Repubblica Dominicana – Samanà

29 dicembre 2004 – Molta meno gente del solito a Malpensa, forse per via dei voli cancellati verso il sud est asiatico e il pensiero corre ancora tristemente a quei luoghi.
Partiremo in orario. No, un’ora e mezzo di ritardo per lentezza nelle formalità di imbarco. L’attesa è movimentata dalla presenza di un famoso cantante con a seguito un nutrito gruppo di familiari. Molti lo fissano, anche io, cercando di non farmene accorgere. Carina la maglietta verde militare che indossa.

30 dicembre 2004 – Arrivo a Puerto Plata. In 15 minuti abbiamo ritirato le valige e stiamo salendo sul pulmino che ci condurrà in hotel. Forse l’aeroporto internazionale di Malpensa dovrebbe venire a imparare qualcosa qui.
Piove.
Questa è la zona del paese con la maggior piovosità e dove piove il maggior numero di giorni all’anno.
Ma perché ci siamo venuti allora???

Tre ore e giungiamo al Tropical Smile.
Alla reception non c’è nessuno. Compare poco dopo un assonnato dominicano, è vero sono le 6 del mattino. Non c’è una sedia per sedersi e cerco inutilmente un cocktail, che dico, un bicchier d’acqua di benvenuto ….
Non importa, ci portiamo le valige in camera. Non c’è acqua calda, ci dicono che con calma arriverà. Disfiamo le valige e andiamo a fare colazione.
Sono solo le 8, un po’ di pazienza!!!! Dopo un po’ sorseggiamo un caffè …
La spiaggia reca ancora i segni dell’uragano di settembre, tronchi sradicati qua e là. In un angolo vediamo sedie e sdraio di vari modelli e colori ammucchiati qua e là. Ne recuperiamo due e ci godiamo il sole.
Chiediamo subito ai locali per le escursioni … ci rispondono che in qualche modo si potranno fare.
Forse sarà la stanchezza ma che schifo di posto!
A pranzo scarsissima varietà di cibo … chiedo l’olio per l’insalata, lo ottengo dopo un po’, per l’aceto non c’è nulla da fare, non lo hanno ancora “preparato”.
Contattiamo la responsabile Teorema e nel giro di due ore abbiamo rifatto le valige ed entriamo nel Viva Samanà, dove ci fanno accomodare su bellissimi divani bianchi e sorseggiamo un favoloso cocktail tropicale.
Comincia la vacanza!!!! Le assistenti in loco sono state gentilissime e velocissime, non penso la stessa cosa del responsabile Teorema che, in visita alla nostra agenzia di viaggio, ha consigliato il Tropical Smile (fuori catalogo) per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Non vediamo l’ora di avere un contatto ravvicinato con costui e costringerlo ad una settimana barricato in quell’hotel.

Il Viva Samanà è un bellissimo villaggio all inclusive. Qui gentilezza e sorrisi sono la parola d’ordine. La spiaggia è perfetta. I segni dell’uragano sono visibili passeggiando lungo l’infinita spiaggia di Coson. L’impressione è che una palma su due sia caduta sotto la furia del vento che, ci hanno raccontato, soffiava a 200 km orari.
Cinque chilometri dividono il villaggio da Las Terrenas e per muoversi occorre un taxi.

E poi sorpresa delle sorprese troviamo qui il cantante. Prima ho visto la maglietta verde militare, poi lui. Sembra un po’ stanco. Vorrei fare una foto con lui ma non gli do’ questa soddisfazione e allora lo fotografo di nascosto (sono troppo furba).

31 dicembre 2004 – Parco di Los Haitìses
Partenza alle 8 per Samanà dove ci imbarchiamo su un battello per raggiungere il parco. Inizia a diluviare. Ci vengono forniti dei giubbotti impermeabili. Ci vuole ben altro!! L’acqua arriva da ogni parte, non solo dal cielo, ondate entrano dai lati della barca … come faccia ad arrivare anche da sotto è un mistero.
Grondanti ma felici approdiamo su una spiaggia del parco.

Los Haitìses è un’area protetta famosa per l’infinita varietà di vegetazione.
Lo sguardo corre stupito in mezzo a quel verde incredibile. Intorno moltissimi isolotti di varie dimensioni con migliaia di uccelli.
Si continua poi la navigazione insinuandosi in angoli suggestivi, le radici delle mangrovie formano uno spettacolo eccezionale.
Non piove più ed è piacevole camminare in questa foresta lussureggiante.
Altra sosta per visitare due grotte e contemplare graffiti preistorici e, con un po’ di fortuna, avvistare pipistrelli, maxi ragni e il famoso Solenodonte.
Chi è il Solenodonte? E’ un grazioso animaletto originario di Cuba. Recentemente si è trasferito nella Repubblica Dominicana dopo aver scoperto che sull’Isla Grande non accettano più dollari.

Risaliamo in barca per raggiungere una baia solitaria per pranzare.
Mi astengo dal cercare un aggettivo per il ragazzo dominicano che conduceva la barca.
E’ partito come un razzo prendendo tutte le onde in modo che la barca saltasse al massimo. Le nostre urla non sono servite a nulla …. Botte incredibili al fondo schiena, persino i denti sbattevano fra loro.
Lui rideva ….
Del pranzo non ricordo nulla … eravamo tutti troppo impegnati a massaggiarci le parti più doloranti.

Ci spostiamo verso Cayo Levantado.
Io non vedo l’ora di arrivare, indosso maschera e pinne già sulla barca, così faccio prima.
Che delusione!! In mare non c’è quasi nulla da vedere e sull’isola botteghini di souvenirs e locali per bere … soprattutto rum.
E’ un vero peccato che non si possa rimanere tranquilli in spiaggia a godersi il sole … si è circondati da venditori di sigari, quadri, maschere, rum.
Rientriamo in hotel dove fervono i preparativi per il cenone.
Alle 21 siamo a tavola, si mangia veramente bene … Un’orchestra dominicana è scatenata nei ritmi latino americani …
Ai tavoli è seduto anche il famoso cantante, per l’occasione indossa una graziosa maglietta verde militare (!!)
Non ce la facciamo ad aspettare la mezzanotte e con sottofondo la baciata ci addormentiamo sperando nel nuovo anno.

1 gennaio 2005
Giornata dedicata al relax in spiaggia. Il mare è azzurro e limpido, un pochino mosso ma si fa tranquillamente il bagno.
Qualche nuvola compare, in pochi secondi dal cielo scende il diluvio. Di corsa al bar sulla spiaggia. Si beve qualcosa tanto è all inclusive ….
Al ventesimo acquazzone qualcuno canta cori alpini tirolesi ….
Alberto barcolla …. Che sia l’effetto del fuso?

2 gennaio 2005
Il cielo è un po’ coperto e allora con un taxi andiamo a curiosare Los Terrenas.
La cittadina sorge ai lati di una lunghissima strada. Un susseguirsi di negozietti, ristoranti, locali … purtroppo la via è trafficatissima motorini, taxi, auto, quads….. l’aria è irrespirabile, altro che targhe alterne!!
Acquistiamo i souvenirs per tutti e ci dirigiamo verso i ristorantini che sorgono sulla spiaggia …
Improvvisamente diluvia. Ci ripariamo sotto una tettoia e torniamo in villaggio.
Non piove più tutti in spiaggia! Pardon, piove ancora ….
Alberto, basta, è il 10° da stamattina!

3 gennaio 2005 – La cascata del Limon

Un pulmino in circa 45 minuti ci conduce in una piccola fattoria dove balziamo con agilità su due cavalli.
Due ragazzi fanno strada. Per circa 45 minuti ci addentriamo in una foresta e le povere bestie fanno una certa fatica a non scivolare … c’è parecchio fango e la strada è stretta e ripida.
Ricoperti di terra fino ai capelli giungiamo all’ingresso del “Salto del Limon”.
Nooooooo … c’è ancora un tratto a piedi.
Sigh, circa un quarto d’ora in un sentiero ripidissimo e scivolosissimo per arrivare alla cascata.
Mi butto in acqua per rinfrescarmi e ripulirmi.
La cascata è veramente bella e imponente. Intorno la solita vegetazione lussureggiante che continuiamo ad ammirare a Samanà.
Si torna. Il quarto d’ora di discesa si trasforma in mezz’ora di salita.
Il ragazzo che mi accompagnava ha una faccia piuttosto scura. Sarà perché sono sempre ferma? Ho un fiatone bestiale e le mie Superga ex bianche non mi aiutano a non scivolare. Non so come raggiungo il mio destriero e balzo agilmente su di lui … Va beh, non è vero, c’è uno scalino di legno che ti permette di montare a cavallo senza la minima difficoltà…

Il sole ha asciugato il terreno, asciuga anche il fango che abbiamo sul viso … un’ottima maschera purificante, appena in hotel farò una bella doccia calda per ripulirmi bene il viso. Non occorre, sta cominciando a piovere.
Avvertiamo un certo dolorino alle gambe.

4 gennaio 2005 – Safari in jeep nella penisola
Non vedo l’ora di partire, le mie gambe invece vorrebbero rimanere qui.
Saliamo, pardon, veniamo issati sulla jeep e rivolgiamo il viso al sole. Inizia a piovere poco dopo. Solertissimo un ragazzo stende sopra la jeep un telo. Non so a cosa serve, è più l’acqua che entra lateralmente di quella che arriva dall’alto.
Smette di piovere, il ragazzo toglie il telone, ci sembra un po’ ottimista, infatti pochi minuti dopo deve srotolarlo ….
Così oltre all’acqua che cadeva dal cielo ci è piombata addosso anche quella che era rimasta nelle pieghe del telone. Geniale il giovane!!
Prima tappa: sosta in una fattoria con degustazione di caffè, cacao, banane, ananas e naturalmente liquore tipico.
Visita al mercato di Samanà, un bordello incredibile.
Sosta alla baia de La Valle, per poi riprendere a guardare affascinati le migliaia di palme e di guayica (simili alle felci) di cui il promontorio è ricoperto.
Ultima tappa una piccola ma graziosa cascata, dove si arriva agevolmente e bagno tonificante.
Scendiamo più o meno agili dalla jeep ed entriamo correndo in hotel. Piove.

5 gennaio 2005 –
Giornata dedicata al relax in spiaggia

Vedi 1 gennaio, ma ha piovuto un pochino di più.
L’Hotel, fornisce un servizio di barellieri per il trasporto dei turisti dal bar sulla spiaggia alla camera. Alberto, vero uomo, c’è arrivato con le sue gambe.
In questo periodo le balene raggiungono la penisola di Samanà per l’accoppiamento.
Alcune sono già state avvistate ma purtroppo il Governo non ha ancora concesso il permesso per le escursioni.
Peccato, pochi giorni in più e avremmo potuto assistere a questo spettacolo!
Lo so, qualcuno adesso ci sta dando dei “guardoni”!

6 gennaio 2006 – Rientro
L’avventura è stata proprio questa, altro che il safari a Samanà.
Ore 1 valigia fuori dalla stanza, ore 2 partenza per l’aeroporto.
Siamo in 20. Il pulman è da 65 persone, troppo grande per percorrere una scorciatoia che avrebbe condotto in minor tempo all’aeroporto.
L’assistente Teorema, fuori di sé dalla rabbia, contatta il fornitore locale ma non c’è altro da fare …. Correre a Puerto Plata costeggiando tutta la penisola.
Saltiamo tutti su … L’autista parte come un pazzo. La porta non si chiude … a turno cerchiamo di bloccarla con ogni mezzo, il più efficace è assestare dei poderosi calci.
La stanchezza è tanta, qualcuno si addormenta ma viene immediatamente risvegliato dai calci di chi chiude la porta, dai sobbalzi della strada sconnessa, da un rumore pazzesco:l’autista ha centrato qualcosa ma ha proseguito imperterrito … forse era un motorino .. speriamo con nessuno sopra.
Poi si ferma, non ha quasi più benzina (farla prima no, vero?) …
Mezz’ora di contrattazione con un gestore armato, poi il brav’uomo ci dà la benzina.
Arriviamo all’aeroporto in tempo per imbarcare le valige e salire sull’aereo.
Siamo stremati.
Stiamo tornando a casa?
No, prima andiamo a Cancun, così per fare un giro, quasi quasi passo a salutare Alexem, no forse è in Italia.
Scendiamo e acquistiamo qualcosa anche lì, non indovinerete mai cosa: un presepe messicano!!!!!
Risaliamo in aereo dopo un paio d’ore.
Qualche problemino anche qui. Dimenticati gli auricolari perciò i film verranno proiettati con l’audio in filodiffusione. E chi vuole dormire?
Qualche colluttazione sedata dalle hostess e poi, a pieno volume, Spiderman 2 e l’altro con Tom Hanks
Casa!!!!!!
Davanti all’uscita di Malpensa ghiaccio vivo. Si scivola con le valige con rotelle, recuperiamo l’auto e sorridenti ci buttiamo sulla Torino-Milano dove la visibilità, causa una nebbia bestiale, è 5 metri al massimo.
Sono trascorse 23 ore dalla consegna delle valige in hotel all’arrivo a casa, ma anche se ci sono state alcune cose negative siamo felici di questo viaggio.
Anche questa volta abbiamo imparato qualcosa, la calma e il sorriso dei dominicani e nel cuore abbiamo immagini bellissime: la pioggia spesso odiata ha permesso che qui la natura esplodesse in tutta la sua bellezza … Un solo un dubbio ci pervade: S., ma quante magliette verde militare avevi portato a Samanà?

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