Un anticipo di Natale a Monaco

Scegliere di visitare Monaco in pieno inverno può apparire una scelta poco azzeccata; temperature rigide, poche ore di luce, colori grigi, vegetazione a riposo, neve, nasi colanti e tutto quello che il gran freddo porta con se. Per la verità in molti hanno avuto la nostra stessa idea, tantissimi turisti a Monaco, Spagnoli, Inglesi ma soprattutto moltissimi Italiani, richiamati fra le altre cose anche dagli ormai notissimi mercatini di Natale. Noi abbiamo ri-trovato (si trattava di un ritorno al 50%) una città bellissima, con un’infinità di piazze affascinanti, palazzi eleganti e scorci spettacolari resi ancor più fiabeschi dal candido manto di neve che per oltre due giorni è caduta copiosa.

Luoghi visitati: Monaco, Augusta, Terme di Erding.

Informazioni pratiche

Volo Bologna-Monaco A/R con Lufthansa (operato da Air Dolomiti ) acquistato 4 mesi prima, al costo di 99 €.

• Pernottamento: Meininger Hotel München City Center, Landsberger Strasse 20. La stanza doppia con bagno, colazione esclusa, costa 42 € da Domenica a Giovedì e 58€ il Venerdì e Sabato. Prenotato con Booking. Si tratta di un ostello relativamente recente che appartiene ad una catena che ha diverse sedi in Germania. La posizione è discreta in quanto vicina alle fermate del tram e della metropolitana, 10/15 minuti a piedi da Marienplatz. La stanza matrimoniale è piccola ma funzionale, l’arredo proviene principalmente da Ikea. La pulizia è complessivamente buona. La domenica però la nostra stanza non è stata rifatta. L’ambiente è molto giovane, ma le notti sono state in ogni modo silenziose, i cartelli riportano divieti di schiamazzi dopo le 22.00. Alle reception lavorano ragazzi giovanissimi che ci hanno fornito notizie utili, stampandoci addirittura alcune pagine informative di una visita che intendevamo fare. Ci siamo subito accorti che lo scarico della doccia non funzionava bene, lo abbiamo segnalato ed hanno quindi provveduto a sistemarlo nel giro di poco tempo. Unico neo: l’ascensore è stato rotto 3 giorni su 5 e la nostra stanza era al quinto piano. Ottimo lavoro per i muscoli glutei quindi, soprattutto quando si è smagnetizzata la chiave della stanza e siamo dovuti ridiscendere tre volte consecutive prima di riuscire a farla funzionare. La colazione costa 4,5 € ed è abbastanza ricca soprattutto di cibi salati, mentre sono forse un po’ carenti i dolci.

• Trasporti urbani ed extraurbani: tradizionalmente efficientissimi ma, francamente, molto costosi. La regola è: in più si viaggia, meno si paga. Un singolo biglietto urbano che consiglio di utilizzare solo in casi limite consente di effettuare soltanto tragitti molto brevi (fino a 2 fermate di metropolitana e quattro di tram). Un poco più conveniente è il carnet da 10 biglietti chiamato Streifenkarte che costa 11,50 €, ma con il sistema a fermate le strisciate finiscono molto in fretta. Noi abbiamo acquistato per le sole giornate d’arrivo e partenza l’Airport-city-day-ticket (Partner-Tageskarte-Gesamtnetz), che consente di percorre il tratto metropolitano da e per l’aeroporto e di utilizzare tutti i mezzi pubblici sino alle ore 6.00 del giorno successivo, costa 18,80 € in aeroporto o 19,60 € in città (non chiedetemi il perchè di questa differenza) ma vale per un numero di persone fino a cinque. Il biglietto giornaliero per tutta la rete urbana (escluso l’aeroporto e Dachau) valido per cinque viaggiatori si chiama invece Partner-Tageskarte Innenraum e costa 9,80 €. In rapporto, per chi pensa di fermarsi più a lungo in città, sono molto più convenienti gli abbonamenti per tre o sette giorni, singoli o di gruppo (fino a cinque). L’acquisto del biglietto ferroviario Bayern ticket, consente di spostarsi in tutta la regione e di utilizzare anche i mezzi urbani di tutte le città bavaresi, sempre per un numero di persone fino a cinque. E’ utilizzabile dalle ore 9.00 alle ore 3.00 del giorno successivo nei giorni feriali e dalle ore 7.00 alle ore 3.00 del giorno successivo nei giorni di Sabato e Domenica, costa 28 €. I nomi dei viaggiatori vanno riportati a penna sul biglietto.

• Dove abbiamo mangiato:

– Hofbräuhaus (Am Platz 9): si tratta di una tappa immancabile per qualsiasi turista. E’ un ambiente enorme, disposto su più piani, con bellissimi soffitti. La confusione è notevole anche perchè c’è un’orchestrina che suona in continuazione. Per riuscire almeno a parlarci ci siamo dovuti sistemare nella zona vicino al Biergarten. Il menù è molto tradizionale. La birra di loro produzione è servita unicamente in boccali da un litro al costo di 6,5 €. Piccola curiosità storica: il locale era il ritrovo preferito di Hitler ai tempi in cui cercava di istituire il partito nazista.

– Nordsee: si tratta di una catena di punti di ristorazione economici presenti in diverse zone a Monaco ed anche in altre città tedesche. Offre esclusivamente pesce in molte varianti. Noi abbiamo provato quello a Virktualienmarkt, mangiando bene e spendendo 15,90 € in due. Unico neo: pochi posti a sedere e rischio di dover consumare il pasto in piedi, così come è stato per noi. Non è aperto per la cena.

– Augustiner Bräun München, 19 Landsbergerstrasse. E’ la birreria che si trova proprio di fronte al nostro Meininger Hotel, enorme e frequentatissima a tutte le ore del giorno. Offrono anche boccali da mezzo litro (eine Halbe) e non soltanto da litro intero (eine Mass). Soliti piatti tipici e grassi in un ambiente caldo e chiassoso. Qui, come in quasi tutte le birrerie di Monaco vale il principio: ”Avanti, c’è ancora posto”; anche quando nell’ora di punta, vi sembrerà impossibile trovare un posto a sedere, in un tavolo qualcuno gentilmente si stringerà per permettervi di accomodarvi e poter consumare qualcosa, tutti assieme!

– Hirschgarten, Hirschgartenallee 1. E’ un locale pittoresco e molto accogliente, immerso in un parco dove si trovano anche cervi ed altri animali. Frequentatissimo dai cani e dai loro padroni. Il livello è leggermente superiore ai Biergarten sopra menzionati e di conseguenza anche i prezzi sono più elevati.

– Ristorante Arena One, Leopoldstrasse 175 (all’interno dell’Olympiapark), un ristorante self-service grazioso e dai prezzi accessibili. Cercate i tavoli vicini alle gradi vetrate con vista sulle papere.

– Panetterie e forni (Baeckerei): sono un’ottima soluzione economica per la colazione o per uno spuntino veloce. Noi abbiamo provato più volte il Back shop di fronte al Meininger hotel (tranquillo e accogliente) e la panetteria presente dentro il centro commerciale di Hacker Brücke che offre una notevole scelta di prodotti da forno.

– Imbiss: il termine indica le tavola calda in genere, noi abbiamo frequentato più volte quelle turche, greche o mediorientali in genere. Per dare un po’ di tregua alle nostre arterie ormai intasate dal colesterolo, proveniente da carni e condimenti della cucina bavarese (non sopportavamo più le cucchiaiate di panna nelle zuppe). Abbiamo quindi puntato sulla cucina degli emigranti, sempre ricca di verdure e soprattutto meno grassa. Le Imbiss o i König Kebab sono moltissimi in città, generalmente molto economici, alcuni offrono anche posti a sedere in un ambiente abbastanza confortevole.

• Acquisti: ogni volta resto colpita da come la Germania resti immobile nel mantenere rigidi orari di chiusura delle attività commerciali. Sappiano i patiti dello shopping che il Sabato pomeriggio è prevista una chiusura anticipata dei negozi generalmente attorno alle 16.00. La Domenica è invece tutto chiuso, anche nei luoghi più turistici e nei periodi divenuti ormai canonici per le spese come quello prenatalizio. La Domenica oltre ai negozi, sono chiusi anche molti locali e caffe. Sono invece sempre aperte le birrerie e le chiese.

• Ufficio Turistico: noi siamo stati in quello di Bahnofsplatz 2 (di fronte alla stazione centrale). Orari: Lun-Ven 09.00 20.00, Sab 10.00 17.00, Dom 10.00 16.00. Qui abbiamo fatto incetta di cartine ed opuscoli, in verità molti riguardavano i mercatini di Natale. La cartina dettagliata della città è in vendita a 50 centesimi di Euro. Noi ci siamo trovati in ogni modo bene con la cartina che ci hanno fornito in albergo. Esiste un altro Ufficio Turistico anche a Marienplatz ma con orari più ristretti.

• Mercatini di Natale: qualche informazione per chi visita Monaco nel mese di Dicembre, periodo nel quale (fino al 24) sono allestiti i tradizionali e frequentatissimi Münchener Christkindl-markt. Il più grande, famoso e frequentato (non potrete proprio evitarlo anche volendo) è il mercatino di Marienplatz. Un’altra sede molto grande ed eccezionalmente aperta anche la sera e quello di Theresenwiesen, animatissimo dopo cena. Non ci siamo ovviamente fatti mancare il mercato presente nel cortile interno della Residenz e quello di Odeonplatz. Quello più particolare a mio avviso è il mercato medievale di Briennenstrasse. Ne troverete uno anche attorno alla Chinesischer Turm degli Englischer Garten e persino tra il terminal 1 ed il terminal 2 dell’aeroporto! Insomma mercati in ogni dove, che vestiranno a festa l’intera città.

Monaco, che fino a qualche decennio fa era considerata la capitale morale della Germania e nonostante i suoi abitanti superino ormai il milione conserva tuttora una sua aria provinciale, conservatrice e fortemente cattolica. E’ una città dal fascino inossidabile, frizzante e cosmopolita ma al contempo legatissima alle sue tradizioni. Sul suolo cittadino sono presenti moltissime aree verdi, gli Englischer Garten ad esempio, sono uno dei più grandi parchi cittadini d’Europa e oltre, più grandi persino del Cental park di New York. Passeggiando in pieno centro mi sono spaventata vedendo sfrecciarmi a fianco un animaletto, arrivata da poco non avevo ancora resettato la mente e così ho pensato ad una “pantegana”, in realtà si trattava di un leprotto, in piena città! Qui mancano anche le brutte periferia fatte di palazzoni tipici di quasi tutte le metroboli ed è invece tutto un susseguirsi di casette basse dal tetto spiovente, giardinetto e atmosfera fiabesca.

Arriviamo a Monaco a metà pomeriggio dell’otto Dicembre ma, qui non è festa e tutte le attività sono aperte. Una volta sistemati i bagagli raggiungiamo con la metro il quartiere di Schwabing, dove ha sede la più grande Università della Germania. Moltissimi i giovani per la strada e nei numerosi localini di questa zona. Percorriamo la lunga e drittissima Ludwig Strasse, ammiriamo da fuori la Biblioteca, la Ludwigskirche ed il Priesterseminar (il seminario) situato sulla piazza tondeggiante intitolata ad Hans Scholl e a sua sorella Sophie, i due studenti che diedero origine al movimento Weisse Rose (La Rosa Bianca) contro il regime nazifascista e che costò loro la vita. Alla loro storia è ispirato il film “Die Letzen Tage” (Gli ultimi giorni). La Ludwigstrasse termina con la Siegestor, una grande e monumentale porta ad arco copiata dall’arco di Costantino a Roma. La sensazione che si ha passeggiando in questa zona, è quella di trovarsi in un centro storico italiano, probabilmente perchè gran parte degli edifici sono in uno stile neorinascimentale proprio d’ispirazione italiana.

Il secondo giorno il mio compagno non si sente bene e così inizio l’esplorazione della città da sola. La notte è nevicato e l’atmosfera è tutta ovattata. Scendendo su Landsbergerstrasse verso il centro, devio e visito la Cattedrale di St.Paul.

Raggiungo il centro con calma, mi perdo nel centro commerciale Karlstadt e alle 11.00 mi riunisco alla mia metà a Karlplatz. Ci piace sempre molto darci un appuntamento nelle città straniere.

Decidiamo quindi di seguire l’itinerario a piedi proposto da Lonely Planet, cominciando dalla Michaelskirche. Facciamo tappa anche alla Frauenkirche, meglio nota come Dom (Duomo), rossa, austera e con al suo interno la leggendaria impronta del diavolo.

Arriviamo quindi a Marienplatz casualmente a mezzogiorno, riuscendo così ad assistere allo spettacolo delle marionette del Neues-Rathaus, il Glockenspiel (carillon). Rapido sguardo alla Mariensäule, monolito marmoreo sorreggente la statua bronzea della Vergine “Patrona Bavariae”. Uno dei vantaggi di visitare Monaco in inverno consiste nella possibilità di ammirare Marienplatz, il cuore turistico e commerciale della città, decorata per il Natale, imbiancata di neve ed illuminata dal sole; un vero spettacolo!

Compiamo anche un primo giro per il Virktualienmarkt, dove ho trovato e acquistato dei regali un po’ originali. Ci sono, infatti banchi che vendono decorazioni composte di vegetali abbastanza costose ma assolutamente deliziose. Fotografiamo l’albero di Maggio, decorato con i simboli della tradizione bavarese e pranziamo al Nordsee.
Salutiamo la Residenz e la Theatinerkirche (Chiesa di San Gaetano) prototipo del barocco bavarese, edificata da costruttori italiani.

Raggiungiamo quindi gli Hofgarten (i giardini reali), bellissimi ed elganti nel loro silenzio ovattato dalla neve, hanno portici ed arcate sui due lati ed un tempietto rotondo al centro. Attraversandoli in diagonale, si arriva agli Englischer Garten e qui la scenografia diviene particolarmente nordica, ettari ed ettari di terreno ricoperti di neve, laghetti ghiacciati e cani portati a scorazzare dai loro padroni. Osservando alcune originali costruzioni come il Monopteros e la Japanisches Teehaus (che era chiusa), cerchiamo di immaginare i giardini a primavera nel pieno della loro rigogliosità. Battendo i denti arriviamo alla Chinesischer Turm, una strana torre orientale attorno alla quale è sorto un mercatino di Natale. Cerchiamo di rinfrancarci con un carissimo Glühwein (6 €) alla Chinaturm.

Dopo cena ci rechiamo a Theresien-Wiese, il grande parco dove annualmente si tiene l’Oktoberfest e dove invece a Dicembre si svolge un enorme mercato di Natale, stranamente (per quelle che sono le consuetudini tedesche) aperto anche dopo cena, organizzato in parte all’aperto ed in parte dentro enormi padiglioni. Un fiume di giovani si riversa qui ogni sera, per mangiare e bere qualcosa o semplicemente per vedere gente.

Il terzo giorno ci svegliamo con calma, poiché è in corso una tormenta di neve che non invita particolarmente ad uscire. Imbacuccati per bene, prendiamo il tram 17 per raggiungere lo Schloss Nymphenburg. All’arrivo abbiamo la sensazione di trovarci dentro una fiaba: il castello sembra aperto solo per noi, pochissimi, infatti, i visitatori spaventati probabilmente dalle condizioni meteo, fresca neve candida, papere enormi e cigni che affollano il laghetto. Ad un certo punto la neve smette di cadere ed esce il sole, un altro spettacolo!

Acquistiamo il biglietto combinato per visitare l’interno del castello, il museo delle carrozze e delle porcellane al costo di 8 €. Il pezzo forte dell’interno è il salone delle feste in stile rococò, con i suoi coloratissimi affreschi sul soffitto. Notevole questa residenza estiva della famiglia reale e splendidi i giardini che la circondano.

Pranziamo in un Biergarten del vicino Hirschgarten ed i pomeriggio decidiamo di riscaldarci le membra alle terme di Erding.

Erding è una cittadina a circa 50 km da Monaco che ospita il più grande stabilimento termale della Baviera. Si tratta di un complesso enorme, un po’ kitch ma che offre un’infinta scelta d’attività acquatiche legate al benessere o semplicemente al divertimento (scivoli, saune, bagni turchi, applicazioni di maschere per il viso, percorsi vascolari, cromo e profumo terapia, stanze a raggi infrarossi e UV, palme, vasca all’aperto, un vasto settore per i bambini con giochi e spazi loro dedicati, ecc.). Per entrare abbiamo acquistato in biglietto combinato treno-ingresso allo stabilimento per 4 ore di permanenza al costo di 23.60 €. Il viaggio in treno dura 40/50 minuti più altri 10 di cammino. Si scende alla fermata del treno Alteserding. Sono così tante le cose da provare che alla fine quattro ore non saranno sufficienti. Attenzione perchè all’uscita le ragazze alle casse sono abbastanza fiscali con gli orari, io ho impiegato un po’ ad asciugare i capelli accumulando 18 minuti di ritardo sulle quattro ore concesse e ci hanno chiesto il pagamento di 2 €. Francamente l’acqua non sembrava termale, però ci ha fatto bene spezzare il grande freddo con immersioni nelle vasche bollenti e con le saune.
Orario:Lun Ven 10.00 23.00, Sab Dom e Festività 09.00 23.00
Trovate informazioni su questo sito: http://www.therme-erding.de

Abbiamo scoperto solo in seguito che anche in centro a Monaco si trova un bel complesso storico con piscine e sauna, il Volkenbaden, situato nelle vicinanze del Deutche Museum .

Gli appassionati di nuoto dovranno inoltre provare la fantastica e futuristica piscina dell’Olympiapark.

Il quarto giorno decidiamo di visitare Augusta, Augsburg in lingua locale, che raggiungiamo in treno sfruttando il Bayern Ticket. La città ci accoglie con una combinazione di fattori climatici pessima: pioggia che oltre a bagnarci scioglie la neve dei giorni precedenti e crea un pantano spaventoso sopra il quale è difficile camminare, inoltre arrivano fortissime folate di vento gelido che rompe tutti gli ombrelli in nostro possesso. La città, una delle più antiche della Germania, appare da subito assai graziosa e interessante, certamente con un clima più a misura d’uomo renderebbe maggiormente il suo valore. La parte storica di Augusta è relativamente piccola, le distanze sono tali da consentire di visitarla interamente a piedi.

Il centro della città è il Rathausplatz che in Dicembre ospita uno scintillante mercatino natalizio. Su un lato della piazza sorge il bellissimo Rathaus, che ricorda i palazzi del rinascimento italiano, anche se in realtà si tratta di una meticolosa, fedele e recente ricostruzione, realizzata in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che distrusse pressoché interamente l’edificio.

Strano ma, sicuramente interessante è il Duomo Mariä Heimsuchung, una sorta di guazzabuglio architettonico. Al suo interno è possibile ammirare le vetrate colorate che, realizzate nel XI secolo, sono le più antiche vetrate al mondo rimaste collocate nel loro luogo originale.

Adiacente al Duomo sorge il Fronhof, un antico palazzo di principi-vescovi.

Piacevolmente signorile è la Maximillianstrasse, allietata da fontane e affiancata da notevoli palazzi, dove abbiamo passeggiato ammirando sullo sfondo la Basilica di St. Ulrich.

Una curiosità di Augusta riguarda la tolleranza religiosa che si esprime in diverse situazioni di convivenza tra due distinte fedi. Per esempio, una parte della cattolica St.Ulrich venne convertita in chiesa luterana nel 1700 e da allora tutto è rimasto immutato. In altre zone della città abbiamo incontrato chiese cattoliche adiacenti a chiese protestanti ed entrambe condividevano gli spazi esterni ed i cortili secondo le regole del buon vicinato.

Un’altra curiosità di Augusta è il Fuggerei, il complesso di case popolari più antico del mondo, originariamente destinato ai poveri purché cattolici. Oggi è invece fortemente popolato da pensionati. Per la visita è richiesto il pagamento di 4 €, che a me sembrano un po’ eccessivi per vedere un quartiere. Si tratta di un susseguirsi di casette gialle, dal tetto spiovente e ricoperte d’edera, che costeggiano vie esclusivamente pedonali La Fuggerei fu fondata nel 1500 da un ricco mercante, Jakob Fugger, secondo alcuni per guadagnarsi un posto in paradiso, secondo altri per riciclare una parte del suo patrimonio.
L’affitto annuale ammonta ancora a 0.88 € (escluse le spese accessorie) al quale si aggiunge la recitazione di tre Avemaria a favore del donatore e della famiglia Fugger.
Si tratta quindi di una città nella città, con mura proprie, porte proprie, chiesa e museo.
Con lo stesso biglietto è visitabile anche l’interno dell’appartamento tipo ed il museo. Molto particolari sono i tiranti dei campanelli degli ingressi di casa, realizzati individualmente per garantire agli abitanti di riconoscere al tatto l’ingresso di casa nei vicoli un tempo non illuminati.

Il nostro quinto giorno in terra teutonica, cade di Domenica. Il cielo sembra variabile ma la cosa che ci colpisce maggiormente è che Monaco la Domenica parla italiano. Fuori non troviamo la solita folla che si reca al lavoro e tutte le persone che incontriamo per strada, sui mezzi pubblici o nei locali sono turisti italiani o residenti di origine italiana, pare che gli Italiani che vivono e lavorano in città siano oltre ventimila. Non è un caso quindi se qualcuno la definisce: “La città più settentrionale d’Italia”.

Raggiungiamo il lungo fiume Isar con la metro, con noi a passeggio qualche fondista della Domenica e molti cani insieme ai loro padroni che in questa zona vengono lasciati scorazzare liberamente. Vediamo la luterana chiesa di San Lukas, ci spostiamo nella elegante Maximillianstrasse, l’arteria monumentale che dalla Residenz porta all’Isar. ammirando i bei palazzi neoclassici, fino al Maximileum una struttura grandiosa e imponente, sede del parlamento regionale bavarese, che dall’alto della sua posizione sovrasta questa zona della città. Nelle vicinanze si notano diverse aree verdi dove i bambini e genitori incuranti del freddo giocano con la neve. Da Fraunhoferstrasse riprendiamo la metro per raggiungere l’Olympiapark. All’arrivo ci troviamo in mezzo ad un fiume di persone ed ecco spiegato cosa fanno i Münchener (Monacensi) la Domenica pomeriggio, tutti all’Olympiapark per assistere ad un qualche spettacolo. Noi diamo un’occhiata veloce, ci riscaldiamo al museo della BMW, il cui ingresso è gratuito e troviamo un posto dove pranzare.

Poi di nuovo in metro fino a Marienplatz per assaporare insieme al Glühwein ancora un po’ d’atmosfera natalizia.

La mattina dell’ultimo giorno ci concediamo un ennesimo giro in centro. Ci sorprendiamo scoprendo ogni volta scorci ed angoli nuovi. Mano al portafogli per gli ultimi acquisti e poi di corsa verso l’aeroporto.

Monaco è bellissima in ogni stagione, basta poco tempo per sentirsi a casa e ripartire con la voglia di ritornare molto presto.

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Ci sono 6 commenti su “Un anticipo di Natale a Monaco

  1. Partiamo tra meno di una settimana, e come ben capisco c’è moooolto freddo!!!
    Mi sai dire se hai notato se sui mezzi pubblici/birrerie c’erano cani? Con noi viene il nostro bassotto tedesco e dobbiamo cercare qualche posticino dove anche lui possa scaldarsi le ossa… ovviamente non alle terme (che cmq mi segno!)…

    Complimenti per le foto e per il piacevole racconto!

  2. ilafabio wrote:
    Partiamo tra meno di una settimana, e come ben capisco c’è moooolto freddo!!!
    Mi sai dire se hai notato se sui mezzi pubblici/birrerie c’erano cani? Con noi viene il nostro bassotto tedesco e dobbiamo cercare qualche posticino dove anche lui possa scaldarsi le ossa… ovviamente non alle terme (che cmq mi segno!)…

    Complimenti per le foto e per il piacevole racconto!

    Sui mezzi pubblici mi è capitato di vedere diversi cani però sempre di piccola media-taglia tenuti dentro la “borsa”o il trasportino. Non ho però notato alcun divieto scritto specifico rispetto al trasporto di animali sia grandi che piccoli. Lo stesso discorso vale per i ristoranti, nessun divieto esposto. L’unico locale in cui ricordo bene di aver notato un cane (era un maremmano adulto) è stato l’Hirschgarten (un ristorante un po’ fuori dal centro), è entrato insieme ai suoi padroni e si accomodato sotto la sedia di lei. Tutto molto tranquillamente e nessuno ha avuto nulla da ridire. Mi è sembrata una città ben tollerante nei confronti degli animali e dei loro “accompagnatori”. Tutte le aree verdi sono frequentatissime dagli amici a 4 zampe. Spero davvero che possiate sentirvi ben accolti. Buonissimo viaggio e copritevi bene!

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