Il giro del mondo in 80 giorni

Il giro del mondo in 80 giorni

Io, Alessio e Monina freschi di matrimonio abbiamo avuto la fortuna di poterci prendere per il giorno più importante della nostra vita un lungo periodo di vacanze, 80 giorni, e come regalo di nozze ci siamo fatti regalare un biglietto Round The World e siamo partiti da Roma con questo itinerario:

Partenza il 15 SET 2007

Roma > Santiago de Chile > Tahiti > Sydney > Singapore > via terra fino a Bangkok attraversando Malaysia Thailandia Vietnam e Laos > Roma rigorosamente zaino in spalla optando per soluzioni di alloggio molto economiche e bungalow in self catering, ostelli piuttosto che grandi hotel di lusso o villaggi che secondo la nostra opinione non rispecchiano affatto la realtà del luogo.

Volevamo poter visitare molte nazioni senza farci però mancare la Polinesia Francese e grazie all’aiuto di molti viaggiatori su forum internazionali ci siamo informati su come poter visitare le isole della società senza dover spendere un’eresia dato che questo arcipelago è una delle mete più care del globo e con un po’ di pazienza abbiamo contattato la linea aerea per ottenere un pass acquistabile online che ci avrebbe permesso di visitare la Polinesia Il nostro itinerario è stato il seguente:

Tahiti > Moorea > Huahine > Raiatea > Bora Bora > Tahiti.

Racconterò della nostra esperienza in Chile ed in Polinesia Francese per ovvi motivi di spazio.

Un lunghissimo volo con scalo a Madrid ci stava portando in Chile a Santiago ed un tremendo dubbio iniziava ad assalirmi guardando le cime innevate della stupenda cordigliera delle Ande, cercavo di rimuovere dalla testa le parole di Monina che ripetevano:

Alessio ma sei sicuro che in Chile sia caldo a Settembre? Dovremmo portarci delle giacche pesanti magari farà freddo. A Santiago c’era la neve! Forse Monina aveva ragione, tuttavia mi sarei sempre potuto giustificare delle temperature un po’ rigide di Santiago sostenendo che a Settembre la primavera in Chile arriva all’improvviso, o utilizzando la vecchia scusa che non esistono più le mezze stagioni. Oppure dando la colpa all’effetto serra. A Santiago c’era la neve! Doveva essere per forza a causa dell’effetto serra.

Una volta in aeroporto stanchissimi dal volo siamo stati vittima di una truffa da parte di tassisti disonesti che ci hanno portato nell’ostello da noi prenotato facendoci pagare una cifra esorbitante per il passaggio fingendosi da addetti del servizio di transfer che era compreso e gratuito nella prenotazione dell’alloggio; il fuso orario e il cambio con euro/pesos ci ha fregati ed abbiamo pagato circa 50 euro di taxi.

Ci siamo lamentati dell’accaduto con il proprietario dell’ostello totalmente estraneo ai fatti il quale ci ha accompagnato in aeroporto per cercare di identificare i nostri truffatori, portandoci dalla Polizia aeroportuale ma invano.

Purtroppo Santiago del Cile non ci ha entusiasmato un granchè essendo molto caotica e spoglia siamo partiti per Valparaiso a circa un’ora e mezza di viaggio attraversando paesaggi collinari e pianure verdi, e prati non proprio fioriti da primavera ma che ero sicuro a breve sarebbero stati meravigliosi …

Valparaiso è una cittadina coloratissima molto bella e caratteristica arroccata su una collina con un porto molto importante e qui si respira davvero l’aria del Sudamerica: piccoli vicoli tra case colorate in ogni tonalità, chiese ad ogni angolo di strada, artisti di strada, piccoli supermercati o negozi rimasti agli anni ’60, giovani viaggiatori zaino in spalla come noi e tanti bei sentieri e scorci fantastici per ottime fotografie.

Da Santiago tramite internet avevamo prenotato un piccolo B&B nel centro di Valparaiso e dalle immagini sembrava in un ottima posizione ed era anche abbastanza economico quindi scesi dal pullman con la cartina in mano ci siamo diretti verso la pensione prendendo uno dei caratteristici ascensori della città: sono delle piattaforme che vengono trasportate da funi e come contrappeso le cabine salgono e scendono su e giù per questa ripidissima città e a prima vista non sembrano molto solide ed affidabili e la stessa sensazione l’abbiamo provata ogni volta che ci siamo saliti, sembrava che si rompessero ogni volta, fortunatamente non è successo.

L’alloggio che avevamo prenotato era una casa con una bella terrazza che affacciava sul porto, un’abitazione antica gestita da una signora, e la nostra stanza aveva un letto matrimoniale e tante coperte adagiate sopra il letto con un bagno nel corridoio, situata al piano terra mentre la colazione si sarebbe svolta la mattina al piano superiore, una scala molto ripida collegava la nostra camera con la sala dove c’era la possibilità di collegarsi ad internet; alla nostra domanda in merito al riscaldamento la signora ci rispose che non c’era riscaldamento ma avrebbe acceso LA SALAMANDRA (…) . Non avendo capito il funzionamento di questa sconosciuta abbiamo iniziato a ragionare sull’elemento COPERTE in dotazione nella stanza. La signora ci accompagnò a vedere questa nuova risorsa per il riscaldamento e non era altro che una piccola stufetta a legna che in effetti riscaldava l’ambiente nel quale era collocata ed in pratica dal piano superiore questa SALAMANDRA avrebbe mandato calore al piano inferiore e non avremmo sentito freddo in alcun modo, mentre la domanda successiva che ci siamo posti era: come fa il calore a scendere le scale con due porte chiuse e riscaldare la camera? In effetti siamo morti dal freddo, avevamo 3 coperte dormivamo vestiti! Per colpa dell’effetto serra molto presente in Chile a settembre ci siamo dovuti comprare delle giacche invernali perché era davvero freddo!

A parte il freddo il nostro soggiorno a Valparaiso è proseguito con molta tranquillità, abbiamo visitato molte zone interessanti ricche di storia di questa parte del Chile come ad esempio Vina del Mar luogo di villeggiatura sul mare con strade moderne e casinò, e grandi parchi e ottimi servizi di trasporto ma molto lontani dalla caratteristica di Valparaiso che abbiamo apprezzato maggiormente.

Dopo aver ragionato sul fatto che il vino cileno era davvero ottimo, in un supermercato abbiamo fatto razzia di bottiglie di vino, vodka e tutto l’occorrente per cucinare quindi olio, sale, aceto, pasta passate di pomodoro e pane ci siamo organizzati per la partenza per la Polinesia: il lungo volo da Santiago ci avrebbe portato in Polinesia Francese dove avremmo alloggiato in bungalow dotati di cucina

Il nostro arrivo a Tahiti è stato alquanto movimentato … Eravamo in Chile e da Santiago appena saliti a bordo del nostro Airbus della compagnia aerea LAN nuovo di zecca abbiamo subito notato che questo aereo era allestito per una classe turistica premium nel senso che non era come gli altri voli in classe economica, c’era più spazio per le gambe, tessuto della selleria più pregiato, monitor multimediali più grandi, insomma sarebbe iniziata subito bene la nostra traversata sul Pacifico con scalo tecnico all’Isola di Pasqua per rifornimento e poi via in Polinesia.

Sono appassionato di aerei di linea in generale, di aeroporti di linee aeree quindi sedermi ogni volta in un nuovo velivolo è sempre una grande emozione inizio subito a guardare tutti i depliant e le riviste per capire le varie differenze tra un aereo e l’altro, scoprire le rotte aeree e le nazioni che sono collegati dalla linea aerea, quindi ogni volta che salgo in un nuovo velivolo ho sempre un gran da fare e mentre le assistenti di volo iniziano a chiedere di prestare attenzione per i consigli di volo, avverto che il motore di destra non parte … ok, faccio finta di niente e dico sottovoce a Monina:

– Secondo me il motore destro non parte, senti che l’altro gira e questo no? –
A lei ovviamente non gliene poteva fregare di meno, aveva altro da fare impegnata a leggere il catalogo duty free:
– Ma noooo, che dici! Vedrai che adesso andiamo, hai visto quante cose ci sono a catalogo? (….) –

Ok, il motore destro in effetti non partiva ed il comandante pochi minuti dopo ha avvertito tutti i passeggeri che c’era un problema tecnico che si sarebbe risolto in 20 minuti, di restare seduti…. La mia nuova consapevolezza di aver capito un guasto tecnico mi aveva elevato al di sopra di ogni altro passeggero e mi sentivo fiero e con una certa superiorità mi guardavo in giro con quell’aria superiore come per dire: ma è così ovvio… poi scendendo di nuovo sulla terra dopo aver individuato per primo il guasto, dai e dai il motore non partiva e il comandante poco dopo scusandosi ci ha spiegato che avevano problemi tecnici e avremmo dovuto cambiare aereo per PROBLEMI TECNICI, ( lo avevo sempre detto io che il problema era il motore …)

C’è stato un gran trambusto nell’aeroporto e per un paio d’ore abbiamo dovuto aspettare prima di risalire a bordo del “nuovo” aereo … Allora questo qui era vecchissimo, stretto poco spazio per le gambe e sporco, evidentemente era pronto per un’emergenza ma non era pulito e il nostro volo è iniziato cosi una lunghissima traversata con scalo-sigaretta all’Isola di Pasqua e via di nuovo direzione Tahiti. A Rapa Nui ero già stato personalmente anni prima ed il solo rimettere piede anche se solo per pochi minuti è stata un’emozione stupenda.

Atterrati a Tahiti con tre ore di ritardo siamo usciti dall’aeroporto dove ci aspettava il proprietario della pensione CHEZ MYRNA di Papeete prenotata online per la cifra di 6150 XPF a notte (circa 52 euro); il posto era molto semplice una piccola casa pulita a 10 minuti di macchina dall’aeroporto gestita appunto dal proprietario di origini francesi e dalla sua famiglia polinesiana.

Papeete è abbastanza caotica, l’opposto di quello che mi sarei aspettato e il giorno successivo all’arrivo dopo una super colazione siamo andati in banca a cambiare gli euro con il franco del pacifico. Consiglio a chiunque di portarsi una buona scorta di franchi in quantrket caro all’inverosimile per comprare da mangiare.

Nella piccola piazza del paese ci fu uno spettacolo di bambini polinesiani che ballavano in costume la loro danza tradizionale e venimmo chiamati a ballare in mezzo alla folla di curiosi, di turisti e gente del luogo e fu molto divertente. Dalla veranda del nostro hotel potevamo vedere in lontananza l’isola di Bora Bora, la sua silhouette al tramonto era stupenda pochi giorni dopo l’avremmo raggiunta.


Con una macchina a noleggio girammo per una giornata intera Raiatea ammirando dall’alto sei panorami incredibili e dei colori fantastici.

L’arrivo a Bora Bora è semplicemente fantastico, dall’alto quello che si vede è questo atollo da delle tonalità di azzurro straordinarie, la barriera corallina circonda questa isola che sembra quasi un dipinto. L’aeroporto sorge su un Motu e un traghetto porta i passeggeri sulla terraferma con una traversata di circa un quarto d’ora sulla laguna e non c’è che dire, Bora Bora è davvero meravigliosa. L’imponente vetta del monte al centro dell’isola sembra quasi arrivare al cielo e complice una giornata di sole semplicemente fantastica la nostra traversata fu davvero un bel momento.

Sicuramente Bora Bora è un’isola che va vista una volta nella vita, noi ci siamo stati e gli occhi rimangono appagati dallo splendore ma è anche un posto molto finto e ricreato apposta per i turisti per i grandissimi resort a 5 stelle che praticamente hanno invaso ogni centimetro dell’isola; credo che sia uno dei posti più cari del pianeta ma si riesce comunque a contenere le spese senza servirsi di ristoranti o di alloggiare in posti economici e questo non significa perdersi qualcosa, anzi a volte da dietro lo sfarzo riesci a conoscere gente semplice come i polinesiani che invece di servirti al tavolo in giacca e cravatta si fermano a scambiare 4 chiacchiere con te e magari dandoti qualche consiglio.
Alcune spiagge di molti resort sono così bianche da lasciarti senza parole poi invece andando ad osservare da vicino o parlando con la gente del luogo si viene a sapere che la spiaggia viene importata da altri atolli delle isole circostanti e gettata sulle spiagge per ricreare l’atmosfera di paradiso e di sabbia paradisiaca che si può trovare solamente a Bora Bora, snaturando quindi un’ecosistema e la natura.

L’alloggio che avevamo scelto sempre da internet si chiamava Chez Nono situato a Matira Point un bellissimo angolo di paradiso in mezzo alla laguna; era davvero semplice e anche un po’ tenuto male, ma abbastanza abbordabile come cifra pur trovandosi a Bora Bora. Avevamo una camera sulla spiaggia una cucina comune con gli altri ospiti della pensione, e la laguna … Il colore dell’acqua era fantastico ed era calda, la sabbia era cosi bianca che sembrava farina, il fondale trasparente che neanche si aveva bisogno di occhialini per guardare sott’acqua, il sole era alto in cielo e di fronte a noi avevamo questo azzurro meraviglioso che davvero sembrava surreale ed il solo pensiero che ci saremmo fermati qui solamente per 4 giorni per poi proseguire in direzione dell’Australia sembrava la prossima tragedia che sarebbe accaduta … era bellissimo.


Usciti dalla nostra nuova pensione ci dirigemmo nel paese più vicino per cercare un piccolo supermarket per acquistare un po’ di cibo per i prossimi giorni e durante il tragitto notammo dei ristoranti sulla spiaggia e dei resort 5 stelle che proponevano i loro menù esposti lungo le bacheche; tutto ha il suo prezzo e tra ristoranti esotici con chef internazionali menù più o meno raffinati e cucina europea a Bora Bora credo che sia quanto di più caro si possa decidere di spendere in vacanza ad esempio per un piatto di pasta si puo scegliere di spendere dai 25 agli 80 euro per non parlare dei vini.

Il piccolo alimentari si trovava in un edificio a pochi passi dal mare e una volta pagati circa 5 euro per una baguette e 8 euro qualche barattolo di passata di pomodoro ce ne siamo tornati al nostro Chez Nono passando lungo la spiaggia occupata totalmente dai resort pieni di turisti in gran parte italiani nel delirio più totale di odore di creme solari e abbronzature da capogiro.

Moltissimi turisti vengono qui con dei pacchetti vacanza all inclusive ed organizzati alla perfezione da tour operator di ogni parte del mondo, 1000 euro per una notte in un lussuoso overwater bungalow non è una rarità e dato che questa è l’isola degli eccessi e tutto quello che si desidera fare a Bora Bora è possibile nuotare con i delfini, dare da mangiare agli squali o alle manta rays nella laguna, immergersi nei fondali marini con un sottomarino oppure avventurarsi con un 4X4 nell’interno dell’isola.

Un giorno sentendo alcuni racconti di persone nel nostro alloggio decidemmo anche noi di prendere in affitto due biciclette per fare il giro dell’atollo per apprezzare gli scorci dell’isola confidando nella splendida giornata di sole e delle magnifiche spiagge che avremmo incontrato facendo questo tour che a detta dei turisti non era faticoso, soltanto qualche salita un po’ ripida in alcune zone del tragitto Ovviamente per questo tour noi scegliemmo la partenza intelligente la mattina alle 11.30 quando il sole era già bollente e folgorante anche all’ombra e non appena iniziammo a pedalare nessuno dei due aveva il coraggio di guardarsi in faccia, una fatica immane …
La prima tappa fu stabilita nell’immediato istante dopo essersi messi in sella, e già con il fiatone parcheggiammo le bici per arrampicarci a piedi per un impervia salita in mezzo al bosco da dove si poteva vedere un meraviglioso panorama tra isolotti (motu) spiagge stupende e piccoli paesini; dato che ci eravamo preparati le nostre lussuosissime baguette pranzammo dall’alto di questa collina a 40 gradi e da subito cercammo di scrutare l’orizzonte tracciando con lo sguardo il percorso che avremmo dovuto fare con le bici consapevoli del fatto che sarebbe stata una lunghissima e piacevole sfiancante giornata.
La strada era davvero bella e piacevole da percorrere con le bici, in alcuni tratti ci si aprivano degli scorci incredibili e dato che le biciclette non avevano un cambio per le marce su alcune salite ci ritrovavamo a spingere le bigi sotto il sole maledicendo quei turisti che ci avevano consigliato di fare questo tour; però è stato davvero bello, in alcune zone dell’isola eravamo soltanto noi a fare il bagno non c’era nessun turista, al massimo qualche pescatore con la propria barchetta che sembrava volare sopra il pelo dell’acqua e credo che la fatica abbia accresciuto la voglia di tuffarsi in acqua per rinfrescarsi.
Durante il percorso notammo molti nuovi cantieri per mega hotel in fase di realizzo con scavi e gettate di sabbia bianca per rendere immacolata la spiaggia che in realtà era semplicemente fatta di scogli o pietre che non attirerebbe nessun turista ma che di sicuro al termine dell’opera sarà molto bella; dall’alto si vedono centinaia di bungalow sull’acqua come se quel tipo di abitazione fosse la tipica casetta polinesiana mentre gli abitanti abitano in piccole baracche senza nessun vezzo o magari i più s****ti anche lontani dal mare. Abbiamo incontrato tantissimi bambini e genitori con figli piccoli del luogo che andavano a fare il bagno, e quello si che è stato un bel momento forse il più reale dell’isola di Bora Bora. Quella sera aver fatto il giro riconsegnammo le bici e tornati al Chez Nono prendemmo tavoli, sedie e li portammo in spiaggia sul bagnasciuga cucinammo un piatto di crostini con pomodoro fresco e pasta aspettando il tramonto e non credo che ci sia niente di più romantico.

Il giorno della partenza per l’Australia lasciammo Bora Bora con un gran magone anche se personalmente Huahine aveva lasciato su tutte le isole il segno più marcato, era stata la nostra isola personale per pochi giorni e con le aspettative che avevamo su Bora Bora prima di arrivare siamo rimasti un po’ delusi ma non c’è che dire anche se molto finta è sempre un bel vedere; il nostro volo ci portò sull’isola di Tahiti e saremmo rimasti a Papeete fino alla sera dato che avevamo il volo per Sydney a mezzanotte.
Non posso dare un giudizio su Tahiti dato che ci siamo stati veramente poco limitandoci a Papeete che è la capitale quindi abbastanza caotica, sporca e non proprio idilliaca; c’è molto traffico e il solo attraversare la strada è un’impresa. E’ però molto divertente prendere i bus locali che assomigliano molto a degli scuolabus di una vita fa e sono molto economici contrariamente a quanto si possa pensare; abbiamo visitato il coloratissimo mercato di Tahiti posto ideale per comprare dei souvenir tipici del luogo, per mangiare un boccone e spendere una fortuna per delle stupende perle, oppure pareo originali polinesiani o made in china, centinaia di ghirlande di fiori, e tutte quelle cose che possono essere pressoché inutili se si prosegue per l’Australia dato le forti restrizioni nell’importazione di piante, pelle cibo o frutta. Ce ne saremmo accorti al nostro arrivo a Sydney durante il procedimento di immigrazione quando ricordammo di avere una busta contenente della vaniglia in valigia regalataci dal Sunset Hotel di Tahaa: potevamo scegliere di dichiarare di avere delle piante della Polinesia oppure essere sbranati dai cani della dogana ed infatti dichiarammo la vaniglia e ci fecero passare.

Il viaggio in Polinesia Francese non è impossibile e con le dovute accortezze si riesce a contenere il budget entro limiti quasi accettabili e prenotando in anticipo consultando i forum che si trovano in internet. Molti alloggi non hanno neanche il proprio sito web e si va un po’ a caso nella scelta ma il bello è proprio questo, bisogna anche sapersi adattare alle varie situazioni che si trovano. A me e Monina piace viaggiare, appena possiamo scappiamo dall’Italia con in mano soltanto una buona guida, lo zaino e la macchinetta fotografica ed il biglietto aereo. Il nostro viaggio è poi proseguito per l’Australia a bordo di un van tutto scassato in giro per parchi nazionali campeggiando dove capitava. Da Singapore in treno siamo arrivati in Thailandia attraversando la Malaysia facendo tappa all’Isola di Tioman e superando i confini più assurdi in barca verso la Thai. Abbiamo dormito in treni vietnamiti attraversando la costa da Hanoi fino al Laos con mezzi di fortuna. Ma questa è un’altra storia!


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Ci sono 13 commenti su “Il giro del mondo in 80 giorni

  1. Bene bene, ho capito: quando e se riuscirò a realizzare il sogno per eccellenza, ossia la Polinesia, non dovrò assolutamente perdere Hauhine:ok:. Mi hai fatto letteralmente sognare ad occhi aperti, grazie:rose:
    Per il resto, mi unisco alla richiesta di Giovanna di aggiungere qualche foto. E poi, se non ti dispiace, vorrei chiederti se potresti fare un calcolo approssimativo di quanto hai speso per la sola Polinesia, escludendo il volo intercontinentale, visto che tu hai fatto un RTW. Praticamente mi piacerebbe avere un’idea del costo a persona tra pass aereo, alloggi, mangiare…insomma, tutto ciò che ti è servito durante la permanenza in quel paradiso.

  2. Intanto grazie a tutti!!!!

    In effetti è stata un’aesperienza indescrivibile e per riuscire a prendermi 80 giorni di vacanza non è stato così semplice, per i prossimi 50 anni dovrò lavorare come uno schiavo…

    @Giovanna
    Di foto ne ho fatte tantissime, posso pubblicarle senza problemi e ci sono degli scatti veramente interessanti, lo faccio quanto prima.

    @Federica
    Io posso scriverti tutto, devi però considerare che il viaggio risale a tre anni fa e i prezzi sicuramente saranno cambiati.
    Se preferisci posso andare a cercare i prezzi delle location attualmente pubblicati, il pass aereo di Air Tahiti per darti l’idea piu vicina alla realtà, lo faccio volentieri, lasciami soltanto una giornata.

  3. Mah guarda, andrò contro corrente, ma a me delle foto non me ne frega niente!!:)…saranno bellissime, ovvio, ma questo diario è semplicemente fantastico, scritto proprio come l’avete vissuto…….la fortuna che avete avuto a godervi quell’isoletta tutta x voi…con quelle persone cordiali, le gite in barca, il prepararsi la cena da soli…il giro in bici….l’alba….(i cani!!)….tutto lontano dal caos…..:serenata:…nella totale semplicità delle cose…..è questo che ho adorato….come dico sempre Volere è potere!!!….

    prometti una cosa però:…devi continuare la storia…io aspetto!!!:rose:

  4. Io leggerei volentieri anche la parte relativa all’Indocina, quando avrai voglia di scriverla… bellissimo racconto, il capitolo dedicato a Huahiné mi ha coinvolto al 100%, per qualche minuto mi sono sentita trasportare sul motu… e condivido appieno il tuo stile di viaggio…

  5. federica wrote:
    Praticamente mi piacerebbe avere un’idea del costo a persona tra pass aereo, alloggi, mangiare…insomma, tutto ciò che ti è servito durante la permanenza in quel paradiso.

    ——————————————————————————————————–
    Ciao Federica,
    sono stato un po’impegnato e ti chiedo scusa del ritardo.
    Ho fatto una simulazione di airpass attuale con Airtahiti e il prezzo con lo stesso itinerario che abbiamo fatto noi a suo tempo è il seguente:

    [/U][/U][/U][/U][/U]

    Uploaded with ImageShack.us[/U][/U][/U][/U][/U]

    Facendo un calcolo con il franco del pacifico al giorno di oggi mi risulta questa cifra qui:

    Euro 723,39 x due passeggeri

    [/U][/U][/U][/U][/U]

    Questo per quanto riguarda i pass aerei.

    Ora passiamo agli alloggi:

    Moorea
    Fare Maeva Moorea
    http://www.faremaevamoorea.com[/U][/U][/U][/U][/U]
    il prezzo attuale è 85 Euro a notte minimo 2 notti

    Huahine
    Motu Mahare
    http://aumotumahare.blogspot.com/[/U][/U][/U][/U][/U]
    il prezzo è circa 62 euro a notte

    Raiatea
    Sunset Beach Motel
    http://www.sunset-raiatea.pf/en/index.html[/U][/U][/U][/U][/U]
    il prezzo al 2009 è 101 Euro a notte a coppia

    Bora Bora
    Chez NONO
    http://www.cheznonobora.com/[/U][/U][/U][/U][/U]
    i prezzi partono da circa 62 euro a notte dipende dalla sistemazione.

    Per tutto il resto non posso quantificarti una somma precisa, facevamo spesa nei piccoli supermercati delle varie isole: posso dirti che costa tutto quasi due volte che in italia, ma si riesce a risparmiare, devi adattarti a dei menu un po monotoni: pasta, tonno, baguettes ecc… ma poi dirai, chissenefrega sono in Polinesia!!!
    Se hai altre domande chiedi pure.
    Ciao.

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