Real America

Periodo: 20 giugno – 11 luglio 2009
Mezzo di trasporto: aereo + auto affittata
Km percorsi: 6.656
Spesa per persona: 2.200 € circa
Guide: Stati Uniti Occidentali 2 della Lonely Planet

Introduzione
Gli Stati Uniti continuano ad affascinarci. Ci piacerebbe tanto andare a vedere Yellowstone… ma… ehi, ci sono un sacco di cose belle nei dintorni! Eh si, c’è la Real America!

Diario

20 giugno – In auto da Biella a Milano Malpensa – Aereo per Atlanta e poi per Denver
Alle 6.15 mamma Piera e papà Luciano passano a prenderci. Questa volta facciamo l’autostrada e in un’ora e 20 minuti lisci e comodi siamo in aeroporto. Siamo in anticipo mostruoso, ma è meglio così. Facciamo il check in e poi passiamo i controlli. Alle 10.00 ci imbarcano e alle 11.15 partiamo con un ritardo di circa 30 minuti.
Appena partiti sorvoliamo il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Subito dopo passiamo sopra Biella e Oropa. Poi la Valle d’Aosta e le montagne: che spettacolo, si inizia bene!
Che barba… mancano 2,5 ore ad Atlanta. Sto volo da 9 ore inizia a essere lungo!
Alle 15.15 arriviamo e in un’ora circa passiamo i controlli, ci riprendiamo le valigie, passiamo la dogana, restituiamo le valigie, ripassiamo i controlli e finalmente arriviamo all’imbarco. Siamo stati fortunati, non c’erano code e tutto è filato liscio.
Alle 19.07 abbiamo il volo per Denver. Il volo interno dura circa 2,5 ore e alle 20.15 atterriamo. I bagagli arrivano poco dopo e con il bus navetta gratuito raggiungiamo la Alamo vicino all’aeroporto. L’autista del bus è un omone con vaghe sembianze femminili (capelli lunghi curati, le tette, …) estremamente gentile… avrò fatto colpo?
Alla Alamo ci consigliano di fare l’upgrade dell’auto da Compact a Full Size per 200 euro in più. Motivo: le strade sono di montagna e non sappiamo a cosa andremo incontro! Ci fidiamo e upgradiamo. Ci dirigiamo quindi al parcheggio e l’assistente ci dice di scegliere l’auto che più ci piace. Wow!! Puntiamo così una Nissan Altima che si rivela comodissima e agile in strada. Con il cambio automatico e pure il cruise control, che è una bella assistenza alla guida! Volendo si può guidare con i piedi legati dietro alla nuca!
Con la nostra Nissan ci dirigiamo all’Hotel Days Inn prenotato da casa. Molto confortevole e comodo. Ceniamo in camera con una specie di fagottino messicano al microonde comprato in hotel. Sono le 22 e chi ce la a cenare fuori? Dopo la doccia, appena tocchiamo il letto il sonno vince. E’ stata una giornata molto lunga…

21 giugno – Denver – Pinedale (448 miglia)
Alle 5.00 ci svegliamo, per fortuna il fuso orario ci aiuta, dati i km che dovremo fare…
Facciamo colazione e alle 6.30 partiamo. Seguiamo le indicazioni del navigatore e la strada scorre tra verdi praterie sconfinate, ogni tanto una collina, un piccolo canyon, delle rocce… In lontananza il profilo di montagne innevate, nuvoloni neri che fanno la doccia alla pianura sottostante oppure più innocue nuvole bianche. Siamo sempre sui 2.000 metri di altezza, l’aria è fresca e il vento a volte fortissimo. Il cruise control ci aiuta parecchio a non superare i limiti e a fare maggiore attenzione alla strada.
Attraversiamo una serie di piccoli paesini con il numero di abitanti indicati sul cartello di ingresso: Eden 220, Boulder 75…
Una delle cose che ci piace dell’America è che sicuramente non vedremo rovine romane da nessuna parte!
Alle 16.30 arriviamo a Pinedale, un piccolo paese tipico da cowboy. E’ molto carino, ci feriamo a dormire al Sundance Motel, dove troviamo il letto king size più grande che abbiamo mai visto. Facciamo due passi in giro e pure al visitor centre, dove sono molto gentili e ci danno alcune utili informazioni.
Da ricordare per la prossima volta: il treppiede per la fotocamera, ingiustamente dimenticato a casa…
A cena andiamo al Bottoms Up Wind River Brewery Company. Dopo cena torniamo al motel di corsa: sta piovendo ed il cielo è bruttissimo! Speriamo per domani che si sistemi…

22 giugno – Pinedale – Jackson – Grand Teton
La notte sul king bed è stata perfetta. Facciamo colazione al motel e poi alle 7.30 partiamo. Dopo un’ora e mezza di strada molto piacevole arriviamo a Jackson e iniziamo la ricerca di un motel. Ne proviamo 4 o 5 e tutti ci chiedono da 130$ in su! Non cediamo e troviamo la camera al Teton Gables Motel, ci chiedono 72$! Non è un granchè ma è pulito. Molliamo tutto in camera, prepariamo lo zaino e andiamo al Grand Teton National Park. Al visitor center facciamo la tessera “America’s the Beautiful” per 80$ e poi entriamo nel parco.
La vallata è enorme, non come le valli strette della Val d’Aosta. Spazi che tolgono il fiato, i colori predominanti sono il verde delle pinete, della prateria, dei cespugli. Poi l’azzurro brillante del cielo e il grigio delle montagne macchiato dalla neve bianca. Ogni tanto si intravede qualche cerbiatto.
Andiamo al Jenny Lake dove prendiamo la barchetta che ci porta al sentiero per salire a Inspiration Point. La vista è fantastica e la giornata splendida. Torniamo all’auto a piedi e poi in auto saliamo fino a Jackson Lake Junction, fermandoci nei vari punti panoramici. Torniamo quindi verso Jackson passando da Moran Junction. Siamo veramente stanchi. Facciamo una doccia e mangiamo una pizza. Poi ancora due passi e Jackson e poi a dormire! (Jackson è molto carina)

23 giugno – Jackson – Colter Bay (81 miglia)
Facciamo colazione al McDonald e poi torniamo al Grand Teton NP. Facciamo una bella passeggiata al Lago Taggart (??), poi in auto raggiungiamo la cima della Signal Mountain, da dove il panorama è estremamente ampio (ancora di più???).
Andiamo a vedere la antica Canningham Cabin e poi andiamo a Colter Bay. Da casa avevamo prenotato una log cabin, e questa si rivela essere una stanza in una casina di legno dal forte odore di resina. La zona è piacevole ed i servizi funzionali. Di notte… brrr che freddo in questa cabina, ma assolutamente consigliato!

24 giugno – Colter Bay – Cody (180 miglia)
Facciamo colazione al ristorante di fianco alla log cabin e poi partiamo presto per Yellowstone. All’ingresso del parco facciamo la foto con il famoso cartello… ma quante zanzare!! Una nuvola ci avvolge! Viaaaa!!
Al primo visitor center ci fermiamo e decidiamo come muoverci. Andiamo a vedere la zona di vasche di fiano al lago (West Thumb). Lo spettacolo è incredibile, vasche fumanti dai colori sgargianti e il Lago Yellowstone che fa da sfondo. Ci spostiamo poi al Mud Volcano e poi alle cascate del Canyon Yellowstone. Anche qui la bellezza delle cascate, i colori della gola ti lasciano a bocca aperta.
Ritorniamo in auto e ci dirigiamo verso Cody. Sulla strada incontriamo tre bighorns. Inoltre la strada dall’ingresso del parco fino a Cody è splendida. Prima rocce vulcaniche rosse dalle forme più diverse costeggiano la strada, poi la zona del Buffalo Bill State Park con la diga. Cody è un bel paesino e alla sera assistiamo al rodeo: molto molto divertente! (ci siamo venuti apposta…)

25 giugno – Cody – Old Faithful – West Yellowstone (152 miglia)
Facciamo colazione nell’ingresso del Motel Super 8 e, dopo aver fatto la spesa, torniamo a Yellowstone, dirigendoci verso la zona di Old Faithful. Assistiamo al geyser e poi a piedi andiamo ad ammirare le vasche e i geyser che ci sono nei dintorni. Torniamo all’auto e ci dirigiamo in tutti i punti dove sono visitabili vasche, fumarole e geyser. Che spettacolo, in particolare l’ultima fermata dove si trova la “Grand Prismatic Pool”.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a West Yellowstone dove abbiamo prenotato una camera (che si rivelerà enorme) al motel “Al’s Westward Ho Motel”. Cena in un locale tipo anni ’50 e poi giro per i negozi di souvenir. Anche questo paese è carino!

26 giugno – West Yellowstone – Mammoth – Tower Roosevelt – West Yellowstone (132 miglia)
Oggi non riusciamo ad alzarci presto… e così solo alle 8.30 facciamo colazione. E che colazione! Due uova strapazzate, bacon, patate, toast, marmellata e caffè a 12$. Troppo buono, forse solo un po’ pesante…
Partiamo verso Yellowstone e ci fermiamo ad ammirare la zona “Norris Geyser Basin”. Oggi il tempo è molto nuvoloso… a momenti piove. Andiamo poi a vedere le “Mammoth Hot Springs”. Veramente belle, a parte la passeggiata che attraversa la zona dove non scorre più l’acqua…
Ripartiamo e il cielo inizia ad essere particolarmente minaccioso. Inizia a diluviare quando siamo all’albero pietrificato e lo vediamo dall’auto (pensavamo fosse una foresta, in realtà è una pianta sola, avevamo letto male la guida!).
Da li in avanti pioggia e, sul Dunraven Pass (2.700 m.) pure la grandine. Tanta grandine, sembra quasi neve per come si ferma sulla strada e le auto lasciano le due strisce delle ruote.
Arriviamo a West Yellowstone per la cena, questa volta bistecca con patate e insalata, buonissima! Mi sono anche bevuto la birra “old faithful”. Dopo cena giro souvenir.

27 giugno – West Yellowstone – Idaho Falls – Craters of the Moon – Idaho Falls (293 miglia)
Ripeto la colazione del giorno prima. Ilaria invece prende il “french toast” che si rivela in una fetta di toast con sopra l’uovo!
C’è la nebbia ma, allontanandosi da West Yellowstone, rivediamo il sole. Dopo un’ora e mezza siamo a Idaho Falls dove troviamo da dormire al Super 8. Ripartiamo e con un’altra ora e mezza siamo al Craters of the Moon. Colate di lava e collinette panoramiche. Difficile raccontarlo, assolutamente da non perdere! Sarebbe bello passare la notte qui con la tenda… Visitiamo tutti i punti, a parte la discesa nelle gallerie: ci va una luce ed io ho la batteria scarica, inoltre non mi piace stare sotto terra e li dentro fa freddissimo!
Torniamo a Idaho Falls e a cena andiamo da Smitty’s, dove è un continuo “vuole qualcos’altro”, “va tutto bene” ecc ecc… che servizievoli, forse troppo! Dopo cena facciamo un giro nel “centro” di Idaho Falls ma c’è niente e così torniamo in hotel.

28 giugno – Idaho Falls – Columbia Falls (444 miglia)
Ci svegliamo alle 6.00 e poi colazione in motel. Oggi abbiamo la tappa di trasferimento in direzione Glacier National Park. Sulla strada facciamo la spesa e il pieno: 2,649$ per gallone, cioè 0,58$ al litro!
Alle 15.00 arriviamo a Columbia Falls e subito troviamo il “Glacier Motel and Campground” dove abbiamo prenotato una log cabin per tre notti. Per fortuna che abbiamo preso i sacchi a pelo, nella cabina c’è il letto solo con il lenzuolo! Columbia Falls non offre un granchè, ma ci prendiamo un po’ di tempo per lavare le cose nella lavanderia a gettoni e per un gelato sundae.
Alla sersa cena da “A&W All American Food” con hamburger e insalata.

29 giugno – Columbia Falls – Logan Pass e ritorno (100 miglia)
Facciamo colazione al “Montana Coffee”, locale molto piacevole e poi andiamo al Glacier National Park. Ci fermiamo al visitor center e poi in auto raggiungiamo l’inizio del “Trail of the Cedars”. In cima a questo proseguiamo per altre due miglia fino allo splendido Avalanche Lake. Torniamo quindi alla macchina e, dopo un pranzo a base di Spam, ci dirigiamo al Logan Pass. E’ bello fermarsi nei vari view point, il paesaggio è splendido e la giornata pure. Prima del passo incontriamo tre “mountain goats” vicino alla strada. Uno di questi ci mostra anche quanto è bravo a risalire i pendii rocciosi. Dal Logan Pass la vista è eccezionale. Peccato che sui sentieri in alto c’è ancora tanta neve e non è il massimo camminare per 4 ore sulla neve con le nostre pedule, comode ma un po’ sfondate…
Torniamo quindi alla nostra casina di legno. Doccia, cena al Pizza Hut e poi un po’ di internet nella lobby.

30 giugno – Columbia Falls – St. Mary e ritorno (166 miglia)
Facciamo nuovamente colazione al “Montana Coffee Traders” e poi raggiungiamo St. Mary passando dalla strada a sud del parco. Giretto nei negozietti e poi ci dirigiamo nuovamente verso il Logan Pass fermandoci in vari punti per foto e passeggiate. Al passo facciamo una piccola passeggiata sulla neve.
Siamo stati fortunati: la strada che sale al passo è stata aperta solo da pochi giorni e tre settimane prima spalavano ancora la neve…
Torniamo a Columbia Falls e andiamo a cenare con insalata e bacon cheese burger al Diary Queen. Quindi ripianifichiamo le nostre due prossime tappe per raggiungere la Devil’s Tower.
Le giornate al Glacier National Park sono state meravigliose!!!

01 luglio – Columbia Falls – Helena – Bozeman (306 miglia)
Anche oggi una bella colazione al “Montana Coffee Traders” e poi si parte. Nella notte c’è stato tanto vento ma il cielo è sempre pulito.
Facciamo una sosta per la benzina e poi arriviamo a Helena, dove pranziamo al Pizza Hut. A pranzo fanno il buffet “all-you-can-eat” e facciamo il pieno di pizza, insalata e pepsi! Dopo pranzo facciamo una passeggiata nel downtown di Helena, capitale molto carina del Montana.
Ripartiamo e poi ci fermiamo al Super8 di Bozeman. Anche questa cittadina è carina e vorremmo fare un po’ di shopping, solo che i negozi chiudono alle 18.00 e noi siamo arrivati tardi! Facciamo un giro in un centro commerciale che chiude alle 21.00 e poi ceniamo al McDonald. Poi, insospettiti, veniamo a sapere su internet che la scena iniziale di Shining è girata al Glacier National Park: ci pareva!

02 luglio – Bozeman – Little Bighorn Battlefield – Sheridan (290 miglia)
Facciamo la solita superfast breakfast inclusa nel prezzo della camera del Super8 e poi si parte. Ci fermiamo al “Little Bighorn Battlefield” sito storico dove Custer perse la battaglia contro Cavallo Pazzo. Tutti gli americani vennero uccisi dagli indiani Arapaho, Lakota, Cheyenne e Sioux. Era il 25 giugno 1876.
Oggi il tempo non è bello, nel parco ha anche piovuto. Procediamo fino a Sheridan dove troviamo una camera all’Apple Tree Inn. Facciamo quindi un giro nella Main St., ma anche stavolta abbiamo poco tempo dato che i negozi chiudono alle 18.00. Per cena pizza e insalata al ristorante “Ole’s”, che era buono, solo che poi è venuto mal di pancia a entrambi…

03 luglio – Sheridan – Devil’s Tower – Rapid City – Sturgis (375 miglia)
Oggi fatichiamo ad alzarci e siamo in piedi solo alle 7.45. Facciamo colazione al burger king con una torta meravigliosa e due biscotti. Prendiamo anche due caffè che, essendo troppo grandi, ci porteremo via come fanno gli americani.
La strada attraversa un sali-scendi di colline verdi, forse un po’ desolante ma affascinante. Anche oggi tante nuvole…

Già da lontano vediamo la Devil’s Tower: è maestosa e spettacolare. Arriviamo al parco, il primo monumento nazionale americano ad essere istituito, e mangiamo qualcosa (scatolette di pollo e carote) e poi facciamo la passeggiata attorno alla torre. E’ famosa tra gli arrampicatori, e infatti vediamo qualcuno che si cala dalla cima. Non siamo neanche a metà che viene giù un bel diluvio… Ci ripariamo 10 minuti sotto una pietra e poi riprendiamo sotto la pioggia, che per fortuna smette presto. Arriviamo all’auto e ripartiamo per Rapid City. Quando arriviamo scopriamo che la sera del 3 luglio fanno i fuochi d’artificio al Mount Rushmore e quindi gli hotel sono tutti pieni… noooo!!! Proviamo a cercare, ma è proprio così. Torniamo quindi indietro a Sturgis, dove troviamo da dormire al Motel Star Lite. Sono le 18.00, mangiamo veloce al McDonald e ci avviamo verso il Mt. Rushmore per vedere i fuochi. Più ci avviciniamo e più veniamo avvolti da tanta nebbia e tanta pioggia! Mancano 10 miglia ma torniamo indietro: anche se li fanno non si vedrà nulla… Torniamo a Sturgis dove beviamo qualcosa in un tipico saloon per motociclisti e poi, tornati al motel, facciamo pure la lavatrice!

04 luglio – Sturgis – Mt. Rushmore – Badlands – Sturgis (270 miglia)
Ci svegliamo alle 8.15 e facciamo colazione al McDonald perché Ila vuole il cappuccino… Avrei preferito la torta del Burger King! ;-)
Poi facciamo un giro nel negozio dell’Harley Davidson dove prendo la maglietta del raduno di Sturgis 2009. Poi ci avviamo verso il Mt. Rushmore. Il cielo inizia ad aprirsi un po’ e quando arriviamo il sole filtra tra le nuvole e ci permette di vedere bene i 4 presidenti scolpiti nella roccia. C’è un sacco di gente (è Indipendence Day…) e noi facciamo un giro piuttosto veloce. Torniamo in auto (parcheggiata a 300 m. dall’ingresso dove c’è un piccolo parcheggio gratuito, altrimenti costa 10$) e ripartiamo per le Badlands. La strada è piacevole e le Badlands sono una vera sorpresa. Facciamo una bella passeggiata tra i canyon fino a raggiungere un bel punto panoramico (Notch Trail). Poi ancora qualche passeggiata per ammirare canyon e pinnacoli multi colore e poi percorriamo la strada che attraversa il parco. Anche dalla strada gli overlook sono favolosi. Alle 19.00 usciamo dal parco e ci avviamo verso Sturgis.
(Al Mt. Rushmore un range mi ha detto che nonostante la pioggia e la nebbia i fuochi sono stati fatti. Si vedevano appena delle esplosioni di colore nella nebbia…)
Ceniamo al Diary Queen con insalata.. e poi guardiamo i fireworks. Ci sono quelli ufficiali, che illuminano il cielo, e quelli non ufficiali con fontane e razzi sparati direttamente dalla strada! Ne fanno veramente tanti!

05 luglio – Sturgis – Crazy Horse Memorial – Custer State Park – Custer (127 miglia)
Dopo una colazione golosa al Burger King ci avviamo verso Deadwood, ma non ci fermiamo anche se sembra molto carina. Dopo 1 ora e mezza circa arriviamo al Crazy Horse Memorial, monumento incompleto al capo indiano Cavallo Pazzo. La visita è interessante, anche se ho qualche dubbio sul fatto di distruggere una montagna per un monumento. L’opera è comunque grandiosa e procede grazie al biglietto di ingresso (10$ per adulto). Procediamo e arriviamo al Custer State Park (6$ a persona, non è national park…). Ci piace così tanto che decidiamo di fermarci anche se la tappa doveva terminare a Hot Springs. Le casette di legno del campeggio di Blue Bell purtroppo sono tutte piene e quindi torniamo indietro e troviamo una camera al Motel Valley per 47$. Percorriamo quindi la favolosa Needles Hwy, che in alcuni tratti attraversa spettacolari pinnacoli rocciosi. Facciamo anche una piacevole passeggiata di 1 ora e mezza al Cathedral Spires. Scendiamo poi a Custer per un riposino in motel: siamo bolliti…
Alle 19.30 siamo in piedi e, dopo una cena al Diary Queen con insalata e gelato, andiamo in un negozio e ci compriamo 2 “ricordini”: un pezzo di pietra rossa dell’Arizona e un ciondolo con orecchini di un artista indiano del New Mexico. (Prima di andare a dormire birra in un saloon con segatura per terra…)

06 luglio – Custer – Wildlife loop – Estes Park (390 miglia)
Alle 7.40 lasciamo il motel e andiamo a fare una tipica colazione con patate spappolate, uovo, bacon e toast. Ila ci prova con le frittelle spugnose con sciroppo ma non sono un granchè. Percorriamo poi il Wildlife loop road del Custer State Park e vediamo cerbiatti e bufali in quantità. Non mancano i cani della prateria e gli asini selvatici. Il tutto in un paesaggio rilassante e piacevole. Purtroppo abbiamo poco tempo e alle 10.30 ci avviamo verso Estes Park. Il navigatore prevedere 7 ore di auto… ma sicuramente la modifica all’itinerario del giorno precedente valeva tanto! La strada è rilassante e l’abbiocco è in agguato. La domanda è: quante miglia riesci a fare con un tazzone di caffè?
Alle 18.00 circa arriviamo a Estes Park. Troviamo una stanza al Discovery Lodge e facciamo pure il bagno nella hot tub! (piccola vasca dove si sta in 2 o 4 con la temperatura dell’acqua più o meno come quella del corpo). Poi andiamo a mangiare una pizza e due passi in “centro”, che è veramente carino, tanti negozi e tanti ristoranti.

07 luglio – Estes Park – Grand Lake (53 miglia)
Dopo una lunghissima colazione al McDonald (non perchè abbiamo mangiato tanto ma perchè avevo chiesto il pacchetto da 3 cookies al cioccolato e ce ne erano solo due… panico… mi hanno fatto aspettare 20 minuti e poi mi sono fatto dare quelli all’uvetta…) partiamo e percorriamo la “ridge road” che sale… sale… sale oltre 3.500 metri di altezza! Facciamo una breve passeggiata in quota ammirando un paesaggio tipo steppa contornato da altre valli e montagne. Qui le montagne non sono proprio rocciose come mi aspettavo ma l’ambiente è emozionante. Vediamo anche degli animali, marmotte e forse cervi. La salita è veloce e il corpo non fa in tempo ad abituarsi all’altitudine… il fiato è un po’ corto… e infatti non ci sentiamo in gran forma. Ci prendiamo qualche fiocco di neve a circa 3.700 metri e poi scendiamo. Nel giro di un’ora il cielo si è coperto e non promette bene.
Scendiamo a Grand Lake e troviamo da dormire allo Spirit Lake Lodge, gestito da polacchi (!!!). Intanto il tempo è migliorato e facciamo una piacevole passeggiata alle Adam’s Fall. Torniamo in paese e dopo una partita al “lilliput golf” andiamo a cena. Poi ancora un giro in paese e sul lungo lago. Questo posto è veramente carino, più semplice di Estes Park e più accogliente.

08 luglio – Grand Lake – Colorado River Trailhead – Grand Lake (22 miglia)
Facciamo colazione al bar di fronte al lodge e fuori vediamo i colibri che vanno a bere in una cosa fatta apposta per loro! La giornata è splendida e facciamo il Colorado River Trail fino a Lulu City, un villaggio di cui ormai non rimane più nulla se non qualche tronco qui e là, abitata da 200 persone per 5 anni a fine 1800. La passeggiata dura circa 4 ore andata e ritorno e non è faticosa. Al ritorno a Grand Lake cerchiamo un punto di accesso al lago, ma è dura perchè le case hanno accesso diretto al lago. Ci imbattiamo così in due alci (moose) che brucano tranquillamente nei giardini… Sono molto grandi!! Torniamo poi al motel per un riposino. Tante piante di questa zona sono malate a causa di parassiti e il paesaggio sta subendo una grossa modifica: le piante malate sono rosse/marroni perchè si stanno seccando e le colline vanno dal verde delle piante sane al marrone delle piante malate.
A cena andiamo al Sagebrush, dove mangi le noccioline e butti per terra le bucce.

09 luglio – Grand Lake – Denver centro – Denver pressi dell’aeroporto (120 miglia)
Facciamo nuovamente colazione al bar davanti al lodge e poi partiamo per Denver. La strada è ancora parecchio di montagna, solo dopo un bel po’ di miglia iniziamo a scendere verso Denver. Grazie al navigatore troviamo facilmente un centro commerciale (cherry creek) dove finalmente troviamo un negozio di Oakley dove compriamo gli occhiali da sole che ci accompagneranno nei prossimi anni. Mangiamo una cosa e poi andiamo in centro sulla “16th mall”, una strada di negozi e ristoranti dove facciamo due passi e Ilaria ne approfitta per… tagliarsi i capelli! Nel beauty saloon sono estremamente gentili e dobbiamo pure lasciargli la mancia…
Poi andiamo all’hotel Ramada in Tower Road vicino all’aeroporto. L’hotel è identico al Days Inn dell’andata… E infatti fanno parte dello stesso gruppo. Ceniamo da Roby Tuesday con insalata, un ottimo hamburger e birra “fat tire”. In lontananza nuvole scaricano pioggia e qualche fulmine, dall’altra parte il sole splende dietro le montagne, dall’altra ancora è sereno… il solito sconfinato cielo americano…

10 luglio – Ritorno a casa in aereo…
Ci svegliamo alle 4.15, facciamo colazione e poi restituiamo l’auto alla Alamo. Prendiamo poi la navetta per l’aeroporto e alla guida c’è di nuovo lo strano personaggio incontrato all’andata.
Alle 5.30 siamo in aeroporto, l’aereo è alle 8.45… siamo in anticipo mostruoso…
Facciamo scalo ad Atlanta in perfetto orario, dove dobbiamo aspettare 5 ore il prossimo volo!
Il volo per Malpensa parte con 1 ora di ritardo, ma recupera in volo e dopo 9,5 ore arriviamo. Ci sono anche i bagagli, c’è andata bene anche stavolta!
Un grande ringraziamento ad Anna e Josè che ci sono venuti a prendere all’aeroporto… in faccia alla febbre suina!

Conclusione
Abbiamo percorso tanti km per spostarsi da una zona all’altra, ma troviamo che gli spostamenti facciano parte del viaggio: solo così c’è modo di vivere un paese per certi versi così diverso dal nostro e che sempre ci affascina. I parchi naturali sono come al solito affascinanti, difficile dire quale è il più bello. La sorpresa più bella l’abbiamo avuta dal parco di Badlands: non sapevamo bene cosa avremmo incontrato e ciò che abbiamo visto ci ha lasciato a bocca aperta. Yellowstone è ovviamente splendido, grandioso, vario: sicuramente vale il viaggio.

Foto e info su: www.tobitrip.com

Andrea e Ilaria

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Ci sono 7 commenti su “Real America

  1. hammer wrote:
    :ok:
    compimenti x il diario e le foto
    sto programmando un tour x il prossimo anno e alcune tappe sono le stesse che hai fatto te, leggendo che sono fattibili mi hai rincuorato……..:D

    si, alcune tappe sono lunghette… però ne vale la pena! :cool:

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