Scotland 2010

Il viaggio nasce a dicembre 2009, dove con l’aiuto di Lonely, Rough e altre due guide e dopo attento studio dei suggerimenti dal Forum si fanno le dovute prenotazioni: aereo, noleggio auto, ostelli lungo il percorso, treno “di Happy Potter”, Military Tattoo, Pass per l’ingresso ai castelli e assicurazione annullamento per il tutto…
8 mesi dopo finalmente si parte: siamo in 11, ragazzini compresi.
Arriviamo ad Edimburgo con Jet2 da Venezia verso le 14.00 e dopo un’ora di pratiche riusciamo a ritirare le macchine prenotata con Budget UK……prima destinazione Stirling dove visiamo il bel castello e a facciamo un giro per il caratteristico centro storico con cena in uno dei tanti pub. Poi di corsa alle macchine perchè dobbiamo arrivare fino a Ft.Williams e ci vogliono quasi tre ore di strada. Dopo poco dopo aver lasciato Stirling il panorama cambia, nel senso che a poco a poco ci si trova sempre più immersi nella natura, con le zone abitate che lasciano lo spazio a laghi, boschi e colline. Fa chiaro fin quasi alle 22.00, quindi possiamo ammirare per bene questi panorami da cartolina:il Glen Coe in particolare ha un aspetto decisamente selvaggio con la striscia di asfalto su cui corriamo – unica traccia di presenza umana – letteralmente inghiottita dal verde circostante. Arriviamo a destinazione e dormiamo nel Motel della catena Premier Inn, non lussuoso ma decisamente onesto.

La mattina successiva – dopo una capatina a rivedere la Glen Coe – alle 10.20 parte il treno a vapore per Mallaig, con tanto di macchinisti anneriti dal carbone…in otto salgono mentre io e altri due facciamo il percorso in parallelo per condurre le automobili. C’è un sole stupendo e fra i tanti punti del percorso in cui ci fermiamo a far foto ne menziono due: il Glenfinnan Viaduct (dove alla destra della strada si vede il famoso viadotto su cui passa il treno e a sinistra la fine di un fiordo spettacolare) e le Silver Sands di Morar –spiagge di sabbia bianca dai riflessi argentei che sembrano più adatte ai Caraibi ( se non fosse per la temperatura che non supera i 20 gradi).
Da Mallaig prendiamo il traghetto per l’isola di Skye e ci dirigiamo verso il Dunvegan Castle, attraversando stradine ad una corsia invase dalle pecore in mezzo a panorami favolosi; tra una sosta e l’altra (bello l’Old Bridge di Sligachan) arriviamo quando è decisamente tardi per entrare al castello, peraltro in ristrutturazione; ce ne andiamo allora alle Coral Beaches (distanti alcuni chilometri ), belle spiagge di corallo bianco che fanno un contrasto unico col verde circostante; a una decina di metri dalla riva poi ci sono alcune foche che fanno capolino in acqua.
La sera ceniamo a Stein e poi rotta per il rinomato ostello Skyewalker di Portnalong, dove abbiamo l’unico vero incidente di percorso del viaggio: non avendo capito che la registrazione deve obbligatoriamente avvenire entro le 22.00 rimaniamo fuori (purtroppo in buona parte dell’isola non c’è campo per i cellulari e quindi anche le possibilità di comunicare sono scarse), e su Skye ad agosto significa dormire in macchina, dal momento che ovunque campeggia il cartello “no vacancies” (tutto esaurito).
Il terzo giorno (ancora sole!!!) giriamo la penisola di Trotternish, fermandoci a vedere le cascate Lealt Falls, l’Old Man of Storr e facendo una passeggiata sotto il Quinraing (tra UIG e Staffin), dove il panorama è se possibile ancora più bello di quelli già visti: è una passeggiata in costa ai monti ammirando le sottostanti colline irregolari (a perdita d’occhio) di un verde accecante con laghi che rispecchiano il sole e contrastano col cielo blu e il mare che fa da sfondo.Pranziamo nella “capitale”dell’isola Portree svaligiando il supermarket. Nel pomeriggio ci dirigiamo all’Eilean Donan Castle (quello di Highlander per capirci), molto bello anche da visitare oltre che per l’esterno scenografico. Di sera ottima cena a Broadford (ma che fatica trovare un ristorante dove starci in 11!) e notte nel relativo Ostello SYHA.
Il quarto giorno lasciamo Skye e ci dirigiamo a nord. Deviazione per far colazione a Plockton, minuscolo paese affacciato su un fiordo descitto dalle guide come molto pittoresco; purtroppo piove a secchiate e quindi non apprezziamo adeguatamente. Proseguiamo lungo i fiordi con alcune soste, e notiamo che con la bassa marea il fiordo si ritira per un centinaio di metri lungo le rive scoprendo delle coloratissime alghe gialle e rosse e una quantità di conchiglie, cozze etc.; è divertente esplorare il fondale passeggiandoci sopra.
A mezzogiorno esce un sole incredibile, che cambia completamente il volto al paesaggio: sosta al mini market di Torridon e poi allungo verso Gairloch, dove ci dirigiamo alle spiagge di Red Point. Lasciate le macchine attraversiamo un prato dove pascolano vacche e arriviamo a questa magnifica lunga spiaggia rosa (quella a nord, in realtà sono due), con pochissime persone nei paraggi. Ho “costretto” il gruppo a portare il costume in Scozia e questa è l’occasione giusta per usarlo: corsa collettiva in acqua, che è così fredda che quando usciamo sembra ci siano 30 gradi (invece saranno massimo 20 col sole che spacca…).
Dopo un paio di ore di spiaggia andiamo verso la nostra meta notturna, l’ostello di Ruha Reid, situato in un faro attivo. Per arrivarci si deve percorrere una stradina stretta che segue la scogliera e sale e scende seguendo il crinale della collina con curve continue, il tutto in mezzo a pecore che sostano indisturbate: d’altra parte in 15 chilometri non abbiamo incrociato nessun altro…il faro è bellissimo, e il tramonto lì è qualcosa di indescrivibile, si vedono in lontananza nel mare i profili di Skye e di altri fiordi e isole.
L’ostello è una piccola struttura tenuta molto bene(noi da soli occupiamo metà dei posti disponibili…), le padrone Fran e Chris sono gentilissime e ci servono un’ottima cena a base di pesce e verdure.
Il mattino seguente (c’è sempre sole) si riparte: facciamo sosta alle cascate di Measach (carine ma infestate dai midges, i famosi moscerini punginosi di cui tanto abbiamo letto e che qui troviamo per la prima volta) e ad Ullapool, paese carino che meriterebbe una visita…purtroppo la nostra si limita al supermercato, il tempo è tiranno. Si riparte con direzione la costa orientale della Scozia, l’interno del paese è uno sterminio di colline a prati verdi, laghi, cascate,pecore…si incrociano poche macchine, sembra di essere in una favola tanto il paesaggio è luminoso e fuori dalla civiltà.
La costa est non ha fiordi come la costa ovest, da qui in avanti inizia la parte più culturale e meno paesaggistica del viaggio…e per approfondire la nostra cultura siamo a Tain, alla distilleria Glenmorangie dove facciamo un bel tour fra i fumi di alcool e impariamo come si produce il whisky…buon assaggio finale per non dimenticare la lezione!
Passiamo poi alle Falls Of Shin, cascatelle dove da due punti panoramici si vedono i salmoni che saltano per risalire la corrente…spettacolari, anche se per la seconda volta troviamo i fastidiosissimi midges che disturbano non poco.
Cena a Lairg (a base di salmone…) e poi a nanna a Carbisdale, un vero castello convertito in ostello. Questo ostello è decisamente preso d’assalto da turisti di tutto il mondo, chiaramente non hanno bisogno di pubblicità e fanno ottimi affari anche se pulizia, colazione & c. lasciano parecchio a desiderare…
Consiglio comunque un giro dopo la mezzanotte per vedere il fascino della struttura: quando c’è silenzio il pianterreno è estremamente inquietante con le luci fioche e statue posizionate anche nelle zone d’ombra o davanti alle finestre…la zona della lavanderia poi fa un effetto “Shining” mica da scherzi.
Il sesto giorno è dedicato alle rovine dell’Urqhuart Catle sul LochNess, di cui grazie alla pioggia apprezziamo solo lo shop annesso, e poi al bellissimo Fort George (un paio d’ore per visitarlo adeguatamente con l indispensabili audio guide). Poi ci dirigiamo a Chanonry Point, dove si vedono a occhio nudo le evoluzioni dei delfini che stazionano nel mare antistante…molto bello e molto gettonato.
Cena a Inverness, presso il Royal Highland Hotel, dove si cena veramente bene. A dire il vero il posto è decisamente di lusso (basta anche solo dare un’occhiata ai bagni per accorgersene…) e ci siamo capitati per caso solo perché era l’unico che abbiamo trovato ancora disponibile dopo le 19.00. Pensavo ci avrebbero pelato, invece mi sono reso conto che la differenza tra un ristorante e l’altro non supera le 4-5 sterline…dormirci penso sia proibitivo, ma se ricapito da quelle parti un pensiero lo faccio!
Nottata ancora a Carbisdale e il mattino dopo alle 7 si parte: attraversiamo verso sud mezza Scozia destinazione Melrose, ai confini con l’Inghilterra. Nel mezzo soste al Castello di Blair (stupendo, con esibizione di Banda di cornamuse e balli locali) e a Pitlochry, bel paese pieno di turisti. Il sole tiene ancora.
Altra fermata lungo il percorso presso la Roslyn Chapel (vista nel film “il codice Da Vinci”), bellissima chiesetta legata ai templari completamente scolpita all’interno (purtroppo l’esterno è completamente in ristrutturazione).
Arrivati a Melrose (abbiamo prenotato all’ostello SYHA, decisamente ben tenuto), scopriamo che il sito con le rovine dell’Abbazia ha già chiuso, avendo orari decisamente diversi da quelli riportati ufficialmente. Ceniamo in paesee poi facciamo un’ultima sosta all’esterno dell’Abbazia, molto suggestiva con l’ opportuna illuminazione dopo il tramonto.
Siamo all’ottavo giorno, ultimo con le macchine: sconfiniamo in Inghilterra e visitiamo il Castello di Alnwich (usato nelle riprese di Harry Potter), apprezziamo l’esterno molto panoramico nonostante oggi piova ; l’interno è sfarzoso e in più hanno inserito una zona con divertenti attrazioni per piccoli e grandi in stile Harry Potter… se non fosse per la pioggia… lasciato il castello andiamo alla volta di Edimburgo, ma sulla strada ci fermiamo un’ora a visitare anche il gigantesco castello di Bamburgh: il tempo è insufficiente per una visita completa, ma visto che l’ingresso è compreso nel Pass sembra un delitto non approfittarne.
Intanto il maltempo ha lasciato il posto ad un sole immacolato. Arriviamo finalmente all’Aeroporto di Edimburgo, restituiamo le automobli e con l’efficiente servizio pullman della Airlink (l’unico da non prenotare…perdi più tempo a convertire le prenotazioni che non a fare il biglietto sul posto) in mezz’ora siamo in centro. Abbiamo prenotato allo Smart City Hostel, in una traversa a metà della via principale della città, il Royal Mile; la scelta si rivela azzeccata, location strategica e camere moderne, pulite e dotate di doccia e bagno privati. Se l’ostello al faro è quelllo che resterà indimenticabile, questo è sicuramente il migliore come struttura in sè.
Il tempo di disfare i bagagli e ci dirigiamo al Military Tattoo, sulla spianata dell’Edimburgh Castle.

Edimburgo si presenta subito come una città molto bella, con una moltitudine di edifici antichi dal caratteristico colore beige; in particolare il Royal Mile è sopraelevato rispetto al resto della città e risalta in modo deciso; ma il colpo d’occhio vero e proprio lo fa la moltitudine di gente che affolla tutte le vie centrali: dopo essere stati nelle highlands il contrasto è incredibile. Qui è periodo di festival e ogni 50 metri c’è un artista di strada che si esibisce con un capannello di spettatori intorno. Ad ogni passo ti mettono in mano depliant che reclamizzano spettacoli teatrali, musicali o altro…dopo 5 minuti ho le mani così piene di pubblicità che devo cercare un cestino…il clima di festa e l’allegria che si respirano sono contagiose!
Lo spettacolo del Tattoo attira molti spettatori (ibiglietti sono esauriti da mesi) e per mantenere l’ordine chiudono addirittura ai pedoni senza biglietto l’accesso alle vie circostanti al castello. Dopo una coda smaltita velocemente e un’accurata perquisizione dei bagagli siamo dentro. Lo spettacolo è decisamente all’altezza della fama: si alternano reparti dell’esercito britannico e di eserciti da ogni parte del mondo (Nuova Zelanda, USA, Giordania, Polonia, etc.) che marciano e fanno esibizioni musicali di prim’ordine, il tutto con lo sfondo della facciata del castello su cui vengono proiettate luci ed immagini. Dopo un’ora e mezza l’esibizione termina con uno scoppio di fuochi d’artificio che da il là alla parata congiunta di tutti i reparti guidati dagli Highlanders scozzesi al ritmo di Brave Scotland: cornamuse e tamburi a profusione, il pubblico scozzese che canta e batte le mani e l’emozione che sale vedendo questa manifestazione di orgoglio nazionale di cui in Italia non ho ricordi…spettacolo stupendo, imperdibile, varrebbe da solo il viaggio!
I due giorni successivi , sempre baciati dal sole, li trascorriamo a spasso per la città, fra mete obbligate (il castello e il palazzo di Holirood, ai due capi del Royal Mile), lo shopping e altre attrazioni.

Consiglio vivamente di visitare la Camera Obscura, quattro piani di divertenti giochi di luce per grandi e piccoli, di fare un pic nic sulla collina Carlton Hill da cui si ha una vista stupenda della città e di prendere un Sightseen per avere un quadro d’insieme della città. Tra i posti per mangiare (andare sempre presto per non restare a spasso…) il Mussel Inn val bene la coda che vi tocca fare per trovare un tavolo: pesce, ostriche, capesante, cozze a pentole (nel senso vero del termine: vi portano una pentola con dentro un chilo di cozze!!!) a costi decisamente abbordabili…con una ventina di sterline a testa (vino escluso) abbiamo mangiato…troppo! L’unica attrazione che sconsiglio è il Mary Kings Close…per quanto gli antichi vicoli (poi interrati e che attualmente si trovano sotto la città) siano affascinanti il tour degli stessi è godibile solo da chi parla MOLTO fluentemente l’inglese ed in ogni caso non presenta particolari colpi di scena, molto attesi ma che non arrivano proprio…

Ripartiamo all’alba dell’11° giorno, ripromettendoci di tornare ancora in questa bellisima terra.
Suggerimenti finali:
– Nessun pass copre tutti i castelli in Scozia, ma fra i Pass utili per risparmiare sugli ingressi il Great British Heritage è certamente valido: costa ma se avete un programma nutrito potete risparmiare parecchio…
– prenotate tutto con largo anticipo: l’offerta turistica in Scozia non è abbondante quanto servirebbe e in estate rischiate di rimanere a spasso…per i ristoranti poi dopo le 20.00 qui chiudono le cucine, e dopo le 19.00 è difficile sedersi se il gruppo è numeroso…

Pin It

Lascia un commento

Commenta con Facebook