamente al Suhardul Mic, la montagna con cento facce dove viveva. Egli le promire oro e argentoin cambio del suo amore, ma lei non voleva altro che il suo vero ed unico amato. Il ladro perse la pazienza e la costrinse a sposarlo. Lei chiese disperatamente aiuto alle montagne e le rocce risposero con fulmini e tuoni, una forte pioggia iniziò che travolse tutto e tutti, la montagna crollò. Sotto le rocce morirono Estera ed il ladro, dopodichè le acque si ritirarono e restò solo il Lacu, Roşu come il sangue della deceduta Estera. Facciamo un giro in barca sul lago, profondo al massimo 10 metri, tranquillo e abbiamo la possibilità di avvicinarci ai tronchi semisommersi e poi facciamo una passeggiata sul lungolago. Nell'andarcene una bancarella vende i Kürtőskalács che già conoscevamo dal viaggio in Repubblica Ceca, non ce li lasciamo scappare. Proseguiamo il viaggio, attraversiamo bei paesaggi montani, incontriamo una festa con tanto di tende. Pernottiamo a Gheorgheni, pensione Teke, carina, piena di fiori, la finestra della cucina da verso il corridoio delle stanze, il profumo che penetra è una tentazione irresistibile, ceniamo alla pensione. Al solito esagero, “chorba del paesant” (verdure e bollito di carne), tochitura questa volta servita senza mamaliga (polenta). Il cibo è buono ma un po' pesante. 09/08 Castello di Lazarea, a 6 km dalla pensione, costruito nel 1450 non è ben conservato nonostante il recente intervento di restauro, bella la sala dell'edificio principale con grandi tavolate di legno, due musicisti suonano antiche sonate con il violino. Visitiamo anche una piccola galleria dove sono esposte opere di giovanissimi artisti in erba rumeni. Odorheiu Secuiesc, la strada è pessima, il manto stradale è tappezzato da almeno 5/6 strati d'asfalto di differente stesura; incontriamo parecchi motociclisti, non li invidio per nulla. Il 97% dei cittadini di Odorheiu Secuiesc sono di origine Ungherese, l'unica cosa a mio giudizio che merita la visita è la piazza principale. Poco lontano nella vecchia cittadella si sta svolgendo una festa popolare (ingresso 6 lei, ~2 €), ci sono artigiani che vendono i loro prodotti, dalle ceramiche agli abiti tradizionali. Pranziamo alla festa con un Ghiros mediocre.Riprendiamo il viaggio, direzione Targu Mures. La strada è bella e trafficata e incontriamo i soliti Rom che vendono more, mirtilli e nocciole. Targu Mures, al primo impatto sembra una città ricca, anche a giudicare dal numero di concessionarie d’automobili che incontriamo. La popolazione un tempo pressochè tutta di Ungheresi è ora presente al 50%. E' sabato, le vie sono molto trafficate, giungiamo comunque agevolmente nella piazza principale vicino all'ostello che risulta introvabile (non esiste il numero civico) che raggiungiamo solo telefonando e chiedendo indicazioni. Si trova in una via laterale alla piazza “nel retro della chiesa col tetto verde”, questa è stata l'indicazione (Ms Hostel, tel +40 751246861). La reception è chiusa, ci accolgono dei ragazzi ungheresi che sembrano un po' bevuti, quello che dice di lavorare in Inghilterra ostenta un inglese da asilo, bah?! Visitiamo la piazza centrale con i bei balazzi stile Asburgico e le chiese, nota stonata la moltitudine di casinò con abbaglianti luci al neon. Visitiamo poi i dintorni e la cittadella molto bella all'esterno, ma non altrettanto all'interno, solo un paio di scorci valgono la visita. Ceniamo da “Leo” in piazza, specialità alla griglia, anche qui esageriamo e arrivano due piattoni di carne, buona, prezzo discreto secondo i canoni rumeni. 10/08 Visita alla chiesa confinante con il nostro ostello, il cielo è coperto e fa freddo. La chiesa è chiusa e i fedeli attendono all'esterno. La chiesa Ortodossa all'estremità della piazza è molto bella, stanno celebrando un battesimo assistiamo da lontano, la chiesa è ricca di dipinti e la poca luce soffusa rende l'atmosfera intima e piacevole. Visitiamo il “Palazzo della Cultura”, le stanze dell'auditorium in stile inizi ‘900 con un organo enorme, la sala degli specchi con belle vetrate, il museo di storia, un’interessante galleria d'arte. Belle le sale, le scale, l'ingresso e l'esterno dell'edificio, non i bagni. Lasciamo Targu Mures direzione Sighisoara con la pioggia, passiamo per un paese rinomato per essere il paese dei souvenir ed effetivamente tutte le case che si affacciano sulla via principale hanno allestito in giardino o ancor meglio con delle baracche di legno improvvisati negozi che vendono souvenir locali, anche se sono veramente pochi i veri prodotti artigianali in vendita. Sighisoara, la pensione si trova di fronte alla stazione ferroviaria (Vila Franka, vilafranka(at)gmail.com), arriviamo intorno alle 13. La città ha origini Sassoni, quando nel XII secolo alcuni coloni Ungheresi invitati dal Re si insediarono in questa zona. Andiamo in centro a piedi, incontriamo un piccolo cimitero dei caduti Russi della Seconda Guerra Mondiale. Attraversiamo il ponte pedonale di legno per poter poi salire alla cittadella che si presenta immediatamente molto turistica con bancarelle di souvenir ovunque. Facciamo un giro, saliamo fino alla sommita utilizzando la scala di legno coperta. Chiesa e vista delle mura, stanno celebrando un matrimonio e la sposa è giovanissima. Torniamo in centro utilizzando la scala di prima, al termine un piccolo vicolo sulla destra ci porta ad uno splendido caffè a ridosso della cinta muraria interna con un bel pergolato di vite, splendido per rilassarsi nonostante la vicinanza alla zona turistica si distoglie dal caos. Unica pecca parlano solo rumeno, ordiniano un piwo (birra) e un gelato. I musei chiudono alle 16:30 oggi, rimandiamo la visita a domani. Passeggiate per la cittadella e lungo la cinta muraria, monumento dedicato a Vlad che qui nacque ricordato con un busto posto affianco alla chiesa nella quale alle 18 assistiamo ad un concerto degli allievi del conservatorio che accompagnano due musicisti che suonano viola e violino, più un soprano. L'ingresso costa 2 lei, la chiesa è spoglia e si riempie pian piano di gente. Termina alle 19, torniamo alla pensione. Facciamo la spesa al negozietto di fronte alla stazione, tutt'attorno è pieno di Rom, una giovane madre accompagnata dai figli, seduta sui gradini del negozio lascia tranquillamente uno dei figli rotolarsi a terra disperato. Ceniamo in camera con prosciutto di Praga, formaggio con cipolla e birra Silva scura, ottima. Fuori dalla pensione il ragazzo della reception mette in mostra la sua Dacia esaltandone il motore, è in vendita a 2000 €. In televisione c'è Discovery channel in lingua originale con sottotitoli in rumeno. 11/08 Sighisoara, visita al museo storico nella torre. C'è una stanza dedicata all'astronomia, Hermann Oberth nativo di Sighisoara è stato un importante ingegnere aerospaziale presso la Nasa agli arbori di questa nuova frontiera. Dalla sommità della torre si gode un bel panorama della città. Il museo delle armi contiene un dipinto di Napoleone (ma si è mai spinto fino qui?). Museo delle torture allestito nelle fondamenta della torre dove c'erano le prigioni, non è altro che una piccola segreta. Lasciata alle spalle la turistica Sighisoara, ci dirigiamo verso Viscri su di una bella strada che dobbiamo poi abbandonare per una secondaria asfaltata solo a metà e poi totalmente bianca. Incontramo solo un carretto lungo i 5/6 km per arrivare al paese. Viscri Il paese si sviluppa lungo una via principale non asfaltata dove c'è l'abbeveratoio per il bestiame. Chiediamo a dei bambini che stanno giocando in strada dove sia la Biserica e ci indicano una strada che scopriremo poi essere l’alternativa: da ciotolata a terra a sentiero, parcheggiamo e proseguiamo a piedi. La custode è una anziana signora Sassone che parlando in tedesco ci spiega che l'organo è stato restaurato recentemente e che vi si svolge la messa in tedesco due volte al mese (ingresso 1 ron, ~0,30 €). Saliamo sulla torre/campanile tramite angusti passaggi accompagnati da inquietanti schriccolii; il panorama merita la fatica però. Visitiamo la cinta muraria della chiesa, il piccolo museo agricolo e la torre del lardo dove era custodito il lardo di tutte le famiglie del paese, la stanza veniva aperta una volta alla settimana ed ognuno tagliava la quantità che serviva per la settimana a venire. Tornando all'auto il sentiero è bloccato da un carro che sta scaricando laterizi, pazientemente attendiamo. La strada che riconduce alla principale per Brasov è ancora sterrata, ci fermiamo ad un ristorante per il pranzo. Spiedini di pollo e manzo decenti e prezzo al solito contenuto. Mangiamo assistendo alla trattativa che si svolge al tavolo affianco al nostro tra una vecchia zingara ed una coppia di mezza età, trattativa riguardante alcuni gioielli. Hărman vicino a Brasov, chiesa Sassone costruita intorno al 1240, è però chiusa, facciamo un rapido giro della cinta muraria. I camini delle case vicine hanno pressochè tutte un nido di cicogna. Brasòv, molto trafficata, con strade ampie e con troppe corsie per i miei gusti. Raggiungiamo l'ostello attraversando il centro storico. L'ostello “Rolling Stones” ([url]http://www.rollingstone.ro[/url]) è una grande casa con tre camere doppie e due camerate che fungono da dormitori. Non è certo silenzioso, ma merita per il clima di familiarità che si instaura. Andiamo in centro a fare due passi. Strada sforii, la via stretta più stretta d’Europa larga tra i 111 e 135 cm. e lunga 80 metri, cittadella, piazza, viale centrale. Rientriamo in ostello, dopo aver mangiato discretamente in piazza, questa sera abbiamo la Suite con Jacuzzi che ovviamente provo. 12/08 Sveglia presto, colazione con marmellata, pancarrè e caffé solubile. Bran, il castello di Dracula è la “meta turistica” della Romania, peccato che per la visita sia obbligo seguire un percorso (ingresso 12 lei, ~4 €). Venne costruito nel XII secolo dai Cavalieri Teutonici e ha dato ispirazione a Stroker per la descrizione del castello di Dracula, anche se non è mai appartenuto a Vlad Tepes. Ai piedi del castello un'inevitabile speculazione turistica con una moltitudine di bancarelle e un ragazzo travestito da Dracula dalla faccia molto afflitta. Interessante la ricostruzione del piccolo villaggio rurale. Rasnov, cittadella arroccata sulla cima del monte che domina la vallata costruita anch’essa dai Cavalieri Teutonici nel 1215. Il parcheggio è vicino alla strada principale e si sale poi a piedi per 15 minuti circa (ingresso 8 lei, ~2,4 €). La cittadella è molto grade , la prima parte è ben conservata, cosa che non si può dire della zona opposta. Pranziamo ad un ristorante poco distante il parcheggio, bene considerando l'ambiente tutto in legno, il cibo ed il prezzo. Pomerigigo a Brasov, visitiamo la piccola Chiesa che si affiaccia sulla piazza centrale, cittadella, telecabina sul monte che domina la città dal quale si gode un bel panorama. “Biserica Neagră”, la Chiesa Nera così chiamata dopo l’incendio che 1689 la rovinò e scurì. Assistiamo ad un concerto per organo (ingresso 5 lei, ~1,5 €), organo impressionante del XVIII secolo con oltre 4000 canne. Passeggiata lungo la via commerciale, ceniamo con pizza, ovvero pizza rumena, che ha poco a che fare con quella italiana, triplo degli ingredienti. 13/08 Sinaia Ci trasferiamo da Brasov per Sinaia, visitiamo il castello Pelisor, stanza con intarsi lignei molto originale, nel salire alcuni avvisi indicano la pericolosità della presenza di orsi. La visita avviene solo accompagnati da guida in modo veloce e solo per una minima parte del castello. Scendiamo a Sinaia, altri mercatini lungo il tragitto. Vediamo da fuori il monastero. Tentiamo di pranzare alla Green House, molto bello dentro, il servizio è più che scadente e dopo tre quarti d'ora e inutili e vani tentativi d'ordinare ce ne andiamo. Pranziamo al ristorante Pralova, discreto. Pomeriggio relax, alloggiamo alla pensione “Green Eden” (~16 € con colazione a testa, [url]http://www.greeneden.ro[/url]) 3 stelle di Busteni, località montana molto trafficata, facciamo non poca fatica a trovarla, non ha l'indirizzo è nuova e nessuno la conosce. Telefonando la signora parla solo rumeno e mi riattacca, fortunatamente una signora rumena che ha lavorato in italia e conosce la nostra lingua ci aiuta. C'eravamo passati vicini alla prima ricerca, palo. La pensione è nuova ed anche accogliente, bella vista sul paese a valle, facciamo un giro, è la settimana della cultura, lo spettacolo è solo in rumeno però. Cena con formaggio preso al mercato a 1 eur e uva, pranziamo sul pogiolo della pensione guardando il tramonto. 14/08 Snagov, leggendo male la guida ci siamo finiti, ma non vale la pena. L'unica cosa che sembra essere interessante è la vera tomba di dracula nella chiesa nell'isola al cebtro del lago. Le indicazioni sono inesistenti e non incrociamo nessuno a cui poter chiedere, compro della Ţuică da una signora lungo la strada e ci avviamo verso Buchuresti. L'arco di trionfo è in fase di restauro. L'ostello è bellissimo per quanto lo paghiamo, peccato le zanzare ([url]http://www.cristman-hostel.ro[/url]), vicino al distretto 5 di Porta Romana. Visitta alla chiesa italiana, museo d'arte nella vecchia residenza reale, chiesa della principessa (Biserica Doamnei), parco Cismigiu e birra al bar alla ricerca di un po' di frescura. Giro nella zona vecchia del centro, circolo militare nazionale, viale della Vittoria, una galleria coperta con i molti bar e locali pubblici. Visitiamo la bella chiesa Stavropoleos e la vicina antica birreria dagli straordinari interni. Cena vicino a piata tricol? Carbonara mediocre. Torniamo in ostello, il custode parla italiano e scambiando due parole dice come i giovani rumeni vanno all'estero a lavorare e dopo 10 anni tornano ed hanno soldi per comprar casa, auto, moto etc.. 15/08 La città è molto trafficata, la notte è stata calda ed afosa. Molta gente è vestita a festa e ha con sé dei piccoli bouquet di fiorellini, probabilmente per la ricorrenza della giornata. Prendiamo la metro da Piata Romana fino a Piata Uniti, camminiamo fino al Palazzo del Popolo lungo viale dell'Unione che ricorda molto i Champs Elisè parigini. Fa caldo, raggiunto il palazzo bisogna aggirarlo per raggiungere l'ingresso per i visitarori, arriviamo alle 10:10, la prrossima visita disponibile è alle 12, ci adeguiamo ed aspettiamo. Vorremo visitare il museo d'arte moderna che è nello stesso palazzo, ma l'ingresso è dalla parte opposta, tentiamo di aggirarlo ma dopo mezz'ora siamo solo a metà strada, è decisamente immenso questo edificio. Tornati mestamente all'ingresso attendiamo, veniamo controllati dal metaldetector, trattengono il mio fidato Victorinox. Palazzo galattico, stanze su stanze. Non c'è l'aria condizionata, si temevano attacchi chimici tramite la ventilazione condizionata. Nell'uscire incrociamo la famiglia francese conosciuta qualche giorno fa, il caso. Il 22,23 e 24 agosto ci sarà una manifestazione automobilistica alla quale parteciperanno le scuderie automobilistiche di Formula 1, la viabilità è stravolta. Ci spostiamo con la metro a nord della città, pranziamo con paste e prodotti di forneria presa in forneria. Visitiamo il Muzeul Ţăranului Român: museo contadino molto interessante, c'è anche una casa ricostruita all'interno. Metro fino alla fermata Avilator. Muzeul Naţional al Satului Dimitrie Gusti, è il museo del villaggio all'aperto, bellissimo ([url]http://www.muzeul-satului.ro[/url]). Case tipiche dalle varie regioni della Romania trasportate fin qui nel 1938, anche una chiesa di legno dal Maramures. Anche oggi fa molto caldo, rientriamo in ostello. 16/08 Buchuresti, Horezu Lasciamo la torrida Buchuresti prendento l’autostrada, ci fermiamo in un autogrill dopo una ventina di minuti dove molti camionisti stanno facendo colazione con “chorba” (zuppa) e birra. Horezu, rinomata per la produzione artigianale d’oggetti di ceramica, acquistiamo anche noi alcuni vasi dagli interessanti mercatini lungo la strada principale apperna prima del paese. Pranzo a base di tochitura, non ottima questa volta, non certo all’altezza del tempo atteso. Visitiamo il Monastero, l’esterno sembra alquanto austero, mentre all’interno si svela molto più affascinante. Al parcheggio una signora di mezza età notando la targa italiana ci abbozza una frase in italiano, ne facciamo la conoscenza e scopriamo che da giovane era stata fidanzata con un Torinese e che aveva imparato un po’ di italiano. E’ originaria del Maramures, ora è in pensione (77 eur/mese) e per arrotondare si occupa di una piccola bancarella di souvenirs. Ci dirigiamo verso Curtea de Arges tramite una bella strada collinare attraversando piccoli borghi. E’ sabato, siamo in anticipo di un giorno sulla tabella di marcia e il B&B dove avevamo la prenotazione per la domenica oggi non ha posto, troviamo a fatica (dopo un’ora di girovagare) una camera libera in un piccolo bar/ristorante/albergo sulla strada principale della cittadina. Scopriamo poi che tutte le stanze sono occupate perché il sabato è giorno di matrimoni e molti parenti vengono da fuori provincia. Nel nostro albergo stan festeggiando un matrimonio ed assistiamo ai tipici balli che vedono impegnati tutti i partecipanti, dai più piccini ai più grandi. Ceniamo al ristorante dell’albergo, è una bella serata con la luna piena. C’è un concerto al campo sportivo, non c’è illuminazione sulla strada, il servizio d’ordine è ridotto ad un vigile urbano che ferma le auto per consentire ai pedoni di attraversare la strada. Molti sono gli spettatori, prima cantano e ballano un gruppo di giovani ragazze (una sorta di Spice Girl Rumene), poi un gruppo Folk-Rock Rumeno dalle buone sonorità, ma dal testo per noi ovviamente incomprensibile. 17/08 Colazione abbondante in albergo, formaggio impanato e salciccia. Visitiamo il Monastero, meta di pellegrinaggio, è molto affollato anche perché è domenica. Leggenda “La leggenda narra di Manole maestro costruttore al quale era stato affidato il compito della costruzione della chiesa. Nonostante egli fosse uno dei più bravi della sua epoca quello che veniva eretto di giorno, crollava di notte. Una notte, Manole sognò che per rendere la costruzione solida e porre fine ai lavori fosse necessario sacrificare e murarne all'interno la prima donna, moglie o sorella, che il giorno dopo avesse portato per prima il pranzo al proprio marito o fratello. Manole riferì del sogno e tutti accettarono l'idea convinti che un'opera di così grande valore ed importanza necessitasse anche un grande sacrificio. Il giorno seguente c'era frenesia in attesa della prima donna ed ad un certo punto Manole da lontano riconobbe la moglie incinta. La moglie di Manole, fu l'unica quel giorno a portare il pranzo al proprio caro perchè gli altri si erano premurati di avvisare la propria moglie o sorella. Venne così murata all'interno dell'edificio ed il giorno successivo la chiesa era ancora in piedi. Negru Vodă felice per la bellezza del monastero decise che nessun altro così bel edificio avrebbe mai dovuto esser costruito e diede ordine ai lavoratori di togliere l’impalcatura quando Manole (mente del progetto) era ancora sul tetto. Manole non si diede per vinto e provò a salvarsi costruendo delle ali con del legname rimasto. Come per Icaro, le ali non funzionarono, precipitò poco distante e morì . La leggenda si conclude dicendo che, commossa per il gesto ed addolorata, la terra fece spuntare un filo di acqua, una lacrima e da allora nel punto dove cadde il povero Manole si trova una fontana.”. Passeggiamo tra le bancarelle, è una bella giornata di sole e l’aria fresca dei monti spira a valle. Affrontiamo ora la Transfăgărăşan, risalendo la valle dell’Arges, attraversiamo Poienari, dove sulla sua sommità sorge il castello abitato più a lungo da Vlad Tepes. Dopo poco la strada inizia ad inerpicarsi lungo una serie di tornanti e giungiamo al Lago Vidraru, con la diga alta 165 metri costruita per necessità energetiche della regione. La Transfăgărăşan è la rinomata strada che collega la Tansilvania con la Valacchia. Venne costruita tra il 1970 e 1974 dai militari Rumeni su ordine dell’allora dittatore Ceauşescu per creare un collegamento nord-sud attraverso i monti Carpazi. La strada molto trafficata fino alla diga, poi più scorrevole. La diga Ai bordi della strada sono molti i Rumeni alle prese con barbecue e griglie. Molte anche le tende di gente che già si era preparata il giorno precedente. La strada che costeggia il bacino creato dalla diga è tortuosa ma molto bella paesaggisticamente, ci fermiamo spesso per poter meglio ammirare la natura. Ci fermiamo anche ad una fontana dove sgorga una gelida acqua buonissima. Giunti sulla sommità si deve attraversare una galleria lunga più di 800 mt che ci porta sull’altro versante del monte arrivando al Balea Lac. Il tempo è l’opposto di quello che si siamo lasciati alle spalle solo due minuti fa, c’è la nebbia (nuvole considerando che siamo a 2000 mt d’altitudine), la visibilità è scarsa e fa freddino. Bancarelle vendono vari manufatti artigianali e cibi tipici. Le auto dei numerosi avventori sono parcheggiate in ogni dove lungo i fianchi della strada e con difficolta e un po’ di fortuna troviamo posteggio. Tutto questo caos crea un forte rallentamento nella corsia di marcia opposta alla nostra causando una coda che incroceremo successivamente di almendo 3 km. Facciamo un rapido giro del lago e poi continuiamo la discesa del versante, meno affascinante. Facciamo solo una sosta per ammirare le cascate. Sibiu, la “Pensione Fortuna” è a 4 km circa dal centro (~22 € con colazione a testa, [url]http://www.pensiuneafortuna.ro[/url]). Ceniamo in una delle piazze centrali pedonali della città facendo fatica a trovare un posto dove si possa mangiare cucina Rumena, è una città “Europea” alla stregua di Brasov e le pizzerie “italiane” han preso il sopravvento sui locali tipici. La città, rispetto ad altre, è molto viva anche se il sole è già calato da molto. 18/08 Sibiu Visitiamo il Duomo, saliamo sulla torre che domina la città dalla quale godinamo il panorama. Non abbiamo ancora fatto colazione e approfittiamo di una forneria con dei dolcetti ancora caldi. Proseguendo per il centro, visitiamo la chiesa che da sulla piazza più grande e poi facciamo una vasca per la via commerciale pedonale. Nel pomeriggio facciamo un po’ di shopping in un vicino centro commerciale. Giungiamo nel tardo pomeriggio ad Ighiu, piccolo paesino non lontano da Alba Julia dove ci attende la sistemazione più particolare della vacanza. I proprietari hanno ricavato dalla vecchia casa di campagna un grazioso B&B, ostello, agriturismo, non saprei esattamente come definirlo con piscina (stagno) con tanto di canotto, giardini con giochi d’acqua, stanza per sale riunioni, cantina per degustazione vini (questa è zona rinomata, a mio parere pessimo però). Le stanze sono gradevoli arredate con mobili Ikea. Il personale, tutto familiare è gentilissimo e ci fa fare il giro turistico dell’albergo e ci offre del vino; son molto fieri della loro attività. Rilassandoci sotto al patio che da sulla piscina conosciamo un Rumeno che di lavoro fa il cuoco a Bucarest e conosce un po’ di italiano. Ci spiega del perché molti sui concittadini emigrano e del perché lui preferisca restare nella sua terra natia, il difficile rapporto tra Rumeni e Rom, comìè cambiata la Romania in meglio e in peggio nel dopo Ceauşescu. Ceniamo in questo “parco divertimenti”, ecco, questa forse è la giusta definizione, buon cibo e ottimo ambiente, anche perché nel paese oltre ad un paio di venditori di vino sfuso non ci sono altre attività. 19/08 Alba Julia Facciamo colazione in una pasticceria ai piedi della cittadella, visitiamo la sommità, interessante la chiesa con le tombe dei regnanti Ungheresi, il forte con possibilità di visita ed il monastero ora in fase di restauro. Hunedoara, castello Hunyad ben conservato nella città delle acciaierie, la città ha un aspetto più spettrale di quanto si presuppoma avere il castello dei Corvino. Ci aiuta a trovare parcheggio Luciano, un Rumeno sulla sesantina che parlando un discreto italiano ci chiede degli indirizzi di librerie della mia città perchè lui ha la passione per i libri italiani, boh?. Visitiamo il castello ben conservato, ma spoglio (ingresso 6 lei, ~2 €). Interessante la leggenda del pozzo e dei due prigionieri: “La leggenda narra che venne scavato da due prigionieri turchi cui venne promessa la libertà se avessero trovato l’acqua nella pietra. Dopo quindici anni di scavi gli sfortunati trovarono una fonte ma non vennero ricompensati dai loro carcerieri, che invece posero accanto al pozzo una lapide con inciso in arabo Voi avete l’acqua ma non avete un’anima”. Arad, vi arriviamo nel tardo pomeriggio, facciamo un po’ fatica a trovare l’”Hostel Fortress” (fortress_aradyahoo.com). Alla reception che è nel vano caldaie un Rumeno a cui le lingue straniere sono sconosciute ci accoglie e non campendo nulla di quanto c’è scritto sulla nostra prenotazione ci fa pagare anche l’acconto dato (2 €). Siamo gli unici a dormire in questa struttura non vecchia, ma tenuta male. Ceniamo approfittando della cucina con formaggio e salame che abbiamo complato al Billa. Parlando in RumenLatinItaliano mi chiede informazioni sull’auto e di stare attenti ai poliziotti Rumeni che se ne approfittano vedendo auto e targa straniera fermandoti e insinuado problemi al fine di essere oliati per poter andarsene senza guai. Cosa che non è mai successa, nonostante avessi letto di molti casi successi negli anni precedenti, anzi non ci è nemmeno stato fatto il controllo in ingesso alla dogana. 20/08 Ci svegliamo di buon ora, Budapest, Maribor, Lubljana, Italia, casa. ulteriori informazioni: [URL=http://www.gnothisauton.it/romania2008/romania.asp]www.gnothisauton.it/romania2008/[/URL]

Pin It
Tags:

Ci sono 2 commenti su “Romania 2008 (Viaggio in Romania)

  1. Bello e interessante. Come calarsi in un’altra realtà a pochi chilometri (beh non così pochi lo so) da casa.
    Mi ha colpito il cimitero “allegro” che pare più un cimitero “che parla”. Mi è sembrata una specie di Spoon River rumena
    però nemmeno una foto dei monasteri..

    g

Lascia un commento

Commenta con Facebook