POLvere ROSSA

PREMESSA: il diario è diviso in due sezioni. la prima riguardante le informazioni pratiche, la seconda invece contiene il racconto di alcuni, dei tanti, bellissimi momenti che mi sono rimasti nel cuore.
Ho tralasciato la descrizione per filo e per segno del viaggio, dei templi e così via..

ITINERARIO:

1 tappa: arriviamo a Siem Reap alle 8 di mattina con un volo air asia da kuala lumpur e vi restiamo 3 giorni interi. Questo perchè Siem Reap è il villaggio in cui alloggiare per visitare il magnifico sito archelogico di Angkor http://it.wikipedia.org/wiki/Angkor
Di per se la città non è che un piccolo intreccio di strade, ristorantini ed alberghi.
Ma oltre che punto di partenza per visitare il sito archeologico, si può approfittare per spingersi un po’ più in là di Siem Reap e visitarne i dintorni, scoprendo ancor meglio la realtà cambogiana

2 tappa: il quarto giorno partiamo alle 8 di mattina con l’autobus da Siem Reap per la Capitale Phnom penh e ci impieghiamo circa 7 ore.
A Phnom Penh dedichiamo il pomeriggio, la sera e la mattina del giorno dopo (nel pomeriggio abbiamo preso un volo air asia per Bangkok)
Diciamo che il nostro è stato un veloce passaggio, il tempo per permetterci una visita allo stupende Palazzo Reale e ad un orfanotrofio.

Nella capitale ci sarebbe anche da visitare il Tuol Sleng Genocide Museum http://en.wikipedia.org/wiki/Tuol_Sleng_Genocide_Museum (prigione dove si sono consumate parte delle efferatezze di Polpot) ma noi purtroppo (causa volo) non ne abbiamo avuto il tempo.

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Visualizzazione ingrandita della mappa[/GMAP]

VOLO intercontinentale


compagnia: qatar airways.
Abbiamo volato in realtà su kuala lumpur in malaysia, sia per via dell’ottimo prezzo trovato (700 a/r) sia perchè volevamo salutare degli amici malesi conosciuti l’anno prima.
è il secondo anno che voliamo con questa compagnia e ci siamo trovati di nuovo ottimamente.
Le 6 ore di scalo nel piccolo areoporto di doha (qatar) sono la cosa più scocciante, ma sopportabilissime!! Come segnalato su questo forum, ricordo che nella zona food court presentando la carta di imbarco si ha diritto a del cibo e bevanda gratuita. Non sono il massimo comunque.

VOLI interni


Abbiamo sempre usato Air Asia, per i voli tra malaysia/cambogia.
Veramente ottima compagnia low cost, già utilizzata l’anno precedente.
Spesso ci sono ottime offerte, basta monitorare con un po’ d’anticipo.
Come “offerte” preferenzali si puo pagare l’assicurazione, la scelta dei posti a sedere e i kili del bagaglio (fino a 15, oppure 20/25/30). Per i vari voli abbiamo speso (i prezzi includono scelta del posto a sedere, assicurazione e bagaglio da stiva fino a 15 kili)
25 euro a testa per kuala lumpu–> siem reap
30 euro a testa per phnom penh–> bangkok

TRASPORTI interni:


Per muoverci all’interno delle singole città abbiamo sempre preso accordi con i tuk tuk driver.
Per spostarci da siem reap alla capitale phnom penh abbiamo preso un autobus di una delle tante compagnie locali a circa 12-15 dollari, comprando direttamente in guest house
Abbiamo impiegato circa 300 km in 7 ore, con una discreta scomodità ma vivendo belle scene di vita cambogiana.

COSTI:

La cambogia, paragonata ad altri paesi asiatici limitrofi, è nel complesso meno economica.
Ma per noi rimane comunque una meta affrontabile.
La moneta locale è il riel cambogiano ma è usato poco e sono molto meglio accetti i dollari americani.
Parte dei costi, se si entra e si esce dal paese per via aerea è ricoperto dalla tasse per il Visto:
20 dollari in entrata + 25 in uscita.
Alta spesa è quella per l’entrata ai templi di angkor: il pass da 3 giorni (il tempo giusto per una buona visita) costa 50 dollari.
Sempre in relazione ai templi ci sono le spese per il tuk tuk (mezzo migliore e più economico) che si aggira sui 12-15 dollari al giorno (un tuk tuk ha due posti) e circa 25 dollari se nel giro si include la visita a templi più distanti come i Roulos.
Per il cibo, consumando ristoranti economici o nelle bancarelle nella zona dei templi si aggira sui 5-8 dollari a pasto compreso di bibita.
Per gli alloggi più economici si trovano doppie sui 15 dollari, se si desiderano comfort in più si va a salire.

A volte, soprattutto con i turisti, il prezzo che ti sparano non è superiore ad un dollaro rispetto all’effettivo valore..ma ben il doppio!!!
e se tutte le volte paghi a tutti il doppio di quello che in realtà vale ciò che stai acquistando…non ne esci vivo, anzi ne esci col portafoglio vuoto!
non puoi essere un erogatore automatico di soldi!!

LINGUA:

con l’inglese basta arrangiarsi e lo comprendono, lo stesso vale per il francese.
a volte hanno una pronuncia un po’ strana (ma anche noi italiani..) ma ci si capisce alla fine

TELEFONO:


a mio parere la cosa più conveniente per telefonare all’estero dalla cambogia è usare skype da un internet point o dal proprio hotel se ha l’uso di internet incluso.

HOTEL:


siem reap:
golden temple villa http://www.villa.goldentemplevilla.com/

stanza piccolina, ma pulita e con a/c a 14 dollari a notte la doppia e ci sono anche venuti a prendere all’areoporto.
minimale, bagno piccolo ma carina e se si vuole risparmiare e ci si accontenta va benissimo.
l’atmosfera è carina, il ristorante buono e con i giusti prezzi.
c’è anche la sala internet con i pc gratuiti.

unica pecca è che proveranno a chiederti per un po’, ma gentilmente, se sei interessata ai loro tour col tuk tuk.
se si è interessati, i prezzi sono molto buoni.
ma visto che il programma è standardizzato, e noi volevamo fare dei giri diversi, abbiamo rifiutato. Basta dirgli gentilmente e chiaramente che si preferisce far da se e con un sorriso accetteranno.
almeno con noi hanno fatto così

phom penh:
fancy guesthouse http://www.thefancyguesthouse.com/
alloggio economico (15 dollari a notte la doppia con a/c), in buona posizione e pulito.
Unica pecca l’insistenza del proprietario per usufruire di giri per la città con un tassista-amico.

SOLIDARIETA’


progetti ospedalieri a siem reap:
-il famoso centro del dottor beat richner http://www.beatocello.com/ (fino a qualche tempo fa so per certo che oltre che soldi chiedevano donazioni di sangue)
-l’ospedale dei bimbi http://angkorhospital.org/help_donate.php

orfanotrofi a siem reap:
http://www.coso-orphanage.com/about_us.html
-questo è proprio di strada, in mezzo ai templi, vicino al bentey srei:
http://orphansdisabledcambodia.org/

orfanotrofio a Phnom Penh
http://lighthouseorphanage.com/Lighthouse_Orphanage_Cambodia/Home.html

TEMPLI di Angkor


I templi sono numerosi e davvero belli, superfluo elencarveli e descriverli: per questo ci sono le guide.:ok:
Posso solo dire che secondo me il tempo minimo per visitarli è 3 giorni, e che ne vale davvero la pena!!!


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POLvere ROSSA


Prima di proseguire per la Tailandia decidiamo di dedicare un po’ di giorni alla Cambogia.

Siamo spinti principalmente dalla volontà di visitare il sito archeologico di Angkor: il fulcro dell’antico impero Khmer, ma quello che troveremo in questa terrà è molto di più.

La Cambogia ci ha regalato sorrisi, emozioni e paesaggi stupendi…
ci ha mostrato cos’ è la vera povertà, ma soprattutto cos’ è l’umiltà e la capacità di sorridere comunque alla vita..

Bambini scalzi, bambini poveri, bambini fieri, bambini che giocano felici nelle pozzanghere, bambini che gironzolano vicino ai templi e che appena arrivi ti corrono dietro e ti circondano per venderti qualcosa chiedendoti “One Dolla”…
E tu, come tanti altri turisti:
lì, con la tua fotocamera…lì, con la tua videocamera…lì, che ti ritrovi a rispondere numerosi “no” e solo qualche “si”…
Al no ricevi comunque un sorriso. Un “va bene ma se cambi idea ricordati di me”, un “va bene ma se vuoi dopo io sono ancora qui”..

Intanto sei li che ti chiedi cosa sia giusto fare…e quale Mano adulta si celi dietro questi bimbi. *-)

Cammini..
c’è un gruppo di musicisti che suona, guardi bene, si tratta di mutilati…
fatichi a non distogliere lo sguardo in fretta e furia….chissà perchè loro sono sorridenti, umili e fieri e tu invece abbassi i tuoi occhi colmi di imbarazzo e vergogna.
Ti manca il coraggio di guardare.
Le Loro sono le ferite della recente “macchina da morte” di PolPot e dei suoi Khmer Rossi:
mentre il mondo guardava hanno costruito campi di concentramento, seminato terrore e sterminato 1/3 della popolazione.
Sono trascorsi 20 anni e buona parte del paese, delle zone non turistiche, è ancora minato: quasi ogni giorno un cambogiano salta in aria e perde un arto…

Sono passati due decenni e questo paese non riesce ancora a rialzarsi sulle sue gambe e camminare da solo: la corruzione del potere politico e le spinte economiche straniere non fanno altro che rendere ancora piu povera la sua umile gente.

Manca un ‘ora alba..
Camion strapieni di donne e uomini all’inverosimile che nel buio della notte si dirigono a lavorare chissà dove…

Bicilette e motorini stracarichi fino all’incredibile.
Continuo a chiedermi quale segreto ingegneristico ci sia per riempire in quella maniera quei due-ruote…
Penso che nei cambogiani debbano vivere ancora i geni degli antichi ingegneri Khmer che costruirono l’imponente Angkor..non trovo altra spiegazione!! :shock:

Chiudo gli occhi e … siamo nuovamente sul nostro tuk-tuk.

..sorrido felice…

ci passa accanto un motorino con un’intera famiglia di quattro persone: la mamma ed il suo bimbo ci sorridono e salutano.
Intanto sul ciglio della strada i bimbi, con la divisa scolastica bianca e blu, giocano con i galli che vagano liberi.

Tutt’intorno verdi risaie, bufali ed uomini a lavoro, docili cani, capanne di legno dove la vita scorre dolce e lenta, sorrisi ed occhi che mi regalano gioia, e poi….terra rossa e..polvere….tanta polvere..rossa.

… FIORI DI LOTO….

[LEFT]Il letto della nostra piccola camera è cosparso di bellissimi petali, gli stessi petali che ornano i piatti che ci vengono serviti a colazione.
Vellutati petali rosa…

[/LEFT]


“Vi piace fare le foto e vi voglio portare in un posto, volete?” ci chiede Soala, il nostro tuk tuk driver.

— Un ragazzo di vent’anni, dalla cordialità immensa.
Ogni volta che è costretto ad aspettare questi due stupidi turisti coglie l’occasione per tirare fuori il suo libro di inglese e studiare.
Il tuk tuk gliel’hanno comprato di seconda (forse terza o piu) mano tutti i suoi parenti con una grande ed impegnativa colletta familiare in maniera che almeno lui in famiglia potesse avere un lavoro e la possibilità di studiare.
Un pomeriggio mentre siamo in viaggio si scatena un violentissimo temporale, Soala accosta in tutta fretta ed inizia a tirare giu con una fatica infinita le coperture di plastica in maniera che noi non ci bagnassimo.
Gli diciamo di non preoccuparsi, ci saremmo coperti da soli.
Non vuole sentire ragioni!
Nel giro di dieci minuti è bagnato come un pulcino, si rimette in sella e lo attende un altra mezz’ora di strada sotto una pioggia torrenziale, ma almeno sembra essere molto contento e soddisfatto che i suoi turisti, il suo “pane”, sono all’asciutto. —

“Vuoi portarci in un posto a fare le foto? certo!”
Ci sorride e dopo 20 minuti di strada iniziamo a vedere una grandissima distesa di fiori di loto.
Una distesa di vellutati petali rosa…questa volta non sparsi sul nostro letto, non sono a decorare il piatto della nostra colazione ma immersi in uno specchio d’acqua.
“qui è bellissimo per le vostre foto!”
Questa volta Soala scende dal suo mezzo e ci accompagna.
Ha ragione, è bellissimo…sono rapita da questo spettacolo della natura, da questo spettacolo di vita.

“stock!!”
Una noce di cocco cade impetuosa da una palma a meno di 10 centimetri dalla testa di Soala, io urlo!! :shock: lui si gira e mi sorride :) …beato lui!

Mentre tento di placare il mio spavento dall’altra parte della strada in una piccola capanna di legno abitata da uomini, mucche e galline, una piccola bimba ci osserva.

Nello zainetto abbiamo un piccolo peluche, il mio compagno glielo dona.
Corre subito dalla mamma ridendo ed urlando, nel frattempo si gira e lancia un bacio con la manina.
Un bacio anche a te piccola… :bacio:

L’ALBA DEI VISI SORRIDENTI

La sveglia suona inesorabille alle quattro, anche stamattina..
Forza e coraggio, Soala è già davanti all’hotel che ci attende.
Il buio avvolge tutto. La strada quasi non si vede ma sentiamo gli effetti delle buche sul nostro fondo-schiena! :x
La notte cambogiana ha poche luci, pochi lampioni, ma molta vita.
Se aguzzi la vista nell’ombra vedi persone che preparano banchetti, che caricano bici e motorini, persone che vanno a lavoro ammassate su qualche mezzo di trasporto.
Intanto noi, nel buio della notte, abbiamo il capriccio di andare al Bayon, uno dei piu bei templi del sito archeologico di Angkor, così da poterlo vedere mentre sorge il sole.

Incrociamo orde di turisti che vanno nel senso opposto al nostro, tutti corrono verso Angkor Wat.
Sembriamo essere gli unici ad andare all’inverso.
Per fortuna non è solo un impressione:
arrivati scopriamo di essere soli nel buio della notte, in un silenzio irreale ci addentriamo tra le mura di pietra di questo sontuoso templio.
Quasi non vedo nulla…ma pian piano il cielo diventa piu chiaro.

Alcuni corridoi sembrano tutti uguali, rimango sola e mi sembra di perdere l’orientamento, mi prende quasi l’ansia.
Credo che a spaesarmi così tanto sia anche il silenzio che mi circonda, non ci sono abituata.
Vengo risvegliata di colpo da un canto caldo, che si propaga attraversando la fredda pietra.
Mi sembra un richiamo, lo seguo.

…archi, corridoi, piccole camere, scale, tutto mi pare ripetersi e…
non so neanche come, arrivo al terrazzo superiore:
in mezzo ad una piccola stanza una donna monaco canta inginocchiata la sua dolce preghiera davanti ad una statua di budda illuminata da una fiamma.

Mi sento coinvolta in una fede che non conosco e che non mi appartiene.
Non voglio disturbare e mi apposto lontana dietro una colonna ad osservare ed emozionarmi per qualcosa che neanche comprendo.
Per un attimo lascio la monaca da sola alle sue preghiere ed alzo lo sguardo, ormai il buio della notte inizia a lasciar posto alla luce del giorno.
Così finalmente mi accorgo che sopra la mia testa ci sono dei giganteschi visi.
Visi… scolpiti nella dura pietra, visi scolpiti con morbide forme, visi rilassati, visi sorridenti…di un sorriso che coinvolge.

E’ l’alba… i primi raggi del sole iniziano a colpire il templio e dalla foresta intorno inziano a levarsi canti corali di preghiera:
i monaci danno il buongiorno al loro dio ed i visi del Bayon sorridono piu luminosi che mai.
Sorrido anche io… :)

…DENTI DA LATTE…

Che caos alla stazione dei bus di Siem Reap!!! :shock:
tuk tuk, bus, venditori ambulanti, turisti, cambogiani, un via vai continuo di gente in mezzo a tanta polvere…

Ed è tra tutta questa polvere e confusione che i miei occhi si posano su una piccola bimba:
…circa 80 centimetri di pelle ed ossa a piedi scalzi, tutta impolverata, uno straccio sporco come vestito, un sacco di liuta logoro sulle spalle..ed uno sguardo triste..

Uno sguardo che si incrocia con il mio e che mi riempie il cuore di una tenerezza enorme..

Mi guarda un attimo e poi riprende a cercare a terra:
l’ inesistente ricchezza di questa bimba viene dall’immondizia altrui..

…Tanto è bella questa terra, tanto è intrisa di contraddizioni strazianti e… nulla smette mai di ricordartelo.

Mi sembra quasi che il mondo intorno a me si sia fermato…quando sento chiamare:
è l’autista che sta caricando i nostri bagagli e ci dice di salire sul bus che siamo in partenza.

Non posso andarmene così!!! :-x
Ho un flash: ricordo, e spero, di avere nel piccolo zainetto che ho con me ancora qualcosa da poter regalare a questa piccola bimba.
Spero di avere del cibo, dei quaderni o dei colori e delle penne.
– “aspetta aspetta!!” :shock: – urlo al mio compagno che dopo aver aiutato l’autista con i bagagli è già intento a salire sul bus.

In fretta frugo avidamente con la mano nello zainetto e purtroppo esce solo un colorato peluche a forma di pappagallo, ne sono dispiaciuta.

Ma io e la piccola cambogiana diamo un valore diverso alle cose:
a lei si illuminanno gli occhi!

Scatta, mi corre vicino… con delicata decisione mi strappa via dalle mani il finto pennuto e scappa a nascondersi dietro una macchina.

Io sono spaesata :o : non mi aspettavo quella reazione e, nonostante razionalmente tenti di comprendere la sua povertà, il gesto non mi è piaciuto.

Lei mia spia da dietro l’auto, abbraccia il pappagallo e sorride…poi, d’improvviso, assume un espressione dura e triste.
Con andamento timoroso e lento si dirige verso di me e, con occhi dispiaciuti e pieni di vergogna, mi restituisce il peluche, si gira e se ne va.

Sono felice ed orgogliosa di lei. :)
Dopo aver vissuto almeno per qualche secondo una piccola gioa, si è resa conto di aver sbagliato… nonostante la povertà e l’istinto.

La vedo allontanarsi di spalle e penso a tutte le volte che in Italia ho visto bimbi urlare, picchiarsi e piangere per contendersi un gioco… sento i richiami disperati delle loro mamme.
Sento i compromessi delle loro mamme: “dai, fai giocare anche lui, giocate insieme..poi ti compro il gelato”
Sento tutti i “mamma/papà voglio questoooo, lo voglio!!! Compramelooooooooo” ogni volta che mi trovo all’interno di un supermercato o davanti alla vetrina di un negozio di giochi.

-Piccola!! hey, torna qui!!!-

Lei si volta…
le vado incontro e le allungo il peluche …

Rimane immobile, mi fissa..

Con un sorriso, le do il pappagallino.

Con occhi spalancati, faccia interrogativa ed un piccolo ed ossuto indice si autoindica…..:o

-“si, è per te!”- annuisco :cool:

Prende il pappagallo.
Ed è in questo momento che io ricevo uno dei sorrisi più belli che abbia visto nella mia vita: un sorriso dolce e tenero a sei denti…ingialliti, un po’ storti, con i segni tipici di una vita di povertà
…denti da latte….
che sembrano denti di un’anziana donna sofferente…
….denti da latte….
che mostrano il genocidio di Polpot, l’indifferenza del resto del mondo, la corruzione,
l’inadeguatezza della classe politica attuale e la povertà di questo popolo.

Salgo velocemente sul bus prima di rimanere a terra, lei se ne va un po’ in disparte, ma non troppo:.
rimane sotto il nostro finestrino, aspettando che il bus parta.

Il motore è acceso, l’autista mette la prima e via…
la piccola ci saluta con la manina e con il suo nuovo colorato amico.

La saluto sorridente e davanti ai miei occhi iniziano a scorrere i paesaggi e la vita cambogiana.

Guardo fuori dal finestrino, ripenso e penso:
alcune lacrime, che tento di fermare, mi bagnano il volto ed il cuore sembra stia per esplodermi in corpo.
Guardo il mio compagno: vorrei parlare, vorrei condividere, ma non riesco…ma, in fondo, non servono parole… me ne sto per un po’ in silenzio.

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Ci sono 23 commenti su “POLvere ROSSA

  1. bellissimo mun:serenata::serenata: io non riesco a scrivere così bene le mie esperienze di viaggio, ma quando leggo parole che mi toccano come quelle che hai scritto tu, è un grande piacere condividerle:serenata: complimenti:ok:

  2. Irene, solo ora che sto programmando il mio viaggio in Cambogia, ho letto il tuo diario e devo dire che mi ha emozionata davvero. Complimenti perché hai saputo trovare le parole giuste per descrivere ogni cosa, situazione, sensazione. Bellissime anche le foto e molto utile la “parte pratica”. :clap::clap::clap:

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