Da Pietra a Petra

1 Eu = 0.95 Dinari (JD)
Ci sono paesi che ti sbattono in faccia tutta la loro bellezza. E’ già lì, davanti a te, più che evidente, inevitabile, e tu non devi far altro che prenderne atto.
In Giordania invece in molti casi bisogna faticare un po’ per raggiungerla.
Un esempio a caso: paghi il biglietto, due passi sulla ghiaietta ed il Taj Mahal si erge maestoso.
A Petra non è mica così. C’è più di un chilometro da percorrere per arrivare al primo prodigio, il Tesoro; la prima volta che l’ho visto è stato nel film di Indiana Jones, e ricordo di aver pensato che uno scenario così fiabesco non poteva essere reale, ma doveva essere stato per forza creato artificialmente apposta per il film.

Link per vedere tutte le foto
http://travel.webshots.com/album/578935398wuWROJ

Non parliamo poi del Monastero, 800 gradini sotto un sole impietoso per buona parte della salita.

E cosa dire della discreta camminata per conquistare la cima della montagna che ti consente di ammirare il Tesoro dall’alto…
Tesoro, Monastero, non sono un puntino lontano, che piano piano, mentre lo raggiungi, si manifesta nella meraviglia che è, anzi, quest’ultimo riesci a fotografarlo solo dopo averlo affiancato o superato.
Per citare uno spot, che a sua volta cita Shakespeare, sembrano essere fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

Diciamo che un viaggio in Giordania non è proprio una passeggiata. Ci si può accontentare di vedere le cose da distante, ed allora vanno bene 3 ore a Petra, 15 minuti di sbirciatina al Wadi Mujib dal belvedere sulla Strada dei Re, un pranzo veloce sotto una tenda al Wadi Rum. Al contrario, se ci si lascia rapire, o più razionalmente si desidera approfondire, senza grossi limiti di tempo, tipo un bus che aspetta col motore acceso, c’è di che consumare la suola delle scarpe, arrampicarsi, infradiciarsi nei torrenti, riscaldarsi e riposarsi finalmente alle sorgenti termali, e chi più ne ha più ne metta.

Piccola spiegazione sul titolo: Pietra (Ligure) è la stazione da cui siamo partiti, dato che Lorenzo, il mio compagno di vita e qualche volta di viaggi, vive in zona.
Sto cercando di addomesticarlo alle asperità del viaggio fai da te estremo, ossia bus pubblici e zero prenotazioni. Nel frattempo, procedo per gradi.
Fra l’altro, il 50% del sopra menzionato in Giordania è pura fantascienza, data la carenza di mezzi di linea. Per il restante mi sono adattata a lui, visto che sarebbe stato più problematico il contrario.

Introduco un breve scheda tecnica.

Durata del viaggio: 1 settimana in Giordania ed 1 in Egitto a Dahab (segue diario a parte nella sezione apposita)

Volo Egypt Air pagato 352 Euro

11/10/2010
Milano 00.55 – Cairo 04.35
Cairo 08.30 – Amman 11.00

24/10/2010
Sharm el Sheik 08.30 – Cairo 09.30
Cairo 12.15 – Milano 16.15

Partire all’1 di notte non è il massimo, ma permette, arrivando alle 11, di avere comunque ancora buona parte della giornata a disposizione.

Gli hotel sono stati, come accennavo, prenotati dall’Italia. Ho preso accordi direttamente con le reception. In alcuni casi hanno voluto il numero di carta di credito, ma non hanno addebitato nulla.

Madama – Mariam Hotel
http://www.mariamhotel.com/
3 notti, 40 JD a notte per una stanza doppia con prima colazione
Le foto del sito corrispondo a realtà

Petra, Amra Palace Hotel (Wadi Musa)
http://www.amrapalace.com/cgi-bin/rez60load.pl?0001/petra_amra_palace_jordan_hotel.html
3 notti, 69 JD per una stanza doppia con prima colazione

Aqaba, My Hotel
http://www.myhotel-jordan.com/
1 notte, 70 JD per una doppia con colazione

Ho speso una fortuna, maledizione!
In effetti, la Giordania è una destinazione costosa, rispetto ad esempio al Marocco, o all’Egitto. Bisogna infatti spostarsi con taxi o macchine a noleggio, i collegamenti con mezzi di linea molto spesso non servono le località turistiche. I siti archeologici hanno prezzi da Eurolandia, a Petra da Giappone, oserei dire…

Tutti gli hotel di Madaba, nel loro sito web, hanno una sezione dedicata alle escursioni prepagate in taxi. Il Mariam è stato un pioniere in tal senso. La cosa buona è che i prezzi indicati sono veritieri, e gli autisti ci si attengono senza scassarti l’anima, come accade invece in Egitto, ad esempio.
Stranamente, visto che è il contrario di quello che si legge in giro, contattando i taxisti normali si riescono a spuntare prezzi migliori, d’altra parte è logico, se vogliono campare. Anche in questo caso, però, una volta fissato il prezzo non sopraggiungono in corso d’opera richieste di maggiorazioni e bakshish vari. Che liberazione! E nemmeno cercano di fermarsi ai negozi dei loro amici per convincerti a comprare cianfrusaglie. Che liberazione! (nuovamente).
Altra cosa “strana”, visto l’andazzo di certi paesi confinanti, se chiedi informazioni su un bus e ti dicono che non c’è (tipo il JETT delle 18.30 da Wadi Rum a Aqaba) è vero. E’ da tempo annunciato ma non ancora operante. Non mentono nella speranza che tu salga sul loro mezzo e ti possano spillar soldi. Leggete il mio racconto su Dahab e vedete come cambia la musica non appena si attraversa il golfo di Aqaba.

11/10
Atterriamo alle 11 con un leggero anticipo in terra giordana. Per la prima volta in vita mia, uno sconosciuto mi aspetta agli arrivi con il mio nome stampigliato su un cartello, per 14 JD. E’ comodo, in ogni caso, caspita! In un batter d’occhio, ci ritroviamo a Madaba. La strada di nuova costruzione fiancheggia campi di profughi palestinesi che il paese ospita. Visto il poco tempo a disposizione, ho deciso di evitare Amman. Da Madaba si possono infatti raggiungere comodamente tutte le destinazioni della Giordania settentrionale. La nostra camera (nr. 414) è al quarto piano, semplice, ma molto pulita. Le finestre hanno i doppi vetri, e l’ambiente è perfettamente insonorizzato…. dai rumori della strada, che è già gran cosa. In compenso viene amplificato qualsiasi tipo di rumore interno, soprattutto un simpatico sbattimento di porte, e poi struciamenti di tavoli, rollii di trolley, rutti dei vicini, e amenità varie..
Nonostante tutto, ci letargizziamo per un paio d’ore e verso le 15, decidiamo di raggiungere Jerash, per portarci avanti nel programma.
Per 40 JD ci trovano con rapidità sorprendente un taxista che ci accompagnerà e ci aspetterà per tutto il tempo che vogliamo. La tabella tariffe dell’albergo prevede invece 30 JD ma solo un’ora di sosta. In realtà, scopro in seguito, per ogni ora supplementare di attesa la cifra che pretendono è di 3 JD, ma mi faccio fregare dalla mia stessa ignoranza, e ne rimango all’oscuro per tutto il viaggio. Del resto, come per le corna, l’importante è non saperlo… Me ne renderò conto solo leggendo in spiaggia a Dahab tutte le dispense ed i papiri relativi alla Giordania; infatti la mia peculiarità è che io visito un posto e poi se mi piace mi informo, non lo faccio “prima”, preferisco il fattore sorpresa…

In realtà prima di partire non sapevo se avrei visitato Jerash, trattandosi di rovine romane mi sembrava un luogo assai poco esotico, ma invece già col senno del durante, e nemmeno con quello del poi, sono contenta di essere qui. L’ingresso costa 8 JD.

Diciamo che vagabondare fra colonne ed archi senza leggere una virgola di quanto riportato sulla guida, (d’altra parte, perché sfruttare un’occasione per acculturarsi quando si può rimanere ignoranti e felici di esserlo??) semplicemente osservando e ascoltando, mentre la luce dorata del tardo pomeriggio ammanta il paesaggio già vale il prezzo. Ma ecco che, alle 18.30, quando già la luna spunta e le finestre delle case circostanti si illuminano come tanti presepi, il sito storico sorge infatti accanto all’abitato, ecco che arriva il magico tocco di esotismo tanto agognato: l’appello del muezzin, che ci coglie di sorpresa sul palco del magnifico e ben conservato anfiteatro, amplificando alla perfezione ogni vibrazione acustica. Il suono ci invade e ci avvolge.

Un guardiano, dall’alto degli spalti, richiama la nostra attenzione con un fischio, e ci invita a sloggiare.

Il nostro autista ci aspetta all’uscita, quando già è notte. E’ un signore di una certa età, non saprei quantificare. Già all’andata mi aveva suscitato qualche perplessità, data la sua tendenza a parlare, inveire e gesticolare con un potenziale nemico immaginario. Ora che è buio Lorenzo mi fa notare evidenti carenze dell’apparato visivo, complicate dalla tendenza a premere troppo il piede sull’acceleratore, ovviamente sempre mentre parla e bestemmia fra sé staccando a volte le mani dal volante. Insomma, con una certa apprensione riusciamo a raggiungere il Mariam, poiché siamo stanchi morti non vogliamo assolutamente saperne di uscire in città e trovare un ristorante, e ci accontentiamo di quello mediocre dell’albergo che ci serve un piatto unico (da dividere in due) di pollo legnoso e filaccioso, di quelli che si mastica e mastica senza concludere nulla. Purtroppo non si vedono gatti in giro a cui allungare qualche boccone, e mi tocca svuotare tutto. Lorenzo vorrebbe pure che finissi la sua parte, ma non ci penso proprio… Spendiamo 12 JD in due.
Per il giorno dopo, abbiamo in programma il classico giro che combina storia, svago, e relax del corpo: Monte Nebo, Betania, Mar Morto, Dead Sea Panorama, e le sorgenti calde di Main (50 JD in due)
Lascio Lorenzo in camera, e scendo in reception verso le 21.30 per prenotare un taxi, specificando però che al Mar Morto non voglio fermarmi più di tanto, poiché abbiamo in programma di starci a lungo il mercoledì.
Nella hall arriva un giovanotto sulla trentina, mi parla in italiano abbastanza spedito, infarcito di qualche parola dialettale del sud, tipo “seggia” , ma con accento australiano. Quando invece si rivolge al tizio della reception, il suo inglese è perfetto, come i madrelingua. I suoi genitori sono di Lipari, ma Antonio è nato a Melbourne. Dopo essermi fatta raccontare tutta la trafila che l’ha condotto a Madaba con un’auto a nolo, ossia due settimane in Libano e due in Siria, mi ricordo che ero scesa per il taxi, prendo accordi, lo saluto, e rientro in camera.

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Ci sono 15 commenti su “Da Pietra a Petra

  1. Brava Cris, sempre da leggere i tuoi diari, anche se questa è una Cris addomesticata che non conoscevamo ancora ;)

    sapevo che il Mujib ti sarebbe piaciuto :ok: io ci ero stata proprio alla fine dell’inverno e fino all’ultimo (cioè l’ingresso al canyon) abbiamo temuto non avessero ancora riaperto. E anche noi eravamo stati ad Amman beach.

    Concordo con le osservazioni sui tassisti giordani, anche io mi ero trovata benissimo. Un atteggiamento concreto e serio devo dire.

    Ah per azzeccare col Muthlim basta imboccarlo in senso contrario, così non puoi sbagliare e nessuno tenterà di bloccarti. E il passaggio è davvero strettissimo in certi punti, troppo divertente.

    P.S. bellissimi primi piani e bellissime foto, specie quelle a Jerash e a quell’arco (ponte?) di roccia nel Wadi Rum (che non sono riuscita a vedere) :ok:

    g

  2. … aspettavo con ansia il tuo diario sulla Giordania… dopo aver letto tutti gli altri tuoi diari… è come leggere un romanzo…
    complimenti! complimenti! bello ed avvincente come al solito!.. e le foto sono magnifiche!:)

  3. [FONT=Arial]“Sto cercando di addomesticarlo alle asperità del viaggio fai da te estremo[/FONT]

    [FONT=Arial]…povero ragazzo:wink:[/FONT]
    [FONT=Arial][/FONT]
    [FONT=Arial]Viaggio meraviglioso come sempre; tu con il costume olimpionico sei da 10![/FONT]:ok:[/SIZE]

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