Fuerteventura: un lembo di Spagna nel deserto

La ricerca per il viaggio d’estate è sempre nel medio raggio. Grecia, Baleari, Tunisia e Egitto le abbiamo già fatte negli anni scorsi e allora pensiamo subito alle Canarie. Certo, ma quale delle 4 isole? La prima scelta è caduta su Tenerife, isola principale dell’arcipelago, poi abbiamo pensato a Gran Canaria per la varietà di climi e panorami che è possibile trovare, anche Lanzorote ci sarebbe piaciuto per vedere il parco attorno al vulcano ma alla fine abbiamo scelto di andare a Fuerteventura perché fondamentalmente cerchiamo una vacanza di mare e di spiagge e in quest’isola ci attirano proprio il bel mare e le tante spiagge sabbiose.
Come al solito cercare camere quadruple (senza spendere troppo) non è facile, e, dopo aver vagliato diverse soluzioni, andiamo al Costa Calma Beach Resort, prenotando con alpitourworld, più che altro per essere davanti ad una baia piuttosto riparata dal vento, con tanta spiaggia e più o meno a metà isola per poter andare sia a nord che a sud a vedere qualche altra spiaggia tra quelle famose dell’isola.
La partenza è lunedì 5 luglio 2010 con la compagnia Meridianafly da Malpensa, il volo è in ritardo di un’oretta, l’aereo è un A320, quindi dopo un po’ di tempo di volo si inizia a far sentire il fastidio dello spazio piuttosto ristretto tra i sedili. Tra l’altro i monitor non vanno, quindi niente intrattenimento. Comunque tutto passa quando finalmente si arriva a Fuerteventura.
Il viaggio in pullman dall’aeroporto all’hotel (un’oretta di viaggio) ci mostra subito il paesaggio brullo e desertico dell’isola con pochissime auto in quella che è comunque la strada principale che collega nord e sud dell’isola e tante capre sul percorso anche ai bordi della strada. Soprattutto la prima sorpresa riguarda il meteo, è molto più fresco di quanto potessimo aspettarci, siamo partiti dall’Italia con ben oltre 30 gradi e arriva con circa 20 gradi in una serata leggermente ventosa anche se il vento (tanto temuto) al primo impatto non sembra dare molto fastidio per lo meno nella zona di Costa Calma. L’hotel è davvero grande però uno dei tanti receptionist (quello parlante italiano) ci accoglie in una saletta riservata e ci distribuisce le chiavi dandoci le primi informazioni sulla vita nell’hotel.
Alla fine della settimana il nostro giudizio sulla struttura che ci ha ospitato è sostanzialmente positivo con qualche pecca, nel dettaglio queste sono le nostre impressioni:

Posizione: molto buona, proprio all’inizio della baia di Costa Calma, in una zona tra le più riparate dal vento dell’isola e sempre con mare calmo. Davanti chilometri e chilometri di spiaggia, l’ideale per chi ama camminare sulla sabbia, ogni tanto in piccole insenature si trovano scoiattoli del deserto, gatti, granchi e altri animali che si avvicinano in cerca di cibo che normalmente portano i turisti. Ottima anche la posizione nell’isola, poco più a sud del centro dell’isola, Jandia e la costa sud raggiungibile in bus o in mezz’oretta di auto e anche le dune di Corralejo sono a poco più di un’ora di auto. A pochi chilometri dall’istmo che porta alla costa ovest (La Pared) e anche la spiaggia nera di Ajui si trova a poco più di mezz’ora.
Attenzione però: attorno c’è il nulla solo negozietti di suovenir o noleggiatori di auto, per chi cerca locali e movida meglio un’altra zona


Hotel: molto grande, circa 600 camere, 1500 ospiti, oltre la metà tedeschi e poi un centinaio di italiani, di inglesi, di spagnoli, di francesi e di olandesi. Di norma gli italiani sono nella zona denominata Nautilius, un po’ più decentrata ma forse maggiormente curata, noi (family room) eravamo nel corpo centrale. L’hotel è tenuto bene e piuttosto organizzato anche se un po’ “tarato” su esigenze tedesche nel senso che ad esempio la cena inizia alle 18.00, è vero che si può mangiare fino alle 21.00 però ad esempio il programma di animazione serale per bambini (l’unica che a noi interessava) iniziava alle 20, ampiamente dopo cena per i tedeschi, un po’ meno per noi .

Camere: noi avevamo la family room nel corpo centrale, proprio sulla stradina che porta alla piscina principale e poi alla spiaggia, una tra le camere più grandi in cui siamo stati, di fatto due stanze separate, ognuna con due letti oltre ad un bagno piuttosto grande. Pulizia da rivedere con due giorni in cui hanno rifatto la stanza (dopo nostra richiesta) alle 18 e alle 19. Gli altri italiani della zona Nautilius erano tutti piuttosto soddisfatti della pulizia delle stanza.


Spiaggia e mare: davanti all’hotel ci sono un centinaio di ombrelloni e lettini a disposizione in tre diversi gruppi , un caso piuttosto raro in Spagna e con la solita accortezza di arrivare molto presto al mattino (prima delle 8.30) ottima soluzione per prendere il sole in riva al mare. La spiaggia dell’hotel non è bellissima e, soprattutto con la bassa marea, ci sono un po’ di scogli che rendono non semplicissimo l’ingresso in acqua ma basta spostarsi di pochi metri sulla destra per fare il bagno e ci si trova in una spiaggia bellissima con acqua degradante, ideale anche per i bambini.

Piscine: 5 a disposizione, una per bambini e una bassa con idromassaggio, le altre, molto grandi erano ben tenute e pulite regolarmente.

Ristorante: nota piuttosto dolente, il cibo piuttosto ripetitivo non è mai stato di gran livello, pasta (scotta), pizza e patatine c’erano sempre e quindi i bambini mangiavano solo quello, per il resto poca qualità davvero. Comunque mai trovate code ai buffet, e nel complesso nessun problema di igiene rilevato.

Animazione: quasi nulla, internazionale, curata dall’hotel con spettacoli e intrattenimenti tradotti simultaneamente in 5 lingue. Presenti 4 ragazzi italiani di Alpitour (di fatto se ne sono visti solo 3) che però non facevano altro che tradurre in italiano e supportare le animatrici dell’hotel. Mia figlia è stata quasi tutti i giorni al mini club, due ore di mattino e due di pomeriggio, facevano disegni o castelli di sabbia in riva al mare, responsabile una ragazza ungherese che conosceva perfettamente 6 lingue con ogni tanto la presenza di un ragazzo Alpitour. Nulla di particolare come intrattenimento, ma massima sicurezza che i bambini non si allontanassero.


Già dalla prima mattinata abbiamo fatto quello che ci è più piaciuto della vacanza: lunghe passeggiate sulla spiaggia di Costa Calma. Con mia figlia piccola al mini club e quella grande per i fatti suoi, io e mia moglie, due volte al giorno, facevamo a piedi tutta la zona di Costa Calma, un paio di chilometri di spiaggia tra il Costa Calma Beach e il Tindaya, forse la migliore struttura della zona, che ospita tanti italiani in quanto è anche un Veraclub. Quindi due chilometri di sabbia con ogni tanto qualche insenatura di rocce, sempre sabbiosa con la bassa marea e con l’acqua che arriva fin dagli scogli con l’alta marea e in poche ore la marea cambia rapidamente. In queste piccole insenature, apparentemente vuote, appena ti avvicinavi spuntavano all’improvviso e si avvicinavano tanti animali, tanto incredibili per la varietà e tenerezza quanto inaspettati. Ogni tanto si trovava a spadroneggiare sulla zona qualche grande corvo nero, sempre circondato da innocui piccioni bianchi o grigi, poi tanti, tantissimi gatti, anche intorno all’albergo, tutti vaccinati dal controllo veterinario nazionale (e lo notavi dal fatto che avevano un piccolo lembo dell’orecchio tagliato), granchi grandissimi, sia neri che rossi, a volte un po’ inquietanti ma sempre pronti a nascondersi sotto gli scogli appena ti avvicinavi con la loro imprevedibile andatura in diagonale. Dal mare arrivavano e si posavano a terra spesso dei gabbiani, incuranti dei turisti e tutte le altre specie animali. Ma l’animale che più ci ha fatto tenerezza e sorpresa è stato senza dubbi lo scoiattolo del deserto. Ce ne sono tantissimi, appaiono dalle rocce all’improvviso, arrivano velocissimi fino quasi a sfiorarti le caviglie, cercano se hai qualcosa da dargli da mangiare e poi altrettanto velocissimi spariscono ancora magari risalendo in verticale qualche parete rocciosa. Noi, come tanti altri turisti, abbiamo provato più volte a portare loro qualcosa da mangiare, pane, torte, anche cereali, tutto non gradito dagli scoiattolini, finchè dopo qualche giorno abbiamo capito quale è il cibo preferito: il mandarino!! Ecco alloro ci avviciniamo alle insenatura popolate dagli scoiattoli, allunghiamo lo spicchio di mandarino ed ecco che arriva velocissimo il primo scoiattolo, più veloce degli altri afferra lo spicchio e corre qualche metro più in là al riparo da altri suoi simili e si alza su due zampe e con le altre due inizia a succhiare avidamente il mandarino, grande quasi come la sua testa. Uno spettacolo tenerissimo e bellissimo che si è ripetuto poi tante volte nella settimana. Ci mancheranno alla fine della vacanza questi piccoli animaletti buffi dalla coda lunga.

Naturalmente Fuerteventura è un’isola che deve essere vista, perché lo scenario e le spiagge sono tanto diverse da una parte all’altra dell’isola, quindi decidiamo di prendere un’auto a noleggio 3 giorni e girare un po’ l’isola. Nel piccolo centro di Costa Calma ci sono tanti noleggiatori di auto così possiamo anche fare un confronto sui prezzi (tutti piuttosto bassi rispetto all’Italia, ma anche rispetto a Rodi o Minorca ad esempio) e alla fine prendiamo da Auto Soto, una Polo 5 porte per 30 euro al giorno e partiamo alla scoperta dell’isola.

La prima tappa è molto vicina, Sotavento, il paradiso dei surfisti e una delle spiagge più belle del mondo si trova solo a qualche chilometro da noi. E subito si può vedere la stranezza e l’imprevedibilità di quest’isola. In hotel brezza leggera per nulla fastidiosa, a cinque minuti di auto vento fortissimo da non riuscire nemmeno a stare in spiaggia perché la sabbia arriva addosso. Lo scenario è comunque molto suggestivo con il gioco della marea che porta l’acqua del mare a coprire lembi di sabbia per poi ritirarsi a lasciare delle “piscine naturali” davvero suggestive. Siamo tornati 3 volte a Sotavento (anche perché vicinissimo a noi) e abbiamo sempre trovato il livello del mare diverso con quindi scenari differenti tra loro anche se eravamo nello stesso posto ma sempre con il vento fortissimo che non permetteva di fermarci in spiaggia.

Proseguendo oltre Sotavento, verso il sud dell’isola, la tappa successiva del nostro spostamento è stata Morro Jable e la sua spiaggia di Jandia, uno dei posti più frequentati dai turisti. La zona è simile a Costa Calma, tanti hotel, molti negozietti nella piccola zona turistica di Jandia e anche qua la lunga spiaggia di sabbia fine dorata. Il grande faro ti accoglie appena entri in spiaggia e poi sia a sinistra che a destra c’è tanta sabbia che arriva a lambire il mare calmo e blu. Una bella zona per chi cerca una vacanza tranquilla, peccato che sia dalla parte opposta dell’isola rispetto alle Dune che sono all’estremo nord.

Infatti una tappa quasi obbligata per chi decide di andare a Fuerteventura sono le Dune di Corralejo, a nord appunto appena prima di quella che è forse la cittadina con il maggiore movimento e la maggiore presenza di locali in cui divertirsi. Da Costa Calma dista un po’ più di un’ora di macchina, quasi 2 da Jandia, ma la strada è bella, si passa per l’unica strada a scorrimento veloce dell’isola, che taglia la costa est da nord a sud. Quasi improvvisamente si entra senza accorgersi nel parco delle Dune e sembra di entrare in un mondo fantastico, nel bel mezzo del deserto, con la sabbia bianchissima a formare dune alte alcuni metri e la stranissima sensazione di camminare sulla sabbia ma di non affondare, è sabbia ma ha una consistenza molto diversa dalla sabbia normale delle varie spiagge, davvero strana e incredibile. Dopo esserci rotolati un po’ nelle dune ci spostiamo nella spiaggia di Corralejo, molto bella con sabbia bianca però il mare è decisamente mosso e tira anche il vento e quindi restiamo soddisfatti della scelta di soggiornare a Costa Calma, lasciando il tempo per l’escursione giornaliera alle Dune di Corralejo.


Non volendo avventurarci in spiagge raggiungibili solo con fuoristrada o comunque raggiungibili in modo difficoltoso, tutta la costa est è stata fatta e a questo punto non volgiamo perdere l’occasione di vedere almeno qualcosa della costa ovest e dei paesini all’interno.

La prima scelta è facile perché molto vicina a noi. Costa Calma è proprio in un punto dell’isola in cui si restringe orizzontalmente tanto che per arrivare sulla costa ovest bisogna fare solo 5 chilometri e siamo a La Pared, una splendida spiaggia di sabbia scura con tante rocce attorno popolate anche qua da numerosi scoiattolini. Pochissima gente in spiaggia, nessuno in acqua (freddissima) ma una grande sensazione della potenza della natura, con il mare mosso che si perde al largo verso l’Oceano e i vari animali (granchi, gabbiani e altri volatili oltre gli scoiattoli) che guardano incuriositi e dubbiosi i pochi turisti che arrivano fin lì.


Risalendo l’isola però dalla parte occidentale le strade sono meno belle e scorrevoli, ma più strette e tortuose, non bisogna avere fretta ma fermarsi nei piccoli paesini che si incontrano lungo la strada.
Così ci fermiamo a Pajara, a Tuineje (esattamente al centro dell’isola) e poi torniamo a ovest verso Antigua e l’antica capitale Betancuria, dove vediamo anche la lavorazione (in varie forme) delle piante di Aloe Vera. Tutti paesini con la vera essenze delle Canarie, lontanissima dal turismo e dagli hotel di 2000 persone delle coste. Ogni casa ha il suo piccolo mulino a vento per pompare acqua (bene assai prezioso nell’isola visto che non piove quasi mai) e l’orticello da coltivare.

La nostra destinazione finale per la visita dello spicchio di isola che ci eravamo prefissati è Ajui, piccolo paesino sulla costa ovest con la spiaggia di sabbia nerissima (mai visto finora una spiaggia così scura) di evidenti origine vulcanica, anche questa spiaggia assai suggestiva e merita una visita.


Il noleggio auto è finito ma restano ancora qualche giorno per continuare a fare le nostre lunghe passeggiate sulla spiaggia di Costa Calma con le soste per “giocare” con gli scoiattoli.

Poi purtroppo la vacanza finisce davvero e, con quasi due ore di ritardo, con lo stesso A320 di Meridianafly (però con monitor funzionanti questa volta), rientriamo a Malpensa a notte fonda e siamo a casa praticamente all’alba, giusto in tempo per iniziare a pensare al prossimo viaggio.

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Ci sono 18 commenti su “Fuerteventura: un lembo di Spagna nel deserto

  1. Grazie a tutti :rose:
    In effetti gli incontri con i tanti animali nelle lunghe passeggiate sulla spiaggia di Costa Calma sono uno dei ricordi più piacevoli di questa vacanza. :serenata::serenata:
    Certo i granchi giganti e anche i corvi neri erano un po’ inquietanti :shock: ma i tanti gattini e soprattutto gli scoiattoli erano davvero tenerissimi :serenata::serenata:

  2. Non era un ladro ma eravamo noi e gli altri turisti che glielo portavamo, ne andavano ghiotti, lo succhiavano tutto in pochi istanti, è un mandarino, lo spicchio è piccolissimo ma sempre più grande del visino dello scoiattolo, tenerissimo

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