Da Aqaba a Dahab

1 Euro = 7.73 Lire Egiziane (LE)

Volo Egypt Air pagato 352 Euro

11/10/2010
Milano 00.55 – Cairo 04.35
Cairo 08.30 – Amman 11.00

24/10/2010
Sharm el Sheikh 08.30 – Cairo 09.30
Cairo 12.15 – Milano 16.15

Hotel:

Sheikh Salem House
Doppia sea view 220LE senza colazione

http://www.sheikhsalemhouse.com/

Primo Eel Garden
Trovato sul posto, doppia sea view 36 Eu compresa colazione
Non ha sito web

Come da titolo, siamo arrivati in Egitto dopo aver trascorso una settimana in Giordania.

L’inizio e la fine del viaggio sono contrassegnati da fregature, ma non è solo questo il motivo per cui il mio giudizio su Dahab non è positivo del tutto.
Non si tratta di grossi guai, solo piccolezze, che ti fanno però provare disaffezione, e ti tolgono la voglia di tornare. D’altra parte, perché farlo, con tutti i posti che ci sono nel mondo? Che costi poco e sia vicino non è una buona giustificazione, secondo me. E non basta a far tornare nel mezzo l’ago della bilancia.

Tratto dal diario di viaggio in Giordania:
Altra cosa “strana”, visto l’andazzo di certi paesi confinanti, se chiedi informazioni su un bus e ti dicono che non c’è, è vero. Non mentono nella speranza che tu salga sul loro mezzo e ti possano spillar soldi. Leggete il mio racconto su Dahab e vedrete come cambia la musica non appena si attraversa il golfo di Aqaba.

Scendiamo dal traghetto a Nuweiba. Ho prenotato le prime due notti presso la Sheikh Salem House, una sea view con bagno a 220LE. Nicole, la proprietaria, mi ha spiegato che c’è un bus per Dahab alle 16.30. Vive in Egitto da anni, e non ho dubbi su quanto da lei affermato, tanto più che anche la Lonely Planet ed altri siti web confermano, seppur con un orario leggermente diverso, un mezzo che transita in zona diretto a Sharm El Sheikh. Verso l’uscita dal porto, sulla destra, c’è un piccolo terminal, gli autisti stanno richiamando a gran voce l’attenzione di chi sia intenzionato a partire per il Cairo.
Chiediamo dove passi quello per Dahab, e nessuno lo sa, anzi, ci dicono che a quest’ora non ne passano più. Nel frattempo, si avvicina un taxista con un pulmino, che ha già raggruppato un discreto numero di turisti, 6 per la precisione, noi siamo quelli che gli garantirebbero incasso pieno. Iniziamo una contrattazione di gruppo, da 10 dollari americani si arriva a 40 LE a testa, che è comunque tanto. Su vari siti viene indicato che il prezzo di un taxi completo è sui 210, quindi 320 ancora è un furto. Nel frattempo, mi giro intorno per vedere se riesco a reperire informazioni sul bus, ma nada de nada.

Rassegnati, ci accomodiamo a bordo. Il conducente, un ragazzo sui vent’anni, chiede a ciascuno di noi il nome dell’hotel in cui alloggiamo. Appena lasciato il centro abitato, il veicolo si ferma in un enorme cortile sterrato, circondato da caseggiati bassi malandati, il giovanotto sparisce senza dir nulla. Dopo un po’ se ne arriva un vecchietto, si mette alla guida al suo posto e riparte. Qualcuno dei miei compagni di viaggio dubita ad alta voce se costui possa essere informato delle nostre destinazioni. In effetti, una volta raggiunta Dahab, il nostro autista non ha la minima idea di dove portarci. Anzi, si arrabbia pure perché non siamo in grado di fornirgli indicazioni utili. Per tutti, evidentemente, è la prima volta in questo posto. Alla fine, dopo litigi vari, scendiamo dal minivan e lo paghiamo diciamo a “buon cuore”, poiché non ci ha fornito il servizio concordato, io gli lascio 50LE, 25LE a testa, che era poi il prezzo corretto, ma alcuni non lo pagano proprio. Per un attimo penso che questo non sia giusto. Chiedo ad un passante se conosce la Sheikh Salem House, mi indica un edificio a circa 100 metri più a nord. Il conducente ha seguito la scena, e mi dice che adesso mi ci porta, non aveva capito il nome perché l’ho pronunciato male e ripetutamente mi alita in faccia una k aspirata e gutturale. Come scusa è patetica, mi pento di averlo già pagato e con Lorenzo mi avvio a piedi per il restante tratto.

Grazie al cielo la nostra camera c’è, e quindi ne prendiamo possesso. Beh, per essere fronte mare lo è davvero, anzi, dal nostro piccolo terrazzino con quattro gradini siamo direttamente in spiaggia. L’hotel è silenziosissimo, perché dall’altro lato c’è un cortile interno dove si affacciano le stanze “garden view”.

Siamo nella parte a nord di Dahab denominata Eel Garden, una delle migliori per lo snorkeling.
La spiaggia, inteso come sabbia, è rossastra, e sinceramente non posso definirla bellissima.

Inoltre, la parte di essa che non appartiene a ristoranti o alberghi è lasciata a se stessa, si legge sporca, per fortuna non molte bottiglie di plastica, però cartacce sì, e cocci di vetro pure.
La stanza è grande, c’è addirittura un frigo ed un lavandino per i piatti, un tavolino e due sedie, che altri ospiti hanno sistemato sul balconcino. Lorenzo si lamenta un po’ perché nel bagno, piastrellato di recente, non c’è una cabina doccia e nemmeno una tenda, e quindi l’acqua schizza ovunque.
A me questo non darebbe un gran fastidio, è la norma nelle bettole da 5 dollari che ho frequentato in Asia e Sud America; il più grosso difetto che riscontro è che i materassi sono durissimi ed i cuscini un vero attentato alla cervicale. Potrei sopportare acqua fredda, magari un po’ di sporcizia, spartanità estrema, ma questo no.
E’ quindi fondamentale cercare un’alternativa per il resto della vacanza, ma non sono affatto preoccupata di questo.

Il primo impatto con la città mi trova molto sorpresa dalla folla che ci sommerge non appena svoltiamo la curva a gomito del Lighthouse. Mentre a Eel Garden c’era qualche ristorante, poca gente, e molto silenzio, qui parecchio caos, musica a tutto volume, odore di fogna in molti tratti, negozi su negozi. Molti sono graziosi, soprattutto quelli che vendono lampade, ma sono uno la fotocopia dell’altro, poche categorie merceologiche moltiplicate a decine.

I ristoranti si susseguono uno in fila all’altro, si mangia per terra appoggiati ai cuscini, sotto luci soffuse, e lo trovo un’ottima idea, il fastidio nasce quando si viene continuamente “sollecitati” ad entrare di qua o di là.

Questo è Masbat. Verso sud, si trova Mashraba, di nuovo più tranquilla.

Il mattino dopo riscontriamo nuovamente che le spiagge pubbliche non sono il massimo e quindi dobbiamo per forza fare come fanno tutti, ossia stare nei baretti.

Noi ci fermeremo sovente al Eel Garden Stars restaurant, che è vicino al nostro hotel. Si può oziare sdraiati sui cuscini all’ombra, o trovarsi un angolino al sole. Io mi sono messa per terra perché mi piace così, ma ovunque ci sono anche lettini. Il personale non è insistente, ordini qualche bevanda, qualcosa a pranzo, e puoi stare lì tutto il giorno. Le porzioni sono abbondanti, se non si è troppo affamati una porzione basta per due. Fanno anche degli ottimi thè e tisane calde, un toccasana con la calura. Mi affezionerò al loro “Yogi tea”, ossia limone zenzero menta e miele. Un’altra bevanda calda molto particolare sono i thè beduini, miscugli vari di erbe, la più comune delle quali è la salvia. Sono digestivi e molto dissetanti.

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Ci sono 8 commenti su “Da Aqaba a Dahab

  1. Io amo Sharm, ci torno sempre, ma esclusivamente per quello che si trova sotto il livello del mare, non sopra… Dahab non penso sia molto diversa. Il giorno che flora e fauna marina saranno distrutte per sempre (non manca molto), dirò anch’io “mai più”!

  2. Hai reso perfettamente l’idea che anche io mi ero fatta su Dahab quando ci sono “passata” proveniente da Sharm…e l’aria “hippies” tanto decantata dalla Lonely, non mi ha minimamente sfiorato:notok:!
    La sensazione di essere una macchina da soldi è veramente sgradevole e capisco appieno la tua convinzione nel non voler tornarci più….peccato…per loro….
    Meravigliose le foto….e ancor di più quelle dei cani e del gattino!!:serenata:
    Ciao
    Laura

  3. A Dahab ci ho passato solo poche ore, di ritorno dall’escursione nel canyon Colorato: pranzo in ristorante sul mare e poi tappa in una specie di bazar centro commerciale. Ottimo il ristorante ma il bazar ce lo saremmo volentieri evitato!
    Ricordo un vento molto forte e mare mossissimo, per me che vado sul mar Rosso prevalentemente per lo snorkeling non è proprio l’ideale*-)

    Diario molto piacevole da leggere!:ok:

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