USA Agosto 2013 – California, Hawaii (Oahu Kauai Maui) e Chicago – Parte 2

Continua dalla prima parte…

Martedì, 13 agosto 2013 – Oahu > Kauai (Lihue)
Arriva presto il giorno di lasciare Oahu quindi ci dirigiamo verso l’aeroporto dopo aver perso tantissimo tempo per trovare la Dollar (molto fuori rispetto all’aeroporto e le indicazioni portano solo ai noleggi interni). Il volo Hawaiian Airlines 143 delle 10:58 è perfetto, viene anche offerto un succo di frutta nonostante la breve durata e regalata una mappa a testa dell’isola ben fatta. Dopo aver preso una Jeep Liberty alla Dollar ci dirigiamo verso l’albergo per lasciare le valigie e fare il check-in. Soggiorniamo al Kauai Beach Resort, un’ottima struttura a un prezzo molto onesto, i giardini e le piscine sono enormi e curati, le camere da rimodernare ma comunque niente d’eccessivamente vecchio. Dopo una veloce spesa al Walmart andiamo in spiaggia al Poipu Beach Park. Mare niente male che eventualmente ha anche un’aerea riparata artificialmente per i bambini, per tutti gli altri consiglio di spostarsi oltre la lingua di sabbia per un fondale morbido e più profondo. Vicino alla spiaggia si trova lo Spouting Horn che è il più famoso e forse il più potente blowhole di quelli che ho visto su tutte le isole hawaiane, l’altezza del getto d’acqua dipende dalla forza delle correnti dell’oceano. Consiste in uno spruzzo alto fino a 2/3 metri e a ogni getto le gocce formano un colorato arcobaleno. Vogliamo fare la crociera lungo la Na Pali Coast quindi passiamo dal porto solo dopo esserci accertati del buon tempo per il 15 agosto. Dopo aver girato tutti i vari tour operator scegliamo Holo Holo Charters in base alle recensioni lette online dove prenotiamo il giro al tramonto al costo di 105$ a testa (chiedete uno sconto, vi verranno lasciati 10$ a persona). Sera in albergo dopo aver cenato a un Pizza Hut ben organizzato a Lihue. Kauai non ha alcun tipo d’intrattenimento serale e i ristoranti chiudono non dopo le 21.

Mercoledì, 14 agosto 2013 – Kauai
Il primo giorno decidiamo di andare al Kokee State Park con il famosissimo Kalalau Lookout e il Waimea Canyon State Park con i suoi punti panoramici. Durante il viaggio il sole ci abbandona ma quantomeno non piove. Decidiamo di iniziare dal lookout sulla Na Pali Coast perché dopo le 9 ci sono alte possibilità di vedere solo nebbia, la strada non è lunga ma parecchio contorta ed impieghiamo più di 1 ora e mezza. Lasciamo l’auto nei parcheggi quasi deserti se non per qualche gallina selvatica con i suoi pulcini (nelle isole ce ne sono tantissime in giro, soprattutto a Kauai) e ci dirigiamo verso il punto panoramico dove si ha una fantastica vista delle scogliere con tanto di arcobaleno e dell’oceano sullo sfondo. Torniamo indietro sulla Waimea Canyon Drive questa volta fermandoci ai viewpoint tra i quali il Puu Hinahina e il Waimea Canyon Lookout. Il canyon, conosciuto anche come Grand Canyon del Pacifico, è molto colorato con tonalità che spaziano dal rosso della pietra al verde delle piante. Sempre lungo la strada, sulla destra, si possono vedere delle piccole cascate, chiamate non ufficialmente Red Dirt Waterfall. Se disponete di un’auto 4×4 non potete perdere il Polihale State Park, una spiaggia enorme e quasi completamente isolata. Molti provano a fare i circa 10 Km di sterrato anche con una normale auto ma nel caso di eventuali danni l’assicurazione non copre niente e sono guai considerando che basta prendere male una delle tante buche per fare danni ingenti. Dopo pranzo vicino al paesino di Hanapepe andiamo alla Kauai Coffee Company, gratuito e molto ben organizzato, dove oltre a passeggiare tra i campi di caffè è possibile provare gratuitamente decine di caffè aromatizzati differenti. Il resto del pomeriggio trascorre tra relax in albergo e la spiaggia di Kalapaki Beach davanti al Kauai Marriott Resort fino a dopo il tramonto.

Giovedì, 15 agosto 2013 – Kauai
Abbiamo voglia di mare quindi cambiamo leggermente l’itinerario e puntiamo a nord dove ci fermiamo alla spiaggia di Anini Beach, fantastica con mare calmissimo e acque poco profonde, c’è poca spiaggia ma in compenso c’è un bel prato verde e pulito. A metà mattina ci spostiamo verso la spiaggia di Hanalei Beach Park dopo una bella foto al Hanalei Valley Lookout (subito prima del piccolo centro commerciale Princeville Center). Scenograficamente è la spiaggia più spettacolare delle isole, l’acqua turchese è calmissima, un buon punto dove fermarsi è vicino al molo da poco ristrutturato. Dopo aver pranzato lungo la strada torniamo a sud, a Port Allen, per il tour in catamarano che partiva alle 15. La Holo Holo Charters ha il catamarano più grande dell’isola, nuovo e ben tenuto, il personale è gentile e molto disponibile… a causa della forte concorrenza cercano tutti di fare del proprio meglio. Per tutto il viaggio sono gratuite bibite (compresi alcolici) e al tramonto si può cenare con un buffet striminzito ma davvero di buona qualità. La parte iniziale del viaggio non è stata il massimo per chi soffre di mal di mare a causa di onde molto alte che facevano saltare il muso del catamarano per diversi metri prima di riatterrare sull’acqua, per molti può comunque essere molto divertente. Al ritorno navigando a velocità molto bassa e vicino alla costa abbiamo potuto ammirare le imponenti scogliere che finivano nel forte blu dell’oceano Pacifico e varie grotte naturali. Spesso si passava vicino o anche sotto le cascate generate dalla pioggia dei giorni precedenti che formavano colorati arcobaleni. L’imponenza e i colori della Na Pali Coast sono la cosa più imperdibile di Kauai e meritano tutto il costo del biglietto per la visita in catamarano. Verso il termine abbiamo visto dei delfini nuotare ma purtroppo molto in lontananza e abbiamo potuto godere anche del più bel tramonto dell’intera vacanza. Sera ovviamente in albergo dopo aver cenato a Lihue.

Venerdì, 16 agosto 2013 – Kauai
Dopo la colazione a uno Starbucks presente in un centro commerciale nelle vicinanze dell’albergo decidiamo di andare al McBryde Garden, uno dei giardini della National Tropical Botanical Garden. Il giardino è ben fatto ma non è particolarmente interessante per chi non s’intente di piante, si riescono comunque a trovare piante e fiori difficili da trovare altrove. Basta un’ora per la visita. Per arrivare al parco c’è un autobus che trasporta i visitatori dall’ingresso dei giardini (il complesso comprende infatti anche il più costoso Allerton Garden). E’ ancora metà mattina e decidiamo di spendere il resto del nostro tempo a Kauai sulle spiagge della costa nord passando prima dalle Wailua Falls. A nord si trova il Kailuea Lighthouse, utilizzato come riserva di volatili, l’ingresso è anche qui a pagamento e ci limitiamo a una foto dal lookout. Proseguendo si trova Princeville, indubbiamente la zona più lussuosa ed elegante di Kauai, dove andiamo alla spiaggia Pali Ke Kua Beach davanti allo St. Regis Princeville Resort, ci limitiamo però a qualche foto. Ancora più verso ovest si trova l’Haena/Tunnels Beach Park, è considerata una delle migliori spiagge dell’isola, il mare era molto mosso ma comunque si poteva fare un bel bagno. Al termine della strada arriviamo a Kee Beach dove ci accompagna una leggera pioggia che non ci fa apprezzare al massimo il luogo. Rimaniamo fino al tramonto all’Hanalei Beach Park prima di tornare a Lihue in albergo.

Sabato, 17 agosto 2013 – Kauai > Maui (Wailea/Makena)
Arriva il giorno di lasciare Kauai e dopo la colazione ci spostiamo in aeroporto. Abbiamo il volo Hawaiian Airlines 508 alle 9:43 per Maui, uno dei soli tre giornalieri diretti tra le due isole senza scalo a Honolulu. Il volo è perfetto come quello dell’andata, si ha anche una bella vista di Maui e dell’Haleakala contornato dalle nuvole in lontananza. Dopo l’arrivo facciamo un salto come al solito al Walmart e poi ci fermiamo da Ululani’s Shave Ice a Kahului non lontano dall’aeroporto dove si può provare, anche secondo le recensioni, il miglior shave ice dell’isola. La piccola baracca con il tetto arrugginito non da una bellissima impressione dall’esterno ma le due ragazze che ci lavorano sono molto simpatiche e con una lunga parlantina dopo aver capito di essere italiani. Lungo la strada deviamo verso Kihei per mandare le cartoline ad amici e parenti dall’ufficio postale dell’isola. Andiamo in albergo per lasciare le valigie ma nonostante avevamo prenotato con quattro mesi di anticipo non erano disponibili camere con due letti doppi ma solo con un letto king e un divano letto, dopo le mie insistenze riesco ad ottenere una camera con due letti queen dalla seconda notte in poi con vista Ocean View invece che parziale come avevo pagato. Soggiorniamo al Makena Beach & Golf Resort, è una bellissima e moderna struttura con giardini curati e grandi camere moderne e rinnovate che affacciano tutte sull’oceano. Pranziamo a Kihei e prima di andare in spiaggia andiamo al The Shops at Wailea, il centro commerciale è molto bello con vari negozi ma quasi tutti non adatti alle nostre tasche. Qualche decina di metri più a nord del centro c’è un parcheggio per l’Ulua Beach Park, da qui inizia un beach path che collega la spiaggia di Wailea passando davanti ai lussuosissimi resort della zona. Decidiamo di trascorrere il resto del pomeriggio sulla spiaggia e andiamo al Makena State Park sulla spiaggia di Big Beach ma arrivati ci siamo resi conto di esserci dimenticati il costume e torniamo in albergo e preferiamo passare il tempo sulla spiaggia di Maluaka Beach davanti al nostro hotel. Il mare qui è fantastico, molto calmo, siamo rimasti fino al tramonto assistendo alla cerimonia di un altro matrimonio hawaiano. La sera in albergo in quanto anche il paesino vicino, Kihei, non è particolarmente animato di sera.

Domenica, 18 agosto 2013 – Maui
Oggi era prevista la visita dell’Haleakala National Park all’alba, per far ciò bisogna alzarsi molto presto, intorno alle 3 di notte e poi fare quasi 2 ore di strada al buio in modo da arrivare con anticipo all’alba delle 5:50 e trovare parcheggio (altrimenti non vengono fatte entrare altre auto). A causa della stanchezza, essendo già quasi alla terza settimana di vacanza, dei miei genitori e nonostante le mie pesanti insistenze non riesco a salire per il sorgere del sole e mi devo accontentare di visitare il parco di giorno lasciando l’albergo solo alle 7 dopo aver fatto colazione. Mi consola solo il fatto che è un buon motivo per rivisitare l’isola in futuro. La strada per arrivare non è molto stancante anche grazie al panorama che si ammira durante la salita sul vulcano, a mano a mano che si raggiunge quota la temperatura scende fino a meno di 10 gradi nonostante il sole, si lasciano le nuvole in basso e il terreno diventa più scuro assumendo un colore nero/rosso quando si arriva a pochi chilometri dalla cima e dal cratere. Davvero spettacolare e inoltre si ha la possibilità di fare una fantastica foto dando l’impressione di volare sopra le nuvole. Iniziamo la visita dal Visitor Center e del negozio del parco e fermandoci ai punti panoramici più belli, alcuni richiedono una breve passeggiata per raggiungerli: Leleiwi, Kalahaku e Red Hill Overlook. Dal Visitor Center più in cima un breve percorso ad anello permette di apprezzare la più bella vista del cratere con i suoi colori. Una stradina sulla destra permette di raggiungere lo Sliding Sands Trail che conduce nel cratere, facciamo all’incirca un chilometro prima di tornare indietro. Il percorso è lungo diversi chilometri, indubbiamente bellissimo, ma soprattutto tornare indietro è una faticaccia non indifferente a causa della salita. Continuando a salire ancora pochi chilometri in auto si arriva alla sommità (3055 metri) da dove si ha una vista a 360 del cratere e dei telescopi usati per scopi di ricerca e militari. Scendiamo molto soddisfatti della visita e ci fermiamo alle pendici del vulcano all’Alii Kula Lavender Farm una piccola fabbrica di lavanda con un caro negozietto, 3$ a persona per l’ingresso, è un pochino troppo per quello che offre. Dopo pranzo andiamo a nord dell’isola per una visita dello Iao Valley State Park per lo Iao Needle. Non sapendo che l’ingresso era a pagamento parcheggiamo al lato della strada dietro molte altre auto ed entriamo gratis, solo all’uscita del parco notiamo che per i non residenti è obbligatorio pagare 5$ che invece ci risparmiamo. Si paga qualsiasi cosa, un po’ stufa comunque. E’ tardi e dopo una passeggiata a Lahaina andiamo all’Old Lahaina Luau che avevamo prenotato mesi prima. Lo spettacolo è costoso (99$ a persona) ma il fantastico ambiente vicino al mare, la cena a buffet e il caratteristico spettacolo li valgono tutti. Nella parte inziale si viene accolti con un ottimo Mai Tai o Guava Punch e una collana di fiori veri, si viene fatti accomodare da un gentile cameriere e dopo si è liberi di passeggiare tra vari stand che insegnano a fare collane di fiori, a ballare o a suonare tamburi. Sono gratuiti anche un numero illimitato di cocktail molto buoni oltre bibite varie. Si mangia a buffet e al termine si assiste allo spettacolo di danza Luau di un’oretta. Il cibo stile hawaiano era molto strano, ciò che per noi dovrebbe essere salato come ad esempio la carne era dolce mentre i dolci di cioccolato erano ricoperti di sale grosso… assurdo ma caratteristico.

Lunedì, 19 agosto 2013 – Maui
Per la giornata ho programmato la Road to Hana, è la strada ad est dell’isola che collega il paesino di Paia alla cittadina sperduta di Hana. La strada è immersa nella foresta tropicale da un lato mentre dall’altro si può ammirare l’oceano. Nonostante la sua lunghezza, vanta di ben 620 curve e ciò può essere leggermente stancante per chi guida. E’ molto famosa ma non la ritengo qualcosa d’imperdibile e può essere saltata nel caso in cui si abbiano pochi giorni a disposizione. Prima tappa è il paesino di Paia con negozi e soprattutto distributori di carburante dove si può mettere benzina prima di chilometri senza nulla. Proseguendo si trova l’Hookipa Beach Park, la spiaggi più famosa di Maui per il surf ma essendo estate l’acqua era una tavola. Altro punto dove fermarsi è l’Honomanu Bay con la Kalaloa Point da dove si può fare la classica foto delle auto in lontananza sul promontorio. Proseguendo nel piccolo villaggio di Keanae si trova il Keanae Arboretum uno dei pochi luoghi dove vedere i famosi Rainbow Tree, eucalipti dalla corteccia color arcobaleno. Qui si trova anche la Keanae Peninsula, una delle ultime colate di lava del vulcano Haleakala, dove l’acqua sbatte contro le rocce laviche creando alti spruzzi d’acqua. Proseguendo si attraversa il Puaa Kaa State Park dove è presente una piscina naturale con cascata, qui è possibile fare il bagno. Infine arriviamo a Hana dove uno dei pochi locali per pranzare è l’Hana Ranch Restaurant, i prezzi sono abbastanza alti e un panino semplice con patatine e insalata costa quasi 15$ a testa, chiedono anche la mancia siccome si viene serviti al tavolo ma visto il conto mi sembrava davvero un furto pagarla. Intanto incomincia a piovere e dopo un’occhiata all’Hana Beach Park (saltiamo la Red Sand Beach, raggiungibile solo con un trail neanche segnalato) decidiamo di iniziare a tornare indietro fermandoci al Waianapanapa State Park. La spiaggia del parco è interamente di sabbia nera con grotte laviche, molte delle quali visitabili tramite un breve trail a cerchio. Ci sono molti altri punti dove fermarsi lungo la strada, principalmente cascate e punti naturali che per brevità non menziono, bisogna munirsi quindi di una buona guida. Arriviamo a Kahului dopo le 16 e decidiamo di riposarci dopo tanta strada a Big Beach nel Makena State Park dove rimaniamo fino al tramonto. Il tramonto non è visibile da Big Beach a causa del promontorio che separa da Little Beach, conosciuta per essere una spiaggia frequentata da nudisti. Nonostante ciò decidiamo di salire sopra la roccia che separa dall’altra spiaggia in modo da assistere al tramonto senza però scendere sulla sabbia. C’è da dire che il 90% dei visitatori è normalmente vestito e solo una minima parte pratica nudismo che spesso si limita solo al topless. Dopo che il sole tramonta è possibile assistere a degli spettacoli con il fuoco praticati da ragazzi. Cena in una piccola pizzeria di Kihei, Pizza Madness, con una cifra ragionevole si può mangiare una buona pizza serviti al tavolo.

Martedì, 20 agosto 2013 – Maui
La giornata inizia con un po’ di tristezza essendo l’ultima giornata alle Hawaii, decidiamo di dedicarla quasi interamente al relax. Decidiamo quindi di puntare verso le spiagge a nord dell’isola di Maui, prima tappa, Kaanapali Beach. Parcheggiamo nel Whalers Village, qui è possibile lasciare l’auto gratuitamente per le prime 3 ore con una spesa minima. C’è scritto che non può essere utilizzato per la spiaggia ma solo per i clienti ma ovviamente nessuno controlla ed è possibile accedere al mare dal Whalers Village o attraverso il vicino Kaanapali Beach Hotel. La spiaggia di Kaanapali è enorme rispetto alle altre hawaiane, il mare è eccellente, ed è inoltre possibile fare molte attività tra cui snorkeling, stand up paddle surfing, parasailing (che deve essere fantastico) e molto altro. Lungo la spiaggia c’è il Kaanapali Beach Walk che è un percorso che collega tutti gli alberghi. All’ora di pranzo lasciamo la spiaggia e passeggiamo nel Whalers Village tra negozi di grandi firme e souvenir. Dopo un pranzo al volo a un fast-food andiamo verso Kapalua, oltre alle lussuose ville e resort, si trova il Dragon’s Teeth riconosciuto luogo sacro per i nativi. Proseguendo la strada si fa più interessante con una veduta fantastica dell’oceano fino ad arrivare a Honolua Bay che vanta indubbiamente dei colori dell’acqua più belli che spaziano dal verde acqua al blu al celeste. Trovare parcheggio è un’impresa e inoltre è necessario un trail a piedi per raggiungere la spiaggia quindi ci limitiamo a qualche foto dall’alto. Infine raggiungiamo il Nakalele Blowhole che troviamo però quasi completamente inattivo. Da qui in poi inizia quella che è senza dubbio la strada più bella dell’isola ma preferiamo cambiare direzione quando si stringe a una sola corsia e picco sul mare senza nessun guard rail o protezione. Tornando indietro ci fermiamo al DT Fleming Beach Park che ha vinto per diversi anni il premio come migliore spiaggia d’America, fortunatamente non è molto affollata e ben tenuta. Il mare qui è molto mosso ma è divertente buttarsi nelle onde, inoltre sono presenti i bagnini e ciò non guasta mai non conoscendo a fondo la pericolosità dell’oceano. A metà pomeriggio ci spostiamo a Napili Beach, assolutamente tra le più belle spiagge dell’isola con un mare calmo, celeste e cristallino. Peccato solo per il fatto che per accedere alla spiaggia bisogna passare da una stradina tra due case in quanto tutta la spiaggia è contornata da hotel e lussuose proprietà private. La spiaggia successiva è quella di Kapalua Beach, molto simile a Napili, ma decidiamo a causa dell’orario di non fermarci. Torniamo quindi a Lahaina dove passeggiamo tra i caratteristici negozi e gallerie d’arte fino a dopo il tramonto. Dopo una pizza al tavolo torniamo a Makena nel nostro albergo.

Mercoledì, 21 agosto 2013 – Maui > Los Angeles
Prima di lasciare l’isola vogliamo fare un ultimo bagno, mettiamo la sveglia presto e arriviamo a Big Beach nel Makena State Park prima delle 8. Troviamo la spiaggia completamente deserta, tutta per noi, rimaniamo per poco più di un’ora prima tornare in albergo, prendere le valigie e andare verso l’aeroporto di Kahului. Il volo Delta Airlines 1196 parte in orario alle 12:34, volo standard, come quello dell’andata. Attraverso la targa dell’aereo presente sotto la coda del mezzo ho scoperto che il Boeing 757-200 (N751AT) ha ben 29 anni di servizio, è leggermente assurdo che una compagnia occidentale usi ancora questo aeromobile e soprattutto lo usi per tratte di 6 ore lontano da qualsiasi aeroporto anche se con le opportune certificazioni. Comunque, sia dall’esterno e sia dall’interno, sembra che porti molto bene gli anni. Arriviamo a Los Angeles dopo il tramonto potendo ammirare la città illuminata dall’alto. Arrivati in aeroporto, prendiamo le valigie e usciamo sulla strada dove prendiamo il bus dell’albergo. Dormiamo per la notte al Radisson Hotel at Los Angeles Airport, l’hotel è molto buono visto il prezzo sotto i 100€ a notte, le camere sono rinnovate e i letti sono Sleep Number, cioè è possibile cambiare la rigidità del materasso attraverso un telecomando che aziona un compressore. Inoltre avevamo una bella vista dell’ingresso dell’aeroporto e delle piste, nonostante ciò non si sentiva nessun rumore del traffico aereo. Ceniamo nel ristorante dell’albergo, buono e non molto costoso.

Giovedì, 22 agosto 2013 – Los Angeles > Chicago
Lasciamo l’albergo con calma, merito anche della stanchezza che inizia a farsi sentire, prendiamo la navetta dell’hotel e raggiungiamo il terminal dell’aeroporto da dove parte Virgin America. Purtroppo a causa del brutto tempo a Chicago (del quale noi non ce ne renderemo conto al nostro arrivo) i voli partono con circa 1:30 di ritardo, come infatti, il volo che doveva essere alle 10:40 ci viene spostato alle 12:15. Ne approfittiamo per usare il Wi-Fi gratuito dell’aeroporto e per pranzare. Il volo Virgin America 232 parte in ritardo alle 12:05 circa. Ho finalmente avuto la possibilità di provare questa compagnia che si merita assolutamente la valutazione come migliore linea aerea americana per il servizio, tutti i posti più spaziosi del normale, hanno un ampio schermo con il sistema di intrattenimento Red tramite il quale è possibile vedere film (alcuni però a pagamento), giocare, ascoltare musica, vedere la mappa del volo e anche prenotare snack e bevande gratuite e non. L’aereo è illuminato con il sistema mood-lighting che illumina la cabina di viola, infine, carine e gentili le hostess. All’arrivo prendiamo le valigie, lasciamo l’aeroporto e ci dirigiamo verso il centro di Chicago. Dopo aver fatto il check-in in albergo, passeggiamo lungo la Michigan Avenue e ceniamo in un moderno McDonald’s non lontano dal nostro albergo. Pernottiamo al The James Chicago, è un bellissimo albergo, 4.5 stelle, centralissimo sulla Magnificient Mile e le camere sono arredate in modo semplice ma con gusto. Particolarmente gentile la ragazza del check-in che ci ha anche dato una mappa della città e cerchiato i luoghi da non perdere. Considerato il prezzo, 400€ per 3 notti (ottenuto grazie ad una promozione 3×2), è assolutamente un affare.

Venerdì, 23 agosto 2013 – Chicago
Iniziamo la nostra prima giornata a Chicago con la visita del Millunnium Park. Ciò che salta per primo all’occhio è il Cloud Gate, soprannominato “The Bean”, monumento a forma di fagiolo d’acciaio che riflette su se stesso lo skyline di Chicago. Altri interessanti punti nel parco sono le Crown Fountain, delle fontane dalle quali cade una cascata d’acqua e con uno schermo che raffigura la faccia di un abitante della città. I bambini e non, si divertono a correre tra le due fontane e bagnarsi sotto le colate d’acqua e gli spruzzi. Infine il Jay Pritzker Pavilion nel quale molte sere si svolge un concerto al quale è possibile assistere seduti sull’enorme prato. Passeggiamo quindi fino al Chicago Theatre per una foto alla famosa insegna per poi passare davanti al Richard J. Daley Center e scendere a piedi verso la parte sud del Loop lungo Dearborn St. Consiglio di prendere questa strada anche perché oltre ad essere una delle principali, ai lati è possibile vedere l’Untitled di Picasso e il Flamingo. Con una piacevole passeggiata si arriva alla Willis Tower, il grattacielo più d’America. Devo criticare la pessima organizzazione in quanto all’ingresso ci era stato detto che il tempo di attesa sarebbe stato di un’ora mentre prima di riuscire a salire ne sono trascorse almeno due e a saperlo molto probabilmente saremmo tornati dopo. L’ingresso costa 18$ a testa ma chi ha il CityPass o paga la “modica” cifra di 40$ può salire saltando la fila. Gli ascensori portano allo Skydeck in meno di 60 secondi. In cima è possibile vedere la città dall’altro a 360 gradi, ma la parte più interessante e senza dubbio quella dei balconi in vetro sospesi nel vuoto dove si possono scattare foto molto particolari. Dopo un veloce pranzo prenotiamo la crociera su fiume e lago della Wendella (le imbarcazioni partono vicino alla Trump Tower) di 1:30 per le ore 19 in modo da poter vedere la città sia al tramonto con la luce del sole, sia di notte con lo skyline illuminato. Avendo molto tempo a disposizione scendiamo fino a Grant Park e alla Buckingam Fountain arrivando fino al percorso ciclabile lungo il lago, sarebbe stato bello avendo del tempo a disposizione noleggiare una bicicletta. Risalendo verso il porto d’imbarco per il giro in barca ci fermiamo davanti all’Art Institute Of Chicago e alla nuova Modern Wing disegnata da Renzo Piano giusto per una foto. All’inizio della strada frontale all’ingresso del museo, si trova il cartello d’inizio della famosa Route 66. Con un po’ di anticipo arriviamo all’imbarco per il tour in barca Wendella. Il giro è molto ben organizzato, la barca è grande e poco affollata e c’è una guida che spiega i dettagli di ciascun edificio, il tempo scorre piacevolmente. Consiglio vivamente una visita visto anche il costo non proibitivo, scegliete un tour al tramonto per vedere anche lo skyline illuminato. La sera decidiamo di provare la deep-dish pizza, alta quanto una torta. Andiamo da Pizzeria Uno ma per la troppa fila andiamo alla vicina Pizzeria Due gestita dalle stesse persone e dista circa 50 metri. Per cucinare la pizza impiega 45 minuti, parte dei quali li passiamo conversando con una famiglia di Chicago molto simpatica. La pizza è molto lontana dai nostri gusti, sembra molto casareccia con molta salsa di pomodoro, la mangiamo ma non ci soddisfa pienamente. Per 4 persone bastano due pizze piccole per esser sazi, il costo è anche grazie a questo molto contenuto, sui 40$ in 4 con bibite. Passeggiamo a Chicago fino a tarda serata ma essendo venerdì sera era quasi tutto deserto, meglio tornare in albergo.

Sabato, 24 agosto 2013 – Chicago
Lasciamo l’hotel e ci dirigiamo verso uno dei ristoranti preferiti di Chicago, il Wildberry Pancakes and Cafe, aperto solo il mattino dove come indicato dal nome il piatto principale sono i pancakes. Si trova sulla strada a nord del Millennium Park. Il tempo di attesa era però di 1:15 e non avendo intenzione di buttare l’intera mattina per fare colazione torniamo indietro e andiamo da Starbucks. Facciamo un salto all’ufficio postale per spedire le ultime cartoline e all’Hard Rock Cafè per la classica maglietta. Verso le 10, orario di apertura del Navy Pier, prendiamo il trolley gratuito che fa la spola dalla Magnificient Mile al molo. Faceva davvero caldo quindi ci limitiamo a passare da un negozio all’altro per poi tornare la sera, approfittando anche dei fuochi d’artificio. Sperando di esser più fortunati decidiamo di tornare al Wildberry Pancakes and Cafe e la coda era diminuita a meno di mezz’ora, viene comunque dato un dischetto che suona quando arriva il proprio turno per sedersi al tavolo. Ordiniamo 2 bibite, 2 pancakes al cioccolato e 2 all’Oreo serviti con sciroppo d’acero e panna. I dolci non sono male, inizialmente sono molto buoni ma poi il sapore stanca e si fa difficoltà a finirlo. Nel pomeriggio saliamo la Magnificient Mile fino a nord passando la Chicago Water Tower e la John Hancock Center, il secondo grattacielo più alto della città. Da qui è facilmente raggiungibile a piedi Oak Street Beach, una delle spiagge sul lago Michigan, è molto frequentata e animata, merita una visita. Da qui prendiamo la metropolitana per scendere a sud fino all’Adler Planetarium e dintorni, purtroppo non riusciamo a prendere la sopraelevata in quanto la linea rossa è l’unica che va da nord a sud ed è l’unica completamente sotterranea. Attenzione che bisogna avere i soldi in contanti precisi e non è accettata la carta di credito, anche se è possibile usare lo stesso biglietto per più persone (basta che ovviamente siano caricati i soldi necessari). La zona dove si trovano l’Adler Planetarium, lo Shedd Aquarium e il Field Museum è molto bella e si ha inoltre una vista completa dello skyline di Chicago. Riprendiamo la metro, ceniamo in un California Pizza Kitchen vicino all’albergo, per poi andare verso John Hancock Tower. In alternativa al costoso osservatorio si può andare al Signature Lounge at the 96th dove è necessaria però una consumazione a testa ad un prezzo almeno quadruplo rispetto a qualunque altro bar in città. Purtroppo a causa dell’ora di fila dobbiamo rinunciare per non perdere i fuochi artificiali al Navy Pier dove andiamo sempre attraverso i caratteristici shuttle gratuiti. Rimaniamo fino alle 22:15 per vedere lo spettacolo serale fatto tutti i mercoledì e sabati estivi, un buon modo per salutare Chicago.

Domenica, 25 agosto 2013/Lunedì, 26 agosto 2013 – Chicago > Philadelphia > Roma
L’ultimo giorno di vacanza ci svegliamo con calma, facciamo colazione e dopo un ultimo giro in città andiamo verso l’aeroporto di O’Hare dove arriviamo con sufficiente anticipo anche per pranzare. Il volo US Airways 798 per Philadelphia parte in orario alle 13:43, volo tutto ok, Airbus A321 nuovissimo e riusciamo anche ad avere una fantastica visuale della città di Chicago dall’alto. Da Philadelphia il volo US Airways 718 per Roma parte con circa 45 minuti di ritardo alle 19 circa a causa dei problemi con l’assegnazione dei posti che fortunatamente non interessavano anche a noi. Volo standard e nessun problema, trascorso quasi interamente guardando film. Il cibo era nella media mentre le hostess sfioravano il secolo (non scherzo), mi chiedo perché questa compagnia abbia solo personale anziano, anche solo per curiosità. Arriviamo a Roma il giorno seguente alle 9:30 con un leggero ritardo e fine della vacanza.

Un bellissimo viaggio nel quale abbiamo visto centinaia di luoghi dall’est, all’estremo ovest degli Stati Uniti d’America. La California rimane uno dei miei stati preferiti grazie a città come San Francisco e San Diego, ai paesaggi naturali e le leggendarie spiagge. Le Hawaii sono fantastiche, nel mezzo dell’oceano Pacifico, lontane 6 ore di volo dal continente più vicino, godono di un clima tropicale ed hanno una temperatura sempre ideale per il mare anche d’inverno. Queste isole vulcaniche nonostante la loro dimensione ridotta offrono qualsiasi tipo di paesaggio come in nessun altra isola o arcipelago al mondo ed ognuna delle isole principali ha le sue peculiarità. L’isola di Oahu, anche se è probabilmente quello meno scenografica dal punto di vista naturalistico, offre bellissime spiagge come quelle di Hanauma Bay, Kailua Beach e le leggendarie coste della North Shore ideali per il surf soprattutto d’inverno. La città di Honolulu, e principalmente Waikiki, sono imperdibili e offrono una quantità di grattacieli che fa invidia a molte metropoli. L’isola di Kauai è la più naturalistica, le piante e il verde fanno da padroni sull’isola grazie alla pioggia molto più frequente, a volte può risultare fastidiosa anche se è quasi sempre di breve durata e dopo ricomincia a splendere il sole. Offre alcune delle spiagge hawaiane paesaggisticamente più belle e la Na Pali Coast è da togliere il fiato. L’isola di Maui invece è quella più completa, offre diversi tipi di ambienti naturali, dal vulcano alla foresta tropicale pluviale, e una vastissima scelta di spiagge. A differenza di Kauai offre grandi centri commerciali e la sera non si è costretti a rientrare in albergo dopo il tramonto grazie a paesini come Lahaina. Non saprei scegliere un’isola preferita tra Kauai e Maui, ognuna ha le sue particolarità, forse però avendo la possibilità di partire a breve e potendo sceglierne solo un’isola punterei su Maui grazie al clima molto più stabile (ho trovato una leggera pioggia solo ad Hana) e alle maggiori opportunità di svago. Spero comunque di poter tornare nei prossimi anni alle Hawaii per visitare le isole di Big Island e le due minori di Lanai e Molokai e per magari potermi concedere qualche giorno di completo riposo dedicando molto più tempo per ogni luogo. Chicago la ritengo una delle migliori città d’America, è da molti punti di vista simile a New York, dispone di una vasta quantità di grattacieli ma rispetto alla sorella maggiore mi è sembrata più curata, raccolta e omogenea. Il fiume che l’attraversa e il lago Michigan con le sue spiagge danno un tocco di originalità alla città. Il diario è molto lungo, ma mi piace fare le cose per bene e spero che possa essere utile a chi visiterà almeno uno dei luoghi che ho visitato. Adesso non mi resta che pensare alla destinazione prossimo anno… o magari anche prima.

Fine

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Ci sono 6 commenti su “USA Agosto 2013 – California, Hawaii (Oahu Kauai Maui) e Chicago – Parte 2

  1. Bhe che dire … un viaggio così è un sogno!!!! Racchiude città, natura, mare … spettacolo!!!! Il vostro itinerario è sicuramente da tenere presente per un prossimo giro nei tanto amati USA! Complimenti davvero!!!
    E … sempre più voglia di Hawaii!!!!!!!!
    Lola

  2. Mi ripeto: viaggio fantastico. praticamente la mia vacanza ideale: natura e relax ai massimi livelli uniti ad una bella città come Chicago. E visto che hai confermato di essere il fotografo ufficiale rinnovo i miei complimenti per le immagini

    “mi chiedo perché questa compagnia abbia solo personale anziano, anche solo per curiosità”

    Ho viaggiato con la stessa compagnia quest’estate e non nego di averlo notato anch’io. Poi la risposta è arrivata da sè: erano giovani e carine quando sono state assunte e hanno avuto la fortuna di non essere state allontanate solo a causa di qualche ruga. (Vabbè forse sono un po’ di parte…)

    • Grazie ziadenny! Si penso anche io che un tempo le avranno assunte giovani, solo che, sempre a mio parere, la compagnia a causa delle sue condizioni finanziarie mai eccellenti non è stata in grado di destinare il personale anziano a lavori di terra come succede nelle altre linee aeree. Sarò cattivo ma non penso sia solo un motivo morale, ecco…

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