NY e parchi dell’Ovest 2010 in 17 giorni

Itinerario
1 Roma – NYC
2 NYC
3 NYC
4 NYC
5 NYC
6 NYC- Phoenix – Grand canyon
7 Grand Canyon – Page
8 Page
9 Mexican Hat – Gooseneck – Moab
10 Moab
11 Moab – Bryce
12 Bryce -> Las vegas
13 Las Vegas
14 Death valley – Ridgecrest
15 Ridgecrest – Los Angeles
16 Los Angeles
17 Los angeles -> Italia
18 Italia

Costo del viaggio inclusi extra circa 5200 euro.
Tutte le prenotazioni erano state fatte dall’italia, compresi i parchi divertimenti, quasi tutto il viaggio è stato pagato in anticipo a fronte molte volte di sconti del 30% anche se con il senno di poi e tutto quello che è successo sicuramente è un rischio se non si fa la polizza di annullamento.

1) Maggio partenza da Roma Fiumicino per il JFK di New York con scalo a Londra.
E’ sabato, dalla sera prima dormiamo dai suoceri a Roma per risparmiare del tempo, 3 ore prima siamo in aereoporto…ma non serviva, con il cheak-in online dopo 10 minuti e senza fila sono già ai controlli di sicurezza che nel nostro caso procedono speditamente. Non c’è traccia del body scanner e tutto sembra normale.
Con il cheak-in online vi stampate voi la carta di imbarco quindi andate al cheak e dove c’è l’apposito rullo “drop bag” consegnate i bagagli ai quali attaccano l’adesivo e via per i controlli di sicurezza.

Il volo è British Airways, non avevo mai volato con questa compagnia, mi hanno favorevolmente impressionato tranne che per il loro sciopero che al ritorno mi ha messo non poca ansia.
Avevamo 23kg a testa più un bagaglio a mano di mi pare massimo 8kg anche se ho visto gente con trolley zaino e borsa… quindi a quanto ho visto sono molto elastici nonostante il sito sia ben preciso su quello che puoi portare e quello no.

Sul volo studio il tragitto per passare attraversare il Terminal 5 e dirigermi al nuovo reimbarco, in Italia prima della partenza ti danno un pieghevole dove spiegano come muoversi nel terminal e sul volo si ha la possibilità di vedere (solo in inglese) un filmato semplice che spiega tutto. Atterriamo e seguendo la pista viola, (quella riservata ai voli in transito) arriviamo al nuovo check in, le valigie saranno imbarcate automaticamente.

La fila è molto lunga e l’addetto che ci capita è la copia di Daniele Luttazzi da giovane…. passo io…. ma… quando gli diamo il passaporto di mia moglie dopo ripetuti tentativi di “strisciarlo” nello scanner che hanno sopra la tastiera non va!!! TERRORE! in un inglese tanto perfetto quanto veloce mi dice che ci sono problemi con il passaporto di mia moglie, non risulta nell’elenco delle richieste ESTA e quindi non può passare!!!
Inutile dire che io avevo fatto tutto, e che era stato approvato…. inutile portarsi dietro il codice che ti danno dopo la compilazione dell’esta se non passa al computer non passi! L’addetto ci spiega che dobbiamo cercare un certo “caffe nero” dove hanno una postazione internet e ripetere l’ESTA.

Abbiamo quasi tre ore di tempo prima del volo e ci mettiamo in cerca di questo locale nel terminal, dopo 20 minuti capisco che devo uscire dalla zona sicura del terminal e mi dirigo verso questo bar. Cambio 10 euro in sterline e mi obbligano a comprare un’oggetto altrimenti non mi cambiano i soldi. Ricompilo l’esta…. e come per la volta precedente mi da tutto ok.

Ora mi trovo nella zona dei negozi dove tra le altre cose c’è il mega desk della British, mi avvicino ad una signora e cerco di spiegargli il tutto. Mi stupisco di come il mio inglese maccheronico faccia il suo lavoro…. Passo io…. mi stampa la carta di imbarco ma mia moglie non passa ancora!!!! La signora fa tante prove e sembra aver preso a cuore il nostro problema e fa una marea di telefonate e chiede aiuto ad un suo collega. Mi dice di ritornare tra 15 minuti….i più lunghi della mia vita.

Dopo il vulcano, gli scioperi, il dollaro a 1.23 ore anche il passaporto?

Torniamo e continua a non passare, alla fine la signora chiama la sua responsabile.. che da quando ho capito gli suggerisce dopo 10 minuti di prove di inserire uno 0 al posto dell O ed il passaporto passa!!!! Nessuno può capire il sospiro di sollievo che ho tirato in quel momento.
Cosa è successo non l’ho capito, di chi sia la colpa neanche… non mi interessa vogliamo solo volare via!

Ora possiamo imbarcarci in “tutta tranquillità”, ripetendo i controlli di sicurezza ed attendendo davanti al gate. Segnalo che dentro il terminal ci sono ragazzi con la maglietta viola, sono addetti dell’aereo poto che danno informazioni, li fermate e chiedete, nel nostro caso il ragazzo si è rivelato molto gentile.

…dimenticavo.. come se non bastasse Noemi è stata selezionata per 2 volte per i controlli di sicurezza :) da quel momento l’ho soprannominata la talebana!

Il volo da qui in poi passa nonostante le ore siano molte. Arrivati alle 22:30 a NY i controlli sono spediti, dopo 15 minuti siamo davanti all’addetto dell’immigrazione, scherzando gli dico che stiamo in viaggio di nozze, lui ci crede e dice che come regalo ci evita i vari controlli di impronte e cavoli vari (anche se mi sapevo fossero a campione e non obbligatori).
Ritiriamo i bagagli (ci sono tutti anche una valigia è un po’ rovinata) e siamo in fila per il taxi. Tutto semplice, c’è un’ addetto che ferma un taxi compila una sorta di ricevuta con il prezzo fisso e quando è il vostro turno vi fa salire.

Con 55 dollari inclusa mancia e pedaggio siamo dopo 30 minuti circa in Hotel, doccia e poi crollo.

Per le 5 notti e 4 giorni abbiamo scelto il Salisbury Hotel**** comprato su Expedia. Si trova sulla 57esima in posizione privilegiata con accesso alla metro a pochi passi, la 5ave a 2 blocchi e Central Parc ad un blocco di distanza.

L’hotel è praticamente come una bella vecchia signora, è bello ma mostra i suoi anni, in compenso è pulito ed il personale alla reception si è dimostrato MOLTO gentile e disponibile. Le camere sono comode, e dotate di tutto dal phon, al ferro da stiro al microonde al frigorifero. La visuale non è delle migliori visto che abbiamo un palazzo di fronte. Il collegamento ad internet è a pagamento sia nella hall che in camera, forse questo è l’unico neo.

Costo Hotel 591 euro dal 1 maggio al 6

Ci tornerei tranquillamente anche se ho poi capito che il prezzo da me spuntato era un’eccezione in altri periodi era di gran lunga più “expensive” :)

2 Maggio – Central Park, 5ave, Times Square.
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Il fuso orario ha colpito meno di quanto ci aspettassimo, ci alziamo riposati.
Scesi in strada con la cartina della lonely mi oriento ed una volta capito dove mi trovo al primo locale vicino al nostro hotel ci fermiamo per la colazione.
Semplice muffin per Noemi e pancakes per me… erano anni che desideravo provarli, il tutto annaffiato da un succo ai “cranberries”, frutti rossi, Noemi si innamora di questo sapore e per tutto il viaggio compreremo sempre e solo questo tipo di succo di frutta.
Costo muffin, pancakes e succo 9 dollari.

Dopo poco siamo a Colombus Cirle, il caos i grattacieli e già ci sentiamo nel centro di NY, sensazione strana perché anni di film e telefilm ti fanno sentire a casa. Ancora qualche passo e qualche foto e siamo dentro Central Park dove dopo aver triblato tutti i venditori di oggettistica varia e gite in bici siamo nella quiete del polmone verde di NY. L’impatto è emozionante, centinaia di persona di ogni peso, colore, età fanno sport… alcuni addirittura corrono spingendo una doppio passeggino.

Saliamo sino strawberry fields e poi costeggiamo il the lake e scendiamo dall’altro lato sino alla 5th. Il tutto con calma, fermandoci a guardare i castori, le anatre ed tutti gli scorci di panorama che questo immenso giardino offre. E’ bello, capiamo che una semplice e frenetica passeggiata per vedere tutto non ci darà soddisfazione e non ci trasmetterà il giusto mud, quindi ci fermiamo, contempliamo e ci gustiamo un bel gelato.

Continuiamo con il percorso suggerito dalla mia guida ed in 4 ore circa siamo fuori dal parco.

E’ davvero bello da visitare, giocolieri, famiglie, persone che prendono il sole, animali c’è tutto. Promosso a pieni voti.

Ora ci troviamo all’uscita del parco che da sulla 5ave da un lato abbiamo il Plaza e dall’altro il cubo dell’Apple store, da fan della mela mi teletrasporto nel cubo di vetro. In preda ad un’orgasmo informatico mi accorgo che ogni postazione è collegata ad internet quindi, telefono, navigo, controllo la posta e striscio la carta di credito per una custodia iPhone, cavi, magic mouse ed altro. La cosa simpatica è che non ho fatto la fila, la signorina mi ha chiesto se volevo pagare con carta di credito, ed al mio si mi ha portato fuori dalla fila… ha strisciato la carta dietro il suo iphone (fornito di apposito lettore) mi ha inviato la fattura via posta elettronica ed ho firmato con il dito direttamente sul cellulare :). Think different!

Noemi mi trascina fuori dal negozio e ci dirigiamo da Fao schwarz, un negozio di giocattoli particolare….dal sapore di altri tempi, il più antico negozio di giocattoli di Manhattan, anche qui la mia carta striscia per un peluche, la mascotte dei NY Yankee.

E’ ora di pranzo ed i venditori di hotdog con i loro carretti hanno l’effetto delle sirene per Ulisse… e noi abbocchiamo con gran gusto!
Gli hot dog stanno a NY come la pizza a Napoli (anche se sono di parte e quest’ultima per me vince 10 a 0 su tutto), sono buoni e con 3 dollari circa tappi la fame. Sicuramente non sono il top della cucina ma è uno sfizio che chiunque va a NY deve provare.

Continuiamo la nostra passeggiata sulla Fifth Avenue, tra negozi di lusso e grandi marche. La strada è molto bella ed i km e le ore passano, senza farci caso ci troviamo a 100 metri dal nostro hotel dove torniamo per posare le buste. Lungo il tragitto di ritorno ci fermiamo a Subway (il primo incontrato) dove mangiamo qualcosa a volo. in 17 giorni mangeremo 3 volte Subway e tutte le volte perché non avevamo alternativa nei paraggi… il cibo è passabile ma l’entusiasmo e la gentilezza del personale sono sotto zero!!!
13 dollari per 2 panini lunghissimi (ne sarebbe bastato uno) ed una coca cola refill

Prima di tornare in camera, ci fermiamo per una visita nella Trump Tower, tanto lusso e poca sostanza… arriviamo con le mille scale mobili sino alla cima dove c’è un balcone con una discreta visuale.

Ora siamo in camera, mentre studio il tragitto che ci porterà da B&H Noemi si fa 40 minuti di sonno. Ora sono le 17:00 circa e siamo in strada per prendere per la prima volta la nostra metro. E’ tutto semplice, pago i biglietti con la poste pay (per vedere se funziona) e ci mettiamo in attesa.
Fare i biglietti è semplice, il distributore accetta sia carta di credito, che bancomat che poste pay.. e naturalmente contante. Nel caso della carta di credito un paio di volte mi ha chiesto lo zip code… io per prova ho inserito il cap di Latina la mia città ed ha sempre funzionato. La il biglietto (o scheda) può essere ricaricata della cifra che si vuole o anche prendere la versione illimitata che se non sbaglio dura una settimana.
Capire la metropolitana di NY è banale, in hotel ci hanno dato una cartina molto più semplice e dettagliata di quelle della lonely planet e della national geographic!! con questa riusciremo ad andare praticamente ovunque senza mai sbagliare. Bisogna tenere conto di 2 cose: 1) la direzione uptown o downtown… se sale o scende lungo Manathan e poi se è un local o express. In questo caso non ho mai capito come riconoscerle, comunque se chiedete indicazione vi stupirete di quanto sono gentili e disponibili i newyorkesi!! In una paio di occasioni ci hanno accompagnato sino al vagone che dovevamo prendere!

Arrivati da B&H non riusciamo ad entrare perché stanno chiudendo.. e nonostante non sia proprio l’orario di chiusura non fanno entrare ma solo uscire… rimando a domani lo shopping… ma ora mi salta il programma… cosa fare? Passeggiamo sino al Madison Square garden dove poi prendiamo un taxi (7dollari con mancia) che ci porta a Times Square.

Qui nonostante ancora non sia calato il buio (sono le 19:00), la mia mascella viene colpita dalla forza di gravità e cade a terra… luci a non finire, negozi di ogni tipo ed una folla di gente… Times Square non si racconta, si fa fatica a fotografarla… bisogna vederla dal vivo. E’ molto turistica come zona, ma nonostante ciò è davvero bella ed a noi piace talmente tanto che tutte le sere ceneremo qui.

Facciamo prima un giro ricognitivo, poi ci fermiamo in qualche negozio dove io mi compro un cappellino dove mi stampano il mio nick name, e Noemi fa compre nei vari negozi di trucchi :)

Ci mettiamo in cerca di Dallas BBQ, ma facciamo difficoltà a trovarlo… alla fine dopo 30 minuti di cammino arriviamo a destinazione ma avevano l’insegna spenta e noi da lontano facevamo difficoltà a localizzarli.

Entriamo e ci sediamo, coca per Noemi e Margaritas per me… ora è la mascella di Noemi a sentire la gravità… lei che di solito è molto discreta in questo caso non rimane insensibile alla bellezza dei camerieri di colore… (te pozzino!!!).

Hamburger per lei e pork ribes per me, tutto ottimo e gustoso, anche se con troppe salse.
40 dollari con mancia.

Continuiamo la passeggiata anche se i piedi implorano pietà e sempre passeggiando arriviamo sino alla 57th.. doccia e prima di crollare a letto metto in carica tutte le batterie e scarico le foto sul portatile….poi crolliamo a letto.

3 Maggio – Broocklyn – 47th – Top of the rock
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Ci alziamo presto, oggi era la giornata dedicata alla visita della statua della liberà ma fuori diluvia… e anche tanto, ora devo gestire diversamente il programma di oggi.
Anticipiamo ad oggi la visita a Brooklyn dove vado a trovare degl’amici, esco dall’hotel e prendo un taxi che per 25 dollari mi porta sino a destinazione. Il ragazzo è disponibile e non sapendo dove si trova l’indirizzo si propone di telefonare ai nostri amici per farsi spiegare la strada. Tanta gentilezza cade quando al conto di 25 dollari io gli do 55 dollari per averne 30 di resto… e lui ci prova dandomene solo 15. Dopo avergli fatto capire che non si ruba a casa dei ladri mi dà la cifra corretta.
Passiamo la mattinata in compagnia ed alle 12:00 il cielo si è aperto e la giornata sembra recuperata. Torniamo in metro sino all’hotel e ci cambiamo (vista l’acqua presa) e siamo nuovamente in strada.

Pranzo veloce da Wendy, fast food simile al Mac Donalds ma noi abbiamo notato una qualità leggermente superiore.

Usciamo e ci dirigiamo verso B&H il famoso negozio di fotografia, è la mecca per tutti gli appassionati di foto e video, quindi noi ci scordiamo negozi di questo tipo sia per grandezza che per professionalità dei commessi. Puoi provare tutto, hanno tutto… e tutti sono pronti ad aiutarti nella tua ricerca. Io compro un cavalletto (gorillapod), un filtro polarizzatore indispensabile per le foto dei giorni successivi, un filtro protettivo, un 50mm 1.8 per la mia canon. Spendo 292 dollari tasse incluse.

Il negozio è gestito da ebrei famosi per il loro senso degli affari, hanno messo su un’impero! Una volta fatti i vostri acquisti la merce viene spedita con dei carrelli su rotaie appesi al soffitto sino al centro cassa. Le casse sono 15 postazioni che a ripetizione strisciano carte di credito!! ci sono più casse che in nostro supermercato!

Quando usciamo dal negozio sono le 18:00 circa con calma passeggiamo sino al Top Of The Rock dove saliamo per gustarci la grande mela dall’alto!. Costo 42 dollari circa.
Abbiamo preferito questo al più famoso empire perché da questo si ha una visuale migliore e più ravvicinata dei palazzi, di central park e dello stesso Empire che altrimenti non avremmo potuto fotografare nella sua interessa. Una volta saliti c’è una terrazza con dei vetri spessi che vi separano dal vuoto, tra un vetro e l’altro c’è spazio per infilare l’obiettivo o la vostra digitale compatta e fare foto. Si può salire per altri 2 piani per avere una visuale ancora migliore.

Attendiamo che si fa buio e facciamo foto sia con il tramonto che con il buoi. Emozionante, davvero consigliato.

Scendiamo, anche oggi abbiamo macinato molto km a piedi, ci dirigiamo verso Times Square per cena… questa volta proviamo la catena Sbarro che fa pizza e cibi all’italiana… troppo pesante per i nostri gusti e rimpiangiamo Dallas BBQ… io le costolette Noemi il cameriere :D:D (esagero se mi legge mi uccide!)

Stasera come avevo promesso a Noemi andiamo a far shopping al M&M Store, un negozio di 3 piani a Times Square dedicato al mondo delle noccioline glassate al cioccolato più famose del mondo. C’è di tutto e di tutti i colori, cose che noi non possiamo capire abituati alle classiche confezioni. Ho promesso a Noemi shopping sfrenato.. infatti il conto sarà 35 dollari di noccioline per quasi un KG di M&M!!!!
Il negozio l’ho trovato simpatico e divertente infatti ho scattato un sacco di foto catturato dai mille colori.

Anche stasera, masochisti come sempre torniamo a piedi in hotel dopo aver fatto spese.

4 Maggio – Greenvillage – Little Italy-China Town – Soho
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Oggi la giornata è dedicata ai quartieri, usciamo dall’hotel metro e siamo nel cuore del GreenVillage. Facciamo colazione in una pasticcera pseudo-francese dove per 2 muffin e 2 cappuccini estorgono16 dollari. Usciamo e seguiamo l’itinerario della nostra guida.
La città qui è molto più bassa, cambia lo stile dei palazzi è tutto molto più residenziale.. Saranno i lavori in corso o il caldo massacrante ma la zona non ci entusiasma molto, ci dirigiamo speditamente verso Washinton square dove ci fermiamo per 15 minuti per goderci l’ombra dei giardini sorseggiano il solito succo di frutta ai mirtilli rossi.

Decidiamo di dirigerci verso Little Italy per poi pranzare a China Town ma i programmi vengono nuovamente modificati.
Arriviamo a nolita e da qui a Little Italy ed incontriamo una coppia di sposini italiani persi nella loro mappa… io gli do una mano ad orientarsi (ormai con la cartina che mi ha dato l’hotel sono diventato un’esperto newyorkese ;) ) e gli propongo di unirsi a noi visto che l’itinerario era comune.

Passeggiamo sino al Caffè Palermo del quale avevo sentito parlare bene, per 5 dollari a testa ci fanno un caffe degno di questo nome e ci rimettiamo in marcia.

Little italy è una strada di massimo un km dove a destra e sinistra ci sono solo ristoranti, non ci sono dei confini netti visto che prima durante e dopo ci sono molte attività cinesi che stanno piano piano rubando spazio al quartiere. I prezzi sono medio-alti… noi su pressing di questa nuova coppia ci convinciamo a mangiare in un ristorante italiano (all’estero!?!!?!!? io? …ho appena fatto una cosa che ho sempre criticato!!!)…dove ci salassano con un conto abbastanza salato, il cibo era discreto.

Dopo pranzo ci dirigiamo verso China Town, una marea di negozi e ristoranti, tranne qualche locale che mi ha ispirato per pulizia e numero di clienti il resto era una marmaglia di cibi, odori e merce accatastata e copie mal riuscite di occhiali, profumi ed orologi.

Si sono fatte le 16:00 ed abbiamo tutto il tempo per vedere Soho, eclettico quartiere ricco di locali alla moda, boutique e palazzi con le tipiche scale di ferro viste migliaia di volte nei film.

Tra un negozio e l’altro la nostra passeggiata termina anche per via di una nuvola che inizia a seguirci. Prendiamo la metro e risaliamo Manhattan, accompagno la coppietta al top of the rock e poi faccio due passi nel rockfeller center per poi tornare a Time Square per cena.

5 Maggio – Statua della libertà, Elis Island, Quartiere finanziario, Ponte di Brooklyn
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Alle 7:30 avevo appuntamento con la coppia incontrata ieri davanti al mio hotel, essendo indecisi sul loro programma si sono aggregati a noi per questa giornata. Ritardano ed alle 8 partiamo dal nostro hotel con la metro ed alle 8:30 siamo a Battery park. La fila è lunghissima e non avendo fatto colazione lasciamo le signore in attesa e noi ci mettiamo alla ricerca di un bar.

A 500m di distanza ed a pochi metri dal famoso toro di wall street trovo un bar “Cafe plaza deli” (http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=New+York,+Stati+Uniti&sll=41.442726,12.392578&sspn=26.781686,44.736328&ie=UTF8&hq=&hnear=New+York,+Manhattan,+New+York,+Stati+Uniti&ll=40.70503,-74.013946&spn=0.001657,0.00273&z=19&layer=c&cbll=40.705202,-74.013853&panoid=TYjSNFsxE_46op4fU5cRrA&cbp=12,12.64,,0,4.61[/U]) dentro non è nulla di eccezionale ma lo segnalo perchè qui ho mangiato i Muffin più buoni di tutto il viaggio, prezzo onestissimo (2 muffin, un’altro dolcino ed un succo 7 dollari)e vasto assortimento di cibo di ogni tipo… pago e torniamo alla fila per il traghetto che nel frattempo è terminata… le file lunghe vengono smaltite in fretta e con tutti i controlli al massimo in 40min si è in viaggio.

Perdiamo le tracce dell’altra coppia che in cerca di un cappuccino si perdono… “lei non può fare colazione senza cappuccino” … va beh! ora siamo liberi e posso camminare alla mia velocità, il giorno precedente ero stato criticato per il mio passo troppo svelto… ma detto da una che visita NY con i sandaletti con il tacco!!!

La giornata è stupenda, inizio a fare foto allo skyline di NY dal traghetto… ma ops… la batteria della macchina fotografica segna una tacca e poi muore! NUUUUOOOOOOOOO!!! Proprio a me, maniaco come sono! ricordo di aver lasciato la seconda batteria in carica in bagno… ora sono fregato.. Provo inutilmente a chiedere a tutti i Canonisti una batteria di riserva ma nulla… Poi Noemi cercando nel mio zaino trova la seconda batteria che (il maniaco…io….) avevo preparato per ogni evenienza :) giornata recuperata!

Scesi si fa un giro attorno alla statua fotografandola da ogni angolazione, incontriamo pure una cerimonia con degli ufficiali che ricevono delle onorificenze… tutto molto simpatico e molto americano. Prendendosela comoda in un’ora e mezza si vede tutto, noi non siamo saliti sopra la statua. Ora siamo in attesa del traghetto che ci porterà ad elis island. All’inizio avevo pensato che fosse solo una perdita di tempo, e volevo occupare le 2 ore della visita facendo altro… invece mi sbagliavo! Ho preso l’audio guida in italiano che comprendeva anche la statua della libertà e con questa abbiamo in modo autonomo visto tutto il centro di immigrazione. Emozionante e commovente, sicuramente consiglio la visita a chi ancora non l’ha fatta.

E’ ora di pranzo e torniamo con il traghetto a Manhattan, Noemi inizia a sentire dei dolori che da stamattina sono sempre aumentati… torniamo in camera per cercare tra i medicinali qualcosa che allievare i dolori.

Usciamo dall’hotel e proviamo un locale vicino… fanno insalate su misura, scegli il tipo di lattuga e poi inserisci gli ingredienti che vuoi, la mia: lattuga, pollo grigliato, noci, uovo sodo, mais, feta ed olio d’oliva.. slurp ottima. Abbiamo aggiunto anche un burritos vegetale e con 18 dollari abbiamo preso 2 insalata 1 acqua ed un burritos.

Soddisfatti ci dirigiamo verso il quartiere finanziario, partendo dal toro di bronzo risaliamo tutto visitando wall street, ground zero.. dove Noemi si commuove al ricordo delle torri e poi visto che siamo lì ci lanciamo nell’orgia dello shopping da Century 21. Una piccola parentesi, i prezzi sono DAVVERO bassi… basti pensare che 2 paia di occhiali GUESS sono costati 32 euro! un paio di All Star 29 dollari… Noi dedichiamo “solo” 2 ore alla visita, le cose da vedere\provare sono molte la anche la folla di gente che troviamo non ci rende la vita semplice. Usciamo e ci dirigiamo a piedi verso il ponte di Brooklyn.

Iniziamo la traversata, il tempo è bello ma tira un vento molto fastidioso, arriviamo in tempo per il tramonto affaticati dalla traversata (e dai km accumulati durante la giornata). Una volta giunti al parchetto Noemi ha una specie di crollo e decidiamo di cercare aiuto in farmacia. Spieghiamo tutto ma non possono darci antibiotici, per quelli serve un dottore.
Torniamo in camera, domani abbiamo il volo NY->Phoenix se i dolori continuano provvederemo una volta lì.

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Considerazioni su New York

Sicurezza:
Nonostante sono arrivato il giorno dell’attentato a Times Square la città è sempre piena di poliziotti e macchine della polizia che girano. Anche nella zone meno turistiche non ho mai avuto la “percezione” di pericolo, e la metropolitana mi è sembrata tranquilla anche di notte (24:00), fa più “paura” la metro di Roma…

Trasporti:
Confermo che la metro è semplice da utilizzare, la forma a blocchi della città rendere semplice l’orientamento. Il costo di ogni corsa è 2.25 dollari, se state più di 4 giorni conviene la metro card. Se siete in 3 o 4 valutate anche il taxi, dividendo la spesa ed organizzando l’itinerario risulta davvero comodo e fa risparmiare tempo.

Cibo:
Non preoccupatevene, sicuramente vi mancheranno frutta e verdura… lì solo lattuga e macedonia pronta.. e costano pure. Quello che mi ha stupito è la differenza di prezzo tra i fast food ed il cibo più curato o comfort food. Per un pranzo in un fast food si spendono a coppia dai 15 ai 20 dollari se si esagera. In un locale si spendono dai 35-40 dollari ai 60 per una portata più bibita mancia inclusa. Poi è tutto relativo al tipo di ristorante che scegliete.
New york è piena di ristoranti indiani, italiani, messicani, ecc… quindi avrete l’imbarazzo della scelta.

Shopping:
Se si escludono gli outlet i prezzi non sono così stracciati come immaginavo, vero è che il dollaro in questo periodo non mi ha dato una mano ma tutta questa convenienza non l’ho trovata. Ho speso bene a Century 21 e B&H ed in altri negozietti incontrati per strada.

4 giorni pieni sono pochi per una città come New York, noi ne siamo consapevoli, infatti nel nostro primo morso alla grande mela abbiamo tenuto fuori i musei ed altre zone periferiche limitandoci all’abc del buon turista, sicuramente la prossima volta gli dedicheremo più tempo per visitarla con altri ritmi e magari tentare di “viverla” di più.

Per chi avesse tempo e curiosità di vedere le altre foto sono qui:
http://picasaweb.google.com/VincenzoNoemi/NewYork#[/U]

6) Maggio New York -> Phoenix -> Tusayan ( Gran Canyon)
Oggi la sveglia suona alle 5, la sera prima avevo prenotato un’auto privata per farci accompagnare all’aeroporto, il taxi costa 45 dollari più pedaggio 5 dollari più mancia, lo devi fermare per strada a quell’ora per 5 dollari in più l’hotel mi chiamava un macchina che ci aspettava anche nel caso facessi qualche minuto di ritardo.
Seguendo il consiglio del ragazzo alla reception la sveglia suona presto, loro calcolano un’ora per arrivare sino al JFK per il traffico e 2 ore prima per il volo.
Scendo faccio il check-out e esco per caricare i bagagli…. SORPRESAAAAAAAAAAAAAAA! La macchina privata è una limousine bianca da oltre 12 posti!!!! E noi siamo in 2!!!!!!
Che spasso… è stato davvero un bella sorpresa! Il tratto porta via 40 minuti ed è molto scorrevole a quest’ora anche se in alcuni punti c’è un po’ di traffico.
Arrivati in aeroporto faccio il self check-in nel vari totem della JetBlue, compagnia low cost americana. Tutto semplicissimo… cacchio c’è pure l’italiano! Mi metto in fila per lasciare i bagagli ed in 15 minuti ho fatto tutto.
La JetBlue http://www.jetblue.com/[/U] la promuovo a pieni voti, 180 euro per il volo NY-> Phoenix, servizio a terra eccezionale.
Finiti i controlli abbiamo 2 abbondanti ore di tempo da occupare facendo colazione e vagabondando tra i vari negozi attorno al nostro gate. Addolciamo la mattinata con 6 ciabelle in 2 (una per ogni tipo) più solito succo da Donkey Donuts, la sera prima per via dei forti dolori di Noemi siamo andati direttamente in camera saltando la cena… quindi la colazione stamattina sarà sostanziosa. Ora siamo davanti al gate e la Jetblue ci stupisce ancora offrendo wifi gratuito davanti ai gate dove ci sono i loro imbarchi! Con internet il tempo passa… ma non passano i dolori di Noemi, mi convinco che appena scesi a Phoenix dobbiamo andare in ospedale per capire cosa fare ed evitare di rovinare l’on the road che stiamo per iniziare.
Il volo non passa mai, anche per i pensieri e l’ansia che questo inconveniente ci sta facendo accumulare.
Scesi attendiamo le valigie e poi ci dirigiamo verso l’uscita dove ben in vista ci sono i vari bus del rental car che ti portano al noleggio situato a 5 min di bus dall’aeroporto.
Scesi puntiamo il desk della Dollar e facciamo la fila…. Abbastanza lunga, circa 30 minuti.
Altri problemi, come se oggi non avessi abbastanza grattacapi… Non mi riconoscono il pacchetto promozionale che comprende il secondo guidatore e la tanica di benzina, è tutto scritto in italiano gli extra sono stati riportati nella voce “note” e non sotto la voce “il noleggio include”. Faccio qualche telefonata, ma nulla… anche loro cercano di capire se possono passarlo ma nulla. In compenso accettano la patente scaduta di Noemi con il foglio temporaneo con tanto di marca da bollo.. se lo fotocopiano insieme alla patente. (Mentre scrivo grazie anche ai solleciti di Vacanzeinamerica mi è stato subito accordato il rimborso)

Scegliamo la macchina, una suv medio… la scelta è tra Ford Escape o Jeep Compass, scegliamo la prima di color bianco. Quando si noleggia un’auto dopo la consegna dei documenti ti fanno scendere nei garage dove in ogni settore ci sono varie auto, loro ti indicano il settore nel quale puoi scegliere, a quel punto sali su giri la chiave e via. Prima dell’uscita c’è un gabbiotto dove ti timbrano un foglio e si segnano la macchina che hai scelto… a quel punto siamo on the road.

Due parole sulla guida con il cambio automatico, prima di partire ho chiesto d un’amico di provare la sua macchina per capire come funziona, dopo 30 secondi che guidate capite che è la cosa più semplice al mondo e non vi spiegherete come mai in Italia ancora sia una cosa di nicchia.

Ritirate la macchina con il cambio su P (parcheggio… anche quando spegnete per togliere le chiavi dovete impostare sempre su P… la macchina deve essere completamente ferma se no.. inchiodate). Per partire girate la chiave e poi con il piede sul freno portate il cambio su D (Drive = guida), togliendo il piede dal freno la macchina si muove… anche se pochissimo, dovete quindi accelerare per procedere. In tutto questo vi potete tranquillamente amputare il piede sinistro che non vi servirà MAI ^_^.
Al semaforo frenate (non c’è bisogno di scalare le marce… ) e per ripartire basta togliere il piede dal freno e accelerare. Per soste molto lunghe potete valutare di mettere in P.

La L sono le marce ridotte utili per le salite, e poi c’è la N che folle. Il Feeling scatta subito non vi preoccupate.

Esco e mi metto al lato della strada e chiamo il numero di viaggi sicuri. Gli spieghiamo quello che è successo, loro gentilmente dicono di riattaccare, ci richiamano loro. Stiamo molto al telefono e la signorina dopo un primo interrogatorio di passa un dottore che fa delle domande a mia moglie, alla fine autorizza la visita in ospedale indicandocene uno vicino (5km). Al nostro arrivo sarebbe arrivato un fax spedito da loro con i dati per l’assicurazione, il fax non arriverà mai!
Noi non possiamo ritelefonare visto che abbiamo finito il credito!!! Addirittura ci fermiamo ad un motel 6 per mendicare una connessione wifi e telefonare con il voip.

Arrivati in ospedale sono quasi le 13:00, siamo atterrati alle 11:30. Ci mandano ad una specie di pronto soccorso, prima fanno un’ interrogatorio a mia moglie poi viene la vera dottoressa che rivolta come un calzino mia moglie, analisi della urine, sangue pressione…. Partono 3 ore alla fine ci danno la tanto attesa ricetta. NON essendo arrivati i documenti via fax dobbiamo saldare noi. 257 dollari più 39 dollari di medicine che andremo poi a comprare in farmacia. In questa fase il tom tom si rivela un perfetto compagno di viaggio.
(Per la cronaca dopo 4 giorni dall’invio dei documenti mi hanno mandato il modulo da compilare per il rimborso che mi hanno tranquillamente accordato -80 euro della franchigia visto che avevamo l’assicurazione argento)

I piani per oggi erano quelli di dividere le 4 ore di macchina in 2 parti facendo una breve sosta a williams o flagstaff per fare qualche KM di Route 66. Sono quasi le 17:30 quindi punto il fido Tom Tom in direzione Tusayan. (non ha il POI dell’hotel ma visto che si trova su strada e considerato che la città non è una metropoli lo troviamo senza difficoltà).
Altro particolare positivo sul navigatore, i tempi si di percorrenza si sono sempre rivelati esatti, con errori di 5-10 minuti su tratte di 4 ore.

Ora siamo molto più rilassati, la strada scivola sotto le ruote ed il tempo viene ingannato tra una chiacchiera ed un’altra. Nello snocciolare i km ci accorgiamo di quanta polizia ci sia uscendo da Phoenix, macchine con autovelox ai bordi della strada e pattuglie parcheggiate nelle corsie centrali…. Tanta polizia non la vedremo per tutto il resto del viaggio tranne qualche appostamento nella Death Valley e all’ingresso\uscita dei centri abitati.

Questa sera ho la prenotazione per l’Holiday inn di Tusayan il motel più caro di tutto il viaggio anche più della suite di Las Vegas 120 euro! Credetemi non avevo trovato di meglio, e le strutture nel parco erano tutte piene. La camera è bella, pulita e con tutti i comfort, internet ad alta velocità ed un bel bagno nel quale mi rilasserò dopo cena.

Durante i viaggio alloggeremo in motel leggermente più modesti ma che costavano nelle peggiore delle ipotesi la metà. Amen!!
Siamo esausti, naturalmente il pranzo è andato a farsi benedire e le ciambelle della colazione sono “svampate”, non abbiamo voglia di metterci in cerca e ci fermiamo al Wendy lì vicino e poi riusciamo a farci la doccia prima di crollare.

7) Gran Canyon -> Page
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Questa mattina va MOLTO meglio, una sola pasticca di antibiotico ha già ridotto di molto il problema di Noemi.
Facciamo colazione, il buffet è abbastanza vario… io provo i Muffin e Noemi prova per la prima volta i Bagel con la philadelphia… e se ne innamora :)
Nel nostro zaino “per caso” cadono dei panini con dentro formaggio ed omelette… pranzo pronto :)
Partiamo per il parco, facciamo benzina e nonostante non stiamo dentro in meno di 5 minuti stiamo davanti al ranger che ci fa la tessera annuale per 80 euro e me la fa firmare, mi dice anche che in italia posso cederla ad un’altra persona visto che c’è spazio per una seconda firma (infatti ho fatto così :) ).

Abbiamo la cartina, ma ci lasciamo guidare dalle indicazione ricevute da Acfraine e Ted, appena arrivati facciamo il Mother Point ed il vicino Yavapai Point e poi saltando (purtroppo) il trail al Bring Angel abbiamo fatto i view point di Hermit (parte ovest) e nel pomeriggio in uscita quelli della Desert View. Non ho voluto esagerare facendo il trail per evitare inutili problemi a Noemi, ma con i tempi era tutto fattibile.
Alle 12:00 ci troviamo a metà percorso Hermit road, tiriamo fuori i panini e ci gustiamo il panorama :) il vento un pò rovina la magia del momento ma il panorama è gustoso e rende tale anche il nostro pranzo di forunta.
Alle 15:00 abbiamo finito e ci gustiamo il panorama da Bring Angel e dopo poco iniziamo la Desert View… la facciamo velocemente perché il panorama se pur molto bello è meno impressionante di quello visto di mattina.

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Alle 16:00 stiamo in strada e in 2 ore abbondanti siamo a Page in cerca del famoso Horse Bend.
Per chi non lo conoscesse conviene che cerchi il nome su google, è tanto semplice quanto stupendo. Per trovarlo non ci sono problemi, quando siete sulla 89 puntate il miglio 545 sia che usciate da Page o che fate il tragitto opposto. E’ davvero banale localizzarlo perché c’è tanto di cartello marrone che indica che siete arrivati.
Una volta lì avete da camminare per un 10-15 min… io sono arrivato con il sole che stava calando… quindi ho preso zaino, cavalletto ed ho iniziato a correre….pensando che fossero 200m, invece dopo una bella salitina bisogna percorre un bel tratto di sterrato, sabbia, e pietre… nulla di preoccupante.. anzi… ma non fatelo di corsa con uno zaino da 10kg ed un cavalletto…e soprattutto non correte!!!!!

Mentre corro attraverso svariati sciami di moscerini…. Ne avrò ingeriti una kilata… infatti a fine corsa ero stanco ma abbastanza sazio :)

Quando arrivate sul bordo davanti a voi troverete un’insenatura a forma di ferro di cavallo formata dal fiume, è un qualcosa di davvero emozionante…. Io ho scattato le foto sul bordo… a 10cm dal dirupo…. Da vero incosciente!!
Gli occhi non ce la fanno a contenere tutto lo spazio si staglia davanti a voi, i colori sono quelli del tramonto… il sole lentamente si addormenta e tutto attorno cambia colore con tinte che vanno dal rosso al blu al viola… e l’acqua lì in fondo fa contrasto con il suo colore verde smeraldo. Mentre scrivo ripenso a me sul bordo del dirupo ed ancora ho la pelle d’oca.

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Rimaniamo sino a quando la luce è totalmente sparita… e con calma (questa volta non correndo…) torno all’auto per andare verso il Motel.

Questa sera stiamo al Super8, a Page ci siamo trovati davvero bene, pulito, colazione buona, personale molto gentile e come sempre connessione gratuita. Ci sono lavanderia e vendita di bibite. Cheak-in velocissimo… diamo una rinfrescata a poi dritti al Fiesta Messicana, ristorante messicano consigliatomi da molte persone su più forum. 2 piattoni combo immensi, una coca un margaritas alla fragola, patatine…35 dollari con mancia. Stiamo scoppiando… e rotolando ci dirigiamo verso la macchina.

Conquisto la doccia e poi il buoi… crollo sul letto.

7) Page -> Monument Valley -> Mexican Hat
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Quando ho pianificato la giornata pensavo fosse troppo fitta invece mi sono accorto di aver programmato tutto a pennello, anche se poi nella pratica sono andato un po’ lungo con i tempi e sono uscito dalla monumet con il buio pesto, ma ora andiamo per ordine.
Sveglia e colazione, ogni Super 8 ha una colazione leggermente differente, quello di Page è stato il migliore, nulla di trascendentale ma ottima per iniziare la giornata ed evitare di perdere tempo (e magari dollari) in cerca di locali di prima mattina.
Sono indeciso se andare subito ad Antelope Canyon a prendere i biglietti o tornare ad Hourse Bend per fotografare il tutto con la luce del giorno. Alla fine decido per l’Anelope. Setto il prode Tom Tom e via, in meno di 10 minuti sono sul posto, per un’attimo ho avuto un vuoto di memoria e non ricordavo se quello da vedere era il lower o l’upper…infatti vado a quello sbagliato il lower. Capisco subito che ho fatto confusione perché passando noto che l’upper da fuori era come tutti me lo avevano descritto (parcheggio, baracchino di legno ecc) quindi torno indietro. Pago 6 dollari a persona per entrare e 20 per il biglietto, specifico alla signora che voglio entrare alle 11:30 e le mi dice che non ci sono problemi. A questo punto sono le 9:30 e non so cosa fare… allora torniamo in città per ritirare soldi al bancomat e fare benzina.

Prendendo direttamente in loco i biglietti si risparmiano soldi e tempo, ci sono molte agenzie che organizzano quest’escursione e vi fanno partire direttamente dal centro di Page.

La fortuna ha voluto in città ci fosse una specie raduno di macchine d’epoca e moto, molto sfizioso. Parcheggiamo vicino una scuola e ci facciamo un giro.
E’ stato molto divertente, le macchine erano tenute benissimo ma il vero divertimento erano i proprietari… dei tizzi da circo.. dalla tipica signora Bionda cotonata vestita anni 50’ al motociclista 70enne che non si è accorto del passare del tempo : Tutto molto americano, anche quel bibitone da 5 dollari che compriamo, un succo di lime, arancia e ciliegia, il cartello recita “in puro stile texano”. Effettivamente era delizioso, troppo zuccherato ma dal sapore originale… un gusto mai provato.
L’ora si avvicina e ci rimettiamo in marcia verso l’antelope, è vicino ed arriviamo subito. Attendiamo che ci chiamino e l’omino indiano pronuncia il nostro ed altri nomi. Saliamo sulle loro jeep e ci prepariamo a 5 minuti di vento, sabbia e dossi. Siamo arrivati, l’effetto sorpresa manca, ho letto praticamente di tutto quindi aspetto solo di essere dentro per riempire le mie memory di foto.
Appena dentro capisco subito che sarà dura, è difficile fare foto qui dentro, ho il cavalletto, ho mia moglie che pazientemente mi regge obiettivi zaino ecc… ma bisogna fare attenzione. L’uso del cavalletto è possibile, magari facendo attenzione al via vai di persone. Io mando Noemi con la guida ed io inizio da solo il mio tour, sono fatto così ho i miei tempi e non voglio ansia. Faccio delle prove e vedo come si comporta la mia Canon. Quando scatto a mano libero setto a 1600 iso quando sto con il cavalletto anche 800 ma i tempi di esposizione salgono. E’ tosta alcune foto sono orrende!

Vado contro tendenza, secondo me il canyon da il meglio di se subito dopo le 12:00 quando il sole non è diretto e spiego il perché. Se il sole è diretto si assiste al suggestivo effetto dei fasci di luce, le guide per accentuare l’effetto lanciano manciate in aria ed il sole attraversando la nube crea suggestive colonne di luce.
Fare foto belle è difficile il sole è molto forte, dietro c’è il buio del canyon e quindi si ha un’alternanza di estremo buio di fondo e luce forte in primo piano.
Mettete in automatico e fate le vostre foto, è troppo difficile per mettersi lì a fare prove visto anche la mancanza di tempo a vostra disposizione. Ma mai arrendersi :)… io consiglio di scattare in automatico (programma P) e vedere l’esposimetro della macchina fotografica come interpreta la scena, poi dall’istogramma della foto scattata e dal display LCD capite se è troppo scuro o chiaro a quel punto compensate aumentando o diminuendo il tempo di esposizione.

I colori più belli e gli scorci più suggestivi dal mio punto di vista sono quelli che fotografano zoommando in alto dove la luce sbatte sulla roccia e di rimbalzo illumina le pareti. Qui si scompone e colora a roccia di gradazioni di colori che fanno dall’arancio al viola a blu.

Stupendo! Inizio a capire come scattare e cado in trance fotografica.

Fare foto panoramiche vorrebbe dire avere zone nere e zona bianche, il sensore delle macchine fotografiche non riesce a gestire queste situazioni.

Finito il canyon si torna indietro, se state con la guida avete il vantaggio di vedervi segnalati i punti migliori, io ho avuto la presunzione di tentare da solo… ma durante il percorso sentivo anche i suggerimenti delle altre guide e tentavo di reinterpretare a modo mio. La guida ci da altri 30 min extra a fine giro ed io ne approfitto.
Io consiglio di stare insieme alla guida, sono molto disponibili e magari avete anche chi vi scatta una foto.

La visita sarà durata un’oretta abbondante… nella foga delle foto perdo anche il tappo di un’ obbiettivo, ma me ne accorgo sulla strada del ritorno…

Prima di partire per la Monument Valley torniamo in città per andare al Wallmart e comprare il frigo di polistirolo (3 dollari) il ghiaccio, delle bibite (acqua, integratori) e qualche schifezza da mangiare durante i lunghi trasferimenti. Una volta nel negozio approfittiamo di un punto gastronomia per comprare del junk food da mangiare in riva al lago Lake Powell.

Non so cosa inserire nel navigatore quindi metto la modalità mappa e mi faccio portare sino alla diga (che volendo si può visitare) e superatala facciamo qualche miglio in attesa di trovare un posto dove fermarci… camminando ci accorgiamo che c’è un bel vedere dove dal view point si ha la visuale dell’intero lago, ci sono gazebo e panchine, è perfetto. Ali di pollo e burritos per me, striscie di pollo e patatine per Noemi. Sul posto incontriamo anche 2 coppie di italiani che hanno avuto la nostra stessa idea.

I minuti passano ci mettiamo in cammino verso la Monument.
Per strada, poco prima della Monument c’è un Burger King dove all’interno c’è un piccola mostra di oggetti risalenti alla seconda guerra mondiale, in particolare c’è tutto quello che riguarda i Navajo usati come interpreti durante la guerra. Per evitare che il nemico intercettasse e decifrasse i messaggi in codice gli americani decisero di usare gli indiani visto che la loro lingua era praticamente sconosciuta al mondo intero. La pausa dura 30 min tra un gelato e la postazione internet all’interno.
Arriviamo verso le 18:00 ma in realtà sono le 19 visto che c’è un’ora di fuso… non possiamo fare un giro completo, ma ci limitiamo all’abc non facendoci mancare il John ford point al tramonto. All’ingresso si pagano 10 dollari, ma noi non troviamo nessuno, ed aspettiamo…. nulla . Aspettiamo insieme ad altri turisti sino a quando un signore proveniente da delle casette sulla destra ci dice di entrare tanto non verrà nessuno a venderci i biglietti.
Perdiamo 30 minuti e risparmiamo 10 dollari.

Entrati nella Monument capisco quanto erano veri i consigli di chi mi disse di prendere un suv, senza sarebbe stato molto difficile e scomoda da visitare. Non abbiamo la cartina che danno con il biglietto quindi seguiamo la strada e ci fermiamo quando incontriamo un bel paesaggio. Ci siamo solo noi e massimo altre 4 macchine.
E’ notte e ci dirigiamo verso Mexican Hat, stasera dormiamo all’Hat Rock Inn che si rivelerà un’ottima scelta.
Guidare con il buio è suggestivo, alla guida ci alterniamo io e Noemi che per farmi fare le foto spesso guida al posto mio. Arriviamo che ormai sono le 21:00, rapido check-in e via a mangiare…. Non ci cambiamo qui chiudono davvero presto e non vogliamo rimanere fregati!

Due parole sul motel, le camere sono accoglienti ed il letto comodo, ci sono tutti i comfort! Pulito.

A cena stiamo in una famosa Steakhouse in zona Swinging Steak… visto che Mexican Hat è un’incrocio non facciamo difficoltà a trovarla :)

La particolarità di questo locale sta nel modo in cui viene cucinata la carne, non è alla brace ma su fiamma e la griglia è a dondolo. Anche il tizio ai fornelli sembra uscito da un film, cappello da cowboy, camicia stretta che mette in evidenza i lardominali e stivali di pelle! Mentre cucina la mia bisteccona si scola 3 birre! Uno spasso, immortalo tutto con la mia Canon… poi ci ripenso e faccio pure qualche filmato.

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Il locale è praticamente una bettola ma fa tanto far west, il conto non è fa fast food mane vale la pena, ho mangiato una favolosa bistecca in una cornice stupenda. Ne vale la pena.
Alle 22:00 torniamo in camera e come di consueto si crolla a letto dopo la doccia.

8) Canyolands (island in the sky) – Death Horse point – Bryce
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Alle 8:30 siamo nel parco, le distanze sono grandi ed iniziamo subito dal Mesa Arch. Dopo 5 minuti a piedi vi trovate di fronte a questo bizzarro arco.
Come il delicate anche questo si trova ai margini di un dirupo. La location è suggestiva ed il panorama stupendo. Fa freddo e tira molto vento, questo mi fa rinunciare a salire sull’arco per fare una delle foto che ho sognato durante i 7 precendenti.
Tornati alla macchina continuiamo con i vari view point e qualche mini trail. Il parco è bello ma tutto si vede da lontano e risulta dispersivo. In 2 ore vediamo quello che ci interessava ed usciamo accompagnati da qualche goccia di acqua.

Entriamo nel Death Horse park famoso per la scena finale del film Thelma e Louise, qui non vale il National Pass e dobbiamo pagare 10 dollari. Andiamo dritti al view point principale dove la vista sicuramente suggestiva non vale i 10 dollari investiti. Dopo tutti i parchi visti nei giorni precedenti si diventa meno sensibili e per emozionarsi abbiamo bisogno di qualcosa in più :)
Con questo NON intendo dire che sia brutto.

Ora ci attendono circa 5 ore di macchina, per evitare di percorrerle su una monotona autostrada setto il tom tom per passare sulla 24 e poi la 12 due scenic brodway. Il consiglio che mi è stato dato da più persone era più che valido, percorrerle in successione equivale a visitare un parco, bellissimi panorami e colori che passano da marroncino spento al rosso vivo. Molto belli anche i microscopici centri abitati che si attraversano.

Pranziamo per strada in un fast food e ci fermiamo per bere qualcosa.

Quando ci avviciniamo a Bryce le strade diventano tutte in salita ed il cielo diventa sempre più grigio. La temperatura si abbassa di molto. Lungo la strada incontriamo la neve con tanto di cervi lungo il ciglio della strada. Fuori fa -2 e noi siamo in abbigliamento estivo ed inizia anche a nevicare!

Arriviamo a Bryce, e ci dirigiamo direttamente nel parco dove dal sunset point risaliamo sino ad ispiration point. Il parco è stupendo e sia le forme che i colori sono diversi da qualsiasi altro parco, al tramonto da il meglio di se ed io scatto foto a più non posso.

Peccato per il freddo, noi non eravamo preparati e siamo vestiti troppo leggeri per quelle temperature.

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Stasera dormiremo al Bryce Resort, si trova a 4 miglia del parco, il motel è buono e le camere pulite.
Dopo una doccia ci mettiamo alla ricerca di un locale segnalatoci da vari utenti sul forum ma vuoi per via del fuso orario che non avevamo cambiato vuoi che il locale aveva la luce dell’insegna lo troviamo alle 9:40 quando ormai è tardi ed hanno le cucine chiuse. A questo punto torniamo indietro per mangiare al ristorante dell’hotel ma troviamo chiuso anche quello. Morale della favola alle 9:50 non vi fanno entrare da nessuna parte e noi saltiamo la cena.

9) Bryce → Las vegas
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La sveglia suona molto presto ed alle 8:00 siamo nel parco per fare il trail, come molti decidiamo di fare il Navajo Loop con il Queen’s Garden Trail,scendendo dal primo. Fa un freddo boia e tira anche vento, nonostante ciò in 2 ore facciamo tutto. In molti punti troviamo la neve.
Dopo la discesa del Navajo loop e la pianura del Queen’s garden si risale, è abbastanza faticoso ma non impossibile. Alle 10:30 eravamo in macchina.

Abbiamo sofferto il freddo, entriamo in macchina e mettiamo i riscaldamenti al massimo.

Ora ci aspettano 5 ore di macchina prima di raggiungere Las Vegas, neanche facciamo colazione, Noemi è crollata in un sonno profondo ed io ne approfitto per guidare il più possibile senza soste.

Non percorro la strada panoramica dentro Zion ma faccio l’autostrada, avevo consultato le previsioni che davano su Zion brutto tempo e non potendo godere del panorama ho deciso di risparmiare qualche km.

A metà strada usciamo dall’autostrada per una sosta da El Taco, fast food messicano che consiglio e poi per fare benzina.
Nel primo pomeriggio siamo a Las Vegas, la radio riprende a funzionare e la musica spesso è in tema con il paesaggio. Siamo partiti con -2 ed arriviamo con quasi 30 gradi.

Appena in città cerchiamo subito un noleggio della Dollar per cambiare auto, tutti i POI del tom tom sono sbagliati, alla fine fermo un taxi con dentro un tizio che navigava in internet e gli chiedo un’informazione, grazie a lui scopro che un punto Dollar sta dentro l’hotel Circus. Una volta lì spiego il tutto al tizio che mi rimanda all’aeroporto. Arrivati al rent car dell’aereoporto in pochi istanti siamo fuori con una nuova auto.
Questa volta volta abbandoniamo “Whitney”, così avevamo battezzato la Ford Escape Bianca e saliamo su una Jeep Compass nuovissima…. odora ancora di plastica.
La scelta non si rivelerà buona in quanto i consumi sono molto più alti, il bagagliaio meno capiente e su strada sentiremo la mancanza del computer di bordo.
Ora ci dirigiamo verso il NY NY dove all’insaputa di Noemi ho preso una suite con Jacuzzi in camera!
L’hotel è molto bello come anche la camera.
Ci rilassiamo e solo con il buoi torniamo in strada. La serata passerà tra un buffet al Luxor (19 dollari incluse tasse e bibite, voto 7.5) ed una passeggiata lungo la strip.
Las Vegas è un grande circo, noi non siamo tipi da discoteca ne da casinò quindi come alieni di un paese lontano visitiamo ad uno ad uno gli hotel che ci capitano di strada.

Si fa tardi, i piedi chiedono pietà e noi torniamo in camera… dobbiamo pure goderci la suite no?

10)Las vegas – Premium Outlets

Ci alziamo con calma andiamo a fare shopping, aprono alle 10:00 noi arriviamo prima e ne approfittiamo per fare colazione. Proviamo un negozio che fa solo cookies di ogni tipo ai quali ci abbiniamo un frappuccino.
I prezzi sono davvero buoni, noi prima facciamo un giro di perlustrazione per capire cosa c’è ed a che prezzi e poi iniziamo a strisciare la carta di credito a destra e sinistra….. ne avremo sino alle 15:30
Anche oggi torneremo in strada con il buio per continuare il giro per gli Hotel della strip. Questa ceniamo da Nathans Famous in hotel, volevo provarlo a NY ma non ce l’abbiamo fatta quindi rimedio qui.
Ottimo Hot Dog ed ottime patatine, da provare anche la loro limonata.
E’ davvero tardi quando finiamo il giro per gli hotel.

11) Las Vegas Death Valley

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Visitiamo il Venetian, Noemi ci teneva moltissimo e visto che non avevamo fatto in tempo a visitarlo nelle sere precedenti rimediamo. E’ stupendo, la prossima volta faremo economia ma passeremo qui la notte.
Per capire di cosa parliamo guardate le foto su internet, l’hotel è devvero bello anche se i prezzi sono alti.

Partiamo per la death valley sono le 13:00 e siamo 2 ore in ritardi nella nostra tabella di marcia. Arriviamo alle 15:00 facendo una sosta per strada. Le indicazioni non sono il massimo ed il navigatore segna l’arrivo una decina di miglia prima di una svolta a T… e noi non sappiamo dove girare, nella stessa situazione un’altra coppia di turisti… io entro in un bar ed un gentilissimo e sdentattissimo… nonché barbutissimo signorotto mi fa capire a gesti dove svoltare.

Una volta entrati ci accorgiamo che la benzina quasi scarseggia… dico quasi perché il mio grado di allarme scatta dalla metà in poi… qui NON ci sono distributori se non a Furnace creek (e costa come il barolo del 68!!)…il consiglio è di arrivare con il serbatorio pieno.
Facciamo da Dantes view in poi tutti i punti più famosi, il caldo nonostante sino el 16:00 si fa sentire.
Il parco da subito non mi entusiasma moltissimo, è molto bello e suggestivo ma a pelle sento che non è scattato nulla, in compeso il panorama ed la luce mi consentono di scattare belle foto.
La visita fatta di fretta ci porta via 4 ore circa. Nel parco abbiamo anche trovato un’auto della polizia parcheggiata (o meglio nascosta) poco prima di furnace creek.

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Ultima tappa Sand Dunes, molto belle viste da lontano sicuramente suggestive da calpestare, anche se bisogna percorrere molta strada a piedi, noi evitiamo visto che dobbiamo fare 2:45 ore di strada per raggiungere Ridgegrest, località scelta come tappa intermedia per Los Angels.
In uscita troviamo l’ultimo distributore, non ne vedremo per 90 miglia! Il brutto arriva poco prima di Sand Dunes quando il Tom Tom smette di funzionare… perde campo, più tardi capirò che ci troviamo in una zona d’ombra dovuta alla forma della Death valley.
Il brutto è che ho davanti uno svincolo e non so dove girare… se sbaglio me ne accorgerei solo 70 dopo…quindi faccio mente locale visto che nei mesi precedenti avevo studiato le mappe e quindi cerco di orientarmi… I mesi passati su google maps danno i loro frutti, sono “tomtommizzato” e suggerisco a Noemi alla guida dove svoltare. Si fa buio e davanti a noi ci sono km di nulla… ma proprio nulla.
Dopo più di un’ora il tom tom riprende a funzionare e ci conferma che stiamo andando nella giusta direzione.
Per un’ora ho avuto un po’ ansia, percorrere tutti quei km nel nulla più assoluto e senza la certezza di aver imboccato la giusta deviazione mi ha creato uno strano stato d’animo… naturalmente mascheravo benissimo e sembrava avessi la situazione sotto controllo.
Scorrono i km e superiamo 2 centri abitati minuscoli prima di arrivare a Ridgegrest che immaginavo più piccola. E’ una città per nulla turistica ma come scrivevo prima si trova a metà strada con Los Angeles e a noi fa comodo fare sosta qui.
Questa notte stiamo al Comfort Inn Ridgecrest, motel nella media, Il tom tom questa volta ha il POI e ci porta lì davanti. Dopo il check-in ci lanciamo alla ricerca di qualcosa da mangiare e l’insegna gialla di Denny’s ci richiama come le Sinene ad Ulisse, la mia attenzione viene distolta dall’insegna di un ristorante a buffet cinese…. oddio l’insegna e la location non lasciavano presagire nulla di buon… non voglio fregature, oggi abbiamo saltato il pranzo e voglio una bella cena! Ma tutti questi hamburger mi hanno fatto venire la voglia di provare qualcosa di diverso, lascio Noemi in macchina ed entro… sopresa.. un bel ristorantino a conduzione familiare…pulito e con un buffet spettacolare.. il tutto a 10.99 dollari!!! Chiamo Noemi ed entriamo per svaligiare i musi gialli inconsapevoli della mia capacità divoratrici.
Sarà che non avevo mangiato a pranzo… o sarà che cucinano diversamente ma questa volta ho digerito il cinese senza problemi, in Italia di solito mi accompagna per tutta la notte!!!!

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12)Los Angeles – Universal Studios
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Partiamo presto verso le 8 ed alle 11:30 stiamo davanti agli Studios, il traffico è molto intenso sulle freeway di LA. Pago il parcheggio, 14 dollari e mi appresto ad entrare.
Il parco è molto grande ma facilmente visitabile in una giornata, noi dalle 11:30 alle 17:00 abbiamo praticamente fatto di tutto e verso la fine le file si accorciano ed è possibile fare anche il bis.
Sicuramente Simpson Ride è quella che ci ha colpito di più, noi l’abbiamo fatta per prima…. ridevo come un bambino di 5 anni…. è stata emozionante. Tempo di attesa massimo per le attrazioni più quotate è di 30 minuti. Dopo i Simpson abbiamo fatto Shrek e via via tutto il resto lasciandoci nel primo pomeriggio il giro degli studios ed alla fine WaterWorld. Quest’ultimo spettacolo è davvero mozzafiato, nei 10 minuti che precedono lo show sarete praticamente inzuppati dai vari stuntman che scherzando con il pubblico lanciano secchiate d’acqua. Il mio consiglio è di sedersi dalla 6/7 fila in su… tanto lo spettacolo si vede bene da tutto il palco.

Stanchissimi strusciamo sino alla macchina, la voglia di andare in motel è tanta ma abbiamo da vedere la scritta Hollywood… setto il tom tom e via. Dopo 10 min di strada il navigatore ci dice che siamo arrivati quando invece ci troviamo nel parcheggio del Griffin Park. La scritta è ancora lontana, chiedo indicazioni ad un vecchietto asiatico che dalla tasca tira fuori una cartina fotocopiata con le indicazioni su come arrivare….. il tutto scritto a penna… con tanto di numero di cellulare!!!!

Prendo la mappa e cerco di decifrarla, le indicazioni partono da una strada che si trova a 3 km da dove siamo noi… Non è difficile, basta chiedere un po’ in giro ed arrivate, ognuno poi fa una strada diversa… noi siamo entrati in un quartiere residenziale dove 4 desperate housewife che portavano il cane a spasso ci indicano la strada tra i rovi e le fratte…

Stanchissimi scattiamo una foto…. non era come me la sarei immaginata dall’italia ma ora possiamo tornare nel motel.

Abbiamo soggiornato per 2 notti ad Anaheim vicinissimo a Disneyland in un Super 8 il peggiore del nostro viaggio, colazione microscopica, wifi debolissimo ed inutilizzabile e reception poco disponibile.
Noemi si scorderà la borsetta in camera e loro negheranno di averla trovata!!!

L’indubbia comodità del motel è la posizione a 5 min a piedi da Disneyland ed una marea di ristoranti e fast food nelle vicinanza… noi con poca originalità ci lanciamo da Dennys.

13) Disneyland

Dopo una colazione molto abbondante da IHOP di fronte a Disneyland entriamo nel parco senza fare fila visto che avevo i biglietti comprati online.
Da IHOP per 20 dollari abbiamo fatto una colazione molto sostanziosa, infatti salteremo il pranzo, la comica di prima mattina la fa Noemi che mette il broncio quando insieme ai pancake gli portano pancetta, patate e uova strapazzate… lei il salato la mattina non lo sopporta…. ma come dire..dopo 5min il piatto era vuoto e il suo sguardo compiaciuto, ed io che speravo inutilmente di strafogarmi anche la sua porzione :)

Con il biglietto possiamo entrare sia a Disneyland Resort che California Adventure, noi ci limiteremo al primo visto che siamo in cerca della magia Disney e non delle giostre.
Il parco è dedicato ai più piccoli ma anche noi (32 anni io e 29 Noemi) ci siamo divertiti molto. Non mancano le attrazioni, gli spettacoli e le giostre. Il tempo passa e visitiamo praticamente tutto, l’orologio segna le 19:00.

Saltando qualche cosa e accelerando il passo è possibile visitare tutto Disneyland e dare anche un morso a California adventure, magari visitandoli in ordine inverso… la mattina il California ed il pomeriggio il Resort magari rimanendo sino a tardi per assistere agli spettacoli pirotecnici.

13) Los Angeles – Walk Of Fame – Beverly Hills – Santa monica.

Abbiamo il volo alle 21:20 e tolte le 3 ore prima dobbiamo stare all’aeroporto per le 18:00 dopo aver consegnato l’auto.
Mezza giornata si rivela più che sufficiente, colazione al centro commerciale della Walk of Fame dove alle 9:30 è ancora tutto chiuso. Se comprate anche una coca-cola nel centro e vi timbrano lo scontrino del parcheggio così da pagare solo 2 dollari per 2 ore. A noi 2 ore sono più che sufficienti, vedere la walk of fame e qualche negozietto non porta via molto, poi sul posto vi accorgerete che la zona non è il massimo ed oltre al teatro non c’è nulla.
Foto di rito e via verso Beverly Hill che giriamo in macchina godendoci le casette che fanno molto telefilm. Non ci interessa Rodeo Drive che vediamo passando con la macchina e puntiamo a Santa Monica.
La parte del molo è molto bella anche se il brutto tempo non ci permette di rimanere molto, infatti dopo pranzo siamo nei pressi dell’aereoporto pronti a consegnare l’auto.

Per colpa mia arriviamo troppo in anticipo, lasciare l’auto è semplicissimo quando vi avvicinate all’aeroporto ci sono i vari cartelli dei rental car con tutte le uscite, quindi basta che aspettate e compare il nome del vostro e svoltate. Una volta dentro il rental, scarico la valigie e la “signorina” (secondo me era la sorella di Mike Tison) mi consegna uno scontrino… non controllano nulla, almeno sul momento. Lasciata la macchina dopo 15 minuti saliamo sul pulman che fa la spola tra il rental car e ci dirigiamo verso l’aereoporto.
All’autista basta dire la compagnia con cui dovete volare e lui vi posta al giusto termina. Il nome del terminal tra le altre cose sta anche scritto sul biglietto.

La vacanza volge al termine, le valigie pesano meno di quanto mi aspettassi… io volo di rientro è confermato e lo sciopero della British Airways si è rivelato innocuo.

Mancano 3 ore al volo, abbiamo fatto tutto, Noemi crolla sulla mia spalla… io in prematura crisi da ripartenza mi riguardo le foto scattate.

Come ogni tossico che si rispetti, ora sono in cerca della prossima dose e penso a come organizzare il prossimo on the road!

tra oggi e domani metto anche le altre foto….

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Ci sono 15 commenti su “NY e parchi dell’Ovest 2010 in 17 giorni

  1. Bello, bellissimo il tuo diario, bellissime le foto.
    Senz’altro servirà da manuale quando deciderò per questa meta.
    eh! eh! già ti ho copiato l’idea della passeggiata con i leoni a Mauritius!!! è stata proprio una f……ta!!!
    Scorrevole il tuo stile, veramente piacevole!

  2. Bellissimo viaggio…realmente on the road! E le foto?? Stupende!!!!…E’ servito a qualcosa trascinarsi lo zaino con l’attrezzattura per tutto il viaggio, in fondo è stato un sacrificio ben ripagato!

  3. Emy77 wrote:
    Bellissimo viaggio, bellissimo diario e bellissime foto! :ok:

    Solo una cosa: mai saputo che i controlli dell’immigration fossero a campione, anzi! Io ho sempre visto farli a tutti ed accuratamente!!!

    Noi siamo passati… Cmq anche quelli che sono passati davanti a me non a tutti prendevano impronte e foto della pupilla…

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