Uganda 2010

Il mio viaggio in Uganda in realtà è stato solo parte di un viaggio più lungo nell’Africa dell’Est; si è trattato del mio viaggio di nozze.
Proprio vista l’importanza del viaggio, è stato organizzato con largo anticipo, abbiamo versato il saldo a novembre 2009 per partire ad agosto 2010, perché non volevamo rischiare di non trovare i permessi per i gorilla nella settimana dedicata all’Uganda. Io penso che per partire ad Agosto comunque non convenga prenotare oltre febbraio, se volete andare a vedere i gorilla ovviamente. Se non volete fare il gorilla tracking penso che possiate prenotare con anticipo ridottissimo, visto che noi abbiamo sempre incontrato strutture semivuote. In ogni caso andare in Uganda e non vedere i gorilla è un po’ come andare a Roma e non vedere il Colosseo, siamo d’accordo che ci sono altre cose belle da vedere, ma perdereste il “piatto forte”.
Noi poi abbiamo proseguito in Kenya (facendo in aereo il trasferimento Entebbe – Nairobi).
Per il budget esattamente non lo so dire, perché ho pagato il pacchetto complessivo, comunque penso che in strutture di ottimo livello, volo compreso, il giro di 8 gg in Uganda costi dai 2500 euro in su, a seconda ch vi rivolgiate a un operatore locale o a un tour operator Italiano. Considerate che da solo il permesso per i gorilla costa 500 dollari.
Una premessa: a noi l’Uganda ha dato l’impressione di un Paese tranquillo e sicuro, la popolazione è cordiale e sorridente e i bambini ancora ti chiedono una penna anziché un dollaro. Non ci siamo mai sentiti poco sicuri, né abbiamo visto scene di povertà estrema (a parte di sfuggita a Kampala, dove non ci siamo fermati). Tuttavia nel 2011 ci saranno le elezioni, e in un Paese non democratico questo può essere un fattore di criticità.
Il nostro itinerario è stato questo (indico il luogo in cui abbiamo dormito): Murchinson Falls, Crater Lakes, Queen Elizabeth 2 notti, Lake Bunyony, Buhoma (che è il paese più vicino alla foresta impenetrabile di Bwindi) 2 notti, kampala.
Passiamo ai fatti:
Partenza il 7 Agosto con volo Alitalia fino a Roma, poi volo Ethiopian fino ad Addis Ababa, sosta di 3 ore nel poco confortevole aeroporto etiope e proseguimento per Entebbe, l’aeroporto internazionale ugandese, vicino a Kampala.
Abbiamo scelto Ethiopian sia per ottimizzare i tempi (non ha molto senso salire a Brussels o a Londra per riscendere a Entebbe), sia perché era l’unica compagnia che ci consentiva di acquistare un biglietto a destinazioni multiple per le innumerevoli tappe da noi toccate.
8 Agosto: atterriamo a Entebbe, arrivano prima le valigie sul nastro trasportatore che noi a piedi, quindi possiamo partire subito insieme alla guida che ci aspetta agli arrivi, puntuale e sorridente, come tutti gli ugandesi che abbiamo incontrato. Il visto d’ingresso è di 50 dollari, e non servono fototessere, ti fanno loro la foto. Attenzione! I dollari devono essere di recente emissione e in buono stato, altrimenti non li accettano. Noi lo sapevamo, ma altri si sono trovati in difficoltà.
Una volta usciti dall’aeroporto con la guida, abbiamo scoperto che anziché un land rover avremmo viaggiato con un pullmino (comunque 4 per 4). All’inizio eravamo un po’ perplessi, poi in realtà il disguido non si è rivelato tale perché abbiamo viaggiato molto più comodi che in un fuoristrada. Contate che farete trasferimenti lunghissimi, e avere dei sedili reclinabili può aiutare. In ogni caso penso che nella stagione delle piogge una jeep sia indispensabile, nel nostro caso era la stagione secca quindi non abbiamo quasi mai incontrato troppo fango. Impensabile muoversi senza una 4 ruote motrici, le strade sono terribili e l’asfalto si vede ben poco. Noi che siamo comunque amanti del self drive siamo stati contenti di avere un autista.
Saliamo in auto e partiamo direttamente alla volta del Murchinson Falls Park. E’ il primo pomeriggio e la guida ci avverte che abbiamo i tempi stretti, di solito infatti si passa la prima notte a Kampala. Noi pero’ abbiamo meno giorni a disposizione rispetto al giro standard, oltretutto dopo i recenti attentati non abbiamo intenzione di fermarci a Kampala.
Attraversiamo la capitale, c’e’ l’esercito dappertutto, strade in gran parte sterrate, gente ovunque, traffico e caos. Mi ricorda un po’ l’India e in alcuni tratti le immense baraccopoli alla periferia di Cape Town e Jo’burg. In più, diluvia…meno male che è la stagione secca!
Una volta usciti dalla città iniziamo a percorrere le strade sterrate, dalla caratteristica sabbia rossa, dappertutto capanne e bambini che ti salutano sorridenti (in tutto il viaggio abbiamo visto un solo anziano, perché alcune generazioni sono state quasi completamente sterminate).
Passiamo vicino a Ziwa, un parco in cui sono stati reinseriti i rinoceronti (in Uganda erano estinti): è possibile vederli, in semi cattività, ma noi non abbiamo tempo e speriamo di vederli nello Ngorongoro la settimana successiva (in effetti ne abbiamo visto uno). Alcune persone mi hanno detto che è un’esperienza carina, ovviamente manca l’emozione del vederli veramente allo stato libero, ma…sempre meglio di niente!
Arriviamo al Murchinson Falls N. P. La guida ci dice che siamo in ritardo, che se perdiamo l’ultima chiatta per attraversare il Nilo dovremo traghettare noi su una barchetta e lui dormirà in auto.
Ci precipitiamo lungo la strada che attraversa il parco, con babbuini ovunque, e al tramonto arriviamo giusto in tempo per salire sull’ultima chiatta.
Se aveste i tempi così stretti non vi conviene dormire a Paraa, raggiungibile solo con il battello, ma dal lato del fiume verso l’ingresso, così farete meno le corse. Certo è che il Paraa Safari Lodge è un bel posto, non intimo come altri Lodge ugandesi, ma ha una magnifica vista sul Nilo, e una bella piscina (sempre affacciata sul fiume) che ovviamente non avremo tempo di sfruttare.
Le camere sono spaziose ed eleganti, il bagno confortevole. La cena è a buffet, si mangia al lume di candela su un terrazzo, e il buffet consente una discreta scelta di piatti prevalentemente indiani (un tempo qui ne vivevano molti).
Temperature: la sera, soprattutto se si mangiava fuori, avevamo jeans, t-shirt a maniche lunghe e golfino di lana. Solo al lake bunyonyi faceva più freddo e ho aggiunto un pile.

Di giorno, pantaloni lunghi di lino e cotone, t shirt e sopra la classica camicia da safari, da togliere nelle ore più calde.
Di zanzare non c’e’ un assalto ma qualcuna si, noi vista la lunghezza del viaggio (22 giorni) abbiamo fatto la profilassi antimalarica.
Il secondo giorno iniziamo subito con un safari nel parco, nella zona di paraa. Partiamo all’alba con il pranzo picnic. Non vediamo molto, antilopi, giraffe, qualche elefante, anche perché piove. Il mio consiglio è: se la priorità del vostro viaggio è vedere i big five, andate in Kenya o Tanzania. L’Uganda ha molto da offrire ma non aspettatevi di vedere grandi quantità di leoni, leopardi, ghepardi (noi questi ultimi due non li abbiamo proprio visti in Uganda anche se qualche esemplare dovrebbe esserci). Dopo un paio d’ore ritraghettiamo e ci dirigiamo verso la sommità delle cascate Murchinson, che raggiungiamo in più di 2 ore. E’ un bello spettacolo, suggestivo, anche perché per lunghi periodi eravamo solo noi 2 e la guida. Attenzione che ci si bagna molto! Ci fermiamo a fare il picnic, con vista sulle cascate. Lì vicino parte un sentiero di trekking che porta in cima a un’alta collina, saremmo interessati ma non abbiamo tempo (e forse serve una guida esperta). Nel caso foste appassionati di trekking, informatevi per tempo.
Purtroppo abbiamo i tempi stretti, e dobbiamo ripartire per la zona dei crater lakes. Col senno di poi, avrei saltato il safari mattutino e fatto la navigazione sul nilo fino alla base delle cascate,.
Il trasferimento (come tutti quelli fatti in Uganda) è lunghissimo…arriviamo infatti che è già buio, per fortuna nel tratto fatto di notte la strada era prevalentemente asfaltata e in mezzo a centri abitati (non c’era illuminazione per strada, tantomeno nelle case, ma ci sembrava di correre comunque meno il rischio di trovare un animale selvatico in mezzo alla carreggiata). Considerate che non esistono aree di servizio come le intendiamo noi, ogni tanto c’e’ qualche distributore con la toilette (beh, io la definisco toilette ma non immaginatevi le nostre…) e ogni tanto la sosta verrà effettuata fermandosi a bordo strada. Quindi portatevi dietro quello che può servirvi, compresi degli snack perché difficilmente potrete acquistare una merenda!
Arriviamo col buio pesto, il nome del Lodge da programma doveva essere Crater valley lodge ma in realtà il nome è un altro per noi incomprensibile, magari poi è la traduzione di crater valley lodge in lingua locale. Ci chiedono se per cena ci va bene il pollo, comunque c’e’ solo quello. Mi raccomando se siete vegetariani segnalatelo già prima di prenotare mentre vi fate fare il preventivo!

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Ci sono 9 commenti su “Uganda 2010

  1. Mi “associo a i’ socio”…per i complimenti…..:)

    diario lungo e senza foto, leggerlo o no??..*-)..basta iniziare un attimo e poi sei “quasi costretto” a farlo anche perchè scorre piacevolmente raccontando esperienze uniche, come l’avvistamento dei gorilla, è simpatico in alcuni punti, vedi l’esperienza in canoa (bravo il marito!)…
    Mi auguro davvero che i soldi del turismo vadano in gran parte alla popolazione…se davvero così fosse sarebbe proprio un bel viaggiare…..
    Il discorso “bambini che non chiedono i dollari ” fa piacere sentire queste cose….a me in Kenya è capitato che ad un bimbo bellissimo a Watamu, guardandolo negli occhi senza dar lui niente ho detto : bello…amore…lui si gira e mi fà: “io non sono il tuo amore! è lui, indicando il mio ragazzo!”….dire che ci sono rimasta malissimo è poco…..veramente allucinata…..poi basta andare in periferia, o cmq lontano dalla costa…e i bambini ti chiedono urlando: Water!!!!…….:shock:…e rimani senza parole….
    Bravi, bel viaggio di nozze, se ti va raccontaci anche della Tanzania…che a me interessa:wink:

  2. Grazie a tutti!

    Allora mi metterò a scrivere anche il prosieguo del viaggio, non l’avevo ancora fatto perchè mi sembrava una mera elencazione di animali avvistati…ma a questo punto ci proverò, inserendo qualche aneddoto interessante (almeno spero!) :-)

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