Gran Tour della Cina – Prima parte

Programma di viaggio: Pechino – Kunming – Dalì – Lijiang – Jinghong – Chengdu – Leshan – Emeishan – Chongqing – Crociera sullo Yangtze – Wuhan – Xian – Dunhuang – Turfan – Urmuqi – Kashgar – Shanghai – Pechino.

La Cina è talmente grande che possiede meraviglie sparse in tutto il territorio del Paese. La sua cultura millenaria, così diversa dalla nostra, mi ha sempre affascinato ed abbiamo deciso di visitare questo paese per un periodo abbastanza lungo per poterne apprezzare la bellezza sotto tutti gli aspetti ( paesaggistico, etnico, religioso, ecc…) Il viaggio si presentava impegnativo con voli intercontinentali + 11 voli interni + crociera sullo Yangtze + 1 trasferimento in treno e vari trasferimenti con pulmino. Il Tour operator Shanghai Far East di Shanghai, contattato alla BIT a Milano, con il quale abbiamo avuti ottimi scambi in lingua italiana, ha organizzato in modo ineccepibile questo viaggio da noi programmato, facendo coincidere gli spostamenti di mattino o di sera in modo che la giornata rimaneva a disposizione per effettuare senza fretta tutte le visite previste. La guida parlante un buon italiano , la Sig.ra Tan Ying, è sempre stata disponibile ed attenta ad ogni nostra necessità. Il viaggio pertanto si è svolto in modo non faticoso e piacevolissimo durante tutto il lungo periodo che, in effetti, ci è volato.
Sono rimasta stupita per l’organizzazione: pensate che lasciavamo le valige fuori dalla porta della stanza dell’hotel e le ritrovavamo fuori della porta della stanza del nuovo hotel anche se c’era stato un volo aereo interno; non abbiamo mai fatto un check in, mai una coda, mai un ritardo. Eccellente!!
Cercherò di raccontarvi qualcosa di questo stupendo viaggio, ma sarò costretta sia a dividere questo resoconto in due parti e sia ad essere molto concisa in quanto le notizie acquisite ed i luoghi visitati sono stati proprio tanti. Farò solo piccoli accenni in particolare sui luoghi più famosi in quanto già vengono visti e commentati nei vari programmi televisivi.
Cina, arriviamo!!!

PECHINO: Visita alla Città Proibita; Piazza Tien’anmen; Visita alla Grande Muraglia ed alle Tombe della Dinastia Ming con la Via Sacra;Visita al Tempio del Cielo ed al Palazzo d’Estate.

L’importanza degli edifici che fanno parte della Città Proibita si desumono dai particolari architettonici e dalla simbologia. Un edificio particolarmente importante avrà il doppio tetto e le raffigurazioni poste sugli spigoli dello stesso, possono arrivare fino ad 11, cioè il massimo e significa che l’imperatore lo frequentava.

I colori riservati ad uso esclusivo dell’imperatore erano il rosso ed il giallo. I leoni posti agli ingressi degli edifici sono sempre 2: il maschio, a destra, che tiene con la zampa la palla ( domina il mondo)

e la femmina, a sinistra, che protegge un piccolo ( simbolo di tranquillità).

Le statue in bronzo nei cortili come la tartaruga che rappresentava la longevità,

la cicogna che rappresentava la fertilità.
La scalinata scolpita in marmo che porta alle Sale dell’Armonia è favolosa!

La Grande Muraglia, iniziata 200 anni prima di Cristo fu edificata con sassi, pietre e marmi reperiti in loco e la malta era composta con farina di riso glutinoso e albume d’uovo. Qui, durante la costruzione, persero la vita tantissime persone per il duro lavoro ed i cinesi la consideravano
il cimitero del popolo. I Cinesi dicono che nella vita almeno una volta bisogna salire sulla muraglia per essere considerato un grande uomo. Io l’ho fatto perciò lo sono!!( non per l’altezza comunque!)

Sperimentiamo i tavoli da pranzo cinesi: un piano rotondo in cristallo brunito posto nel centro tavola, ruota davanti ai commensali. Nel centro sono posati i vassoi con le vivande ed ogni commensale si serve fermando il piatto rotante.

All’inizio non siamo molto esperti e il piatto rotante ti viene soffiato al volo mentre ti stai servendo. Il cibo è trooppooo!!! abbondanteeee!!!
Tante ragazze sono alle tue spalle per non lasciarti senza il te.
Il lungo viale che conduce alle tombe della dinastia imperiale Ming è costeggiato da statue di animali esistenti o mitologici a coppie di due (due in piedi e due sdraiati) che simboleggiano la continua e costante sorveglianza degli stessi, che si alternano in tal compito sia di giorno che di notte.
Visitiamo una fabbrica dove viene lavorata la giada. Gli artigiani al lavoro sono bravissimi ed i capolavori che escono dalle loro mani sono ammirevoli. La giada utilizzata è di tutti i colori e si vorrebbe acquistare di tutto. I negozi sono statali, le guide hanno l’obbligo di farvi transitare i turisti, i prezzi sono esposti e fissi e comunque vantaggiosi per la qualità degli oggetti. Le commesse nei negozi sono anche troppe, ma sono pronte ad esserti utili, senza invadenze od incitamenti agli acquisti. E’ difficile resistere a tanta bellezza!

Sperimentiamo anche i massaggi cinesi ai piedi che da alcuni vengono fatti anche due volte alla settimana perché giovano a tutto il corpo. In una sala comune per circa 15 persone vengono messi i piedi a bagno in catinelle contenenti acqua ed erbe aromatiche. Per le signore il massaggio viene effettuato dai giovanotti, per i signori arrivano le fanciulle. Poi si passa al massaggio vero e proprio con un movimento ritmico di battute di nocche e mani sui piedi. Dopo circa 30 minuti siamo molto divertiti, rilassati ed abbiamo dimenticato la stanchezza del peregrinare della giornata.

Al Tempio del Cielo si recava l’imperatore due volte all’anno per svolgere i riti cerimoniali ufficiali più importanti. Mai visto un luogo così degno di nota e così deserto!

Credo bene! Siamo partiti con qualche notizia riguardante la SARS a Pechino ( Vi ricordate?). Qui di anomalo si nota solo che negli hotel e negli aeroporti ti misurano la febbre! I cinesi, invece, sono quasi spariti dalla circolazione!
Il Palazzo d’Estate era la residenza estiva dell’imperatore con edifici ufficiali e politici, edifici religiosi ed i quartieri residenziali. Una galleria lignea con 17000 pitture su legno o ceramica rappresentanti scene storiche, mitologiche o paesaggi serviva all’imperatore per il passeggio.

KUNMING: Visitiamo le Grotte della Porta del Dragone, il Tempio Huating ed il mercato dei fiori e degli uccelli; La Foresta di Pietra.

Voliamo verso sud , nella zona dell’eterna primavera, dove vi sono tutto l’anno 16° di media; è ricca di minerali nel sottosuolo. Qui si mangiano le api e le libellule fritte. Il paese si sta modernizzando ed alti palazzoni di 50 piani hanno il rivestimento delle pareti esterne ricoperte di pannelli solari.
Lungo le strade i contadini vendono fave e uova. Con la seggiovia raggiungiamo la collina occidentale da dove si ammira il lago e scendendo, a piedi, visitiamo i templi e le grotte. Il guardiano di quelli taoisti è la tartaruga, di quelli buddisti è l’elefante. In queste grotte vengono a pregare i fedeli per essere esauditi in qualche desiderio ed ogni grotta è destinata ad uno degli scopi (per avere un figlio, per guarire da una malattia, per superare un esame….).
Nel Tempio Huating un Budda ci sorride molto conciliante. Ovunque Budda viene rappresentato in atteggiamento sereno, vuole placare gli animi affannati, rasserenarli ed infondere fiducia per il futuro.
270 milioni di anni fa c’era il mare dove oggi c’è la Foresta di Pietra .Picchi altissimi e massi sospesi in un equilibrio poco rassicurante offrono un panorama molto caratteristico. Sculture dalle strane forme si ammirano nel labirinto e fra gli stretti passaggi.

Non ci facciamo mancare un altro massaggio ai piedi: molto salutare!

DALI’: Visita al Lago Erhai, al Parco delle 3 Pagode, al Padiglione Guanyn, alla città vecchia e la strada degli stranieri.

Voliamo verso occidente ed atterriamo a Dalì che è sempre stato uno snodo commerciale per il collegamento con Tibet ed India.

Qui convivono pacificamente varie minoranze etniche fra cui i Bai dai caratteristici costumi ancora abitualmente indossati.

Le donne hanno le gerle sulle spalle ma sostenute da una striscia che scende dalla testa.

Nella città vecchia tutto si svolge in strada: il lavoro degli artigiani, il farmacista che prescrive un medicinale,

la confezione artistica degli spaghetti…

In questo paese, in passato estremamente democratico, venivano accettati anche gli stranieri nel governo della cittadina.
Nel Parco delle tre Pagode non ammiriamo le aiuole fiorite, ma l’esposizione di fiori in vasi.

All’uscita del monastero alcuni parenti stanno trasportando la salma di un congiunto al cimitero.

LJIANG: Visita ad una tintoria, Parco dello Stagno del Dragone Nero, Museo della cultura Dongba, Spettacolo Dongba, Monte Yulong.

Anche qui convivono 12 minoranze etniche che si distinguono per i costumi indossati. Ljiang è a 2400 mt ed hanno tutti un colorito splendido. E’ abitata dai Naxi e nel museo possiamo ammirare i pittogrammi, unici al mondo.

Ormai sono rimasti solo 5 uomini anziani Naxi che conoscono la cultura Dongba risalente al VII secolo e speriamo tramandino qualcosa ai loro giovani concittadini.
Ljiang è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ,ed a giusta causa, perché è un posto unico e meraviglioso. Il paese, stretto e lungo, è attraversato da un fiumicello le cui acque ogni 3 gg vengono fatte alzare di livello tramite una chiusa e così si lavano le strade in discesa!

Il Parco del Dragone nero, con limpide acque e zone verdi ben tenute, è molto rilassante! Una cosa che mi ha stupito in Cina è che non vedi mai persone che fanno le pulizie o giardinieri all’opera nei parchi, nei templi e ovunque. Fanno tutto di notte quando non vi sono turisti circolanti?
Molto interessante lo spettacolo Dongba per i costumi, i balli ed i canti.

Direte: “ma c’è qualcosa che non ti è piaciuto?” Certo! La Cina è grande ed i suoi abitanti tantissimi
perciò, come ovunque, c’è il bello ed il brutto portati da un retaggio di usi e costumi. Per esempio non siamo mai andati in bagni pubblici (nei piccoli paesi non erano proprio all’occidentale, ma potevamo usufruire gratuitamente dei servizi degli hotel anche se non eravamo clienti (l’ospite è sempre benvenuto!)
Una cosa deprecabile per i nostri usi, invece, era vedere eleganti fanciulle o signori dignitosi che, dopo aver rumorosamente scatarrato, lanciavano a distanza uno “sputazzo” sostanzioso. Lo Stato sta cercando, fin dalle scuole, di modificare questa usanza…
Gita con seggiovia a 3500 mt al Monte Yulong. I panorami sono magnifici, da qui si innalzano le cime più alte dell’Himalaya. Ammiriamo i costumi dell’etnia Yi ed il loro aspetto è più simile ai tibetani ed ai mongoli. Pascolano gli Yack dal lungo pelo morbido, bassi e tarchiati, adatti alle basse temperature. Splendide le cime innevate!

JINGHONG:Visita al Parco Botanico, Diga Olivaceo, Villaggio Dai.

Qui vivono 13 minoranze etniche fra cui i Dai e gli Hani. Sono dediti all’agricoltura e riescono ad ottenere 3 raccolti di riso all’anno. La verdura e la frutta è abbondante e freschissima nei caratteristici mercati.

Ho visto bimbi con una apertura (scucitura ) in posizione strategica, così, quando serve un bisognino, basta chinarsi e fare. I Dai ( significa “ama la pace”) vivono in case su palafitte: di sotto c’è il ripostiglio e gli animali e sopra vive la famiglia. La camera da letto è unica per tutta la famiglia (gli estranei non possono accedervi), ma sono diverse le zanzariere sopra i letti:
nera per gli anziani, rossa per i giovani sposati e bianca per i giovani non sposati. Nel lago c’è la coltivazione delle perle d’acqua dolce e le donne mangiano la polvere di perla: pare faccia restare giovani. Nei Dai è importante la donna perché porta forza lavoro. Un giovane che vuole sposare una Dai deve restare a casa sua a lavorare per 3 anni e poi si sposano. Fra gli Hani invece è più importante l’uomo che mangia prima della donna e si siede su una sedia più alta di quella di lei.
E’ una etnia che vive in montagna. Le famiglie vedono di buon occhio solo i matrimoni fra ragazzi della stessa etnia.
Tornando all’hotel c’è grande animazione, tutto il personale è schierato all’ingresso e suonano strumenti locali; è in arrivo un pezzo grosso con scorta militare che passa indifferente a tanta parata.

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