Karpathos: prima che sia troppo tardi…

Complice un’ottima offerta trovata senza neanche sperarci troppo sul sito Alpitourworld, quest’anno la mia “settimana greca” ha avuto come meta Karpathos, un’isola a cui miravo da qualche anno…
Su Karpathos ho sempre letto e sentito pareri entusiasti e commenti del tipo “Vacci prima che sia tardi” (riferendosi all’avanzare del flusso turistico) e le mie aspettative erano altissime.

Martedì 13 – Partenza e Pigadia
Per una volta gli orari del charter sono umani: partenza alle 9.55 da Malpensa (doveva essere alle 7, ma ce l’hanno posticipato e sinceramente non mi dispiaciuto neanche un po’…), in una giornata che già alle 6 si preannuncia caldissima e afosa: per fortuna me ne vado! Il volo è della Flylal, senza infamia e senza lode (ma che belle le divise fucsia delle hostess!) con destinazione Santorini e scalo a Karpathos: già di suo il volo non è al completo e a Karpathos scendiamo in circa 30, tra lo stupore dei diretti a Santorini che si domandano dove fosse questa isola che non avevano mai sentito nominare prima… Qualcuno è pure sceso erroneamente e se n’è accorto solo una volta sulla navetta, come si sia conclusa la loro vicenda non saprei… Le valigie scendono quasi in contemporanea e in tempo zero siamo fuori dall’aeroporto, dove ci aspetta il pullman per portarci alla meta. Noi saremo gli ultimi a scendere, ma approfittiamo della cosa per farci già un’idea del posto in generale, di Amoopi e di Pigadia. L’isola si presenta ventosissima (gli alberi piegati ne sono l’emblema, così come quelli che fanno windsurf nella spiaggia di fianco, e quando dico di fianco intendo proprio di fianco, all’aeroporto) e con un mare dai colori strepitosi.

Giungiamo al nostro residence, il Regina Studios, praticamente in centro a Pigadia: la posizione è ottima perché in pochi minuti si raggiungono sia il viale principale sia il porto; di contro la sera e la mattina si rivelerà essere parecchio rumoroso. Il nostro studios è spazioso e pulito, ma senza troppi fronzoli, come siamo ormai abituati in Grecia. Dopo un breve incontro informativo con l’assistente Volando (tramite la quale abbiamo prenotato lo scooter) ci facciamo una passeggiata per farci un’idea del paese, ma essendo le 17 è quasi deserto e molti negozi e bar sono ancora chiusi. Ripetiamo il giro dopocena: ora c’è decisamente più vita, ma ci si rende subito conto che, come peraltro sapevamo già, non è un luogo adatto alla movida: tante taverne, qualche bar, negozietti di vario tipo e nulla più.

Mercoledì 14 – Kastellia, Amoopi e Menetes
Alle 9.30 ci viene consegnato lo scooter che abbiamo noleggiato da Euromoto tramite il TO: siamo consapevoli che probabilmente abbiamo speso qualche euro di più (126 euro per una settimana, comprensivi di Kasco, per un 125), ma la consegna direttamente al residence è comoda e, soprattutto, non ci hanno fatto storie per la patente (l’anno scorso a Samos con la patente B abbiamo potuto noleggiare solo un 50ino).
Finalmente possiamo partire alla scoperta di Karpathos! Per prima cosa ci dirigiamo verso Amoopi, che da Pigadia dista davvero pochi km; in realtà però, anziché proseguire per Amoopi, prendiamo una deviazione verso Kastellia e ci ritroviamo in una baia bellissima, con pochi ombrelloni, qualche albero (sotto il quale noi ci posizioniamo), un mare azzurrissimo e calmissimo circondato da scogli… quale posto migliore dove iniziare il nostro snorkeling karpathiano!

Dopo esserci goduti questa meraviglia, ci spostiamo ad Amoopi: anche qui il mare ha dei colori meravigliosi, ma la spiaggia è decisamente affollata, perciò decidiamo di non fermarci e torniamo indietro.

Prima di reimmetterci sulla strada principale, seguiamo una deviazione per Fokia e ci troviamo in una spiaggia semideserta, senza ombrelloni o attrezzature di alcun genere. Ci facciamo un bagno, ma poi scappiamo quasi subito perché il sole è fortissimo e non c’è un angolo d’ombra.
Soddisfatti del mare della mattina, ci dirigiamo ora verso l’interno, in particolare a Menetes, villaggio arroccato abbastanza anonimo. Poco prima di giungere a Menetes vediamo una statua posta su un punto panoramico in cima ad una scalinata e decidiamo di salire a fare una foto; posto che a Karpathos il vento ha soffiato quasi incessantemente per una settimana, sicuramente quello è il luogo dove abbiamo trovato il vento più forte in assoluto: si faceva fatica a camminare e a mantenere l’equilibrio!
Superata Menetes scolliniamo verso ovest e ci dirigiamo nei pressi di Arkassa, ad Aghios Nikolau (c’è una località omonima anche sulla costa orientale). Torniamo poi verso Pigadia, un po’ preoccupati per lo stato del nostro carburante: infatti siamo quasi in riserva e in tutta Karpathos ci sono solo tre benzinai (due sulla strada per Aperi, uno sulla strada tra Pigadia e Amoopi, che ad un certo punto ha pure finito la benzina ed è rimasto 4 giorni senza!), ma alla fine riusciamo a raggiungere il benzinaio e fare il pieno.
Non è tardi, ma decidiamo per oggi di tornare verso casa: come inizio di vacanza è stato decisamente soddisfacente! Inoltre ho già tutta la schiena bruciata malgrado la protezione 30: lo scooter mi frega tutte le volte!
Serata alla taverna Sirtaki, dove abbiamo mangiato veramente tantissimo (il servizio è stato però un po’ lento… ma tanto, chi ha fretta???)

Giovedì 15 – Tra Kyra Panaghia ed Aghios Nikolau
Oggi si imbocca la strada per Aperi e si segue poi per Spoa: costeggiamo insomma la costa orientale, dove si trovano le spiagge e le calette più famose di Karpathos. La strada ha diverse salite e discese (tanto che spesso ce la facciamo a motore spento) ed è molto bella e scenografica, con montagna e alberi da una parte e strapiombo su un mare incantevole dall’altra.

Dopo non molto compaiono i primi bivi per le varie spiagge, ma decidiamo di proseguire sino a Spoa, ultimo paese prima dell’inizio della “famigerata” strada sterrata che conduce a Olymbos; da Spoa scendiamo poi verso Aghios Nokolau, dove superiamo gli ombrelloni e ci posizioniamo all’estremità a sinistra, al riparo dal sole sotto alle rocce, vicino ad un gruppo di anziani greci, e ci facciamo un po’ di snorkeling. Mare calmissimo e azzurrissimo.

Nel tornare verso Pigadia ci fermiamo nell’ordine prima ad Apella e poi a Kyra Panaghia.
Apella pare sia stata definita nel 2003 la più bella spiaggia del Mediterraneo; forse “la più bella” è eccessivo, ma si può dire tranquillamente che è una delle più belle: circondata dal verde (infatti noi ci siamo subito posizionati sotto un albero) e con un mare di un colore spettacolare. Già dalla strada si capisce che è un posto particolarmente bello. Peccato solo che il mare oggi qui sia molto mosso.

Kyra Panaghia è una delle spiagge più famose di Karpathos, quella che compare nelle cartoline e nelle foto cercate con google, inconfondibile per la presenza della chiesetta dalla cupola rossa sulla destra. Anche questo è un angolo ameno incastonato nella montagna, peccato però che la spiaggia sia un po’ affollata di ombrelloni. Trovato il solito angolino all’ombra, ci fiondiamo a fare snorkeling.
La strada che conduce a Kyra Panaghia (bella e asfaltata da pochi anni, come quella per Apella) ad un certo punto dovrebbe avere un bivio con uno sterrato per Kato Lakkos, ma noi non lo abbiamo trovato!
In serata passeggiata a Pigadia: ormai iniziamo a conoscere a memoria negozi e bar, visto che tutta la vita si sviluppa lungo il porto e lungo una altro paio di strade e niente più. Come già detto, non è certo l’isola dove venire per fare bagordi!

Venerdì 16 – La costa occidentale + Achata
Anche oggi si va in direzione Aperi e attraversiamo Aperi stessa, Volada e Othos, scollinando così sulla strada che costeggia la costa occidentale, dove proseguiamo verso nord, fino a giungere a Mesochori, villaggio tranquillo dove ci fermiamo a bere un tanto adorato caffè frappè in un baretto.
Dopo la sosta torniamo indietro con lo scopo di fermarci a Lefkos. La strada è decisamente panoramica, con mare da una parte e montagna dall’altra, peccato per la foschia ma, soprattutto, per i resti di alberi bruciati che si vedono sulla montagna: davvero uno scempio, che mi ricorda quello già visto a Samos lo scorso anno (anzi no, lì la situazione era decisamente peggiore).
A Lefkos, anzichè dirigerci alla spiaggia principale, imbocchiamo una stradina sterrata che conduce a delle spiagge isolate, dove ci facciamo un bagnetto malgrado il mare mossissimo; la zone è frequentata perlopiù da naturisti, visto l’isolamento.

Torniamo poi alla spiaggia principale di Lefkos, dove però resistiamo poco a causa del grande caldo: la baia è riparata e non c’è un alito di vento. Ci spingiamo di nuovo verso sud, non facendoci mancare varie soste panoramiche per scattare foto, e arriviamo fino ad Arkassa, cittadina abbastanza triste di primo acchito.
La benzina scarseggia, quindi ci dirigiamo verso Pigadia per fare rifornimento, ma il primo benzinaio che incontriamo l’ha esaurita! Andiamo al successivo, quello sulla strada per Aperi e, a questo punto, essendo ancora presto, decidiamo di spingerci fino ad Achata, che comunque non è molto lontana.
Anche la strada per Achata è bella e asfaltata, in discesa e con molte curve, incastonata in una valle dove si prova proprio un senso di pace. Arrivati ad Achata non abbiamo difficoltà a trovare un posto all’ombra benché la spiaggia sia abbastanza affollata e dopo esserci sistemati ci gettiamo subito in acqua a fare snorkeling.
Serata in taverna: La vita degli angeli, taverna sul vicolo pedonale principale (con terrazza vista mare), passa un po’ in secondo piano perché non ha insegne se non in Greco, ma è di un inconfondibile bianco e azzurro, con all’ingresso gente del posto che suona e canta. Abbiamo mangiato molto bene!

Sabato 17 – Diafani e Olymbos
Ci son due modi per raggiungere Olymbos: la strada sterrata di 20 km che parte da Spoa, oppure la barca sino a Diafani e in seguito il pullman. Prendiamo anche in considerazione l’ipotesi di noleggiare per un giorno un quad per farci lo sterrato, ma visto che si è diffusa la voce che lo sterrato sia chiuso per lavori di asfaltatura, decidiamo alla fine di buttarci sulla barca. Ne partono due, tutti i giorni, dal porto di Pigadia (in realtà sono proposte diverse escursioni in barca: l’isola di Saria, dove mi sarebbe parecchio piaciuto andare, la classica giornata nelle varie spiagge non raggiungibili se non in barca, etc…) e il costo è di 25 euro comprensive di pullman; col TO costa 10 euro in più e c’è in aggiunta la guida in Italiano (a noi non interessa avere la guida).
Si parte alle 8.30 e la navigazione dura circa un’ora e mezza; oggi stranamente il vento è quasi assente e il mare calmo.

Arrivati a Diafani una delle signore facenti parte dell’equipaggio della barca si mette alla guida del pullman e ci porta tutti a Olymbos, dove siamo liberi di girare per gli affari nostri.

Ci sono un po’ di nuvole basse che rendono lo scenario ancora più surreale. Dopo una sosta per un caffè frappè facciamo un giro per il villaggio, che è proprio isolato dal resto del mondo. C’è da dire che tra negozi, bar, taverne, la magia del posto un po’ si è persa e anche le signore vestite con gli abiti tradizionali trasmettono un po’ la sensazione di essersi piegate ai voleri del turismo; malgrado ciò si tratta di una visita piacevole in un luogo comunque da vedere.
Pranziamo in terrazza da Zefyros e finalmente assaggio i makarones (dire il vero li avevo già assaggiati da Dario la sera prima, questo però è un piatto intero solo per me! Buoni!)
Alle 14 si ritorna al pullman che ci riconduce a Diafani, dove abbiamo ancora un paio d’ore da dedicare al relax e alla spiaggia: anche se siamo nei pressi del porto l’acqua è bellissima e facciamo un po’ di snorkeling.
Per la cronaca da Diafani partono delle escursioni in barca verso le spiagge nel nord più remoto dell’isola: devono essere molto belle, ma per gli orari di partenza e ritorno diventa praticamente necessario passare almeno una notte a Diafani, dove peraltro vi sono diversi studios… chissà, magari alla prossima vacanza a Karpathos…

Domenica 18 – La zona dell’aeroporto
Il vento ha ripreso a soffiare forte. Dopo un breve giro sul promontorio di Pigadia, imbocchiamo la strada in direzione dell’aeroporto. Prima però decidiamo di fare una deviazione verso Kastellia, la baia del primo giorno che ci era piaciuta molto, per fare un po’ di snorkeling in santa pace.
Le spiagge che incontriamo in seguito, in direzione aeroporto, sono spiagge battute dal vento, senza ombra né reale né artificiale (ovvero niente alberi né ombrelloni) e infatti sono perlopiù frequentate dai windsurfisti. Ne giriamo un po’ e scattiamo un po’ di foto, ma in nessuna ci fermiamo a fare il bagno.

Sono sicuramente molto belle, ma per noi che amiamo calette ombreggiate e mare piatto non sono certo l’ideale… quindi cosa decidiamo di fare? Beh abbiamo iniziato la giornata a Kastellia, lì andiamo a concluderla: e devo dire che si tratta di un’ottima scelta, in quanto di pomeriggio i colori a Kastellia sono ancora più belli! Facciamo snorkeling e poi stiamo sotto un albero a riposare, con lo sguardo rivolto a quella splendida baia: sarei rimasta ore a osservare quella meraviglia!

Prima della doccia mi faccio anche un bagnetto nella piscina del Regina, giusto per dire: “l’ho provata!”
La sera decidiamo di mangiarci un Gyros, o qualcosa del genere: in realtà la cena fuori non era prevista oggi, ma in casa non ci è rimasto nulla e non abbiamo considerato che è domenica… o meglio l’abbiamo considerato sì, ma dando per scontato di trovare supermarket aperti e invece, salvo i minimarket, i Super grossi sono tutti chiusi, idem i panettieri. Sintomo forse di una mentalità karpathiana che ancora non è stata completamente travolta dal turismo.
Andiamo a mangiare da Uno, che si trova a pochi passi dal nostro studios. E’ un localino con qualche tavolo all’aperto che fa panini, gyros, pizze e piatti caldi, sempre abbastanza pieno e con un paio di ragazzi che fanno consegne a domicilio a tutto spiano. Ordiniamo due panini simil gyros (ma con ingredienti un po’ diversi) e una porzione di patatine e ci arrivano patatine per un reggimento e due panini che avrebbero sfamato mezza Pigadia! Anche le porzioni di pasta prese dai due tedeschi di fianco a noi sono enormi! Solo le pizze sembrano di dimensioni normali, oltre che carissime (il resto invece assolutamente a buon mercato).
Satolli dopo tale mangiata ci dirigiamo a bere un caffè all’Angolo Italiano, localino specializzato in caffè a due passi dal porto, la cui prerogativa è servire l’espresso portando direttamente la moka al tavolo! Il gestore è un anziano greco e i frequentatori, di svariate nazionalità, sembrano essere degli abituè.

Lunedì 19 – Kyra Panaghia e Achata
Ormai abbiamo visitato tutto il visitabile, perlomeno nella parte sud dell’isola. Quindi dedichiamo l’ultimo giorno (il foglio appeso nella bacheca del Regina ci conferma il volo per il giorno dopo alle 14.30) a due baie già visitate e che ci son piaciute molto: Kyra Panaghia e Achata.
Prima però decidiamo di farci un giro nell’interno: seguiamo per Aperi e poi, dopo Volada, imbocchiamo una strada sulla destra e ci addentriamo in una zona collinare dove tra nuvole basse e temperatura in picchiata ad un certo punto più che in Grecia mi pare di essere sulle Alpi!

Superata la zona delle nuvole basse ci ritroviamo in un angolino ameno e proseguiamo; compaiono diversi cartelli con divieto di fare foto e ben presto scopriamo il perché: la strada conduce ad una sorta di base militare in cima al monte!
Tornando, sosta ad Aperi per un caffè frappè, l’ultimo…
La giornata prosegue dapprima a Kyra Panaghia e poi ad Achata, tra relax e soprattutto snorkeling: in particolare ad Achata consiglio di spingersi in fondo a destra (guardando il mare), dove c’è una fantastica visibilità e abbiamo visto un sacco di pesci!

Per l’ultima cena siamo tornati alla taverna La vita degli angeli e ovviamente mi sono ripresa i makarones.

20 luglio – Si torna a casa
Dedichiamo la mattinata ai bagagli e alla restituzione del motorino: in realtà sarebbero dovuti venire al residence a ritirarlo, ma non si è presentato nessuno quindi l’ha riportato Dario al noleggio. Vabbè…
Alle 12, puntualissimo, arriva l’autobus a recuperarci; recuperati anche i residenti ad Amoopi, ci dirigiamo in aeroporto, dove oltre a noi ci sono solo degli altri Italiani diretti a Verona, in partenza poco prima di noi.
Alle 14 atterra l’aereo proveniente da Malpensa, della Smart Linx, che scarica i nuovi arrivati e carica noi; sull’aereo ci sono già altre persone, in quanto dovremo fermare a Santorini per farle scendere e recuperare i vacanzieri della settimana precedente. Il volo da Karpathos a Santorini è veramente brevissimo. A Santorini facciamo una sosta di un’ora per pulizia aereo e carburante e quindi fortunatamente ci fanno scendere e possiamo passare il tempo sulla terrazzina del bar dell’aeroporto. Ci gustiamo gli ultimi istanti di Grecia.
Dopo due ore e mezza scarse di volo, eccoci a Malpensa. Fortunatamente il caldo è meno tremendo rispetto a quando siamo partiti.

Cosa penso di Karpathos? E’ un’isola indubbiamente bellissima e con il mare migliore che abbia finora trovato nell’Egeo; detto ciò, mi è mancato quel tocco in più… me l’aspettavo ancora più tradizionale e con meno turisti. Che sia già troppo tardi?

Mentre attendiamo la navetta che ci porterà a recuperare l’auto, due signore che erano sul nostro stesso volo ci chiedono in che zona di Santorini avevamo alloggiato; saputo che noi eravamo stati a Karpathos restano allibite e ci chiedono delucidazioni su questa isola che non avevano mai sentito prima.

Allora forse non è ancora troppo tardi…

:oops::oops::oops:

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12 thoughts on “Karpathos: prima che sia troppo tardi…

  1. Eh sì… già ovunque si vedono cartelli di terreni in vendita o case in costruzione.

    A Pigadia c’è addirittura un’agenzia italiana che vende terreni.

    Ovviamente ci sono i lati positivi della medaglia: le strade per le spiagge sono asfaltate per esempio (fino a qualche anno fa erano degli sterrati bruttini, da quel che ho capito) il che però ovviamente comporta molta più gente che ci va

    Sono contenta di esserci stata ed è davvero molto bella, ma credo che qualche anno fa ci fosse tutta un’altra atmosfera :o

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