Welcome to Bahamas

WELCOME TO BAHAMAS
Innanzitutto alcune informazioni:
Alle Bahamas la vita è abbastanza cara, paragonabile all’Europa se il cambio € / $ era favorevole come quando siamo andati noi, 1,330 circa. Il dollaro americano, utilizzato normalmente senza cambiarlo, è pari al dollaro delle Bahamas. Meglio munirsi di dollari perché nelle banche non cambiano gli euro.
Questo è il posto ideale per rilassarsi, la movida è quasi inesistente e si vive di giorno. A Nassau tolto l’Atlantis, il Senor Frog, ed il quartiere dei bahamensi, la sera c’è ben poco da fare, ed ad Harbour Island ancor meno, ma è un’oasi di pace e tranquillità.
Indicativamente per un pasto si spendono dai 18 ai 25$, la cucina è influenzata da tendenze americane e messicane, e non è tanto varia.
Per i viziosi, come me e gli altri due compagni d’avventure, la birra costa al ristorante 5$ mentre nei negozi 3$ se fredda e quasi la metà se calda, ma bisogna disporre di un frigorifero come avevamo noi ad Harbour Island, le sigarette 5,90$ il pacchetto, 50$ la stecca.
Ovviamente anche in questo viaggio i soprannomi non sono mancati, ad ognuno riconoscere di chi si tratta: le veline, il carretto, i gemelli, telecomando, convertitore, l’avvocato, la professora, Matley, Rottermayer, Chante Claire, Villa Arzilla, Eta Beta, i tre poeti, Mafalda, Rudolph, Yoghi, Molord, Fabio e Mingo, tom tom, diracell, occhi dolci, barracuda, the voice, bambola.

27-12-08
Finalmente si parte.
Io (Gigi) e Memo ci incontriamo a Malpensa con Bea, Nadia, Marella, Gianluca, Federico, Roberta, Cristina ed Olly.
Volo in orario, ma prima brutta notizia; Olly ha sentito Letizia da Roma(la nostra capogruppo): ad Atlanta overbooking per Nassau.
Voliamo con Delta Air, si viaggia bene, troviamo un’hostess italiana ma trasferita negli USA da anni, è davvero molto simpatica e disponibile, così io, con la mia faccina di bronzo, le chiedo il bis dello spuntino, e lei ci porta un sacco di pizzette a testa…!!
Arriviamo ad Atlanta dopo 10 ore circa di volo, ma per poter uscire dall’aeroporto impieghiamo un’ora e mezza per espletare tutte le pratiche ed i controlli!
Una parte di noi (me compreso), per paura di non partire il giorno dopo causa overbooking, vorrebbe dormire in aeroporto per essere i primi a fare il check in per Nassau, però arrivati glia altri compagni di viaggio, Letizia, Marco, Fabio,Loredana, Anna ed Alessandra, si va tutti in hotel.
Hotel Holidays Inn, niente di che, in quattro in stanza per qualche ora di sonno.
Tutti insieme andiamo a cena, una bistecca e via, ma dopo cena io, Memo e Gianluca ci fermiamo fino a tardi in un pub adiacente, così capiamo che si è formato un trio, via con le danze….
28-12-08
04:00 prima levataccia per il volo per Nassau.
Arriviamo al Towne Hotel, modesto ma centrale.
Usciamo in esplorazione della città, bei negozi, limousine, le navi da crociera ormeggiate, e la gente è decisamente cordiale.
Cena all’Hard Rock Cafè poi passeggiata fino al quartiere dei bahamensi, decisamente più vivo ed economico del centro città.
29-12-08
Andiamo a Paradise Island con una barca. Il posto è molto bello, ville di attori e cantanti, yacht, e l’ Atlantis, mega resort che stona con l’ambiente circostante, un posto davvero bello ed ovviamente costoso, ma decisamente finto, creato solo per i turisti, con negozi lussuosi e casinò.
Ceniamo al Senor Frog, poi si balla un po’, ma alla fine ci abbandonano tutti perché stanchi, e restano sempre i soliti tre che si buttano sulle birre.

Rientrando ci fermiamo su balcone dell’hotel a chiacchierare, come abbiamo fatto tutti i giorni sia il pomeriggio che la sera, il balcone davanti alla nostra stanza era un punto di ritrovo per scambiare quattro chiacchiere, un bicchiere di rum ed una sigaretta, e così facendo abbiamo conosciuto un sacco di persone, era proprio un porto di mare!!! Povero Fede in camera con noi avrà dormito poco, li fuori non eravamo proprio silenziosi.
30-12-08
Alla ricerca della spiaggia.
Prendiamo il bus; le veline armate di guida indicano una spiaggia, ma non gli piace, stiamo rin********ndo l’autista, ed alla fine finiamo a Cabot Baech, ma anche questa non ci entusiasma. Roby e Bea ci lasciano e tornano a Paradise Island, e dopo tre ore io, Memo e Gianluca salutiamo tutti per il nostro barettino in centro per berci una birra fresca, dopo di che ci avventuriamo per la città alla ricerca di un ristorante per domani sera per festeggiare l’ultimo dell’anno, ma niente da fare, tutti chiudono alle 17, boh, improvviseremo.
Andiamo a cena nel quartiere dei bahamensi, ma mangiamo malissimo, la cena peggiore di tutto il viaggio, ed alla fine ci facciamo fare un sostanzioso sconto.
31-12-08
Il gruppo decide di andare a visitare un’isoletta in barca, noi tre, i soliti, decidiamo di non andare e ci buttiamo in città per un po’ di shopping. Trovo un sacco di cosette ma non proprio a buon prezzo, bisogna contrattare. Pranziamo benissimo al Bahamian Kitchen vicino all’hotel, e nel pomeriggio facciamo scorte alcooliche perché Harbour Island dicono che sia cara, e per festeggiare il capodanno italiano alle 18, con una bottiglia di rum offerta con estremo piacere da noi tre.
Cena in hotel, le nostre compagne di viaggio sono tutte belle ed eleganti, ma io il bermuda non lo mollo!!!
Festeggiamo il capodanno su di una bella terrazza a ritmo di reggae mentre inizia il Jankanoo, il carnevale bahamanese.
I costumi sono bellissimi, una sfilata che inizia all’1 di notte e ci dicono che andrà avanti fino alle 9 del giorno dopo, cosa non vera per altro.
I costumi sono bellissimi, colorati e luccicanti pieni di pietre colorate, piume e paillettes, sono davvero imponenti. Sono molti i gruppi, inizia la sfilata, davanti ad ogni gruppo, che rappresenta un’isola o una città, ci sono i ballerini con una fotografia, poi arrivano i fiati con le trombe squillanti fino ad arrivare agli ottoni con toni più bassi, poi ecco le percussioni, dai tamburelli accompagnati da alcune trombette e campane, passando per tamburi tradizionali fino ad arrivare a quelli davvero grandi con un suono importante, e quando questo ritmo ti entra nelle vene i piedi e le gambe iniziano a muoversi da soli, un ritmo tribale, incessante, fantastico e coinvolgente. Da buoni italiani aggiriamo qualche transenna e siamo li con loro, i costumi con piume e paillettes sono a pochi centimetri da noi, siamo nel cuore pulsante del carnevale. Tiriamo fino quasi alle sei, poi storditi ci buttiamo a letto ancora con il ritmo che ci batte dentro.
01-01-09
Ci alziamo alle 10, il resto del gruppo è già andato via, e visto che il tempo non è il massimo decidiamo di andare in centro anziché in spiaggia, e con gran sorpresa in un attimo ci troviamo ancora in mezzo al carnevale. Ci imbuchiamo sulle gradinate giusto in tempo per vedere la sfilata dell’ultimo gruppo, è quello di Nassau. E’ il delirio totale, pian piano la folla, compresi noi, seguendo la sfilata, si dirige verso la fine della via dove terminerà il tutto, siamo ancora nel bel mezzo della festa, ma ora non ci sono più turisti, siamo solo noi in mezzo a loro a far festa tutti insieme.
Dopo poco iniziano a smantellare tutto, e nel giro di un’ora la vita di Nassau torna a scorrere tranquilla come prima.
02-01-09
Partenza per Harbour Island.
Sveglia all’alba ore 5.45.
Tre ore di traghetto veloce ed arriviamo al Ting-Um Village. I tre poeti, dopo aver fatto la spesa con una parte delle ragazze, restano di guardia ai bagagli, mentre tutti sono in spiaggia, poi si sistemano nel cottage da sei con gli altri ragazzi del gruppo, li faremo colazione tutti insieme la mattina, ma la cosa più importante, c’è il frigo per le birre!!!! Qualche problema in più per alcune ragazze, ma si sistemerà tutto il giorno dopo.
L’isola è bellissima ed il piccolo villaggio sembra immerso in un paradiso di piante tropicali e palme.
La sera ceniamo al villaggio, breve passeggiata e poi tutti a letto, siamo stremati.
03-01-09
Colazione tutti insieme nel cottage poi tutti al mareeeee. Spiaggia immensa, la Pink Sand Beach, onde alte, si sta benissimo.
Il gruppo si divide per cena, i tre poeti(Gigi, Memo e Gianluca), Nadia, Loredana, Bea e Roby mangiano a casa per mangiare bene e risparmiare un po’, a noi tre maschietti va benissimo perché stiamo spendendo una fortuna in birre!
Le ragazze con estrema maestria preparano fettuccine al tonno ed una frittata, fantastico, poi tutti in veranda fino a notte fonda a chiacchierare sorseggiando birra e rum, serata semplicissima ma davvero divertente, quante risate.
04-01-09
Giornata nuvolosa e molto umida, quantomeno molto più delle altre già umide di per se.
Andiamo alla scoperta dell’isola con le sue poche viette e le sue case tutte colorate di stile vittoriano.
Ancora cene separate, poi tutti al Valentines ad ascoltare musica dal vivo.
05-01-09
Purtroppo il gruppo è sempre più spaccato, noi sette restiamo in spiaggia per il relax più totale, gli altri vanno in gita a Spanish Wells. Mi raccontano che è un po’ noiosetto.
La sera tutti a ballare al Gusty’s, piccolo locale con veduta sulla baia e pavimento di sabbia.
06-01-09
Gita ad Eleuthera.
Con due motoscafi veloci in 10 minuti siamo ad Eleuthera dove ci aspetta un pulmino per fare il giro dell’isola. Oggi siamo tutti insieme.
L’isola è molto grande, lunga e stretta, ma non offre molto, il mare e le spiaggie sono fantastici. Facciamo sosta a vedere la grotta Preacher’s Cave. Ci fermiamo all’ex Club Med, abbandonato perché semi distrutto da un uragano, il parco è bellissimo, il mare pure. Pausa pranzo, ma il tempo non ci assiste, nuvoletta di fantozzi! Ripartiamo e ritorna il sole, andiamo al Blue Hole, una pozza di acqua salata naturale piena di pesci, gli unici che abbiamo visto perché in mare manco l’ombra. Una delusione, più che Blue Hole mi sembra Black Hole!!!!! Due ore di bus per rientrare!
Qui c’è veramente poco da vedere.
Rientriamo ad Harbour Island. La sera ceniamo con una grande pizza dell’unica pizzeria dell’isola, Cristina se ne magia 5 fette, complimenti, io mi fermo a tre.
Dopo cena ci fermiamo a chiacchierare in veranda, alcuni fanno una passeggiata, rientrano alle 23, tutto chiuso!!!!
7/8/9-01-09
Le giornate scorrono tranquille tra sole, spiaggia bianca e mare cristallino, c’è che rilassa in spiaggia e chi fa le escursioni sulle isole. Il 7 sera è il compleanno di Roberta, ceniamo e facciamo festa tutti insieme. Le serate scorrono tranquille tra chiacchiere, passeggiate e quattro salti al Gusty’s.
10-01-09
Lasciamo Harbour Island.
Il traghetto veloce fa tappa a Spanish Wells e con grande sorpresa ci accolgono i delfini. Siamo tutti sul ponte a guardarli ed a tentare di fotografarli, i più entusiasti sono i bambini, solo i loro occhi sanno vederli con tanta emozione, noi adulti non ne siamo più capaci, sarebbe bello sapersi ancora emozionare come solo loro sanno fare, ma forse qualcuno è ancora in grado di guardare il mondo con gli occhi di un bambino per lasciarsi emozionare da ciò che vede, chissà?
Ultima cena tutti insieme al Bahamian Kitchen, poi via al casinò.
11-01-09
Dopo i soliti innumerevoli controlli partiamo alla volta di Atlanta, un saluto veloce perché la coincidenza è molto stretta.
L’aereo è in pista, ci prepariamo al decollo per Milano, si alza il rumore dei motori, l’aereo corre sulla pista come corrono i miei pensieri ed i ricordi nella testa, gli amici, le risate, il mare ed i posti meravigliosi che abbiamo visto, le vacanze sono finite torniamo a casa.
Ciao Bahamas, il vostro ricordo sarà sempre con me, e gli amici trovati in questo viaggio saranno sempre nel mio cuore. A volte c’è stata qualche incomprensione, ma ora, a freddo, guardando la neve fuori dalla finestra, ricordo quei bei giorni, e penso a quanto sono stato fortunato perché ho incontrato quindici belle persone, con alcune ho condiviso più esperienze con altre meno, ma tutti quanti resteranno per sempre nei miei pensieri. Ciao a tutti e grazie per la bella vacanza trascorsa insieme.

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