Islanda in moto gs

Islantour
In moto verso l’Islanda atraverso le Far Oer, un pò di violenza alla mia indole off road, partiamo stavolta con il GS alla volta della Danimarca, porto di Hanstolm, la strada è lunga e monotona, soprattutto per me, finalmente arriviamo alla meta e ci imbarchiamo, non sarà una navigazione tranquilla, le onde in mare aperto sono impressionanti, la nave ondeggia paurosamente, all’inizio è quasi divertente barcollare da un bar all’altro, ma dopo dovremo trascorrere gran parte del tempo sdraiati nelle cuccette.
Gli alloggi sono stati tutti prenotati via internet, qualche hotel e bb, soprattutto si tratta di fattorie e case private che offrono camera e colazione.

1giorno sbarco alle Far Oer
Lo sbarco avviene all’alba a Torshavn, come previsto fa freddo e pioviggina.
Torshavn – Vagar- Streymoy- Eysturoy
Attraversiamo l’isola di Streymoy verso nord non prima di esserci soffermati alle scogliere di Vestemanna è il biglietto da visita delle Far Oer, avremmo dovuto fare un’scursione in barca ma a causa del maltempo dobbiamo rinunciare. Decidiamo di passare il tunnel sottomarino che collega Streymoy a l’isola di Vagar, nonostante il maltempo il tragitto ci regala stupendi panorami sui fiordi. Rientriamo verso Streymoy in esplorazione dell’isola, costeggiamo lo sretto di Sondini che separa Streymoy dall’isola di Eysturoy fino a scendere nell’insenatura di Tyornuvik, fotososta di rito.Piove ancora a dirotto, decidiamo di prendere posssesso del nostro alloggio velocemente a 120 in terza marcia.

2giorno Eysturoy -Boroey -Vioeoy -Torshawn
Piove ancora, ma non possiamo certo per questo restare bloccati, tuta da acqua e partenza verso Klasvik, attraversiamo un tunnel sottomarino oltrepassiamo la città verso l’isola di Boroy per arrivarci dobbiamo oltrepassare numerosi tunnel ad una sola corsia non illuminati, la strada è stretta e in forte pendenza, occorre fare molto attenzione anche a causa del fondo molto viscido.
In prossimità di Noroedepil possiamo ammirare il canale che separa le isole di Boroey da quella di Vioeoy le due isole sono comunque collegate da un ponte. La pioggia è diminuita di intensità, procedimao verso il paesotto di Vioereioei, fotorito dalle scogliere, il paesaggio è una cartolina, questo è il luogo probabilmente più fotografato delle Far Oer.
Rientro su Torshawn e sistemazione in bb

3giorno Far Oer – Torshavn
Abbiamo tempo a disposizione per un giretto nella città, ma il tempo è sempre inclemente. Nel pomeriggio ci spostiamo al porto per l’imbarco sulla Norrona con destinazione Islanda, lasciamo le Far Oer con bellissimo tramonto rosso.

Arrivo in Islanda
1giorno Seydisfjorour – Jokulsarlon -Klastur
Ci prepariamo allo sbarco, saliamo sul ponte della Norrona per gustarci l’arrivo nella sospirata Islanda, prima di attraccare al porto possiamo già intrevedere la natura vulcanica del luogo con i suoi colori bruciati e le cime più alte innevate. Nonostante le moto lo sbarco non è agevole, questa volta ci occorre molto tempo per il fiume di camper che ci bloccano.
Finalmente fuori, quasi trenta chilometri di strada per Egilsstadir un serpentone di auto e camper che si inerpicano tra i tornanti fino al passo per fortuna si fermano quasi tutti per ammirare le vedute sul lago Lagarfjot, avremo tutto il tempo successivamente per godere delle vedute, ne approfittiamo per divincolarci dal traffico che somiglia più ad una tranquillo mattino delle nostre città all l’orario di apertura delle scuole.
Arriviamo ad Egilsstadir stessa scena, la oltrepassiamo subito in direzione della mitica RR1.
Percorsi solo 20 km ci troviamo finalmente nello scenario Islandese, strade sterrate, montagne e specchi d’acqua. La strada si fa sempre più accidentata, saliamo e scendiamo per lunghi tornanti fino a raggiungere la piana poverosa di Breioedalur è l’ora di dare una sgassata per lasciare il segno del nostro passaggio.
Proseguiamo sulla strada costiera su strada mista asfalto-terra, sostiamo numerose volte per ammirare dall’alto scorci di panorami sulle solitarie spiagge. Il clima è buono decidiamo di puntare su Jokulsarlon per visitare la laguna ghiacciata, lo spettacolo è “Unico” Iceberg e Iceberg di ogni forma e dimensione, siamo esaltati da questa visione fantastica, il massimo è fare una gita in barca all’interno della Laguna.
Pernottiamo all’Icelandair Klastur
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2giorno Klastur – Skftafell – Vik – Skogar
Di primo mattino complice il bel tempo ripartiamo alla volta di Skaftafell, è un bel parco ma nessuno ha voglia di scendere dalla moto, proseguiamo verso Vik attraverso il paesaggio lunare di Sandur. Per arrivare a Vik la strada corre parallela per circa 50 km, in vista del paese si ha la sensazione di attraversare una mare verde ma sono soltanto vecchie colate laviche che si estendono fino all’abitato, il tempo per un panino inmbottito con un trancio di salmone e proseguiamo per Skogar per sistemarci presso una casa fattoria, è tutto carino, la cena che ci viene offerta è in classico stile Islandese.

3giorno Skogar – Reykjavik
Al mattino tutti di nuovo in sella, la strada che conduce in prossimità della capitale è scorrevole, stiamo entrando in una zona molto turistica e si vede chiaramente dal gran numero di mezzi in circolazione, niente a che vedere con le giornate precedenti. Visitiamo il cratere di Kerio piccolo ma attivo. Proseguendo incontriamo quella che dovrebbe essere l’attrattiva più nota dell’Islanda, il Geisyr Strokkur, già in lontananaza sono visibili i getti d’acqua,certo che arrivando in moto si è presi da un fortissimo odore di zolfo.

La zona è ovviamente presa d’assalto da un’orda di turisti, ma la bellezza di questa sosta sta nel visitare le vicine cascate, è necessario coprirsi dagli spruzzi, la panoromica è molto bella anche se il luogo è affollatissimo.
Decidiamo di andare subito verso Reykjavik passando per uno sterratone alternativo sulla r 365, di primo pomeriggio siamo in città, nella civiltà di una normale cittadina paragonabile ad altre. AReyk ci siamo concessi il lusso di pernottare all’ Hotel Holt, l’unica per così dire divagazione isolana, devo dire che la scelta si è rivelata giusta, gli altri alberghi somigliano più a delle carceri o se volete sono dei tristi casermoni, il bello è che nessuno si è meravigliato della banda di motociclisti, anzi siamo stati accolti bene e coccolati.
http://www.hotelholtreykjavik.com/

4giorno Reykjavik- Laguna Blù
Reykjavik non offre molte attrattive, una tranquilla città, ci limitiamo ad un giro a piedi in centro fino al laghetto di Tjoern.
solo da una certa ora della sera il centro si anima ed i locali sono tutti affollatissimi.
Ci stiamo annoiando, rimontiamo in sella per andare a fare una bagno nella famosa laguna blù. Praticamnete si tratta di nuno stabilimento balneare all’aperto, super turistico super affollato e se vogliamo un pò deludente rispetto alle aspettative.
Comunque ci siamo e un tuffo a ranocchio è quello che tutto sommato ci vuole, le acque termali sono caldissime a dispetto della temperatura esterna. Ci gustiamo questo pomeriggio di relax dopodichè rientriamo su Reyk.

5giorno Reykjavik – Akureyri
La giornata è dedicata esclusivamente allo spostamento versola città di Akureyri, la seconda per dimensioni dell’isola. Percorriamo la mitica la ring road, attraverso valli e passaggi panoramici costieri, e un paio di valichi nel massiccio dello Slettafel. La città di Akureyri gode di un’ottima posizione in fondo al Eyjafjoeroeur, è animata da tanti villeggianti. Preso possesso della nostra gh facciamo i *SPAM?* lungo le banchine che cisteggiano il fiordo.
http://www.akurinn.is/

6giorno Akureyri – Lago Myvatn
Al mattino partiamo per quella che è la zona vulcanica dell’isola, circa 100 km ci separano a da Myvatn, Scarichiamo tutto ciò che abbiamo sulle moto comprese le borse, sgonfiamo le gomme e partiamo per quella che forse sarà la più bella avventura Islandese, poco fuori del paese imbocchiamo la pista dell’Askja, la pista è una pianura desertica con il fondo lavico scuro che si perde a vista d’occhio con sullo sfondo una vetta innevata solitaria, è quella della montagna Heroeubreio, percorriamo la pista a tratti alternati in sella quasi e in piedi sulle pedane, la sensazione quella di essere sbarcati sulla luna.In prossimità dell’Herðubreið incontriamo un rifugio ed un campeggio, fa freddo, sarebbe stato bello fermarsi ma tutte le nostre cose sono rimaste a Myvatn .Proseguiamo per una pista che con l’andare avanti cambia continuamente aspetto fra saliscendi e ripide risalite, non è difficile, occorre solo un pò di attenzione alle pareti e a i fondi lavici rocciosi, giugiamo ad Askja, dal piazzale di sosta chi vuole puòaccedere ai bordi ndell’immensa caldera. Troppo freddo conviene ripartire verso il lago Oskjiuvatn, nelle vicinanze si può vedere il cratere a attivo di Viti con le sue acque geotermiche dal colore azzurro.. rientro in hotel.
http://myvatn.is/english/

7giorno Myvatn- Krafla – Myvatn
La mattina è dedicata alla visita che la zona del Myvatn offre,. la meta tappa è quella al vulcano attivo del Krafla, situato una decina di chilometri nord-est da Reykjahild, ovunque sono presenti getti e vapori che fuoriescono dai crateri, manca soltanto che ci apparisca il diavolo. Ritornando verso il lago Myvatn intravediamo un’enorme campo geotermico, l’aria è molto acre, a sospiri tiriamo dritto.

8giorno Mytavn – Husavik- Eglisstadir
Terminate le operazioni di carico dei bagagli lasciamo il bellissimo lago di Mytavn in direzione di Husavik, ci fermiamo al porticciolo per un’escursione in barca, saremo fortunati riusciremo ad avvistare le balene. Nel tardo pomeriggo attraverso la penisola di Tjornes sino ad Asbyrgi arriviamo a Eglisstadir alla caserma Icelandair dove ci sistemiamo per la notte.
http://www.icelandairhotels.com/hotels/hotel-herad

9giorno Egilsstadir – Seyosfjorour
Siamo alla fine del mototour, lasciamo Eglisstadir per percorrere il tratto di strada che ci separa dall’imbarco. Così come all’andata la strada è un serpentone di auto camper e moto, le operazioni di imbarco per noi sono veloci, le moto salgono subito. Occorreranno due giorni e mezzo di navigazione per giungere in Danimarca a Hanstolm, una volta sbarcati

intraprendiamo una sonnolenta via del ritorno.

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