Tanzania + Zanzibar

5marzo 2010

Il viaggio organizzatoci da Claudia e Massimiliano di Rift Safari è cominciato così.

Partenza da bologna in orario con Alitalia, cambio a Roma con Etiopian. Abbiamo cenato in aeroporto da “Mangioni”. È uno snack bar che propone pizze, panini e dolcetti, con personale simpaticamente romano.
Saliamo in aereo alle 23.30 per fortuna ci addormentiamo subito perché alle 4 già ci dobbiamo svegliare, accendono le luci e servono la colazione. Dobbiamo scendere per imbarcarci sull’aereo che dopo uno scalo a Mombasa ci porta a Kilimanjaro.
Il viaggio ha come punto debole proprio i voli di andata e ritorno: già con etiopian da Roma si deve fare un cambio, per di più di notte e noi partendo da Modena ci abbiamo aggiunto anche la tratta Bologna-Roma che soprattutto al ritorno ci lascia in aeroporto a Roma ben 6 ore notturne.

6 marzo
Arrivo in aeroporto Kilimanjaro alle 14.00 ora locale ci sono 30 gradi, per noi è molto caldo.
Cominciano col darci dei moduli da compilare: uno azzurro di tipo sanitario per la influenza H1N1 e uno per il visto turistico.
Il modulo azzurro lo dobbiamo consegnare all’ufficiale sanitario che ha una scrivania nell’atrio dell’aeroporto, ci chiede anche delle vaccinazioni, e con insistenza vuole sapere se abbiamo fatto il vaccino contro la febbre gialla. Per fortuna, nonostante non sia obbligatoria, l’abbiamo fatta.
Alla fila per il visto arriviamo ultimi, però siamo gli unici che si sono cambiati d’abito e non stanno sudando a fontana. Ci aspetta colui che sarà la nostra guida per il safari: Dominique. Ci porta alla jeep e ci offre il nostro primo Lunch box, a posteriori posso dire che è stato il migliore, con cibo variato soprattutto tanzaniano.
Arriviamo a casa di Claudia e Massimiliano dove ci spiegano il percorso e ci accennano dell’inconveniente della spiaggia al Gemma dell’Est a Zanzibar
E’ una casa dai larghi ambienti, spoglia, con arredi afro, lo stile delle zanzariere e inferriate alle finestre fanno pendant con il filo spinato sul cancello.
Ci intratteniamo un’oretta a parlare con Claudia e Massimiliano, perché abbiamo mille cose da chiedere sul safari, ma anche su di loro e la Tanzania.
Partenza alle 17 con Dominique, la nostra guida, per Lake Maniara con arrivo a sole purtroppo tramontato.
Il Lake Maniara Wild Life Lodge è bellissimo, nella hall alla sera c’è anche una pianista che suona! Dei tre Wild Life che abbiamo scelto è il più elegante, senza togliere nulla agli altri (Ngorongoro e Seronera). Nessuno dei tre è classificabile come spartano, le stanze sono piccole (perché contengono anche un microsalotto di 2 poltroncine e tavolino), ma gli spazi comuni sono molto grandi.
Per cena ci servono elegantemente al tavolo a lume di candela. Si mangia molto bene à la carte cibo afro-aglo-europeo.

7 marzo
Al nostro risveglio vediamo dalla camera il magnifico panorama del lago. Partenza alle 8.30 dal lodge.
Ci siamo fermati a comperare una coperta per proteggere le valigie dalla polvere, ma veniamo insistentemente attirati a comperare souvenir: acquistiamo così una coperta Masai e una maschera di legno che riproduce il muso di zebra e una cartina dell’area Ngorongoro. Abbiamo proseguito passando a sud di lago Ndutu, molto ridotto di dimensioni e con pochi fenicotteri rosa. Una iena nelle vicinanze li aveva fatti spostare da una parte meno raggiungibile per noi visivamente. Arrivo intorno alle 11 all’ ingresso della Ngorongoro conservation area con piccolo museo.
Al posto di blocco all’ingresso, dove si vede il cratere dall’alto in tutto il suo splendore alla luce del mattino, siamo assaliti da un gruppo di giovani Masai venditori di collanine, che non ci permettono di filmare e fotografare, finché non sopraggiunge un’altra jeep su cui si fiondano.
Tutta la giornata a zonzo sulla jeep; avvistati bufali, gnu, gazzelle, zebre, anche due leoni che stavano per essere attaccati da sei bufali! Sì proprio così! Ci ha spiegato Dominique che può accadere che i bufali in gruppo attacchino i leoni da soli, perché sanno che sono animali pericolosi per loro, i leoni dal canto loro si allontanano (con molta flemma) perché i bufali sono pericolosi per le corna… Abbiamo visto anche Rino mamma e piccolo da lontano. E anche il nostro primo ghepardo da lontano.
Il lago Makadi con pochi fenicotteri rosa e iene nelle vicinanze.
L’ingresso al cratere è one way, lo ngorongoro Wildlife lodge è vicino all’ uscita per fortuna alla sera stanchi dei salti sulla strada sterrata, dobbiamo percorrere solo un breve tratto per arrivare al Lodge.
Il Lodge è in posizione scenografica sul cratere; abbiamo sia il panorama dalle camere, sia l’enorme vetrata del salone permette di vedere il cratere fino al tramonto. Nel salone c’è un enorme camino perché pare che in agosto faccia molto freddo. Il sole tramonta però alle nostre spalle, quindi nessuno spettacolare tramonto sul cratere.
In questo lodge si cena a buffet cibo afro europeo: riso di contorno, arrosto di manzo, pollo arrosto, verdure da preparare in insalata, vari tipi di pane e ananas fresco.
Notte a Ngorongoro wildlife Lodge

8 marzo
Sveglia alle 7 per iniziare il Game drive nella ngorongoro conservation area e destinazione serengeti. La mattina comincia con la visita al villaggio Masai al costo di 70 $ pagati direttamente al masai che parla inglese. Ci hanno fatto visitare il villaggio: siamo entrati in una capanna, accomodati intorno al focolare, poi abbiamo visitato il loro mercato e siamo stati invogliati a comprare souvenir. La cosa interessante è che scegli in un’esposizione di oggetti di tutti e quando scegli, se fai attenzione, avvertono il proprietario, idem se poi cambi idea e sposti l’attenzione su altro oggetto.
E’ una visita un po’ sconvolgente, nel senso di culture shock., anche dopo aver attraversato Arusha, che non è un bon bon. Vieni accolto con una danza rituale molto bella, mi ha messo un po’ in imbarazzo, perché è chiaro che la fanno per i 70 dollari che io bianca gli do e così anche mi fanno entrare in una delle loro case di terra, senza luce e piene di fumo. Dentro c’e’ il focolare senza camino, ma con un foro nella parete, e i letti messi in modo che una sponda serva da sedile attorno al fuoco. Visitiamo anche il loro Kindergarten, con i bambini in età prescolare, che ci recitano l’alfabeto in inglese. Splendidi!
I bambini hanno le mosche incessantemente attorno ai loro splendidi occhi. Sembrano comunque in buono stato di salute. I masai vivono di pastorizia e di piccoli commerci. Col turismo hanno soldi per comperarsi al mercato per esempio il nailon da stendere sulle capanne prima delle piogge. Lo stato impone loro di frequentare le scuole, imparano oltre all’inglese anche un po’ di igiene dell’acqua che è importante per la salute.
Dopo il villaggio continuiamo il nostro percorso con la jeep nel Serengeti verso la zona goru Kopjie, mentre moru kopjie a detta di Dominique, senza animali a causa della siccità. I Kopjie sono i roccioni tondeggianti in mezzo alla savana tipo quello del Lion King e lì in effetti abbiamo visto i leoni oziare al sole, una leonessa anche a pancia in su. Prima del tramonto arriviamo al Seronera Wildlife Lodge.
Qui ceniamo in una sala enorme dove alle pareti hanno riportato delle pitture rupestri. Qui per il mangiare c’è più scelta, c’è anche un cuoco per saltare la pasta con condimenti da comporre sul momento.
In nottata , in un momento in cui ero sveglia, ho sentito il verso di una iena! L’ho riconosciuto grazie a Dominique, che durante il giorno mentre raccontava mille cose sugli animali ci faceva anche i versi di quelli meno noti, come le iene.

9 marzo
Sveglia alle 5.30 per la cosiddetta ippo pool. Alle 6 circa siamo partiti, arrivati verso le 7, siamo rimasti per un’oretta a guardare gli ippopotami rientrare in acqua dopo aver pascolato durante la notte! Sì, gli ippopotami si allontanano fino a 5 kilometri durante la notte per mangiare l’erba ed allattare gli eventuali cuccioli. Sono animali molto rissosi, dei veri iracondi e per nulla silenziosi nella fase in cui si sistemano nell’acqua. Sembrano brontolare, anzi brontolano continuamente uno contro l’altro.
Siamo ritornati al Lodge per colazione e ripartiti alle 9 per simba kopjie sempre Serengeti dove abbiamo visto leoni, elefanti, zebre, giraffe, un leopardo che dormiva su un albero. Avvistamenti splendidi ed emozionanti!
Ritorno al lodge per le 16.30 e sole in piscina con panorama della savana. Vista del tramonto con nel sottofondo il verso degli ippopotami. Ah che bello!

10 marzo
Sveglia alle 6 colazione alle 6.30 partenza alle 7 alla ricerca dei coccodrilli.
Avvistato un coccodrillo in zona ricca di tze tze, zona che abbiamo attraversato a finestrini chiusi. Siamo anche ritornati alla ippo pool per l’ultimo saluto agli ippo e qui abbiamo avvistato due coccodrilli sulle rocce poco lontano dagli ippo.
Arrivo all’aeroporto Seronera . Telefonata premurosa di Claudia per sapere come ci eravamo trovati nei lodge e forse soprattutto per chiederci al nostro arrivo a Zanzibar di darle notizie aggiornate del Gemma dell’ Est con lavori in corso.
Abbiamo volato dall’aeroporto Seronera con un Cessna con cui ci siamo fermati a ngorongoro e lake Maniara prima di arrivare a Arusha dove abbiamo cambiato aereo per Zanzibar.
Dalle 11 alle 14 vari decolli ed atterraggi sono stata una variazione dall’ alto sul tema parchi, splendidi anche dall’alto, oltre che un modo che consiglio per accorciare la lunga strada percorsa in così pochi giorni.
L’uscita dall’aeroporto è stata rapida per noi che eravamo già entrati in Tanzania, ma fuori ci aspettava il taxi prenotato da Claudia, purtroppo senza aria condizionata! Ci siamo fatti un’ora di strada polverosa a finestrini aperti !!!
Al nostro arrivo in hotel Gemma dell’Est l’accoglienza è stata ottima: coctail di frutta, asciugamanino umidificato fresco con cui avidamente ci siamo tersi il viso…coperto di terra rossa zanzibarina accumulata durante il viaggio in taxi….
A Zanzibar siamo rimasti per 3 notti.
La camera era splendida, profumatissima al nostro arrivo di fiori di frangipane sparsi ovunque, ognuno con all’interno un fiore fuksia di buganvillea. Ce ne era uno pure dentro al water!
Il risorante splendido e con un’offerta amplissima di piatti al buffet, buffet di frutta e un cuoco addetto alla preparazione della pasta saltata in padella sul momento, buffet di dolci. Questo nella parte con l’aria condizionata, nella prte senza aria condizionata c’era un altro buffet e un cuoco che salta la pasta e uno che cuoce alla griglia o con il wok.
A causa della mareggiata di fine gennaio la spiaggia è molto ridotta, il resto è praticamente perfetto.
Veniamo a sapere che altri che hanno prenotato con agenzia italiana sono stati rimborsati del 20% sul soggiorno in hotel. Informiamo Claudia al nostro ritorno, la quale si attiva e lo fa avere anche a noi.
Per il ritorno dato che il volo è alle 15,30 e non possiamo pranzare perché il taxi ci viene a prendere alle 12.30, chiediamo 3 Lunch box. Pensavamo che come 5 stelle chissà cosa ci avrebbe fatto trovare… invece: 2 tramezzini al prosciutto cotto e formaggio, una mezza naturale e come frutta…sorpresa…un limone!
Al check in aeroporto notiamo che il cartello delle partenze è scritto su una lavagna lucida con pennarello (vedi foto)!!
Il ritorno coi voli Etiopian è andato bene, ma gli orari sono da sconvolgimento totale perché non si dorme: abbiamo fatto scalo anche a Dar Es Salam, e dalle 21.30 alle 23.30 a Addis Ababa e alle 4 a Roma.
A parte questo particolare è stato un viaggio splendido, stancante il safari perché le strade sono sterrate, ma le alzate non pesano per niente!
L’organizzazione è stata ottima, anche la scelta del volo (invece di tornare indietro in jeep) per andare ad Arusha per prendere l’aereo per Zanzibar è un’ottima soluzione, come risparmio di forze e tempo.
:DGrazie all’organizzazione!:D

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Ci sono 3 commenti su “Tanzania + Zanzibar

  1. Rispondo per tutti a domande fattemi in posta privata.

    La compagnia con cui abbiamo fatto i voli interni si chiama Air Excel.
    Il bagaglio richiesto non doveva superare i 15 kg e in borsoni morbidi.
    Questo lancia nel panico chi è abituato a portarsi di tutto…
    Il motivo è che i Cessna hanno pochissimo spazio per i bagagli, non è una questione di multe, è che se è troppo grande non ci sta!

    Tra l’altro sono voli molto easy.
    A Seronera (dove siamo partiti) non abbiamo fatto un vero check in: il pilota ci ha letteralmente chiamato a voce e ha caricato i bagagli nella stiva.
    Ad ogni fermata, sì proprio come un tram (Lake Manyara, Ngorongoro…) è sceso e scaricato i bagagli o caricato bagagli!
    Ciao

  2. Mi è venuta in mente un’altra cosa che non ho ben specificato.
    La cifra è piuttosto alta perchè non solo nostro figlio pagava, ma nei Wildlife Lodge abbiamo dovuto prendere 2 camere comunicanti, pagando quindi una matrimoniale e una doppia uso singola.
    Avremmo speso meno se fossimo stati in 2, o se ci avessero aggiunto un terzo letto e quindi preso una sola stanza.

    Solo nella catena Serena ci sono le triple, però sono Lodge molto di lusso in posizione più lontana dall’ingresso dei parchi.
    Abbiamo confrontato i costi di una tripla nei Serena e di 2 stanze comunicanti nei Wildlife e siccome la differenza era poca abbiamo optato per questi ultimi.

    Sono splendidi e per nulla spartani!

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