Tour della Florida Gennaio 2005

Il nostro viaggio comincia il giorno 15 gennaio 2005 dall’aeroporto di Roma Fiumicino con un volo dell’ US AIRWAYS acquistato su internet e più precisamente su http://www.expedia.it.
Mi sento di poter consigliare vivamente questo sito per acquistare i propri viaggi in quanto non e’ la prima volta che acquisto viaggi in questo sito e mi sono trovato benissimo, anche le tariffe sono molto vantaggiose.
La scelta della Florida non e’ casuale, già l’anno scorso sempre nel mese di Gennaio eravamo indecisi se andare a Cuba o a Miami, poi dopo ore di ricerca su internet trovammo una buona offerta per l’isola caraibica sempre su Expedia.it e partimmo.
Questo anno io e la mia fidanzata non abbiamo avuto dubbi, si parte per la Florida ma abbiamo voluto fare una cosa diversa del solito viaggio organizzato dove hai tutto prenotato, abbiamo acquistato i biglietti aerei e la macchina a noleggio. Tutto il resto all’avventura e devo dire che e’ stato tutto molto più semplice del previsto.
Arrivammo a Roma per prendere l’aereo e manco a dirlo aveva una mezz’ora di ritardo, il nostro non era un viaggio diretto, avevamo lo scalo a Philadelphia con soltanto un ora e cinquanta di tempo per prendere la coincidenza. Voi direte saranno più che sufficienti, invece no, abbiamo perso l’aereo per Orlando. Per entrare negli Stati Uniti adesso allo sportello dell’immigrazione, oltre alla consegna della famosa carta verde, ti prendono le impronte digitali e ti fanno pure la foto.
Potete immaginare in uno scalo internazionale come quello di Philadelphia quanti passeggeri ci sono e che file che si formano agli sportelli. In più devi anche ritirare i bagagli perchè non e’ automatica la spedizione, dal nastro dove le ritiri le devi portare in un altro nastro, che si trova tutto da un’altra parte, che poi lo smista alla tua destinazione finale. Non si capisce il motivo, tanto è vero che al ritorno i bagagli arrivano alla spedizione finale automaticamente.
Finite tutte queste formalità ci accorgiamo che mancano pochi minuti alla partenza del nostro aereo e quindi ,visto che partiva da uno terminal diverso, ci siamo messi a correre come pazzi, manco a dirlo siamo arrivati al gate due minuti dopo che era stato chiuso.
Lì ci aspettavano due signore molto gentili che ci hanno detto che l’aereo era appena partito. Ci hanno subito rassicurato e spiegato che ci avevano assegnato due posti nel prossimo volo che partiva un’ora e mezza dopo e sorpresa, visto che era tutto pieno, i due posti erano in prima classe.
Come si dice in questi casi non tutti i mali vengono per nuocere…….
Il nostro viaggio proseguiva verso Orlando in prima classe con un paio d’ore di ritardo e con la pioggia, ma proseguiva.
Devo dire che ci siamo trovati molto bene con la compagnia US AIRWAYS, le hostess sono gentili e disponibili, all’andata devo dire che non ho nemmeno mangiato tanto male, abbiamo viaggiato molto bene.
Quindi primo consiglio che posso dare è di programmare scali con molto tempo a disposizione si rischia di perdere la coincidenza.
Arrivati ad Orlando, recuperiamo le nostre valige e ci avviamo allo sportello dell’Alamo per ritirare l’auto. Dopo un po’ di fila un simpatico impiegato cerca di darmi una macchina più grande di quella prenotata per spillarmi 110 dollari in più ma desisto e rimango della mia prima scelta.
Non risparmiate nella scelta della macchina, per fare il tour della Florida si fanno tante miglia e con i bagagli se non è comoda e spaziosa si viaggia male.
Ritirato il contratto ci avviamo al garage dove ci sono tutte le auto, troviamo la nostra fila e senza nessun addetto scegliamo la nostra macchina. Infatti non c’e’ nessuno che ti accompagna e ti spiega come fare, le chiavi sono nello sportello, sali e parti. Io non avevo mai guidato una macchina con il cambio automatico e devo dire che e’ molto più semplice del previsto. All’ uscita dal garage c’e’ uno sportello con un addetto che ritira un pezzo del tuo contratto e parti.
Incredibile ma vero ero alla guida di una macchina nelle strade della Florida, dopo un anno che ne parlavamo e sognavamo questo momento, eravamo lì!!
Il primo problema era trovare da dormire, era oramai molto tardi e per giunta pioveva. Ci siamo diretti verso Kissimmee , una città a sud di Orlando , dove avevo letto che c’erano molti motel. Infatti ne abbiamo incontrati molti, ma tutti NO VACANCY, cominciavamo ad essere sul disperato, calcolando che con il fuso orario che è di sei ore indietro rispetto all’Italia, era 25 ore che eravamo in viaggio.
Non credevo fosse così difficile trovare da dormire, la prima sera siamo andati a letto all’una di notte.
E’ un problema che ci siamo portati dietro tutta la vacanza, abbiamo cambiato 6 Motel e tutte le volte né abbiamo girati un po’ prima di trovare posto. I prezzi vanno da un minimo di 48,00 $ ad un massimo di 60,00$ più le tasse. Tutti più o meno puliti.
Prima di partire, non ricordo dove l’ho letto, parlavano tanto bene dei Motel 6, ci abbiamo dormito due volte e devo dire che non ci siamo trovati per niente bene, più cari della media e non puliti.
Il giorno dopo, il 16 Gennaio, abbiamo fatto una abbondante colazione da PERKINS http://www.perkinsrestaurant.com e ci incamminiamo verso Tampa. Segnalo questo ristorante perchè si mangia molto bene e si spende meno che da altre parti. Arrivati a Tampa la città non e’ molto interessante, facciamo un giretto a piedi per il centro ma a parte una mostra canina non ho niente da segnalare. Diciamo che comunque guidare in Florida e’ molto bello, la natura e’ incredibile, lungo la strada di mattina presto abbiamo visto anche un tacchino selvatico che razzolava indisturbato. Il bello doveva ancora venire…..
La nostra prima meta e’ il parco delle Everglades e ci dirigiamo verso sud. Un altro consiglio, noi in Italia non siamo riusciti a trovare una cartina adeguata, infatti la nostra era molto approssimativa. Consiglio di comprarla una volta arrivati negli Stati Uniti, ce ne sono quanto uno vuole e sono molto precise, non vi nascondo che in alcuni casi con la nostra abbiamo tribolato molto.
Prima di arrivare al parco dormiamo a Naples, anche questa città non ha molto da offrire, a parte il centro dove ci sono negozi e ristoranti la periferia e’ insignificante.
La mattina del 17 arriviamo al parco dell’ Everglades. Prima tappa Everglades City, piccolo centro di case di legno, molti negozi di souvenir e noleggio delle air boats. Abbiamo scelto un noleggio di queste particolari imbarcazioni ad elica e abbiamo fatto un giro tra le mangrovie in cerca di alligatori e vi dico che e’ bellissimo, vanno come pazzi e prendono delle curve incredibili. E’ assolutamente da provare.
Ritornati al molo facciamo i primi acquisti, una testa di alligatore imbalsamato e stick di carne secca di alligatore, non avrò mai il coraggio di mangiarle.
Il pomeriggio ci siamo diretti alla riserva indiana di Miccosukke, mentre eravamo sulla strada abbiamo visto l’ indicazione per un lago e ci siamo andati, molto carino c’erano un sacco di camper attorno a questo lago e gente che pescava, ci siamo trattenuti il tempo di fare qualche fotografia e siamo ritornati sulla strada principale. Mentre ci dirigevamo verso l’incrocio abbiamo visto un qualcosa in mezzo alla strada che prima non c’era, voi non ci crederete ma era un alligatore ho lasciato l’auto ho preso la macchina fotografica sono sceso e gli ho corso dietro, chiaramente l’alligatore non è stato li ad aspettarmi si è buttato nel torrente che costeggiava la strada principale che chiaramente dopo abbiamo visto che era pieno di alligatori.
Il nostro viaggio è continuato verso la costa orientale della Florida, abbiamo percorso la strada che attraversa tutto il parco dell’Everglades fino a trovare la riserva indiana. Consiglio di fermarsi a visitarne almeno una perchè la popolazione indiana fa comunque parte della storia dell’America, in queste riserve si possono acquistare prodotti artigianali originali.
La nostra destinazione del giorno era Islamorada una piccola isola dell’arcipelago delle Keys a poche miglia da Key West, la strada che attraversa queste isole è particolarmente bella consigliamo di percorrerla con la luce del sole in quanto il panorama è bellissimo. Ad Islamorada e’ d’obbligo una visita al vicino delfinario, nella stagione buona c’e’ la possibilità di nuotare con i delfini, il sito internet e’ http://www.dolphins.org
Sempre a Islamorada c’e’ un incredibile negozio di articoli per la pesca http://www.basspro.com/servlet/catalog.CFPage?appID=94&storeID=21 va assolutamente visto, anche chi non pratica questo sport. Per farvi capire e’ grande come un palazzetto dello sport, nel centro c’e’ un motoscafo, in un angolo un acquario immenso con pesci di mare, al piano superiore , in un angolo hanno ricostruito una casina di pesca dove c’e’ un bar.
Vendono di tutto, abbigliamento, articoli di pesca, cibo e bibite, libri e calendari, tutto in tema pesca. Io qui ho comprato una cassetta della posta in stile americano a forma di pesce. Non vi dico le risate all’ aeroporto quando la scatola e’ passata sotto il metal detector.
Accanto a questo immenso negozio di pesca c’e’ un ristorante , il padrone e’ lo stesso , dove si può mangiare dell’ ottimo pesce. Noi qui abbiamo assaggiato l’alligatore della Florida fritto. Sinceramente non avevo idea che sapore avesse, vi devo dire che non sa ne di carne e ne di pesce, la carne e’ di colore bianco, a vista sembra merluzzo, ma ha un sapore particolare. E’ da provare.
La mattina dopo, il 18 gennaio, partiamo di prima mattina verso Key West per passarci tutta la giornata. Ci fermiamo a fare colazione in un piccolo bar di legno lungo la strada. Riprendiamo il viaggio e ci incamminiamo, lo spettacolo continua tra mangrovie, oceano aperto di colore turchino e incredibili ponti. Quasi improvvisamente la terraferma si allarga e le abitazione e i negozi si moltiplicano. Prima di arrivare al famoso cartello Key West 0 MILE ci accorgiamo di essere arrivati a destinazione. L’isola si presenta subito affollata di turisti, piena di casette caratteristiche e di locali all’aperto con musica dal vivo. Saccheggiamo il borsello per mettere le monetine nel parcheggio e ci incamminiamo tra i vicoli della città. Si respira quasi un’altra aria a Key West, tanta gente che curiosa nei negozi, musica che esce dai locali, in uno di questi abbiamo visto anche un sosia di Elvis che si esibiva. Mi ricordo benissimo il profumo di questa città e la temperatura in perfetto stile caraibico, un vero paradiso.
Come prima cosa decidiamo di visitare la casa di Hemingway http://www.hemingwayhome.com
E’ un autentico museo ben custodito con molti pezzi originali e tanti gatti che dormono indisturbati ovunque. La casa è molto grande con un bel giardino con dei banani con relative banane. A giudicare dalla fila che si deve fare fuori prima di entrare credo che sia un ben business per l’isola, e’ molto frequentata e nonostante tutto e’ molto ben tenuta.
Abbiamo visitato l’hotel più a sud degli Stati Uniti e la famosa boa che segnala questo limite ed indica che mancano solo 90 miglia a Cuba. Per la foto di rito, nei pressi di questo segnale posto infondo ad una strada, diciamo che “staziona” un simpatico americano con birra in mano che ti fa la foto in cambio della mancia.
Il centro d’attrazione dell’ isola e’ Mallory Square, una piazzetta vicino al molo dove ci sono negozi, un museo, bar, ristoranti, bancarelle e alla sera si riempie di mangiatori di fuoco e ammestratori di gatti. Nel vicino molo c’erano attraccate due enormi navi da crociera che sbarcavano centinaia di passeggeri d’ogni nazionalità. Nei negozi si può comprare curiosi souvenir e le caratteristiche spugne marine. Più si avvicina il tramonto e più la piazza si riempie di gente. Noi fummo particolarmente fortunati, il cielo era totalmente nitido e siamo riusciti a vedere uno splendido tramonto. E’ stato molto bello ed emozionante, immaginatevi una piazza piena di gente che appena il sole si è avvicinato al mare hanno cominciato a fare il conto alla rovescia e relativo applauso appena il sole è sparito. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE.
Nella strada del ritorno verso il Motel ci fermiamo a mangiare una pizza in un locale in perfetto stile americano, quattro tavolini di ferro appiccicati alla vetrina, insegna al neon della Coca-cola alla porta, quadri e stampe stile anni 70 e una pizza margherita più buona del previsto. (ne ho mangiate di meglio). A noi piace anche questo tipo di America.
Il giorno dopo, mercoledì 19, la meta è Miami. Lasceremo per sempre la Florida immersa nella natura per immergerci in quella metropolitana e piena di gente ma al tempo stesso affascinate. L’impatto con il traffico è inevitabile e le rampe a quattro corsie della città sono maestose ma assolutamente necessarie. Si scorre velocemente tra raccordi, uscite a destra e sinistra e grattacieli. Il traffico e’ veloce ma ordinato. Decidiamo di attraversare tutta la città e dormire a nord fuori del traffico e dalla confusione. Troviamo posto in un Motel 6 a Dania. Rimarremo a Miami per tre giorni. Giovedì 20 andiamo a Key Biscayne, una piccola isola a sud di Miami Beach, come prima tappa decidiamo di andare a visitare il parco, Bill Baggs Cape Florida. Nella strada che ci porta al parco attraversiamo la città di Key Biscayne, ci sono delle ville incredibili, dei palazzi condominiali che sembrano hotel a 5 stelle, giardini e viali curatissimi e pieni di aiuole fiorite. Qui il benessere e’ ben visibile. Si paga il biglietto per entrare e si può girare tutto in auto, ci sono centinaia di posti d’auto, gazebo, barbecue, bagni, docce, tavolini, passerelle che ti portano direttamente in spiaggia, un bar ristorante, un noleggio di biciclette e un piccolo molo con barche attraccate. Nel periodo estivo probabilmente si riempie di famiglie americane che passano qui le loro giornate al mare. Facciamo un giro, delle belle foto, c’è anche un faro nella scogliera e i soliti vecchietti che pescano.
Il giro qui e’ breve, prima di uscire riusciamo anche a vedere lungo la spiaggia una troupe fotografica che realizzava probabilmente una pubblicità di una linea d’abbigliamento ma soprattutto un’ iguana sopra un albero a prendere il sole.
Nella strada del ritorno, prima del ponte che ci riporta a Miami ci fermiamo a visitare il Seaquarium http://www.miamiseaquarium.com. Oltre alla vasca con l’orca e un delfino ammaestrati, che sono l’attrazione principale, si possono vedere molte specie d’animali e pesci della Florida. C’e’ una enorme vasca circolare da girare a piedi dove ci sono centinaia di pesci, compresi squali e tartarughe marine. Abbiamo potuto vedere anche i famosi lamantini, sono incredibilmente enormi!!!! Credo che sia una visita consigliata per chi si trova a Miami. All’ingresso dell’acquario, mentre facevamo la fila e’ successa una cosa curiosa che vogliamo raccontare. Eravamo dietro ad una famiglia numerosa americana, io ero al telefono con mia madre, il padre di questa famiglia si gira e chiede alla mia fidanzata…. Avete i coupon?? Lei risponde…no! Lui gentilmente ne stacca uno dal suo depliant e glielo da’. Al momento di fare il biglietto risparmiamo 4 dollari a testa. Sarebbe successo in Italia?? e un italiano avrebbe donato il suo buono sconto ad un turista?? La cosa più incredibile e’ che c’e’ successo una seconda volta…… Passavamo davanti ad un MacDonald ed una signora in macchina si sbraccia dal finestrino e ci chiama. Non capivamo cosa volesse da noi, ci voleva dare un buono per un hamburger gratis che aveva avuto poco prima dal self service. Davvero incredibile!!!!
Un altro consiglio, in ogni ristorante, locale, motel ci sono una montagna di coupon e depliant. Prendeteli e sfruttateli!!!! A volte al momento di pagare la cassiera ci ha chiesto avete il coupon?!!!!
Il giorno dopo è venerdì 21 e passiamo tutta la giornata a Miami Beach. Cominciamo a prendere confidenza con la I 95. Questa strada e’ a 4 corsie per ogni senso di marcia e con un traffico che e’ il doppio di quello della tangenziale a Milano. Scorre veloce ma il segreto e’ sapere il numero della tua uscita e via tra una corsia e l’altra.
Arrivati a Miami Beach lo scenario cambia di nuovo. La tentazione e’ troppa e cerchiamo subito ocean drive. E’ come nei film, e’ incredibile con i suoi alberghi art decò, i locali all’aperto, Ferrari e Porsche parcheggiate e tanta gente che passeggia. Trovare parcheggio e’ un’impresa che c’ impegna per un po’, ma alla fine troviamo un buco. Facciamo subito la passeggiata lungo l’oceano dove vediamo molti bagnanti al sole, torniamo verso nord per Ocean drive e percorriamo nel senso contrario la parallela, Collins avenue piena di negozi. In questa strada troviamo anche uno store della Lewis, i 501 costano 40,00$ !!!!!!
Pranziamo in un locale su Ocean Drive il mango’s tropical cafe , con musica dal vivo e cameriere che ballano sul bancone del bar. La musica e’ assordante ma il clima e’ assolutamente allegro e divertente. Per quelli che non si vergognano come me, possono ballare al centro della sala. http://www.mangostropicalcafe.com/high_index_high.html.
Decidiamo di andare a fare visita a Radio105 Miami , ma le ricerche fatte su internet mi avevano dato un indirizzo sbagliato. Dopo aver chiesto nei dintorni al palazzo dove credevo che fosse la radio, ho pure telefonato in Italia ma niente, è stato tutto inutile. Solo il giorno dopo mia sorella e’ riuscita ad avere l’indirizzo esatto che mi ha dato tramite sms ma eravamo già lontani da Miami Beach. E’ stato u vero peccato , ci sarebbe piaciuto molto salutare Vicky e tutta la banda.
A chi interessa l’indirizzo esatto e’ 940 Lincoln Road, Miami Beach.
Consigliamo di visitare anche Coral Gables e Coconut Grove che sono la parte più ricca di Miami. Coral Glabes e’ caratterizzata da lunghi viali con enormi e secolari querce che nascondono bellissime ville. E’ d’obbligo un passaggio con l’auto. Coconut Grove e’ la più antica comunità di Miami ed e’ caratterizzata da ristoranti, negozi ed in particolare da CocoWalk che e’ un centro commerciale all’aperto dove nel cortile ci sono caffé e chioschi che vendono souvenir, al piano superiore ristoranti di ogni genere e negozi. In più c’e’ una discoteca ed un cinema.
Proprio in uno di questi ristoranti ho mangiato un granchio gigante della Florida.
La nostra guida ci consigliava anche di visitare Little Havana che si trova al centro della città. Siamo rimasti un po’ delusi, a parte il monumento ai caduti della baia dei Porci, non c’e’ niente di interessante. Sembra di essere a Cuba, la parte più degradata di Cuba però.
La nostra permanenza a Miami e’ finita e Sabato 22 ci dirigiamo a nord , verso Orlando, la nostra ultima tappa. Vicini a Fort Lauderdale ci fermiamo in un centro commerciale assolutamente immenso. Si trova sulla West Sunrise Bluv, Sunrise. E’ assolutamente infinito, ci sono ogni genere di negozio, ristoranti, chioschi, all’interno un parco divertimento per bambini, c’è da perdersi, infatti all’ingresso distribuiscono la piantina per non perdersi. E’ una tappa obbligatoria per i malati di shopping, infatti noi gli abbiamo dedicato la maggior parte del sabato, e’ stata una dura giornata di shopping. Siamo stati anche particolarmente fortunati, infatti in questo periodo fanno i saldi e si possono fare degli ottimi affari. Abbiamo notato che su molte marche, le più note da noi, in Florida si risparmia molto e ne abbiamo approfittato.
Sistemate le buste e le scatole nella bauliera dell’auto, sempre più piena, siamo ripartiti con destinazione Orlando. Decidiamo di trovare da dormire a Cocoa Beach nella costa dello spazio. Infatti la domenica 22 la passeremo tutta al Kennedy Space Center. Cocoa Beach e’ un agglomerato di case e una moltitudine di Motel, e’ una città turistica. Qui si trova un mega store di articoli da Surf aperto24su24.
http://www.ronjons.com/DisplayContent.aspx?ContentID=44&MenuGroup=2&SelectedItem=5 Una visita e’ d’obbligo. All’ingresso del Kennedy Space Center , al momento di fare il biglietto e’ consigliabile scegliere il tour più completo tra le tre possibilità in quanto e’ molto vasto e servito solamente da pullman e non e’ consentito girare da soli. I pullman compiono un tragitto predefinito e si può scendere in tutte le varie tappe e risalire quando uno vuole, i pullman arrivano e ripartono in pochi minuti. Al Kennedy Space Center ci siamo resi conto delle reali possibilità che hanno gli americani e delle loro ambizioni. Vedere i razzi Saturn che portavano l’Apollo sulla Luna in televisione non da l’idea di quanto siano grandi o il lavoro che c’e’ dietro.
La rampa di lancio dello Shuttle e l’hangar sono enormi, abbiamo visto il cingolato che porta la navetta alla rampa di lancio e abbiamo fatto il suo percorso con il pullman. Per chi non conosce perfettamente la lingua inglese come noi, e’ consigliabile prendere il traduttore , tutto il centro e’ predisposto con chiari cartelli dove poter ascoltare la guida e capire bene tutto. Soltanto i filmati non sono tradotti in italiano. E’ un vero peccato, questi filmati sono molto belli, fatti con riprese inedite dallo spazio e riprodotti con nuove tecnologie, assolutamente da non perdere.
Nel padiglione dove e’ custodito il razzo Saturn e la capsula originale che ha riportato a terra gli astronauti dalla Luna, abbiamo toccato un sasso lunare esposto in una teca. http://www.kennedyspacecenter.com .Dopo aver fatto i doverosi acquisti nei vari shop in serata usciamo dal centro assolutamente estasiati dalla bellissima ed incredibile giornata. Ci dirigiamo verso Orlando dove abbiamo trovato da dormire al Motel più bello e pulito di tutta la vacanza e il paradosso e’ che e’ stato anche il più economico, 48,00$ per notte.
Lunedì 23 e’ dedicato tutto agli Universal Studios. http://www.universalorlando.com .
Abbiamo deciso di fare solo un parco tra i tanti presenti ad Orlando in quanto il tempo a nostra disposizione e’ quasi finito. Gli Universal Studio erano quelli che ci ispiravano di più. E’ stata assolutamente un’ottima scelta. Arrivammo presto all’ingresso, e dopo la colazione entrammo nel parco. Conviene fare subito il giro dei padiglioni già aperti, in quanto poi arriverà una marea di visitatori, infatti circa la metà degli spettacoli cominciano alle 11,00 e qui di solito si forma una fila interminabile. In pratica questo parco e’ una città in miniatura, e’ divisa in tre zone, riproducendo fedelmente Hollywood, New York e San Francisco e nei vari padiglioni sono riprodotti film famosi e cartoni animati. Alcuni di questi sono dei filmati con tanto di seggiolini che tremano e si muovono, mentre altri sono spettacoli tridimensionali con tanto di attori veri e spruzzi d’acqua sulla folla. Questi americani sono proprio pazzi. Il parco e’ molto grande e molto ben tenuto, noi per girarlo tutto, ci abbiamo impiegato otto ore, abbiamo visto quasi tutti gli spettacoli, ne abbiamo tralasciati un paio, forse tre che non ci interessavano. Quando decidete di visitare uno spettacolo famoso, c’e’ sempre un sacco di gente all’entrata, consigliamo di usare il vostro biglietto d’ingresso e prenotarvi nei vari punti dove si trovano le macchinette EXPRESS ACCESS. Basta scegliere l’ora della vostra visita e vi viene rilasciata una ricevuta. Basta presentarvi all’ingresso nell’orario descritto nella ricevuta e passerete avanti a tutta la fila!!!!! Molto belli sono anche gli spettacoli per strada, in particolare quello dei Blues Brothers . Arrivano con la blues mobile con il megafono enorme sul tetto , scendono tra la folla cantano e ballano. Un vero spasso !!! Assolutamente incredibili. Anche gli attori oltre ad essere molto bravi, sono particolarmente somiglianti agli originali. Non vi dico quanta gente che si e’ fermata all’incrocio per assistere allo show. Anche oggi e’ stata una giornata intensissima e piena d’ emozioni, usciamo e ce ne torniamo all’motel stanchi.
L’ultimo giorno, martedì 25, lo dedichiamo alla visita della città d’Orlando. Per prima cosa decidiamo di visitare la zona di Winter Park quartiere carino e ben tenuto, nella via principale Park Avenue ci sono bar, ristoranti e locali all’aperto, negozi di lusso e in riva al lago Osceola ci sono delle bellissime ville.
In Morse Blvd, sempre in Winter Park c’è la possibilità di fare un tour guidato in barca attraverso tre laghi collegati tra loro da stretti canali, per poter vedere piante, fiori esotici, uccelli acquatici e le magnifiche ville. Un giro molto rilassante e carino da fare. http://www.scenicboattours.com
Nel pomeriggio ci dirigiamo a sud d’Orlando per visitare Gatorland, un allevamento d’alligatori. http://www.gatorland.com E’ un autentico parco da girare a piedi, tra recinti pieni d’alligatori al sole, spettacoli con coccodrilli che addentano polli appesi ad un filo, serpenti, scorpioni giganti e pappagalli. Qui si possono anche comprare curiosi souvenir tutti in tema alligatore, dalla zuppa di alligatore in barattolo ai vari peluche di ogni forma. Una cosa che abbiamo notato e’ che vendono pochissime cose con la pelle di coccodrillo, credevamo di trovare più negozi di borselli e borse di coccodrillo.
Usciti da qui facciamo usa sosta in un centro commerciale per fare gli ultimi acquisti e aspettare l’ora della cena, questa sera cena con spettacolo medievale. A sud d’Orlando ci sono vari posti dove la sera si può cenare e assistere a spettacoli di vario genere. Sono molto interessanti e divertenti, ce ne per tutti i gusti. Noi li abbiamo trovati nei soliti cataloghi presenti in tutti i Motel o magazzini. Abbiamo scelto quello a tema medievale e ci siamo prenotati. http://www.medievaltimes.com Una volta entrati ti assegnano il tavolo e un colore. Ti mettono una corona di carta e ti fanno una foto, che poi con un fotomontaggio diventerà storica. Prima della cena riuniscono tutta la gente in una grande sala ambientata con comparse vestite in stile medioevale, armature, scudi nel soffitto e gli immancabili shop con spade, coppe ect. Il Re e la Principessa dal loro palchetto intrattengono la gente e nominano i bambini Gran Cavaliere. Non vi dico le risate che ci siamo fatti.
All’ora prestabilita ci fanno entrare nell’arena , le gradinate sono divise per colore , apparecchiate tutti in fila, uno accanto all’altro. Ogni posto e’ numerato e assegnato in precedenza. Una volta che ci accomodiamo facciamo un’agghiacciante scoperta, i piatti sono di ferro e non ci sono le posate!! Bisogna mangiare con le mani!! Al centro dell’arena durante la cena si svolgerà lo spettacolo con i cavalieri. Ogni cavaliere ha un colore, tanti quanti sugli spalti e faranno dei giochi a cavallo per conquistarsi la mano della principessa. Il gioco ha tutta una storia narrata dal re che si trova in un palco rialzato al centro dell’arena. La gente presente si sente molto coinvolta e partecipa con grande tifo allo spettacolo, a noi e’ piaciuta molto la serata, che per lo meno e’ stata diversa dalle altre.
Se vi capita di essere a Orlando vi consigliamo di scegliere una serata a tema, ne vale la pena.
La nostra vacanza e’ finita, a malincuore mercoledì 26 torniamo all’aeroporto d’Orlando, consegniamo la macchina e ci avviamo verso il nostro gate, verso casa. Dal finestrino dell’aereo salutiamo la Florida e ci dirigiamo verso il freddo inverno italiano.
A questo punto possiamo trarre le nostre conclusioni: siamo sicuri di aver fatto il più bel viaggio in assoluto. Abbiamo visto l’America da vicino, l’abbiamo vissuta davvero, era quello che volevamo. Tutto sommato e’stato più semplice del previsto, il problema maggiore e’ forse la lingua. Con un po’ d’infarinatura riesci a fare un viaggio così ma ti devi accontentare di non capire tutto quello che ti dicono e leggi in giro. A lungo andare da un po’ fastidio ma allo stesso tempo ti rendi conto dopo pochi giorni di essere diventato più bravo e di capire sempre più quello che ti dicono, ma devi partire.
Guidare con l’auto con il cambio automatico negli Stati Uniti non e’ difficile, anzi per certi versi e’più semplice che da noi. I cartelli stradali sono comprensibili e il traffico assolutamente ordinato.
Il costo di un viaggio così e’:
Volo andata e ritorno per due con US AIRWAYS e noleggio auto comprato su expedit.it 1134,80€
Assicurazione per il viaggio Elvia comprata su expedia.it 60,00€
Costo totale per 12 notti 756,16€
Ingresso ai parchi e tour guidati 347,65€ Colazioni, pranzi e cene (circa) 361,61€
Shopping 686,71€

TOTALE 3.346,93

Il conto è fatto in difetto perchè non siano riusciti a tenere tutte le ricevute, come potete notare abbiamo speso più per lo shopping che per mangiare!!!!!!!!!!

Il viaggio è stato bellissimo la Florida ci è rimasta nel cuore.

Andrea e Barbara

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