Shakti – l’energia dell’India

Shakti – l’energia dell’India

Più che un diario di viaggio queste sono quattro “sensazioni” sull’India. Quattro momenti particolari, immortalati da altrettante foto, legati insieme dal comune denominatore del ruolo delle donne nell’India di oggi.

“Shakti” in sanscrito significa “forza sacra”. È il termine che esprime il concetto della “divina energia creativa femminile”. È il “fuoco creativo” che pervade tutti gli esseri umani, non solo le donne, nei momenti di “creazione” e di cambiamento.
Mai come nell’India moderna, Shakti sembra la forza che muove questo immenso, complesso e contraddittorio paese ed in nessun luogo come in India è possibile percepire il sacro fuoco di Shakti negli occhi e nei gesti delle donne.

“La donna del forte”: è ancora presto per la ressa dei turisti in quella fredda mattina al Forte di Agra. Una sottile nebbiolina lo avvolge e l’assoluto silenzio è rotto solo dal canto dei pappagallini e dallo strisciare della pesante scopa di saggina sul selciato.
È senza età questa donna ammantata dal velo colorato del sari e dal viso ed il capo protetti contro la polvere. Su di lei sono passati tutti i dolori e le fatiche di una vita di povertà e di lavoro. Un matrimonio da bambina e tanti figli da crescere. Quel lavoro di fatica che le permette di sopravvivere. Lei non chiede l’elemosina, perché lei è comunque una Marahani. Il suo regno è la strada. Il suo potere sono la cura e l’attenzione con cui raccoglie le cartacce abbandonate dai turisti. E con ogni movimento della pesante scopa esprime la sua Dignità e Forza di donna indiana, abituata da sempre all’umiltà ed alla fatica.
Lei, come milioni di altre donne, a piedi nudi e vestite solo di un sari, sulle impalcature nei cantieri.
O con il capo schiacciato dalle ceste di pietre, sulle migliaia di chilometri delle autostrade in costruzione.

“Gita scolastica al Nataraja temple”: Le vedi ovunque, in ogni città o nel più piccolo dei villaggi, andare a scuola il mattino presto. A differenza dei ragazzini che ridono o scherzano, loro sono serie e determinate. Già da piccole sanno che la scuola è l’unica risorsa che, forse, potrà permettere loro di sfuggire al destino di un matrimonio combinato e di una vita di sudditanza ad un marito che loro non hanno scelto.
Hanno divise immacolate e la piccola sciarpa ben ripiegata sulla casacca. I bei capelli lunghi e neri sono raccolti con ordine nella immancabile treccia. A volte, per vezzo, hanno un nastro colorato o una ghirlanda di fiori tra i capelli.
I loro occhi sono sempre vivi e curiosi e l’occasione di una gita scolastica è sempre una grande festa.
Il tempio è enorme, come loro non ne hanno mai visto prima. Le puja si susseguono tutto il giorno e la folla dei pellegrini riempie l’aria con il caldo profumo dei gelsomini e del sandalo delle offerte.
Le bancarelle sono stracariche di oggetti. Piccole icone colorate, statue dorate di divinità, incensi, fiori, dolcetti e gli immancabili braccialetti brillano a centinaia. Come brilla la Speranza nei loro occhi e nei loro sorrisi.

“Le ragazze di Madurai”: o di Chennai, o di Bangalore o di Mumbai…
Hanno sostituito il sari delle loro madri con i colorati punjabi o i salwar kameez, (pantaloni, casacca e sciarpa), un abbigliamento più dinamico, più moderno.
Sono tutte brillantemente laureate, le aspiranti manager della nuova India.
Spesso hanno studiato all’estero, in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. Le trovi su Facebook o su Linkedin.
Nelle borse portano l’immancabile notebook e la determinazione è la loro legge di vita.
Le trovi negli aeroporti e nei ristoranti di lusso, discutere alla pari con i loro colleghi.
Poi le osservi incedere eleganti sui loro sandaletti col tacco.
Poi vedi i loro occhi posarsi su un bimbo e la loro espressione che si trasforma.
Poi senti il profumo delle ghirlande di gelsomini tra i loro capelli e la forza della loro immensa Femminilità ti travolge.

“Victoria Terminus”: Tiene stretta tra le braccia la bottiglia della bibita che la mamma ha appena comprato per l’occasione. Oggi è un giorno particolare: sono venute col treno, uno di quegli affollatissimi treni indiani, da uno dei tanti sobborghi e la gita a Mumbai con la mamma e la nonna è una gran festa per la bimba ed il suo fratellino.
Oggi vedrà lo spazio e l’infinità del mare, così diversa dagli angusti spazi tra gli stretti vicoli dove giocano ogni giorno.
Sentirà sulla pelle la brezza fresca che spira tra le palme di Marine Drive e respirerà il profumo dei dolciumi dei venditori ambulanti di Chowpatty beach.
Sgranerà gli occhi tra le migliaia di bancarelle di Crawford market: la verdura e la frutta più succosa, le stoffe più colorate, il pentolame più brillante.
C’è tutta l’innocenza e tutto l’incanto dell’India nei suoi occhi…

Quattro foto, quattro episodi, quattro generazioni. Ma in ognuna l’espressione della fiducia, del lavoro, dell’intelligenza, della speranza, della volontà, della “Shakti” di queste meravigliose donne che stanno creando la “nuova India”!

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Ci sono 2 commenti su “Shakti – l’energia dell’India

  1. Bellissima la tua testimonianza sulle donne dell’ India!! Avendo visitato una parte di questo paese, così diverso da tutte le nostre usanze e tradizioni, anche io le ho sempre ammirate, per l’eleganza nell’incedere e per la dignità palese, anche quando portavano sul capo la cesta contenente i rifiuti delle vacche che avevano appena raccolti e da utilizzare come conbustibile. Grazie per avermi fatto rivivere momenti sofferti, ma stupendi. Bravissima!!!

  2. :bacio: bello bello bello mi e’ piaciuto molto leggere queste tue “foto” di INDIA ..e’ cosi che penso e sento che sia , in continua metamorfosi e ancora ancorata a vecchie tradizioni .il bello di un paese cosi ricco di tradizioni che continua a stupire e affascinare

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