Iaorana Polinesia

Eccoci di rientro dal nostro meraviglioso viaggio di nozze. Da dove cominciare…partenza con air france lunedì 10 maggio da Roma fco per Parigi (prima tappa del lunghissimo viaggio per raggiungere questo paradiso terrestre), a causa della nube vulcanica accumuliamo 4 ore di ritardo passate a terra, ma a bordo dell’aeroplano dell’Air tahiti nui. Questa compagnia ha degli aerei molto belli, quasi nuovi, con personale di bordo gentilissimo: veniamo accolti dai vari hostess che ci porgono un fiore di tiarè a testa, nel corso del viaggio ho indossato tantissimi fiori, hibiscus, frangipane bianco (da cui estraggono l’essenza per il profumo Chanel n 5), di tutto di più.
Alla fine partiamo per Los Angeles (scalo tecnico), dove arriveremo dopo un viaggio di 10 ore: : il mistero… in cosa consiste lo scalo tecnico? Ci hanno fatto scendere dall’aereo, condotti ai controlli per l’immigrazione in cui ti prendono le impronte digitali e ti fotografano, poi ti danno una carta di imbarco nuova e senza alcun tipo di controllo (neanche ilmetal detector) ti fanno risalire sullo stesso aereo. Dopo altre 8 ore di volo abbondanti arriviamo alle 04.00 del 10 maggio a Papeete, accolti dai musicisti di Huculele e dalle collane di tiarè. Il nostro corrispondente della Kiaora, Giacomo ci attende per consegnarci tutti i voucher per gli alberghi e le crociere.
Prima tappa albergo Tahiti nui, la stanchezza si fa sentire, ma vince, purtroppo il jet leg, per cui dopo un’ora di sonno ci troviamo sul terrazzo della nostra camera ad osservare la nostra prima alba polinesiana). Verso le 8 usciamo a fare colazione (carissima, ma d’altra parte questa è la polinesia) e facciamo rotta (dopo tutte quelle ore di viaggio parliamo in termini tecnici) sul mercato di Papeete, pulitissimo e super ordinato, abbiamo già un assaggio della gentilezza polinesiana, appena pensi di voler attraversare la strada tutte le auto si fermano! Ci sono moltissimi banchi, occhio alle fregature sui pareo, sono fatti tutti in cina o giù di lì. Olii come se piovessero: monoi e tamanù la nostra guida sulla crociera gulliver ci spiegherà che quest’ultimo è un antibiotico naturale per tutti i problemi di pelle, mentre il monoi viene usato sia come cosmetico idratante per il corpo, sia sui capelli delle vahine, come balsamo e lucidante.
12 maggio, aereo Air tahiti per Bora bora (in polinesiano Pora Pora), arriviamo a bora dove ci attende l’imbarcazione che ci porterà ad incontrare la signora che ci condurrà all’hotel matira. Qui ci attende, la proprietaria molto simpatica ed un bungalow lagoon view, un po’ spartano, ma con tutte le comodità, quindi assolutamente perfetto. Purtroppo il tempo non ci assiste e dopo un rapido bagno nel mare cristallino, il pomeriggio prosegue con un acquazzone tremendo, quindi mega pennichella, visto che il jet leg è ancora con noi.
13 maggio, verso le 9.30, ci imbarchiamo sul Gulliver, con il nostro capitano Michele ed una coppia di signori (Roberto e Gabriella) che si rivelano da subito simpaticissimi, meno male. La giornata prosegue tra navigazione di bora, bagni e chicchere.
14 maggio visita a Vaitape (bora) shopping di perle alla gioellieria: abbiamo comprato 2 perle intagliate, non sapevamo che esistessero, sono uniche nel loro genere e ovviamente bellissime. Michele è un’ottima guida e ci illustra sulla cultura polinesiana a tutto tondo, in serata approdiamo davanti al Bloody Mary, cena e rientro sulla barca, vediamo il plancton che di notte è fluorescente, fantastico;
15 maggio navigazione verso Taaha con bagno nei giardini di corallo con la nostra guida polinesiana Norbert, amico di Michele, ci fa vedere tutti gli abitanti del giardino: squaletti, murene e tantissimi pesci colorati, oltre alle mante direi molto sfacciate ci venivano addosso per mangiare ciò che Norbert gli proponeva;
16 maggio visita a Taaha l’isola della vaniglia con tappa da mamì Naumi, grand mamì dolcissima che, per averle comprato 3 collane ed un po’ di vaniglia, ci ha regalato 4 collane ed 1 bracciale tutti fatti da suo figlio, i polinesiani non hanno molto senso del business, però che donna dolcissima ci è rimasta nel cuore; torniamo in barca e attracchiamo di fronte all’hibiscus;
17 maggio sbarco all’hibiscus, visita della piantagione di vaniglia, con spiegazione da parte di Bryan, danese trasferitosi in polinesia e maritatosi qui, che ci ha spiegato per filo e per segno dall’impollinazione dell’orchidea (lo sapevate che la vaniglia è un’orchidea?) dalla caduta dei “baccelli”, ai loro massaggi, (ci ha detto che la vaniglia è come una donna, più la massaggi meglio è) ed ai vari metodi di impiego, ossia essenze, polvere, creme, profumi, ecc…Rientrati dalla piantagione procediamo con la liberazione della tartaruga “Garcia” da parte dei nostri compagni di crociera, che bello liberalrla in mare aperto dopo averla accarezzata sotto il mento, per farla tranquillizzare, esperienza unica;
18 maggio visita di Raiatea la sacra, chiamata così perchè è il luogo con i reperti sacri più antico della polinesia, una specie di stonehenge polinesiana. Qui c’è il marae il luogo in cui ci sono i reperti archeologico/sacri di tutta la polinesia, da qui partivano con i farae (imbarcazioni casa) per la scoperta del pacifico, sono arrivati fino alle Haway…a visita prosegue con il mercato artigianale, bellissimo, i polinesiani hanno una manualità e fantasia meravigliosi, peccato siano pigri..Il mercato ortofrutticolo ordinato e molto pulito, shopping in una merceria in cui acquistiamo a metà prezzo le pezze di tantissimi tipi per fare i pareo, con tessuti originali fatti a Tahiti e non in cina ( la misura dei pareo è 120cmx180cm). Visita ad una galleria d’arte dove acquistiamo la conciglia di madreperla intagliata all’interno, bellissima. E’ ora di pranzo andiamo a mangiare da Chez Michele, poisson cru, pollo al curry, salsa alla vaniglia, e chi più ne ha più ne metta, il dopo pranzo continua con l’escursione via terra di Raiatea, non pensavamo la polinesia potesse avere una simile estensione di foreste e vegetazione lussureggiante, sembra una jungla e non di stare su un’isola del pacifico;
19 maggio sbarco dal Gulliver (peccato è già finita) Michele il nostro capitano ci ha deliziato e viziato per 6 giorni con cucina polinesiana e non solo, in seguito lo rimpiageremo, ma eravamo coscienti di questo e quindi un pochino preparati.
Cia ccompagna all’aeroporto di Raiaitea, dove prendiamo l’aereo per rangiroa e ci imbarchiamo sulla Archipels, cominciando la seconda parte del nostro viaggio, per visitare fino al 26 maggio tikeau e rangiroa, spiagge rosa, motu disseminati come coriandoli, cocchi, pesci volanti, squaletti e squali pinna nera, delfini della baia di Tiputa che si grattavano la schiena sulla chiglia del catamarano, snorkeling tra un “mare”e “muro” di pesci, murene, razze, arcobaleni, doppi e poi barbecue su motu deserti, imparare a fare i piatti con un intreccio di palme.. non finirei più di descrivere tutto ciò che i nostri occhi sono riusciti a vedere.
26 maggio tikeau e rangiroa, spiagge rosa, motu disseminati come coriandoli, cocchi, squaletti pinna nera, delfini della baia di Tiputa, snorkeling tra un “mare” di pesci, murene, razze, arcobaleni.. non finirei più di descrivere tutto ciò che i nostri occhi sono riusciti a vedere.
26 sbarco dal Dream tahiti e visita alla “fabbrica di perle” di rangiroa, con spiegazione del come vengono fatte le perle, solo con conchiglie provenienti dal fiume mississipi, rese antisettiche, hanno il minor rigetto da parte dell’ostrica, shopping d’obbligo, filo di perle nere, ed arriviamo all’ultima tappa del nostro viaggio, ossia l’Hotel le maiatai, bellissimo bungalow lagoon view, il tempo purtroppo non ci assiste, ma è stato molto clemente per il resto del soggiorno.
27 maggio ultimo saluto a Rangiroa, prendiamo il volo per Papeete dove, dopo 11 ore di attesa all’aeroporto, ci aspetta il volo di ritorno a casa.
Le ore di volo sono state infinite, ma una volta arrivati siamo stati ripagati abbondantemente del sacrificio.
Maururu e nanà Polinesia

Pin It
Tags:

Ci sono 5 commenti su “Iaorana Polinesia

Lascia un commento

Commenta con Facebook