Con il Kenya nel cuore…

Inizialmente questo viaggio era solo un’idea, più che altro un sogno ispirato dalla lettura di diversi diari sui safari ambientati tra il Kenya e la Tanzania che in realtà si è concretizzata con il tempo grazie al fortissimo desiderio di tutto il nostro gruppo (6 persone).
Finalmente è arrivato il giorno della partenza, dopo 8 ore di volo atterriamo il 17 Agosto all’aeroporto di Mombasa (1 ora in più rispetto all’Italia quando è in vigore l’ora legale altrimenti ci sono 2 ore di differenza). Dopo più di un’ora di coda per il visto di entrata che costa 20€, finalmente saliamo sul pullman. L’impatto con questo mondo è molto forte e toccante, se devo dire la verità, sapevo che il Kenya fosse un paese povero, ma sono rimasta impressionata perché non pensavo che lo fosse così tanto, questo è il terzo mondo, questa è la vera Africa.
Durante le due ore di strada (per fortuna asfaltata) che ci separano dall’albergo ho l’opportunità di rendermi conto di come vive la gente. Ai bordi della strada principalmente si incontrano villaggi composti da capanne costruite con legnetti e terra rossa prive di elettricità dove in certe occasioni per andare a prendere l’acqua bisogna fare diversi chilometri a piedi. Tutti i bambini quando ci vedevano passare ci sorridevano e ci salutavano urlandoci un bel CIAOOOO…
Il nostro albergo, il Garoda Resort, si trova a Watamu. Appena arrivati ci danno il drink di benvenuto ovvero latte di cocco dentro ad una noce di cocco spaccata a metà e ci cantano la canzone “Jambo” ormai per noi un tormentone.
Dopo il briefing ed il pranzo il primo giorno passa in tranquillità in albergo e nella bella spiaggia di sabbia bianca antistante. Peccato per il vento che alza la sabbia e increspa il mare e per i beach boys che appostati in spiaggia non aspettano altro che tu vada a fare il bagno per cercare di venderti qualche escursione. Parlano quasi tutti l’italiano alcuni anche molto bene e quasi tutti accettano gli Euro.


Il pomeriggio incontriamo Luigi Kassim un ragazzo favoloso che abbiamo contattato tramite mail già dall’Italia che ha aperto insieme ad un altro socio un’agenzia che organizza safari ed escursioni (Ecco il suo sito: http://www.kenya-safari.org/index.php). E’ un ragazzo veramente affidabile, puntualissimo e serio. Parla benissimo l’italiano e tiene molto al fatto che tutte le cose vadano alla perfezione. Programmiamo un pacchetto che comprende Safari Blu + Safari 2 giorni e 1 notte con Jeep a 250€ .

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Mercoledì 18

Ci ritroviamo alle 10 con Luigi che ci accompagna davanti alla barchetta che i beach boys utilizzano per il Safari Blu. Lui non è salito perché avevi altri appuntamenti comunque ci ha contattati sul cellulare durante l’escursione per sapere se andava tutto bene e se ci piaceva.


La barchetta ci porta in mezzo alle mangrovie, il giro è molto caratteristico perché l’acqua è bassa e limpidissima e sui lati è pieno di vegetazione, non sembra neanche di stare in mezzo all’oceano! Di tanto in tanto vediamo qualche uccello strano e un Airone Grigio. Ci fanno fare una piccola sosta per fare il bagno in acqua ma io non me la sento di scendere anche perché, pur essendo una giornata calda, tira come al solito un sacco di vento.

Il programma teoricamente prevedeva di fare il pranzo a Sardegna 2 che è una lingua di sabbia in mezzo all’oceano ma il vento purtroppo non lo ha consentito per cui ci hanno portato in un posto che loro chiamano Sud Island dove ci hanno cucinato il pesce sulla griglia e ci hanno fatto mangiare un bel piattone di riso con sugo di pomodoro e cocco.

Intorno ai tavoli è pieno di ragazzi che cercano di venderti statuette bracciali collane ecc ecc e che ti propongono di fare un giro in canoa a soli 5€ a testa e siccome abbiamo ancora un po’ di tempo prima di ripartire perché no…. Queste canoe sono troppo caratteristiche, le intagliano loro nel legno grezzo e parlando con uno di loro mi racconta che le usano come mezzo di trasporto per venire dal villaggio per andare al “lavoro”.

Saliamo in tre e veniamo accompagnati da un ragazzo che dirige la canoa con un bastone e conosce solo poche parole della nostra lingua ma riusciamo comunque a capirci in qualche modo. Durante questo breve giretto ci fanno vedere questi granchietti troppo simpatici che loro chiamano i granchi blu che come particolarità hanno il fatto che il maschio ha soltanto una chela grossa mentre la femmina ha entrambe le chele ma più piccole rispetto a quelle del maschio. In realtà non sono proprio blu, hanno il corpo nero e le chele rosse.

Poi ci mostrano le uova di barracuda che stanno appese alla radici delle mangrovie sott’acqua e un nido d’aquila. Mentre attraversavamo le mangrovie c’era un silenzio assoluto, si sentiva solo il rumore dell’acqua spostata dal bastone-remo e gli uccellini che cantavano. Sembrava che tutto e tutti stessero contemplando questo momento magico in silenzio. In quel momento mi sentivo veramente bene…
Il giro purtroppo finisce ed è l’ora di riprendere la barca per andare a fare snorkeling, anche in questo caso mi sono limitata a fotografare Gabry che mi salutava felice dietro la sua maschera e boccaglio e sono rimasta sopra a dar da mangiare ai pesci che senza paura mangiavano il pane dalle mie mani. Per fortuna gli squali sono oltre la terza barriera corallina quindi moooolto lontani…
Mentre stanno per riaccompagnarci in albergo cominciano a cantare tutti quanti “Jambo” addirittura accompagnati dai tamburelli e poi addirittura “Marina” e così in un’atmosfera allegra e giocosa termina la nostra prima escursione in Kenya.
Il tardo pomeriggio lo passiamo in piscina e la sera dopo cena cantiamo qualche canzoncina al piano bar dentro l’albergo.

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Giovedì 19

Finalmente è arrivato il giorno che aspettavo da una vita, il mio primo giorno di SAFARI. Ci ritroviamo alle h 6.30 con Luigi Kassim e Federico (che sarà il nostro autista per tutto il tempo). A metà strada facciamo una sosta in un punto panoramico dove un gruppo di bambine/i ci cantano le canzoni del posto (Jambo non manca all’appello) e vengo assalita da una tristezza immensa. Non riesco a trattenere le lacrime e mi giro dall’altra parte per non farmi vedere, non sono riuscita neanche a guardarli negli occhi. Ero troppo emozionata!!


Prima di entrare nel Parco Nazionale dello Tsavo East attraversiamo il negozietto per andare in bagno dopo diverse ore di viaggio e andiamo vicino al fiume dove vediamo due coccodrilli, facciamo delle foto abbastanza ravvicinate (circa 4 metri di distanza), qui ci raccomandano di stare attenti visto che i coccodrilli sono molto veloci e pericolosi.

Facciamo amicizia con qualche scimmietta simpatica alle quali faccio praticamente un album fotografico.

Qua prendiamo la decisione di prolungare il nostro safari di un giorno e una notte in più e di andare anche nel Parco dell’Amboseli. Inizialmente ero contraria perché pensavo che su una sola settimana di vacanza 3 giorni e 2 notti di Safari fossero sprecate perché in questo caso non avremmo potuto vedere molte altre cose. Poi con il fatto che c’era molto vento e di conseguenza non mi sarei goduta a pieno il mare, ho cambiato idea e sinceramente non me ne sono pentita affatto anche perché in Kenya non si ha l’opportunità di andarci spesso, soprattutto per fare i safari. L’ideale sarebbe fare due settimane in modo tale da godersi anche un po’ di mare e di relax. E poi lo Tsavo e l’Amboseli sono due parchi diversi e sinceramente molti animali che abbiamo visto all’Amboseli, non li avremmo visti con il safari di una notte e due giorni allo Tsavo.
Sono le 10 quando comincia il nostro Game Drive.


Il primo animale che vediamo è un elefante che ci attraversa la strada, poi vediamo qualche struzzo anche se non molto da vicino, antilopi e impala (in quantità) qualche zebra timida e impaurita e sulla destra vediamo un gruppo di ippopotami che si rinfrescano come sempre nell’acqua.


Quando avevo perso ormai le speranze di vedere qualche animale “importante” ecco che il nostro autista come molti altri fa un breve fuoripista per poter ammirare sotto un cespuglio un bellissimo leone che ci osserva con i suoi bellissimi occhioni gialli. L’emozione è forte perché il leone è veramente vicino, anche in questo caso stiamo parlando di 4-5 metri a dir tanto ma lui è tranquillissimo. Comincia ad irritarsi un po’ quando arrivano tutti gli altri pulmini e jeep di corsa per ammirare lo spettacolo.

Subito dopo abbiamo la fortuna di incrociare uno sciacallo che va di corsa, lo sciacallo è uno degli animale più difficili da avvistare e da fotografare perché scappano subito.
Per strada troviamo qualche babbuino che seduto come un essere umano ci osserva dal ciglio della strada.

E dopo tutte queste ore di macchina arriviamo al Voi Wildlife Lodge dove ci danno il benvenuto con un drink e ci assegnano la camera. Questo Lodge è meraviglioso per diversi motivi, per prima cosa ha una palafitta di legno che loro chiamano Game Watch Terrace che si affaccia vicino ad una pozza d’acqua dove all’alba e al tramonto vengono ad abbeverarsi gli animali, in secondo luogo le camere sono molto spaziose ovvero: le camere sono composte da due letti matrimoniali più uno singolo anche se devono dormirne solo due, ed ha una parete completamente in vetro con vista sulla savana, insomma uno spettacolo…

E’ completamente al sicuro in quanto è circondato da reti elettrificate. E poi all’interno del Lodge c’è anche una piscina che purtroppo noi non abbiamo avuto il tempo di provare. Il ristorante è a buffet, il cibo è ottimo, le bevande non sono comprese e si pagano esclusivamente in scellini Kenyoti. Il pomeriggio lo dedichiamo ancora per un altro Game Drive dove abbiamo la sfortuna sfacciata di incontrare per strada un bellissima leonessa che ci passa accanto. Che emozione…

Subito dopo corriamo un po’ più avanti perché è stato avvistato un ghepardo. Anche lui bellissimo, peccato solo che lo abbiamo visto da lontano e le foto sono rimaste sfuocate, in ogni caso con il binocolo si vedeva alla perfezione. Stiamo per rientrare al Lodge quando ci attraversa la strada un’elefantessa con il suo cucciolo. Le elefantesse sono molto protettive nei confronti dei loro cuccioli tant’è vero che solo per il fatto di esserci trovati lì in quel momento, ci siamo meritato un bel barrito e quasi stavamo per essere attaccati dall’elefantessa, in quel momento ho avuto abbastanza paura perché era molto vicina e se voleva poteva attaccarci…Per fortuna subito dopo siamo ripartiti senza neanche un graffio!
Dopo cena ci riuniamo sulla terrazza per ammirare l’ippopotamo che bruca l’erba e cerco di fare una foto con l’autoscatto a tutta la compagnia. Ed ecco che… BUM!!! Disastro!! La mia macchina digitale cade dalla sedia sulla quale era appoggiata e si incastra l’obiettivo per cui non riuscivo più ad accenderla, non potevo credere alla sfortuna che mi è capitata, proprio a me che senza la macchina digitale mi sento persa, figuriamoci se mi abbandona proprio la prima giornata di Safari in Kenya, ovviamente vado a letto disperata e tristissima. :x :( :shock:
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Venerdì 20

Mi sveglio alle h 6 ancora più triste pensando alla mia macchina digitale e quindi tento il tutto per tutto: spingo con tutte le mie forze l’obiettivo dentro la digitale e…MIRACOLO!!! La mia macchina funziona ancora, non potete immaginare che felicità, ho tirato giù un urlo di esultanza incredibile. Non mi sono mai sentita così felice per una cosa materiale. Per me i ricordi sono importantissimi!
Facciamo l’ultimo piccolo Game Drive mattutino allo Tsavo dove vediamo un leone ed una leonessa che riposano vicino a dei cespugli ma anche in questo caso non proprio vicinissimi.
Usciamo dal parco e andiamo verso il parco dell’Amboseli. Ancora prima di entrare nel parco, vediamo delle elegantissime giraffe ed una volta entrati andiamo subito al Kibo Camp la nostra sistemazione per questa notte.


Ci assegnano le tende e andiamo subito a pranzare. Qua la qualità del cibo è scarsa, anche il buffet non offre un’ampia scelta però entriamo in contatto con una ragazza di nome Alis, una ragazza squisita che fa la cameriera che da subito si mostra gentile e simpatica (anche se comunichiamo in inglese). Anche qua le bevande sono escluse però perlomeno si possono pagare anche in euro. Alle 16 inizia il nostro Game Drive all’Amboseli, ci accorgiamo subito che il paesaggio rispetto a quello dello Tsavo è differente, qua c’è una vegetazione più rigogliosa, c’è anche uno stagno con i fenicotteri rosa e gli alberi e l’erba non essendo aridi come quella dello Tsavo sono di colore verde.
Vediamo subito degli gnu vicino a delle zebre, elefanti in grande quantità tanto da poterci fare un intero album fotografico e finalmente ci avviciniamo alla tana dove ci sono almeno una decina di cuccioli di iena, troppo teneri, anche se non sono degli animali bellissimi, vi posso assicurare che anche loro da piccoli sono magnifici e non sembrano neanche così terribili. Con la Jeep gli siamo molto vicini e loro paiono non aver un minimo di paura, come se non ci fossimo praticamente!

Facciamo un’altra strada e vediamo altre leonesse ma da molto lontano, senza il binocolo si faceva molta fatica ad individuarle.
E’ già arrivato il tramonto quindi è ora di rientrare.

Dopo cena nel giardinetto accendono il fuoco e mettono delle sedie tutte intorno: stanno per arrivare i Masai. Che bello!!! Pensare che noi avevamo rinunciato ad andare in un villaggio Masai (a pagamento tra l’altro) perché molti turisti lo sconsigliavano in quanto, secondo il loro punto di vista, il villaggio non rendeva l’idea di essere reale ma uno specchietto delle allodole per turisti perchè trovano qualsiasi scusa per farti pagare altri soldi oltre all’ingresso (10€).
Per cui questi Masai cominciano a fare i loro balli per la caccia ecc . Stavo quasi per mettermi a ridere perché sono buffi, fanno dei versi strani e degli urletti improvvisi però mi sono trattenuta perché ho un profondo rispetto per la loro civiltà. In ogni caso al termine dello spettacolino gli abbiamo lasciato una piccola mancia.

Rientriamo in tenda per andare a dormire e devo dire che se prima mi intrigava tantissimo l’idea di passare una notte in tenda perché poteva considerarsi come un’avventura insolita, me ne sono pentita (pensare che con 10€ in più a testa potevamo andare in un Lodge) però d’altronde me ne sarei pentita comunque per non averla provata quindi una volta nella vita è anche fattibile. Me ne sono pentita perché per prima cosa la tenda poteva aprirla chiunque perché non avendo una chiave basta alzare la cerniera e possono rubarti qualsiasi cosa, inoltre aveva l’acqua ridottissima quindi acqua della doccia non molto calda e a tratti con il contagocce così come la scarica del water e il lavandino. La luce che tra l’altro andava a intermittenza la tenevano accesa fino alle 11 di sera e poi veniva staccata fino alle 6 del mattino. Non mi ha trasmesso per niente l’idea di avventura che mi aspettavo in quanto non si sono sentiti strani rumori di animali, forse speravo in qualcosa di meno sicuro senza le recinzioni e direttamente in mezzo alla savana…Inoltre al mattino presto essendoci un’escursione termica non indifferente abbiamo patito veramente il freddo fin quando non ci siamo messi la felpa.

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Sabato 21

Sveglia h 5.30, h 6.30 siamo già a fare il nostro ultimo mini Game Drive, di “nuovi” animali riusciamo solamente a vedere un avvoltoio su un albero lontano ed un’aquila pescatrice. Usciti dal parco torniamo verso Watamu. Per pranzo ci fermiamo in un alberghetto in un paesino chiamato “Voi” dove abbiamo mangiato discretamente e abbiamo pagato le bevande con gli euro. Dopo qualche ora attraversiamo la città di Mombasa e alle 17.30 rientriamo finalmente alla base ovvero al Garoda Resort dove salutiamo il nostro autista Federico e gli lasciamo una mancia di ringraziamento per averci accompagnato e sopportato per tutti e 3 i giorni, le ultime ore in macchina sono state estenuanti però l’esperienza del Safari ci ha ripagato così tanto che avremmo sopportato altre ore di macchina senza un minimo di ripensamento…

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Domenica 22

Alle 9 ci troviamo con Luigi Kassim, la prima tappa della giornata avrebbe dovuto essere alle Rovine di Gedi ma una ragazza del nostro gruppo che è stata male con lo stomaco ha chiesto di andare in farmacia, scopriamo però che, non si sa per quale motivo, vendono le siringhe senza l’ago per cui Luigi contatta un medico che porta l’ago e le fa la puntura (chiede solo 5€ per l’uscita).
Siccome siamo in ritardo sulla tabella di marcia, decidiamo di rimandare la visita alle Rovine di Gedi al giorno dopo ed andiamo subito in direzione Hell’s Kitchen (Marafa) in sostanza si tratta di un paesaggio naturale costituito da sabbia che è stata levigata con gli anni dal vento e dall’acqua che ha permesso di godere di uno spettacolo stupendo simile a quello del Gran Canyon con colori che spaziano dal giallo al bianco al rosso e al marrone.


Una volta finito il giro guidato, per pranzo ci portano sull’Isola di Robinson, intorno l’acqua non è limpidissima però questo posto ci è veramente rimasto nel cuore per diversi motivi. All’entrata abbiamo attraversato un corridoio costruito con pezzi di legno uno sopra l’altro che scricchiolavano ad ogni soffiata di vento,

e quando entriamo sotto la mega capanna con il tetto di paglia…SORPRESA, ci accoglie un’atmosfera allegra, la tavola è già apparecchiata, sul tavolo hanno persino sparso dei petali di fiori. Le sedie ed il tavolo sono tutte in legno grezzo rifinito a mano e soprattutto la cosa meravigliosa è che al posto del cemento o delle piastrelle, sotto ai nostri piedi c’era della morbida sabbia. Cominciano a portarci da mangiare di tutto e di più soprattutto a base di pesce ma anche riso con sugo insaporito al cocco e insalata e quando finiamo di mangiare ci riposiamo un po’ sui tappeti… che pace che c’è in questo posto!
Assolutamente da provare secondo me! Inoltre ci siamo stupiti di quanto poco abbiamo pagato le bevande: ad esempio una bottiglietta di Coca Cola in vetro l’abbiamo pagata solamente 0,50 cent e in 6 persone abbiamo speso 11€ tra cui almeno 3 birre e 4/5 coche ….
Purtroppo è già ora di andarsene, il barcaiolo che ci trasporta da una sponda all’altra improvvisamente si ferma in mezzo all’acqua cominciando a cantare Jambo e poi Marina…è talmente simpatico e trasmette tanta di quella allegria che gli abbiamo lasciato un po’ di mancia. Un mito quest’uomo!!
Prima di salire sul pulmino ci vengono incontro dei bambini, ad uno di loro faccio: “vuoi una matita?” e questo guarda il suo amico e scoppia a ridere facendomi di no con la testa, io tra me e me penso: ma guarda un po’, adesso disprezzano pure le matite. Ad un certo punto ne tiro fuori un pò e vedo che arrivano tutti correndo verso di me per prenderle. Quando ripartiamo chiedo per curiosità a Luigi se per loro la parola matita in lingua swahili significhi qualcosa, lui mi risponde che per loro “matiti” significa tette… ecco perché ridevano quei bambini, chissà cos’hanno capito!!!
Proseguiamo verso Mumbrui dove Luigi ci porta in questo posto che loro chiamano “Sabbia Dorata”, il nome già mi fa pensare a chissà quale spiaggia meravigliosa che quando arriviamo sento una delusione tremenda, il contesto è orribile, prima di arrivare in spiaggia c’è una via piena di rifiuti dentro la sabbia, il mare non è limpido, l’unica cosa vera che c’è è proprio la sabbia dorata. In realtà è del colore tipo quello della spiaggia di Rimini. Loro probabilmente avendo solo spiagge con sabbia bianca l’hanno ritenuta una particolarità ma se posso darvi il mio consiglio: non andateci!!
Il nostro giro continua a termina alla fabbrica del legno dove appunto abbiamo la possibilità di guardare le varie fasi di realizzazione di una statua o soprammobile in legno tutti dipinti a mano.

Qua abbiamo trovato diversi oggetti carini da regalare ad un costo assolutamente accessibile e comunque di una qualità più alta rispetto a quelli che ti vendono per strada. Per chi è amante delle calamite da frigo come me, qua si trovano calamite raffiguranti animali in legno dipinti a mano, sicuramente carine ma che costavano secondo me un po’ care ovvero 4€ l’una quando invece all’aeroporto di Mombasa si trovano anche a 2,50€ e sicuramente più belle.

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Lunedì 23

Oggi Luigi non c’è perché deve accompagnare delle altre persone ad un safari, si tiene comunque in contatto con noi almeno una-due volte al giorno per sapere se va tutto bene.
Alle 10.30 abbiamo l’appuntamento con il nostro autista che ci accompagnerà alle tanto attese Rovine di Gedi (entrata 5€), dico tanto attese perché ci hanno riferito che ci sono un sacco di scimmiette simpatiche e dispettose alle quali offrire le banane.


All’interno delle rovine ci accompagna Andrea, uno studente universitario molto simpatico ed informato che fa passare piacevolmente il tour. Prima di andarcene gli lasciamo una piccola mancia (loro arrotondano così). Una volta usciti troviamo dei bambini tenerissimi, cominciamo a fare le foto con loro e dopo un po’ cominciano a chiederci le caramelle o le matite. Allora decidiamo di dargli un intero pacco di biscotti (che in realtà ci eravamo tenuti per portarli in orfanotrofio) e qui ha inizio una delle scene di cui non mi dimenticherò mai. Il capo famiglia che ha almeno 4 mogli (quindi immaginate quanti figli possa avere…) fa sedere tutti in fila i bambini sulle panche in modo tale che tutti possano avere lo stesso numero di biscotti, io Gabry ed altre due nostre amiche cominciamo a distribuirli e una volta che li abbiamo terminati un bambino scoppia a piangere perché ha ricevuto solo un biscotto… E’ stata una scena che mi ha toccato il cuore infatti siamo usciti tutti distrutti da questa esperienza, però sono rimasta contenta di averli aiutati o fatti rallegrare in qualche modo anche in piccolissima parte.

Ancora pensierosi e tristi ci dirigiamo verso l’orfanotrofio dove lasciamo ad una donna della farina e del riso (i biscotti non ho potuto distribuirli perché già li avevamo finiti) però in compenso ho regalato tutte le matite e pennarelli che avevo…

L’orfanotrofio è stato meno traumatico anche perché i bambini che ci abitano in qualche modo hanno la possibilità di vivere una vita decente e non di stenti come vivono nei villaggi!
E dopo quest’ultima bellissima giornata africana torniamo al Garoda consapevoli di esserci goduti al meglio le meraviglie del Kenya…

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Martedì 24

E’ il momento di ripartire per l’Italia, JAMBO KENYA, sicuramente…arrivederci!!!

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