Capodanno a Berlino

Capodanno a Berlino
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Ci troviamo in piena estate.
Il caldo e l’afa sono opprimenti. Il ricordo del freddo dell’ultimo capodanno trascorso a Berlino, pare darmi un certo sollievo.
Ne approfitto del tempo libero per incominciare il mio diario di viaggio; sento il dovere di darvi importanti suggerimenti per evitare errori da me stessa commessi.
Voliamo da Napoli in mattinata con easyjet , il 31 di Dicembre 2009.
Il costo dei voli per quel periodo è abbastanza alto. Poco importa se si sceglie una compagnia low cost e si prenota con un certo anticipo.
L’unico metodo per risparmiare davvero sarebbe quello di prendere il volo già dal mese di Settembre, per poi viaggiare a natale e capodanno.
In due, spendiamo per il volo 420.00 euro, acquistando con due mesi di anticipo ed usufruendo di un sconto a persona del 20% sull’andata.
Arriviamo al’aeroporto di Schonefeld , il secondo per importanza dopo quello di Tegel.
Entrambi sono posizionati in due diverse zone della città, ecco perché consiglio di scegliere la sistemazione in base all’aeroporto che si userà.
L’impronta delle due vecchie fazioni si presenta subito alla nostra attenzione: Schonefeld si trova nella zona Est, apparteneva appunto alle forze sovietiche. Quello di Tegel invece si trova ad Ovest e fu costruito dagli alleati.
Ovviamente, il nostro hotel si trova nella zona opposta, appunto ad Ovest. Il pensiero va all’operatrice di viaggi che non ha tenuto conto della cosa. Giuro che questo sarà l’ultimo viaggio organizzato; dal prossimo faremo da soli.
Rassegnati ad un tragitto piuttosto lungo, prendiamo l’airoportbus bus n° 171 che in 10 minuti ci condurrà alla stazione della metropolitana di Rudow, linea U7. Prendendo la direzione per Spandau, in poco più di un’ora e oltre 15 fermate arriviamo a destinazione.
L’hotel si trova nella zona commerciale della Kufusterdam, importante via dello shopping .
E’ importante specificare che a Berlino non esiste un vero e proprio centro. Il lungo periodo che ha visto divisa la città, ha generato alla presenza di più aree di concetrazione.
Il risultato è quello di una metropoli dalle notevoli dimensione, alla pari di città come Roma o Parigi.
La rete dei trasporti è comunque efficientissima. Ci si arriva da una parte all’altra molto facilmente. L’orientamento è favorito da continui suggerimenti ed indicazioni stradali,non abbiamo avuto nessun momento di smarrimento ed incertezza.
Per i trasporti, consiglio di usufruire delle varie soluzioni di abbonamento.
Prendiamo quello settimanale per le zone principali della città (A e B); la ( C ) tocca solo la zona dell’aeroporto. Lo acquistiamo presso uno dei vari punti di informazione dell’aeroporto a 28.90 euro, valido per tutti i mezzi pubblici. Per la zona C facciamo un supplemento chiamato ”anchluss” che costa 1.40 euro e vale 120 minuti, giusto il tempo per lo spostamento dall’aeroporto al centro.
La sistemazione è quella dell’“Agon Olivare Apart Hotel”. Spendiamo per 5 giorni, 400.00 euro per una doppia, colazione compresa.
L’hotel si trova in un condominio, cosa assai diffusa a Berlino. Ci siamo trovati molto bene. Le camere sono belle spaziose, ottima la colazione e la zona.
Il tempo di sistemare i bagagli e ci dirigiamo subito nella zona del Tiergarten, la parte moderna.
E’ l’ultimo dell’anno: bancarelle di cibo ovunque, area festosa.
Scorgiamo appena il Sony Center, la zona dove sono racchiusi i più importanti uffici, è illuminato da mille lucine colorate, peccato non averlo potuto ammirare di giorno nel pieno della propria attività.
Il freddo è intenso ma più di tutto, ciò che ci crea fastidio è la neve che cade, cade e non sembra voler cessare.
E’ l’anno delle grandi nevicate in tutta Europa, è già un miracolo che il volo non sia stato cancellato.
In tutti i cinque giorni, di neve ne abbiamo avuta tanta, subendo qualche disagio ed impedimento.
Gli operatori del settore sono sempre a lavoro, per garantire la viabilità delle strade ma la difficoltà resta.
Consiglierei di visitare Berlino in un periodo dell’anno diverso da quello invernale. Le giornate sono brevi, alle tre del pomeriggio cala già la sera e le temperature del periodo si aggirano intorno ai meno 5 meno 12.
Tuttavia, avendo visitato in precedenza altre capitali europee durante il periodo natalizio(Vienna e Budapest), devo ammettere che gli addobbi a Berlino non si sprecano. Si aggiudica il primo posto in eleganza, ricchezza dei particolari e suggestione.
Purtroppo dopo il 25/26 di dicembre i mercatini natalizi terminano e non abbiamo avuto modo di visitarli. L’unico che rimane aperto dopo capodanno è quello allo Zoo di Berlino, accanto alla magnifica chiesa di Gedachniskirk (chiesa bombardata). Il campanile fu colpito durante la II guerra mondiale e mai più ricostruito a dimostrazione delle barbarie ricevute. L’impatto visivo è notevole.
Ci dirigiamo subito alla porta di Brandeburgo: l’intera piazza e spazio limitrofo è adibito ai festeggiamenti.. Ci perquisiscono gli zaini e le borse prima di farvi accesso. Troviamo la ruota paronimica, la cui fila è infinita e rinunciamo al giro.
Bancarelle di cibo ovunque ed un’enorme palco che copre la magnificenza e la bellezza della porta.
Nei giorni successivi, in seguito allo smantellamento dello stesso, abbiamo modo di apprezzarne la grandezza e lo splendore.
Sono appena le 19.00 e in effetti la piazza non appare molto affollata. Decidiamo di mangiare qual cosina in una delle bancarelle, il primo wurstel di una lunga serie, molto buono.
Per il resto della nostra permanenza,la cucina tedesca non ci entusiasma più di tanto. La carne di certo merita ma a dispetto delle altre capitali nordiche, ci aspettavamo qualcosa di meglio.
Mancano poche ore alla mezzanotte. Il mio compagno mi dissuade a ritornare alla piazza, prevede un’enorme calca di gente. Ma io sono a Berlino, è capodanno, si festeggiano i 20 anni della caduta del muro e voglio brindare sotto la porta di Brandeburgo insieme ai berlinesi!
Non l’avessi mai pensato e fatto!
La calca per rientrare nel circuito è opprimente, si rischia di restare schiacciati. Solita perquisizione. Per il resto la gente si diverte, canta con gli artisti nazionali e internazionali che si esibiscono sul palco. Ma il freddo, la neve. Rimpiango di non aver dato conto al suggerimento di G.
Scatta la mezzanotte, fuochi ‘artificio notevoli e ritorno a casa difficoltoso. Aspettiamo un po’ per prendere un autobus strapieno, ma data la circostanza la cosa ci pare normale.
Dall’indomani ci buttiamo a capofitto alla scoperta di questa grande ma al contempo raccolta metropoli.
In quei giorni di festa tutto funziona perfettamente: i musei, i negozi, le chiese, tutto aperto.
Troviamo una città piena di visitatori. Ci è stato impossibile conoscere gli interni di molti luoghi, le file all’ingresso sono chilometriche.
Consiglio a chi dovesse soggiornarvi in particolari periodo festivi dell’anno, di prenotare le visite in anticipo on line o in uno dei vari tourist office della città.
Berlino ha voglia di rivalsa, vuole imporsi come nuova meta turistica europea: le nuove costruzioni, i centri commerciali, la gentilezza e la collaborazione dei suoi abitanti, lo testimoniano. I turisti sembrano preferirla alle vecchie e già note capitali europee.
La Fernsentrum torre della televisione(ingresso 10.00 euro) posta al centro della piazza Alexander, l’abbiamo potuta ammirare solo da fuori. Più volte siamo capitati nei suoi pressi e la fila era sempre lunga. Da li, è facile raggiungere le principali bellezze:la statua di Marx e Hegel, stracoperte di neve; Rotes Rathus, il municipio rosso.;il ponte molto elegante e romantico di Schlossburck.
Gli stili si mescolano e si intersecano fra di loro. Alle zone moderne(ricordiamo che durante la II guerra mondiale fu totalmente distrutta e ricostruita) si associano i caratteri del passato (il quartiere di san Nicola dal sapore antico e suggestivo).
Ai tristi palazzoni grigi del comunismo, si alternano le case moderne del post guerra.
La città mostra orgogliosa le varie e disparate traversie storiche, il risultato è quello di un grande patchwork.
L’esterno del Duomo di Berlino, non ci entusiasma più di tanto, evitiamo di visitarla dall’interno (8 euro + audioguida 6 euro) .
Passiamo per Gendarmark, ci fermiamo in una nota cioccolateria molto elegante, percorriamo il viale dei tigli. Tutta la zona appare molto elegante e borghesemente ottocentesca.
Ci rechiamo alla East Side Gallery, quello che resta del vecchio muro, completamente abbellito dalla mano di artisti provenienti da tutto il mondo. Ma sta calando la sera e la lucentezza e la vivacità dei colori non sono esaltati come dovrebbero. Tutto intorno è piuttosto squallido e triste.
Da non perdere assolutamente è il quartiere dei musei, Musemplein. Si trova nelle vicinanze del ponte Scholossburcke e il quartiere San Nicola.
Tra i vari scegliamo il Neuve Museum per la presenza del prezioso busto di Nefertiti.
Ci dirigiamo presso lo sportello, paghiamo il nostro ingresso(10.00 euro con audio guida).
Ma all’ingresso ci dicono che il biglietto è valido per l’indomani, in una specifica ora che nel nostro caso è nel tardo pomeriggio. Per oggi è tutto esaurito! Ci spiegano che a causa della grossa affluenza i biglietti bisogna prenotarli almeno un giorno prima!
Oh no! Come abbiamo fatto a non notarlo prima alla cassa ?! Il freddo ha congelato anche i nostri neuroni? Nulla bastano le mie occhiate supplichevoli ed addoloranti alla guardia d’ingresso. I tedeschi sono irremovibili.
Ritorniamo alla cassa e senza storie ci rimborsano i soldi. Al che una coppia di gentili ragazzi spagnoli assiste al fatto, si offre di venderci i loro biglietti per quel giorno,tra un’ora è previsto l’ingresso.
Cedono con piacere i loro biglietti, sono stanchi e vogliono ritornare in albergo. Non so se esista un santo protettore dei beni culturali, credo che sia stato lui ad intercedere per noi.
Segnalo questo aneddoto poiché molti turisti sono ignari di questo sistema. La cosa ideale sarebbe prenotarli in anticipo. Oltre ai tourist office anche le receptionsits degli alberghi , offrono ai visitatori la vendita di biglietti ai vari luoghi di interesse.
Il museo merita: una vasta e preziosa raccolta di tesori e testimonianze egiziane. Avendo in passato visitato il museo egizio di El cairo, ammetto che in quanto a varietà, quello di Berlino non è da meno.
E poi in una sala, sola e illuminata da mille luci, eccolo il famoso busto della donna più bella del mondo: Nefertiti. Bellissimo, spettacolare. Fu trovato da un esploratore tedesco nei primi decenni del 900 senza un occhio (la statua di Nefertiti no l’esploratore). Ma che importa! Lo spettacolo è comunque meritevole.
Molto interessante è il museo Haus Am Check Point Charlie (12.50 euro+ audioguida 3 euro), nei suoi pressi, l’omonimo Chek Point Charlie, il punto di controllo per il passaggio tra i due blocchi.
La visita mi è piaciuta molto. Un ‘ottima spiegazione audio ci porta alla storia del muro e i terribili anni che ne seguirono
Vengono narrate con documenti e testimonianze inedite i vari espedienti e metodi di fuga dalla zona Est a quella Ovest. La disperazione porta all’ingegno: si passa dalla madre che anestetizza il proprio figlio inserendolo in un carrello, coperto a dovere dalla spesa; alla famiglia che tenta la fuga in mongolfiera; al fidanzato che trasporta la fidanzata in una valigia, deposta sul retro del’auto.
Da segnalare infine il Parlamento, Reichstangs situato sul lato destro della porta di Brandeburgo.Bella dall’esterno la cupola di vetro la cui visita interna è gratuita ed è consentita solo di mattina
I giorni sono trascorsi in fretta, è ormai tempo di ritorno a casa.
Decidiamo di prendere il taxi, spendiamo 32.00 euro, somma ragionevole tenendo conto della distanza.
Voliamo via con il ricordo di una città ben organizzata, efficiente, moderna, dai buoni propositi per il futuro. Nonostante la crisi infatti ci è apparsa piuttosto ricca.
Abbiamo la sensazione di avere sbagliato periodo, forse visitarla in primavera sarebbe stato meglio ma questo è un nostro personalissimo parere.
V&G.

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