Bangaram, l’ultima isola incantata nelle Laccadive

Ci siamo: ce lo siamo proprio guadagnato questo periodo di relax dopo un girovagare nel nord Est dell’India per circa 10 giorni . Due voli interni, sei ore di volo, tre scali, tre ore di attesa, siamo così atterrati nel piccolo aeroporto dell’isola di Agatti verso le 15°°, unico riferimento di contatto con il continente: ed eravamo sempre in India ! Davanti a noi solo una bassa rimessa con vetri a specchio: non davamo per nulla scontato che fosse la strada per l’uscita, anzi ci saremmo trovati direttamente in spiaggia visto che era a due passi dalla pista dell’aeroporto. Grazie alla pietà di un soldato, siamo stati indirizzati di fronte all’unica porta, dove all’interno, di fronte un palchetto, un’ufficiale aspettava di verificare le generalità e la regolarità del visto ( obbligatorio per accedere alla meta finale ).
Ci siamo così ritrovati su uno stretto furgoncino a quattro ruote, modello apecar, con un’altra coppia di turisti irlandesi residenti a Bangalore per lavoro. Dopo dieci minuti di tragitto zigzagando su una stradina lastricata di cemento fra le basse case del piccolo centro di Agatti, siamo arrivati al porticciolo dove un barcone era già pronto per salpare. Ed è stato qui che ci siamo resi conto di dove eravamo: uno spettacolo in 3D. Tanta era la trasparenza del mare che la più piccola variazione del fondo faceva cambiare tonalità a quello specchio d’acqua: solo al riemergere di qualche tartaruga marina si poteva avere un’idea della profondità della laguna.
Ma lo spettacolo poi è durato poco perché una volta usciti in mare aperto tutto è cambiato: il mare incominciava pian piano ad assumere gradazioni sempre più scure, diventando più cupo al passaggio di enormi nuvole grigie. La traversata durata qualcosa di più di un’ora sembrava non finire mai a causa delle onde alte due – tre metri ; il barcone dondolava così tanto da oscillare a pendenze di 45°. Si intravedeva nella parte interna, prima della cabina del pilota, alcuni indigeni fra cui alcune donne le quali stavano riverse su secchi…. non era un bel vedere! Comunque, bastava guardare la gestualità pacata dell’equipaggio per capire che la situazione non poteva peggiorare più di così: tanto da sperare per il proseguo della navigazione.
Poi tutto ad un tratto il mare si era placato ed i colori avevano di nuovo preso il predominio: eravamo appena entrati nella laguna di fronte a Bangaram. Sbarcati: il primo abbraccio è stato quello del caldo umido e non poco, anche se all’ombra di una palma stavamo sorseggiando un cocco di benvenuto. Dopo qualche informazione data in inglese dal responsabile del resort, siamo stati condotti all’entrata della piccola veranda del nostro bungalow a schiera.
La nostra dimora era all’estrema destra di un blocco composto da quattro camere in linea: mentre le due centrali avevano il tetto lineare, quelle ai lati era obliquo. Questo influiva sul posizionamento dell’unica arma da difesa per il caldo: unventilatore a tre pale che dal soffitto scendeva diritto sopra il letto, ad una distanza tale da poi rinunciarvi al suo utilizzo, anche alla minima rotazione. Per fortuna abbiamo trovato sollievo dalla buona ventilazione delle finestre.
Nella zona dove risedevamo, i blocchi abitativi erano un totale di quattro per un totale di sedici appartamentini: altri bungalow più grandi, riservati a nuclei famigliari, erano sparpagliati lungo la laguna. Nel totale potevano soggiornare non più di sessanta turisti; ora ve ne erano meno della metà e ciò non ci dispiaceva.
Di fronte alla nostra veranda lo sguardo si perdeva sino all’orizzonte, immergendosi nel blu del mare dopo aver oltrepassato la cortina delle palme che facevano da barriera, specie di sera, al vento mite della laguna.
Le giornate passavano all’insegna del lento trascorrere, ma vissuto pienamente. Si decideva al momento cosa fare, non c’era nessuno che ti programmava o ti poteva coinvolgere in qualche attività.
Per noi si trattava di ritrovare un po’ di equilibrio mentale, la giusta ricarica per il solito e monotono tran tran che ci avrebbe assillato per il restante lasso di tempo alle future ed agognate ferie. Ma per ora era ben lontano quel pensiero.
Un aiuto valido lo abbiamo trovato affidandoci ai trattamenti ed alle mani esperte dei massaggiatori/trici al centro Ayurvedico: parte delle tensioni e contratture sono state alleviate ad un costo accessibilissimo, la metà di quello che spendevamo a casa.
La parte dell’isola destinata ai turisti era protetta alle spalle dalla folta vegetazione delle palme e, dalla laguna antistante. Le poche e sospirate folate di vento si facevano desiderare tanto da rimanere quasi senza respiro durante le ore di punta . Quindi si andava, un po’ per curiosità e un po’ per cambiare, alla ricerca di luoghi più aperti per poi spapparanzare liberamente. In uno dei tanti giri , percorrendo un sentiero all’interno dell’isola, ci si è ritrovati proprio dalla parte opposta, e lì sembrava che il vento, caldo ma ben accetto, fosse in attesa del nostro arrivo. L’acqua era talmente trasparente che si notavano le diverse tonalità della sabbia corallina , diventando più intensa o spenta al passaggio di qualche nuvola. Avanzando a mezza gamba in uno specchio d’acqua cristallina ci siamo allontanati per qualche chilometro dall’isola : era il gioco delle maree. A quella distanza si poteva osservare l’isola nella sua in tutta la sua esclusiva tipicità: un posto in prima fila per uno spettacolo della natura. Il prezzo pagato poi è stato un po’ “salato”: nonostante la protezione di una crema, una scottatura ed almeno due “pelli” se ne sono andate.
Si era passati dall’orologio meccanico dei primi giorni a quello biologico, dove lo scandire del tempo lo si deduceva nel momento in cui i profumi delle cucine aprivano le danze. Mai fatto fila, mai rimasto senza qualche pietanza preferita. Il solo fatto della informalità del luogo, senza canoni di abbigliamento e la libertà di camminare continuamente senza ciabatte anche all’interno del grande bungalow/ristorante, rendeva tutto così più appetitoso. La cucina era equamente divisa fra quella internazionale e quella locale, speziata ma accessibile per qualunque palato: il tutto a buffet. La chicca però la si trovava alla sera: la cena avveniva sulla spiaggia antistante il ristorante, dove la parte da leone la faceva il barbecue. Profumi vaganti di spezie che mani esperte avevano sapevolvente combinato per insaporire sia carni che pesce, danzavano intorno ai tavolini, lasciando una scia resa sinuosa dalla brezza della laguna

Come già accennato nessun diversivo, e non è che ci mancassero. Logicamente essendoci pochi turisti si intuiva subito di quale appartenenza linguistica fossero e quindi chi ne aveva padronanza poteva far trascorrere quelle pause morte specie dopo i pasti con lunghe conversazioni .
Non avendo grande dimestichezza con la lingua universale , siamo riusciti in egual modo a trovare compagnia: altri italiani . Strano ma vero: di solito gli italiani preferiscono ben altre mete ma evidentemente qualcuno la pensa come noi. Dopo cena ci si sedeva di fronte alla laguna dove la luna dava il meglio di sé: posizionata al centro del palcoscenico rimaneva in attesa che qualche barca di pescatori facesse da comparsa in quella scenografia naturale . Sorseggiando un “Masala Tea” si parlava del più e del meno, per finire sempre con il concordare su quello spettacolo che la luna in quel momento ci stava offrendo, come per dirci “ ..guardate di quale visione la gente si perde !
Si ritornava verso il bungalow sempre a malincuore, perché significava che un’altra giornata era già trascorsa. Dato che il più delle volte non si aveva la sensazione che le palpebre avessero il peso della giornata ( chiudersi a mò di saracinesca ), si attendeva il momento sdraiandoci sulle lunghe amache fissate ai tronchi delle palme. Cullati dalla brezza marina, si osservava in cielo quel gioco tropicale che, tutti nella vita, almeno una volta, avrebbero voluto assistere: la luna a fatica cercava di farsi notare al dispettoso ondeggiare delle larghe e frastagliate foglie delle palme, dove all’unisono, con il loro movimento, creavano un fruscio così tenue da essere simile ad una ninna nanna.

Così sono volati cinque giorni, proprio come volevamo che fossero.

P.s: per ulteriori informazioni su Bangaram, ho inserito notizie utili su:
http://www.ilgiramondo.net/forum/oceano-indiano-generico/6905-isole-laccadive.html

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Ci sono 7 commenti su “Bangaram, l’ultima isola incantata nelle Laccadive

  1. E’ bella la foto dei pescatori.
    Mi piace il tuo modo di scrivere, lo trovo “evocativo”, mi fai immaginare le cose anche solo leggendoti, e senza guardare le immagini :)
    Amo l’India, è molto probabile che includerò le Laccadive nel mio prossimo terzo viaggio nel subcontinente…

  2. [FONT=Book Antiqua]Grazie a tutte/i giramondini : non sono abituato a ricevere complimenti anche perché scrivere non è mai stato il mio forte . Molto è il merito delle emozioni che questi luoghi ci regalano, e che in parte sono riuscito a mettere in valigia. Così una volta tornato a casa, lasciate libere di fluttuare, mi aiutano così a ritrovare i colori, gli odori ed il calore nelle nebbie del grigio inverno delle mie parti. [/SIZE][/FONT]
    [FONT=Book Antiqua]E [/SIZE][/FONT][FONT=Book Antiqua]cosa più bella è nel riuscire a far condividere tali sensazioni.
    [/SIZE][/FONT]

  3. ciao!
    leggendo il tuo diario mi è venuta ancora più voglia di andare in questo paradiso terrestre!
    sto progettando il mio viaggio in india per agosto di quest’anno.
    devo iniziare a procurarmi il visto per l’ingresso, comprare ancora il volo (che per ora ho trovato a 500 € A/R da torino volando a Dehli).
    Solo sto cercando di capire come fare a richiedere il permesso per l’ingresso alle Laccadive. mi puoi dare qualche consiglio.
    tu prima di recarti alle isole che itinerario hai seguito?
    come hai prenotato l’hotel sull’isola?

    Insomma mi aiuteresti a reperire le informazioni necessarie per pianificare al meglio il mio viaggio!

    Grazi mille

    Sara

  4. sabel wrote:
    ciao!
    leggendo il tuo diario mi è venuta ancora più voglia di andare in questo paradiso terrestre!
    sto progettando il mio viaggio in india per agosto di quest’anno.
    devo iniziare a procurarmi il visto per l’ingresso, comprare ancora il volo (che per ora ho trovato a 500 € A/R da torino volando a Dehli).
    Solo sto cercando di capire come fare a richiedere il permesso per l’ingresso alle Laccadive. mi puoi dare qualche consiglio.
    tu prima di recarti alle isole che itinerario hai seguito?
    come hai prenotato l’hotel sull’isola?

    Insomma mi aiuteresti a reperire le informazioni necessarie per pianificare al meglio il mio viaggio!

    Grazi mille

    Sara

    Mi fà piacere che tu ne sia rimasta colpita. E’ stata la cigliegina sulla torta dopo un tour di 9 giorni nel nord India, toccando Delhi, Jaipur, Agra, Khajuraho e Varanasi.Abbiamo tutto organizzato tramite Kesar, un indiano che vive in Italia ed organizza viaggi che puoi vederli su http://www.viaggindia.it.
    Quindi l’estensione a Bangaram nelle Laccadive l’abbiamo concordata ora per tempo con lui: tu dovrai fare altrettanto ( e con chi vuoi ) perchè x agosto ci sono molte richieste. Un Aiuto lo puoi avere contattando direttamente la ricezzione nell’isola http://www.cghearth.com/bangaram_island/index.htm. Ti invito comunque a visionare altro inserendo Bangaram in un motore di ricerca, perchè nel frattempo può esserci stato qualche cambiamento nelle informazioni utili.
    Fammi poi sapere x altro
    by :rose:

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