Yemen

Mi ero mentalmente preparata ad un viaggio difficile ed invece, nonostante i 3750 km percorsi in 9 giorni, il caldo soffocante degli ultimi due giorni (oltre 40 gradi e 80% di umidità…) tutto è stato interessante, piacevole. poco stancante e appagante.
Per i diffidenti: gli alberghi erano puliti (ad eccezione di uno che aveva delle pecche di mautenzione generale) i ristoranti lungo strada erano spartani, tipo “osteria da cammionista” e la base dei pranzi era il pollo allo spiedo, un riso semidolce e banane… comunque mangiato di tutto e non si è verificato nessun problema intestinale. Alcuni servizi igienici lungo strada erano spartani e non proprio profumati, ma ho odorato di peggio lungo le autostrade italiane…

Sana’a, la capitale, si trova a 2350 mt ed ha quasi 2milioni di abitanti… ha un’architettura molto particolare e la città vecchia ha un fascino fiabesco specialmente la notte quando sono illuminate le finestre multicolori: sembra un mega presepio! E poi c’è uno splendido suq nel quale poter soddisfare ogni desiderio di souvenirs prima del rientro!
La zona montuosa, che supera nell’Haraz i 3600 mt… è un alternarsi di altipiani e di guglie, di terrazzamenti e di stretti wadi dalle alte pareti, in panorami dal largo respiro e strapiombi impressionanti.

L’architettura dei villaggi di montagna è particolare: le case sono in pietra squadrata, alte anche 4 o 5 piani, che spuntano come funghi direttamente dalla terra, a filo dei dirupi… molti sono fortificati ed hanno una o due porte di accesso che ancora oggi vengono chiuse alla sera e riaperte la mattina per portare le greggi al pascolo ed andare a coltivare i campi.

Le case, alte e strette, le une attaccate alle altre, formano una specie di barriera visiva. Alcune strette stradine, non più larghe di un’apertura di braccia, si incuneano tra le case, seguono l’andamento del terreno, a volte con scalinate a lastroni, a volte pavimentate o acciotolate oppure viene lasciato il semplice terreno, più o meno roccioso.

I paesaggi sono superbi perché i villaggi, veri nidi d’aquila, sono appollaiati sulla cima dei monti, sui cocuzzoli, anche a 3000 mt, e tutt’intorno ci sono terrazzamenti coltivati, giù sino a fondo valle, fino dove arriva lo sguardo: da vertigine…
Gli altipiani sono sferzati dal vento e offrono radi pascoli per le greggi e le coltivazioni utilizzano solo l’acqua piovana, che viene raccolta in piscine/cisterne scavate nella roccia.
Nei terrazzametni coltivano sorgo, miglio, avena, erba medica, caffè e ovviamente il sempre più presente qat…

Nella Tihama, la zona pianeggiante che costeggia il Mar Rosso, sembra di essere nella vicina Africa. La popolazione predominante è nera: qui transitavano le carovane dedite al commercio degli schiavi, chiusosi ufficiosamente nella seconda metà del secolo scorso e negli ultimi anni ci sono stati molti profughi provenienti dal Corno d’Africa inseguito alle guerre e successive carestie che da decenni colpiscono quella zona.
I villaggi di capanne punteggiano la pianura qua e là sostituite dalle orride case cubiche in mattoni di cemento, coperte da lamiera…
La pianura è molto coltivata e, dove irrigata, si stendono campi a vista d’occhio… Lungo gli wadi si trovano piantagioni di banane, papaia ed altri frutti tropicali. Le cittadine lungo le trade sono polverose, e brulicano di attività e di bambini.
Il grande mercato settimanale di Bayt al-Fatih è un amalgama tra il suq arabo e il mercato africano: vi regna lo stesso caos, gli stessi odori, la stessa apparente confusione…cioè la confusione c’è a tutti gli effetti, ma pare che nessuno ci faccia più caso di tanto!

La parte di deserto di sabbia attraversato dai turisti è piuttosto piatto e offre poche emozioni a chi ha percorso i deserti libici o algerini: all’unica difficoltà tutti i mezzi si sono insabbiati … !

Verso l’est del Paese, oltre il deserto di sabbia. la valle dell’Hadhramawt è costituita da un altipiano calcareo profondamente inciso dal wadi e dai suoi affluenti, punteggiato da villaggi e ricche oasi. Qui le case sono di fango e paglia, alte e strette le une accanto alle altre come a Shibam oppure larghe e, se abitate da famiglie benestanti, interamente stuccate e colorate come a Tarim.
Le strade nei villaggi sono prevalentemente di terra battuta e capre, pecore, galline e bambini razzolano insieme appassionatamente.
Gli wadi durante la maggior parte dell’anno sono asciutti e spesso vengono usati come piste che vengono ritracciate dopo le piogge di luglio/agosto.
I campi coltivati, con il loro verde brillante, spiccano della generale tinta ocra…
L’alluvione del 1998 ha provocato seri danni e qua e la sorgono le macerie delle case letteralmente sciolte dalla forza e dalla durata della pioggia.
….
E vabbè… ma la gente?
… come nelle migliori telenovelas: il seguito alla prossima puntata, non appena troverò ancora un po di tempo per scrivere…
Nel frattempo potete vedere alcune foto nel mio album…

http://www.ilgramondo.net/forum/oldforum/album_pic.php?user_id=4057

Ciao!
Twyfel

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