Messico: buena onda!

Moneta: 1 Pesos = 0.067 € — Prezzi a Persona

1^ Giorno: Milano Linate – Barcellona – Città del Messico
Ore 17.40 partenza da Linate con volo Alitalia acquistato il 06 maggio presso l’agenzia CTS di Bergamo al costo di € 860 (comprensivi del tesseramento annuale): è la tariffa più vantaggiosa in commercio (grazie Molokai). Il volo farà scalo a Barcellona e mi aspettano circa 30 ore (comprensive di scali e attese) per arrivare a Città del Messico. Parto da sola: è la prima volta che faccio un volo così lungo e sono un po’ impaurita al pensiero di viaggiare senza compagnia, a Barcellona però conosco 3 ragazzi che mi ‘scorteranno’ fino a destinazione… Aspettiamo così il volo operato da Aeromexico.
E’ ora di ripartire, mi accomodo in 14’ fila (posto centrale: uffa!) e, dopo la cena più che soddisfacente, piombo in un sonno profondo fino a mattina. Colazione (con frittata, cipolle e asparagi) ed eccoci arrivati! Ottimo inizio!

2^ Giorno: Città del Messico – Tuxtla – San Cristobal de las Casas
Sono le 04.30, l’aereo è atterrato con un’ora d’anticipo “grazie” ai venti favorevoli, sbrigo le pratiche doganali e chiedo al desk di Interjet se posso partire con un volo precedente al mio delle 10.50 ma purtroppo è tutto esaurito. Attendo altre 5 ore, sempre in compagnia dei miei tutori improvvisati: già anche loro viaggeranno verso Tuxtla (Chiapas) ma con un’altra compagnia aerea.
E’ ora di salire sull’aereo! Mi siedo e anche se il volo dura poco più di 1 ora e 30, mi portano da bere e degli snack: altro che compagnia low cost!! (volo € 60). Arrivo in aeroporto e c’è ad attendermi la mia carissima amica italiana, residente in Messico, precisamente a San Cristobal de Las Casas. Sono ormai 8 mesi che si è trasferita qui, ha aperto un ristorante con un amico e mi aspetta con entusiasmo! Che bello vedere delle facce familiari a così tanti km da casa!!! Saliamo sull’auto di un amico che l’ha accompagnata fino in aeroporto e subito resto incantata dal paesaggio: nubi bianchissime in mezzo ad una vegetazione rigogliosa, montagne, aquile e un bell’acquazzone! Benvenuta in Messico e benvenuta stagione delle piogge!
Sono ormai le 15, mi offrono una cerveza Indio ghiacciata che mi da subito alla testa, come se non ne avessi mai bevuta una! La stanchezza, il volo, il fuso e l’altitudine (la cittadina è a 2.300 mt s.l.m.) si fanno sentire, mi dirigo in ostello. La mia sistemazione per questa settimana sarà il Ruka Che, spartano, a pochi isolati dalla via centrale, pieno di ragazzi da ogni parte del mondo e molto economico (100 pesos a notte in camera privata con bagno in comune). Mi addormento e dopo alcune ore, doccia e sono pronta per uscire! Chiacchiero fino a tardi con gli altri, conosco alcuni ragazzi italiani e altri messicani che frequentano il locale. Sono le 03.00 è ora di dormire..

3^ Giorno: San Cristobal del Las Casas
Nel bel mezzo della mia fase REM (verso le 05) vengo svegliata da dei botti assurdi, sembrano spari, sarà mica un’insurrezione? Gli zapatisti? O forse hanno aperto la stagione della caccia? Capirò solo dopo un bel po’ che sono le “campane” messicane a festa… ma vaff..lo. Cerco di dormire tormentata dai petardi e alle 08 circa esco a fare due passi, è ora di vedere la città. Acquisto dei biscotti e del succo di frutta in un Abarrotes (negozietto) al costo di 15 pesos, credo che sia la colazione più economica della mia vita!
Giro un po’ tra le viuzze praticamente deserte, ammiro i colori delle case e i monti che si ergono tutt’ intorno.. E’ un vero spettacolo..
L’appuntamento con Laura, la mia amica, è alle 09.30 e ci dirigiamo di gran carriera al mercato. Eggià, anche se io sono in vacanza, qui si lavora… (o quasi) :-P
Acquistiamo tutto l’occorrente per il ristorante: limoni, carne, pesce, pomodori, prezzemolo ovviamente trattando con gli ambulanti! E’ uno spasso vedere quanto si sta a contrattare per risparmiare pochi pesos! Eppure qui, pochi spiccioli fanno veramente la differenza… La giornata passa velocemente ed è ora di tornare a dormire! Buenas noches!

4^ Giorno: San Cristobal de las Casas
Mi alzo ancora una volta alle 8… (mmmh quando mi abituerò al fuso?), provo a prelevare in banca senza successo e decido di chiamare la banca via Skype in uno dei tantissimi internet point presenti in città (8 pesos all’ora), mi comunicano le nuove disposizioni sui prelievi all’estero: somma massima consentita € 150, va bene che sono in Messico e costa poco ma centocinquanta euro con 2.90 di commissioni a volta?!? Ladri!
Al Taller de Cocina* – ottimo locale, ottima gestione, ottimi piatti italiani e non –
c’è sempre da fare e decido di uscire a fare un giro alla Chiesa della Guadalupe che mi guarda imponente dall’alto della collina. Mi trascino letteralmente sulla scalinata fino alla vetta: che panorama e che nubi minacciose! Infatti, di li a poco ennesimo scrollo di pioggia ma qui, anche i temporali sono magici e fa piacere sentire sulla pelle quelle minuscole goccioline di acqua fresca… Torna a splendere il sole.
La chiesa non è come quelle che si vedono qui, è abbastanza spoglia con una cornice al neon verde che spicca sull’altare ad incorniciare la Vergine. C’è una statua con occhi di vetro e capelli penso umani: fa quasi paura… Sul sagrato due cagnoloni pisolano al sole, saranno i custodi…
Torno al Ristorante e con mio piacevole stupore mi annunciano che domai si parte per l’Oceano Pacifico!! Io e Laura: DA SOLE! Evvai che si può spettegolare in santa pace! Hahahah

*Avenida Cristobal Colon, 3/a [all’angolo con Real Guadalupe] Chiuso il martedì.

5^ Giorno: Boca del Cielo
Partiamo alle 7 circa dalla Stazione degli Autobus OCC di San Cri, direzione Tuxtla e poi altro bus fino a Tonalà (circa 5 ore – 116 pesos), cariche di coperte, amache, acqua e qualche snack per il viaggio. Dalla stazione degli autobus raggiungiamo a piedi la stazione dei Taxi che per 50 pesos ci porta fino alla laguna dove prendiamo la lancia per raggiungere l’altra sponda (40 pesos). Arriviamo alle Cabaña Erika e sistemiamo le nostre amache sotto una palafitta in riva all’oceano (0 pesos – siamo ospiti!).
Boca del Cielo è una striscia di sabbia tra la foce di un fiume e l’oceano. Il turismo è prettamente locale e non ci sono molti turisti in spiaggia: mare e relax. Facciamo subito il bagno e poi ci sfamiamo con papas y camarones (patatine e gamberi fritti).
Le onde sono molto alte e la corrente è forte, il sole picchia e dopo qualche bagno siamo esauste, passeggiamo e godiamo della pace dell’oceano. Ci addormentiamo cullate dai suoni del mare…

6^ Giorno: Boca del Cielo – San Cristobal
All’alba facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia, arriviamo fino alla foce del fiume e mi gratto le caviglie in continuazione.. ma quante zanzare mi hanno punta stanotte?!?
Pranziamo a base di camarones al mojo de ajo (gamberi all’aglio) e decidiamo di tornare verso casa, non siamo abituate a tutto questo relax! Riprendiamo la lancia e poi ancora il taxi, questa volta siamo in 9 sull’auto! (5 davanti e 4 dietro) :D
Arriviamo a San Cristobal verso le 21.30 e usciamo subito, direzione Mescaleria! E’ un nuovo locale aperto da pochi giorni, la carta offre un sacco di tipi di Mescal, per tutti i gusti e tutte le tasche, ma in realtà hanno solo quello di bassissima qualità: una sorta di acqua ragia a 10 pesos al bicchierino! Ci divertiamo fino a tardi e alle 03 torno in ostello a gattoni.
Che affarone prendere una cruda (sbronza) con quella pozione magica: risvolti pesantissimi il giorno seguente…

7^ Giorno: San Cristobal de las Casas
Ci alziamo contro voglia e raggiungiamo il mercato per la spesa quotidiana, ho bisogno di riprendermi: faccio una passeggiata e raggiungo l’altra collina con Chiesa alla sua sommità, è San Cristobalito. Il quartiere è in festa e ci sono un sacco di bandierine colorate che adornano la scalinata. La salita è molto ripida ma la visuale ripaga alla grande. Questa sera, a letto presto!

8^ Giorno: San Cristobal de las Casas
Sveglia di buon mattino, sbrigo un paio di cose in internet, doccia, spesa al solito mercato, bucato in lavanderia (3 kg – 30 pesos) e do una mano al ristorante, quale miglior occasione per imparare lo spagnolo di cui non so una parola?!? Serata tra amici e a nanna!

9^ Giorno: San Juan Chamula e S. Lorenzo Zinacantan
Sveglia alle 09.30, ho appuntamento con Augustine: il mio guru messicano personale, ha vissuto diversi anni in Italia e parla molto bene l’italiano: perfetto!
Prendiamo una combi (20 pesos) che ci porta a San Juan Chamula, un villaggio sulle colline intorno a San Cristobal nella quale Chiesa (entrata 20 pesos) si può assistere ai rituali religiosi e al quanto mistici, di preghiera. Sul pavimento ci sono un sacco di aghi di pino, candele, cera colata e bottigliette di Coca Cola alcune riempite con la medesima bevanda altre con il Posch un distillato simile alla Tequila e al Mescal. E’ assolutamente vietato fare fotografie e A. mi racconta di un episodio accaduto qualche anno prima in cui un francese è rimasto vittima: la mia macchina non uscirà dallo zaino per tutto il giorno.
Il luogo è molto affascinante e molto turistico allo stesso tempo, decide di portarmi da un amico pittore, zapatista che abita poco distante, mi fa vedere i suoi quadri e da buon padrone di casa mi offre un distillato di lauro: sono le 10 del mattino, vengo ricatapultata virtualmente in Mescaleria, un’altra volta!
Salutiamo l’amico pittore e prendiamo un taxi per Zinacantan perché non ci sono combi che fanno la tratta tra i due villaggi (50 pesos).
E’ la festa del patrono! Orde di ragazzi, donne, bambini e uomini negli abiti tradizionali, sfilano per le vie, i loro mantelli neri ricamati a fiori sgargianti sono elegantissimi! La chiesa è gremita di persone, fiori e frutti appesi, c’è pure qualche secchio e scolapasta! I mariachi intonano canzoni e strimpellano le chitarre! Sembra di essere in un film! Ci lasciamo trasportare per un po’ dalla folla e dai canti e facciamo ritorno in combi (22 pesos) a San Cristobal nel pomeriggio. Mangiamo al bar Zorbas dove per 50 pesos ci offrono una zuppa di fagioli neri con panna e formaggio, carne alla griglia con contorno accompagnate dalle tipiche salse, longaniza ai ferri (salsiccia), dolci tipici, 1 litro di birra, agua de Jamaica (un infuso freddo di fiori di ibisco) e caffè.
Ecco che, nel frattempo, arriva direttamente dall’aeroporto, il mio compagno di viaggio!
Dopo questa settimana di relax è ora di partire per il “mio” tour!! Mio perché l’ho scelto interamente io, e insieme abbiamo buttato giù qualche idea e quel che sarà, sarà!
Zero prenotazioni, solo voglia di viaggiare!

10^ Giorno: San Cristobal – Palenque
Sveglia, racimolo i miei averi, chiudo la valigia e via! a prenotare i biglietti dell’autobus in partenza: destinazione Palenque (148 pesos). Giriamo un po’ per la città, mangiamo tacos y gorditas, saluto gli amici vecchi e nuovi e partiamo non dopo aver acquistato una copertina di pile al negozio di scampoli i miglior 39.99 pesos della mia vita!
Come risaputo, sui bus messicani l’aria condizionata è davvero fortissima, tant’è che ogni volta che scendevo dai mezzi e cercavo di fare una foto, l’obbiettivo aveva bisogno di un buon 15 minuti di tempo per riprendersi dallo shock termico.
Arriviamo verso le 20.00 in stazione e prendiamo un taxi (50 pesos) per El Panchan dove per 250 pesos prendiamo una cabaña con bagno e ventilatore (l’unica rimasta libera nell’ intero complesso) al Margarita Cabaña.
Ceniamo verso le 22 da Don Mucho, c’è molta gente, tutto il Panchan è radunato ai tavolini per mangiare.. prendiamo un menù fisso a 90 pesos con una Corona ghiacciata.
E’ mezzanotte passata, ora di riposare, domani le Ruinas ci aspettano.

11^ Giorno: Palenque – Bonampak – Frontera Corozal
Partiamo alle 07.30 dalla Cabaña dove lasciamo le valigie in custodia al gestore. Prendiamo il collectivos che per 20 pesos ci porta all’entrata non prima di aver pagato il biglietto di 25 pesos per l’ingresso al Parco Naturale. L’ingresso al sito è di 51 pesos e c’è già qualche pullman di escursioni guidate che arriva. Ci affrettiamo ad entrare e non seguiamo il percorso consigliato in modo da non imbatterci in troppa gente. Il sito è maestoso, molto curato con l’erbetta tagliata e tutte le transenne al loro posto: TROPPO turistico. Non dico di esser rimasta delusa ma nemmeno pienamente soddisfatta.
Dopo circa 3 ore usciamo e ci dirigiamo al Museo (ingresso compreso nel biglietto del sito) dove ammiriamo l’incantevole tomba di Pakal e gli altri reperti custoditi. Torniamo a prendere i bagagli e decidiamo di passare alla prossima meta, visto che Palenque non ha altro da offrire se non le cascate rese torbide dalle forti piogge dei giorni precedenti (consiglio di Augustine). Prendiamo un taxi o meglio, ce lo troviamo proprio fuori dalla Cabaña che accompagna due turisti in arrivo e ci facciamo portare alla Stazione dei Collectivos, che si trova accanto alla rotonda della grande cabeza Maya. Alle 12.40 siamo in partenza per Bonampak, un paio di ore su strade asfaltate ma alquanto dissestate e arriviamo al bivio tra paese e rovine. Che fare? Sono solo le 15 e se le visitassimo? Detto fatto! Pochi minuti dopo e siamo sul taxi che per 70 pesos (A/R) ci porta all’ingresso e ci tiene pure le valigie in custodia nel ristorante per altri 20 pesos. Paghiamo l’ingresso (37 pesos) e sotto il sole cocente ci dirigiamo verso le rovine.
Il complesso non è molto grande, ben tenuto ma presente una particolarità: delle pitture all’interno di 3 camere nel quale si entra 3 persone alla volta e senza zaini: siamo gli unici nel sito oltre agli archeologi che ristrutturano una delle stanze. Saliamo le scale e ci addentriamo al “piano superiore” dove ci sono delle scalinate con alcuni alberi che vi crescono: ecco la vera natura che riesce a distruggere ciò che l’uomo costruisce.
Ci soffermiamo a guardare le steli e ci riposiamo all’ombra degli alberi secolari che incorniciano il paesaggio, verso le 16 ci dirigiamo verso l’uscita. Ci aspetta un combo comodo e fresco al posto del taxi. Recuperiamo le valigie e lo stesso taxista ci porta fino all’incrocio per San Javier dove, dice lui, passerà di li a poco un collectivo per Frontera Corozal. Aspettiamo invano per circa 40 minuti e decidiamo di prendere il primo taxi che passa, 50 pesos e ci porta fino a destinazione: Escuro jaguar (consigliato da Lonely Planet). Cabaña carine tutte colorate di un rosa acceso, con zanzariere sui letti e bagno in comune per un totale di 225 pesos in due. Unica pecca, il ristorante chiude alle 20 e nelle vicinanze non c’è praticamente nulla di aperto dopo quell’ora ma la posizione è ottima per poter prendere la lancia sul fiume.
Andiamo a letto presto, domani sarà una lunga giornata!

12^ Giorno: Yaxchilan – Flores
Alle 06.30 prendiamo la lancia prenotata il giorno prima con altri 4 ragazzi spagnoli, francesi e tedeschi per un totale di 127 pesos A/R, ovviamente contrattando con la “bigliettaia”. Il paesaggio è stupendo, la sponda guatemalteca del fiume è coperta da una coltre di nubi bianche che nasconde in parte la giungla, l’aria è umida, di un freddo pungente datogli dalla velocità dell’imbarcazione. Alle 07.10 siamo all’ingresso del sito di Yaxchilan che, a differenza di quanto scritto sulla guida è già aperto o meglio, svegliamo il personaggio che dorme in biglietteria e per 48 pesos ci fa entrare. Decidiamo di dividerci, ognuno scoprirà il sito partendo da punti diversi, sembra quasi un gioco.. e noi preferiamo scalare subito la collina che porta alla Pequeña Acropolis.
La giungla è fitta, le ragnatele costruite nella notte dai ragni anche. Lo spettacolo è assicurato quasi spettrale.
Visitiamo il sito in lungo e in largo per 2 ore, tempo stabilito dal “capitano” che ci viene a prelevare all’imbarcadero, puntuale. Ritiriamo le valigie, facciamo un’abbondante colazione e prendiamo una lancia contrattata al momento con il medesimo “vettore” per 250 pesos, destinazione: Bethel, ovvero la sponda guatemalteca.
Dopo 40 minuti di navigazione arriviamo e prendiamo un collectivo per 200 pesos che ci accompagnerà prima all’ufficio doganale e poi a Flores.
Scopriamo con piacere che da quel lato del fiume, l’orologio segna un’ora in meno! Wow, siamo pure in anticipo!
Sbrighiamo le pratiche di timbro e esborso di 5 dollari americani, praticamente una sorta di pizzo perché non dovrebbe essere richiesto, chiedo la ricevuta (come consigliato dalla guida), che ovviamente non mi consegnano e ripartiamo. Il paesaggio è molto differente, grandi distese di praterie con un sacco di cavalli e mucche, palme e il cielo di un azzurro più chiaro. La strada è sterrata per quasi 2 ore e dopo 1 ora di guida tra villaggi e cittadine arriviamo a Flores. Ci facciamo accompagnare fino all’ ostello Hospedaje Doña Goya 2’ dove per 200 quetzales (1 GTQ – 0.10 €) ci danno una stanza spaziosa, con ventilatore e bagno. L’ostello ha una bellissima posizione, con una terrazza che si affaccia direttamente sul lago, attrezzata di amache e fili per stendere il bucato. C’è la possibilità di lavare i panni per 30 quetzales – 3 kg, connessione internet gratuita per i primi 15 minuti e Wi-Fi in tutta la palazzina.
Usciamo subito a fare un giretto ed ad informarci per l’escursione del giorno seguente. Prendiamo a 60 quetzales il biglietto per il bus delle 05 che ci verrà a prelevare direttamente in albergo e ci porterà a Tikal. E’ inutile girare altrove per chiedere altri preventivi, tutti offrono lo stesso servizio allo stesso prezzo: bus ogni ora dalle 04 in poi con viaggio di un ora e mezza.
Ci rilassiamo un po’, doccia e usciamo per cena, giriamo tra le viette costellate di negozi di artigianato locale e ci fermiamo in una specie di sottoscala accanto all’Hotel Petenchel dove si cucinano degli ottimi polli alla grigia con contorno e tortillas, 1 lt di birra il tutto per 35 quetzales.

13^ Giorno: Flores- Tikal
Sveglia alle 04.30 (che novità!), il bus è puntuale ma arriviamo al sito alle 06.30, il sole è già alto e ci incamminiamo verso l’entrata, 51 quetzales. Giriamo il sito salendo sui templi più alti, accessibili con delle rampe di scale in legno e ferro. La visuale è maestosa e le solite scimmie urlatrici la fanno da padrone. E’ quasi mezzogiorno, il sole è molto caldo è il tasso di umidità altissimo, dirigendoci verso l’uscita scorgiamo diversi animali: tucani, scoiattoli, tacchini, scimmie e dei strani mammiferi simili a tapiri con un musetto molto dolce. Mangiamo qualcosa al ristorante all’entrata e visitiamo i due musei – Litico e Ceramico – per 10 quetzales entrambi.
Prendiamo il pullmino per Flores, ci lanciamo nella doccia e un po’ di riposo.

La sera ceniamo al ristorante Cafè Yax-Ha dove per 80 quetzales mangio dei tacos con gamberi mooolto piccanti, guacamole, patate, pomodori, frutta fresca e solita birra Gallo da litro :yeah:.

14^ Giorno: Viaggio – dannato viaggio – Tulum
Sveglia alle 04.45, per prendere il solito bus che ci preleva dall’ostello per raggiungere Tulum, mezzo acquistato il giorno prima nella medesima agenzia dove abbiamo preso l’escursione, ottenendo uno sconto sul prezzo del biglietto (200 quetzales).
Cambiamo mezzo dopo poco più di un Km con un bus vero e proprio.
Dovremmo arrivare a Chetumal in tempo per prendere il pullman delle 16 per la destinazione finale ma:
* alle 12 siamo in dogana alla frontiera con il Belize, timbro, pizzo di 10 quetzales, passiamo con le valigie a piedi i cancelli e attendiamo il timbro e ovviamente pizzo di 30 dollari del Belize (= 220 pesos). Pranzo dell’autista, passaggio del mezzo in dogana, controllo e ripartiamo;
* alle 16 siamo alla frontiera con il Messico, dobbiamo prima uscire dal Belize, timbro, ed entriamo in Yucatan, sempre a piedi con le nostre valigie. L’autista ci informa che è in partenza un bus direttamente dalla dogana per Tulum-Playa del Carmen-Cancun senza raggiungere Chetumal. Entusiasti e sfiniti accettiamo (50 pesos). Attendiamo che tutti i turisti (anche i più storditi) capiscano che si deve compilare il visto turistico se non lo si ha già fatto e far timbrare il passaporto e alle 17.30 partiamo, finalmente.
Alle 20.30 siamo a Tulum, alla faccia delle 13 ore da tabella di marcia.
Ci dirigiamo dall’altra parte della strada dove c’è un ostello segnalato anche dalla LP: è pieno, il ragazzo alla reception ce ne consiglia uno poco distante, ma poco distante troviamo l’Hostal del Sol: VA BENE questo! L’ambiente è molto bello, praticamente nuovo, tutto in legno con cabaña e palafitte, la colazione è inclusa, si possono lavare i panni, l’acqua è gratis, la connessione Wi-Fi e un pc ad uso gratuito, si possono affittare biciclette, attrezzatura da snorkeling e motorini, c’è la cucina e il frigorifero a disposizione degli ospiti, una vasca jacuzzi (con l’acqua verde), i bagni sono in comune ma molto belli e puliti: il PARADISO!
Per 150 pesos ci danno una palafitta-cabaña al primo piano, sulla terrazza, con ventilatore. Doccia e usciamo a mangiare qualcosa da un venditore sulla strada (35 pesos).

15^ Giorno: Tulum
Oggi ce la prendiamo comoda, sveglia alle 8! Hahaha!
Colazione di Alberto (il gestore) a base di una specie di frittella cotta e Nescafè e affittiamo le biciclette in ostello (50 pesos).
Ci dirigiamo alla spiaggia, siamo proprio vicini alle Ruinas che erano in programma il giorno successivo e ne approfittiamo per la visita (45 pesos). Anche qui erbetta tagliata, sentieri lastricati, tutto in ordine, molto turistico ma affascinante per la sua posizione a picco sul mare dei Caraibi. Si potrebbe fare il bagno in una caletta sottostante ma c’è troppa gente e preferiamo trovare un posto più tranquillo.
Fa caldo, ma tira un venticello piacevole: si, quello da ustione!
Decidiamo di fare un giro diverso, prendiamo la strada per Cobà sempre in sella alle nostre biciclette con i freni a pedali e dopo circa 1.5 km, troviamo le indicazioni per il Cenote Calavera (70 pesos). Non è proprio come ce lo immaginiamo, l’entrata è stretta e il sole non penetra in profondità, quindi l’acqua anche se molto pulita risulta scura… maschera e boccaglio non servono, non è molto grande e per la maggior parte della superficie è nella grotta, zeppa di pipistrelli! Ci divertiamo così a fare tuffi, capriole e piroette sulle corde e la scala che permettono l’accesso.
Ci siamo solo noi due e una famiglia di messicani; vediamo luccicare delle monete sul fondo e facciamo a gara a chi le recupera, è un bel pomeriggio, sembra quasi di essere in famiglia!
Torniamo verso Tulum, non abbiamo ancora pranzato, decidiamo di fermarci alla Bodega Aurerra (catena messicana di supermercati) acquistiamo del formaggio Philadelphia e dei cracker e facciamo uno spuntino (buoni i sapori europei).
Torniamo verso la cittadina, parcheggiamo le bici e usciamo a piedi in paese, sbrighiamo alcune cose, torniamo per una doccia e siamo di nuovo in giro, per cenare. Decidiamo di andare al El Mariachi, c’è della musica e i piatti sono invitanti (110 pesos).
La giornata è stata piacevole ma abbastanza stancante, dopo un ottimo gelato italiano acquistato sulla via principale (30 pesos), andiamo a letto.

16^ Giorno: Tulum
Ci svegliamo alle 8.30, (in questa vacanza sono decisamente mattutina!)
Solita colazione e decidiamo di prendere ancora le biciclette (50 pesos) siamo stanchi di autobus e combi: perché non sfasciarsi definitivamente le chiappe su di un sellino?
Sempre in direzione Cobà, dopo 3 km raggiungiamo il Gran Cenote (100 pesos).
E’ abbastanza presto, ci sono pochissime persone!
Godiamo dell’acqua fresca dopo la pedalata, dei bellissimi raggi di sole che illuminano l’acqua e in men che non si dica arrivano orde di turisti italiani a far casino… mmmmmh ce ne andiamo, ovviamente.
Raggiungiamo la famosa Playa Paraiso: è davvero uno spettacolo IL MARE mentre la spiaggia è dilaniata da ombrelloni, letti a baldacchino (?), bar, centro massaggi, musica e festaioli provenienti da Rimini ed Ibiza.
Ci allontaniamo da quella baraonda e ci rifugiamo sotto l’unica palma libera. Il sole è veramente insopportabile, effettivamente solo le 13.30… restiamo rifugiati sotto l’albero e facciamo un sacco di bagni in mare. E’ quasi sera, riprendiamo i nostri ottovolanti e torniamo in ostello. Doccia e cena in un locale anonimo, dove per pochi pesos ci danno Tortas, Empanada, una specie di pizza con un sacco d’ingredienti di cui non ricordo il nome e una buonissima Agua de Sabor al lime. (acqua+zucchero+frutta fresca frullata).

17^ Giorno: Chichen Itza – Merida
Sveglia sempre alle 08, colazione di Alberto e alle 09.10 siamo sul bus che ci porta a Chichen Itza, acquistato il giorno prima alla stazione degli autobus Ado sulla strada principale (80 pesos).
Visitiamo il complesso archeologico, non è l’orario ideale per farlo, ci sono molti turisti ma, come sempre facciamo il giro inverso a quello consigliato e ci godiamo le rovine. Anche qui è tutto molto curato, staccionate in legno, prato rasato e ampi spazi aperti.
Al fine dell’escursione prendiamo il bus per Merida (70 pesos). Arriviamo alle 19 circa e sull’autobus conosciamo un ragazzo messicano che ci consiglia il suo alloggio l’Hostal Santa Lucia, ce lo descrive tranquillo, pulito e ben organizzato.
Diciamo che non è proprio così, i suoi standard sono decisamente differenti dai nostri ma, dopo 2 secondi di esitazione, la receptionist ci offre un buon prezzo (100 pesos) per una camera privata con bagno in comune, ventilatore e aria condizionata centralizzata (la camera ha il soffitto confinante con la camerata e viene rinfrescata dal grande splitter posto sopra di noi. L’ostello è ubicato in una palazzina coloniale con annesso cortile, è mal tenuto, presenta i muri scrostati dall’umidità e il materasso è ricoperto da una pelle sintetica nera, ma va bene così!
Siamo abbastanza stanchi ed, il primo ristorante che la guida consiglia, andrà benissimo: El Trapiche. Per 120 pesos mangiamo una sopa (zuppa) di fagioli neri, una Parillada di carne (grigliata mista) con contorno e agua de sabor a litri.
Facciamo un giro in città, è tutto illuminato con luci calde, carrozze trainate da cavalli sfilano per le strade, è una città molto carina e romantica.

18^ Giorno: Merida
Ci svegliamo verso le 09.30 e facciamo colazione (inclusa nel prezzo della camera) con una frittata, biscotti, cracker, caffè e frutta fresca.
Usciamo e ci dirigiamo in Plaza Grande e rispettivamente al Museo de Arte Contemporaneo, il Palacio Municipal, il Palacio del Gobierno, il Centro Cultural Olimpio, la Cattedrale de San Idelfonso e poi ancora, il Teatro Peòn Contreras con annessa mostra contemporanea, l’Universidad dello Yucatan, altre chiese in diversi quartieri vicini (ingressi liberi). E’ abbastanza presto, mangiamo un boccone e tiriamo sera, Merida non è poi così ricca di attrattive come pensavamo, gironzoliamo per la città. Con il senno di poi avremmo passato un altro giorno a Tulum, ma domani mattina abbiamo l’aereo per Città del Messico: unica restrizione e prenotazione fatta dall’Italia prima della partenza (70 Euro con Interjet).

19^ Giorno: Città del Messico
Siamo stanchi di stare in ostello e alle 01.30 di notte decidiamo di andare in aeroporto visto che non abbiamo confermato la prenotazione, pensando di far baldoria toda la noches, ma la giornata “a vuoto” ci ha un po’ spenti. Chiamiamo un taxi notturno (30 pesos) che ci viene a prendere direttamente in ostello dove abbiamo depositato le valigie gratuitamente fino ad allora. Scarichiamo i bagagli, il taxi parte sgommando e ci avviciniamo alle porte automatiche che NON SI APRONO. Un vigilante notturno ci comunica che l’aeroporto apre alle 04.30.. e ora? Deve aver visto dei punti interrogativi grandi come case nei nostri occhi ed, evidentemente impietosito, ci fa sdraiare in un angolo dell’aeroporto. Dormo, per modo di dire fino alle 04.40, ci alziamo, imbarchiamo le valigie e saliamo a fare colazione: 70 pesos per un the in tazzina e un muffin? Non ci sono alternative, ma col cacchio che ti lascio la propina! (mancia)
Partiamo in perfetto orario: 06.30 e ci offrono succo d’arancia e biscotti.
Arriviamo a Città del Messico alle 08.30, recuperiamo gli zaini e ci dirigiamo verso la metropolitana che ha una fermata proprio di fianco all’aeroporto (3 pesos e raggiungi qualsiasi angolo della megalopoli).
Raggiungiamo il Zocalo, la piazza principale del Centro Historico. Scegliamo l’Hotel San Antonio, in una vicolo adiacente all’Avenida 5 de mayo, una strada molto centrale. La camera è abbastanza piccola ma accogliente, situata al quarto piano ma c’è l’ascensore, il bagno è in comune ma lo utilizzeremo solo noi, 100 pesos: ottimo!
Decidiamo di uscire subito, la città ci affascina e non sentiamo la stanchezza della notte insonne. Nella piazza centrale ci sono un sacco di tendoni, una sorta di laboratorio per bambini e non, di fronte alla Cattedrale è montato un mega palco, tutti gli edifici che incorniciano la piazza sono addobbati con carta luccicante: tra meno di un mese è la festa del Bicentenario dell’indipendenza Messica!
Sulla guida è proposto un itinerario a piedi che fa scoprire diversi edifici del centro storico, lo seguiamo alla lettera e ci perdiamo in un dedalo di viette, mercati, chiese e palazzi. Molti di questi sono chiusi o in ristrutturazione, la città è in subbuglio per la festa e i preparativi fervono.
Arriviamo al Palacio National (serve un documento d’identità per entrare!) e osserviamo con piacere i Murales di Diego Rivera. Entriamo nella Cattedrale e all’uscita guardiamo incuriositi i riti dei maya che si svolgono in piazza con incenso e basilico per purificare l’anima cosi diversi dai nostri.
Abbiamo camminato molto ed è quasi sera decidiamo di mangiare una pizza strana ma molto buona, cotta in un forno a forma di igloo con delle piastrelle gialle che lo ricoprono alla Pizzeria Vito Corleone (60 pesos). Doccia e facciamo una bella dormita.

20^ Giorno: Città del Messico
Ci svegliamo alle 07.30 facciamo colazione in un posto meraviglio: Los Bisquets Bisquets Obregon in Avenida 5 de mayo con cappuccino e brioches freschissime (35 pesos).
Prendiamo la metropolitana (3 pesos) in Allende, fermata precedente a quella centrale dello Zocalo e raggiungiamo la fermata Coyoacan nel medesimo quartiere. Prendiamo un collectivos che per 5 pesos ci accompagna vicino all’entrata del Museo Frida Kahlo (51 pesos).
Il museo apre alle 10 e decidiamo di fare un giro nel Viveros, un ettaro di bosco zeppo di scoiattoli! I viali sono curati e ci sono un sacco di persone che fanno yoga, jogging e stretching. Ci dirigiamo all’entrata del museo, il quartiere è molto bello, con case eleganti e fantastici scorci su cortili abbelliti da fiori e ferri battuti.
La “Casa Azzura” abitata da Frida e Diego Rivera è ricca di quadri, abiti e mobili utilizzati dalla coppia nella loro permanenza in città, c’è anche una mostra di fotografie scattate dalla pittrice.
Raggiungiamo la fermata della metropolitana con un collectivos (4 pesos) e sulla stessa linea andiamo verso la maestosa Basilica de Guadalupe. Entriamo nella chiesa vecchia e in quella nuova, scaliamo la collinetta che porta al tempio e alle due cappelle.
Non ci veniamo per pregare, per pura curiosità, ma l’aria che si respira è di raccoglimento e devozione in più c’è un panorama mozzafiato sulla città che si estende a perdita d’occhio.
Torniamo alla metro e ci dirigiamo al Museo Mural Diego Rivera (15 pesos) vicino al Palacio de Bellas Artes (ingresso gratuito).
Dobbiamo spedire un paio di cartoline e senza saperlo entriamo nel maestoso Palacio Postal.
Sono quasi le 17, siamo stanchi ma dobbiamo prendere dei souvenir! Corriamo al Mercato Insurgentes e a quello della Lagunilla dove troviamo tutto ciò che speravamo: articoli d’artigianato in ceramica dipinta, cuoio, magneti e dell’ottima frutta fresca!
Ci fermiamo direttamente in giro per cena, siamo davvero esausti.. scegliamo il Gilli Pollo dove per 79 pesos acquistiamo un pollo allo spiedo con patatine fritte (del sacchetto) e l’insalata più calorica che abbia mai visto: viene posizionata sotto ai girarrosto e tutto il grasso che cola dai polli che cuociono, vi si deposita sopra, una scena terrificante!
Coca cola e limonata per digerire il tutto (20 pesos).

21^ Giorno: Città del Messico
Adoro questa città, le sue vie, la gente, persino la metropolitana ma devo vedere Teotihuacan. Ci svegliamo alle 06.15 per prendere la metropolitana sempre da Allende e raggiungere la stazione degli autobus Terminal Norte. Dove ogni 20 minuti ci sono autobus in partenza per il sito archeologico. Entriamo in stazione e ci sono una miriade di desk, il nostro è il nr. 8. Paghiamo i 35 pesos del biglietto che, in partenza alle 07.20, ci porterà a destinazione. Un’ora di tragitto e arriviamo alle “Piramidi”, questo è il nome della fermata.
Nel cielo ci sono un sacco di palloni aerostatici, fa abbastanza freddo e c’è ancora un po’ di foschia notturna. Siamo tra i primi ad arrivare, paghiamo i 51 pesos dell’entrata e ci dirigiamo verso la Calzada de los Muertos, ovvero la via principale dove si affacciano gli edifici più importanti del sito. Riconosciamo subito le celebri piramidi del Sole e della Luna e restiamo letteralmente a bocca aperta viste le dimensioni. Percorriamo il viale fino in fondo e ci arrampichiamo sul tempio della Luna fino dove concesso.
Wow.. siamo soli, su quest’altare a mezz’aria e guardando l’altra piramide ci sembra di essere ancora più piccoli.
Scendiamo e risaliamo dopo poco sulla piramide del Sol: è veramente faticoso, gli scalini sono ripidi, ancora umidi della rugiada del mattino, il sole inizia a farsi sentire e sulla sommità ci sono un gruppo di santoni new age che si abbracciano, baciano e applaudono ricoperti di ametiste e casacche bianche o arancioni… e se invece faceste un po’ di meditazione cosi state zitti? Guardiamo la scena, un po’ sbigottiti e altrettanto incuriositi, non ne capiamo le pratiche e forse nemmeno il senso ma questo luogo è davvero magico… Gli altopiani e la pianura tutt’intorno si estendono a perdita d’occhio, contempliamo ancora un po’ la visuale ma inizia a fare molto caldo. Gironzoliamo ancora un po’ tra templi e palazzi e visitiamo il Museo del Sitio e il Jardin Botanico. Ci dirigiamo verso l’ingresso 2, dove all’incrocio ci raccoglierà il bus delle 11.40 (35 pesos).
Torniamo quindi in città, prendiamo le valigie lasciate in albergo e andiamo in aeroporto; il volo di ritorno è alle 18.40 ma non ce la sentiamo di scarrozzare le valigie in giro per la città. In metropolitana è un’impresa epocale muoversi con zaini e bagagli anche perché oggi è sabato e tutti sono in centro a passeggiare e fare acquisti scolastici: lunedì 23 agosto inizia la scuola!
Veniamo travolti, nel vero senso della parola, dalla folla nella metropo ma riusciamo a restare attaccati al corrimano con muscoli che non pensavo di possedere (benedetto spirito di sopravvivenza!) riportando contusioni in tutto il corpo. :-P
Raggiungiamo il terminal 2, imbarchiamo le valigie e mangiamo qualcosa.
La tristezza per la partenza inizia a farsi sentire, è veramente finita la vacanza…
Salgo sul volo, sono accanto ad una bellissima ragazza messicana dai modi gentili ed eleganti ed io, mi addormento, russando: credo che non abbia detto lo stesso di me..

Album fotografico

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Ci sono 4 commenti su “Messico: buena onda!

  1. ciao Sere…..ora che è possibile inserire commenti…come non farlo in questo diario????…ci siamo “preparate” insieme per questo viaggio fantastico….percorsi diversi……ma molto simili, e grazie al tuo racconto e alle tue belle foto l’ho rivissuto per un attimo….

    che dire???….mi è piaciuto molto il tuo giro, un po fuori dai “classici” giri….mi affretto a postare anche il mio a sto punto:D:D

    PS: il pacifico è il pacifico…c’e’ poco da dire………:serenata:

  2. Ciao Ely!! Ce l’abbiamo fatta a commentare il diario ! Evvivaaa!!

    E’ stato un piacere consultarci in questo viaggio sia per i preparativi che per le emozioni che ci ha fatto vivere.. Grazie per la compagnia! :rose:

  3. Complimenti per il diario molto dettagliato. Bello leggere che c’è qualcun altro che ha messo nel suo itinerario Boca del Cielo!!! Io l’ho trovato un posto meraviglioso (zanzare a parte purtroppo), ancora genuino e autenticamente messicano. Io ero lì a ferragosto…tu quando di preciso?

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