Nuestro querido Mexico

Dopo settimane di attesa non stiamo più nella pelle, finalmente arriva il 30 dicembre e carichi come delle molle ci avviamo all’aeroporto per la partenza, direzione: Città del Messico! Viaggio tranquillo (la Delta sarà pure la più grande compagnia al mondo e sicuramente la più conveniente per la tratta in questione, ma gli aerei sono almeno degli anni 70 e con buona approssimazione anche il personale di bordo era già, da un pezzo, impiegato nella stessa epoca), arriviamo la sera tardi e siamo piuttosto stanchi, per cui andiamo a dormire. Abbiamo scelto di dormire all’ Hampton Inn e ci siamo trovati molto bene, costo accettabile e ubicato proprio a due passi dal centro.
Con una splendida e limpidissima giornata ci svegliamo e dalla terrazza della stanza vediamo l’alba sui tetti della Città, una meraviglia! Usciamo e subito veniamo colpiti dalla presenza della Polizia in città, tra federali e polizia municipale, ce ne sono almeno una decina ad ogni angolo di strada: per la verità poi sembrano intenti a fare tutto tranne che vigilare perché si fanno lustrare le scarpe, mangiano, bevono, chiacchierano ma sono estremamente disponibili e gentili se si chiede qualche indicazione. Arriviamo subito allo Zocalo e rimaniamo a bocca aperta! Che spettacolo: la Cattedrale, la Torre Campanaria e la vista sulla città, il Palacio Nacional ed i murales di Diego Rivera, la musica degli organetti e l’aria tersa, a dispetto del famigerato inquinamento, è tutto davvero bellissimo e penso che le foto siano più eloquenti di quanto io possa descrivere. Giriamo nei dintorni del centro (vediamo anche una scena del crimine con tanto di sagoma per terra e nastro giallo, proprio nella zona “calda” a destra della cattedrale, capita anche a Milano del resto!) ma abbiamo un programma molto intenso e così prendiamo la metropolitana per arrivare al Terminal del Norte e salire al volo sull’autobus per Teotihuacan. Nota sulla metropolitana: è davvero comoda e ramificatissima, non abbiamo avuto nessun problema, c’è tanta sorveglianza anche lì e ci siamo divertiti a sentire tutti i venditori di merci più strane e disparate che salgono alle fermate e con voce da banditori elogiano i proprio prodotti, dalla tisana toccasana della “abuela” ai churros! Idem come sopra sull’autobus che ci porta a Teotihuacan, sale anche un bravissimo chitarrista che ci intrattiene per parte del viaggio.

Anche per Teotihuacan non posso che affidarmi alle immagini, devo dire che l’ho trovato ancora più affascinante e incredibile di Tulum (mare a parte) e di Chichen Itza e sicuramente non di minore bellezza. Dopo un discreto sali e scendi dalle piramidi, soddisfattissimi rientriamo a Città del Messico e andiamo a prendere i biglietti per la Lucha che si terrà eccezionalmente di sabato e che quindi vedremo l’indomani. Dei luchadores Luca mutua subito le tradizioni ed andiamo a mangiare il famosissimo panino de “El Cuadrilatero”, fantastico e smisurato: impossibile finirlo anche se si divide in due!
Il giorno dopo (buon anno!!!) riprendiamo a girare per la città e, nonostante di norma non amiamo aggregarci a tour (in questa vacanza lo faremo ben due volte anche se la seconda molleremo la “turistata” per andarcene per i fatti nostri come vi dirò dopo), per avere una visione di insieme prendiamo il Turibus che parte dallo Zocalo e ci porta in giro all’aperto per tre ore (e volendo se ne prende un altro per altre tre e si vedono anche quartieri meno centrali) e quando rientriamo alla base è già ora di scappare a vedere la Lucha!!!! Andiamo all’Arena Mexico e c’è grande fermento, stasera combatte una celebrità. Ci divertiamo moltissimo a vedere gli incontri ed a sentire gli incintamenti degli spettatori, c’è anche un incontro femminile in cui le ragazze si pestano come dei fabbri (sempre per finta, per carità, ma qualche schiaffone l’ho sentito andare a segno): è tutto molto coinvolgente e passano velocissime tre ore. Alla fine non riusciamo a chiamare il radio taxi e ne prendiamo uno al volo, sappiamo che non si dovrebbe fare ma siamo in attesa da un po’ ed è sera, in ogni caso ci costa pochissimo e ci porta a destinazione. Però, messaggio di utilità sociale, non fatelo! Meglio sempre chiamare i taxi o farseli chiamare da alberghi e ristoranti.

È il 2 gennaio ed è già ora di lasciare Città del Messico, che comunque avremo occasione di rivedere sulla strada del ritorno, grazie anche al prolungamento di quasi due giorni del rientro causa cancellazione del volo di Delta verso casa. Voliamo con Aeromexico e dopo un’oretta di bellissimi panorami arriviamo ad Oaxaca. La città è deliziosa e ci conquista subito per l’atmosfera solare e gioiosa. Siamo in un albergo molto grazioso (Casa de Siete Balcones , www.casadesietebalcones.com), come mi sembrano esserlo la maggior parte delle sistemazioni in città. C’è una grandissima cura di ogni particolare, anche gli alberi sono dipinti e decorati! Non posso descrivere poi quanto si mangi bene da queste parti, la sola cioccolata varrebbe il viaggio, noi optiamo per pranzare al mercato e consiglio vivamente di farci un giro, è un’esperienza notevole.Come accennavo prima, ci facciamo tentare, visto che l’autobus parte molto presto al mattino e la macchina la noleggeremo solo tra un paio di giorni, da un proposta di tour che tocca, tra le altre destinazioni, Hierve el Agua e Mitla e, seppure scettici, visto che entrambe rientravano nei nostri piani, prenotiamo due posti per il giorno seguente.
Probabilmente siamo sfortunati, o forse più semplicemente un po’ insofferenti vista l’abitudine di lungo corso alla vacanza in autonomia, fatto sta che dopo aver mal sopportato una sosta “artificiosamente” didattica in un paio di negozi (tappeti e mezcal), scalpitiamo per arrivare non troppo tardi a Hierve el Agua ed appena capiamo che ad un visita abbastanza frettolosa a Mitla sarebbe seguita anche sosta (peraltro non prevista) al ristorante, avvisiamo l’autista del pullman e scendiamo alla stazione degli autobus a prendere un taxi che ci porti a Hierve el Agua e poi ci riporti a Oaxaca. Arriviamo, dopo un’emozionante strada panoramica, ancora abbastanza presto per goderci le incredibili cascate inondate dal sole e per fare un rinfrescante bagno nei laghetti. Non vorrei abusare dell’aggettivo meraviglioso ma non mi viene in mente altro per descrivere il luogo in cui ci troviamo.
La sera diamo fiducia alla Lonely e mangiamo ai Danzantes (ci piacerà così tanto che proveremo il locale gemello a Coyoacan a Città del Messico).
È il 4 gennaio ed è tempo di muoversi anche da Oaxaca, purtroppo. Ad avere più tempo saremmo rimasti volentieri un po’ di più, ma abbiamo la nostra scassatissima macchina a noleggio (Europecar, come Delta, sarà anche la più conveniente ma…stesso discorso!) e parecchia strada da percorre, così ci dirigiamo subito alla prima tappa, il vicino sito di Monte Alban, per la visita delle rovine zapoteche…devo dirlo? Meravigliose e lascio parlare le foto. Quello che mi colpisce dei siti storici visitati finora in Messico è sempre l’incanto della posizione in cui si trovano, spesso su altipiani con viste mozzafiato, oppure in vallate silenziose, insomma..la sapevano davvero lunga!
Non verremmo via più tanta è la pace che si trova lassù, però abbiamo da percorrere la strada tra le montagne che ci porterà a Puerto Escondido e nonostante sia meno di 300 km sembra che ci vogliano circa cinque ore per arrivare. In realtà ce ne metteremo un paio di più perchè ci imbatteremo nel blocco della strada operato dagli abitanti della valle che, come scopriremo molto a breve, non condividono l’elezione di un nuovo goverante del territorio. Apprezziamo in questa circostanza l’estrema civiltà (forse anche perchè è una forma di protesta abbastanza praticata nell’Oaxaca e forse nel Chiapas) dei messicani che scendono, giocano a pallone, chiacchierano e camminano, ma nessun si scompone troppo. Verso le 18.00 ci fanno ripartire e dopo una serie di tornanti infinita arriviamo con grande curiosità a Puerto Escondido. Qui dormiamo al Quinta Lili (www.quintalili.mx), atmosfera molto familiare e solo cinque camere, ci troviamo bene!
L’indomani abbiamo in mente solo una parola: mare!!! La spiaggia di Puerto Escondido è molto ampia ed anche molto bella, il mare, come da previsione, è parecchio mosso ed un bagno in piena regola non si riesce a fare, ma dopo il freddo degli ultimi tempi a Milano non vediamo l’ora di entrare in acqua, così un tuffo lo facciamo subito e poi decidiamo di passeggiare. Fortunatamente una volta tanto ho una buona idea e propongo, contrariamente a quanto facciamo di solito, di portarci dietro anche macchina fotografica, chiavi ed oggetti “di valore” vari perchè quando rientriamo dalla lunga camminata scopriamo che una gentilissima famiglia ha recuperato i nostri vestiti, i teli mare, i sandali e la guida portati via dalle onde che, mentre camminavamo, avevano raggiunto l’altezza della nostra postazione! Ci complimentiamo mentalmente per la nostra furbizia e decidiamo di metterci su dei lettini poco lontani scoprendo che sulla spiaggia di Puerto Escondido (così come in altre località della costa) non si paga il noleggio ma solo quello che si consuma e peraltro non c’è obbligo di pranzare o di prendere chissà che, si può anche bere solo un refresco e nessuno ti dice nulla. Restiamo in spiaggia a goderci il resto della giornata e sul tardi ci mettiamo in cammino per la successiva tappa: Mazunte, San Augustinillo e la mitica Zipolite. Non ci arriveremo però quella sera perchè la protesta degli abitanti della zona per il governatore si è estesa ed a pochi chilometri da Puerto Escondido è stato occupato un ponte e non c’è altra via per proseguire sulla costa a meno di ripercorrere le montagne. Visto che il blocco non sembra sul punto di risolversi decidiamo di restare a Puerto Escondido un giorno in più. Dormiarmo all’Hotel Santa Fe (che ci dimezza il prezzo della stanza rispetto a quello del listino, probabilmente perchè non è pieno) e ceniamo (benissimo) sul mare in uno dei locali della via più animata (“Junto al mar”), spendendo pochissimo.
La mattina successiva siamo speranzosi nella rimozione del blocco ma ci sbagliamo, la protesta continua ed anche la Policia Federal non sa dirci a che punto siano le trattative e se la risoluzione sia prossima, così ci ingegnamo per passare dall’altro lato e con qualche telefonata alla compagnia di noleggio riusciamo a lasciare la macchina all’hotel (non ci sono uffici Europecar raggiungibili) e con combinazione di taxi + camminata a piedi sul ponte con valigie + altro taxi riusciamo ad oltrepassare il blocco ed a recuperare un’altra macchina a noleggio (questa volta con Hertz) e nel primo pomeriggio siamo a farci un bel bagno nella più occidentale delle baie di Huatulco: San Augustìn.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il tratto di costa tra Mazunte, San Augustinillo e Zipolite e ci fermiamo per la notte in un posto davvero affascinante, si chiama Punta Placer ed ha delle capanne sul mare molto semplici ed allo stesso tempo molto curate, pulitissime e con una vista incredibile. Ci rilassiamo e ceniamo a Zipolite in uno dei tanti ristorantini del posto.
La mattina dopo la passiamo sulla sconfinata spiaggia di Zipolite, sperando di ammirare i surfisti cimentarsi con le onde imponenti, ma forse è troppo presto o forse non ci sono le condizioni ideali…fatto sta che non vediamo neanche uno! Per poter fare un bagno ci dirigiamo a Puerto Angel, seguendo i consigli della Lonely Planet, ma ci delude parecchio: l’acqua è sporchissima e la spiaggia non è che una sequenza di ristoranti di pesce che fanno a gara per accaparrarsi la clientela puntando ogni macchina che scenda verso la spiaggia. In ogni caso ormai ci siamo e ci godiamo il sole ed il relax facendo anche un bel bagno.
Eccoci alla nostra ultima tappa: i quattro giorni che mancano alla fine della vacanza li passeremo a Huatulco. Abbiamo scelto di dormire alla Crucecita (alla Mission de Los Arcos, consigliatissimo) e saremo davvero contenti della decisione perchè il paesello è molto vivace e pieno di negozietti e ristoranti non smaccatamente turistici, mentre invece non ci piacerà molto la zona dei resort sulla spiaggia di Tangolunda (a parte i prezzi assurdi che impongono per un servizio all inclusive che a noi comunque non interessava). Un scelta altrettando gradevole poteva essere quella della zona di Santa Cruz, meno “artificiale” e forse un po’ più viva. Passiamo gli ultimi giorni in totale relax sulle spiagge raggiungibili in macchina, come quella di Los Conejos, e facendoci portare invece nelle baie più remote come Cacaluta, La India e Chachacual, da un simpatico barcaiolo pescatore che, insieme al figlio, ci mostra le bellezze della costa. Devo dire che, come alcuni giramondini mi anticipavano, la zona di Huatulco rischia di trasformarsi in tempi brevi in un altro paradiso turistico artificiale: testimonianza di questo rischio sono alcuni ecomostri di hotel che abbiamo visto sorgere sulla costa (ad esempio a Los Conejos) e la presenza massiccia di Fonatur che ha edificato splendide strade a doppia corsia a beneficio degli hotel in una regione in cui non abbondano certamente le infrastrutture. Incuriositi dal logo della Fonatur che ci sembrava di aver già visto, abbiamo difatti indagato e scoperto che era la stessa società di sviluppo turistico che aveva realizzato il progetto “Loreto Bay” in Baja California in cui avevamo dormito due anni fa, nonché, e questo non lo sapevamo, la creatrice (turisticamente parlando) di Cancun e della Riviera Maya, di Los Cabos e della recentissimamente lanciata Riviera Nayarit. Speriamo si comportino coscienziosamente e non trasformino la zona in un’unica fila ininterrotta di Resort. Fine del “pippotto” riflessivo!
Come anticipavo prima, il ritorno è stato posticipato di quasi due giorni e felici per l’insperata fortuna concludiamo con un altro piccolo soggiorno nella capitale e partiamo già pensando a quando torneremo a visitare l’amatissimo Messico.

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Ci sono 19 commenti su “Nuestro querido Mexico

  1. sono tornato da un mese dalle Maldive… ma sinceramente il viaggio fatto nel 2009 in Messico è per ora insuperabile :flirt: ed io mi sono limitato ai tre stati della penisola dello Yukatan (Quintana Roo, Campeche e appunto Yukatan)

    quanto ancora ho da scoprire di questo meraviglioso paese…quanto!!! e il tuo diario mi ha portato in quei luoghi :ok:

  2. Che meraviglia Arianna!!…ho ripercorso parte del mio viaggio….Theutiacan, Oaxaca, la mia Zipolite:(:(….troppo bello!!
    Siete stati anche ad Hierve el agua….ecco, questa mi è mancata, bellissima vero??..ci deve essere un panorama da lassu’…..tipo Monte Alban…ma che paesaggi??:serenata:…bravi, bel viaggio!

  3. In effetti i fatti di Acapulco, accaduti proprio mentre eravamo via, mi hanno abbastanza turbata….posso dirti che non ci siamo mai sentiti niente meno che sicuri durante tutto il viaggio, Città del Messico compresa….però è vero che la situazione resti caldissima in molte parti del paese (mi hanno detto che il confine con gli U.S.A. è davvero difficile)…

  4. Nella zona rosa di Citta’ del Messico nel febbrai del 2008 quando andai io esplose una bomba propio davanti al mio hotel mentre vi soggiornavo,per una questione di droga tra cartelli.Mai visto nulla del genere sembrava un film. I tragitti in bus soprattutto nella zona del Chiapas li ricordo con un po’ di ansia,si veniva tutti filmati dalla polizia dentro il bus e nel cuore della notte ai posti di blocco l’esercito ti faceva aprire i bagagli con i fucili a tracolla. Non ho comunque mai rischiato nonostante il corposo giro(sono partito da Mexico city fino allo yucatan attraversando molte regioni anche disastrate come tabasco).Oggi con i livello di pericolosita’ cosi’ elevato non lo rifarei e non lo consiglio a nessuno,ma rimane un peccato perche’ il Messico e’ stupendo e me lo porto nel cuore quel paese da quando ci sono stato. Speriamo cambi qualcosa prima o poi.
    Ps:Acapulco e’ stupenda.Fascino decadente unico.

  5. bel diario Ari, brava! Anche dopo aver visto ormai quasi tutto il Paese, Hierve el Agua rimane uno dei miei posti preferiti! veramente magico con quei cactus giganteschi! bello. tornando sul discorso sicurezza mi sembra che il buon Christian esageri un po’. ci sono si problemi, ma ditemi in quale Paese del mondo non ce ne siano? io vivendoci ormai da un po’ di tempo, non sconsiglierei a nessuno di venire in Messico. io ci vivo tranquillamente , non mi sono mai sentito minacciato in modo particolare o ho avuto paura . certo, la zona al confine con gli USA e’ particolarmente pericolosa perche’ e’ dove avviene il passaggio della droga verso gli Stati Uniti appunto, che sono il maggior consumatore di sostanze proibite nel mondo! ma in tutto il resto del Paese la pericolosita’ non e’ piu’ alta che nella maggior parte dei Paesi nel mondo! sui controlli nel sud del Paese, la pericolosita’ proprio non esiste, si viene filmati e controllati sui bus non per la droga, ma per l’immigrazione clandestina dal Guatemala e da tutto il centro-America. ma pericoli veri e propri non ce ne sono.

  6. Lamadanzante wrote:
    bel diario Ari, brava! Anche dopo aver visto ormai quasi tutto il Paese, Hierve el Agua rimane uno dei miei posti preferiti! veramente magico con quei cactus giganteschi! bello. tornando sul discorso sicurezza mi sembra che il buon Christian esageri un po’. ci sono si problemi, ma ditemi in quale Paese del mondo non ce ne siano? io vivendoci ormai da un po’ di tempo, non sconsiglierei a nessuno di venire in Messico. io ci vivo tranquillamente , non mi sono mai sentito minacciato in modo particolare o ho avuto paura . certo, la zona al confine con gli USA e’ particolarmente pericolosa perche’ e’ dove avviene il passaggio della droga verso gli Stati Uniti appunto, che sono il maggior consumatore di sostanze proibite nel mondo! ma in tutto il resto del Paese la pericolosita’ non e’ piu’ alta che nella maggior parte dei Paesi nel mondo! sui controlli nel sud del Paese, la pericolosita’ proprio non esiste, si viene filmati e controllati sui bus non per la droga, ma per l’immigrazione clandestina dal Guatemala e da tutto il centro-America. ma pericoli veri e propri non ce ne sono.

    Su diverse testate mondiali di varie nazioni compaiono spesso articoli come questo
    ( una addirittura pubblicata dalla rivista colombiana elespectador)

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-19/perche-messico-diventato-paese-180445.shtml

    Ora,io non voglio alzare polemiche a riguardo,ma se secondo indagini di carattere mondiale
    il Messico e’ diventato un paese dove la sicurezza ormai e’ solo piu’ un ricordo dovremo dare atto di questa cosa no?Cerchiamo di essere obiettivi,il Messico utlimamente e’ un colabrodo. Anche a me come a te non e’ successo nulla,e anche a moltissimi altri turisti per fortuna,ma la gente,i messicani che ci vivono in Messico,prova a chiedere a loro cosa ne pensano.

  7. christian_100 wrote:
    Su diverse testate mondiali di varie nazioni compaiono spesso articoli come questo
    ( una addirittura pubblicata dalla rivista colombiana elespectador)

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-19/perche-messico-diventato-paese-180445.shtml

    Ora,io non voglio alzare polemiche a riguardo,ma se secondo indagini di carattere mondiale
    il Messico e’ diventato un paese dove la sicurezza ormai e’ solo piu’ un ricordo dovremo dare atto di questa cosa no?Cerchiamo di essere obiettivi,il Messico utlimamente e’ un colabrodo. Anche a me come a te non e’ successo nulla,e anche a moltissimi altri turisti per fortuna,ma la gente,i messicani che ci vivono in Messico,prova a chiedere a loro cosa ne pensano.

    forse non ci siamo capiti. mi dici di chiedere ai messicani che ci vivono. io ci vivo in Messico, non parlo da turista. conosco tantissimi messicani, ci vivo e ci lavoro, esco con loro. quindi credo di avere una visione die fatti un po’ piu’ realistica di un qualsiasi turista. poi per quanto riguarda le testate giornalistiche, lo sappiamo tutti che cercano solo il sensazionalismo. esempio lampante e anche recente, tutto il casino che hanno tirato su con l’influenza dell’anno scorso! tanto rumore per nulla. quindi sono io che ti chiedo di non creare allarmismi assurdi, basandoti su dicerie e articoli di giornali che vogliono solo vendere piu’ copie. io posso dire in tutta tranquillita’ che, con le dovute precauzioni valide in tutto il mondo, e evitando unicamente gli stati del nord confinanti con gli USA, il Messico e’ un Paese assolutamente sicuro.:ok:

  8. mah, sai, e’ brutto essere schiavi dell’informazione manipolata. non e’ che se una cosa sta scritta nei giornali vuol dire che sia vera al 100%! esempi ce ne sono a migliaia, e ti ho fatto l’esempio dell’influenza che e’ stata trattata da tutte le piu’ importanti testate giornalistiche mondiali e dopo si e’ rivelata una bufala! e allora? io da sempre mi fido di piu’ da quello che vivo in prima persona sulla mia pelle, piuttosto che affidarmi a quello che altri scrivono, per chissa’ quali interessi, sui giornali! :ok:

  9. Lamadanzante wrote:
    mah, sai, e’ brutto essere schiavi dell’informazione manipolata. non e’ che se una cosa sta scritta nei giornali vuol dire che sia vera al 100%! esempi ce ne sono a migliaia, e ti ho fatto l’esempio dell’influenza che e’ stata trattata da tutte le piu’ importanti testate giornalistiche mondiali e dopo si e’ rivelata una bufala! e allora? io da sempre mi fido di piu’ da quello che vivo in prima persona sulla mia pelle, piuttosto che affidarmi a quello che altri scrivono, per chissa’ quali interessi, sui giornali! :ok:

    Guarda Lama,e con questo concludo, sul fatto dell’informazione distribuita malamente con me trovi terreno fertile in quanto ero in Asia al tempo della Sars,in Indonesia dopo lo Tsunami e sono tornato recentemente dal famigerato e pericolosissimo Brasile. E non mi e’ successo nulla manco nelle favelas,nonostante i media sono andati avanti con la guerra di Alemao e Vila Cruzeiro per mesi parlando di centinaia di morti(lo avrai letto penso). Sul fatto della cattiva informazione hai davvero ragione, volevo solamente sottolineare come il problema della Droga e dei vari cartelli messicani sia piuttosto evidente ormai.(come lo e’ in altri paesi dell’America del sud ovviamente). Magari tra tante notizie false o gonfiate qualcosa di vero c’e’.

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