La Loira e non solo

Premessa
L’idea di visitare i Castelli della Loira mi balenava in testa già da parecchio tempo. Ci ho pensato mesi e mesi sia per l’itinerario, sia per quanto riguarda il periodo. L’idea di visitare il tutto in moto, mi elettrizzava, pensando anche ai più di tremila chilometri che mi aspettavano. Dovevo solo convincere la moglie, cosa peraltro molto facile, vista la sua predisposizione ai viaggi in generale. Il mezzo c’era, le date pure, bastava solamente partire….

Primo giorno 4 Agosto 2010
Decidiamo di partire un giorno dopo rispetto alla data che ci eravamo prefissati, per le condizioni meteo che avevamo letto su internet. Cieli cupi all’orizzonte, tuoni e fulmini…no, solo quattro gocce. Ma questo e’ bastato per ritardare la partenza. Solo al ritorno a casa abbiamo capito che e’ stato meglio così, per il tempo che abbiamo trovato durante il viaggio. Partenza da Cassano magnago (provincia di Varese), destinazione prefissata Lione.
Il percorso che, sia il navigatore, sia i siti internet, mi davano, mi fa passare dal Traforo del Frejus. Arrivo quindi a Bardonecchia e faccio il primo pieno di benzina proprio prima di entrare nel tunnel pagando 23 euro per il passaggio. Lione e’ una bella cittadina a cavallo dei fiumi Rodano e Saona ,e decidiamo di visitare un po’ la piazza enorme e le vie intorno. Visitiamo anche la cattedrale di Notre-Dame di Fourvière, che domina dall’alto la citta’. Molto bella dentro, impressionante per le dimensioni. A lato si trova una torre televisiva che assomiglia molto alla parte finale della Tour Eiffel. Il panorama che offre la collina e’ molto appagante e mostra le dimensioni della capitale della regione Rodano-Alpi.
Decidiamo però di tirare avanti, e costeggiamo per chilometri la riva della Saona fino ad arrivare , attraversando degli incantevoli paesini tra i quali Pont-le-Veyle, la città di Maçon, accompagnati da una leggera pioggerellina.
Andiamo a cercare la sistemazione per la notte, chiedendo all’ufficio del turismo. Ci propongono il Best Hotel per 70 euro a camera prima colazione inclusa. La camera e’ piccolina, ma a noi basta e avanza. Mangiamo e andiamo a vedere la città ormai al buio. Faccio tempo a fare due foto al ponte che divide la città e inizia ancora a piovere, stavolta più copiosamente. Andiamo in hotel e ci concediamo tra le braccia di Morfeo.

Secondo giorno 5 Agosto 2010
Oggi il percorso prestabilito ci dovrebbe portare alla reggia di Versailles. La moto però non ha voglia di partire, causa batteria scarica. Stavolta avvio la moto a spinta, con l’aiuto delle braccia della moglie e sperando che si carichi durante il viaggio. Prendiamo quindi l’autostrada verso Parigi, sotto il sole. Ci fermiamo a fare rifornimento due volte, la seconda volta al limite del “rimanere a piedi”. Devo mettermi in testa che fare benzina in Francia e’ più difficile che in Italia, quantomeno per l’ubicazione dei benzinai e per l’autonomia della mia moto. Arriviamo a Versailles e cerchiamo anche qui la sistemazione per la notte. Stavolta ci arrangiamo da soli e andiamo a Trappes in un albergo della catena Formule 1 (31€ per la camera). Stanza bella, con wi-fi, ma col bagno e la doccia in comune.
Smonto le borse dalla moto che continua a non partire, o meglio, a partire a spinta. Visitiamo Versailles solo all’esterno, a causa dell’orario di arrivo. L’interno si può visitare soltanto se si arriva in biglietteria prima delle 15. Ma i giardini ci ripagano lo stesso con la loro bellezza e la loro grandiosità. Imponente e’ la vista dall’alto; da qui si dominano i giardini, ovviamente visitati solo in parte. Sono rimasto meravigliato dagli specchi d’acqua: sia dalle fontane, sia dai laghetti. Usciamo, ma la moto ovviamente non parte. Dopo una fila di parolacce, fortunatamente non comprensibili in francese, riesco con l’ennesimo aiuto della moglie a farla partire. Dato che siamo vicino alla capitale francese, provo a cercare un centro commerciale dovo poter trovare una batteria nuova. Per 64 euro la trovo all’Auchan e andiamo in albergo per la sostituzione. Dopo aver mangiato qualcosa comperato insieme alla batteria (baguette e formaggi, ovviamente), faccio il cambio. La batteria nuova, pero’ ha bisogno di essere caricata. Non avendo il caricabatterie, l’unico modo e’ fare un giro. Dunque, giro da fare, Parigi a una ventina di chilometri……. Ci ritroviamo sotto la Tour Eiffel che ci lascia sempre senza fiato. Foto di rito, e via in albergo per dormire.

Terzo giorno 6 Agosto 2010
Stavolta la moto parte, dopo gli scongiuri di rito. Destinazione Mont-St. Michel. Arriviamo attraversando paesini incredibili e mettendo ancora (per l’ultima volta) le mani sulla moto, per ricollegare la presa accendisigari per caricare il Tomtom. Parcheggiamo tra una moltitudine di macchine e bus, ma anche tante moto. Visitiamo il sito patrimonio dell’Unesco, in mezzo ad una “marea” umana, però. In effetti l’acqua e’ ben lontana dalla strada e proprio per questo scesi dal monte facciamo una passeggiata sul “fondo del mare”. Arrivando ho notato un cantiere gigantesco, scoprirò in seguito del progetto di riqualificazione del sito, con i parcheggi spostati prima dell’inizio della strada che verrà sostituita da una passerella pedonale. Direi che, nonostante le polemiche per l’eccessivo camminamento, preferisco la soluzione che verrà, piuttosto di vedere macchine e altro praticamente a ridosso del monte.
Decidiamo di avvicinarci un po’ alla cittadina di Tours, che dista circa 250 km da Mont-St. Michel. Ancora una volta attraversando paesi di poche anime, cerchiamo un posto per la notte, che troviamo a Laval, in un albergo della catena FastHotel (46€ a camera). Ceniamo nel vicino Buffalo Grill, parte di una catena molto presente in Francia, con una grigliata innaffiata da una bella bottiglia di Beaujolais. Non ci facciamo mancare una veloce visita anche alla citta’ che ci ospita per la notte, ancora una volta costruita a ridosso di un fiume, precisamente la Mayenne.

Quarto giorno 7 Agosto 2010
Per un appassionato di motori come me, sarebbe una bestemmia non passare da Le Mans. La città non mi sembra il massimo, ma non visitandola, non giudico. Dopo aver fatto la foto di rito con sullo sfondo il logo della famosa 24 ore, andiamo diretti verso Tours, nostra base per la visita ai Castelli della Loira. Questa volta preferisco, non dando retta al navigatore satellitare, seguire le strade normali diminuendo i chilometri e attraversando la campagna infinita interrotta soltanto da lavori in corso per nuove strade e dalla vista di una centrale nucleare. Arriviamo nella cittadina-base e prenotiamo subito l’albergo per due notti. Ancora una volta andiamo a scegliere la catena Fast-hotel. (90 € per due notti)
Come al solito una camera onesta e pulita. Smonto le valigie dalla moto e andiamo subito al castello più famoso, forse, di sicuro il più bello, personalmente. Direzione Chambord, quindi, costeggiando la Loira. Il castello e’ a dir poco stupendo, ed e’ quello che volevo visitare da anni. Il tempo ci gioca a favore e contro. A favore perché c’è un sole bellissimo e caldo, contro perché dopo Chambord vogliamo visitare anche Chaumont. Quindi ci prendiamo tempo per visitare il giardino immenso senza entrare nel castello. Passo diverso tempo a fotografare, per immortalare su carta i ricordi di un viaggio indimenticabile. Bello anche il paesino che fa da contorno al castello; entriamo anche nella chiesetta che c’è a lato, piccola ma graziosa. Dopo aver pagato il parcheggio (3 euro per la moto), ripartiamo alla volta del paesino di Chaumont, per vedere il secondo castello della giornata. Saliamo la lunga salita che porta alla porta del castello. Appena in alto ci accolgono dei “dehor” che guardano verso la valle della Loira. Questa volta entriamo nel castello, che ci accoglie con le sue stanze alte e antiche, tanto da riuscire a farci tornare indietro nel tempo. Rimango senza fiato per la vista sulla valle della Loira che si ha dal castello. Si trattavano davvero bene tanti anni fa! I giardini sono molto belli, ma, dopo aver visto quelli di Villandry, rimangono in secondo piano. Non c’è due senza tre! Sulla via del ritorno prendiamo la strada per Chenoncheaux. Anche qui entriamo sia nei giardini, sia nel castello. Purtroppo dopo aver varcato il cancello e attraversato il viale alberato per arrivare al castello, ci accorgiamo che la facciata e’ ostruita da lavori di mantenimento della bellezza del castello. Ciò non toglie che lo stesso e’ uno dei più particolari vista la sua costruzione a ponte sul fiume. L’interno e’ molto curato e pieno di particolari. Per esempio la cucina e’ ornata di tutti gli utensili del tempo. Nelle sale superiori regnano i colori scuri e cupi, tranne le due sale che ci sono sopra il ponte. Tra l’altro nel secondo piano c’era una mostra fotografica. Quasi all’ora di chiusura ci avviciniamo curiosi al labirinto fatto con siepi. Interessante e strano. Al tramonto andiamo a prepararci per la cena che consumiamo in un ristorante di Tours, mangiando bene, peraltro.

Quinto giorno 8 Agosto 2010
Questa volta i chilometri sono sensibilmente di meno degli altri giorni. Iniziamo subito tentando di visitare il castello delle favole: Usse’. Tentando, perche’ il costo eccessivo (9,50€ a testa) ci priva della visione interna del castello. Non quella esterna perche’ il castello si vede anche dalla strada che, anzi, dona un’ambientazione unica. Dal ponticello che permette l’attraversamento dell’Indre, la vista ci permette di valutare che Usse’ e’ proprio il castello delle fate! Proseguiamo visitando un altro castello simbolo di questa stupenda valle: Azay-Le-Rideau. Parcheggiamo la moto sopra un aiuola. Sì, lo so che non si dovrebbe fare, ma i parcheggi scarseggiano per le macchine, e per le moto semplicemente…non ci sono! Il castello e’ immerso in bel parco anche se non grande come gli altri. La vista esterna e’ una delle più emozionanti, nonostante un addetto stia pulendo il laghetto che circonda il castello, facendomi capire quanto e’ profonda l’acqua. Non molto, ovviamente, ma sufficiente per far sì che la facciata si specchi creando un notevole effetto ottico immortalato nella mia memoria e nella scheda della macchina fotografica. Entriamo dentro, passando nelle varie stanze, molto particolari. Si passa dalle stanze da letto enormi alla stanza dei “divertimenti” con biliardo annesso.
Arriviamo anche ad un altro di quei castelli per i quali vale la pena di fare tutti i chilometri fatti fino ad ora. Entriamo a Villandry, solo nei giardini, visto le finanze prosciugate dagli altri ingressi. Il giardino che ci accoglie si svela piano piano mostrandoci le meraviglie di questo giardino all’italiana. Cosa dire, stupendo e’ dire poco, e i numeri che sono stampigliati sul depliant che c’è all’ingresso sono lì a dimostrarlo. Solo le persone che vengono impiegate per la manutenzione dei giardini sono tantissime e anche la manutenzione avviene dal 2009 senza alcun aiuto chimico. Ciò non pregiudica la stupenda organizzazione e pulizia che regna in tutto il giardino. Anche l’orto e’ spettacolare e sembra che ogni foglia sia stata messa lì col compasso. Ci riposiamo per un po’ sotto una nicchia fatta di legno e avvolta da rose che sprigionano un intenso profumo. Il relax e’ immediato e non vorremmo alzarci per riprendere il cammino.
A malincuore lasciamo i giardini di Villandry per andare a trovare il Maestro Leonardo Da Vinci. Si può ammirare l’ultima dimora e la tomba dove e’ sepolto il genio italiano, entrando nell’ultimo castello che visiteremo: Amboise. Lo si può osservare già arrivando dalla strada che costeggia la Loira. Entriamo nel paese di Amboise superando i due ponti che separano le rive e saliamo (non poco) per entrare nel castello. Subito ci rapisce la vista che domina sulla valle della Loira. Entriamo nel castello che ci accoglie con le sue sale anche qui ampie e caratteristiche. Si va dalla sala per le guardie a quella dei balli, sempre con una vista mozzafiato sulla valle. Stupisce la rampa, che ricorda quelle moderne per i garage multipiano, che portava i cavalli dalla città fino a livello dei giardini, anche qui molto curati. Nel parco c’è anche la Chiesetta dove riposano le spoglie del grande inventore italiano. Sempre nel parco fanno bella mostra di sé un busto di Leonardo e una copia di una delle sue invenzioni. Facciamo tardi e decidiamo di cenare nel grazioso paesino, proprio ai piedi dell’entrata del castello. Da qui intuiamo le dimostrazioni che si svolgono al calar del buio nei giardini del castello: ricostruzioni storiche con attori che fanno rivivere le sensazioni di un tempo grazie anche a luci, suoni e effetti pirotecnici.

Sesto giorno 9 Agosto 2010
Lasciamo Tours e la splendida valle della Loira alla volta di Tolosa, tappa intermedia sulla via del ritorno verso casa. Ma ho scelto la capitale della regione Rhone-Alpes per un motivo preciso: visitare l’aeroporto sede dell’Airbus, costruttore di aeroplani europeo. Ho anche un’altra passione: la fotografia aeronautica e Tolosa mi sembra una tappa obbligata. Prima di arrivarci, però, ci fermiamo a Limoges, per pranzare e per spezzare in due la tratta molto lunga. Ci fermiamo a fare un pic-nic proprio davanti all’Hotel de la Ville. Credo sia molto bella anche Limoges, ma la veloce toccata e fuga, non ci permette di vedere molto.
Arriviamo verso sera a Tolosa e subito cerchiamo un hotel per la notte. Questa volta la scelta cade sulla catena Premiere class, subito nelle vicinanze dell’aerostazione. Con 35 € prendiamo una camera, o meglio, un loculo. Letteralmente, visto che la piantina con le indicazioni antincendio, appare come un reticolo perfetto…..
Subito faccio un giro attorno all’aeroporto e vedo in lontananza la sagoma dell’aereo passeggeri più grande al mondo che viene costruito proprio qui. L’ A380 atterra purtroppo dalla parte opposta rispetto alla mia posizione. Mi giro ben bene i dintorni e alla sera andiamo anche a visitare un pochino la città. Subito ci appare cosmopolita e molto giovane, con locali pieni di universitari. Un giro veloce, data l’ora e la stanchezza, ma sufficiente per farci un’idea sommaria della cittadina. Torniamo in hotel e ci prepariamo per la notte.

Settimo giorno 10 Agosto 2010
All’alba partiamo con l’intento di raggiungere l’Italia e Borghetto Santo Spirito in particolare, dove la casa delle vacanze ci attende. Il viaggio e’ massacrante per la moto e, soprattutto, per il fondoschiena. Ci fermiamo per far benzina e per riposarci anche dal caldo che, nella Francia meridionale, ci ricorda che il Mediterraneo e’ vicino. Anche le costruzioni sono cambiate; si e’ passati dalle case del nord con il tetto molto spiovente e le caratteristiche finestrelle che danno luce alle mansarde, alle più normali (per noi) case con i tetti più “piatti” e con i giardini e i prati secchi dall’arsura. Arriviamo alla sera distrutti, ma contenti.

Ottavo giorno 11 Agosto 2010
Questo giorno lo usiamo solo per il trasferimento verso casa, ultimando così un giro che avevo sognato e preparato da tanto tempo.

Conclusioni e considerazioni
Dopo circa 3600 chilometri, sono stanchissimo ma contento come un bambino. Contento per aver visto un paese bellissimo e del quale mi intrigano i paesaggi infiniti e i paesini dispersi in mezzo alla natura. Mi ricordano i vecchi paesini che c’erano una volta, con la Chiesa, la scuola, la via in mezzo al paese e le case tutt’attorno. Mi hanno stupito i Castelli della Loira, pur avendone visitati solo una parte minima. Sono stati come un viaggio nel tempo, un ritorno ai tempi dei re e delle regine che si sono susseguite nella costruzione e nella “gestione” delle varie tenute che circondano i vari castelli. Mancherebbero tante altre bellezze architettoniche da vedere, ma i prezzi, a volte troppo alti, ci hanno impedito di vedere i castelli da più vicino o da dentro. Tra tutti i castelli visitati, che sono stati 6, in totale abbiamo speso circa 150 euro. Un po’ troppo.
Sono rimasto sorpreso anche dalla mia tenuta fisica e quella della moglie, ai chilometri fatti dalla mia moto. Anche lei mi ha meravigliato perchè, già con 38000 km sulle spalle, si è fatta altri migliaia di chilometri senza batter ciglio. Batteria a parte. Accessori indispensabili che mi hanno aiutato sono stati: il navigatore satellitare, il quale mi ha permesso, oltre a fare da navigatore, di registrare tutto il percorso che ho effettuato. Così potrò rivedere su Google Earth la strada che ho percorso. Oltre al Tomtom sono state utilissime le borse laterali morbide, nelle quali ho riposto una marea di cose.
Alla prossima: Capo Nord, se ci riesco……

Costi Benzina
Durante il viaggio mi sono fermato 14 volte a fare rifornimento per un totale di 213,94 €, consumando 174,97 litri con una media di 20,5 Km/l, considerato che la distanza totale e’ stata di 3598km. Non male considerato che sono partito senza fare un tagliando specifico alla moto, e che la stessa era abbastanza carica. Attenzione alle distanze dei distributori perché la densità e’ molto minore che in Italia, quindi sono capita di fare molti chilometri senza vederne uno. Un’altra nota riguarda i prezzi al litro della benzina verde: non mi lamenterò più del costo ai distributori italiani. Mi e’ capitato di vedere 1,6 € al litro in un paese vicino ad Amboise. In media, però, siamo sul valore di 1,4 € al litro. Se cercate su un motore di ricerca, il ministero francese ha pensato bene di fare un sito dove poter confrontare i prezzi di tutti i distributori francesi: http://www.prix-carburants.gouv.fr

Costi Alberghi
Per le soste notturne abbiamo soggiornato presso alcune tra le catene alberghiere a basso costo presenti in Francia, senza aver prenotato precedentemente e senza, peraltro, far molta fatica. L’Hotel a Maçon ci e’ costato 69,90 € colazione inclusa. A Trappes, nei dintorni di Versailles, ci siamo fermati da Formula 1 pagando 32 € senza colazione. Poi, sia a Laval, sia a Tours ci siamo serviti della catena Fast Hotel pagando 46 € a Laval e 90 € (per due notti) a Tours. L’ultima sosta a Tolosa, presso Premiere Class, ci e’ costata 35 €.

Costi entrate Castelli
I Castelli della Loira sono abbastanza cari: 3 € a Chambord per il parcheggio moto, 18 € per l’ingresso a Chaumont, 21 € per la visita a Chenoncheaux, 16 € l’ingresso a Azay-Le-Rideau, 12 € per vedere solo i giardini di Villandry e 19,60 € per la visita a Amboise. Tutti i biglietti sono a coppia.

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